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Philipsen vince la 115^ edizione della Milano-Sanremo

SANREMO (ITALPRESS) – E’ Jasper Philipsen il vincitore della 115esima edizione della Milano-Sanremo, la Classicissima di Primavera di 288 chilometri con partenza da Pavia e arrivo nella città dei fiori. Il belga della Alpecin-Deceuninck trionfa nella volata ristretta in Via Roma, battendo al fotofinish l’australiano Michael Matthews (Team Jayco AlUla) e lo sloveno Tadej Pogacar (UAE Emirates). Primo degli italiani Alberto Bettiol, quinto nell’ordine d’arrivo. Nulla da fare per Pogacar, il grande favorito della vigilia: lo sloveno ha provato ad attaccare sul Poggio senza però riuscire a staccare gli avversari. Vittoria numero 23 per il Belgio, l’ultimo successo italiano resta quello di Vincenzo Nibali nel 2018.
– Foto Ipa Agency –
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Schlein “La sicurezza dei lavoratori è una priorità assoluta”

FIRENZE (ITALPRESS) – “La sicurezza sul lavoro per noi è una priorità assoluta. Questo vuol dire che bisogna insistere per mettere più risorse, fare assunzioni, per permettere controlli più adeguati, investire sulla formazione, sulla responsabilizzazione delle aziende. Naturalmente ci batteremo, come abbiamo detto in queste settimane, per far valere anche negli appalti privati le tutele previste nel codice degli appalti per gli appalti pubblici”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein a margine di un’iniziativa elettorale a Firenze a sostegno della candidata sindaco Sara Funaro. Schlein ha fatto una visita al cantiere di via Mariti a Firenze dove il 16 febbraio scorso è avvenuto un crollo per le cui conseguenze sono morti cinque operai.
-foto Agenzia Fotogramma –
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Allegri “E’ ora di riprendere il nostro cammino”

TORINO (ITALPRESS) – Sei punti nelle ultime 7 partite, addio al sogno scudetto e sorpasso subito dal Milan al secondo posto. La Juve si è smarrita e deve ora ritrovarsi, a partire dalla gara di domani allo Stadium contro il Genoa. Anche per questo la squadra è andata in ritiro con un giorno d’anticipo, “non è una punizione, ne ho parlato con i ragazzi e siamo rimasti una sera in più. Nient’altro”, ha chiarito alla vigilia Massimiliano Allegri. “Abbiamo fatto una buona settimana di lavoro, coscienti del periodo che stiamo attraversando – sottolinea il tecnico livornese – Siamo rimasti tutti alla Continassa perchè sappiamo il valore di questa gara. E’ un momento in cui bisogna riprendere il cammino che in questo ultimo mese ci è mancato. I tifosi ci sono stati vicini e sappiamo che abbiamo l’obiettivo della qualificazione in Champions e abbiamo una semifinale di Coppa Italia da giocare”. Tornano arruolabili Perin, De Sciglio e soprattutto Rabiot (“Non ha i 90′, ma averlo a disposizione è un bel segnale”) mentre non ci sarà Milik: “Ha avuto un problemino e dovrà essere rivalutato dopo la sosta. Ma Kean è recuperato, abbiamo Vlahovic, Yildiz e Chiesa”. La Juve deve però ritrovare soprattutto la solidità difensiva: “Ci sono dei momenti in cui alla prima-seconda occasione prendi gol. Dobbiamo avere un pò più di attenzione nella fase difensiva come squadra, non come singoli”. Intanto l’eliminazione in settimana del Napoli dalla Champions ha spalancato per la Juve le porte del Mondiale per Club, che si terrà nell’estate 2025, a cavallo della scadenza del contratto dello stesso Allegri. “Il risultato del Mondiale per Club è frutto del lavoro della società. Ho un anno di contratto e sono molto sereno, dobbiamo essere concentrati sugli obiettivi di quest’anno”, taglia corto il mister bianconero.
– foto Ipa Agency –
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Moro, Piantedosi “Il 16 marzo fu attacco al cuore della democrazia”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 16 marzo del 1978 in via Fani le brigate rosse assassinarono Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino, gli agenti della scorta di Aldo Moro, servitori dello Stato uccisi nel compimento del loro dovere. In quell’agguato fu rapito il presidente della Democrazia Cristiana. Il 9 maggio successivo la mano omicida dei terroristi pose fine alla vita dello statista, il cui corpo venne fatto ritrovare in via Caetani”. Lo afferma, in una nota, il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi che aggiunge: “Sei uomini rimasero vittime di una violenza cieca, perpetrata nel tentativo, fallito, di destabilizzare la nostra Repubblica.
Fu un attacco al cuore della democrazia, una ferita che lasciò cicatrici profonde nella storia del Paese. L’Italia tutta ne fu segnata ma le solide fondamenta, su cui poggiano le nostre istituzioni democratiche, seppero resistere al peso della barbarie grazie alla forza di coesione che tutte le forze politiche e la società civile misero in campo per difendere i valori consacrati nella nostra Costituzione. E’ nostro dovere oggi ricordare e onorare coloro che, 46 anni fa, pagarono con la vita il folle disegno brigatista. A tutti i loro familiari va la mia commossa vicinanza”.
-foto Agenzia Fotogramma-
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Moro, Meloni “Ricordare e onorare sacrificio vittime via Fani”

ROMA (ITALPRESS) – “Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino. Sono i nomi dei cinque agenti barbaramente assassinati dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978 durante il vigliacco rapimento di Aldo Moro, anch’egli ritrovato senza vita il 9 maggio dello stesso anno. Servitori dello Stato che hanno dato la vita per difendere la nostra democrazia, la nostra Repubblica e le sue Istituzioni. A loro e a tutte le vittime di quella drammatica stagione della nostra storia, va il nostro commosso ricordo e la nostra profonda gratitudine”. Così, su X, la premier Giorgia Meloni che aggiunge:
“A noi tutti spetta il compito di ricordare e onorare il loro sacrificio, affinchè quegli anni bui non tornino mai più”.
-foto Agenzia Fotogramma-
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Infrastrutture, Salini(Webuild) “Occasione storica per il Sud”

PALERMO (ITALPRESS) – “Il Sud Italia ha finalmente un’occasione storica per modernizzare le proprie infrastrutture, e con esse creare lavoro e crescita”. A parlare è l’amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini, intervistato dal Giornale di Sicilia. “Questa parte del Paese – sottolinea – beneficia oggi di investimenti infrastrutturali mai decisi prima. Possiamo progettare il futuro per i nostri ragazzi, realizzando opere che fanno la differenza nella vita di ogni giorno. Penso alla linea ferroviaria Palermo-Catania-Messina. Webuild è oggi la prima azienda privata del settore del Paese, con quasi 17.000 persone e con una filiera di 10.500 imprese solo in Italia. Siamo orgogliosi di riportare nel Paese, soprattutto nel Sud Italia, le competenze che creiamo all’estero, dove gli investimenti in grandi progetti non si sono mai fermati, anche offrendo opportunità ai nostri giovani”. Oggi Webuild è impegnata “in 19 cantieri nel Sud Italia – aggiunge Salini -, in progetti legati soprattutto alla mobilità ferroviaria, ma anche strade ed ospedali. Se guardiamo solo alla Sicilia abbiamo in corso nell’isola 8 progetti, per un valore complessivo di quasi 7 miliardi in commesse in cui abbiamo finora coinvolto più di 1.100 fornitori locali. Che significa un grande ritorno economico in termini di lavoro per il territorio”. Oltre alle infrastrutture “dobbiamo portare al Sud – aggiunge Salini – lavoro di qualità, formazione, legalità, competenze, sicurezza sul lavoro, attività di ricerca, dobbiamo attrarre i giovani al Sud per non svuotare della sua energia vitale questa area fondamentale per il Paese”.
Il Ceo di Webuild ricorda che “abbiamo firmato a novembre due protocolli con la Regione Calabria e con quella siciliana, che prevedono proprio la collaborazione tra le Regioni e il nostro Gruppo per promuovere la formazione e la creazione di nuova occupazione nel settore in queste due regioni. Per far fronte alla crescente richiesta di risorse nei nostri cantieri, abbiamo deciso anche di formare direttamente le nostre persone”.
Salini sottolinea che “cambiamo completamente l’approccio alla sicurezza in cantiere attraverso formazione continua, riunioni operative giornaliere e controlli a tappeto per garantire che tutti siano allineati a queste procedure”. Nel 2023 “insieme ai clienti abbiamo allocato 500 milioni di euro per la sicurezza, risorse che utilizziamo per squadre di sicurezza dedicate in cantiere, programmi di formazione per il potenziamento delle competenze e della cultura della sicurezza, presidi medici di primo soccorso in cantiere, sistemi antincendio e di segnalazione, sistemi per la protezione dal rischio collisione. Allo stesso modo, sosteniamo con forza la cultura della trasparenza e della legalità per tutta la filiera delle infrastrutture che lavora con noi, fianco a fianco alle istituzioni come abbiamo fatto anche con il Protocollo d’intesa siglato con l’Arma dei Carabinieri”.
Il Pnrr “ha dato un’enorme spinta allo sviluppo infrastrutturale e oggi stiamo correndo per portare avanti tutti i progetti dell’alta capacità ferroviaria siciliani, in linea con le tempistiche di realizzazione previste. La direttrice Palermo-Catania-Messina sarà per esempio un asse strategico per gli spostamenti nella regione, e tutti i lavori connessi alla funzionalità del Ponte sullo Stretto di Messina, come la linea ferroviaria che servirà Messina, saranno operativi quando entrerà in funzione l’opera».
Riguardo al Ponte sullo Stretto Salini sottolinea che “sarà una vetrina dell’ingegneria italiana nel mondo, con il team di progettisti al lavoro che comprende i massimi esperti mondiali nel panorama dei ponti sospesi. Sarà il Ponte sospeso più lungo del mondo, superando il ponte turco Chanakkale, lungo oltre 2 chilometri, che ha dato prova dell’indiscussa validità del nostro modello progettuale visto che utilizza la tipologia di impalcato ideata proprio per il Ponte di Messina”. “Siamo pronti per cominciare a lavorare subito – aggiunge -. I tempi non dipendono da noi, ma dal percorso decisionale e autorizzativo che il progetto sta seguendo. Come sapete si attende che il Cipess chiuda l’iter autorizzativo. I lavori potranno quindi iniziare subito dopo”.
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Ucraina, Crosetto “No fughe in avanti, serve unità”

ROMA (ITALPRESS) – “Il problema è fare le cose giuste tutti insieme. Noi facciamo tante riunioni al mese al livello Ue e Nato, non riesco davvero a capire queste fughe in avanti”. Così, in un’intervista a Repubblica, il ministro della Difesa Guido Crosetto. La Nato e l’Europa, piuttosto che dare risposte burocratiche, dovrebbero risolvere subito “il problema numero uno” dell’Ucraina: avere la quantità di armi e munizioni necessarie per difendersi dalla Russia.
Per Crosetto l’Occidente “intanto dovrebbe evitare dichiarazioni a effetto, come quella di mandare la Nato in Ucraina cercando di fare più bella figura. O evitare di dividersi in incontri a due o tre quando in Europa siamo in 27. Dovrebbe evitare dichiarazioni come quella fatta da Macron due giorni fa o quella del ministro degli Esteri polacco. Ritengo che la contrapposizione con un monolite come quello russo, in cui c’è un uomo solo al comando, presupporrebbe da questa parte una strategia chiara, non contraddittoria, e magari costruita tutti insieme come coalizione».
“Siamo tutti preoccupati e molti sono spaventati – aggiunge – Siamo solo 60 milioni e di questi 60 milioni quelli che sarebbero pronti a combattere sono pochissimi, diciamocelo. Proprio per questo il nostro interesse è quello di ristabilire un ordine mondiale in cui il diritto internazionale viene rispettato e nessuno debba temere di essere attaccato e invaso brutalmente. In ogni caso posso assicurare che truppe italiane non andranno mai in Ucraina”.
-foto Agenzia Fotogramma-
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Bologna con un piede in Champions, Empoli battuto 1-0

EMPOLI (ITALPRESS) – Elia Caprile ha provato a chiudere a doppia mandata la sua porta ma il golden boy, Fabbian, ha spostato l’ago della bilancia, in pieno recupero. Dopo un tiro di Calafiori, respinto ancora dal portiere empolese, è stato il guizzo del centrocampista a far gonfiare la rete azzurra e a decidere in favore del Bologna l’anticipo di campionato sul terreno dei toscani. Il portiere empolese era stato protagonista di almeno 4-5 parate importanti che stavano regalando un punto d’oro alla sua squadra, impegnata nella lotta per la salvezza. Dopo una prima fase di studio il Bologna prende il pallino del gioco e colleziona un paio di occasioni importanti. Prima un colpo di testa di Beukema su angolo di Saelemakers Niang sbroglia. Poi, al 18′, doppia chance per i rossoblù, sugli sviluppi di un angolo. Prima Beukema di testa, poi Urbanski di destro, Caprile respinge entrambi i tiri. Azione in fotocopia subito dopo con Beukema ancora da Caprile mentre Urbanski trova Walukiewicz sulla sua strada. L’Empoli reagisce prima con un tiro alto di un soffio di Zurkowski poi alzando un pò il baricentro. Al 39′ Ndoye calcia a colpo sicuro ma Caprile è pronto. In chiusura di tempo clamorosa volata di Niang che si fa 40 metri palla al piede poi Beukema, in recupero disperato, salva tutto arpionando la palla al momento del tiro in porta dell’attaccante azzurro. Nella ripresa l’Empoli fa la voce grossa con Cambiaghi che serve Niang, girata d’esterno e palla alta. Il Bologna ricorre ad Orsolini per tornare ad offendere. Al quarto d’ora Saelemakers crossa per il colpo di testa di Odgaard, palla alta. Poco dopo lo stesso Odgaard arriva con un secondo di ritardo sul cross di Freuler. A 10′ dalla fine Saelemakers, tutto solo, vola verso Caprile ma il portiere empolese salva ancora una volta la sua porta. Al 40′ Orsolini, da due metri, calcia incredibilmente alto. Il Bologna si tuffa in attacco nel finale approfittando anche dell’infortunio di Ebuehi finchè trova il gol con Fabbian che riprende l’ennesima respinta di Caprile su tiro di Calafiori e dà sfogo alla gioia dei 5000 tifosi di una squadra, quella di Motta, sempre più lanciata in zona Champions.
– Foto Ipa Agency –
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