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Juve all’ultimo respiro, Frosinone piegato per 3-2

TORINO (ITALPRESS) – La Juventus ha battuto 3-2 il Frosinone all’ultimo respiro nella gara della 26esima giornata di Serie A giocata all’Allianz Stadium di Torino. La squadra di Allegri ha ritrovato la vittoria dopo quattro turni mentre quella di Di Francesco, nonostante un’ottima prova, ha incassato la quarta sconfitta di fila. Fuochi d’artificio nel primo tempo con sorpassi e contro sorpassi fino al pari prima del riposo. E’ stata la Juventus a passare in vantaggio dopo due minuti e mezzo con Vlahovic: McKennie è stato bravo a stoppare con maestria un lancio di Gatti e dalla destra ha messo in mezzo per il serbo che con l’interno destro deviato da Lirola ha trafitto Cerofolini. Ottima reazione di un Frosinone ordinato che ha colpito due volte, con Cheddira al 14′ e con Brescianini al 27′: il primo ha sfruttato un cross dalla destra di Zortea, è sfuggito alla marcatura di Cambiaso e a difesa schierata in area ma immobile ha trafitto di testa Szczesny mentre il secondo, trovato in profondità da Valeri, ha sorpreso la retroguardia juventina in velocità e ha concluso con un gran destro che è andato ad infilarsi sotto la traversa. A riportare in parità la Juventus è stata ancora la “premiata ditta” McKennie-Vlahovic: al 32′ lo statunitense ha controllato un pallone dentro l’area e ha servito il serbo che si è sistemato il pallone e stavolta ha messo in rete con il sinistro. Seconda frazione altrettanto vivace con la Juventus più vicina al gol in un paio di occasioni nella fase iniziale: una conclusione di Rugani stampatasi involontariamente sulla fronte del compagno Alcaraz franato a terra e una battuta, unico acuto della sua gara, di Chiesa messa in corner da una deviazione avversaria. Bianconeri maggiormente in pressione che spesso hanno costretto il Frosinone a chiudersi interamente nella propria metà campo ma che in pieno recupero è capitolato per la terza volta: da un corner di Iling-Junior, Vlahovic ha spizzato la palla di testa prolungando sul secondo palo dove è spuntato Rugani che da posizione quasi impossibile ha fatto passare il pallone sotto le gambe di Cerofolini siglando la rete del definitivo 3-2.
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Ucraina, Papa “Trovare soluzione diplomatica per pace lunga e duratura”

ROMA (ITALPRESS) – “Ieri abbiamo ricordato con dolore il secondo anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina, con tantissime vittime, feriti, carestie, in un periodo terribilmente lungo e del quale non si vede la fine”. Così Papa Francesco nel corso del suo messaggio dell’Angelus domenicale a piazza San Pietro. “Una guerra che non sta devastando solo quei territori ma che ha creato un’ondata globale di paura. Prego per tutte le numerosissime vittime innocenti e perchè si trovi un pò di umanità che permetta di trovare una soluzione diplomatica per una pace lunga e duratura” ha aggiunto il Pontefice che poi ha ricordato anche la guerra che coinvolge Palestina e Israele: “Pensiamo ai bambini, vittime innocenti”, quindi le situazioni di violenza nella zona orientale della Repubblica del Congo: “Mi unisco ai vescovi nel pregare per la pace, auspicando la cessazione degli scontri e per trovare un dialogo sincero”. Il Santo Padre ha chiesto di pregare anche perchè cessi il dilagare dei rapimenti in Nigeria. Infine ha ricordato la popolazione della Mongolia, colpita da un freddo che sta creando gravi problemi umanitari: “E’ il segno del cambiamento climatico e dei suo effetti che incide in profondità, soprattuto sui più vulnerabili. Servono scelte sagge e coraggiose per contribuire alla cura del creato” ha concluso Francesco.

Foto: Agenzia Fotogramma –
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Sangiuliano “Treno del Ricordo per tenere viva nostra memoria nazionale”

ROMA (ITALPRESS) – “Il viaggio di questo treno è un bellissimo progetto che sta unendo l’Italia nel nome del ricordo. Il Ministero della Cultura ha collaborato a un’iniziativa che ci rende molto orgogliosi e di cui ringraziamo la Struttura di missione Anniversari nazionali guidata dal Ministro Andrea Abodi, le Ferrovie dello Stato, la Fondazione FS e tutte le realtà istituzionali che hanno permesso la realizzazione, che restituisce finalmente la dovuta visibilità alla tragedia delle foibe che, per decenni, è stata una pagina di storia strappata, un buco nero nella memoria, circondato da ambiguità e omissioni, che solo negli ultimi tempi è stato faticosamente colmato. Anche la manifestazione di oggi a Napoli testimonia come finalmente venga restituita la giusta dignità e memoria alla tragedia e all’esodo giuliano-dalmata”. Lo ha dichiarato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano oggi alla Stazione Centrale di Napoli nella penultima tappa del Treno del Ricordo, partito lo scorso 10 febbraio da Trieste in occasione del ventennale dell’istituzione del Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe. Il Ministro Sangiuliano è a Napoli, dopo aver partecipato insieme al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla partenza del Treno a Trieste.
“La cultura – ha continuato Sangiuliano – come questo treno dimostra, però può fare molto per dare ricordo e giustizia. Il 10 febbraio abbiamo deciso di dare un messaggio di unità nazionale, illuminando con il tricolore tre luoghi simbolo: la pinacoteca di Brera a Milano, il Colosseo a Roma e Capodimonte qui a Napoli. Non una scelta casuale. A Napoli ci fu un’esperienza di accoglienza diversa da quelle pagine vergognose che ci umiliano. Mentre a Bologna, ad esempio, contestatori ideologizzati del partito comunista impedirono, addirittura versando sulle rotaie il latte destinato ai bambini, agli esuli di rifocillarsi, a Napoli, proprio nei giardini del Parco di Capodimonte, i nostri fratelli provenienti da Istria, Fiume e Dalmazia furono accolti con umanità”. “Accogliamo quindi oggi di nuovo a Napoli un treno che porta con sè la memoria delle sofferenze e delle umiliazioni patite dagli italiani giuliano-dalmati a causa della violenza comunista titina. Napoli seppe accogliere e oggi, come ieri, sa ricordare i nostri fratelli d’Istria, Fiume e Dalmazia. Italiani due volte: una per Nascita e una per scelta. A cui dobbiamo la nostra gratitudine e il nostro, condiviso, ricordo”.
“La riconciliazione avrà presto un luogo a Roma che racconterà questa tragedia nazionale, fatta di storie, personaggi, vicende collettive e individuali. Il Disegno di Legge per l’istituzione di un grande Museo Nazionale del Ricordo, vicino piazza del Popolo, che vede come primo firmatario il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, infatti è già stato approvato e contiamo di aprirlo al pubblico in pochi anni. E’ un atto di giustizia troppo a lungo atteso”, ha concluso il Ministro. Il progetto del Treno del Ricordo nasce da una risoluzione della Commissione Cultura della Camera dei deputati votata all’unanimità ed è realizzato dalla Struttura di missione per gli anniversari nazionali ed eventi sportivi nazionali e internazionali della Presidenza del Consiglio, da Ferrovie dello Stato e Fondazione FS Italiane, in collaborazione con il Ministero della Cultura, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero della Difesa, Rai Teche, Rai Cultura, Rai Storia, Archivio LUCE e Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata. Il Treno del Ricordo è un treno storico, messo a disposizione da Fondazione FS Italiane e appositamente allestito con una mostra multimediale e l’esposizione degli oggetti originali degli esuli. Il Treno del Ricordo concluderà il suo viaggio il 27 febbraio nella stazione di Taranto.

foto: ufficio stampa Ministero della Cultura

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Salvini “Forze di polizia non sono torturatori”

ROMA (ITALPRESS) – “Essere in polizia, nei carabinieri o nei vigili del fuoco significa fare un mestiere delicato, in cui tutti possono sbagliare. Quello che non accettavo da ministro dell’Interno non lo accetto da vicepremier, ossia che la polizia italiana sia fatta passare per corpo di torturatori. Se si va in piazza con tutti i permessi, senza aggredire, insultare, sputare o spintonare non si ha nessun tipo di problema. Ribadisco che, come ha detto il ministro Piantedosi, verranno fatti tutti gli approfondimenti del caso. Spero solo che la sinistra non sbatta sul tavolo della politica pure i nostri uomini in divisa, perchè altrimenti sarebbe davvero pericoloso”. Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti e leader della Lega, a margine della scuola politica del Carroccio. “Le parole di Mattarella? Si leggono e non si commentano. E’ sempre meglio che in piazza non vi siano scontri, ma poliziotti e carabinieri sono quotidianamente vittime di violenza, sia fisica che verbale. Se mio figlio andasse a gridare in piazza sbirro di merda, infame, coglione se la vedrebbe con me, perchè si tratta pur sempre di un lavoratore. Chi mette le mani addosso ad un poliziotto o un carabiniere è un delinquente, non posso aggiungere altro” conclude Salvini.

foto: Agenzia Fotogramma

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De Rossi “Colpa mia se con il Toro avremo testa sbagliata”

ROMA (ITALPRESS) – “Contro il Torino sarà una partita tosta. E lo sarà di più se entreremo con la testa sbagliata. Se sbaglieremo l’approccio non sarà colpa dell’impegno europeo ma, evidentemente, avrò sbagliato qualcosa io”. Sono queste le parole di Daniele De Rossi, tecnico della Roma, in conferenza stampa prima della partita casalinga di domani pomeriggio (ore 18) con il Torino, che i capitolini affronteranno dopo la sfida di Europea League di giovedì sera all’Olimpico vinta ai rigori contro il Feyenoord. “Dobbiamo correre e vincere: ogni partita, da adesso in poi, è la partita della vita, soprattutto per me che sono qui da poco. Se avessimo vinto la Coppa sarebbe stato normale avere un pò di appagamento, ma manca ancora tanto e dobbiamo restare concentrati”, ha proseguito il mister giallorosso. Su Juric, tecnico granata, ha sottolineato come sia stato “uno dei primi che sono andato a spiare, ovviamente con il suo permesso, quando era a Verona. Il Torino è forse la peggior squadra da affrontare dopo 120 minuti di partita, ma ci faremo trovare pronti. Loro hanno un gran rendimento in questa stagione e giocatori di qualità”. Sul periodo poco prolifico del bomber belga Lukaku, che giovedì sera ha fallito anche un rigore: “Romelu sta vivendo un momento buono, è felice. Arriveranno i momenti che ha sempre vissuto, toccherà la palla, la butterà dentro e ci porterà in trionfo. Smalling? sta bene, lo vedo più sciolto. Sappiamo che non può fare 90 minuti e stiamo cercando di capire se è meglio inserirlo o se farlo iniziare subito essendo costretti a un cambio”. De Rossi, infine, commenta il sorteggio di Europa League, che ha riservato per la Roma negli ottavi gli inglesi del Brighton di De Zerbi: “Non volevo il Brighton perchè è una partita aperta, difficile da preparare. Una squadra forte che fa male a tante big nel campionato più difficile del mondo. De Zerbi è un genio, può piacere o meno ma è uno dei pochissimi allenatori che hanno portato qualcosa. Un allenatore che stimo, a cui voglio bene e che per me è un libro aperto, mi ha messo a disposizione tutti i suoi dati. In più le nostre figlie sono grandi amiche e si vedono nei Roma club, questa cosa ci ha unito ancora di più”, conclude l’ex centrocampista e capitano giallorosso.
– Foto Ipa Agency –
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Ponte Stretto, Ciucci “Avvieremo attività entro l’estate”

ROMA (ITALPRESS) – “Come tutti i programmi si fissano degli obiettivi che puntano al massimo risultato possibile. Stiamo già trasmettendo la documentazione appena approvata il quindici febbraio ai ministeri competenti, oltre alle valutazioni sull’impatto ambientali. Queste attività dovrebbero concludersi entro la fine di giugno, in modo tale da poter avviare le attività sul territorio in estate. Come tutti i progetti complessi ci vuole tempo, non si tratta di una struttura che si costruisce in un attimo. Il nostro ottimismo deriva da fatti concreti finora accaduti. Abbiamo un Parlamento e un Governo che hanno deciso di avviare un’attività che, a detta loro, ha un’assoluta priorità, dando piena misura all’investimento. Questi non sono fattori marginali”. Così Pietro Ciucci, Ad della società Stretto di Messina, a margine della scuola politica della Lega.

foto: Agenzia Fotogramma –

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Investimento strategico per il Gruppo Di Martino in Svezia

PALERMO (ITALPRESS) – Di Martino, leader nel settore della logistica e del trasporto, annuncia l’apertura della Di Martino Sweden società di diritto svedese, in località NorrKoping (Svezia). La società, spiega Mario Di Martino (presidente del cda) è una partnership tra la società siciliana ed il management “tutto locale”, e si pone l’obiettivo di presidiare meglio il mercato Scandinavo e sviluppare tutta la gamma dei servizi del gruppo con un focus particolare sulla logistica domestica. La decisione di investire direttamente, riflette la visione di lungo termine del gruppo, presente oggi in Grecia, Spagna, Tunisia, Finlandia, Danimarca e la sua determinazione a cogliere le opportunità di sviluppo assecondando i bisogni di importanti clienti multinazionali. Di Martino Sweden, continua Mario Di Martino, vuole fortemente focalizzarsi sul cliente, cercando di offrire un servizio tailor-made, mettendo a fattore comune capacità organizzative, conoscenza del mercato, esperienza nell’utilizzo dell’intermodalità (treno-nave) nei collegamenti con il resto dell’Europa e del Mediterraneo, grande capacità di trasporto, attenzione massima al tema della sostenibilità ambientale, particolarmente apprezzato a queste latitudini.

Foto: ufficio stampa Gruppo Di Martino

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Piantedosi “Non abbiamo cambiato le regole, valuteremo gli eccessi”

MILANO (ITALPRESS) – “Ho parlato con il presidente. Condivido le sue parole come le condividono tutti i poliziotti. Tutti noi auspichiamo sempre che le manifestazioni pubbliche si svolgano pacificamente e senza incidenti. Fondamentale in tale senso è anche la collaborazione degli stessi manifestanti”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in una intervista a “Il Corriere della Sera” parla di quanto avvenuto a Pisa con le cariche della polizia agli studenti che manifestavano per la Palestina e il richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha ben spiegato che “l’uso dei manganelli”, in particolare con i ragazzi, “rappresenta sempre un fallimento”. Piantedosi, poi, smentisce che ormai ogni manifestazione è segnata dalle manganellate. “Io guardo i dati e dico che non è così. Da più di un anno le manifestazioni pubbliche gestite dalle forze dell’ordine sono state oltre 13 mila, e di queste solo una minima parte ha fatto registrare incidenti, peraltro con una prevalenza di feriti tra le forze dell’ordine rispetto ai manifestanti. Dal riacutizzarsi del conflitto israeliano-palestinese l’impegno è notevolmente accresciuto. Dal 7 ottobre scorso sono state più di mille le manifestazioni e soltanto nel 3% dei casi si sono registrati incidenti”. Il ministro, quindi alla domanda se non crede sia necessario intervenire, risponde: “Io posso dire che siamo aperti a ogni analisi, anche autocritica, allorquando anche una sola manifestazione tra le migliaia ci ponesse il problema di verificare se tutto è andato per il verso giusto”. A Pisa e Firenze gli agenti hanno rincorso ragazzini di 15 anni… “Vedere quelle immagini ha contrariato e amareggiato anche me. Quando si giunge al contatto fisico con ragazzi minorenni è in ogni caso doveroso svolgere ogni esame obiettivo su come siano andati i fatti. Ho chiesto di avere una dettagliata relazione sullo svolgimento degli eventi e su quale possibile attività di mediazione sia stata sviluppata per prevenire quegli incidenti che non fanno bene nè ai manifestanti nè agli operatori che erano sul campo. E nemmeno a tutti noi”. Alla domanda se l’Italia è un un Paese autoritario, dice: “Il riferimento ai numeri che ho dato – riguardo all’impegno che viene messo nella gestione delle manifestazioni di ordine pubblico e al fatto che la quasi totalità si svolga senza incidenti – testimonia quanto le nostre forze dell’ordine siano attrezzate per svolgere il proprio compito in linea con le nostre caratteristiche di Paese maturo e democratico. E’ molto importante tenerlo presente ed evitare che singoli incidenti, pur gravi, vengano mai utilizzati da qualcuno per volgari strumentalizzazioni e distorte rappresentazioni della realtà”.

– foto: Agenzia Fotogramma –
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