ROMA (ITALPRESS) – Expo 2030 si terrà a Riad, in Arabia Saudita. Ha ottenuto 119 voti, seguita da Busan (Corea del Sud) con 29. Nulla da fare per Roma, terza con 17 voti.
– foto www.pexels.com –
(ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – Expo 2030 si terrà a Riad, in Arabia Saudita. Ha ottenuto 119 voti, seguita da Busan (Corea del Sud) con 29. Nulla da fare per Roma, terza con 17 voti.
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ROMA (ITALPRESS) – “La Commissione Europea ha approvato oggi la quarta richiesta di pagamento dell’Italia, di 16,5 miliardi di euro, confermando che l’Italia ha raggiunto tutti i 28 obiettivi e traguardi previsti. La valutazione positiva della Commissione dimostra i grandi progressi fatti dall’Italia e, a pochi giorni dall’approvazione da parte della Commissione europea della revisione generale del PNRR, conferma il grande impegno del Governo al fine di attuare pienamente il PNRR per rendere il Paese più moderno e più competitivo”. Così il premier Giorgia Meloni in un video su Facebook.
“Gli obiettivi e i traguardi raggiunti nella quarta rata riguardano importanti riforme nei settori dell’inclusione sociale e degli appalti pubblici, nonchè misure necessarie per proseguire l’attuazione delle riforme in materia di giustizia e pubblica amministrazione – prosegue il presidente del Consiglio -. I principali investimenti oggetto della richiesta di pagamento sono legati alla digitalizzazione, in particolare per quanto riguarda la transizione dei dati delle pubbliche amministrazioni locali verso il cloud, lo sviluppo dell’industria spaziale, l’idrogeno verde, i trasporti, la ricerca, l’istruzione e le politiche sociali”.
“Il pagamento dei 16,5 miliardi di euro è previsto entro la fine di quest’anno. L’Italia avrà ricevuto entro il 2023 circa 102 miliardi di euro, quindi più della metà del PNRR. L’Italia sarà anche l’unico Stato membro dell’Unione europea ad aver ricevuto il pagamento della quarta rata”, conclude Meloni.
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ROMA (ITALPRESS) – “A poco più di sei mesi dall’evento siamo ormai in promozione a tutti gli effetti, con una grande voglia di fare bene. E’ partita la vendita dei biglietti, siamo un passo avanti dal punto di vista della progettazione e della parte competitiva. Direi che stiamo mettendo in carreggiata tutta la macchina organizzativa per far diventare questa manifestaizone iconica a livello internazionale”. Paolo Carito, direttore generale della Fondazione Euro Roma 2024, non ha dubbi: la rassegna continentale che sarà ospitata dalla città eterna dal 7 al 12 giugno prossimi non potrà non essere un successo. Anche perchè per molti big gli Europei di atletica di Roma 2024 rappresenteranno un ultimo step prima delle attesissime Olimpiadi francesi. “Questo è sicuramente un bene – sottolinea Carito in un’intervista all’Italpress – Intanto, non tutti gli atleti possono ambire a vincere le Olimpiadi, quindi poter fare un risultato positivo prima di Parigi e andare a medaglia per molti sarà uno stimolo in più. Poi, gli Europei saranno un’edizione trial perchè daranno, a chi non c’è ancora riuscito, la possibilità di fare i tempi per partecipare alle Olimpiadi. Sarà una sorta di ‘last dancè per poter fare il tempo giusto ed essere protagonisti non solo a Roma ma anche a Parigi”. Le Atp Finals e la Coppa Davis di tennis sono state seguite da un pubblico molto vasto in Italia. L’atletica, secondo Carito, ha “un potenziale elevato e diverso. In termini di marketing ha un target diverso dal tennis, anche se ugualmente esteso e importante. E poi l’atletica ha una particolarità: ha insite varie discipiline sportive anche diverse per genetica, conformazione, spirito agonistico, stile e abitudine di singoli atleti. Quando pensi all’atletica, pensi a un mondo inclusivo che si muove in un’unica direzione”. Prosegue senza intoppi anche la vendita dei biglietti e la campagna di reclutamento dei volontari: “La vendita dei biglietti è partita e sta andando bene, contiamo negli ultimi sei mesi di incrementarla sensibilmente. Siamo allineati e pronti per dare una cornice dello Stadio Olimpico piena di persone ed entusiasmo. La campagna reclutamento va molto bene, il 30% dei candidati a volontari non è italiano e lo diciamo con orgoglio: vuol dire che stiamo costruendo una competizione dove parecchi ragazzi vogliono essere protagonisti da volontari pur non essendo italiani. E questo – conclude Carito – mi sembra un grande risultato dal punto di vista dell’inclusione, del multiculturalismo e di un progetto europeo non solo nel nome, ma anche nei fatti”.
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MILANO (ITALPRESS) – EY Italia registra una crescita del valore della produzione consolidato netto del 20% rispetto all’anno fiscale precedente, toccando il record di 1,1 miliardi di euro nell’anno fiscale con termine al 30 giugno 2023. “In un contesto di permacrisi, impattato da fattori geopolitici e macroeconomici, EY Italia ha risposto alla non linearità di questi anni con risultati straordinari e chiude il piano triennale con una crescita netta del 50% nei 3 anni di gestione di Massimo Antonelli, con un contributo equilibrato da parte di tutte le linee di business al fatturato dell’organizzazione. Una crescita equilibrata legata al processo di integrazione di competenze quale driver distintivo del posizionamento sul mercato e della creazione di valore per i clienti”, si legge in una nota.
“Siamo davvero orgogliosi dei risultati raggiunti negli ultimi anni: nonostante il contesto complesso, EY in Italia è cresciuta del 20% nell’ultimo anno, a una velocità maggiore rispetto a quella di altri Paesi europei e ha superato anche il ritmo di crescita del network mondiale, che nell’anno fiscale 2023 ha registrato ricavi per 49,4 miliardi di dollari, segnando un +14,2% rispetto all’anno precedente. Quella italiana è una crescita legata in maniera imprescindibile a tre elementi: apertura internazionale, trasformazione tecnologica e investimenti in competenze. Al centro di tutto l’evoluzione della nostra cultura aziendale, basata su leadership, wellbeing e performance per garantire un futuro di crescita sostenibile”, commenta Massimo Antonelli, CEO di EY in Italia e COO di EY Europe West.
Nell’ultimo anno fiscale, EY in Italia ha inserito in organico 3 mila persone (il 60% delle quali appartenenti alla GEN Z, cioè nati tra il 1997 e il 2012) e il trend positivo sui nuovi ingressi proseguirà anche nel prossimo anno fiscale, durante il quale EY prevede di assumere circa 2500 persone. Nell’anno appena concluso, inoltre, ha promosso 43 nuovi partner con una grande attenzione alla diversity: il 30% sono donne.
“Siamo una azienda fatta di professionisti, ma soprattutto di persone. Al netto dei numeri, per noi non può esistere crescita senza persone al centro. Nell’attuale contesto socioeconomico, crediamo fermamente che anche le aziende debbano avere più cura delle proprie persone. EY ha attualmente il tasso di permanenza in azienda ampiamente superiore all’80%: un dato importante specialmente in un settore che storicamente e strutturalmente è caratterizzato da tassi di ricambio molto elevati. Ma ciò che più conta è la costante crescita del senso di orgoglio di appartenere alla nostra firm che misuriamo costantemente per continuare a migliorarci”, prosegue Antonelli.
Numeri che confermano il forte investimento sulle proprie persone da parte di EY. Nell’ultimo anno fiscale sono state erogate oltre 450 mila ore di formazione, sia tecnica sia manageriale, a persone in stage, dipendenti e liberi professionisti; è stato azzerato il gender pay gap, anche nel settore tech, tradizionalmente ostico per le donne e sono stati riconosciuti ai neopapà con figli (naturali, adottivi, sociali o affidatari) ulteriori 10 giorni (in aggiunta ai 10 giorni di congedo di paternità previsti per legge), con l’obiettivo di promuovere una cultura di genitorialità e di compartecipazione di entrambi i genitori nella cura della propria famiglia.
Un’attenzione che non si ferma soltanto alle proprie persone, ma si estende anche alla comunità in cui l’organizzazione opera. Attraverso il programma di volontariato “EY Ripples”, che permette alle persone di EY di “donare le proprie competenze” per far fronte alle sfide sociali e ambientali più impegnative, EY in Italia nell’ultimo anno fiscale ha avuto un impatto positivo sulla vita di più di 800 mila persone, grazie a oltre 1840 volontari. Tra le iniziative promosse attraverso la EY Foundation, la formazione erogata a più di 15 mila studenti per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro di fasce vulnerabili della popolazione, come adulti rifugiati o studenti in condizioni di povertà educativa.
Creazione di valore sociale, dunque, ma anche sostenibilità ambientale: EY lavora da diversi anni per ridurre e compensare a livello globale le proprie emissioni di gas serra, con l’obiettivo di diventare net zero entro il 2025. Grazie al piano e all’impegno di tutti i Paesi tra cui l’Italia, EY è già carbon negative.
– Foto ufficio stampa EY –
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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Commissione Europea ha approvato la valutazione preliminare positiva della richiesta di pagamento dell’Italia per 16,5 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF), lo strumento chiave al centro di NextGenerationEU.
Il 22 settembre 2023 l’Italia aveva presentato alla Commissione una quarta richiesta di pagamento sulla base del conseguimento di 21 traguardi e sette obiettivi stabiliti nella decisione di esecuzione del Consiglio.
“Si tratta di una serie di riforme trasformative in settori strategici fondamentali quali la giustizia penale e civile, il pubblico impiego, gli appalti pubblici, l’assistenza per le persone anziane e l’assistenza a lungo termine – si legge in una nota della Commissione -. Ad esempio, sono stati compiuti ulteriori passi nell’attuazione delle riforme della pubblica amministrazione e della magistratura in ambito civile e penale, che contribuiranno a una pubblica amministrazione più semplice ed efficace e a un sistema giudiziario più efficiente, cui si aggiungono le ricadute positive che un sistema di appalti pubblici semplificato e più efficiente potrà avere sul contesto imprenditoriale. Sono incluse anche riforme volte a semplificare le procedure amministrative per gli investimenti verdi. Vi è infine una riforma volta a migliorare le condizioni di vita delle persone anziane non autosufficienti attraverso un accesso più agevole ai servizi sanitari e sociali”.
Gli investimenti compresi in questa richiesta di pagamento riguardano anch’essi un’ampia gamma di settori, quali l’efficienza energetica degli edifici, le infrastrutture per l’idrogeno, l’assistenza all’infanzia, la transizione digitale, la mobilità sostenibile e l’inclusione sociale. Tra questi figurano, ad esempio, l’installazione di infrastrutture di ricarica e il potenziamento del parco ferroviario del trasporto pubblico regionale con treni a emissioni zero. Sono inclusi anche investimenti nell’idrogeno verde, come la sperimentazione dell’idrogeno per il trasporto stradale e la mobilità ferroviaria e la produzione di idrogeno nei siti dismessi. Un investimento riguarda la digitalizzazione della pubblica amministrazione, attraverso la migrazione delle serie di dati e delle applicazioni di gran parte della pubblica amministrazione locale verso un’infrastruttura cloud sicura. Vi sono investimenti per combattere la povertà educativa nel Sud e per aumentare l’offerta di asili nido e scuole materne e di servizi di educazione e cura della prima infanzia. In questa richiesta figura anche l’investimento volto ad aumentare la disponibilità di alloggi economicamente accessibili per gli studenti universitari.
Le autorità italiane hanno corredato la richiesta di elementi dettagliati ed esaurienti a dimostrazione del conseguimento dei 28 traguardi e obiettivi. La Commissione ha valutato attentamente queste informazioni prima di presentare la sua valutazione preliminare positiva della richiesta di pagamento.
Il piano italiano per la ripresa e la resilienza contempla una vasta gamma di investimenti e riforme articolati in sei aree tematiche (chiamate “Missioni”). Il piano sarà finanziato con 191,6 miliardi di euro, di cui 69 miliardi di sovvenzioni e 122,6 miliardi di prestiti. Finora l’Italia ha ricevuto 85,4 miliardi di euro, che includono i 9 miliardi di sovvenzioni e i 15,9 miliardi di prestiti erogati come prefinanziamento il 13 agosto 2021. Il primo pagamento del valore di 21 miliardi di euro è stato erogato il 13 aprile 2022, un secondo pagamento per 21 miliardi di euro il 9 novembre 2022 e il terzo pagamento, che ammonta a 18,5 miliardi di euro, il 9 ottobre 2023.
– Foto: Agenzia Fotogramma –
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ROMA (ITALPRESS) – “Mi pare il governo dei complotti immaginari, dei nemici a tutti i costi, perchè deve sempre essere colpa di qualcun altro. Se non fosse così, se questo governo non usasse come benzina un nemico al giorno che individua oggi nella magistratura, ieri nell’opposizione, l’altro ieri nei migranti, nell’Unione europea, nei giornalisti, nel green deal, la lista è lunga, manca l’arbitro Moreno e poi li hanno fatti tutti, è un modo per non prendersi le responsabilità del fatto che sono al governo da oltre un anno e l’Italia sta peggio”. Così la segetaria del Pd, Elly Schlein, nel corso di una conferenza nella sede del partito. “E’ un governo ossessionato dalla giustizia che non si occupa di giustizia sociale, ha bisogno dello scontro istituzionale che però fa male alla democrazia e fa male al Paese”, ha aggiunto. “Noi chiediamo di non intraprendere quella strada che porta a stagioni non felici per il Paese. La cosa più grave è che non siamo davanti a un fatto concreto, ma a parole di un ministro che per la sua posizione è in possesso di informazioni, se ha degli elementi li chiarisca in Parlamento e li consegni a chi di dovere, se invece questi elementi non ci sono il ministro non si può permettere di gridare genericamente a un complotto. Noi abbiamo chiesto al ministro Crosetto di riferire in aula. Se ci sono degli elementi lo dica, altrimenti ritiri immediatamente quello che ha detto perchè non è possibile vivere in uno stato di procurato allarme permanente”, ha concluso Schlein.
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MILANO (ITALPRESS) – Nove italiani su 10 soffrono di disturbi gastrointestinali: tra i sintomi più frequenti il reflusso gastroesofageo, che accomuna oltre il 44% dei connazionali, seguito dal bruciore di stomaco (36,8%), dolore addominale (32,4%), gonfiore e meteorismo (28,1%), diarrea (27,1%), difficoltà digestive (25,7%) e stitichezza (25,4%).
A riportare gli ultimi dati dell’Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti digestivi Ospedalieri (AIGO), il Professor Attilio Giacosa, già Direttore della Struttura complessa di Gastroenterologia e Nutrizione Clinica presso l’Istituto Nazionale per la Ricerca sul cancro di Genova e Gastroenterologo presso il Centro Diagnostico Italiano di Milano, nel suo intervento all’evento stampa di ASSOSALUTE, Associazione nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica, intitolato: “Dalla tavola al sistema immunitario: il ruolo del microbiota intestinale”.
I disturbi gastrointestinali non solo compromettono la salute dell’apparato digerente, ma possono avere ripercussioni anche su quello immunitario. Questo perchè, spiega il professore, “a causa della presenza di batteri, l’80% del nostro sistema immunitario è localizzato nell’apparato digerente”.
“L’insieme degli oltre mille miliardi di batteri, virus, funghi e miceti che, comunicando tra loro, agiscono come se fossero un unico organismo, si chiama microbiota intestinale, da non confondere con il ‘microbiomà, il quale indica, invece, il patrimonio genetico del microbiota”. “La differenza tra questi due termini”, prosegue il Professore, “è la stessa che c’è tra uomo e genoma umano: l’uomo nasce con circa 60.000 geni, e quello che ci viene trasmesso dai nostri genitori è il genoma, che però da solo è insufficiente per la nostra sopravvivenza, sebbene svolga un ruolo importantissimo per la salute e per la difesa da moltissime malattie. Il microbiota coinvolge circa 400.000 geni che costituiscono il genoma ‘variabilè, che interagisce con noi e partecipa alla gestione della nostra salute o malattia”.
Lo sviluppo del microbiota avviene nei primi anni di vita ed è profondamente influenzato dal contatto con la madre e con tutto ciò che ci circonda. “Durante il parto, il passaggio attraverso il canale vaginale pone il neonato a contatto con i batteri presenti nell’ambiente e, successivamente, con quelli della pelle della madre e di tutto ciò che tocca. A seguire, l’allattamento al seno contribuisce a fornire ulteriori batteri benefici al neonato. Molti sono, oltre a questi, i fattori che intervengono nella creazione del microbiota, tra cui, innanzitutto, l’alimentazione, e poi, fra gli altri, i farmaci (soprattutto gli antibiotici), le ore di sonno e l’attività fisica”.
“Il microbiota di un bambino”, ad esempio, continua il Professore, “subisce adattamenti significativi in risposta alle situazioni fisiche ed emozionali che si creano dopo la sua nascita e, con lo sviluppo iniziale, questa modulazione del microbiota, chiamato, appunto, ‘adattomà, si sviluppa in modo critico ‘pro-infiammatoriò se il bambino incontra difficoltà alimentari, fisiche o psicologiche mentre si attenua, invece, quando il bambino cresce e sembra stare bene. Tuttavia, se il bambino o l’adulto si troverà successivamente di fronte a difficoltà, questo ‘adattomà può riattivarsi in modo esplosivo, stimolando eccessivamente la risposta immune e contribuendo allo sviluppo di stati di malattia di vario tipo con coinvolgimento di patologie digestive o extra-digestive, come l’obesità o stati neuropatologici quali la depressione o malattie autoimmuni o, verosimilmente, cancro. Questo fenomeno è riconducibile al ruolo chiave del microbiota nelle interazioni mente-corpo, evidenziando l’importanza dei primi anni di vita e delle esperienze iniziali nella formazione del microbiota e nel suo impatto sulla salute a lungo termine”.
I “batteri buoni” e i “batteri cattivi” non sono sempre facili da definire, “se non in casi particolari come i cosiddetti fermenti lattici (lattobacilli e bifidobatteri) che appaiono molto ‘salutistì e, ad esempio, il Clostridium Difficile che è, al contrario, estremamente patogeno”, afferma il Professor Giacosa. “Definire un ‘microbiota ottimalè o ‘microbiota salutarè è ancora un compito difficile e in fase di decodifica, ma fondamentale è acquisire il concetto di eubiosi intestinale, ovvero di equilibrio fra le varie componenti del microbiota. Studi recenti identificano batteri con effetti pro-infiammatori e antinfiammatori, entrambi presenti nel nostro organismo. L’infiammazione è un elemento sempre più rilevante, collegato a patologie cardiache, degenerazione vascolare, cancro e processi di invecchiamento, rendendo, quindi, il microbiota un fattore di estrema importanza”.
La dieta mediterranea gioca un ruolo decisivo nel plasmare favorevolmente o meno il microbiota. “Un elemento chiave in questo contesto è rappresentato dalla ricchezza in fibre”, segnala il Professore: “soprattutto quelle solubili, molto fermentabili, come l’inulina presente in cicoria, aglio e cipolla. Questi prodotti sono tipici della dieta mediterranea e apportano grandi benefici al microbiota. Anche la pectina, abbondante in vari frutti come la mela, svolge un ruolo significativo. Queste fibre interagiscono con il microbiota attraverso processi fermentativi, generando sostanze di grande importanza. Infatti, un aspetto cruciale è rappresentato dai mediatori, ovvero da sostanze prodotte dal metabolismo di batteri del microbiota. Tra questi spicca il ruolo degli acidi grassi a catena corta (SCFA), che fungono da combustibile per vari batteri benefici del microbiota e sono essenziali per il nutrimento delle cellule dell’epitelio intestinale e, quindi, per l’integrità della barriera intestinale”.
Con il periodo natalizio, caratterizzato da pranzi e cene abbondanti nonchè da indulgenze gastronomiche, il Professor Giacosa mette in guardia dagli effetti avversi di grandi quantità di alimenti, “specie se superiori alla norma e se accompagnati da qualche bicchiere di vino e spumante” su stomaco e intestino, e ricorda l’importanza di compiere scelte alimentari consapevoli e compensatorie, per preservare la salute del microbiota e di riflesso della nostra salute.
In vista delle feste, il professore suggerisce alcuni accorgimenti che influenzano direttamente la salute del microbiota intestinale, come “non eccedere in cibi complessi e trasformati, limitando l’assunzione di sughi e alcolici, zuccheri e dolci. Mantenere, poi, un’attenzione costante verso i vegetali, assicurandosi di includerli costantemente nei pasti principali o come spuntino fra i pasti per la frutta. E’ bene evitare il fumo, soprattutto dopo i pasti, poichè la nicotina può influenzare negativamente i processi digestivi.”
“Consumare pasti in porzioni eccessive”, continua Giacosa, “può contribuire a un sovraccarico dell’apparato digerente. Mantenere un senso di moderazione durante i pasti è fondamentale per una corretta digestione e per la salute intestinale. Da ultimo, anche se le giornate più corte e il clima freddo possono imporre una riduzione dell’attività fisica, influenzando negativamente la salute dell’apparato digerente, è importante trovare il tempo per una passeggiata anche nei giorni festivi e dopo pasti più ricchi del solito”.
In caso di disturbi gastrointestinali, il corretto uso di automedicazione è fondamentale per preservare l’equilibrio del microbiota e gestire i piccoli disturbi associati, da soli o con l’aiuto del farmacista, evitando di intasare inutilmente nei giorni di Festa i Pronto Soccorso.
Tra i farmaci di automedicazione più utili contro i disturbi gastrointestinali, il Professore ricorda “gli antiacidi, in grado di bloccare l’acidità di stomaco; gli antisecretivi, con sostanze che bloccano la produzione di acido e permettono di ridurre la quota di succhi gastrici al di fuori dello stomaco; i pro-cinetici, che, stimolando la mobilità dello stomaco, aiutano a svuotarlo del contenuto e a ridurre la sensazione di nausea”.
Come alternativa all’acqua calda e al limone, vi sono “gli antigas – c.d. adsorbenti intestinali -, che tolgono il senso di gonfiore e i gas in eccesso”. Tra i farmaci di automedicazione che agiscono sulla parte intestinale, ricordiamo infine i probiotici (fermenti lattici) contro un’anomala turbolenza in sede intestinale; le fibre in caso di stipsi e, viceversa, prodotti che possano bloccare la mobilità intestinale se eccessiva; disinfettanti intestinali specifici per la cosiddetta “diarrea del viaggiatore”, che si manifesta quando si producono tossine a seguito dell’ingestione di cibi contaminati e gli antispastici in caso di mal di pancia e contrazioni addominali. Sono utili, infatti, per ridurre coliche, spasmi, crampi, in particolare sul colon.?
“Va tuttavia monitorata”, sottolinea il professore, “la presenza di condizioni di rischio, cioè di sintomi che richiedono un consulto medico più approfonditò.
-foto ufficio stampa Apco Worldwide-
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BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Si è tenuta a Bruxelles, in occasione della quarta edizione dei PCI Energy Days, la cerimonia dedicata alla firma del Grant Agreement per il progetto di interconnessione elettrica Elmed, il ponte energetico invisibile che collegherà l’Europa e il Nord Africa e sarà realizzato da Terna, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione italiana, e Steg, la società tunisina dell’elettricità e del gas.
Kadri Simson, Commissaria europea per l’Energia, Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, e Fayçel Tarifa, Presidente e Direttore Generale di Steg, hanno celebrato la firma dell’accordo, ratificato ad agosto, che ha dato il via al finanziamento di 307 milioni di euro stanziato dalla Commissione e destinato al collegamento sottomarino tra Italia e Tunisia.
I fondi del programma di finanziamento UE “Connecting Europe Facility”, destinato allo sviluppo di progetti chiave per il potenziamento delle infrastrutture energetiche comunitarie, sono stati assegnati per la prima volta nella storia a un progetto tra uno Stato Membro e uno Stato Terzo.
“Elmed, il collegamento elettrico che unirà Italia e Tunisia, è eccezionale sotto molti aspetti. E’ la prima infrastruttura elettrica nell’ambito del fondo Connecting Europe Facility a ricevere finanziamenti per progetti sviluppati da uno Stato membro e da un Paese terzo. Voglio congratularmi con le parti coinvolte per aver dimostrato una fattiva collaborazione e auguro al progetto il miglior successo”, ha dichiarato Kadri Simson.
“L’appuntamento di oggi conferma il ruolo sempre più centrale di Terna nel contributo alla realizzazione di una rete elettrica europea sicura, affidabile e resiliente. Continueremo anche in futuro a collaborare con le istituzioni comunitarie, mettendo a disposizione sia le nostre competenze uniche e distintive sia soluzioni innovative e digitalizzate”, ha dichiarato Giuseppina Di Foggia.
“Elmed è una infrastruttura strategica per l’Italia e per l’Europa, uno dei principali interventi del Piano di Sviluppo di Terna, e contribuirà all’incremento e all’integrazione delle energie rinnovabili nei due continenti, consentendo al Paese e all’UE di aumentare il livello d’indipendenza energetica”.
“Il finanziamento di 307 milioni di euro, destinato a un progetto strategico come Elmed, conferma la partnership di lunga data tra il Governo tunisino e l’Unione Europea nel settore energetico, nonchè l’importanza che tale progetto assume per un futuro energetico sicuro, sostenibile e rinnovabile.
Siamo convinti che Elmed contribuirà a raggiungere l’obiettivo della transizione energetica in Tunisia entro il 2030 e a incrementare l’indipendenza energetica del Paese. L’interconnessione, che collegherà la rete elettrica tunisina a quella italiana attraverso un cavo sottomarino da 600 MW, simboleggia anche l’eccezionale livello di cooperazione tra i due continenti e, in particolare, nel Mediterraneo, fra Tunisia e Italia, aprendo l’orizzonte a numerosi altri progetti nella regione, grazie al sostegno delle istituzioni dell’Unione Europea”, ha dichiarato Fayçel Tarifa.
Il collegamento elettrico di circa 220 km di lunghezza (di cui circa 200 km in cavo sottomarino a una profondità massima di circa 800 metri), 600 MW di potenza e 850 milioni di euro complessivi di investimento contribuirà, inoltre, all’integrazione dei mercati dell’energia elettrica e alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico tramite la diversificazione delle fonti.
Elmed consentirà di ridurre le emissioni climalteranti, abilitando il raggiungimento degli obiettivi fissati a livello nazionale ed europeo in materia di energia e clima dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima e dal Green New Deal.
I PCI Energy Days riuniscono Paesi membri, regolatori, operatori di rete e promotori di Progetti di Interesse Comune – come Elmed – per condividere le esperienze di successo e le prossime sfide per la modernizzazione e lo sviluppo delle infrastrutture energetiche comunitarie.
– Foto ufficio stampa Terna –
(ITALPRESS).