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Operazione antiterrorismo a Milano, arrestati due egiziani

MILANO (ITALPRESS) – E’ in corso dalle prime ore di questa mattina un’operazione antiterrorismo della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo – con 2 arresti operati nei confronti di un cittadino egiziano e un naturalizzato italiano di origine egiziane, accusati di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo e istigazione a delinquere con finalità di terrorismo. L’operazione è condotta dalla Digos di Milano, dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Perugia, dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e dal Servizio Centrale Polizia Postale e delle Comunicazioni.(ITALPRESS).

Foto: Ufficio Stampa Polizia

Attacchi informatici, in Italia è allarme ransomware

BARI (ITALPRESS) – Si è concluso con successo l’appuntamento annuale più atteso sulla Cyber Security del Sud Italia. Presso il Centro Congressi di UNAHOTELS Regina a Bari si è svolto il ConfSec, giunto alla sua ottava edizione, che ha visto la partecipazione di numerosi esperti con l’obiettivo di sensibilizzare gli imprenditori e gli amministratori pubblici sui rischi del cybercrime e sulle conseguenze dannose che ha sul business. L’evento è stato ideato e organizzato da EVOLUMIA, società di consulenza leader nel meridione d’Italia sulla cyber security.
La giornata si è aperta con una Tavola Rotonda, con un linguaggio business oriented, destinato a chi ha la responsabilità dell’impresa, nella quale si è discusso degli impatti del Cybercrime sull’economia reale, di cosa comporta un attacco cyber in termini di perdite economiche, di immagine e di fiducia, con un focus sulla migliore organizzazione per far fronte alle minacce cyber e sui nuovi obblighi e strategie da adottare per ottenere un buon livello di protezione e capacità di risposta agli incidenti.
Il panel di esperti, moderati da Lino Fornaro, responsabile scientifico del ConfSec e Security Manager di EVOLUMIA, ha visto la partecipazione del Generale Preziosa, Docente di geopolitica e sicurezza degli spazi, formatore GDF per le strategie di cybersecurity e cyber defense, Presidente Osservatorio Eurispes sulla sicurezza; Fulvio Manco, Dirigente Compartimento Polizia Postale e delle Telecomunicazioni Puglia; Annita Larissa Sciacovelli, Docente di diritto internazionale UNIBA, Advisory Board ENISA; Giovanni Ruberto, Principal Security Transformation Architect, Symantec; Paolo Passeri, Cyber Intelligence Principal, Domenico Reviglio, Presidente Servizi Valori Impresa.
Nel pomeriggio ConfSec si è trasformato per soddisfare le esigenze di un pubblico più tecnico in uno spazio denominato “TechnologyLAB” nel quale sono state approfondite le tecnologie messe a disposizione dai vendor di cyber security, attraverso demo e un confronto tra gli esperti e il pubblico. In questo contesto si sono inseriti due speech su temi quali la sicurezza del Cloud e la sicurezza del codice, a cura di due guru della cyber security: Matteo Meucci, fondatore di OWASP Foundation Italia e Paolo Passeri, fondatore e manutentore del blog hackmageddon.com, una raccolta di timeline e statistiche relativi ai principali attacchi informatici avvenuti dal 2011, considerato all’interno della comunità Infosec, una fonte primaria di dati e tendenze nel panorama delle minacce. Presenti all’evento anche Piero Iezzi, Cyber Security Director, Swascan e Umberto Cassano, System Engineer & Security Consultant.
Tra i temi affrontati, è emerso come il secondo trimestre del 2023 abbia visto la minaccia del ransomware continuare a seminare il caos nelle organizzazioni di tutto il mondo. Secondo i dati recenti, sono state identificati 43 diversi gruppi di ransomware operanti, con gli Stati Uniti che sono risultati essere la regione più colpita e un totale di 89 paesi che hanno subìto attacchi. Tra i gruppi più attivi, spicca Lockbit, che ha causato notevoli danni a molte organizzazioni, raggiungendo un totale di 245 attacchi.
Anche l’Italia si posiziona tra i primi paesi a livello di numero di aziende colpite, con un totale di 35. Di queste, le piccole e medie imprese con un numero di dipendenti tra 1 e 100 costituiscono la maggioranza delle vittime degli attacchi ransomware, rappresentando l’80% del totale delle aziende colpite. Questo dato indica che i cybercriminali hanno indirizzato i loro attacchi principalmente verso imprese più piccole, considerate più vulnerabili a questo tipo di minaccia a causa di risorse limitate e misure di sicurezza meno sviluppate. Nel panorama attuale della cybersecurity in Italia, infatti, le piccole e medie imprese (PMI) continuano quotidianamente a subire attacchi ransomware.
Per Lino Fornaro, responsabile scientifico del ConfSec e Security Manager di EVOLUMIA: “ConfSec è nato per far sì che le aziende del territorio e professionisti abbiano un momento di incontro per acquisire nozioni, per comprendere qual è l’importanza della sicurezza delle informazioni per la tutela del business. Non bisogna guardare la sicurezza come un costo ma come un investimento, perchè quando un’azienda cade in un attacco e non ha un sistema resiliente, le conseguenze possono essere fatali, potrebbe avere un impatto reputazionale negativo o perdere clienti o addirittura arrivare a chiudere”.
Secondo il Generale Pasquale Preziosa, Docente di geopolitica e sicurezza degli spazi, formatore GDF per le strategie di cybersecurity e cyber defense, Presidente Osservatorio Eurispes sulla sicurezza: “La guerra cibernetica fa parte del mondo reale. Gli attacchi cyber precedono e seguono quella che è poi la campagna militare che si sviluppa. Lo abbiamo visto con la guerra in Ucraina e lo stiamo vedendo ora a Gaza. In questo senso, l’affidamento di determinati assetti di attenzioni solamente alla tecnologia sono stati deleteri perchè mancava la parte umana, che poteva in qualche modo allertare di quello che stava avvenendo. Quindi la tecnologia cibernetica deve essere sempre coniugata con l’intelligenza umana”.
Giovanni Ruberto, Principal Security Transformation Architect, Symantec, ha dichiarato che “nel momento in cui un’azienda subisce un attacco e la conseguente perdita di dati si può parlare di un cataclisma. L’esistenza stessa dell’azienda viene messa in discussione perchè subisce danni non solo dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista dell’immagine. Dunque, investire in sicurezza non è più un’opzione ma è assolutamente necessario per un’azienda seria; un investimento da portare avanti con lungimiranza e una visione architettonica, con chiare idee di business. Quindi, il ruolo di chi offre servizi di sicurezza è quello di semplificare il più possibile la vita degli operatori offrendo soluzioni facili e immediate”.

– Foto ufficio stampa Confsec –

(ITALPRESS).

Accesso più equo e tempestivo alle cure per l’infiammazione di tipo 2

ROMA (ITALPRESS) – Riconoscere le diverse manifestazioni croniche dell’infiammazione di tipo 2 come l’asma, la dermatite atopica, la rinosinusite cronica con poliposi nasale o l’esofagite eosinofila, e sviluppare nuovi standard di diagnosi per una presa in carico dei pazienti non solo efficace ma anche efficiente, integrando l’assistenza secondo un modello di cura multidisciplinare che consenta un accesso più equo e tempestivo alle prestazioni specialistiche lungo tutto il ciclo di vita dell’individuo. Sono queste alcune delle proposte operative racchiuse nel Policy Paper realizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) insieme a Sanofi nell’ambito del progetto dal titolo “La gestione del paziente nell’infiammazione di tipo 2”, un ciclo di tre incontri che ha visto coinvolti 4 associazioni di pazienti e 16 società scientifiche, oltre a esponenti delle istituzioni, con l’obiettivo di portare l’attenzione sull’importanza di gestire la complessità che caratterizza i pazienti con patologie derivanti da infiammazione di tipo 2 e dell’attuale impostazione assistenziale. Lo studio è stato presentato oggi nella sala Caduti di Nassiriya del Senato nel corso di un evento istituzionale nato per iniziativa del Senatore FdI Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato previdenza sociale Ignazio Zullo.
All’evento hanno preso parte, tra gli altri, la Public Affairs Country Head di Sanofi, Fulvia Filippini; il presidente I-Com, Stefano da Empoli; la senatrice Elena Murelli, componente della Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato previdenza sociale. “Sanofi ha dato il proprio contributo alla comunità medico scientifica per chiarire il meccanismo comune di patologie apparentemente non collegate, spesso coesistenti o che si alternano nel corso della vita, così da portare ai pazienti soluzioni terapeutiche trasformative nel trattamento delle malattie causate dall’infiammazione di tipo 2. Per supportare questa ricerca a favore dei pazienti, però, non servono solo risorse e conoscenze ma è fondamentale sviluppare nuovi standard di diagnosi per una presa in carico non solo efficace ma anche efficiente”. Afferma Fulvia Filippini, Public Affairs Country Head di Sanofi. Per la senatrice Elena Murelli, componente della Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato previdenza sociale, “analizzare questi numeri ti fa riflettere su cosa si può fare per migliorare” le criticità. Emerge anche come curare “le singole patologia ha un costo elevato, nel momento in cui si fa sistema lavorando in una rete e con un team multidisciplinare i costi si andrebbero a ridurre, anzi, ottimizzare questi costi sanitari. Sono la prima a dire che la sanità non è un costo ma un investimento, ma queste risorse vanno spese bene. Altro punto importante è l’innovazione dei farmaci, è quindi fondamentale finanziare la ricerca per poter avere sempre più farmaci innovativi per poter garantire ai pazienti una vita sana ma anche un supporto dal punto di vista psicologico”, conclude.
Lo studio riconosce il ruolo centrale dell’inquadramento delle patologie dovute ad una deregolazione della risposta infiammatoria di tipo 2 e della presa in carico del paziente come strategia efficace di lungo periodo per incentivare l’appropriatezza terapeutica. Si tratta di patologie che compaiono soprattutto in bambini e in giovani adulti (con un grande impatto sulla qualità della vita) e che pongono in capo al Servizio Sanitario Nazionale la necessità di rafforzare le risposte alle esigenze di cura di questa fascia di popolazione. Mentre la prevalenza delle altre patologie croniche aumenta con l’età (il 66% delle persone tra i 75 e gli 84 anni è affetto da almeno una), le malattie infiammatorie di tipo 2, quali l’asma, la dermatite atopica, la rinosinusite cronica con poliposi nasale o la esofagite eosinofila, insorgono spesso già nell’infanzia per poi manifestarsi in diversi momenti successivi nel corso della vita del paziente. Il denominatore comune emerge poi dai dati riguardo alle possibili concomitanze. Nello specifico, circa il 48% dei pazienti con esofagite eosinofila presenta anche rinite allergica, circa la metà ha allergie alimentari, tra il 19 e il 39% dei pazienti soffre anche di asma e circa un paziente su 5 ha pure la dermatite atopica. Per contro, l’asma grave è associato a rinite allergica in circa il 45% e a poliposi nasale nel 43% circa dei pazienti. Il 9,6% dei pazienti italiani con asma grave soffre anche di dermatite atopica. E’ evidente come, per le loro caratteristiche, queste patologie richiedano un approccio specifico ma allo stesso tempo olistico, dalla diagnosi alla presa in carico, fino alla scelta della terapia e all’aderenza lungo il ciclo di vita.
L’attuale impostazione assistenziale presenta diverse criticità, che portano il sistema non solo a non riconoscerle tempestivamente ma a produrre potenziali sprechi e a generare risultati relativamente non soddisfacenti. In questo contesto i pazienti sono spesso disorientati e impiegano molte risorse nella gestione della propria salute, non sempre con gli esiti auspicati. L’effetto del mancato riconoscimento delle patologie infiammatorie di tipo 2 come gruppo di malattie a sè stante può essere rintracciato nell’assenza di un approccio unificato e coerente al loro trattamento. Il rischio è che gli operatori sanitari non indaghino o riconoscano la causa sottostante le patologie e, di conseguenza, ne trattino principalmente i sintomi, facendo affidamento ad esempio, ai corticosteroidi sistemici che per via dei potenziali effetti collaterali non sono idonei per queste patologie croniche. Secondo la comunità scientifica, il sovradosaggio e l’abuso di corticosteroidi orali sono sottostimati e non adeguatamente affrontati dai sistemi sanitari, con evidenti costi indiretti dovuti alla successiva gestione degli effetti collaterali associati. In conclusione, lo studio identifica possibili azioni da compiere con lo scopo di chiamare i decisori pubblici ad alcune priorità di intervento, a partire dagli strumenti già esistenti. Si auspica infatti: un aggiornamento del Piano Nazionale Cronicità (PNC) che tenga conto di queste patologie; un tempestivo recepimento delle prestazioni incluse nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), in cui è presente anche il test della frazione dell’ossido nitrico esalato (FeNO) oltre che un allargamento delle prestazioni esenti da ticket. Un rafforzamento dei centri di eccellenza, supportati anche dalle applicazioni digitali, potrebbe consentire un inquadramento omogeneo di queste patologie e una presa in carico del paziente più efficace nel lungo periodo. Disegnare linea guida nazionali a supporto della realizzazione di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale da applicare alle patologie derivanti da infiammazione di tipo 2 permetterebbe infine di garantire un approccio unitario e coerente come voluto dal Piano Nazionale della Cronicità senza escludere l’integrazione della presa in carico e cura dalle altre manifestazioni concomitanti.
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(ITALPRESS).

Gruppo Di Martino, i dipendenti dedicano ore di lavoro al volontariato

CATANIA (ITALPRESS) – Si chiama “Di Martino for you”, è la nuova iniziativa sulla responsabilità sociale annunciata dal Gruppo Di Martino. “Questa iniziativa rappresenta un passo significativo nella nostra missione di contribuire al benessere delle comunità in cui operiamo – si legge in una nota -. A partire dai prossimi giorni, i dipendenti del Gruppo Di Martino dedicheranno parte delle loro ore di lavoro ad attività di volontariato. Questo impegno riflette il nostro profondo impegno nel creare un impatto positivo nella società, andando oltre il nostro ruolo di azienda e investendo nel benessere delle persone. ‘Di Martino for yoù abbraccia una vasta gamma di iniziative di volontariato, dalle attività locali di pulizia e manutenzione, al supporto delle organizzazioni benefiche e alla partecipazione attiva in progetti comunitari”.
“Siamo fermamente convinti che il contributo dei nostri dipendenti possa fare la differenza e migliorare la qualità della vita per molti”, afferma il General manager del Gruppo Davide Di Martino.
“Questa iniziativa non solo riflette i nostri valori aziendali fondamentali, ma dimostra anche il nostro impegno tangibile nei confronti delle comunità in cui operiamo – si legge ancora nella nota -. Il Gruppo Di Martino riconosce il valore del volontariato e vuole essere un modello per altre aziende che desiderano fare la loro parte nel migliorare il mondo. Siamo entusiasti di vedere come “Di Martino for you” crescerà e avrà un impatto positivo sulle persone e sulle comunità. Continueremo a cercare modi innovativi per essere un agente di cambiamento positivo e per fare la differenza”.

– foto ufficio stampa Gruppo Di Martino –
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Piantedosi “C’è il rischio di radicalizzazioni islamiste”

ROMA (ITALPRESS) – “Uno dei principali fattori scatenanti dei flussi” migratori “è costituito dai conflitti armati: in questo momento alle porte dell’Europa ce ne sono due, la guerra in Ucraina e il conflitto israelo-palestinese, entrambi incerti e suscettibili di provocare un impatto sulle dinamiche dei flussi”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in Aula alla Camera per l’informativa urgente sull’incremento dei flussi migratori, con particolare riguardo alla situazione presso l’isola di Lampedusa.
“Senza dimenticare il conflitto in Medio Oriente, che reca in sè anche il rischio di innescare radicalizzazioni islamiste, come solo pochi giorni fa è avvenuto in Francia, con l’assassinio di un insegnante da parte di un fanatico islamista e, proprio ieri sera, a Bruxelles, con l’uccisione di due cittadini svedesi”, ha aggiunto.
“Al momento non risultano evidenze concrete e immediate di rischio terroristico per quanto riguarda l’Italia – ha sottolineato Piantedosi -, ma la situazione è tale da richiedere un elevatissimo livello di attenzione, in quanto la minaccia terroristica si presenta spesso in maniera impalpabile, fluida e non sempre definibile a priori”.
“Ho dato specifiche direttive per l’intensificazione di ogni raccordo informativo tra le forze di polizia e le agenzie di intelligence, al fine di monitorare l’evoluzione del conflitto e i suoi possibili riflessi sui flussi migratori, sugli ingressi e sulle presenze nel territorio nazionale – ha spiegato il ministro -. Una conferma del livello di attenzione è l’arresto avvenuto oggi a Milano, a opera della Polizia di Stato, di due persone di origine egiziana, una delle quali di cittadinanza italiana, per i reati di terrorismo”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Data Science for Resilience, Terna avvia collaborazione con due startup

ROMA (ITALPRESS) – Eoliann e Fast Computing sono le due startup scelte per collaborare con Terna nell’ambito della challenge “Data Science for Resilience”, lanciata a dicembre dello scorso anno per individuare soluzioni digitali a favore di una sempre maggiore resilienza della rete di trasmissione nazionale, costituita da circa 75.000 km di linee elettriche ad alta e altissima tensione e da oltre 900 stazioni elettriche su tutto il territorio italiano.
“Data Science for Resilience” è la prima call a essere stata avviata dalla società guidata da Giuseppina Di Foggia sulla piattaforma di open innovation “Terna Ideas” e ha visto la partecipazione di ben 71 startup. In particolare, le candidature hanno riguardato soluzioni basate sull’intelligenza artificiale per migliorare ulteriormente la manutenzione predittiva e il monitoraggio delle infrastrutture elettriche, con l’obiettivo di renderle ancor più sicure ed efficienti di fronte a eventi climatici sempre più estremi e frequenti. A seguito di un demo day tenutosi a maggio, durante il quale una selezione di dieci startup finaliste ha presentato i propri progetti, il team di innovazione di Terna e i loro colleghi delle linee di business interessate hanno identificato, dopo un’approfondita analisi, le due realtà con cui avviare un percorso di sperimentazione concreta delle soluzioni innovative proposte.
Gli spazi di innovazione di Terna hanno poi ospitato l’avvio dei lavori con le due startup per approfondire i casi d’uso, gli obiettivi, gli indicatori di performance e la durata dei progetti.
“Siamo molto soddisfatti della partecipazione e del grande entusiasmo con cui le startup hanno risposto a questa challenge, nata per individuare soluzioni ad alto profilo tecnologico che renderanno l’infrastruttura di trasmissione in alta tensione sempre più sicura, sostenibile e resiliente. Siamo convinti che l’innovazione sia uno dei principali abilitatori della transizione energetica e fare innovazione significhi interagire con le startup per introdurre strumenti e tecnologie nuove, determinanti per l’evoluzione del settore elettrico”, ha commentato Massimiliano Garri, Direttore Innovation & Market Solutions di Terna.
In dettaglio, Eoliann è una startup torinese del climate tech, fondata nel 2022, che utilizza dati satellitari e algoritmi di machine learning per prevedere la probabilità, l’intensità e l’impatto di eventi climatici estremi. La loro missione è migliorare la resilienza delle infrastrutture e la gestione del rischio climatico. La partnership tra Eoliann e Terna si concentrerà sull’impiego delle immagini satellitari e dei modelli di Eoliann quale fonte di dati per migliorare il calcolo e la valutazione della pericolosità idraulica: una soluzione utile all’azienda nella pianificazione di nuove linee elettriche, nonchè nella gestione di quelle esistenti, in aree potenzialmente più esposte a fenomeni metereologici estremi.
Fast Computing, startup triestina fondata dal gruppo di ricerca di matematica applicata della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati), è specializzata in modelli statistici e tecnologie di calcolo per l’analisi dei dati in tempo reale. La startup svilupperà per Terna un modello, basato sui dati aziendali, di manutenzione predittiva dei macchinari situati nelle stazioni elettriche della società, al fine di stimare la probabilità di eventuali anomalie e anticipare la necessità di ricorrere a operazioni manutentive.

– foto ufficio stampa Terna –
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Terrorismo, Tajani “Al momento nessuna minaccia diretta all’Italia”

ROMA (ITALPRESS) – “Al momento non ci sono minacce dirette verso l’Italia, però può esserci sempre qualche fondamentalista esagitato, qualche cane sciolto, quindi la prevenzione è massima. Non abbiamo pericoli segnalati imminenti. Si fa di tutto perchè gli italiani possano vivere in sicurezza, anche controlli sugli immigrati che arrivano perchè non ci siano infiltrati terroristi”. A dirlo il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Radio Anch’io. “Il livello di guardia è già stato alzato da qualche giorno, stiamo tenendo tutto sotto controllo – aggiunge -. Le nostre forze dell’ordine lavorano con attività di prevenzione, tanto che stamane sono state arrestate due persone accusate di terrorismo”.

– foto: Agenzia Fotogramma –
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Medio Oriente, Crosetto in Arabia Saudita “Evitare l’escalation”

ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia sta seguendo con grande attenzione e altrettanta preoccupazione l’attuale situazione in Medio Oriente, crisi che potrebbe causare pesanti ripercussioni sulla stabilità della regione con il rischio di un’escalation nel Mediterraneo. Per questo motivo la Difesa e il Governo italiano sono in campo nel tentativo di promuovere il dialogo e la pace. In tale ottica l’Arabia Saudita svolge un ruolo strategico per il processo di stabilizzazione dell’intera area”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto al termine della visita in Arabia Saudita dove ha incontrato il suo omologo, principe Khalid Bin Salman Bin Abdulaziz.
I due responsabili della Difesa si sono confrontati su argomenti di stretta attualità, evidenziando il comune impegno nel rafforzare il dialogo e la collaborazione tra Arabia Saudita e Italia. Focus anche sulla stabilità e sicurezza del Mediterraneo Allargato.
“La stabilizzazione dell’area del Sahel e del Mediterraneo allargato rappresenta una priorità per la sicurezza e l’Italia, attraverso un dialogo politico altamente inclusivo e rappresentativo, continuerà a lavorare per evitare ulteriori deterioramenti della situazione attuale, soprattutto in Medio Oriente, affinchè non venga superata una “linea di non ritorno””, ha affermato Crosetto.
E sul Sahel ha aggiunto: “Le dinamiche dell’area si riflettono sul continente europeo. La delicata situazione è aggravata dalle dinamiche demografiche e dalla debolezza delle istituzioni, oltre che dalla postura predatoria di alcuni attori internazionali. Per questo motivo il Governo italiano è promotore di un rinnovato «Piano Mattei» che permetta ai Paesi della regione di sfruttare le ricchezze naturali di cui dispongono al fine di accrescere il benessere della loro popolazione e irrobustirne le economie”.
Crosetto si è anche reso disponibile a esplorare nuovi ambiti di collaborazione per incrementare l’interoperabilità delle Forze Armate dei due Paesi a beneficio della sicurezza e stabilità dell’area mediterranea e del Golfo Arabico. Attualmente sono già diversi gli Ufficiali sauditi che svolgono periodi di formazione in Italia, presso le Accademie Militari, le scuole di volo dell’Aeronautica Militare o presso il Centro Alti Studi della Difesa.
L’incontro è stato anche l’occasione per approfondire il dialogo tra i due Paesi e ringraziare il personale dell’Ambasciata italiana “per l’impegno volto a rafforzare i rapporti di amicizia e cooperazione tra Italia e Arabia Saudita”.
A seguire, Crosetto sarà in visita in Qatar per ulteriori incontri istituzionali.

– Foto ufficio stampa ministero della Difesa –

(ITALPRESS).

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