ROMA (ITALPRESS) – Nella settimana compresa tra il 25 e il 31 gennaio, secondo i dati del bollettino del ministero della Salute, si registrano 3.859 nuovi casi positivi al Covid-19, con una variazione di -33,6% rispetto alla settimana precedente (5.810). Sono 115 le persone decedute, con una variazione di
-43,3% rispetto alla settimana precedente (203), mentre 151.116 i tamponi effettuati con una variazione di -5,7% rispetto alla settimana precedente (160.219). Il tasso di positività è del 2,6% con una variazione di -1,0% rispetto alla settimana precedente (3,6%). Il tasso di occupazione in area medica al 31 gennaio è pari al 3,5% (2.169 ricoverati) rispetto al 4,3% (2.691 ricoverati) del 24 gennaio. Il tasso di occupazione in terapia intensiva al 31 gennaio è pari all’1,2% (106 ricoverati) rispetto all’1,4% (121 ricoverati) del 24 gennaio.
“Gli ultimi mesi hanno definitivamente messo in evidenza ormai in maniera inequivocabile che siamo di fronte alla endemizzazione del Sars-CoV-2. Questi risultati sono il frutto dell’immunità ibrida, degli strumenti terapeutici e di prevenzione messi in campo”, sottolinea il direttore generale della Prevenzione Sanitaria del ministero della Salute, Francesco Vaia.
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Nuovi casi Covid e decessi in calo, Vaia “Ormai è endemizzato”
“Operazione satellite”, i conflitti invisibili nel libro di Finucci
ROMA (ITALPRESS) – Il conflitto in Ucraina, i rapporti di forza tra gli Stati, una “calzamaglia” che avvolge la terra formata da decine di migliaia di satelliti. Il giornalista Frediano Finucci, nel suo libro “Operazione satellite. I conflitti invisibili dalla Guerra Fredda all’Ucraina” di Paesi Edizioni, punta a svelare e capire perchè questi satelliti sono così importanti, a che cosa servono e perchè questa tecnologia è diventata così pervasiva e così fondamentale nei rapporti tra gli Stati. Intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’Agenzia Italpress, Finucci osserva come “tutti noi abbiamo la coscienza di cosa significava vivere senza internet, non tutti, anzi quasi nessuno, ha la consapevolezza di che cosa significherebbe vivere oggi senza la tecnologia dei satelliti. Noi dobbiamo immaginare il mondo circondato da una sorta di ‘calzamaglià formata dalle decine di migliaia di satelliti che si trovano in quella che in gergo viene chiamata l’orbita bassa, questi satelliti servono a tantissime cose, le più scontate le sappiamo tutti: le previsioni del tempo, la trasmissione dei segnali televisivi, internet; ad esempio non tutti sanno che servono anche per mandare il segnale orario, in giro per il mondo ci sono tantissime strutture che necessitano di essere coordinate e ricevono dai satelliti il segnale orario e se non ci fosse probabilmente molte aziende non sarebbero in grado di fornire i loro servizi. Questa è una cosa che noi diamo per scontata ma che assolutamente non lo è”.
Il giornalista e scrittore parla poi della guerra in Ucraina dove “tutti noi abbiamo scoperto l’esistenza di starlink di Elon Musk, questa costellazione è fondamentale per la guerra in Ucraina perchè sta dando la connessione al governo all’esercito e ai cittadini, e quindi tutti noi abbiamo scoperto la questione dei satelliti addirittura privati. Il 24 febbraio di due anni fa viene dato l’ordine di accendere i motori e attraversare la frontiera tra Russia e Ucraina, ma sei ore prima che venisse dato quest’ordine parte un gigantesco attacco informatico alle infrastrutture, non solo in Ucraina” perchè il governo di Kiev “non dispone di satelliti per le comunicazioni sicure, aveva solo un contratto con una società americana per un servizio internet fornito attraverso i satelliti; i russi quindi hanno disattivato i modem che consentono all’esercito e allo Stato di poter avere internet, l’esercito ucraino improvvisamente diventa cieco e sordo. Questo servizio, però, veniva usato da tantissime aziende private, al punto che circa 30mila modem vanno fuori uso con molte aziende, alcune anche italiane, si sono trovate senza internet. Gli ucraini si sono rivolti a Musk che il giorno dopo risponde starlink: è attivabile. Nessuno può credere che da un singolo tweet in sole 48h si possano mandare camion carichi di apparecchiature elettroniche in una zona bombardata – evidenzia -, Questo significa che Musk da tempo stava programmando di inviare starlink in Ucraina. Ma bisogna fare un passo indietro, 4 mesi prima dell’invasione dell’Ucraina i russi fanno un’azione dimostrativa spettacolare passata sottogamba dall’informazione, lanciano un loro missile balistico nello spazio e distruggono un loro satellite non più in funzione, questa distruzione provoca tremila pezzi che hanno disturbato i segnali dei satelliti di starlink; bene, 4 mesi prima alcuni analisti hanno detto questo è stato il primo campanello d’allarme dell’attacco in Ucraina. Ma non solo. Nell’aprile del 2014 succede qualcosa di mai avvenuto, il gps russo improvvisamente si spegne per 13 ore – racconta -, e nel libro ci sono documenti e testimonianze che che suggeriscono l’ipotesi che non si sia trattato di un guasto ma di un intervento esterno, molto probabilmente una ritorsione degli Usa per l’annessione russa della Crimea avvenuta 15 giorni prima”.
Ma qual è lo stato delle cose in Europa? Secondo Finucci “non siamo messi male perchè abbiamo tantissima tecnologia e conoscenza e anche noi italiani siamo molto bravi con delle aziende molto importanti, il problema è che noi non abbiamo i razzi per lanciare i satelliti. Speriamo di avere l’autonomia per portare i satelliti in orbita, però sicuramente se noi avremo questa autonomia ci sarà un piccolo punto, i lanciatori, i razzi europei purtroppo costeranno molto di più di quelli fatti da Musk, ciò significa che i servizi fatti dagli europei costeranno molto di più con uno svantaggio competitivo nei confronti degli americani che riescono a lanciare i satelliti a costi molto inferiori. Ci sono solo tre aziende che stanno integrando lo spazio nel loro business: Google, Amazon e Musk – conclude -, quest’ultimo è destinato a diventare il dominus dell’ordine digitale perchè lui ha creato una filiera perfetta che crea valore grazie alle attività spaziali”.
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Il caro vita costato alle famiglie italiane 4.000 euro in più in 2 anni
VENEZIA (ITALPRESS) – A causa del boom dell’inflazione registrato tra il 2021-2023, pari al +14,2 per cento, la famiglia media italiana ha speso in questi ultimi due anni 4.039 euro in più. Se, infatti, la spesa annuale delle famiglie in termini correnti nel 2021 ammontava a 21.873 euro, nel 2023 è salita a 25.913 euro (+18,5 %). In questo ultimo biennio l’aumento medio mensile è stato pari a 337 euro. I rincari più importanti hanno interessato i biglietti aerei, le bollette di luce e gas e i prodotti alimentari. A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia. Una stangata che, ovviamente, ha penalizzato soprattutto le famiglie più fragili economicamente. L’aumento generalizzato dei prezzi, infatti, ha provocato una perdita di potere d’acquisto che non ricordavamo da almeno 25 anni. In altre parole, negli ultimi 24 mesi molti nuclei familiari hanno speso di più e hanno portato a casa un numero di beni e di servizi decisamente inferiore. Una situazione che ha penalizzato anche le piccole attività commerciali. Se in questi ultimi due anni le vendite della grande distribuzione hanno tenuto, quelle delle botteghe artigiane e dei negozi di vicinato sono cresciute di poco in termini nominali, ma la contrazione in termini reali è stata preoccupante. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: nei centri storici, ma anche nelle periferie, il numero delle insegne rimosse e delle vetrine con le saracinesche perennemente abbassate sono in costante aumento. Con meno negozi di prossimità diminuiscono i luoghi di socializzazione a dimensione d’uomo e tutto si ingrigisce, rendendo meno vivibili e più insicure le aree urbane che subiscono queste chiusure, penalizzando soprattutto gli anziani. Una platea sempre più numerosa della popolazione italiana che conta più di 10 milioni di over 70. Non disponendo spesso dell’auto e senza botteghe sottocasa, per molti di loro fare la spesa è diventato un grosso problema. Tornando al caro vita, il peggio, fortunatamente, sembra essere alle nostre spalle. Nel 2024, infatti, l’inflazione dovrebbe rallentare e registrare una crescita media inferiore al 2%. Un risultato, quest’ultimo, in linea con i livelli attesi anche nel resto d’Europa che dovrebbe indurre la Banca Centrale Europea a diminuire i tassi di interesse. Tuttavia, rimangono molti dubbi e altrettante incertezze. Le previsioni sul caro vita appena citate, infatti, potrebbero rivelarsi sottostimate. Nel caso le situazioni di crisi in Medioriente e in Ucraina dovessero precipitare ulteriormente, l’aumento dell’inflazione potrebbe attestarsi ben al di sopra del 2% previsto. Analizzando nel dettaglio le singole voci di spesa, gli aumenti più importanti avvenuti tra il 2021 e il 2023 hanno interessato i biglietti aerei dei voli internazionali (+106,1%), le bollette dell’energia elettrica (+93,1 %), i biglietti dei voli aerei nazionali (+65,4 %), le bollette del gas (+62,5 %), lo zucchero (+61,7 %), il riso (+48,2 %), l’olio di oliva (45,5 %), il latte conservato (+37,4 %) e il burro (+37 %. Per contro, i prodotti che hanno subito una riduzione di prezzo sono stati gli apparecchi per ricezione immagini e suoni (televisioni) (-28,6 %), gli apparecchi per la telefonia mobile (cellulari) (-12 %), apparecchi per il suono (-11,4 %), test di gravidanza e contracettivi (-10,3 %) e libri di narrativa (-6,3 %).(ITALPRESS).
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Lecce vince in rimonta, Fiorentina battuta 3-2
LECCE (ITALPRESS) – Rimonte e controrimonte al Via del Mare dove il Lecce conquista un successo fondamentale in chiave salvezza superando 3-2 la Fiorentina nell’anticipo della 23^ giornata di campionato. Forte il forcing della Fiorentina in avvio, ma il Lecce ne esce con autorità e fa male ai viola. Sbatte sulla traversa un colpo di testa di Kaba su bel cross di Gallo con Almqvist che si fa respingere da Terracciano il tap-in sotto misura: solo la prima delle occasioni dei giallorossi, preludio al gol del vantaggio arrivato pochi minuti più tardi su calcio di punizione. L’arbitro Giua, in realtà, aveva decretato un rigore per uno sgambetto di Martinez Quarta ai danni di Almqvist, ma il Var interviene e cambia la decisione perchè il fallo è avvenuto fuori area. Dal limite è comunque letale Oudin che fa passare la palla in mezzo alla barriera della Fiorentina e batte Terracciano. Anche dopo l’1-0 spinge il Lecce e finisce sul palo della porta ospite un diagonale rasoterra di Krstovic. Un colpo di testa di Faraoni e una botta dalla grande distanza di Bonaventura sono gli unici squilli di una viola che non prende lo specchio e così, prima dell’intervallo, i padroni di casa sfiorano nuovamente il raddoppio su un’incursione di Banda e, subito dopo, con un’incornata di Blin respinta ancora dal portiere. A inizio ripresa Krstovic si divora il 2-0 e il Lecce viene punito per le occasioni sprecate da una Fiorentina che pesca bene dalla panchina. Entra Belotti, ma l’innesto vincente è quello di Mandragora: diagonale di sinistro da fuori e palla imparabile all’angolino basso. Falcone si oppone a Maxime Lopez, Terracciano ferma Banda lanciato a rete da un’ingenuità di Milenkovic. Errore grave, ma non quanto quello dei giallorossi che porta al vantaggio toscano: Falcone pasticcia dopo uno scambio con Baschirotto, Beltran si mette sulla linea di passaggio e insacca da pochi passi ringraziando il portiere avversario. L’1-2 incide sul morale del Lecce che rischia i titoli di coda sulla traversa di Belotti e sul successivo colpo di testa a lato di Parisi. In un finale tutto da scrivere l’incornata vincente arriva però dall’altro lato: sugli sviluppi di una punizione Piccoli raccoglie un campanile, colpisce con la fronte piena e supera Terracciano. Un minuto più tardi, a recupero inoltrato, il portiere della Fiorentina, mentre i compagni sono completamente in bambola, prova a evitare la sconfitta salvando su Krstovic, ma non basta: l’ultima parola della partita è di Dorgu che spara nel set la risposta dell’estremo difensore avversario e fa esplodere di gioia il popolo salentino.
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Salis, Salvini “Capisco il padre, ma se condannata non la vorrei in classe”
ROMA (ITALPRESS) – “Da genitore capisco l’ansia e anche alcune dichiarazioni originali del padre di Ilaria Salis, Roberto.
E’ giusto che il governo sia impegnato con tutte le forze per tutelare la ragazza e ne auspico la completa e rapida assoluzione. Ribadisco, però, che Ilaria Salis è stata bloccata con un manganello e in compagnia di un estremista: in caso di condanna per violenze, a mio modo di vedere, l’opportunità che entri in classe per educare e crescere bambini è nulla”.
Così il Vicepremier e Ministro Matteo Salvini.
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Salis, Meloni “Garantita assistenza fin dall’inizio”
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Con l’ambasciata e con il governo, come facciamo con tutti gli italiani, garantiamo tutta l’assistenza che dobbiamo e lo abbiamo fatto dall’inizio”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa al termine dei lavori del Consiglio europeo straordinario a Bruxelles, commentando il caso di Ilaria Salis.
“Mi ha colpito che l’udienza sia stata rinviata a maggio. Spero che su questo si possa fare magari qualcosa di più”, ha aggiunto. “Nè io, nè Orban non possiamo entrare oggi nel giudizio che compete la magistratura, posso solo sperare che Ilaria Salis sia in grado di dimostrare la sua innocenza. Quello di cui ho parlato col primo ministro ungherese, come faccio per tutti gli italiani che sono detenuti all’estero, è garantire che ai nostri connazionali venga ovviamente riservato un trattamento di dignità e di rispetto e un giusto processo, anche veloce”, ha spiegato.
Riguardo alle immagini di Salis in catene “stiamo chiedendo di verificare. Presumo che non sia un trattamento riservato a questo detenuto, accade in diversi Stati anche occidentali che i detenuti vengano portati così in tribunale. Non è diciamo il nostro costume, sono immagini che da noi chiaramente impattano ma in diversi Stati sovrani funziona così”, ha concluso Meloni.
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– Foto: Palazzo Chihi –
Arrestato in Corsica il boss Raduano, era evaso dal carcere di Nuoro
ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri del Ros, col supporto in fase esecutiva della Gendarmeria Francese e della Unidad Central Operativa della Guardia Civil Spagnola territorialmente competenti, hanno eseguito i mandati di arresto europeo emessi dalla Procura generale presso la Corte d’appello di Bari, a carico di Marco Raduano e di Gianluigi Troiano, condannati per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso e dal fine di agevolare l’attività dell’associazione operante da almeno un decennio nel comprensorio di Vieste, già nota alle cronache giudiziarie come clan Raduano.
L’arresto scaturisce da un’indagine del Ros che si è concentrata sulle dinamiche criminali riconducibili sotto il profilo organizzativo alla figura di vertice di Raduano e Troiano, quale sottocapo e organizzatore, personalità rivelatesi capaci di attrarre a loro soggetti in grado di agevolare gli scopi dell’organizzazione mafiosa. Raduano si era reso protagonista di una plateale evasione il 24 febbraio del 2023, calandosi con lenzuola annodate dall’alto muro di cinta del penitenziario di Badu e Carros (Nuoro). E’ stato localizzato e catturato a Bastia, in Corsica. Troiano, che era evaso dagli arresti domiciliari che scontava a Campomarino (CB) nel settembre 2021 e che da quel momento aveva fatto perdere le proprie tracce, è stato rintracciato a Otura, piccolo centro nei pressi di Granada in Spagna e ora dovrà scontare la pena di 9 anni e 2 mesi di reclusione.
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– Foto: ufficio stampa Carabinieri –
Salis, La Russa “Favorevole ai domiciliari, non politicizzare vicenda”
MILANO (ITALPRESS) – “La decisione dei domiciliari non può essere nostra. Ci può essere per esempio la disponibilità del luogo dove stare ai domiciliari in Ungheria in attesa di un’eventuale richiesta e potrebbe essere l’ambasciata. In linea teorica non sono contrario anzi sono estremamente favorevole, poi però decide liberamente la magistratura ungherese”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa, uscendo dal suo studio milanese, dopo l’incontro con il padre di Ilaria Salis.
“Politicizzare questa situazione, da parte di chiunque, è sbagliato, se uno ha a cuore il rispetto dei diritti della ragazza imputata in Ungheria. Ci vuole rispetto prima di tutto per la magistratura ungherese e la richiesta forte che siano garantiti i suoi diritti come noi li riconosciamo in Italia. Tanto più lo faremo coralmente, e credo che questa sia la volontà anche del padre, tanto più avremo la possibilità che questo sia un risultato ottenibile. Bisogna tutti abbassare i toni se si hanno a cuore i diritti delle persone”, ha aggiunto.
La Russa ha raccontato che l’incontro è stato “molto cortese. Per me non è difficile immedesimarmi nel desiderio del padre, prima di tutto che sia rispettata la dignità della figlia imputata. Partendo da questo, la vicinanza è stata immediata e spontanea”.
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– Foto: ufficio stampa Senato –

