Home Top News

Cori razzisti, per l’Udinese una gara a porte chiuse

MILANO (ITALPRESS) – Obbligo per l’Udinese di disputare una gara a porte chiuse. Lo ha deciso il giudice sportivo di serie A dopo
quanto avvenuto domenica scorsa nel corso del match contro il Milan in occasione dei cori razzisti all’indirizzo del portiere rossonero Maignan. Il Giudice Sportivo ha deciso “visto il referto arbitrale, nonchè il rapporto dei collaboratori della Procura Federale, in ordine alle manifestazioni di discriminazione razziale che hanno interessato in più occasioni, durante la gara Maignan e che hanno portato all’effettuazione di due annunci con altoparlante, nonchè a una prima interruzione del gioco per circa 1 minuto, di poi a una sospensione della gara per circa 5 minuti; ritenuta la obiettiva gravità dei fatti descritti e riportati, che hanno comportato l’adozione delle misure previste dall’apposito protocollo procedurale contenuto nelle norme federali; rilevato, altresì, che non sono state riportate, durante e dopo i fatti, e nonostante i 2 annunci al pubblico, chiare manifestazioni di dissociazione da tali intollerabili comportamenti da parte dei restanti sostenitori; rilevato, nondimeno, che il comportamento attivo della società Udinese, e la disponibilità manifestata fin da subito a collaborare per l’individuazione dei responsabili, fanno sì che per un evento di tale portata e gravità possa applicarsi la sanzione minima prevista dall’art. 28, comma 4, CGS, ovvero l’obbligo di disputare una gara a porte chiuse”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Rifiuti, Musumeci “Serve disciplina organica per gestione in emergenza”

ROMA (ITALPRESS) – “Mi sembra evidente come manchi allo stato una disciplina legislativa organica che, ferme restando le peculiarità dei singoli eventi calamitosi, possa individuare il quadro giuridico generale applicabile alla gestione dei rifiuti in emergenza”. Lo ha detto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo di rifiuti.
“Sebbene sia questo un paese particolarmente vulnerabile e fragile – ha continuato -, si sono succedute nel tempo discipline non sempre omogenee, cioè adottate di volta in volta con provvedimenti d’urgenza molto spesso disorganici l’uno rispetto all’altro”. Poi Musumeci ha ricordato che il governo ha recentemente approvato “un disegno di legge dedicato alla ricostruzione post-calamità recante un corpus di norme finalizzato a definire finalmente – ha detto – un quadro giuridico uniforme per il coordinamento delle procedure e delle attività successive a quelle poste in essere dalla Protezione civile nei territori colpiti da eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo”.
“In questa prospettiva – ha aggiunto – si colloca la previsione del cosiddetto ‘stato di ricostruzione e di rilievo nazionalè che fa seguito allo stato d’emergenza. La disciplina posta dal ddl costituisce un modello unico, atto a garantire certezza, stabilità e velocità dei processi di ricostruzione”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Telefonata Meloni-Michel in vista del Consiglio Ue dell’1 febbraio

ROMA (ITALPRESS) – Il premier Giorgia Meloni ha avuto una conversazione telefonica con il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, in vista del Consiglio Europeo straordinario del primo febbraio.
“Oltre alle prospettive di approvazione della revisione del bilancio pluriennale UE 2021-27, sono stati discussi i principali temi dell’agenda internazionale, a partire dall’aggressione russa dell’Ucraina e dalla crisi in Medio Oriente e nel Mar Rosso”, spiega Palazzo Chigi in una nota.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Renzi “Con Meloni basta ‘amichettismo’, è tempo di sorelle e cognati”

ROMA (ITALPRESS) – “Giorgia Meloni che dice che lei è per il merito. Ecco perchè ha messo la sorella alla guida del partito e il cognato alla guida della delegazione al Governo. Per meriti acquisiti sul campo, s’intende. Basta con l’amichettismo, è tempo di sorelle e cognati. Del resto lo avevano detto: Dio, Patria e Famiglia. Non avevano specificato che la famiglia era la loro, ma il concetto era chiaro, dai”. Lo scrive il leader Iv, Matteo Renzi, nel suo editoriale di oggi, sul Riformista, commentando l’intervista televisiva di ieri della presidente del Consiglio, ospite “della scomoda tribuna di Nicola Porro”. “E’ il Governo del merito perchè Arianna Meloni è una grande leader – aggiunge -. Una che riesce a sostenere “Da quando c’è mia sorella l’Italia è rispettata in Europa, non come prima” ignorando che prima c’era Draghi e che questa frase arriva dopo che abbiamo preso cenciate sul Mes, sull’Expo, sulla Bei, sull’Autorità antiriciclaggio, sul Tribunale dei brevetti, beh, una così il posto se lo è meritato tutto. Anche perchè lo ha detto senza ridere e senza prendere fiato: bravissima”. “Suo marito, il cognato in capo, Francesco Lollobrigida – prosegue – è un fuoriclasse. Ferma treni dell’Alta Velocità anche in stazioni che non hanno mai visto fermare un frecciarossa, perchè è giusto dare possibilità anche alle stazioni di serie B, basta col settarismo della sinistra”. “Adesso al Governo c’è Giorgia Meloni – aggiunge – Nessun amichetto sarà più messo in prima fila. Solo parenti”.
-foto Agenzia Fotogramma-
(ITALPRESS).

Sconfitta per i Pistons di Gallinari, Embiid e Towns da urlo

ROMA (ITALPRESS) – Sconfitta casalinga per Detroit nella notte italiana della regular-season dell’Nba. Di fronte agli oltre 17mila spettatori della Little Caesars Arena, i Pistons si arrendono per 122-113 ai Milwaukee Bucks, trascinati dal ‘solitò Antetokounmpo, a referto da top-scorer con 31 punti contro i 26 del suo compagno di squadra Middleton. Seconda apparizione tra i padroni di casa per l’azzurro Danilo Gallinari: l’ala grande di Sant’Angelo Lodigiano, classe 1988, totalizza 9 punti, 3 rimbalzi e 2 assist in dieci minuti di impiego. Titoli a caratteri cubitali per Joel Embiid. Il camerunense fa la storia con 70 punti messi a segno nel successo interno dei Philadelphia per 133-123 contro San Antonio Spurs. L’africano realizza la miglior prestazione personale nella storia dei Sixers, superando un altro mito come Wilt Chamberlain. Applausi a scena aperta anche per Karl-Anthony Towns: il domenicano infila la bellezza di 62 punti che però non bastano ai Minnesota Timberwolves per piegare la resistenza dei Charlotte Hornets, vincenti all’ultima sirena per 128-125. Cleveland travolgente in trasferta: i Cavaliers violano il campo di Orlando Magic per 126-99 con 26 punti di Merrill e 25 di Mitchell (18 di Banchero per il quintetto della Florida). Phoenix in volata su Chicago: i Suns hanno la meglio sui Bulls per 115-113 sfruttando innanzitutto la vena realizzativa di Durant, capace di contribuire alla causa con un bottino personale di 43 punti. Stop interno per i Toronto Raptors: i Memphis Grizzlies passano per 108-100, con Barrett e Kennard che si dividono la palma dei più prolifici con 19 punti a testa. Affermazione casalinga per i Sacramento Kings, che mettono ko Atlanta Hawks per 122-107 con 35 punti di un ispirato Murray. Boston corsaro sul parquet di Dallas: termina 119-110 per i Celtics, che sgambettano i Mavericks con 73 punti complessivi della coppia Tatum-Brown.
– Foto Image –
(ITALPRESS).

Sequestrati beni per 55 mln a imprenditore vicino a clan dei Casalesi

CASERTA (ITALPRESS) – La Direzione Investigativa Antimafia ha sequestrato beni per 55 milioni di euro riconducibili ad un imprenditore napoletano, operante nel settore dei rifiuti e della bonifica ambientale, ritenuto vicino al clan dei Casalesi. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione Misure di Prevenzione, trae origine da una proposta di misura di prevenzione, patrimoniale e personale, avanzata congiuntamente dal Procuratore di Napoli e dal Direttore della DIA.
Il decreto di sequestro riguarda quattro società – di cui una di primaria importanza nel settore dei processi e tecnologie per la salvaguardia dell’Ambiente – rispettivamente attive nel settore degli impianti di depurazione, nel settore immobiliare, nei servizi di elaborazione di consumi idrici e nella costruzione di opere pubbliche per il trasporto di fluidi, nonchè di disponibilità finanziarie per un valore complessivamente stimato di circa 55 milioni di euro.
L’imprenditore è già stato rinviato a giudizio per avere favorito l’attribuzione illecita del subappalto per la realizzazione e la gestione della discarica di Chiaiano alle ditte riconducibili ad un imprenditore del clan dei Casalesi. Per tali fatti gli è stata contestata la partecipazione ad un’associazione finalizzata a commettere i delitti di frode in pubbliche forniture e truffa ai danni di enti pubblici, falsità in atti e certificazioni e violazione delle norme in materia ambientale (tra cui il traffico illecito di rifiuti), avendo, tra l’altro, conferito rifiuti pericolosi utilizzandoli per l’allestimento dell’invaso presso la discarica in fase di esecuzione, reati tutti aggravati dalla finalità di favorire il clan “dei Casalesi”, fazione Zagaria.
Nei confronti di altri imprenditori strettamente collegati al contesto, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha già in corso altre procedure di prevenzione che hanno determinato recenti analoghi provvedimenti di sequestro. La sezione misure di prevenzione del Tribunale, infatti, lo scorso anno, anche in questo caso su proposta del Procuratore di Napoli e del Direttore della Direzione Investigativa Antimafia, aveva emesso analogo provvedimento ablativo nei confronti di un altro gruppo imprenditoriale, anche questo coinvolto nella gestione della discarica e dei connessi appalti.
La vicenda giudiziaria su cui si fonda la proposta di misura di prevenzione è strettamente connessa alla gestione delle imprese di famiglia da parte dell’imprenditore napoletano che, pur non ricoprendo alcuna carica sociale, in ragione dei suoi precedenti, avrebbe continuato di fatto a gestirle, attribuendo i ruoli societari formali alle figlie, “al fine di coprire l’immagine societaria, difendendone così i ‘requisiti moralì necessari per contrattare con la Pubblica amministrazione”, fanno sapere gli inquirenti.
L’importante valore delle società, il ruolo assunto nello specifico settore ed i livelli occupazionali verranno tutelati attraverso l’amministrazione giudiziaria disposta dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. A tal fine, il Tribunale ha istituito recentemente un tavolo tecnico che ha deliberato linee guida per la gestione dei beni sequestrati e confiscati, volte a regolare la fase della procedura di prevenzione.
– foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

Lautaro regala la Supercoppa all’Inter, Napoli ko

RIYADH (ARABIA SAUDITA) (ITALPRESS) – L’Inter batte il Napoli per 1-0 conquistando la sua terza Supercoppa Italiana consecutiva – l’ottava nella storia – e permettendo a Simone Inzaghi di diventare l’allenatore più vincente della competizione a quota 5 superando Lippi e Capello fermi a 4. Partita equilibrata, nessuna delle due vuole offrire subito il fianco. Il primo squillo porta la firma di Dimarco, ma il suo sinistro sfiora soltanto il palo mentre poco dopo è Mkhitaryan a provarci dal limite, senza successo. La squadra di Inzaghi ha in mano il pallino del gioco e andrebbe anche in vantaggio con Lautaro Martinez se non fosse per il fuorigioco dell’argentino che costringe l’arbitro ad annullare la rete. Il primo tempo si chiude a reti bianche con le squadre che vanno negli spogliatoi sullo 0-0. Al rientro in campo, dopo il minuto di silenzio per la scomparsa di Gigi Riva, sono i nerazzurri a provarci, ma l’occasione migliore capita a Kvaratskhelia che riceva sulla sinistra, si accentra e tenta il destro a giro trovando una grande risposta di Sommer. La svolta del match, però, arriva subito dopo: Simeone, già ammonito per un fallo su Cahlanoglu, entra su Acerbi, l’arbitro Rapuano estrae il secondo giallo lasciando il Napoli in dieci e Mazzarri in preda all’ira. I tecnici provano a pescare dalla panchina, quello degli azzurri per difendersi, Inzaghi per la vittoria. A sfiorare il vantaggio è prima Thuram, su colpo di testa di Pavard, poi Mkhitaryan dal limite con un gran destro che però si perde alto. Quando i rigori sembrano l’ipotesi più probabile, però, ecco il guizzo di Lautaro Martinez che, su cross di Pavard, gira in rete il pallone che vale il trionfo in Supercoppa Italiana.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Per la Consulta legittima disciplina del Jobs Act su licenziamenti

ROMA (ITALPRESS) – La Corte costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli articoli 3, primo comma, e 10 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, il quale, in attuazione della legge di delega n. 183 del 2014 (cosiddetto Jobs Act), ha introdotto il contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio. La Corte d’appello di Napoli aveva censurato la disciplina dei licenziamenti collettivi quanto alle conseguenze della violazione dei criteri di scelta dei lavoratori in esubero. Si è prevista una tutela indennitaria, compensativa del danno subito dal lavoratore, ma non più la tutela reintegratoria nel posto di lavoro, in simmetria con l’ipotesi del licenziamento per giustificato motivo oggettivo. La legge di delega aveva, infatti, escluso, per i “licenziamenti economici” di lavoratori assunti con contratti a tutele crescenti (quindi a partire dal 7 marzo 2015), la possibilità della reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, e aveva previsto un indennizzo economico, limitando il diritto alla reintegrazione ai licenziamenti nulli e discriminatori e a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato. La Corte, considerando anche i lavori parlamentari e la finalità complessiva perseguita dal Jobs Act, ha ritenuto che il riferimento contenuto nella legge di delega ai “licenziamenti economici” riguardasse sia quelli individuali per giustificato motivo oggettivo, sia quelli collettivi. Ha quindi escluso che, sotto questo profilo, ci sia stata – come assumeva la Corte d’appello – la violazione dei criteri direttivi della legge di delega. Inoltre la Corte ha ritenuto non fondata anche la censura di violazione del principio di eguaglianza, comparando i lavoratori “anziani” (quelli assunti fino al 7 marzo 2015), che conservano la più favorevole disciplina precedente e quindi la reintegrazione nel posto di lavoro, e i lavoratori “giovani” (quelli assunti dopo tale data), ai quali si applica la nuova disciplina del Jobs Act. Infine la Corte ha ritenuto non inadeguata la tutela indennitaria.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Top News su Facebook

Top News su Twitter