ROMA (ITALPRESS) – “Non credo di esagerare: con questa legge supereremo la questione meridionale e la questione settentrionale che ci portiamo dietro dal 1861”. Lo dice, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro Roberto Calderoli commentando l’approvazione al Senato della legge per le autonomie delle Regioni. “Il punto per me – aggiunge – è sempre stato mettere sulla stessa linea di partenza tutte le regioni. Per 22 anni, dalla riforma del Titolo V, è stato impossibile perchè c’era il totem dei Livelli essenziali di assistenza. Ora, lo abbiamo risolto, i Lep ci sono. Anche se qualcuno fa finta di non capirlo: sono soltanto l’elenco dei diritti civili e sociali di cui ha diritto un cittadino. Beninteso: in tutto il territorio nazionale”.”Se ci sono degli errori siamo pronti a correggerli. Ma il Senato ha lavorato per otto mesi in modo serrato, ha davvero approfondito il testo che ora credo sia davvero ponderato”, aggiunge.
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Autonomia, Calderoli “Tutte le regioni partono sulla stessa linea”
Pubblica Amministrazione, Zangrillo “Assegnare obiettivi entro febbraio”
ROMA (ITALPRESS) – Assegnare gli obiettivi al personale “non oltre il mese di febbraio”, in modo che “la valutazione della performance individuale” diventi “una attività concreta e non un mero esercizio burocratico”. Sono le prime indicazioni operative del ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, per l’attuazione concreta della sua direttiva in materia.
In una lettera inviata a tutte le amministrazioni, il ministro Zangrillo sottolinea come “la realizzazione degli obiettivi, e quindi la corresponsione degli istituti retributivi a questi collegata, debba essere effettiva”. Perchè ciò si realizzi, tali obiettivi – che devono impegnare i dirigenti a promuovere una adeguata formazione per se stessi e il personale assegnato – devono essere “chiari, concreti, misurabili e assegnati tempestivamente”, “finalizzati all’incremento dell’efficienza e dell’efficacia del lavoro pubblico”, nonchè “aderenti alla specificità dei destinatari e alle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa”.
“La tempestività nella loro assegnazione – evidenzia ancora il ministro Zangrillo – è il presupposto necessario affinchè il personale abbia modo e tempo di predisporre gli strumenti organizzativi che ritiene necessari per il loro conseguimento”.
Emanata lo scorso novembre, la direttiva in materia di misurazione e valutazione della performance dei dipendenti pubblici ha l’obiettivo di attuare una strategia di piena valorizzazione del merito, nel solco dei modelli adottati nello scenario europeo e OCSE. Una “bussola” dei dirigenti verso la valorizzazione delle persone delle pubbliche amministrazioni nel loro contesto organizzativo che non può prescindere dall’assegnazione degli obiettivi, che Zangrillo considera “un adempimento preliminare per l’attuazione della stessa direttiva”.
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Bonomi “Nel 2024 Pil non oltre 1%, intervenire su fattori strutturali”
PALERMO (ITALPRESS) – “Credo che in Italia nel 2024 avremo, purtroppo, una crescita non superiore all’1 per cento, questo perchè non stiamo intervenendo sui fattori strutturali del Paese. Non è una questione politica, di chi c’è al governo. Con il Pnrr avevamo una grande occasione, quella di fare le riforme che aspettiamo da 30 anni e che ci chiede l’Europa con questo piano, ma l’Italia è un Paese che non trae lezioni da quello che succede, dalla storia. E’ un Paese che continua a essere straordinario in emergenza, ma non programma e non risolve i problemi strutturali. Discutiamo di un panettone, degli amici e dei parenti, ma non affrontiamo i temi di cui sta discutendo il mondo. In ballo c’è il futuro dei nostri figli”. Così il presidente nazionale di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso della tavola rotonda “Nuove forme di affiancamento alle imprese fra legge italiana e direttive europee” promossa dall’assessorato alle Attività produttive della Regione Siciliana, presso la sede della Banca d’Italia, a Palermo.
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Ue, Conte a Meloni “E’ tornata con “pacco” di stabilità”
ROMA (ITALPRESS) – Giorgia Meloni “ha illuso gli italiani dicendo che sarebbe andata a Bruxelles a far tremare l’Europa, qui a tremare invece è l’Italia. Nonostante voglia girare le carte sulla tavola, è tornata con un ‘pacco di stabilità’ che prevede il taglio di 12 miliardi l’anno che si scaricherà sulla testa degli italiani”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, replicando alla presidente del Consiglio durante il Question Time in Aula alla Camera. “Sta cercando di spendere maldestramente i soldi del Pnrr, quei soldi che noi abbiamo portato dall’Europa, invece lei ha portato meno 12 miliardi. Le battaglie si possono anche perdere, però perderle senza combatterle significa perderle con disonore”, ha sottolineato.
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“Corri braccia al cielo Gigi”, in 30mila per l’ultimo saluto a Riva
CAGLIARI (ITALPRESS) – Un abbraccio collettivo, per salutare un campione che mai potrà essere dimenticato. Per i funerali di Gigi Riva 30.000 persone si sono presentate fuori dalla basilica di Nostra Signora di Bonaria, dove sono stati allestiti due maxischermi per seguire la messa tenuta dall’arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi. Un tributo che ha visto la partecipazione di migliaia di persone arrivate anche da fuori Sardegna, col desiderio di rendere omaggio a chi ha lasciato un segno indelebile non solo nel mondo del calcio. Dentro, fra i 650 presenti in chiesa, la famiglia, i figli Nicola e Mauro con la madre Gianna, i nipoti e gli amici più cari, in primis alcuni compagni del Cagliari che vinse lo storico scudetto del 1970 come Mario Brugnera, Ricciotti Greatti, Adriano Reginato e Beppe Tomasini. “Grazie a tutti e a tutte le persone che sono venute nella camera ardente, in coda al freddo fino a tarda sera: ci hanno sempre detto che era un grande uomo, mi veniva da fare le condoglianze io a loro”, il toccante ringraziamento del figlio Nicola al termine della cerimonia, con un sentito applauso ripetuto due volte da parte dei presenti e del pubblico all’esterno. “E’ andato via non solo mio padre, ma un parente di tutti. Se n’è andato da hombre vertical, decidendo fino all’ultimo cosa fare. Spero con tutto il cuore che ora possa riabbracciare sua mamma, la persona che ha amato di più nella sua vita”. Grande commozione anche nelle parole di monsignor Baturi: “Corri di nuovo, caro Gigi, e tendi ancora quelle tue lunghe braccia al cielo, come dopo la rovesciata al Vicenza e il sinistro di Città del Messico. Corri e guarda in alto: noi oggi preghiamo perchè il Signore ti venga incontro, Dio sia la tua dimora per sempre insieme ai tuoi amati genitori, alla tua amata sorella Fausta e ai tuoi cari”. Il feretro arriva a Bonaria alle 15.06, fa il suo ingresso in chiesa dopo dieci minuti di celebrazioni. Ed esce alle 17.09, in uno dei momenti più commoventi della cerimonia, portato dai campioni del mondo Marco Amelia, Gigi Buffon, Fabio Cannavaro, Simone Perrotta, Angelo Peruzzi e Franco Selvaggi, assieme a Tomasini e Gianfranco Zola.
Con loro presenti il Cagliari Calcio di oggi al completo, dal presidente Tommaso Giulini a Claudio Ranieri passando per prima squadra, giovanili e dipendenti, autorità sportive (Andrea Abodi, Giovanni Malagò, Gabriele Gravina, Giancarlo Abete, Franco Carraro, Matteo Marani fra i tanti) e politiche (il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas e il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu, per citarne alcuni), fino a Luciano Spalletti, senza contare le corone di fiori che andavano dal presidente della FIFA all’Italia del 2006. All’uscita lo accompagnano le sirene delle navi, poi risuona la canzone “Quando Gigi Riva tornerà” di Piero Marras, seguito dai cori dei tifosi e da un applauso ricco di gratitudine e sentimenti. A seguire, in forma strettamente privata, la sepoltura nell’adiacente cimitero Monumentale, come non accadeva dal 1968: per ora è provvisoria, c’è la volontà di dedicare un’area speciale al Mito. Per una delle infinite celebrazioni che serviranno a tenere vivo il ricordo di un simbolo eterno.
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Riforme, Schlein “L’autonomia spacca il Paese”
ROMA (ITALPRESS) – “Ieri avete dato il colpo di grazia con l’approvazione di una riforma sull’autonomia differenziata che spacca il Paese, creando pazienti di serie A e pazienti di serie B: noi non ci stiamo”. Lo ha detto la segretaria del PD, Elly Schlein, replicando in Aula alla Camera alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante il Question Time.
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Meloni al Question Time “Dalle privatizzazioni 20 miliardi in 3 anni”
ROMA (ITALPRESS) – “Il governo lavora a un piano di razionalizzazione delle partecipazioni dello Stato dal quale sono attesi proventi pari ad almeno l’1% del PIL, quindi circa 20 miliardi di euro in 3 anni: è un obiettivo ambizioso, ma è alla nostra portata”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante il Question Time in Aula alla Camera.
“Concordo pienamente sul fatto che le privatizzazioni non debbano avere come unico scopo quello di fare cassa per ridurre il debito pubblico, ma che debbano invece essere considerate anche uno strumento di politica industriale e un fattore di sviluppo dell’economia italiana e posso confermare che è esattamente questa la strategia che ci muove. Quello che noi vogliamo fare è un approfondimento strategico che porti a una razionalizzazione delle partecipazioni dello Stato secondo un approccio che è abbastanza semplice: ridurre la presenza dello Stato laddove non è necessaria e affermare la presenza dello Stato dove invece è necessaria, come ad esempio negli asset strategici”, ha aggiunto.
“Non si tratta di privatizzare per privatizzare – ha detto ancora Meloni -, non si tratta di dismettere o peggio ancora di svendere: l’impostazione di questo governo è lontana anni luce da quanto abbiamo spesso visto accadere in passato, quando con ‘privatizzazionì si chiamavano regali miliardari fatti a qualche fortunato e ben inserito imprenditore”.
Nel corso del Question Time Meloni ha anche parlato di Medio Oriente. “L’Italia ha sempre ribadito che il popolo palestinese ha diritto a uno Stato indipendente, sicuro ed economicamente prospero: è una posizione che questo governo ha ribadito banalmente perchè è una soluzione giusta, necessaria e nell’interesse dei palestinesi ma, a nostro avviso, anche nell’interesse di Israele – ha detto -. E’ la ragione per la quale posso dire che non condivido la posizione recentemente espressa dal primo ministro israeliano sulla materia. Spero che si convenga sul fatto che il riconoscimento non può essere richiesto unilateralmente” e “che la precondizione per qualsiasi ipotesi di trattativa in questa direzione è il riconoscimento da parte degli interlocutori di Israele, del diritto all’esistenza dello stato ebraico e del diritto per i suoi cittadini a vivere in pace e in sicurezza”.
Rispondendo a un’interrogazione su Stellantis, il premier ha affermato: “Vogliamo come sempre difendere l’interesse nazionale” e “instaurare chiaramente un rapporto che sia equilibrato con il gruppo” per “difendere la produzione in Italia, i livelli occupazionali e tutto l’indotto dell’automotive”. “Vogliamo tornare a produrre in Italia almeno un milione di veicoli l’anno” ma “se si vuole vendere un’auto sul mercato mondiale pubblicizzandola come gioiello italiano, allora quell’auto deve essere prodotta in Italia – ha aggiunto -: questa è un’altra questione che noi intendiamo porre, queste sono le regole con l’attuale governo e valgono per tutti”.
Per il Cdm di domani il presidente del Consiglio ha annunciato un decreto legislativo sulla terza età: “Stanzia complessivamente oltre un miliardo di euro per i primi due anni, risorse che servono a garantire all’anziano una vita serena, attiva e dignitosa, garantendo dov’è possibile il diritto di continuare a vivere e a curarsi nella propria casa, semplificando e rafforzando l’accesso ai servizi, ma anche le procedure di valutazione della persona non autosufficiente”.
Meloni ha anche fornito cifre sull’Assegno di Inclusione, che supera il Reddito di Cittadinanza. La nuova misura “è attiva dal 1° gennaio 2024 e, al 20 gennaio il Ministero del Lavoro ci dice che su una platea di 737 mila nuclei familiari potenziali – ha detto il premier -, sono già 600 mila quelli che hanno presentato domanda e i primi pagamenti per coloro che hanno superato i controlli – perchè, a differenza del reddito di cittadinanza, i controlli li facciamo prima e non li facciamo dopo – partiranno venerdì 26 gennaio e l’importo medio stimato è di 635 euro al mese, cioè una cifra superiore all’importo medio che veniva erogato con il reddito di cittadinanza. Dimostriamo una cosa che abbiamo sempre sostenuto e cioè che dividendo le platee ne avrebbero beneficiato soprattutto coloro che versavano in condizioni peggiori”, ha aggiunto. E ha spiegato: “Attualmente sulla piattaforma sono presenti quasi 178 mila offerte di lavoro, oltre ai progetti ulteriori, e proposte per oltre 513 mila corsi di formazione, ma voglio segnalare anche a questo Parlamento che su 249 mila potenziali occupabili che negli ultimi mesi percepivano il reddito di cittadinanza, solo 55 mila hanno presentato domanda” per l’assegno di inclusione: “poco più del 22% della platea”. “E’ possibile che alcune di queste persone abbiano trovato lavoro privatamente, ma è possibile anche che alcune di loro non cercassero un’occupazione o preferissero lavorare in nero: questa è la ragione per la quale sono molto fiera del lavoro che abbiamo fatto, perchè se non sei disponibile a lavorare, non puoi pretendere di essere mantenuto con i soldi di chi lavora ogni giorno”, ha proseguito Meloni.
Capitolo riforma del Patto di Stabilità Ue. “Il nuovo Patto di stabilità e crescita supera le regole irrealistiche previste dal precedente: credo che questo sia anche un merito dell’Italia” che “è riuscita a impedire il ritorno alle regole precedenti che erano ispirate a una austerità cieca che alcuni auspicavano”, ha sottolineato Meloni.
E sulla sanità ha chiarito: “Il superamento del tetto di spesa è un obiettivo che abbiamo e che contiamo di raggiungere quanto prima, compatibilmente con gli impegni finanza pubblica, perchè per noi assicurare il diritto alla salute dei cittadini è una priorità assoluta”.
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Tumore del polmone ALK+ non a piccole cellule, nuove opzioni di cura
MILANO (ITALPRESS) – Con la pubblicazione della determina in Gazzetta Ufficiale (n.283/4 dicembre 2023), l’Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato la rimborsabilità in prima linea di Lorviqua (lorlatinib), inibitore della tirosin-chinasi (TKI) di terza generazione, in pazienti adulti affetti da tumore del polmone non a piccole cellule (Non-Small Cell Lung Cancer, NSCLC) in stadio avanzato positivo per la chinasi del linfoma anaplastico (ALK), non trattati in precedenza con un inibitore di ALK. Si tratta di un passo avanti ulteriore nel trattamento di questa specifica neoplasia, presente nel 5-7% dei casi di tumore del polmone non a piccole cellule e con una maggiore incidenza in pazienti più giovani (sotto i 50 anni) preferenzialmente – ma non esclusivamente – non fumatori, la cui malattia risponde molto meno ai regimi chemioterapici standard.
In Italia, il tumore del polmone rimane ancora la seconda neoplasia più frequente negli uomini (15%) e la terza nelle donne (6%), oltre che causa di un numero di decessi superiore a quello di qualunque altra forma di cancro. Secondo gli ultimi dati AIOM-AIRTUM, lo scorso anno in Italia sono state stimate circa 44.000 nuove diagnosi di tumore al polmone (30.000 uomini e 14.000 donne). La maggior parte dei casi di tumore del polmone corrisponde all’istologia non a piccole cellule. All’interno di questo gruppo, la ricerca scientifica ha individuato numerose alterazioni molecolari che possono determinare l’insorgenza e lo sviluppo della patologia neoplastica. Tra queste, l’alterazione a carico del gene ALK che rappresenta un importante target terapeutico.
I pazienti affetti da NSCLC ALK+ presentano un’alta incidenza di metastasi cerebrali al basale (fino al 40%) e un alto rischio di sviluppo di metastasi lungo tutto il percorso terapeutico, con il conseguente impatto sulla qualità di vita.
“Il tumore del polmone rappresenta una patologia frequente e molto complessa – spiega Silvia Novello, Professore Ordinario di Oncologia Medica presso il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e presidente di WALCE Onlus -. Grazie alle nuove tecnologie di sequenziamento del DNA, sono ormai note molte alterazioni molecolari del NSCLC che condizionano la biologia di questo tumore, alcune delle quali si realizzano nelle prime fasi di sviluppo e sono es-senziali per la sua crescita e, quindi, possono rappresentare dei target terapeutici. L’identificazione di questi target è fondamentale per poter identificare il bersaglio di farmaci che garantiscono ai pazienti un’aspettativa di vita sorprendentemente superiore e questo è possibile solo con una corretta e tempestiva profilazione molecolare. In questo contesto effettuare il testing molecolare completo al basale per identificare la proteina ALK è indispensabile per orientare correttamente già la prima decisione terapeutica. I pazienti con NSCLC ALK+ sono più giovani della media, uomini e donne in prevalenza non fumatori e in buone condizioni generali, ma con un’alta incidenza di metastasi cerebrali al basale (fino al 40%). Il sistema nervoso centrale è inoltre per questi pazienti un sito frequente di progressione della malattia; pertanto, la prevenzione delle metastasi cerebrali durante la prima linea di trattamento assume un ruolo fondamentale nella gestione della malattia. Le terapie ‘targeted’ agiscono in modo mirato su specifici bersagli molecolari, migliorando l’aspettativa di vita dei pazienti e la qualità della stessa rispetto alla chemioterapia tradizionale”.
E’ il caso di lorlatinib, inibitore della tirosin chinasi (TKI) di terza generazione e disegnato specificatamente per superare la barriera ematoencefalica e agire quindi a livello cerebrale, nonchè per essere attivo anche in pazienti precedentemente trattati in cui si siano sviluppate delle mutazioni secondarie di resistenza. Oggi è rimborsato in Italia anche come monoterapia in prima linea per il trattamento di pazienti adulti affetti da tumore del polmone non a piccole cellule (Non-Small Cell Lung Cancer, NSCLC) in stadio avanzato positivo per la chinasi del linfoma anaplastico (ALK) non trattati in precedenza con un inibitore di ALK, oltre che come trattamento di II linea, o successive, in pazienti pretrattati con almeno un inibitore di ALK di II generazione.
La nuova indicazione di lorlatinib in prima linea di trattamento è supportata dallo studio CROWN, studio internazionale, multicentrico, randomizzato, in aperto, a 2 bracci paralleli, che ha confrontato lorlatinib in monoterapia verso crizotinib in monoterapia, in 296 pazienti affetti da NSCLC ALK-positivo avanzato non trattati in precedenza. Obiettivo dello studio CROWN è la dimostrazione della maggiore efficacia, in termini di sopravvivenza libera da progressione, di lorlatinib rispetto a crizotinib nel trattamento del NSCLC ALK-positivo avanzato non trattato in precedenza. Tale superiorità è stata, e continua ad essere, dimostrata presentando risultati senza precedenti nella classe terapeutica. Sulla base dei dati aggiornati dello studio CROWN, lorlatinib rappresenta la risposta ai principali bisogni terapeutici della patologia NSCLC ALK+, candidandosi come il nuovo ‘standard of carè per il trattamento di I linea. Oltre che sulla sopravvivenza libera da progressione, lorlatinib ha determinato miglioramenti statisticamente significativi anche del tempo alla progressione di malattia a livello intracranico e del tasso di risposta obiettiva sia sistemica che intracranica, che si sono mostrate consistenti anche in termini di durata della risposta stessa rispetto a pazienti affetti da NSCLC avanzato ALK positivo non precedentemente trattato.
Sicuramente senza precedenti, il dato di profilassi rispetto all’insorgenza di metastasi cerebrali in pazienti senza patologia intracranica al basale.
“I risultati dello studio CROWN offrono prospettive interessanti per continuare a ottimizzare le opzioni terapeutiche disponibili nel trattamento di prima linea nella malattia ALK riarrangiata – precisa Filippo de Marinis, Direttore Divisione di Oncologia Toracica IEO_Istituto Europeo di Oncologia di Milano, Presidente AIOT (Associazione Italiana di Oncologia Toracica) e Membro dello Steering Committee CROWN -. Fino ad oggi, infatti, lo standard di trattamento dei pazienti affetti da tumore del polmone non a piccole cellule avanzato con traslocazione di ALK è stato rappresentato da un trattamento di prima linea con inibitori di ALK di seconda generazione. I dati dello studio di fase III CROWN hanno invece consentito di evidenziare la superiorità di lorlatinib sia in termini dell’endpoint primario (sopravvivenza libera da progressione), che in termini di risposte obiettive e di controllo intracranico. La maggiore efficacia di lorlatinib è stata evidenziata in tutti i parametri valutati, con una riduzione del rischio di progressione di malattia pari al 73%, mentre l’82% dei pazienti con metastasi cerebrali ha riscontrato una risposta intracranica, che è stata completa nel 71% dei casi. La terapia mirata continua, quindi, a portare risultati significativi, dimostrando anche benefici a lungo termine mai riscontrati prima nei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato”.
“Grazie alla nuova indicazione presentata oggi, offriamo una nuova opportunità alle persone con tumore del polmone non a piccole cellule ALK+ che potranno usufruire di un percorso terapeutico basato sulla medicina di precisione – conclude Biagio Oppi, External Communications Director di Pfizer in Italia. – Per Pfizer, che peraltro è da sempre in prima linea nella lotta contro i tumori, è un momento straordinario per l’area Oncologia: grazie all’acquisizione di Seagen, perfezionata a dicembre, abbiamo ora una pipeline formidabile con innovazioni terapeutiche in grado di trasformare la qualità di vita dei pazienti”.
– foto xh7/Italpress –
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