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Ita, da gennaio a ottobre trasportati oltre 11 milioni di passeggeri

RIMINI (ITALPRESS) – A Rimini, presso la Fiera Internazionale del turismo TTG Travel Experience, Andrea Benassi, direttore generale di ITA Airways ed Emiliana Limosani, Chief Commercial Officer di ITA Airways e CEO Volare, hanno presentato alla stampa e agli stakeholders di settore i risultati raggiunti da ITA Airways e le prossime sfide del 2024 per la Compagnia.
‘E’ la mia prima volta al TTG Travel Experience e ci tenevo particolarmente a prendere parte a questo appuntamento annuale, in cui gli operatori del turismo costruiscono insieme le prossime stagioni – ha detto Benassi -. ITA Airways vuole essere il vettore italiano di riferimento per la mobilità degli italiani, garantendo una connettività di qualità con i territori, sia nazionali che internazionali, con un’attenzione particolare al contesto intercontinentale. Sin dal nostro avvio, due anni fa, ci siamo dati l’obiettivo di essere una Compagnia di bandiera efficiente, innovativa, sostenibile e all’insegna dell’italianità nel mondo. Chi sale a bordo dei nostri aerei si deve sentire subito a casa e vivere l’Italia ancora prima di atterrarè.
Emiliana Limosani ha illustrato ai presenti tutte le novità della winter 2023/2024, in cui ITA Airways opererà 52 destinazioni, di cui 17 nazionali, 23 internazionali e 12 intercontinentali. Due le nuove destinazioni intercontinentali, Rio de Janeiro e Malè (Maldive), che si vanno ad aggiungere ai voli già operati su New York, sia da Roma Fiumicino che da Milano Malpensa e quelli su Boston, Miami, Los Angeles, San Paolo, Buenos Aires, Tokyo e Nuova Delhi operati da Roma Fiumicino.
‘Siamo davvero orgogliosi degli ottimi risultati commerciali raggiunti quest’anno, anche oltre le nostre stime e previsioni, frutto di un lavoro costante portato avanti fin dalla nostra nascita – ha detto Limosani – e grazie al supporto del segmento trade, che per noi è imprescindibile e ci ha dato fiducia fin dall’avvio delle nostre operazioni. Da gennaio 2023 ad oggi abbiamo trasportato oltre 11 milioni di passeggeri, il 55% in più rispetto allo stesso periodo del 2022, con un load factor medio dell’80%, 7,5 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo del 2022 con un incremento dei ricavi passeggeri pari al +83% rispetto ai primi 9 mesi dello scorso anno. Ora guardiamo con fiducia al futuro, con un occhio di riguardo per lo sviluppo intercontinentale, la nostra prossima tappa è l’apertura del nuovo volo Roma Fiumicino – Rio de Janeiro. Il Sud America, dove operiamo già verso San Paolo e Buenos Aires, è un mercato che ci vede leader in termini di traffico da e verso l’Italia grazie ad una comunità di italiani fra le più grandi al mondo. Da dicembre torniamo a volare verso le Maldive, meta ambitissima del traffico leisurè, ha aggiunto il CCO.
“Ci sono inoltre importanti progetti di ampliamento del network intercontinentale anche nella summer 2024, con particolare riferimento al Nord America: ad aprile partirà il collegamento con Chicago e a maggio apriremo al mercato Canada con Toronto, entrambe le destinazioni operate con voli diretti da Roma Fiumicino. Tutto ciò – ha evidenziato – sarà possibile grazie al continuo rinnovamento della flotta che potrà contare anche sull’entrata dei nuovi Airbus A321neo e A220-100, aeromobili di ultima generazionè.
Di seguito nel dettaglio l’operativo dei nuovi voli di ITA Airways nelle stagioni winter 2023/2024 e summer 2024.
Dal 29 ottobre 2023 sarà operato il nuovo volo da Roma Fiumicino a Rio de Janeiro, operato con l’Airbus A330. Avrà una frequenza giornaliera con partenza dall’aeroporto di Roma Fiumicino alle ore 21:50 e arrivo all’aeroporto Internazionale di Rio de Janeiro alle ore 6:05, local time. L’operativo da Rio de Janeiro partirà il 30 ottobre 2023, con frequenza giornaliera: partenza alle ore 15:45 e atterraggio a Roma Fiumicino alle ore 6:45, local time.
Dal 16 dicembre 2023 sarà operato il nuovo volo diretto da Roma Fiumicino – Malè (Maldive) operato con Airbus A330-900, con 3-5 frequenze a settimana a seconda del periodo.
Dal 7 aprile 2024 sarà operato un nuovo volo diretto da Roma Fiumicino a Chicago, con 6 frequenze settimanali che diventeranno 7 da giugno, aperto alle vendite già da oggi.
Dal 1° maggio 2024 sarà operato un nuovo volo da Roma Fiumicino a Toronto, con 6 frequenze settimanali che diventeranno 7 da giugno.
Nella summer 2024 è previsto anche un grande ampliamento del network internazionale con voli diretti da Roma Fiumicino: da maggio 2024 verso Riyad; da giugno 2024 verso Accra e Kuwait; da luglio 2024 verso Dakar; da ottobre 2024 verso Gedda
Il 2023 ha visto anche la crescita della flotta di ITA Airways arrivata oggi a 79 aeromobili Airbus, di cui 29 di ultima generazione: 11 A320neo, 7 A220-300, 5 A330-900 e 6 A350-900.
Entro la fine dell’anno è prevista l’entrata in flotta del primo Airbus A321neo, una novità assoluta per la Compagnia. Primo aeromobile narrow body configurato con tre cabine separate: Business Class (12 posti), Premium Economy (12 posti) ed Economy (141 posti di cui 12 dedicati alla Comfort Economy). Con gli interni di cabina totalmente disegnati da Walter de Silva, incarnando perfettamente l’eleganza e lo stile tipicamente italiani, il nuovo A321neo sarà dotato di tutti gli elementi distintivi della nuova flotta ITA Airways: nuovi colori e nuovi materiali in cabina, sedili di ultima generazione, Cabina Airspace con nuovo lighting personalizzato ITA Airways e cappelliere XL più spaziose. Ogni poltrona è dotata di sistema di intrattenimento con video e audio “on demand” e schermi individuali di ultima generazione.
Entrerà in flotta entro fine 2023 anche il primo Airbus A220-100 per rinforzare il segmento Regional degli aeromobili di nuova generazione. E’ il più piccolo jetliner degli aeromobili commerciali Airbus ed è particolarmente adatto nel breve raggio grazie alla sua efficienza e comfort.
Il 2023 è stato un anno ricco di novità per Volare, il programma fedeltà di ITA Airways che ha già raggiunto il traguardo di oltre 1,5 milioni di iscritti. Libertà, Personalizzazione, Scelta e Connessione sono i valori alla base del programma che conta ad oggi un totale di 20 partner, che tra accrual e redemption rendono il programma sempre più dinamico e in grado di offrire un’esperienza personalizzata per i soci.
Il 2023 è stato anche l’anno di lancio delle Carte co-branded ITA Airways American Express, nate a luglio per soddisfare le necessità e i desideri in continua evoluzione dei viaggiatori, sono tre le tipologie di carte disponibili: Carta di Credito ITA Airways American Express, Carta di Credito ITA Airways Oro American Express e Carta ITA Airways Platino American Express.
Lanciato quest’anno anche l’Executive Reserved, dedicato ai clienti alto valore. I soci del Club Executive potranno beneficiare di offerte esclusive e servizi dedicati grazie ad accordi con partner selezionati. Molti i partner di lusso entrati nel programma: gli hotel Forte Village, Palazzo Doglio, Palazzo Fiuggi Wellness Medical Retreat, lo storico marchio di prodotti di lusso napoletano E. Marinella e il Verdura Resort, della catena Rocco Forte Hotels.
Inoltre, i soci del club Executive potranno scegliere di regalare lo status Premium ad un socio già iscritto al programma Volare: un upgrade di status che consentirà ai beneficiari di provare alcuni tra i benefit più esclusivi del programma, come il fast track, l’accesso in lounge e un bagaglio extra.
Infine, è stato presentato a giugno 2023 il programma ITA Airways Volare Business Club, pensato per le PMI che, iscrivendosi, potranno accumulare punti e offrire ai propri dipendenti alcuni vantaggi da sfruttare durante il viaggio. Grazie al programma, le piccole e medie imprese aderenti accumuleranno punti ogni qualvolta il dipendente effettuerà un volo per motivi di lavoro, e potranno successivamente utilizzare i punti accumulati per l’acquisto di biglietti aerei o servizi dei partner in modalità Cash & Points. I dipendenti, invece, accumuleranno punti Volare secondo le regole standard e potranno in aggiunta beneficiare di Check-in prioritario. Questo programma completa così l’offerta dedicata alle aziende aggiungendosi al già esistente programma Corporate, lanciato nel settembre 2022 e dedicato alle aziende che hanno in essere un contratto corporate con ITA Airways: grazie a cui le aziende possono offrire ai propri dipendenti benefit esclusivi: Fast Track, Check-in prioritario, priorità bagaglio e la possibilità di accumulare il 20% di punti in Volare in più rispetto al proprio Club di appartenenza.

– foto ufficio stampa ITA Airways –
(ITALPRESS).

Conte alla Sinagoga di Roma, impegno contro l’intolleranza religiosa

ROMA (ITALPRESS) – Questa mattina il Presidente M5s Giuseppe Conte, con una delegazione di parlamentari del movimento (Francesco Silvestri, Alessandra Maiorino, Emiliano Fenu, Enrica Alifano, Giorgio Fede, Marco Croatti, Antonino Iaria e Daniela Morfino), si è recato alla Sinagoga di Roma per testimoniare la vicinanza e la solidarietà dell’intero gruppo parlamentare alle comunità ebraiche, dopo l’efferato attacco terroristico subito da Israele lo scorso 7 ottobre. L’incontro con Noemi Di Segni (Presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane)e Victor Fadlun (Presidente Comunità ebraica di Roma) è stato anche l’occasione per ribadire il comune impegno a lavorare per estirpare ogni politica di intolleranza razziale e religiosa, affinchè le nuove generazioni non si lascino traportare da un clima di odio e violenza.
-foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

Dipendenze, aumenta l’impatto sulla società ma diminuiscono le risorse

ROMA (ITALPRESS) – Un euro speso per la presa in carico sociosanitaria dei soggetti dipendenti fa risparmiare quattro euro di spesa complessiva; in termini economici, i fenomeni di dipendenza da stupefacenti e da alcol, generano un costo (diretto) annuo di assistenza per il Paese di 8,3 miliardi, di cui 7,0 miliardi il primo (considerando anche i poli-consumatori) e 1,3 miliardi il secondo, senza considerare i costi indiretti (perdite di produttività) ed i costi della patologie in parte riconducibili all’abuso di alcol, e il valore delle sostanze stupefacenti che viene stimato in circa 15,5 miliardi, portando l’impatto economico complessivo a 22,5 miliardi (1% del PIL italiano).
OISED, Osservatorio sull’impatto Socio-Economico delle dipendenze, il primo Centro Studi e think thank interamente dedicato allo sviluppo di analisi a supporto della governance e la sostenibilità del settore per la cura delle dipendenze, parla chiaro: ‘Servono azioni sugli standard organizzativi, sulla presa in carico precoce degli utenti, sulla continuità del trattamento attraverso un potenziamento dell’aderenza allo stesso potenziando anche la sfera psicosociale, e per farlo sono necessarie ulteriori risorse, che però, in base all’analisi contenuta nel Rapporto, generano complessivamente risparmi per la società’.
L’analisi e le considerazioni sono nel primo Rapporto elaborato dal nuovo Centro Studi interamente dedicato allo sviluppo di analisi a supporto della governance e la sostenibilità del settore per la cura delle Dipendenze, nato nel 2022 da una iniziativa congiunta del Centro di ricerca C.R.E.A. Sanità (Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità) e di Ce.R.Co (Centro Studi e Ricerche Consumi e Dipendenze) con l’obiettivo di colmare le lacune nelle conoscenze e informazioni sul settore delle dipendenze, e favorire il confronto tra istituzioni e principali stakeholder.
La spesa complessiva per l’assistenza, spiega OISED, sfiora i 2,3 miliardi, di cui oltre 1,5 per la presa in carico nei Ser.D (Servizi per le dipendenze), in aumento nel post pandemia del +6% rispetto al 2019.
La spesa è diversa da Regione a Regione, con un gap di spesa pari a dieci volte tra la Regione con la spesa più alta e quella con quella più bassa (max 146,5 euro – min 14,1 euro).
Un tossicodipendente ha un costo (diretto) per il sistema Paese pari a circa tre volte quello di un soggetto con dipendenza da alcol. Rapportando il dato alla popolazione, il rapporto tra i due fenomeni sale a oltre cinque volte: si passa da 21,6 euro pro-capite per la dipendenza da alcol a 118,4 euro per quella da stupefacenti.
Nella sua analisi OISED valuta che le azioni finalizzate a contenere gli ‘esiti del fenomenò rappresentino un investimento, con risparmi per il Paese che, per ogni euro investito in termini di presa in carico socio-sanitaria (farmaci, incremento visite etc.), sarebbero pari ad almeno 4 euro.
Stesso discorso per i risparmi ottenibili con gli effetti di una riduzione del ricorso alla detenzione a favore di pene alternative alla stessa, quali inserimenti in strutture riabilitative, che consentirebbero un risparmio annuo di 59 milioni per ogni punto percentuale di riduzione dei casi ‘a rischiò.
Sono oltre 250.000 gli utenti in carico ai servizi per le dipendenze: 65,9% tossicodipendenti, 24,6% alcolisti, 6% con dipendenza da gioco d’azzardo, 3% da tabagismo e 1,3% con altre dipendenze (internet, social, sex addiction ecc.).
Analizzando le dipendenze maggiori, per quella da stupefacenti, prevalgono i maschi (86% dell’utenza), italiani (92,6%, per il 2,8% di soggetti provenienti dall’Africa Settentrionale e, per il restante 4,6%, di soggetti provenienti da Paesi americani e asiatici) e si tratta di un’utenza ‘giovanè: circa il 60% si concentra nella fascia d’età 35-54 anni, il 18,5% in quella 25-34 anni ed il 16,9% in quella 55-64 anni.
Anche tra gli alcolisti prevalgono gli uomini: il rapporto maschi/femmine è di 3,7, oltre il 70% degli utenti trattati hanno un’età compresa tra 30 e 59 anni; un terzo della casistica totale trattata si concentra nella fascia d’età 50-59 anni; i giovani al di sotto dei 30 anni rappresentano il 7,5 per cento.
Nella popolazione carceraria, i detenuti per reati connessi agli artt. 73 e 74 del Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti (spaccio di sostanze stupefacenti) rappresentano il 31,8% della popolazione carceraria. I detenuti tossicodipendenti (al 31/12/2022) sono 16.845, in aumento rispetto al 2015 del 25,1% (13.465 detenuti) e in riduzione rispetto al 2019 del -0,5% (16.934 detenuti). Il 32,9% dei detenuti è straniero (5.548 detenuti), dato in aumento rispetto al 2015 del +37,5% (4.034 detenuti) ed in riduzione rispetto al 2019 del -4,4 per cento.
In Italia, nel 2022, sono attivi 570 servizi pubblici per le dipendenze (SerD), articolati in 612 sedi: un SerD ogni 100.000 abitanti, passando da un valore massimo pari a 1,1 nel Nord-Ovest, a uno minimo, cioè 0,8 del Nord-Est (0,9 nel Centro); il Molise è la Regione con più SerD per 100.000 abitanti: 2,1, la P.A. di Trento quello con il valore minimo: 0,2. Friuli-Venezia Giulia e Lazio hanno un valore inferiore a 0,8, e Piemonte e Puglia un valore superiore a 1,5.
Nel periodo 2015-2022, il numero di SerD in rapporto alla popolazione si è ridotto del -11,2% ogni 100.000 abitanti. Questo soprattutto nel Nord: P.A. di Trento, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte hanno registrato una diminuzione rispettivamente del -67,4%, -49,6% e -37,9%. Aumento invece in Sardegna e Molise, (+64,1% e +23,3%).
Nei SerD, nel 2021, operavano 6.213 operatori dedicati all’assistenza delle persone con problemi di dipendenza da sostanze, escluso ad esempio il gioco d’azzardo e l’alcol: il numero si è ridotto del -6,2% rispetto all’anno pre-pandemico, attestandosi a 12,0 operatori ogni 100.000 abitanti (-0,8 unità rispetto al 2019), con un valore massimo pari a 13,9 nel Nord-Ovest del Paese, seguito dal Nord-Est con 12,3, dal Centro con 11,3; il dimensionamento minore si riscontra nel Mezzogiorno, ed è pari a 10,8 unità ogni 100.000 abitanti. La riduzione delle risorse umane rispetto al periodo pre-pandemico (anno 2019) ha interessato soprattutto il Nord-Est ed il Mezzogiorno: -8,4% e -6,1%, rispettivamente.
A livello regionale, il livello massimo di personale rispetto alla popolazione, pari a 20,13 unità (ogni 100.000 abitanti), si riscontra in Valle d’Aosta; la minima, pari a 7,9, in Basilicata e nella P.A. di Trento; Lazio, Abruzzo, Calabria, Basilicata e Sicilia registrano un valore inferiore a 19,0, Molise, Umbria, Emilia-Romagna, Liguria e P.A. di Bolzano e Friuli-Venezia Giulia un valore superiore a 14,0 unità ogni 100.000 abitanti.
Presso i servizi di alcologia, nel 2021, operano 4.326 unità, sebbene meno di un terzo lo è in modo esclusivo.
In media gli infermieri sono un terzo dell’organico (32,4%), poi medici (21,3%), psicologi (15,1%), assistenti sociali (13,9%), educatori professionali (10,6%), personale amministrativo (4,1%). Il 2,6% sono altre figure professionali.
Nel 2022 si registrano 20,1 utenti (ogni 10.000 ab.) con dipendenza da stupefacenti in carico presso i SerD, in riduzione del -9,3% rispetto al 2015.
Nello stesso anno sono stati effettuati 19.623 ricoveri ospedalieri associati a diagnosi (principale o secondarie) di patologie droga-correlate: l’89,3% (17.515) in acuzie, il 10,2% (1.997) in riabilitazione e lo 0,6% (111) in lungodegenza. Si tratta di ricoveri effettuati quasi esclusivamente (96,7%) in regime ordinario. Oltre l’80% sono in tre discipline: il 62,6% in psichiatria, il 10,1% nei reparti di recupero e riabilitazione funzionale e l’8,5% in medicina generale. A livello regionale, la Valle d’Aosta, con 59,7 ricoveri, registra il tasso più alto, la Campania, con 9,3, il più basso. Il ricorso all’ospedalizzazione è maggiore per il genere maschile: 42,4 ricoveri ogni 100.000 maschi vs 16,1 per le femmine.
Per la dipendenza da alcool, invece, nel 2022, risultano in carico presso i servizi di alcologia 12,4 utenti (ogni 10.000 ab.), in riduzione del -7,4% rispetto al 2015.
Nel 2022 si sono avuti 46.181 ricoveri ospedalieri associati a diagnosi (anche secondarie) di patologie alcol-correlate, di cui il 90,4% (41.769) in acuzie, il 7,6% (3.498) in riabilitazione e il 2,0% (914) in lungodegenza. Si tratta di ricoveri effettuati quasi esclusivamente (94,0%) in regime ordinario. Oltre l’80% dei ricoveri vengono effettuati in cinque discipline: il 40,7% in Medicina generale, il 19,5% in Psichiatria, l’11,3% in Gastroenterologia, il 7,5% in Recupero e riabilitazione funzionale e il 4,2% in Chirurgia generale. Il ricorso all’ospedalizzazione è maggiore per il genere maschile: 111,3 ricoveri ogni 100.000 maschi vs 28,8 per le femmine.
Sia per gli stupefacenti che per l’alcol, all’ospedale si accede spesso in emergenza-urgenza.
Oltre il 60% degli accessi al pronto soccorso per entrambi i fenomeni avviene con l’intervento del 118.
Per le droghe, nel 2022 si sono registrati 8.631 accessi al pronto soccorso (per abuso droghe o psicosi da sostanza psicotrope): 13,9 accessi medi ogni 100.000 abitanti. Il 42% ha riguardato persone tra 25-44 anni e quasi il 10% minorenni. Al 51% degli accessi al pronto soccorso è stata attribuita la diagnosi di psicosi indotta da droghe. Il livello di accesso massimo, 18,4 accessi ogni 100.000 abitanti, è nel Nord-Ovest, il minimo nel Mezzogiorno (6,2).
L’accesso al PS nel 2022 ha visto un incremento del 31% rispetto al 2021
Per l’alcol, sono stati effettuati 29.362 accessi al pronto soccorso, 59,6 ogni 100.000 abitanti, con il valore massimo nel Nord-Est (93,5) e il minimo (21,3) nel Mezzogiorno. Il 53,6% degli accessi è associato a un codice di triage verde (poco critico), il 32,0% a un codice giallo (mediamente critico), l’11,1% ad un codice bianco (non critico), il 2,5% a un codice rosso e lo 0,12% al decesso, mentre il 10,3% dei pazienti è ricoverato dal pronto soccorso in reparto e il 7,1% in OBI (Osservazione Breve Intensiva).
In base all’elevato impatto del fenomeno delle dipendenze, a livello organizzativo, giudiziario ed economico, OISED ritiene auspicabile: l’applicazione dei recenti standard organizzativi finalizzati ad allineare l’offerta al fabbisogno ‘realè, adattandoli agli specifici contesti organizzativi (con sviluppo e applicazione di indicazioni legislative); l’introduzione di percorsi di presa in carico degli utenti, trasversali tra servizi pubblici (ambulatoriali e ospedalieri), del privato sociale (servizi a bassa soglia, residenze e semi residenze, comunità etc.) e carcere, finalizzati a: aumentare il numero di nuovi utenti che i SerD possono prendere in carico al fine di prevenire il verificarsi di ‘esitì ed implicazioni a livello sociale (incidenti, denunce, etc.); garantire continuità nella presa in carico, in particolare per i detenuti stranieri messi in libertà;
attenzione alle fasce di età giovanili; garantire equità di trattamento; l’adozione di azioni finalizzate ad aumentare l’aderenza al trattamento, anche riducendo lo stigma, quali il potenziamento dell’approccio psicosociale, il ricorso ai recenti approcci farmacologici quali i long acting, etc..
Queste azioni richiedono evidentemente un incremento di risorse economiche che però, alla luce di quanto emerso dall’analisi, generano complessivamente dei risparmi per la società.
E per quanto riguarda l’impatto sul sistema giudiziario OISED sottolinea che sarebbe auspicabile che il momento terapeutico fosse sempre preminente rispetto a quello sanzionatorio e che, nella difficile ricerca di un punto di equilibrio tra pena e terapia, prevalesse sempre il rispetto del principio personalista e del corretto sviluppo della persona.
Dall’11 ottobre sarà possibile consultare la banca dati OISED – data che, con 40 indicatori aggiornati continuamente, consente l’analisi della situazione di tutti i parametri relativi alle Dipendenze sia a livello nazionale che di singole Regioni.
-foto ufficio stampa Crea –
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Covid, dal Quirinale Medaglia d’Oro alla Protezione Civile

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta questa mattina al Palazzo del Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la cerimonia di conferimento della medaglia d’oro al valor civile al Dipartimento della Protezione Civile per l’attività di coordinamento svolta in occasione dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Nel corso della cerimonia sono interventi il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, Sebastiano Musumeci e il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio. Il presidente Mattarella, dopo aver reso omaggio alla Bandiera insignita, coadiuvato da Fabrizio Curcio, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, ha consegnato la medaglia. Questa la motivazione del conferimento: “In occasione della diffusione sull’intero territorio nazionale del virus SARS-CoV-2 ed alla relativa dichiarazione di stato di emergenza, il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, assicurava con proprio personale un costante, capillare ed efficace coordinamento delle componenti e delle strutture operative del servizio nazionale della Protezione Civile, fornendo prova di ammirevole abnegazione ed alto senso dello Stato, assicurando la più idonea risposta organizzativa, logistica ed operativa, in termini di contrasto alla diffusione epidemiologica, consentendo il superamento della fase emergenziale e riscuotendo unanime riconoscenza e vivo apprezzamento da parte della comunità nazionale”.

– Foto ufficio stampa Quirinale –

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Sanità, un italiano su tre quest’anno ha rinunciato a cure o esami

ROMA (ITALPRESS) – Il dibattito e il confronto tra la sanità pubblica e privata del nostro Paese è sempre molto acceso e oggetto di discussione sia politica sia tra l’opinione pubblica.
Questa dualità, in alcuni casi, mette i cittadini davanti a una scelta. In questo contesto, nel corso del 2023 ben oltre la metà della popolazione italiana dichiara di aver fatto ricorso alla sanità privata. Le motivazioni di questa scelta risiedono soprattutto nelle lunghe lista d’attesa del settore pubblico. La scelta di affidarsi alla sanità privata, dunque, deriva da questioni legate prettamente alle richieste di tempi più rapidi da parte dei cittadini, mentre la percezione di maggior qualità ed efficienza del settore privato rappresenta solo un aspetto marginale. Tuttavia, i costi della sanità privata – in un momento di crisi economica e aumento continuo dei prezzi di beni e servizi come quello che sta attraversando il nostro Paese – portano i cittadini italiani a dover fare delle rinunce.
Secondo un sondaggio di Euromedia Research, oltre 1 italiano su 3, infatti, nel corso di quest’anno, dichiara di aver dovuto rinunciare a visite, esami e/o cure sanitarie, rimandando principalmente visite e controlli di routine e screening di prevenzione per lasciare spazio e disponibilità alle emergenze e agli approfondimenti collaterali.
Il sondaggio Euromedia Research è stato realizzato per “In Onda” il 05/10/2023 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.

– Foto Euromedia Research –

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Intesa Sanpaolo, in Emilia-Romagna il tour “Crescibusiness”

BOLOGNA (ITALPRESS) – Fa tappa in Emilia-Romagna “Crescibusiness Digitalizziamo in Tour”, il nuovo programma di valorizzazione di Intesa Sanpaolo dedicato all’innovazione digitale delle aziende artigiane, del commercio, del turismo e della ristorazione. Una delegazione della banca guidata dalla Direttrice Regionale Alessandra Florio ha fatto visita alle 6 aziende emiliano-romagnole premiate.
Sei aziende per altrettante storie che raccontano il territorio dal food alla ricettività, dal commercio all’enogastronomia, premiate per gli investimenti nel digital per la trasformazione del business model, l’infrastruttura digitale evoluta, i metodi di pagamento innovativi. A tutte viene consegnata una targa di merito ed offerta l’opportunità di essere affiancate in un percorso di visibilità e sviluppo, che comprende l’offerta di servizi su misura e formazione.
Le aziende premiate sono Erboristeria Virya (Bologna), Welly Società Benefit (San Lazzaro di Savena), Cantina Mingazzini (Medicina), Albergo Al Vecchio Convento (Portico e San Benedetto), Alemaru (Rimini), Hotel Accademia (Bologna).
Il loro merito è aver saputo dare una svolta digitale al proprio business aprendosi a nuovi mercati e opportunità. Fattori che il tour “Digitalizziamo” intende valorizzare, unendo la chiave di volta della transizione digitale alla storica vicinanza ai territori di Intesa Sanpaolo, la banca guidata da Carlo Messina.
L’iniziativa si inquadra nelle attività previste dal piano nazionale Crescibusiness, lanciato dal Gruppo a fine 2022 per sostenere proprio questa tipologia di aziende, tra le più colpite dagli effetti della crisi energetica e dell’impatto inflattivo. Sono stati stanziati 5 miliardi di euro per progetti di digitalizzazione, sostenibilità e sviluppo dell’attività commerciale, oltre al rimborso delle commissioni sui micropagamenti POS, con ampio anticipo rispetto a tutti gli altri operatori.
Le aziende emiliano-romagnole sono tra le 120 aziende selezionate in tutta Italia sulla base di oltre 2000 candidature. Sono state scelte in virtù di una digitalizzazione dei processi interni, dei canali di vendita, della comunicazione di attività promozionali, delle iniziative di fidelizzazione, per la presenza web e social o per la digitalizzazione dei sistemi di pagamento e dei rapporti bancari.
Grazie al supporto dei partner del programma: Alkemy, Cerved, Deloitte, Nexi e Visa, le aziende selezionate saranno supportate da Intesa Sanpaolo anche nel perseguimento di obiettivi in chiave ESG. La svolta digitale svolge un ruolo importante anche nel ridurre l’impatto ambientale. Il minore utilizzo della carta, i servizi a distanza, i pagamenti digitali sono infatti determinanti nel semplificare e contenere i processi impattanti.
Alessandra Florio, Direttrice Regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo: “Digitalizzare un’impresa significa farla crescere, mantenerla competitiva raggiungendo nuovi segmenti di mercato. Grazie al programma Crescibusiness Digitalizziamo in Tour valorizziamo le piccole realtà del territorio che hanno ideato soluzioni innovative per accrescere il loro business. Intesa Sanpaolo supporta e incoraggia la transizione sostenibile e digitale anche delle piccole imprese del settore artigianale, commerciale e turistico che sono l’anima imprenditoriale dei nostri territori. In EmiliaRomagna i nostri gestori seguono oltre 35mila micro e piccole aziende. Le loro storie sono esemplari, usando bene le potenzialità del digitale si può recuperare competitività, crescere e creare nuova occupazione”.
-foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo-
(ITALPRESS).

Bonaventura “Non ci speravo, Spalletti e Italiano simili”

FIRENZE (ITALPRESS) – “Cosa mi sono messo in testa? Di dare sempre il massimo giorno per giorno, a 34 anni si può ancora migliorare”. Lo ha detto il centrocampista della Nazionale e della Fiorentina, Giacomo Bonaventura, in conferenza stampa a Coverciano, sede del ritiro azzurro in vista della sfida di sabato a Bari contro Malta, valida per le qualificazioni europee. “Il modo di giocare del ct Spalletti è simile a quello di Italiano – ha aggiunto Bonaventura – Ci sono dei dettagli diversi, ma a grandi linee si somigliano. Io come Bellingham? I paragoni li lascio ad altri, ognuno ha la propria storia e qualità, a 34 anni sono contento di stare qui. Dormo e mangio bene, se uno lavora in un certo modo, i risultati arrivano”. “Se farò una grande stagione con la mia squadra, potrei essere anche all’Europeo con la Nazionale – ha proseguito l’ex milanista -. Se speravo in una chiamata? Alla prima convocazione del mister non c’ero, quindi non ci speravo granchè, però pensavo di essere utile al gioco della squadra. Comunque sì, ho temuto di non tornare più in Nazionale, negli ultimi anni sono stati chiamati tanti giovani e pensavo che per me non ci potesse essere più posto. Però in Nazionale devono giocare i migliori e io spero di restarci”. In merito allo scarso numero di ‘papabilì per la maglia azzurra, Bonaventura ha ammesso che “è sempre più difficile trovare giocatori per la Nazionale, i club hanno vantaggi fiscali nel prendere gli stranieri. La Fiorentina è stato il club ideale per tornare ad alto livello. Se farò l’allenatore? Ora penso solo a giocare, il calcio porta via tante energie fisiche e mentali”. “Una dedica speciale? A mio padre, che ci ha lasciato un anno fa e che era molto orgoglioso di vedermi in Nazionale”, ha concluso commosso ‘Jack’ Bonaventura.
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Bergamo, al via nuovo Polo di Formazione Universitaria “Giovanni XXIII”

BERGAMO (ITALPRESS) – A Bergamo è stato inaugurato il Polo di Formazione Universitaria “Papa Giovanni XXIII”, risultato di un progetto congiunto tra l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e l’Ospedale Papa Giovanni XXIII. Al taglio del nastro, accolti da Maria Beatrice Stasi, Direttore generale del Papa Giovanni insieme a Giovanna Iannantuoni, Rettrice dell’Università Bicocca, medici, infermieri, professionisti sanitari e docenti insieme alle massime autorità tra cui Piera Molinelli, Prorettrice vicaria Università degli studi di Bergamo, Claudia Maria Terzi, Assessore a Infrastrutture e Opere pubbliche di Regione Lombardia, Marcella Messina, Assessora alle Politiche sociali del Comune di Bergamo, Alessandra Gallone, Consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca.
Situato in via Nini da Fano a Bergamo, nelle immediate vicinanze dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, il nuovo Polo, di più di 4.000 mq, è ospitato in un edificio di proprietà dell’ASST Papa Giovanni XXIII, oggetto di significativi lavori di ammodernamento e di adeguamento funzionale e normativo e dotato delle più moderne risorse tecnologiche per la didattica grazie ai contributi dell’Ospedale per gli aspetti strutturali e dell’Ateneo Bicocca per l’importante intervento di innovazione tecnologica.
Nel nuovo Polo trovano oggi spazio 17 aule didattiche, 4 aule per esercitazioni, 7 spazi studio, 5 spogliatoi, una sala riunioni e diversi uffici. All’esterno sono stati realizzati un parcheggio per le auto, un parcheggio per le moto e per le biciclette e un giardino attrezzato con dehors e arredo urbano per facilitare la didattica all’aperto.
I lavori sono stati eseguiti dal raggruppamento temporaneo di imprese tra Coedil Costruzioni Generali S.p.a. di Milano (per la parte edile) e AR.CO. Lavori S.c.c. di Ravenna (per la parte impiantistica), per un costo totale di circa 8 milioni di euro, mentre l’investimento per gli arredi e le attrezzature tecnologiche delle aule e degli uffici è stato a carico dell’Università di Milano-Bicocca.
‘Le nuove aule sono state allestite con le più moderne tecnologie per garantire ai docenti la massima versatilità nell’insegnamento e la possibilità di implementare le forme più innovative di didattica, facilitando inoltre l’integrazione – grazie al contributo dei docenti dell’Università di Bergamo – degli aspetti ingegneristici nella formazione medica, altro aspetto di innovatività e apertura al futuro – si legge in una nota -. Le lezioni possono integrare la più ampia varietà di contributi didattici: dai più tradizionali a quelli più innovativi, assicurando l’estensione dell’aula oltre i limiti fisici con partecipazioni da remoto tanto di specialisti quanto di discenti. Tutte le aule consentono lo streaming e la registrazione delle lezioni al fine di garantire agli studenti un supporto continuo per tutto il loro processo di formazionè.
“Oggi diventa realtà un progetto, non solo edilizio, che ci ha visto per molto tempo al tavolo con tutti i nostri partner in un clima di forte sinergia. Nel tempo si è rafforzata la partnership con l’Università Bicocca, di cui siamo parte consolidata della rete formativa, e con i partner che con noi si occupano della formazione dei professionisti sanitari – afferma Maria Beatrice Stasi, Direttore generale ASST Papa Giovanni XXIII -. Voglio esprimere un forte apprezzamento a tutti i tecnici che hanno permesso alla formazione sanitaria di avere una nuova casa, funzionale moderna e molto accogliente, nel verde e nel cuore di questa magnifica città, a due passi dall’ospedale Papa Giovanni XXIII. Un polo che consolida ulteriormente Bergamo città di riferimento nel campo della cura e della salute con le competenze dei medici e dei professionisti del suo ospedale investiti a favore delle future generazioni. Investire sul capitale umano è un fattore strategico dell’ospedale Papa Giovanni XXIII che nel suo DNA ha una lunga e eccellente tradizione formativa”.
“Con questo Polo innovativo e multifunzionale, a sostegno della formazione dei nostri studenti, aggiungiamo un nuovo tassello all’impegno che l’Ateneo si è assunto negli ultimi anni nella progettazione dell’Università del futuro: aperta, sostenibile e integrata nell’ambiente – spiega Giovanna Iannantuoni, Rettrice Università Bicocca -. Siamo orgogliosi di essere protagonisti, in sinergia con partner prestigiosi come l’ASST Papa Giovanni XXIII, di grandi interventi di riqualificazione edilizia, che garantiscono ai docenti la massima versatilità sul fronte della didattica, grazie all’impiego delle più moderne tecnologie. Con l’obiettivo di restituire alla cultura spazi fisici inseriti nel loro territorio e dalla forte vocazione internazionale. L’edificio ospiterà cinque nostri corsi di studio, tra i quali il Corso magistrale a ciclo unico in Medicine & Surgery, che ha appena visto tagliare il traguardo ai primi laureati, formati non solo nelle discipline mediche ma anche nelle competenze bioingegneristiche e tecnologiche applicate alla sanità”.
“Questa nuova casa del sapere rappresenta un importante punto di convergenza tra il mondo della medicina e quello dell’ingegneria, sinergia che si basa principalmente sul Corso di laurea magistrale a ciclo unico in inglese denominato School of Medicine and Surgery. Grazie al coinvolgimento di docenti esperti nel campo dell’Ingegneria Biomedica dell’Università degli studi di Bergamo, in sinergia con l’Università di Milano-Bicocca, gli studenti acquisiscono competenze fondamentali relative all’utilizzo delle tecnologie nel contesto della medicina del futuro – sottolinea Piera Molinelli, Prorettrice vicaria Università degli studi di Bergamo -. Questi studenti nel corso del loro percorso grazie al coinvolgimento dell’ospedale Papa Giovanni XXIII hanno l’opportunità di sperimentare l’applicazione di tali tecnologie in diverse aree mediche. L’inaugurazione di oggi dimostra l’impegno del nostro Ateneo nel soddisfare le esigenze di salute e nel contribuire all’innovazione nei settori della prevenzione, del trattamento e della cura medica. L’Università è impegnata, infatti, nel campo della salute con l’attivazione di programmi che coniugano ricerca di avanguardia e didattica attenti alle necessità del territorio, tra cui, solo per fare un paio di esempi, i corsi di laurea triennale e magistrali in Ingegneria Biomedica, il Corso di Perfezionamento in Diagnosi e cura dei disturbi alimentari, l’accordo siglato con il National Innovation Centre for Ageing di Newcastle nel campo della salute e del benessere delle persone, diversi Master dedicati alla salute e le attività di ricerca nell’ambito del progetto ANTHEM, che vede come capofila l’Università di Milano-Bicocca e il coinvolgimento dello stesso ospedale Papa Giovanni XXIII. Questi sforzi mirano a sviluppare competenze e soluzioni innovative al fine di migliorare le cure e promuovere la salute e il benessere delle persone e delle comunità”.
“L’inaugurazione del Polo di formazione universitaria “Papa Giovani XXIII” rappresenta un passo fondamentale nella missione di fornire assistenza sanitaria di alta qualità e formare le future generazioni di professionisti della salute – evidenzia
Claudia Maria Terzi, assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche di Regione Lombardia -. L’Ospedale Papa Giovanni da tempo offre il suo contributo attivo nella formazione dei futuri professionisti e siamo certi che questo nuovo polo darà la possibilità agli studenti di accrescere le proprie competenze, imparare dai migliori professionisti e contribuirà a migliorare ulteriormente la qualità dell’assistenza sanitaria nella nostra regione. Ringrazio tutto il personale dell’Ospedale Papa Giovanni e tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo straordinario progetto, destinato a diventare una risorsa inestimabile per la formazione e la ricerca nella sanità”.
“Un sistema socio-sanitario efficiente, che risponde cioè in modo coerente alla domanda di salute dei cittadini, si fonda prima di tutto sulla qualità delle persone, sia professionali che umane. Non esiste cura senza ascolto; non esiste prestazione senza accoglimento del bisogno; non esiste qualità del servizio senza qualità della presenza – afferma Marcella Messina, Assessora alle Politiche sociali del Comune di Bergamo -. Di questo ne abbiamo tutti colto molto chiaramente l’importanza durante la tragica esperienza pandemica quando medici, infermieri, operatori sanitari hanno fatto appello alle loro vocazioni individuali, prima ancora che alle competenze professionali, per affrontare quanto accadeva. Ce ne rendiamo conto tutti nella nostra quotidianità di cittadini; ed io personalmente in quella che mi compete da amministratore di un ambito, come quello sociale, dove il confine con la dimensione sanitaria è spesso davvero sottile e, quindi, la continuità dell’offerta diventa un’esperienza del reale condivisa e comune. In questo quadro, la formazione e l’educazione soprattutto a livello universitario, realizzata dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII anche in sinergia con il prestigioso Ateneo della Bicocca, sono gli elementi chiave di una buona assistenza, di un buon livello di erogazione dei servizi, di buoni percorsi di cura. Auguro quindi a questo nuovo importante progetto, dedicato proprio alla formazione dei professionisti della sanità, di rappresentare la ‘casà per l’acquisizione della migliore cultura della cura per tutti noi e, in particolare, per il nostro territoriò.
“Dalla collaborazione, dalla visione di tanti vede la luce un nuovo polo della formazione professionale e universitaria sanitaria a Bergamo. Papa Giovanni e Università Bicocca, ministero dell’Università, Regione Lombardia, unità ospedaliere, direttori – spiega Alessandra Gallone, Consigliere del Ministro dell’Università e della Ricerca -. Una collaborazione corale per realizzare un nuovo sistema della formazione applicata direttamente alle cure. Un traguardo importantissimo. Una sede bellissima, tecnologicamente avanzata che avrà un impatto virtuoso sul territorio e che formerà figure fondamentali per la salute dei cittadini: scienze infermieristiche e ostetriche, fisioterapia, tecnici di radiologia. Un importantissimo presidio di alta formazione di professioni sanitarie indispensabili. Sono veramente felice di poter portare l’indirizzo di saluto ma soprattutto la vicinanza del ministro dell’Università e della Ricerca Annamaria Bernini all’inaugurazione di una struttura così importante per la città di Bergamo e per la Lombardia”.

– Foto ufficio stampa Università Milano Bicocca –

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