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Dimarco e Sanchez, a San Siro l’Inter batte l’Empoli 2-0

MILANO (ITALPRESS) – Torna a vincere l’Inter che, dopo l’eliminazione dalla Champions League subita dall’Atletico Madrid e il pareggio in campionato contro il Napoli, batte per 2-0 l’Empoli e riacquista il vantaggio di quattordici punti sul Milan secondo in classifica. Le reti, una per tempo, di Dimarco e Sanchez, decisive in negativo per la squadra di Nicola che non riesce a dare lo strappo decisivo in zona retrocessione.
La sblocca subito l’Inter, dopo sei minuti, con Bastoni che dalla sinistra trova il cross preciso per Dimarco, letale nel sinistro al volo sul quale Caprile non riesce a intervenire: 1-0 in favore dei nerazzurri e Bastoni che sarà ancora protagonista in zona gol, poco più tardi, raccogliendo il suggerimento di tacco da parte di Lautaro e calciando con il mancino, colpendo il palo alla destra di Caprile. Altra occasione per l’Inter che imposta la partita davanti a un Empoli comunque non rinunciatario e che prova come può a ripartire.
Nella ripresa ancora Inter, sempre dalla sinistra, con Dimarco ad andare sul fondo e crossare rasoterra per Barella, libero di colpire con il destro, ma non freddo a pescare l’angolino. Empoli dunque ancora in partita, al 67′ è Cambiaghi a ricevere in area il pallone preciso di Gyasi, ma calcia alto. Cambi per entrambe le formazioni che tuttavia non reindirizzano un filone tattico segnato dalla supremazia interista. La capolista a dieci minuti dalla fine si concretizza nel gol del definitivo 2-0: azione manovrata che porta al suggerimento sulla destra di Barella per il neo entrato Dumfries, preciso nel cross che attraversa l’area di rigore e che, a porta sguarnita, viene spinto in rete da Sanchez, indisturbato nel chiudere la pratica di San Siro e ipotecare i tre punti per i suoi.
– foto Ipa Agency –
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Al Via del Mare Lecce-Roma si chiude senza gol

LECCE (ITALPRESS) – La Roma non va oltre un pareggio per 0-0 contro il Lecce nel match del Via del Mare valevole per la trentesima giornata del campionato di Serie A 2023/2024. La formazione capitolina si rende protagonista di un buon avvio di partita, costruendo la prima occasione da rete al 6′ su un cross di Paredes, che viene deviato da Gendrey e che costringe Falcone a respingere con i pugni. Qualche minuto più tardi Baldanzi (l’ex Empoli titolare, con Dybala in panchina per più di 80 minuti) tenta l’azione in solitaria, andando a concludere con il sinistro, ma il suo tiro termina di poco a lato. Tra i più attivi nella squadra pugliese c’è Piccoli che, tra il 16′ e il 21′, arriva due volte alla conclusione senza impensierire particolarmente Svilar. Quest’ultimo viene impegnato in altri due frangenti da Gallo e Dorgu e in entrambi i casi deve rifugiarsi in calcio d’angolo. La prima frazione di gara vede sempre i padroni di casa più propositivi rispetto agli ospiti, tanto da rendersi pericolosi anche al 41′ con l’ennesima conclusione imprecisa di Piccoli. A pochi secondi dall’intervallo, però, la Roma sfiora il vantaggio colpendo un clamoroso palo con Angelino.
Al termine dei due minuti di recupero le due squadre tornano negli spogliatoi sul parziale di 0-0. Nella ripresa la Roma si ritaglia subito una grande chance per passare in vantaggio ma Zalewski non riesce a sfruttare un ottimo assist di Paredes. Sul ripiegamento di fronte Ramadani calcia dalla distanza e trova la deviazione in corner del neo-entrato Huijsen. Al 68′ Dorgu va al tiro, ma trova la pronta risposta di Svilar. Qualche minuto più tardi è Falcone a compiere un intervento miracoloso su Aouar, innescato da un delizioso colpo di tacco di El Shaarawy. Nel finale di gara il Lecce spinge alla ricerca del vantaggio e si rende pericoloso prima con Banda, sul quale è decisiva la parata di Svilar, e poi con Sansone, che davanti al portiere spedisce alto sopra la traversa. In pieno recupero c’è spazio anche per la traversa scheggiata dal neoentrato Oudin. Con questo pareggio, dunque, la Roma rallenta nella corsa verso la Champions e resta quinta con 52 punti, mentre il Lecce è tredicesimo a quota 29. I capitolini hanno reclamato un rigore nella ripresa: Zalewski, sugli sviluppi di un corner, ha anticipato sia Blin che Falcone, che poi sono entrati in contatto col romanista. Resta qualche dubbio.
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Termina 1-1 lo scontro salvezza Cagliari-Verona

CAGLIARI (ITALPRESS) – Quasi 77 minuti di nulla rossoblù poi Claudio Ranieri cambia tre uomini del Cagliari e rischia di vincere una partita che sembrava abbondantemente persa. Sardi inizialmente in bambola totale. Zero tiri in porta e poca costruzione del gioco. In una partita del genere, in cui ci si giocava la vita, il Cagliari appare a lungo smarrito, consegnandosi al Verona che ha sbagliato solo nel non assestare il colpo decisivo. Nel finale, con un centrocampo fresco, è stato il Cagliari a rovesciarsi in avanti e a sfiorare il vantaggio ma alla fine lo spareggio salvezza termina sull’1-1.
Prime fasi molto contratte poi, al 15′ Shomurodov, su assist di Nandez, in scivolata sfiora il palo. Pochi spunti, tanti lanci lunghi, l’importanza della posta in palio si sente tutta. Alla mezz’ora errore di Zappa, Mitrovic cambia gioco per Noslin, bravo a servire Bonazzoli, che infila Scuffet per lo 0-1. Il Verona potrebbe raddoppiare al 40′ con un contropiede di Folorunsho ma il portiere dei sardi è bravissimo a ribattere la conclusione del centrocampista gialloblù.
Nella ripresa entra Viola per Shomurodov ma è il Var a tenere in piedi il Cagliari quando Zappa sbaglia ancora e Lazovic segna. Serve il replay per evidenziare un fuorigioco che annulla il raddoppio veronese. Il Cagliari si affida a Luvumbo, Zappa sbaglia l’aggancio su cross di Viola davanti a Montipò quindi Scuffet salva ancora su Lazovic (16′). Il Verona abbassa i ritmi, Ranieri cambia quasi tutto il centrocampo e i risultati gli danno ragione. Luvumbo sfonda a sinistra, crossa, la difesa scaligera respinge, Sulemana spara a rete facendo esplodere l’Arena sarda. Nel finale la partit si mantiene incertissima. Lo stadio supporta i rossoblù fino alla fine, il pathos aumenta con il passare dei minuti, Luvumbo, al 45′, esalta ancora Montipò; poi il Verona si chiude e si salva.
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Sassuolo-Udinese 1-1, Thauvin risponde a Defrel

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Sassuolo e Udinese pareggiano per 1-1 in uno degli scontri salvezza della trentesima giornata della Serie A. Al Mapei Stadium le reti arrivano tutte nel primo tempo: Thauvin ha risposto al gol del momentaneo vantaggio di Defrel. Per quanto visto in campo il pari è il risultato più giusto; il match è combattuto e senza un vero padrone. La prima frazione è piuttosto equilibrata. Le due squadre si accendono solo grazie alle fiammate dei singoli: Pinamonti da un lato, Lucca e Lovric dall’altro, sono gli unici a creare grattacapi ai portieri avversari. Nel finale di tempo la partita si accende ed entrambe le formazioni vanno in gol. Al 41′ segna per primo il Sassuolo, per merito di Defrel, lanciato nello spazio da una gran palla di Matheus Henrique. La gioia dei padroni di casa, però, dura ben poco e, tre minuti più tardi, l’Udinese pareggia con Thauvin, autore di un facile tocco sottoporta dopo l’assist di Pereyra.
Nella ripresa l’Udinese è superiore sul piano della manovra, anche se, come il Sassuolo, i friulani si rivelano imprecisi negli ultimi metri. Al 69′ i bianconeri sfiorano il vantaggio con la conclusione potente di Lovric che, però, si stampa sulla traversa. I neroverdi vengono nuovamente graziati al 81′ dal secondo legno di giornata: Samardzic batte una punizione dalla lunga distanza, sulla quale non interviene nessuno e il pallone si stampa sul palo. Nel finale ci provano anche i neroverdi, ma l’unico reale pericolo prodotto è la spizzata di testa di Pinamonti al 82′. Il pareggio serve più all’Udinese che al Sassuolo: i friulani salgono a quota 28 punti in classifica, mentre gli emiliani rimangono penultimi ma sono a un punto dalla “salvezza”.
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Bologna-Salernitana 3-0, rossoblù a -2 dalla Juventus

BOLOGNA (ITALPRESS) – Ennesimo scatto verso la Champions League per il Bologna, che vince 3-0 contro la Salernitana, grazie alle reti di Orsolini, Saelemaekers e Lykogiannis, rafforzando la quarta posizione in classifica e portandosi a -2 dal terzo posto, occupato dalla Juventus. Successo fondamentale per gli uomini di Thiago Motta, che alimentano il sogno europeo. Notte fonda invece per i granata, alla ventesima sconfitta in trenta partite giocate: manca ormai solo la certezza aritmetica per sancire la retrocessione dei campani. La sfida del Dall’Ara è stata praticamente a senso unico, coi padroni di casa che hanno espresso il solito calcio propositivo: l’assenza di Zirkzee, partito dalla panchina, non ha rallentato una manovra fluida e di difficile lettura per la squadra di Colantuono. Il gol al 14′ confezionato dal solito Orsolini ha indirizzato il match, una conclusione a giro sul secondo palo praticamente imparabile per Costil. I rossoblù hanno dominato pure nel possesso palla, nemmeno il tiro di Simy respinto in corner da Ravaglia è riuscito a dare fiducia ad una squadra ormai abbandonata al proprio destino: al 44′ Saelemaekers, grazie anche alla complicità di Costil, si è inventato la rete del 2-0, sempre con una conclusione dalla distanza. Il gol incassato poco prima del finale di primo tempo ha complicato ancor di più la faccenda in casa granata, la squadra di Colantuono non è riuscita in nessun modo ad invertire la tendenza negativa. Da evidenziare l’incredibile prestazione di Riccardo Calafiori, a cui è mancato soltanto il gol: un chiaro segnale in ottica nazionale maggiore, in vista degli europei in programma in Germania. Nel finale Candreva ha provato a rendere meno amara la trama del match, ma Ravaglia in uscita è riuscito a bloccare l’offensiva del numero 87 dei campani. In pieno recupero Lykogiannis ha chiuso i conti con la rete del 3-0.
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Papa “Il dono della pace giunga alle popolazioni stremate da guerra e fame”

ROMA (ITALPRESS) – “Condividere la gioia è un’esperienza meravigliosa, che impariamo fin da piccoli: pensiamo a un ragazzo che prende un bel voto a scuola e non vede l’ora di mostrarlo ai genitori, o a un giovane che raggiunge i primi successi sportivi, o a una famiglia in cui nasce un bambino. Proviamo a ricordare, ciascuno di noi, un momento tanto felice che era persino difficile esprimerlo a parole, ma che abbiamo desiderato raccontare subito a tutti!”. Lo ha detto Papa Francesco, in occasione della recita del Regina Caeli con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro.
“Non rinunciamo alla gioia della Pasqua!- aggiunge – la gioia, quando si condivide, aumenta”.
“Rinnovo a tutti gli auguri pasquali – prosegue – e ringrazio di cuore coloro che in diversi modi mi hanno inviato messaggi di vicinanza e di preghiera. A queste persone, famiglie, comunità giunga il dono della pace del Signore risorto – ha aggiunto il Pontefice -. E vorrei che questo dono della pace arrivasse là dove più ce n’è bisogno: alle popolazioni stremate dalla guerra, dalla fame, da ogni forma di oppressione”.
-foto Agenzia Fotogramma-
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Van der Poel fa tris al Giro delle Fiandre, Mozzato secondo

ROMA (ITALPRESS) – Uno straordinario Mathieu Van der Poel vince il Giro delle Fiandre 2024 e completa il tris personale alla Ronde dopo le vittorie del 2020 e del 2022. Il campione del mondo ha salutato tutti a 45 km dall’arrivo sul muro del Koppenberg, incrementando piano piano il suo vantaggio sugli inseguitori fino ad alzare le braccia al cielo per la terza volta sul traguardo di Oudenaarde, questa volta indossando la maglia iridata. Il fuoriclasse olandese ha rispettato dunque i pronostici, che lo vedevano ampiamente favorito in virtù dell’assenza forzata di Wout Van Aert dopo la caduta di mercoledì alla Dwars door Vlaanderen. Sul podio, però, sale un fantastico Luca Mozzato, protagonista di una prova maiuscola che vale un secondo posto inaspettato quanto meritato: il 26enne veneto del team Arkea-B&B Hotels è il primo degli umani. La corsa è stata animata da una fuga di otto elementi, che non riescono però mai ad avvantaggiarsi oltre i 4′. Il gruppo tiene i fuggitivi sempre a portata, e a 110 km dal traguardo prima Jorgenson e poi Pedersen cercano l’attacco per isolare Van der Poel, che rimane sornione nel gruppo. Dopo aver provato a fare la differenza senza successo, sul Koppenberg l’olandese ci riprova e questa volta fa il vuoto: è impressionante la pedalata del campione del mondo nel tratto più duro sul pavè fangoso in salita. Van der Poel rilancia l’andatura nuovamente sul Taaienberg e raggiunge il minuto di vantaggio su Jorgenson, mentre dietro Alberto Bettiol (EF Education-EasyPost) guida il gruppo degli inseguitori, che in breve si riporta sul californiano della Visma. Bettiol e Teuns staccano gli altri e rimangono da soli alle spalle di Van der Poel, ma l’olandese della Alpecin si invola verso la vittoria della seconda classica monumento stagionale, e al traguardo di Oudenaarde alza la bicicletta al cielo. “Vincere il Giro delle Fiandre con la maglia iridata di campione del mondo sulle spalle è un sogno che si avvera – ha spiegato il campione olandese – E’ stata una delle corse più difficili della mia vita”. Alle sue spalle Bettiol e Teuns vengono ripresi, ma l’azzurro Mozzato vince lo sprint a ranghi ristretti ed è raggiante a caldo ai microfoni di Rai Sport: “Per crederci e per realizzare penso ci vorrà un pò di tempo. Sono felicissimo, penso sia la mia miglior prestazione di sempre. Sono riuscito a cogliere questo podio – ha concluso – Sicuramente me lo godrò”. Terza piazza per il tedesco Nils Politt (Uae Team Emirates), nono Bettiol.
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Sinner da sogno, trionfa a Miami e diventa n.2 Atp

MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Due set per due prime volte che fanno la storia. E’ la Pasqua di Jannik Sinner, primo italiano a vincere due Masters 1000 da quando esiste questa categoria di tornei, e primo di sempre, in tutta la storia del tennis, ad arrivare in Top 2 nella classifica mondiale in singolare, donne comprese. La finale del Miami Open, secondo Atp Masters 1000 stagionale dotato di un montepremi di 8.995.555 dollari che si è disputato sui campi in cemento dell’impianto dell’Hard Rock Stadium, in Florida, vinta con il punteggio di 6-3 6-1 contro il bulgaro Grigor Dimitrov, 11esima forza del seeding, segna un ulteriore passo verso uno status avanzato di campione. Per tutto il torneo, Sinner, testa di serie numero 2, si è amministrato, gestito, e anche nella sfida per il titolo è sembrato fare come i piloti in Formula 1 che premono un pulsante sul volante e cambiano la modalità di settaggio del motore. Il 22enne altoatesino è così, sfianca come il miglior Djokovic, poi a un certo punto decide che è il momento di mettere un tigre nel motore. L’ha fatto nelle due occasioni in cui ha brekkato nel primo set, l’ha fatto di nuovo nel secondo per andare 3-1 e servizio. La festa per il quattordicesimo titolo Atp, a quel punto, è solo questione di tempo. I 33 punti a 18 negli scambi da fondo, i 9 gratuiti contro 23, danno la misura di una partita mai davvero in discussione, così come si evince anche dalla sua durata (un’ora e 14 minuti). Sono 25 le sue vittorie nelle ultime 26 partite giocate: così Sinner, già campione all’Australian Open e a Rotterdam, diventa il primo italiano nell’albo d’oro del Miami Open e il primo giocatore con tre titoli all’attivo nel 2024 nel circuito Atp. Numeri che possono appartenere solo ad un autentico fuoriclasse. Lo spagnolo Carlos Alcaraz è scavalcato: davanti a Sinner c’è solo la leggenda Djokovic.
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