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L’Inter riparte da Monza, Inzaghi “Siamo ambiziosi”

APPIANO GENTILE (ITALPRESS) – “Chiaramente sappiamo che abbiamo avuto un ottimo percorso: la squadra è ambiziosa e sappiamo che non sarà semplice, ma vogliamo confermarci con un altrettanto ottimo girone di ritorno”. Così il tecnico dell’Inter, Simone Inzaghi, ai microfoni della tv nerazzurra, alla vigilia del match di domani in casa del Monza, primo impegno del girone d’andata che i nerazzurri affrontano da campioni d’inverno. Di fronte un avversario insidioso con diversi ex in organico. “Sarà una partita difficile contro una squadra di valore, che ha un ottimo tecnico e dei giocatori che sono stati importanti con l’Inter: rivedremo con piacere D’Ambrosio, Gagliardini e Valentin Carboni. Dovremo fare una partita molto importante: il Monza è un avversario di qualità”, ha spiegato il tecnico dell’Inter che poi torna sul successo all’ultimo respiro contro l’Hellas dove ha cambiato qualcosa nel finale. “Con il Verona ho cambiato nell’ultimo quarto d’ora, con tre attaccanti in campo. L’ho utilizzata come opzione in quel momento, ma un domani potrà anche essere una soluzione”.
Su 19 partite giocate, Inter in vantaggio 18 volte, segnando, inoltre, 12 gol nell’ultimo quarto d’ora di gioco. “Significa che la squadra ha lavorato bene in queste 19 partite e che ha impattato le gare sempre nel migliore dei modi, credendoci fino alla fine. I dati e i buoni approcci lo testimoniano, così come i finali di partita”. Quella nerazzurra è la migliore difesa del campionato con soli 9 gol subiti. “La squadra lavora bene e lavora di gruppo, tutti insieme. Soprattutto abbiamo cambiato diversi assetti difensivi perchè abbiamo avuto qualche infortunio, ma i principi non sono cambiati al di là degli uomini: abbiamo difeso bene in questo girone d’andata”. Per quanton riguarda i singoli, domani saranno a disposizione Dimarco e Buchanan. “Federico sta molto meglio. Ha recuperato e ha dato il suo apporto nel finale contro il Verona. TJ è arrivato nel migliore dei modi: è un giocatore giovane con ottime qualità, ma ha già una discreta esperienza alle spalle. Ci vorrà un pò di tempo per il suo inserimento, ma questa settimana ha svolto tre allenamenti molto importanti”.
– foto Ipa Agency –
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Open Arms, Salvini “Ogni scelta presa collegialmente con il governo”

PALERMO (ITALPRESS) – Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, si è sottoposto a una nuova udienza, all’Aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, in una tappa estremamente importante del processo Open Arms, perché incentrata per intero sulle dichiarazioni del leader della Lega, accompagnato dalla legale Giulia Bongiorno. Salvini, all’epoca dei fatti ministro dell’Interno, è imputato per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per il caso della nave della Ong spagnola che nell’agosto 2019, dopo aver salvato 147 migranti, rimase 19 giorni in mare in seguito al divieto del Viminale di sbarcare a Lampedusa.
L’udienza si è articolata in più fasi: il leader della Lega ha iniziato rendendo dichiarazioni spontanee per poi rispondere ai quesiti del pubblico ministero, degli avvocati di parte civile e del collegio giudicante, presieduto da Roberto Murgia. Tre i temi centrali degli interventi di Salvini: collegialità delle scelte con gli altri soggetti competenti in materia di immigrazione del governo Conte 1 (lo stesso presidente del Consiglio e l’allora ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli), contrasto al traffico di esseri umani e alle morti in mare e confronto costante con l’allora capo di gabinetto del Viminale Matteo Piantedosi. Quest’ultimo, oggi titolare proprio del ministero dell’Interno, dovrebbe essere l’attore principale della prossima udienza, prevista per il 16 febbraio.
“Quello che viene chiamato sequestro altro non è che un modo di lavorare che garantisce sempre la salvaguardia della vita umana, adottato nello stesso modo dal governo Conte 2 – spiega Salvini, – Le evacuazioni per motivi di salute erano di competenza dei ministeri dei Trasporti e della Salute, ma da ministro dell’Interno non mi sono mai opposto a una simile operazione: mi faccio carico di ogni responsabilità, rivendicando risultati mai raggiunti in termini di contrasto al traffico di esseri umani e di riduzione di morti e dispersi in mare“. Il segretario leghista evidenzia poi come in tredici episodi successivi al governo Conte 1, verificatisi tra il 14 settembre 2019 e l’11 novembre 2022, non sia stato riscontrato alcun reato ministeriale nonostante lo sbarco dei migranti sia stato autorizzato in tempistiche più lunghe di quelle per cui è finito a processo.
Nel ripercorrere le varie decisioni prese tra la partenza della Open Arms e l’approdo a Lampedusa delle ultime persone a bordo, Salvini evidenzia come “fu il capo di gabinetto Piantedosi a dirmi della presenza della Ong in mare: la storia precedente ci diceva che avrebbero provato a dirigersi in Italia, ebbi un sospetto che si trattasse di un caso di immigrazione clandestina perché l’allora comandante era stato rinviato a giudizio per il suddetto reato, cosa che mi fu comunicata prima di emanare il divieto d’ingresso. Il passaggio della nave nonostante il divieto è stato valutato come un’offesa verso l’Italia”.
Uno dei temi centrali del processo riguarda la gestione dei minori a bordo: in tal senso, ricorda il segretario della Lega, lo sbarco venne autorizzato solo per loro “non appena sono stati nominati i tutori: in 631 episodi fronteggiati da ministro dell’Interno non ho mai impedito lo sbarco di un minore. Se ci fossero stati motivi medici per concedere lo sbarco sarebbe stata prerogativa di un altro ministero e io avrei dovuto cedere il passo: il quadro che avevo era di una situazione sotto controllo e in effetti non si sono verificati episodi gravi. Non ricordo se mi sia stato detto di persone che si erano gettate in acqua, ma io mi occupavo di ordine pubblico a terra, non in mare”.
Altra tematica spigolosa è il dialogo con l’Europa, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra le decisioni prese a Palazzo Chigi e quanto fatto in seguito dagli altri paesi: “Non erano infrequenti i casi in cui un paese europeo si impegnasse a dare ospitalità ai migranti per poi non farlo: alcuni si opponevano alle nostre richieste di redistribuzione perché le ritenevano vigenti solo su base volontaria – spiega Salvini -. La linea del governo era autorizzare lo sbarco solo dopo aver trovato con gli altri paesi europei un accordo sulla redistribuzione: è chiaro che i territori mediterranei abbiano diverse sensibilità in tema di gestione dei migranti rispetto a paesi più a nord come Polonia e Ungheria. Tutto ciò che abbiamo fatto, inclusi i Decreti sicurezza, ha sempre rispettato le convenzioni internazionali vigenti”.
A chi gli chiede di presunte connessioni tra la vicenda Open Arms e la crisi di governo che si sarebbe consumata di lì a poco, il ministro dei Trasporti sottolinea: “Non ritengo che le vicissitudini politiche abbiano inciso su quanto successo con Open Arms, ma è chiaro che il successivo atteggiamento del M5s sull’autorizzazione a procedere fosse condizionato da tale scenario”.
– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Terzo Valico, inaugurati i primi 8,5 km della linea ferroviaria

GENOVA (ITALPRESS) – Inaugurati oggi i primi 8,5 chilometri della nuova linea ferroviaria del Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi/Nodo di Genova tra Rivalta Scrivia e Tortona consentendo così il ritorno dei treni regionali tra Tortona e Novi Ligure. I nuovi binari costituiscono il tratto finale, in direzione Nord, della futura linea AV/AC in fase realizzativa dal General Contractor guidato dal Gruppo Webuild per conto di Rete Ferroviaria Italiana, società capofila del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane e Committente dell’intera opera e con il coordinamento del Commissario di Governo Calogero Mauceri.
Sul primo treno partito da Tortona questa mattina sono saliti a bordo Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Calogero Mauceri, Commissario Terzo Valico, Nodo di Genova e Campasso, Alberto Cirio, Presidente Regione Piemonte, Giovanni Toti, Presidente Regione Liguria, Franco Lucente, Assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile Regione Lombardia, Marco Gabusi, Assessore ai Trasporti Regione Piemonte, Enrico Bussalino, Presidente Provincia di Alessandria Gianpiero Strisciuglio, Amministratore Delegato e Direttore Generale Rete Ferroviaria Italiana, Marco Rettighieri, Presidente del General contractor guidato da Webuild insieme ai rappresentanti di Trenord, i Sindaci e le Istituzioni dei territori interessati.
“Il Governo ha assicurato tutti i fondi necessari per completare l’opera nei tempi stabiliti dal PNRR – ha detto Rixi -. Una scadenza che impegna tutti i soggetti convolti, dal Commissario alle aziende, per rispettare il cronoprogramma nella realizzazione della più grande opera ferroviaria d’Europa. Gli scavi sono a buon punto e le soluzioni tecniche sono state delineate. Dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione”. Per Mauceri “con oggi abbiamo raggiunto un primo obiettivo, quello di mettere al servizio dei cittadini un primo tratto del futuro Terzo Valico dei Giovi. In treno abbiamo percorso 8,5 chilometri in direzione Nord, realizzati grazie all’impegno continuo di tecnici e maestranze e nonostante le difficoltà oggettive riscontrate. L’impegno di tutti i soggetti coinvolti è di proseguire nella realizzazione di un’opera così complessa ma altrettanto importante per il territorio”.
“L’inaugurazione di oggi segna l’avvio di un’opera che ha rilevanza strategica per il futuro del Paese – ha detto Strisciuglio -. Oggi entriamo nel vivo della fase di realizzazione di un progetto che sta finalmente diventando realtà con benefici tangibili per il traffico di passeggeri e merci. A dimostrazione che gli investimenti che il PNRR ha assegnato al Gruppo FS offrono ai territori modernità, innovazione e servizi sostenibili”.
Da lunedì 15 gennaio 6 treni regionali di Trenord circoleranno tra Tortona e Novi Ligure e viceversa lungo la linea Milano-Novi Ligure/Arquata Scrivia con fermata a Pozzolo Formigaro, stazione che riapre dopo la chiusura necessaria per consentire gli interventi di potenziamento infrastrutturale e i lavori di restyling che l’hanno interessata. Fra Novi ed Arquata le corse prevedranno la fermata di Serravalle Scrivia.
Si tratta di tre coppie di treni al mattino e la sera in fasce orarie pendolari che consentiranno di poter tornare a viaggiare comodamente in treno dopo sei anni in cui il servizio era stato sospeso.
Benefici anche per il traffico merci grazie al nuovo scalo di Rivalta Scrivia, al nuovo Piano Regolatore della stazione di Rivalta Scrivia e l’innesto del Terzo Valico a Tortona e sulla tratta Alessandria-Piacenza permettendo ai convogli merci di raggiungere il nuovo scalo di Rivalta Scrivia e favorendo maggiormente lo sviluppo dell’Interporto, fondamentale snodo logistico per il territorio. Gli interventi realizzati a Rivalta Scrivia con 4 nuovi binari di lunghezza 750 metri e il doppio accesso ai Raccordi (RTE e Interporto) presenti in stazione consentono il potenziamento della capacità dello scalo esistente e la sosta di treni più lunghi.
Gli interventi, eseguiti in più fasi per garantire sempre la funzionalità dello scalo merci e la sua accessibilità, proseguiranno dotando lo scalo ferroviario di un moderno impianto antincendio per gestire il trasporto di merci pericolose, ampliandone ulteriormente la potenzialità di mercato. Contestualmente nella stazione di Rivalta Scrivia saranno realizzate nuove pensiline, sottopassi e marciapiedi aprendo nel 2024 maggiormente fruibile e accessibile con particolare attenzione alle persone con disabilità o a ridotta mobilità.
Il Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova permetterà ai treni di viaggiare ad una velocità massima di 250 chilometri orari, attraversando le province di Genova ed Alessandria, fino a raggiungere la città di Milano. Una vera rivoluzione per il trasporto ferroviario del Nord Italia, di valore strategico anche per l’Europa. Il primo beneficiario della nuova linea sarà l’intero sistema portuale di Genova, ma il collegamento andrà anche a potenziare il Corridoio Reno-Alpi della rete di trasporto transeuropea TEN-T. Offrirà alle merci un percorso preferenziale, efficientando il trasporto delle merci fino al porto di Rotterdam con notevoli benefici anche in termini ambientali.

– foto ufficio stampa Webuild –
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Rocchi “Basta attacchi agli arbitri, serve rispetto”

FIRENZE (ITALPRESS) – “Non accettiamo più tutto, lavoriamo e ci facciamo un mazzo così. Se il problema sono io, ditemelo e farò qualcosa di diverso. Ma i nostri ragazzi non si toccano”. Alza la voce Gianluca Rocchi nella conferenza stampa di metà campionato a Coverciano. Il designatore degli arbitri di A e B parte al contrattacco dopo le tante polemiche delle ultime settimane, con i fischietti italiani finiti sotto accusa. “Abbiamo dovuto parlare con il nostro ufficio legale perchè qualcuno ha detto cose non vere sulla sostituzione di un arbitro – il riferimento all’avvicendamento di Piccinini con Fabbri per Inter-Verona – Stiamo facendo un grande lavoro, anche con il Var. Nell’ultima giornata potevamo fare decisamente meglio ma nel girone d’andata abbiamo fatto decisamente bene. Nelle ultime due giornate siamo scivolati su un paio di bucce di banana, ieri mi sono arrabbiato con gli arbitri e lo stesso farò oggi, ma sono soddisfatto. Abbiamo fatto degli errori ma continuo a leggere di tesserati che parlano di rispetto mentre noi abbiamo sempre rispettato tutti. Gli errori sui rigori non li ho commessi io o Nasca o Fabbri, e c’è da mettersi le mani nei capelli per le minacce di morte ad un giocatore che ha sbagliato un calcio di rigore”, dice ancora Rocchi ricordando le parole dell’attaccante del Verona Henry. “Avete visto il derby di Roma? Il nostro miglior arbitro Orsato è stato minacciato da un tesserato e c’è stato il tentativo di aggressione a un arbitro a Salerno nell’ultimo turno. Non accetteremo più certe cose”, mette in chiaro Rocchi. Che poi ricorda: “Stiamo investendo sui giovani arbitri che saranno il nostro futuro, chiedo rispetto per il nostro ruolo, chiedo alla giustizia sportiva di essere veramente dura. La Uefa è dura in certi casi e dobbiamo esserlo anche noi. Se un arbitro farà male, lo fermeremo, se un Var farà male, lo fermeremo, se io sbaglierò, andrò via, ma mettere pressione su un arbitro è sbagliato. Dobbiamo avere arbitri sereni, tranquilli, puliti e ho chiesto loro di essere severi e rigorosi”. Il designatore ha anche preso di petto il tema del rapporto fra gli ufficiali di gara e la Roma. “Non sono preoccupato nello scegliere gli arbitri per le gare casalinghe della Roma, ma vorrei poter designare anche un giovane arbitro per il derby di Roma. La panchina della Roma per noi non è un problema e se lo diventasse abbiamo gli strumenti per correggerlo”. Rocchi ha ammesso di fare fatica a pensare a Di Bello come una persona maleducata, nonostante le accuse mosse da Gasperini dopo Milan-Atalanta di Coppa Italia e ha poi sottolineato come nelle ultime due giornate si sia abbassato il minutaggio effettivo delle gare. “Il Var lo stiamo sciupando noi – ha detto ancora Rocchi – Il sistema chiede l’invasione della tv ma non vogliamo fare la moviola in campo. Il Var deve essere una cosa evidentissima, che se io mostro un’immagine dopo tre secondi voi sobbalzate sulla sedia. Siamo uno sport dove non c’è soggettività, sta molto alla sensibilità dell’arbitro e del Var la valutazione di certi episodi come le spinte. Non possiamo rendere oggettivo qualcosa che è soggettivo ma dobbiamo lavorare sull’uniformità. Ad esempio sui falli di mano stiamo facendo molto bene ed è una materia molto difficile e complicata”. Rocchi nel mostrare alcune slide ha messo in mostra come siano stati otto gli errori arbitrali evidenti nel girone di andata di serie A, di cui tre nelle ultime due giornate, fra cui il mancato intervento del Var nel 2-1 dell’Inter al Verona, e l’annullamento del possibile 2-0 del Sassuolo sulla Fiorentina sabato scorso, e nessuno invece fra la 6^ e la 16^ giornata. “Ho detto agli arbitri di tornare a quel periodo perchè meno si parla di noi, meglio è” ha chiosato il designatore, facendo sapere che chiederà un altro incontro con i tecnici di serie A e B da qui a fine campionato.
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Iraq, al Policlinico San Donato la gestione di un ospedale pubblico

MILANO (ITALPRESS) – Il Policlinico San Donato, ospedale del Gruppo San Donato, si è aggiudicato la gestione pluriennale di un ospedale pubblico in Iraq. Si tratta dell’ospedale universitario ad alta specialità nella città di Najaf, dotato di 492 posti letto e di proprietà del Ministero della Salute iracheno.
A firmare l’accordo il ministro della Salute, Saleh Al-Hasnawi e Kamel Ghribi, vice presidente del Gruppo San Donato e presidente di GKSD Investment Holding.
Il ministro della Salute ha affermato che la firma dell’accordo rientra nel quadro dei rapporti di cooperazione tra Iraq e Italia, nell’ottica di un lavoro congiunto tra i due Paesi. La partnership con Gruppo San Donato rafforza questa cooperazione e, per la prima volta, porta l’eccellenza sanitaria italiana al servizio del Paese e della popolazione irachena.
Kamel Ghribi ha così commentato la sigla dell’accordo: «Siamo onorati di questo incarico che abbiamo ricevuto dal governo iracheno. La nostra iniziativa in Iraq ha carattere pionieristico e ci auguriamo che essa possa rappresentare solo l’inizio di una sempre più stretta collaborazione tra i nostri Paesi, poichè questo accordo apre le porte a nuove opportunità di sviluppo e cooperazione anche per altre aziende italiane».
L’intesa rientra nel nuovo indirizzo di politica sanitaria, che punta allo strumento del partenariato pubblico-privato con operatori internazionali per innalzare la qualità, l’accessibilità e la sostenibilità finanziaria delle cure della popolazione irachena.

– Foto ufficio stampa Gruppo San Donato –

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Mazzarri “Momento particolare ma vedremo un Napoli diverso”

NAPOLI (ITALPRESS) – “I ragazzi hanno lavorato bene, sono un allenatore a cui piace lavorare sul campo e da quando sono arrivato qui abbiamo avuto pochi giorni per farlo. Stare insieme ci ha fatto bene ma la prova è la partita, lì vedremo se abbiamo lavorato bene”. Dopo i giorni di ritiro successivi alla debacle col Torino, Walter Mazzarri guarda con ottimismo alla sfida di domani al Maradona contro la Salernitana. “Vedremo un Napoli diverso, più brillante rispetto alla gara col Torino, che è stata diversa dalle altre – aggiunge – Probabilmente per colpa mia, perchè abbiamo fatto richiami atletici più pesanti, ho visto una squadra diversa, che ha giocato meno a calcio, ha fatto pochissime azioni, è stata una partita negativa. Ma per domani sono fiducioso che il Napoli possa giocare a calcio come piace a noi e magari fare risultato”. Ai partenopei servirà anche il sostegno del pubblico. “Non mi sono mai nascosto, ci metto sempre la faccia. E’ un momento particolare per il Napoli e chiedo alla gente un piccolo aiuto, che diano una mano ai ragazzi per 95 minuti. Che provino a dare loro quel qualcosa in più, poi se alla fine non sono contenti che fischino pure. Ma non ho dubbi che staranno vicini ai nostri ragazzi. Cambiare modulo? Il 4-3-3 me lo sono studiato, mi sono fatto una cultura tale da dire ‘se mi chiamano, vado e posso giocare con lo stesso modulo dell’anno scorsò. Con i giocatori giusti è uno schema che mi piace tantissimo”. Mazzarri si aspetta poi dai suoi nervi più saldi, visto che in due delle ultime tre gare il Napoli ha chiuso in dieci. “Vorrei che si vedesse uno spirito diverso rispetto a quanto visto a Torino, dobbiamo tornare a essere una squadra che impone il suo gioco sul campo. Poi nel calcio ci sono delle regole, non si fa boxe e se ci provocano non dobbiamo reagire, è una cosa che raccomanderò. Ma faccio anche un appello agli arbitri, i giocatori di talento vanno tutelati”. La settimana di avvicinamento alla gara con la Salernitana è stata anche contraddistinta dal botta e risposta fra l’agente di Kvaratskhelia e Osimhen. “Ai giocatori dico sempre che quando si varca il cancello di Castelvolturno conta solo la maglia, di aiutare chi gioca al proprio fianco – commenta Mazzarri -. Conta il Napoli, del resto non mi frega nulla. Quando si è qua dentro c’è il dovere di fare bene i calciatori e dare il massimo per la maglia, quello che succede fuori non mi interessa”. “Il Napoli non è in una posizione consona e anche i giocatori devono rendere di più – conclude il tecnico del team azzurro -. Se sento ancora la fiducia della società? Finchè sono qui darò l’anima e motiverò i miei giocatori a fare bene e a vincere”.
– foto Ipa Agency –
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Nuovi casi di Covid in calo, -45,9% in una settimana

ROMA (ITALPRESS) – Nella settimana compresa tra il 4 e il 10 gennaio 2024 si registrano 20.945 nuovi casi positivi con una variazione di -45,9% rispetto alla settimana precedente (38.737). I morti sono stati 355, con una variazione di -4,3% rispetto alla settimana precedente (371). 226.569 i tamponi effettuati con una variazione di -6,6% rispetto alla settimana precedente (242.518).
Il tasso di positività è del 9,2%, -6,7% rispetto alla settimana precedente (16%). Il tasso di occupazione in area medica al 10/01/2024 è pari all’8,2% (5.131 ricoverati), rispetto al 10,1% (6.320 ricoverati) del 3/1/2024.
Il tasso di occupazione in terapia intensiva al 10/1/2024 è pari al 2,4% (213 ricoverati), rispetto al 2,8% (246 ricoverati) del 3/01/2024.
“I dati di questa settimana evidenziano una ulteriore frenata della diffusione del Covid, che si riflette anche sulla riduzione del tasso di occupazione delle strutture ospedaliere, sia in area medica che in terapia intensiva – afferma il direttore generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, Francesco Vaia -. Un risultato che dobbiamo consolidare, continuando a proteggere i più fragili attraverso la vaccinazione che, ricordiamo, è possibile ricevere contemporaneamente a quella anti-influenzale, particolarmente importante visto l’andamento delle ultime settimane. Siamo ancora in tempo. Rinnoviamo l’invito alle Regioni, in particolar modo a quelle che più fanno fatica, a mettere in campo ogni azione organizzativa e di comunicazione, soprattutto sul territorio, per evitare il sovraffollamento delle aree di emergenza ospedaliera”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Juve-Frosinone 4-0, bianconeri in semifinale di Coppa Italia

TORINO (ITALPRESS) – Sarà la Juventus ad affrontare la Lazio nella semifinale di Coppa Italia 2023/2024. All’Allianz Stadium di Torino, la squadra di Massimiliano Allegri (alla panchina numero 400 in bianconero) ha superato il Frosinone per 4-0 nell’ultimo quarto di finale della competizione. Una vittoria che ha fatto il paio con il 2-1 con cui all’antivigilia di Natale la Juve aveva espugnato il Benito Stirpe nella 17esima giornata di Serie A. Per il Frosinone, che aveva vinto l’ultima gara il 19 dicembre scorso proprio in Coppa Italia a Napoli, è stata la quarta sconfitta di fila tra campionato e coppa. Gara sbloccata all’11’ quando dagli undici metri è stato Milik a spiazzare Cerofolini. Il rigore era stato fischiato qualche minuto prima dall’arbitro Sacchi per un fallo di Lirola su Miretti confermato poi dal consulto al Var. Milik assoluto protagonista anche sull’azione del raddoppio bianconero: l’attaccante polacco ha servito con un gran lancio dalla linea di metà campo McKennie, quindi con una grande corsa è andato sul lato destro dell’area piccola a ricevere il passaggio di ritorno dell’americano, ha stoppato il pallone di petto e con un controbalzo di sinistro ha messo la sfera in rete facendola passare sotto le gambe del portiere ospite.
Una Juventus assolutamente non sazia è rientrata in campo dal riposo con fare deciso e al 3′ ha trovato il terzo gol ancora con Milik: stavolta l’ex di Napoli e Marsiglia non ha dovuto far altro che spingere nella porta incustodita un pallone che Locatelli gli ha servito sul piatto d’argento, dopo averlo rubato su tocco sbagliato di Cerofolini a Mazzitelli, complice di essersi fatto anticipare senza andare incontro alla sfera. Al 16′ definitivo poker juventino con Yildiz che di destro al volo ha messo in rete una palla servita con il contagiri da McKennie, dopo che due minuti prima solo un fuorigioco aveva negato la quarta gioia personale a Milik. Juve in semifinale contro la Lazio, l’altra semifinale, invece, vedrà di fronte Fiorentina e Atalanta.
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