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Covid, contagi in calo ma aumento dei decessi

ROMA (ITALPRESS) – Nella settimana tra il 2 e l’8 novembre, secondo i dati del ministero della Salute sono stati registrati 26.789 nuovi casi positivi Covid-19 con una variazione di -2,4% rispetto alla settimana precedente (quando erano 27.442).
Sono invece 163 i deceduti con una variazione di +10,1% rispetto ai sette giorni prima, quando erano stati 148. In totale sono 197.818 i tamponi effettuati con una variazione di -4,1% rispetto alla settimana precedente (206.339) mentre il tasso di positività del 13,5% con una variazione di +0,2% rispetto ai sette giorni precedenti (13,3%). Il tasso di occupazione in area medica è a 5,9% (3656 ricoverati) rispetto a 5,8% (3.620 ricoverati) al 1 novembre 2023. Invariato il tasso di occupazione in terapia intensiva a 1,2% (102 ricoverati).
“Si consolida ormai il dato di un decremento sempre più evidente dell’andamento epidemiologico e del conseguente scarso impatto sulle strutture ospedaliere”, ha detto il direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, Francesco Vaia. “Così come già annunciato dal ministero, la nostra attenzione è sempre più rivolta alla difesa dei fragili, motivo per il quale ieri è stata emanata una nuova circolare per le Regioni e le province autonome tesa a rafforzare da un lato la campagna di comunicazione e dall’altro il potenziamento organizzativo che deve avere come obiettivo la possibilità di vaccinare nell’ambito delle strutture ospedaliere, ambulatoriali, sanitarie e sociosanitarie. Uno sforzo aggiuntivo che chiediamo alle Regioni, che ringraziamo per la loro attiva collaborazione, per proteggere i più deboli”, ha concluso Vaia.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Nuovi strumenti per la lotta al fumo, esperti firmano un decalogo

ROMA (ITALPRESS) – Dieci proposte per rinnovare le strategie di contrasto al fumo, tracciate da medici, psicologi, presidi, ricercatori e giornalisti per superare la situazione di stallo del fenomeno in Italia. E’ questo il principale risultato dell’incontro “Esperienze a confronto per una nuova politica nella lotta contro il fumo”, che ha avuto luogo a Roma su iniziativa di SICS, società italiana di comunicazione scientifica.
Tra le proposte del decalogo, la promozione di campagne di prevenzione e informazione a partire dalle scuole, con l’obiettivo di contrastare l’iniziazione di qualsiasi prodotto con nicotina; l’aggiornamento del sistema e delle metodologie di indagine e di rilevamento statistico dei dati ai fini di una più realistica capacità di lettura del fenomeno; la riorganizzazione e il rafforzamento dei centri antifumo; l’introduzione della riduzione del rischio per i fumatori che non smettono, come principio operativo nell’elaborazione di strategie di salute pubblica; e ancora, garantire l’applicazione delle normative esistenti, rafforzando le misure volte ad impedire l’acquisto di prodotti con nicotina da parte dei minori; interventi sulla medicina territoriale, massimizzando il coinvolgimento delle farmacie; campagne di Educazione Continua in Medicina (ECM) per tutti gli operatori sanitari (pediatri, medici di medicina generale, medici dello sport, odontoiatri) a cura delle società scientifiche.
A 20 anni dalla Legge Sirchia, che ha rappresentato un importante intervento su scala nazionale per combattere il fumo di sigaretta, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) mostrano che i fumatori in Italia sono ancora il 20,5% della popolazione (10,5 milioni di persone) – un dato rimasto sostanzialmente stabile nell’ultimo decennio. Diventa quindi indispensabile, secondo gli esperti, ripensare le strategie di contrasto al fumo analizzando cosa ha funzionato, quali sono le attività da potenziare e quali le nuove iniziative da adottare per raggiungere l’obiettivo di un più deciso miglioramento della salute pubblica, integrando le tradizionali politiche di cessazione e prevenzione con il principio di riduzione del rischio per i fumatori che non smettono.
“Su questo tema – ha evidenziato Iolanda Romano, fondatrice di Avventura Urbana – vi è una totale assenza di dialogo. La lotta al fumo è un tema che direttamente o indirettamente riguarda tutti, ma non se ne parla abbastanza. Tutti gli stakeholder concordano sul fatto che il fumo di sigaretta sia un fattore di rischio per la salute, ma le politiche attivate in Italia non sono state così efficaci come ci si sarebbe aspettato. Il concetto di riduzione del rischio viene trattato con manifesta chiusura con una cesura di tipo ideologico. La conseguenza di questo approccio è un danno ai consumatori, perchè mancano informazioni equilibrate e autorevoli”.
La sfida principale rimane persuadere i fumatori a smettere e prevenire che i giovani inizino.
“L’indagine che il Censis ha effettuato su un campione di 1.314 fumatori italiani di 18 anni e oltre e su due sub-campioni di utilizzatori di sigarette elettroniche e di prodotti a tabacco riscaldato – ha ricordato Ketty Vaccaro, Responsabile area Welfare e Salute del Censis – ha messo in evidenza che le fonti prevalenti di informazione di chi conosce o utilizza la sigaretta elettronica e i prodotti a tabacco riscaldato sono il passaparola, il consiglio del conoscente. Un’informazione per così dire ‘autogestità nel 49% dei casi, guidata da riferimenti autorevoli in una percentuale limitata di casi (solo il 16% si è informato presso il proprio medico). E’ evidente che da questo punto di vista sarebbe necessario cambiare le cose e far sì che chi vuole smettere di fumare o voglia semplicemente informarsi abbia a disposizione una o più voci autorevoli”.
L’obiettivo del documento è quello di stimolare il confronto tra esperti e figure autorevoli nel campo scientifico e sottoporlo alle istituzioni, per integrare le tradizionali politiche di contrasto con strategie innovative.
Come riferisce Francesco Fedele, presidente dell’Istituto Nazionale Ricerche Cardiovascolari e responsabile Riabilitazione Cardio-Respiratoria San Raffaele Monte Compatri, “esistono molte persone che non vogliono smettere di fumare e, in questi casi, avere a disposizione un approccio strategico di riduzione del danno può essere estremamente utile: nel mondo della prevenzione esiste un continuum nelle patologie croniche, nella loro progressione e anche nella loro prevenzione, e in questo quadro la non completa abolizione del rischio, ma la sua riduzione, rappresenta una valida strategia. Molti paesi si sono dimostrati attivi in questo, come il Regno Unito e la Nuova Zelanda, altri si pongono a metà strada come Canada e Usa, altri sono completamente chiusi su una linea forte di proibizionismo come l’Australia. Anche noi abbiamo condotto un’indagine con numerosi stakeholder proponendo un questionario e siamo arrivati alle stesse conclusioni: purtroppo c’è ostruzionismo e preconcetto nei confronti dell’approccio di riduzione del danno da fumo, non se ne vuole parlare, mentre penso sia importante iniziare a parlarne”.
Per Alberto Baldazzi, giornalista scientifico, esperto di Sanità, “nei corsi di medicina non c’è un focus su cos’è la prevenzione delle malattie tabacco correlate, che mietono 93.000 morti l’anno e sono la prima causa di morte evitabile nel mondo occidentale. Persino i nostri medici sono poco informati e spesso non hanno elementi critici avanzati, oltre a non avere formazione continua su questo tema. Il documento presentato oggi rappresenta un importante punto di partenza, ma quello che dobbiamo decidere è se, dopo 12 anni di presenza sul mercato delle sigarette elettroniche e più o meno la metà per i prodotti a tabacco riscaldato, vogliamo adottare o meno il principio della riduzione del danno. Si tratta di un’area su cui la ricerca prosegue e che merita la dovuta attenzione”.

– foto SICS –
(ITALPRESS).

Riforme, Meloni “Cercheremo consenso ampio in Parlamento”

ROMA (ITALPRESS) – “Vogliamo un futuro dove siano i cittadini a decidere da chi essere rappresentati e chi viene scelto abbia 5 anni per realizzare il suo progetto. Su questa riforma noi cercheremo il consenso ampio in Parlamento, ma se non sarà possibile saranno gli italiani a doversi esprimere con il referendum. Confido che gli italiani non si faranno scappare l’occasione di realizzare la madre di tutte le riforme”.
Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all’assemblea nazionale della Cna. “C’è un problema di salari che, secondo noi, non si risolve con il salario minimo orario. Credo che lo sappiano anche coloro che oggi dicono che il salario minimo è la cosa più importante che si possa fare, ma quando erano al governo si sono ben guardati dal realizzare questa misura. In Italia è necessario rafforzare ulteriormente la contrattazione ed estendendola”, ha aggiunto.
(ITALPRESS).
– Foto: Palazzo Chigi –

Medio Oriente, Mattarella “Unica soluzione di pace due popoli due stati”

ROMA (ITALPRESS) – “Quello che ha fatto Hamas il 7 ottobre sgozzando bambini, violentando le donne, prendendo ostaggi bambini e anziani, firmando le scene di violenza è un insulto all’unanimità”. Lo ha detto il capo dello Stato, Sergio Mattarella, durante i colloqui con il presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev. “Va ribadito, nell’interesse dei Palestinesi, che Hamas non rappresenta il popolo palestinese”, ha aggiunto Mattarella, per il quale le vittime civili sono tutte uguali.
“Le azioni militari devono tenere conto delle vittime civili, ma non si può mettere sullo stesso piano la deliberata azione di Hamas di colpire civili inermi”, ha sottolineato. Il presidente della Repubblica ha quindi osservato come c’è “grande preoccupazione per la situazione umanitaria della popolazione, ma anche per il mancato rispetto dei diritti umani e in particolare della condizione delle donne. Resto convinto che l’unica soluzione che porti alla stabilità e alla pace sia quella di due popoli e due Stati”, ha concluso.
(ITALPRESS).
– Foto: Quirinale –

EQUtv racconta Fieracavalli con il proprio studio al Padiglione 2

VERONA (ITALPRESS) – EQUtv, l’emittente televisiva del Masaf visibile in chiaro sul canale 151 del digitale terrestre, sul 220 della piattaforma Sky e sul 51 di tivùsat, sarà presente alla 125^ edizione di Fieracavalli presso il Padiglione 2 di Veronafiere per tutta la durata della manifestazione, fino al 12 novembre.
Per l’occasione è stato allestito uno studio televisivo che accoglierà non solo collegamenti e dirette tv, ma anche i numerosi ospiti che saranno presenti a Verona per partecipare all’evento espositivo leader del panorama equestre internazionale. Sempre dallo studio verranno coordinati i quotidiani collegamenti live con due troupe di inviati itineranti tra gli stand e il pubblico presente in Fiera, per scoprire e raccontare tutto il meraviglioso mondo del cavallo.
Nelle giornate di sabato 11 e domenica 12 novembre il canale seguirà qualifiche e finali del ‘Salto in libertà’ per i cavalli di 3 anni, con collegamenti in diretta dalla postazione esclusiva a bordo ring, dalla quale gli inviati di EQUtv raccoglieranno i commenti a caldo dei protagonisti.
Sempre all’interno del padiglione Masaf le telecamere di EQUtv riprenderanno e seguiranno i convegni tecnici e politici delle varie componenti della filiera, mentre nei giorni successivi verranno trasmesse delle ‘pillolè su tutte le curiosità e su ciò che di interessante è avvenuto nelle quattro giornate di Fieracavalli.
“EQUtv sarà presente durante tutta la manifestazione, raccontando uno degli eventi più prestigiosi sostenuti dal Masaf, – dice Maria Chiara Polselli, amministratore delegato di Epiqa – promotore, tra l’altro, anche di diverse iniziative tra cui le finali del Circuito Allevatoriale nelle discipline Obbedienza e Andature, Morfologia e Salto in Libertà. Grazie alla posizione strategica all’interno del Padiglione 2, il canale tv ospiterà i protagonisti del panorama equestre ed ippico presenti a Fieracavalli, così da coadiuvare il confronto sul presente e sul futuro del comparto. Il nostro palinsesto è stato programmato per mettere in risalto ogni sfaccettatura di questa 125^ edizione tra convegni, spettacoli e competizioni. Fondamentale sarà ascoltare anche la voce istituzionale, pertanto le nostre telecamere saranno presenti ai convegni programmati dal Ministero”.
Fieracavalli festeggia 125 anni a Veronafiere con 2.500 cavalli di 60 razze diverse. Quattro giorni tra eventi sportivi in cui gli operatori del settore e gli appassionati potranno scoprire l’affascinante mondo equestre. Con 12 padiglioni e 6 aree esterne, la superficie coperta dalla fiera sarà di oltre 128mila metri quadrati; presenti anche 35 associazioni allevatoriali e ben 700 aziende espositrici provenienti da 25 Paesi nel mondo. In calendario sono programmati più di 200 eventi diversificati tra competizioni, spettacoli e convegni. E sono 25, invece, le delegazioni di buyer esteri invitati in fiera e selezionati insieme a ICE-Agenzia, tra cui Brasile, Canada, Cile, Cina, Ungheria, India, Indonesia, Messico, Oman, Paraguay, Perù, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Uruguay.

– foto ufficio stampa Snaitech –
(ITALPRESS).

Salerno, il complesso di San Michele a tutta velocità con Open Fiber

SALERNO (ITALPRESS) – Grazie a un investimento complessivo di circa 15 milioni di euro sia con fondi privati sia nell’ambito del Piano BUL, Open Fiber ha già connesso 60mila unità immobiliari a Salerno, che risulta tra le città più cablate d’Italia. Tra gli edifici collegati alla rete in fibra ottica di Open Fiber c’è anche lo storico complesso conventuale di San Michele, gestito dalla Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana (Fondazione Carisal). Grazie a un attento progetto di ristrutturazione e di riqualificazione urbana, oggi l’antico edificio ospita spazi di co-working e promuove diverse iniziative socio-culturali. Nel corso dei lavori di restauro sono state rinvenute antiche mura e venuti alla luce diversi reperti archeologici, pienamente fruibili dai visitatori.
Il complesso San Michele è uno spazio polifunzionale aperto alla città che offre anche soluzioni organizzative per associazioni no-profit, professionisti e aziende. Grazie all’infrastruttura di rete con tecnologia FTTH di Open Fiber che ne valorizza le prestazioni tecnologiche offerte alle diverse tipologie di utenti, oltre mille metri quadrati dell’edificio sono destinati ad ambienti di lavoro condivisi: alcune aziende come la multinazionale NTT DATA hanno scelto gli spazi del complesso serviti dalla fibra ottica per la propria sede di Salerno.
“NTT DATA investe da sempre e continuerà a farlo nello sviluppo del Meridione d’Italia, una macroregione ricca d’opportunità e un bacino straordinario di giovani talenti da valorizzare – afferma Luca Isetta, Chief Operating Officer di NTT DATA Italia -. La sede di Salerno si incastra perfettamente in questa nostra strategia che si è consolidata nel tempo e che vede investimenti strutturali e sostenibili nella formazione per creare un’occupazione in loco che sia duratura e competitiva, anche per contrastare la fuga all’estero di competenze strategiche per il nostro Paese”. “Come NTT DATA – prosegue Isetta – possiamo far viaggiare l’innovazione ovunque in Italia, grazie alle fondamenta poste da Open Fiber, che ci permette di offrire ai nostri clienti soluzioni sostenibili, innovative e che mantengano il nostro Paese competitivo sullo scenario internazionale, valorizzando le eccellenze del nostro ricco tessuto imprenditoriale locale”.
Il Sud Italia riveste un ruolo rilevante nel piano di Open Fiber. In pochi anni è stato investito oltre 1 miliardo di euro nelle cinque regioni meridionali: Puglia, Campania, Sicilia, Calabria, Basilicata. Nelle grandi città e nei borghi più remoti, l’azienda ha già messo a disposizione la nuova infrastruttura ultrabroadband per oltre 4 milioni di unità immobiliari. Un’opera che impegna quotidianamente una forza lavoro di circa mille persone tra tecnici specializzati, operai, progettisti e altre figure professionali. Vincenzo Gallo, regional manager Campania e Basilicata di Open Fiber, chiarisce quali sono i piani di azione aziendali: “L’obiettivo di Open Fiber è realizzare una rete di telecomunicazioni ad altissima velocità e capacità che permetta al Paese di recuperare il divario digitale. Per questo sono stati messi in campo tre progetti che vanno ad impattare in tre realtà differenti: il primo a favore dei centri urbani più densamente popolati dove è in corso l’investimento di carattere privato, il secondo a investimento pubblico nelle cosiddette aree a fallimento di mercato e il terzo a favore di zone industriali e centri medi e piccoli dove l’investimento è in buona parte coperto dai fondi del Pnrr”.
La sostenibilità è uno degli elementi chiave di Open Fiber, nella sua triplice accezione ambientale, economica e sociale. Una delle caratteristiche più interessanti dell’infrastruttura in fibra ottica è la sua natura di tecnologia a basso impatto ambientale. Il materiale che la compone è, infatti, generalmente sintetizzato a partire dal silicio. Le dimensioni ridotte dei cavi ne permettono la posa attraverso l’utilizzo di tecniche che riducono al minimo i volumi di scavo e le emissioni in atmosfera. Luigi Lambiase, field manager di Open Fiber, sottolinea: “Il nostro intervento sulla città di Salerno ha permesso di portare la fibra ottica in ogni casa, in ogni ufficio pubblico e in ogni azienda. Intervento che abbatte di fatto il divario digitale e permette di poter creare un nuovo indotto economico a Salerno ma in generale in tutto il Mezzogiorno. Il vantaggio di questo investimento – spiega – non è soltanto da un punto di vista economico ma anche ambientale perchè la diffusione di questo tipo di tecnologia permette un abbattimento delle emissioni di anidride carbonica”.
A differenza delle reti in rame, la tecnologia alla base della fibra ottica garantisce prestazioni ottimali in qualunque condizione poichè emette quantità minime di CO2, oltre ad abilitare una serie di attività da remoto che consentono di ridurre costi e impatto sull’ambiente. Vari studi internazionali riportano riduzioni di consumo d’energia dell’85% rispetto al rame.
La transizione digitale serve ad abilitare la decarbonizzazione, tanto che proprio l’Unione Europea parla esplicitamente di decarbonizzazione digitale: le reti di Tlc come abilitatori per raggiungere gli obiettivi del Green Deal per il clima e l’ambiente. In quest’ottica, Open Fiber ha intrapreso nel 2023 un percorso per approvare ed emettere entro fine anno un Net Zero Plan che fisserà obiettivi di riduzione delle emissioni “basati sulla scienza”, aderendo all’ambiziosa iniziativa Science Based Target per la quale l’azienda guidata dall’Ad Giuseppe Gola sottoscriverà un impegno nelle prossime settimane. Questo è un impegno concreto dell’azienda a contribuire in maniera diretta alla decarbonizzazione, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi che punta a proseguire gli sforzi per limitare l’aumento massimo della temperatura a 1,5°C.

– foto col/Italpress –
(ITALPRESS).

Tessile, i maggiori consorzi italiani per l’EPR sono pronti a partire

RIMINI (ITALPRESS) – Cobat Tessile, Ecotessili, Erion Textiles, Re-Crea e Retex.Green, ovvero i maggiori sistemi EPR per il tessile in Italia, non hanno dubbi: affinchè uno dei settori industriali nazionali più importanti resti competitivo sotto il profilo dello sviluppo sostenibile, è necessario velocizzare i lavori sui requisiti normativi.
A Ecomondo 2023, la manifestazione di riferimento in Europa per la green economy, che quest’anno ha rinnovato l’attenzione nei confronti del comparto del tessile, i rappresentanti dei consorzi si sono per la prima volta seduti tutti intorno ad un tavolo per ribadire l’importanza strategica e operativa del decreto che tarda ad arrivare.
“In Italia si produce un terzo della produzione tessile/abbigliamento europea; per le scarpe e la pelletteria il nostro contributo è ancora più importante – dichiara Mauro Chezzi, Retex. Green – Siamo il primo player del continente, non possiamo permetterci di perdere la leadership sul fronte EPR, perchè sarebbe un enorme danno sia sul profilo ambientale che a livello industriale. Contro l’incertezza temporale di questo decreto, chiediamo una risposta pronta, come sono pronti i sistemi consortili fatti dalle aziende”. I confronti tra istituzioni e sistemi, partiti a febbraio 2023, attualmente non hanno generato una data certa sull’entrata in vigore del decreto per l’istituzione del regime di responsabilità estesa del produttore. Inoltre la proposta di aggiornamento della Direttiva Rifiuti rischia di rallentare ulteriormente l’iter. I consorzi – che stanno lavorando già da tempo e che allo stato attuale sarebbero già pronti a dotare i produttori del comparto di strumenti utili ad affrontare la normativa – non ci stanno.
“Stiamo perdendo un treno e questo convegno lo dimostra – queste le parole di Michele Zilla, Cobat Tessile – Pur con le nostre differenze, le realtà consortili dimostrano di essere già pronte a fare sistema, in qualità di portavoce di aziende e associazioni che chiedono risposte e che hanno la necessità di organizzare la propria vita produttiva intorno alla nuova normativa”. “Le imprese del settore, tramite i propri consorzi, sono pronte a partire. Gli imprenditori ritengono strategico rendere operativi, in tempi brevissimi, progetti che consentano il raggiungimento di obiettivi di economia circolare dettati dalle proposte di aggiornamento della direttiva UE” – aggiunge Roberto Tognoli, Re-Crea. Gli risponde Giancarlo Dezio, Ecotessili: “I nostri consorziati ci chiedono di avviare il sistema il prima possibile. Non solo i produttori, ma anche tutta la grande distribuzione, è pronta a fare la sua parte. Riteniamo non si possa più attendere l’avvio della fase operativa necessaria per una gestione sostenibile dei prodotti tessili e per dare seguito ai diversi progetti aziendali”.
“Il sistema dell’EPR italiano sta dimostrando innegabilmente esperienza e capacità di leadership – conclude Luca Campadello, Erion Textiles – Crediamo che la definizione dei tempi e delle modalità di applicazione della normativa spettino ai Produttori insieme ai Comuni e ai Ministeri. Sarà importante puntare a requisiti omogenei tra i diversi Paesi europei per non creare problematiche per le aziende presenti su più mercati”.
-foto ufficio stampa Cobat –
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Alex Marquez super nella Practice a Sepang, Bagnaia in Q2

SEPANG (MALESIA) (ITALPRESS) – Lo spagnolo Alex Marquez (Ducati Gresini), con il tempo di 1’57″823, ha chiuso in testa la Practice di MotoGP nel venerdì del Gp di Malesia, anticipando anche il connazionale Jorge Martin (Ducati Prima Pramac), il primo a scendere sotto 1’58” ed assoluto dominatore delle FP1. Terzo Jack Miller (Ktm) seguito a ruota dal compagno di marca Brad Binder. Quinta l’Aprilia di Maverick Vinales, sesta la Ducati Mooney di Luca Marini (+0″511), settimo Fabio Quartararo (Yamaha), ottavo Pecco Bagnaia (Ducati), nono Marco Bezzecchi (Ducati Mooney) e decimo Johann Zarco (Ducati Prima Pramac, +0″664). Quattro cadute, una nelle FP1 e tre nelle FP2 per Aleix Espargarò (Aprilia). Ultimi due posti per Iker Lecuona, che sostituisce Alex Rins, ed Alvaro Bautista, il fresco bi-iridato in Superbike presente in Malesia con una wild card di lusso.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

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