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Libri, Eliana Liotta lancia “La vita non è una corsa”. Elogio alla pausa

MILANO (ITALPRESS) – “E’ una sorta di racconto saggio che ho scritto in collaborazione con gli specialisti dell’Università San Raffaele e dell’Ospedale San Raffaele: neuroscienziati, gastroenterologi, psicologi, fisiatri. E’ un viaggio attraverso il nostro corpo, la nostra mente, la nostra storia per parlare non solo dei suoni della nostra vita, ma anche dei silenzi e delle pause che sono altrettanto importanti”. Lo ha spiegato Eliana Liotta parlando del suo libro “La vita non è una corsa”, in un’intervista all’Agenzia Stampa Italpress. Insieme agli specialisti ha individuato “un percorso fatto di quattro diversi tipi di soste” da concedersi nel quotidiano. “Le prime sono le pause secondo natura, ovvero quelle che riguardano i cicli della luce e del buio e che obbligatoriamente il nostro corpo dovrebbe seguire – ha proseguito -. Le seconde sono quelle che definisco dei pensieri lenti. Noi tutti siamo abituati a ragionare velocemente, va bene prendere delle decisioni di pancia, ma siamo fatti per fare delle riflessioni e questo ci serve per essere padroni della nostra esistenza. Poi ci sono le pause sentimentali, da passare con le persone che amiamo perchè siamo animali sociali e la solitudine ci può far stare molto male. Infine, ognuno ha le sue pause personali, non negoziabili. C’è chi sorseggia la tisana alla sera, chi vuole andare a sciare nei weekend”. (ITALPRESS).

Foto: Italpress

Betsson Sport arriva in Italia, Francesco Totti brand ambassador

ROMA (ITALPRESS) – Betsson Sport, il nuovo ambiente digitale di infotainment dedicato allo sport, arriva ufficialmente in Italia, una piattaforma nata per condividere con gli utenti contenuti esclusivi, interviste, notizie e highlights riguardanti numerose discipline sportive. Inoltre, grazie alla realizzazione di un vero e proprio sport club, il brand punta a diventare un polo di riferimento e un network che unisce realtà diverse sia a livello locale sia nazionale.
Il progetto mira a valorizzare le squadre che entreranno a far parte del Betsson Sport Club, offrendo visibilità e sostegno a tutti i team che aderiranno al progetto, anche – e soprattutto – ai quei club appartenenti a leghe meno blasonate e che godono di una minore visibilità. Tutte le squadre che desidereranno richiedere l’adesione al Club potranno farlo tramite il sito web, dove è disponibile un apposito modulo da compilare per la richiesta. Questo approccio mira a rendere il processo più semplice e accessibile possibile, con l’obiettivo di coinvolgere attivamente i club sportivi fin dall’inizio del percorso in Italia di Betsson Sport.
Proprio per trasmettere i valori e lo spirito di questo progetto è stato scelto un brand ambassador d’eccezione come Francesco Totti, icona del calcio italiano e internazionale.
“Questo percorso esprime al meglio il mio impegno quotidiano a condividere la mia passione per lo sport – ha detto Totti – Mi ha dato modo di entrare a far parte di un progetto meraviglioso, che punta a diventare un anello di congiunzione tra vari club sportivi, aiutandoli a valorizzarsi e a esprimere al 100% il loro potenziale”.
Stefano Tino, Managing Director Italia di Betsson Group, ha descritto la partnership con Totti come “un’entusiasmante opportunità per consolidare il posizionamento del brand tra i principali attori nel campo dell’informazione e dell’intrattenimento sportivo”.
“Nel mondo di oggi, dove interattività e condivisione sono alla base della quotidianità delle persone, volevamo entrare nel mercato italiano con una figura di riferimento che non solo potesse farsi portavoce, ma che incarnasse i valori e la mission del nostro nuovo brand – ha sottolineato Tino -. Pertanto siamo davvero entusiasti di iniziare questo viaggio con uno dei giocatori più affermati al mondo, una figura la cui passione per lo sport è diventata leggendaria. Siamo sicuri che la sua storia e il suo percorso ci aiuteranno a valorizzare tutte le discipline che faranno parte del nostro Club e promuovere la nostra visione di sport: condivisione, fair play, inclusione e passione”.

– foto ufficio stampa Betsson Sport –
(ITALPRESS).

Prostata, passi avanti su diagnosi, terapie e chirurgia

ROMA (ITALPRESS) – Nuovi strumenti diagnostici, terapeutici e chirurgici sono pronti a rivoluzionare gli interventi sul tumore alla prostata. Non solo: un cambiamento radicale è previsto per l’ipertrofia del collo vescicale, una patologia che colpisce spesso una popolazione in età giovane, tra il 20 e i 50 anni. Gli approcci terapeutici fin qui disponibili mettevano a rischio l’eiaculazione del paziente, con riflessi anche psicologici; una nuova tecnica, invece, permetterà di conservare anche la capacità eiaculatoria durante l’orgasmo. Questi temi sono stati affrontati nel convegno “Prostate Master 1”, che si è tenuto presso la Clinica “Villa Pia” di Roma, con la presidenza di Alessandro Calarco, Membro del comitato Patients della Società Italiana di Urologia – SIU e del Direttivo della Società Scientifica UROP, e Responsabile Urologia presso la Clinica “Villa Pia”.
Il tumore alla prostata è il più frequente negli uomini: l’80% della popolazione maschile con più di 80 anni ne è affetto. Considerando la stretta interrelazione con l’età e l’aumento della sopravvivenza, cresce anche il numero di pazienti. Secondo i dati AIOM, in Italia il tumore della prostata nel 2023 ha colpito 41.100 uomini, con un incremento nell’ultimo triennio del 14%, visti i 36mila casi del 2020. I dati americani contano invece ogni anno 288mila nuovi casi e 34.700 decessi. Tuttavia, non è il primo tumore per mortalità: oltre il 60% dei pazienti riesce a sconfiggerlo definitivamente. Serve però una diagnosi precoce e l’identificazione delle forme più gravi. “In caso di sospetto di neoplasia l’urologo deve intervenire con le analisi ematiche e strumentali atte a capire se quel paziente sia a rischio tumore – spiega Calarco -. Queste analisi consistono nel PSA, l’antigene prostatico specifico; l’esplorazione rettale; laddove richiesto la risonanza magnetica multiparametrica, che fa parte delle nuove tecnologie a disposizione dell’urologo che servono ad affinare la tecnica di biopsia che si utilizza poi per fare la diagnosi del tumore. Questa tecnica indica le lesioni sospette e permette una diagnosi precisa”.
“La novità principale nel trattamento medico del tumore prostatico è rappresentato da associazioni di farmaci: doppiette e triplette – sottolinea Antonella Mecozzi, UOC Oncologia Centro di eccellenza Oncologia Radioterapica e Medica Fatebenefratelli Isola Tiberina Gemelli Isola -. Le cellule tumorali del tumore prostatico sono sensibili al testosterone, ormone maschile, la cui soppressione, attraverso la terapia ormonale si rivela fondamentale. Tuttavia, negli stadi più avanzati della malattia, le cellule tumorali possono diventare resistenti alla terapia ormonale che blocca la produzione di testosterone, per cui diventa necessario ricorrere a nuovi farmaci che superano questa resistenza”. “Negli ultimi anni – aggiunge – l’uso di farmaci ormonosoppressivi di nuova generazione per via orale (ARSI) associati alla terapia antiandrogena classica, “doppietta”, hanno modificato lo scenario, aumentando la sopravvivenza di questi pazienti in maniera significativa. Recentemente si è visto che la “tripletta”, cioè il trattamento combinato con antiandrogeni classici, ARSI e chemioterapia, nei pazienti con malattia estesa ad alto rischio ha un impatto positivo sulla sopravvivenza. Tra le novità dell’ultimo anno non dobbiamo dimenticare l’introduzione nella pratica clinica di farmaci che agiscono nei pazienti portatori di mutazione dei geni BRCA1 e 2. In ultimo vi è un farmaco, già approvato da EMA di cui in Italia si attende la rimborsabilità, un radioligando che permetterà di effettuare una terapia mirata alla sede delle metastasi che sono state diagnosticate con la PSMA-PET”.
“In caso di intervento chirurgico, le novità più significative riguardano la capacità di intervenire con tecniche mini- invasive, laparoscopiche o robot assistite – evidenzia Calarco – Finora gli interventi chirurgici per l’asportazione di una neoplasia prostatica con il taglio dell’addome hanno comportato il rischio di conseguenze sulla funzione erettile e sulla continenza urinaria. I nuovi strumenti chirurgici, che si limitano a effettuare piccoli fori di 5 millimetri ed adottano l’ausilio di ultratelecamere, permettono di operare i pazienti con un impatto minore e con tempi rapidi di convalescenza. L’evoluzione robotica è stato un grande passo avanti e ha ulteriori prospettive, con nuove macchine che riducono il tasso di mini-invasività con un unico foro dove si inserisce un singolo strumento che, una volta all’interno dell’addome del paziente, si apre esponendo cosi gli strumenti robotici contenuti al suo interno”.
L’ipertrofia del collo vescicale è una patologia molto simile all’ipertrofia prostatica benigna dal punto di vista sintomatologico che provoca un’ostruzione nella prostata che condiziona la minzione. “L’ipertrofia del collo vescicale può richiedere un intervento chirurgico che comporta il rischio di perdere l’eiaculazione e di conseguenza la capacità riproduttiva – continua Calarco – Il fatto che colpisca una popolazione giovane, tra i 20 e i 50 anni, rende particolarmente delicato questo approccio terapeutico. Una nuova tecnica di recentissima sperimentazione riesce a preservare l’eiaculazione nel 100% dei pazienti operati. Nel prossimo futuro rappresenterà un cambiamento radicale”.
Il convegno “Prostate Master 1. La prostata dalla diagnosi al trattamento” si è tenuto presso la Clinica “Villa Pia”. Presieduto dal dottor Calarco, l’evento è stato patrocinato dagli Urologi dell’Ospedalità Privata (UrOP) e dalla SIU, ed è stato organizzato con il contributo non condizionante di Recordati. Presenti oltre 50 tra oncologi, urologi, chirurghi, medici di medicina generale. “Siamo stati lieti di ospitare un’iniziativa con specialisti di varie discipline per analizzare i dettagli dell’avanzamento tecnologico in urologia, che consente progressi diagnostici, terapeutici, chirurgici – commenta Daniela Bottari, Amministratore Unico Clinica “Villa Pia” – Tra le nostre attività, questi percorsi di formazione rivestono una funzione fondamentale, in vista anche dell’ampliamento della nostra struttura con quattro nuove sale operatorie che apriranno per favorire la prevenzione e la cura del paziente, offrendo una significativa risorsa alla sanità romana in convenzione. Siamo infatti impegnati a garantire servizi efficienti e aggiornati al massimo”.

– foto ufficio stampa Diessecom –
(ITALPRESS).

Ucraina, Tajani “Le decisioni vengono prese da tutti i Paesi Nato”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “L’ho ribadito anche oggi durante l’incontro con Blinken, la posizione dell’Italia è molto chiara: le decisioni della Nato vengono prese da tutti i Paesi della Nato. Non c’è un Paese o un gruppo di Paesi che decide per gli altri. Noi siamo grandi sostenitori dell’Ucraina, siamo pronti a fare ancora di più sia per quanto riguarda gli aspetti finanziari, sia per quanto riguarda gli aspetti della ricostruzione, però tra questo e dire che mandiamo le truppe a combattere contro i russi c’è una bella differenza”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Consiglio Ue Affari Esteri a Bruxelles. “Non credo che sia un buon messaggio: dobbiamo lavorare per la pace, cercando di fare in modo che l’Ucraina possa resistere e non essere sconfitta dai russi. Soltanto quando c’è equilibrio tra le parti ci si può sedere al tavolo della pace”, ha aggiunto. “Il nostro obiettivo è sostenere l’Ucraina, ma non siamo in guerra con la Russia: stiamo difendendo il diritto internazionale e l’indipendenza dell’Ucraina, che è una cosa ben diversa rispetto a fare la guerra alla Russia. Lo abbiamo sempre detto e lo continuiamo a ripetere: credo che l’Europa debba parlare unita e non divisa. Non voglio fare polemiche con nessuno, però credo che a Putin si debba dare un messaggio di forza essendo uniti e avendo sempre delle posizioni comuni”, ha concluso il ministro.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Barbera “La tutela della Costituzione tessuto che unifica la Repubblica”

ROMA (ITALPRESS) – Tutela e sviluppo della Costituzione “non come documento brandito per letture divisive, ma come il tessuto che, attraverso la condivisione dei suoi principi, regge e unifica la Repubblica”. Parte da questo principio il ruolo del collegio della Corte Costituzionale, indicato nella relazione del presidente d Augusto Barbera, in occasione della riunione straordinaria della Corte sull’attività del 2023. Barbera ha ricordato che “la Costituzione del ’48 è, nel complesso, per quanto riguarda i principi, tuttora robusta, perchè il suo è un testo che il Costituente ha voluto ‘ecletticò, ‘inclusivò, ‘a virtualità multiplè”. Il presidente della Consulta ha iniziato la sua relazione dall’attualità: “Tra il 2022 e il 2023 dall’angoscia della pandemia si è passati al fragore delle armi, prima ai confini dell’Europa, per effetto dell’aggressione russa al popolo ucraino, e adesso nel Medio Oriente, per l’orrore degli attacchi terroristici e le dure reazioni israeliane. Il 2023 è stato anche l’anno che ha visto in Italia atroci casi di femminicidio, ultimo ieri a Roma, recentissimo”. Un anno che “ha registrato, comunque, numerose e ripugnanti violenze contro le donne. Ed è stato l’anno in cui oltre mille, una media di ben tre al giorno, sono state le agghiaccianti morti sul lavoro”, ha aggiunto. Il presidente ha sottolineato che “tragedie queste ultime che, direttamente o indirettamente, hanno visto e vedranno impegnate la giurisprudenza della Corte Costituzionale, sia per quanto riguarda la condizione femminile, sia per quanto riguarda importanti aspetti dell’organizzazione del lavoro nelle imprese. E’ stato anche l’anno in cui si sono verificate gravi calamità naturali alle quali non è talvolta estraneo il cambiamento climatico e comunque l’incuria di monte amministrazioni”.
Per Barbera “l’approvazione a larghissima maggioranza di una riformulazione degli articoli 9 e 41 della Costituzione, che recepisce indirizzo per la larga parte già seguiti da questa Corte, è quantomeno segno di una maggiore consapevolezza dei temi da affrontare”. Il presidente della Consulta ha fatto poi un appello alle Camere, sulla nomina del giudice mancante per completare il plenum: “Esaurite le prime due votazioni provvedano nel più breve tempo a questo adempimento. A tale proposito, non è superfluo ricordare che l’apporto di ciascun giudice è essenziale per il buon esito del giudizio costituzionale, fondato sulla piena collegialità”. A proposito della separazione dei poteri, ha evidenziato che “in un sistema costituzionale fondato sulla separazione dei poteri, al rigoroso rispetto delle decisioni delle magistrature deve corrispondere l’altrettanto rilevante rispetto delle decisioni delle sedi parlamentari, espressione della sovranità popolare”.
(ITALPRESS).
– Foto xc3/Italpress –

Tecnologia e ricerca per la sanità, ecco le priorità

ROMA (ITALPRESS) – “Tecnologia e ricerca per la sanità del domani” è il titolo dell’evento che si è svolto oggi (18 marzo) presso la Sala del Refettorio della Camera e aperto dai saluti istituzionali del Vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulè, del Ministro della Salute Orazio Schillaci e di Annarita Patriarca, Segreteria d’Aula. Il convegno, articolato in due tavole rotonde, si è concentrato sull’importanza dei test NGS per la diagnosi oncologica precoce e della tecnologia per dispositivi medici per migliorare la qualità di vita dei pazienti.
“Il nostro obiettivo primario deve essere quello di guardare ai bisogni dei pazienti – dice il Vicepresidente della Camera Mulè – investendo in ricerca e tecnologia. Con questo convegno, insieme ai clinici e alle associazioni pazienti, oggi lanciamo due messaggi: abbiamo bisogno di investire maggiori risorse per i test NGS, incentivando la diagnosi precoce, e per lo sviluppo di nuove tecnologie per i dispositivi medici perchè possano migliorare la qualità di vita dei pazienti. Sono tutte necessità che abbiamo chiare e su cui lavoreremo nei prossimi mesi”.
“E’ necessario, per un maggiore e più efficiente utilizzo di test NGS, una collaborazione importante tra Istituzioni e politica – dichiara Paolo Marchetti, Professore ordinario di oncologia medica all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” – per andare incontro alle esigenze dei pazienti. Non è sufficiente effettuare un test genomico per pensare di trattare i pazienti al di fuori di un percorso controllato e condiviso. Evitare trattamenti improvvisati e promuovere la conoscenza in questo settore della oncologia mutazionale rappresenta la sfida che stiamo conducendo insieme alle Istituzioni”.
L’evento, organizzato con il patrocinio non condizionante di Servier Italia e Roche, ha visto la partecipazione dell’Associazione Pazienti Italia Colangiocarcinoma e di Diabete Italia Onlus.
“I dispositivi medici hanno un ruolo strategico – dichiara Riccardo Candido, Presidente dell’Associazione Medici Diabetologi – Abbiamo oggi delle opportunità tecnologiche che permettono un miglioramento del controllo glicemico, nel prevenire le complicanze e migliorare la qualità di vita delle persone. Ormai le evidenze scientifiche sono solide nel dimostrare che questi strumenti danno una grande efficacia. A noi il compito di far sì che vengano utilizzati in modo appropriato formando i professionisti e i pazienti”.
-foto ufficio stampa Esperia Advocacy –
(ITALPRESS).

Cattani “Sanofi punta alla leadership nell’immunologia”

ROMA (ITALPRESS) – “Sanofi Italia rappresenta una delle principali aziende biofarmaceutiche presenti nel nostro paese, con oltre 1.800 collaboratori. Contribuiamo in maniera diretta a 278 milioni di export di farmaci verso il mondo. Investiamo circa 40 milioni ogni anno nei nostri stabilimenti e circa 35 milioni in ricerca clinica. Abbiamo eccellenze in ogni nostro stabilimento , da Scoppito (AQ) dove industrializzeremo una serie di molecole frutto della nostra R&D, ad Anagni, dove produciamo sterili e vaccini e dove produrremo anche terapie enzimatiche sostitutive per alcune malattie rare e Origgio, centro globale per la produzione di prodotti di automedicazione e soprattutto probiotici. Una grande eccellenza che ci rende orgogliosi di rappresentare Sanofi Italia nel mondo, anche dal punto di vista industriale. Lo ha detto in un’intervista all’Italpress Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato di Italia e Malta del gruppo farmaceutico Sanofi. “Sanofi ha deciso di rifocalizzare la propria strategia di ricerca e sviluppo puntando sull’immunologia, l’intenzione è di essere entro il 2030 l’azienda farmaceutica leader in quest’area – ha spiegato – Un arco di innovazione che ha una base forte sul trovare quei meccanismi che possono scatenare risposte del sistema immunitario a 360 gradi, per esempio abbiamo in pipeline un anticorpo monoclonale che ritarda l’insorgenza del diabete di tipo 1. Uno sforzo davvero notevole, con un investimento di 6 miliardi e mezzo di dollari ogni anno e una maggiore focalizzazione sullo sviluppo di terapie che una volta sul mercato possano cambiare l’approccio clinico ad alcune patologie per cui ancora non vi è risposta”.
Sull’impegno nella cura alle malattie rare: “Abbiamo 13 entità farmacologiche in corso di sviluppo in questa area, in cui Sanofi ha una legacy forte, essendo stata la prima azienda ad aver sviluppato e portato ai pazienti affetti da malattie rare da accumulo lisosomiale terapie enzimatiche sostitutive – ha ricordato Cattani – Negli ultimi mesi abbiamo lanciato una nuova terapia enzimatica sostitutiva, per esempio in una malattia ultra-rara e con conseguenze devastanti come la ASMD. Abbiamo compiuto passi enormi negli ultimi 40 anni, ma tanto resta da fare non solo per chiarire i meccanismi eziologici e fisiopatologici di alcune malattie rare, ma portare farmaci e terapie nuove per i cittadini”.
Nel 2023 l’Italia nel settore farmaceutico ha superato per la prima volta i 50 miliardi di produzione, a livello globale però a fronte di 250 miliardi di dollari di investimenti, il Bel Paese ne intercetta poco meno dell’1%.
Passando poi al settore e allo scenario farmaceutico in senso più ampio, Cattani ha dichiarato: “A valle della pandemia c’è stata una nuova intensificazione degli investimenti, si stanno riversando finanziamenti sui mercati globali e sui centri di ricerca delle aziende farmaceutiche – ha sottolineato il presidente di Sanofi – Dobbiamo essere bravi, come credo stiamo facendo, insieme al Governo, a cambiare le policy europee. Oggi in Europa si sta cercando di attaccare e comprimere la proprietà intellettuale, questo è sbagliato, perchè così non si possono attrarre talenti e investimenti in ricerca e innovazione legati alla parte industriale. Dobbiamo rendere più aperte e flessibili le innovazioni, non è solo ricerca scientifica ma anche tecnologica e industriale – ha precisato – Il Governo sta dimostrando una grande sensibilità, collaborando con noi per cambiare il modo di lavorare su tutta la filiera. I costi ora sono del 30% superiori rispetto al 2021, in maniera strutturale. L’Europa è ancora dipendente in tante filiere dalle importazioni, in un momento di grande instabilità geopolitica ed economica dobbiamo avere una strategia forte sull’attrattività e la valorizzazione dei farmaci e delle competenze”.
“Un passaggio che ancora ci manca è la possibilità di avere un dato sanitario unico e centralizzato, su cui poter fare lavorare dall’intelligenza artificiale questa mole di dati per aiutare gli operatori – ha aggiunto – Serve un salto coraggioso dove oggi il blocco è nel garante della privacy, per utilizzare per la finalità della ricerca il dato sanitario, sempre proteggendo la privacy del singolo cittadino”.
Infine, sulle discrepanze a livello regionale in Italia nel campo della sanità: “Purtroppo c’è una situazione quasi impietosa di grande differenza riguardo farmaci, cure e prevenzione – ha riconosciuto Cattani – Ci servono riforme rapide, come l’abolizione dei prontuari ospedalieri regionali, che hanno strati di burocrazia completamente inutili che rallentano l’accesso ai farmaci e stimolano solo la migrazione sanitaria dei cittadini da una regione all’altra. Dobbiamo collaborare con il Governo affinchè riesca ad aiutare quelle regioni più indietro nel modernizzarsi e fare opere e investimenti previsti dal PNRR, che partono dalle infrastrutture di base – ha concluso – Abbiamo ospedali vecchi di oltre cent’anni, questo non è più sostenibile”.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Covid, Meloni “Il popolo italiano ha trovato la forza di reagire”

ROMA (ITALPRESS) – “La pandemia da Covid-19 ha segnato la nostra storia recente. Più di quattro anni fa la crisi sanitaria si è abbattuta sul mondo e la nostra Nazione ha pagato un prezzo particolarmente alto. Oggi onoriamo la memoria dei nostri connazionali che non ci sono più e ci stringiamo alle loro famiglie e ai loro cari. Il dolore per le tantissime vite perse è una ferita ancora aperta”. Lo afferma in una nota il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della Giornata in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus.
“La crisi pandemica ha prodotto enormi conseguenze economiche, sociali e sanitarie e il cammino per uscirne è ancora, per diversi aspetti, lungo. Penso, ad esempio, all’impatto devastante che il Covid-19 ha avuto sui nostri bambini e sui nostri adolescenti. Servirà molto tempo e un complesso insieme di interventi per restituire alle nostre giovani generazioni ciò che la pandemia, e le regole sanitarie imposte all’epoca, hanno tolto loro – prosegue Meloni -. La pandemia ha sconvolto le nostre vite, ma il popolo italiano ha trovato la forza di reagire. E lo ha fatto con umanità, solidarietà, unità e abnegazione. Questa è l’eredità più preziosa di quella crisi, che dobbiamo saper ricordare e che ci può insegnare ancora molto”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

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