PECHINO (CINA) (ITALPRESS) – Jannik Sinner ha vinto il titolo del “China Open” (Atp 500 – montepremi 3.633.975 dollari), torneo che si è disputato sui campi in cemento dell’Olympic Green Tennis Centre di Pechino. Il 22enne tennista altoatesino, sesta testa di serie, fresco del numero 4 del ranking mondiale raggiunto dopo il successo in semifinale contro lo spagnolo Carlos Alcaraz, ha battuto in finale il russo Daniil Medvedev, seconda forza del seeding e numero 3 del mondo, in due set, con il punteggio di 7-6(2) 7-6(2), maturato in due ore e 2 minuti di gioco. Per Sinner si tratta del nono trionfo in carriera nel circuito maggiore in dodici finali raggiunte.
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Sinner batte Medvedev e vince il titolo nel China Open
Intesa Sanpaolo, a Pordenone “Crescibusiness Digitalizziamo in tour”
PORDENONE (ITALPRESS) – Arriva a Pordenone “Crescibusiness Digitalizziamo in Tour”, il nuovo programma di valorizzazione di Intesa Sanpaolo dedicato all’innovazione digitale delle aziende artigiane, del commercio, del turismo e della ristorazione. “La casa del sole” di San Vito al Tagliamento è stata premiata con una targa di merito ed è stata inserita in un percorso di visibilità e sviluppo che comprende l’offerta di servizi evoluti e formazione.
“La casa del sole” è un esempio concreto sul territorio di un’imprenditoria che ha saputo dare una svolta digitale al proprio business aprendosi a nuovi mercati e nuove opportunità. Il tour ‘Digitalizziamò è un viaggio di valorizzazione di queste realtà, che unisce la chiave di volta della transizione digitale alla storica vicinanza di Intesa Sanpaolo ai territori.
Il programma si inquadra nelle attività previste dal piano nazionale Crescibusiness, lanciato dal Gruppo a fine 2022 per sostenere proprio questa tipologia di aziende, tra le più colpite dagli effetti della crisi energetica e dell’impatto inflattivo: messi a disposizione 5 miliardi di euro per progetti di digitalizzazione, sostenibilità e sviluppo dell’attività commerciale, oltre al rimborso delle commissioni sui micropagamenti POS, con ampio anticipo rispetto a tutti gli altri operatori. L’azienda di San Vito al Tagliamento è tra le 120 selezionate in tutta Italia tra le oltre 2000 candidature e sono state scelte in virtù di una digitalizzazione dei processi interni o dei canali di vendita, della comunicazione di iniziative promozionali o per processi di fidelizzazione, per la loro presenza web e social fino alla spinta digitale dei sistemi di pagamento e dei rapporti bancari.
Grazie al supporto di partner come Alkemy, Cerved, Deloitte, Nexi e Visa, le aziende selezionate dal programma “Crescibusiness Digitalizziamo” saranno sostenute da Intesa Sanpaolo anche nel perseguimento di obiettivi in chiave ESG. La svolta digitale rappresenta una priorità di sostenibilità per queste aziende, riducendone l’impatto ambientale – come nell’utilizzo della carta – offrendo servizi alla clientela anche a distanza, sfruttando le opportunità dei pagamenti digitali e delle molte leve possono semplificare processi altamente impattanti.
“Digitalizzare un’impresa significa farla crescere, mantenerla competitiva raggiungendo nuovi segmenti di mercato – commenta Francesca Nieddu, direttrice regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia Intesa Sanpaolo -. Grazie al programma “Crescibusiness Digitalizziamo in Tour” valorizziamo le piccole realtà del territorio che hanno ideato soluzioni innovative per accrescere il loro business. Intesa Sanpaolo supporta e incoraggia la transizione sostenibile e digitale anche delle piccole imprese del settore artigianale, commerciale e turistico che sono l’anima imprenditoriale dei nostri territori”.
La Casa del sole Srls fornisce kit fotovoltaici completi per il fai-da-te ad isola. Inoltre, produce il proprio prodotto ELIOS, un KIT fotovoltaico ad isola in box già pronto ed assemblato. Ha ricevuto il premio per i metodi di pagamento innovativi.
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Nordio “Non è in atto uno scontro istituzionale con la magistratura”
ROMA (ITALPRESS) – “Non mi pare che ci sia in atto uno scontro istituzionale o che le espressioni della presidente del Consiglio abbiano come oggetto uno scontro istituzionale. La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante il question time in Aula alla Camera. “Nessuno vuole mettere in discussione il patrimonio irrinunciabile della sua autonomia e della sua indipendenza e mai nessuno ha pensato di poter sottomettere il pubblico ministero a qualsiasi forma di controllo dell’Esecutivo”, ha chiarito Nordio.
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Ferrero pubblica report sui progressi nella filiera del cacao
MILANO (ITALPRESS) – Ferrero torna a partecipare al Salone della CSR e dell’innovazione sociale, in corso a Milano presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi, accompagnata da un partner strategico come Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e le bambine a rischio e garantire loro un futuro.
In occasione dell’11° edizione del Salone, l’azienda ha pubblicato e condiviso in Italia, il proprio Cocoa Charter Progress Report annuale, documento volto a rappresentare in trasparenza i progressi e gli sforzi volti a un approvvigionamento sostenibile nella filiera del cacao.
Il Ferrero Cocoa Charter, documento che illustra le ambizioni e gli impegni dell’azienda in materia di approvvigionamento responsabile, è strutturato attorno a quattro pilastri chiave: sostenibilità dei mezzi di sussistenza, diritti umani e pratiche sociali, protezione dell’ambiente e trasparenza dei fornitori.
Il relativo Action Plan trasforma le ambizioni e gli impegni in azioni concrete, evidenziando gli obiettivi chiave e, annualmente, i progressi vengono raccolti all’interno del Cocoa Progress Report.
All’interno del Cocoa Charter è contenuta anche la partnership strategica con Save the Children, proiettata sull’arco temporale di cinque anni, che prevede di raggiungere 65 comunità nella regione ivoriana di Haut-Sassandra e coinvolgere direttamente 37.000 beneficiari diretti, di cui 15.000 bambini, e 90.000 beneficiare indiretti, di cui oltre il 50% bambini e che contribuirà al Piano d’Azione Nazionale contro il Lavoro Minorile della Costa d’Avorio.
L’obiettivo della partnership è quello di agire lungo quattro direttrici: la protezione dei bambini, lo sviluppo delle comunità, l’accesso alla scolarizzazione e l’empowerment di ragazzi e adolescenti.
Al fine di assicurare un’azione coordinata e un impatto effettivo sul territorio, Ferrero e Save the Children lavorano in stretto coordinamento con le istituzioni nazionali e locali e con altre iniziative del settore e stakeholder chiave come International Cocoa Initiative, World Cocoa Foundation e Jacobs Foundation.
“Dal 2010 Ferrero ha deciso di sostenere i progetti di Save the Children, in particolare quelli a supporto dei bambini che vivono nelle comunità all’interno delle filiere agricole in Ghana e Costa d’Avorio, dove il Gruppo si approvvigiona di cacao. Solo essendo consapevoli di quanto sia fondamentale aumentare gli sforzi per affrontare le cause alle radici del lavoro minorile, proteggere i bambini, assicurare l’accesso all’istruzione e garantire loro un futuro, si potrà realizzare un cambiamento reale e duraturo nelle loro vite. E’ in questa direzione che va il progetto sviluppato con Ferrero, nel quale lavoriamo con un approccio integrato e olistico, volto a realizzare un’azione su più dimensioni, e che auspichiamo possa essere un esempio da replicare”, ha commentato Giancarla Pancione, Direttrice Marketing e Fundraising di Save the Children.
Nell’ambito della partnership quinquennale Ferrero – Save the Children, al secondo anno di progettualità sono stati raggiunti più di 11.000 beneficiari diretti di cui oltre 2.200 bambini.
Sono state costruite o rinnovate 61 scuole e iscritti quasi 2.000 bambini non scolarizzati tra i 9 e i 14 anni. Sono stati formate oltre 10.000 persone per la tutela dei diritti dei bambini e sono stati istituiti 65 Comitati per la Protezione dei Bambini.
All’interno del Ferrero Cocoa Charter Progress Report sono state acquistate 224.000 tonnellate di cacao nell’ultimo anno. Il 100% del cacao Ferrero è acquistato tramite riconosciuti schemi di certificazione e standard di sostenibilità indipendenti come Rainforest Alliance, Cocoa Horizon, Fairtrade o altri.
o Il 96% del cacao è tracciabile a livello di azienda agricola tramite GPS (88% tramite mappatura poligonale). Ferrero ha monitorato con mappatura poligonale oltre 182.000 coltivatori di cacao e ha anche coperto 470.000 ettari di terreni agricoli con valutazione del rischio di deforestazione per garantire che il cacao non provenisse da aree protette.
Il 99% dei gruppi di coltivatori è coperto dal Child Labour Monitoring and Remediation System (CLMRS), uno strumento per avere visibilità e agire sui potenziali problemi che riguardano i bambini nella filiera di approvvigionamento.
Ferrero ha contribuito a costruire o rinnovare 24 scuole solo nell’ultimo anno (103 in totale) per favorire l’accesso all’istruzione. Sono stati istituiti 1.536 gruppi di Village Saving and Loans Associations (VSLA) per lo più guidati da donne.
o 143.000 ettari dedicati all’agroforestazione e 1,7 milioni di piantine di cacao distribuite solo nell’ultimo anno (7,3 milioni in totale) per favorire la riforestazione.
Ferrero ha fornito a circa 64.000 coltivatori di cacao coaching individuale relativamente alle tecniche di pianificazione agricola e di business, con 40.000 coltivatori supportati con Piani di Sviluppo Agricolo individuali a lungo termine. In totale 198.000 coltivatori hanno preso parte al programma di sostenibilità Ferrero Farming Values.
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Papa “Cambiamento climatico evidente, no al negazionismo”
CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – Un lungo documento diviso in 73 punti a otto anni dalla pubblicazione dell’enciclica “Laudato sì” dedicata all’ambiente. E’ l’esortazione apostolica “Laudate Deum” di Papa Francesco, resa nota dal Vaticano.
Per il Pontefice “non c’è dubbio che l’impatto del cambiamento climatico danneggerà sempre più la vita di molte persone e famiglie. Ne sentiremo gli effetti in termini di salute, lavoro, accesso alle risorse, abitazioni, migrazioni forzate e in altri ambiti. Si tratta di un problema sociale globale che è intimamente legato alla dignità della vita umana”.
Secondo Papa Francesco “per quanto si cerchi di negarli, nasconderli, dissimularli o relativizzarli, i segni del cambiamento climatico sono lì, sempre più evidenti. Nessuno può ignorare che negli ultimi anni abbiamo assistito a fenomeni estremi, frequenti periodi di caldo anomalo, siccità e altri lamenti della terra che sono solo alcune espressioni tangibili di una malattia silenziosa che colpisce tutti noi. E’ vero che non tutte le catastrofi possono essere attribuite al cambiamento climatico globale. Tuttavia, è verificabile che alcuni cambiamenti climatici indotti dall’uomo aumentano significativamente la probabilità di eventi estremi più frequenti e più intensi”.
“Per porre in ridicolo chi parla di riscaldamento globale, si ricorre al fatto che si verificano di frequente anche freddi estremi – prosegue Francesco -. Si dimentica che questi e altri sintomi straordinari sono solo espressioni alternative della stessa causa: lo squilibrio globale causato dal riscaldamento del pianeta. Siccità e alluvioni, prosciugamento di laghi e popolazioni spazzate via da maremoti o inondazioni hanno in fondo la stessa origine. D’altra parte, se parliamo di un fenomeno globale, non possiamo confonderlo con eventi transitori e mutevoli, che sono in gran parte spiegati da fattori locali”.
“Nel tentativo di semplificare la realtà, non mancano coloro che incolpano i poveri di avere troppi figli e cercano di risolvere il problema mutilando le donne dei Paesi meno sviluppati – dice ancora Papa Francesco -. Come al solito, sembrerebbe che la colpa sia dei poveri. Ma la realtà è che una bassa percentuale più ricca della popolazione mondiale inquina di più rispetto al 50% di quella più povera e che le emissioni pro capite dei Paesi più ricchi sono di molto superiori a quelle dei più poveri. Come dimenticare che l’Africa, che ospita più della metà delle persone più povere del mondo, è responsabile solo di una minima parte delle emissioni storiche?”.
“La transizione verso forme di energia rinnovabile, ben gestita, così come tutti gli sforzi per adattarsi ai danni del cambiamento climatico, sono in grado di generare innumerevoli posti di lavoro in diversi settori. Per questo è necessario che i politici e gli imprenditori se ne occupino subito”, aggiunge il Papa.
Il Pontefice critica “certe opinioni sprezzanti e irragionevoli che trovo anche all’interno della Chiesa cattolica” che negano le cause umane del cambiamento climatico.
“La pandemia di Covid-19 ha confermato la stretta relazione della vita umana con quella degli altri esseri viventi e con l’ambiente”, spiega Papa Francesco, che parla della risposta politica internazionale a questi fenomeni: “Più che salvare il vecchio multilateralismo, sembra che oggi la sfida sia quella di riconfigurarlo e ricrearlo alla luce della nuova situazione globale. Vi invito a riconoscere che «tante aggregazioni e organizzazioni della società civile aiutano a compensare le debolezze della Comunità internazionale, la sua mancanza di coordinamento in situazioni complesse, la sua carenza di attenzione rispetto a diritti umani». A tale riguardo, il processo di Ottawa contro l’uso, la produzione e la fabbricazione delle mine antiuomo è un esempio che dimostra come la società civile e le sue organizzazioni siano in grado di creare dinamiche efficienti che l’ONU non raggiunge. In questo modo, il principio di sussidiarietà si applica anche al rapporto globale-locale”.
“Gli Emirati Arabi Uniti ospiteranno la prossima Conferenza delle Parti (COP28). E’ un Paese del Golfo Persico che si caratterizza come grande esportatore di energia fossile, anche se ha investito molto nelle energie rinnovabili – spiega il Pontefice -. Nel frattempo, le compagnie petrolifere e del gas ambiscono lì a nuovi progetti per espandere ulteriormente la produzione. Dire che non bisogna aspettarsi nulla sarebbe autolesionistico, perchè significherebbe esporre tutta l’umanità, specialmente i più poveri, ai peggiori impatti del cambiamento climatico. Se abbiamo fiducia nella capacità dell’essere umano di trascendere i suoi piccoli interessi e di pensare in grande, non possiamo rinunciare a sognare che la COP28 porti a una decisa accelerazione della transizione energetica, con impegni efficaci che possano essere monitorati in modo permanente. Questa Conferenza può essere un punto di svolta, comprovando che tutto quanto si è fatto dal 1992 era serio e opportuno, altrimenti sarà una grande delusione e metterà a rischio quanto di buono si è potuto fin qui raggiungere”.
Infine un richiamo al mondo occidentale: “Se consideriamo che le emissioni pro capite negli Stati Uniti sono circa il doppio di quelle di un abitante della Cina e circa sette volte maggiori rispetto alla media dei Paesi più poveri, possiamo affermare che un cambiamento diffuso dello stile di vita irresponsabile legato al modello occidentale avrebbe un impatto significativo a lungo termine. Così, con le indispensabili decisioni politiche, saremmo sulla strada della cura reciproca”.
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Marc Marquez lascia la Honda dopo 11 anni e 6 titoli
ROMA (ITALPRESS) – La notizia era nell’aria ormai da un pò, mancava solo l’ufficialità ed è arrivata anche quella: nonostante li leghi ancora un anno di contratto, a fine stagione le strade della Honda e di Marc Marquez si separeranno. Accordo “consensuale”, precisano le parti in una nota, concordando che “fosse nel loro migliore interesse perseguire altre strade in futuro per raggiungere al meglio i rispettivi obiettivi e traguardi”. Si chiude dunque un’era, una collaborazione lunga 11 anni e che ha fruttato sei titoli in MotoGp, 59 vittorie, 101 podi e 64 pole. Una storia di successo, partita nel 2013 quando un Marquez appena ventenne e al debutto nella classe regina dopo il titolo in Moto2 porta la Honda RC213V alla vittoria nel Gran Premio delle Americhe sul circuito di Austin: il Cabroncito diventa il più giovane vincitore di una gara in MotoGP e chiuderà quella stagione laureandosi campione del mondo. Il bis l’anno dopo, dove vince anche i primi 10 Gp della stagione, poi i titoli ottenuti dal 2016 al 2019 prima dei tanti problemi fisici delle ultime stagioni, dalla frattura all’omero che lo costringerà di fatto a saltare tutto il 2020 oltre a sottoporsi a più interventi, passando per la diplopia e la nuova operazione al braccio destro dello scorso anno. Nelle ultime quattro stagioni solo 3 vittorie (tutte nel 2021), complice anche una Honda non più competitiva come ai tempi d’oro e che il Cabroncito non riesce più a domare. Il 2023 sembrava potesse rappresentare una svolta, con la pole centrata subito in Portogallo, ma dopo il terzo posto nella sprint arriva l’ennesimo incidente che lo costringe ad andare sotto i ferri per una frattura alla mano destra, Marquez salta tre gare e anche quando rientra la Honda non va, anche se riesce ad acciuffare due terzi posti fra India e Motegi. Ma è già con l’arrivo della sosta estiva che le voci di un clamoroso divorzio iniziano a farsi più concrete, col 30enne spagnolo accostato prima alla Ktm – ma l’opzione sfuma perchè non c’è l’ok della Dorna a un secondo team satellite – e poi alla Ducati. “Ho un contratto con la Honda e lo rispetterò”, fa sapere lo spagnolo al Mugello ma dopo Misano quel rapporto che sembrava solidissimo inizia a scricchiolare. “Ho un impegno con la Honda, ma devo valutare tutto e decidere poi per bene il mio futuro – la marcia indietro – Ho tre possibilità diverse, deciderò tra il Gp in India e il Giappone”. Possibilità poi scese a due visto che la Pramac ha scelto Morbidelli per affiancare Martin. E alla fine la decisione è arrivata: addio alla casa giapponese, futuro probabilmente in Italia con la Desmosedici del team Gresini al fianco del fratello Alex, con buona pace di Fabio Di Giannantonio. “Grazie per questo grande viaggio – il saluto via social di Marquez alla Honda, in attesa degli ultimi Gp di questo 2023 – Undici anni insieme. Abbiamo condiviso momenti indimenticabili, sorrisi, pianti, gioie, momenti duri ma soprattutto una relazione unica e irripetibile. Separati ma per sempre uniti”. Il Cabroncito guarda ora al futuro, con la convinzione che da Borgo Panigale arrivi la moto che gli consenta di centrare l’agognato nono titolo iridato eguagliando il “nemico” Valentino Rossi.
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Italiano “Col Ferencvaros servono i tre punti”
FIRENZE (ITALPRESS) – “Ho chiesto ai ragazzi di approcciare la partita come nelle ultime gare. Abbiamo l’opportunità di fare punti e quindi dobbiamo affrontarla con la massima concentrazione”. Lo ha detto il tecnico viola Vincenzo Italiano, alla vigilia della gara fra Fiorentina e Ferencvaros, valida per i gironi di Conference League e in programma domani sera al Franchi. “E’ una gara molto importante perchè è la prima in casa di questo girone e dobbiamo ottenere il massimo in termini di punti, cercando di ripetere quanto fatto ultimamente – ha aggiunto Italiano -. Questa classifica richiede un’accelerata in termini di punti, dobbiamo sfruttare l’inerzia, l’entusiasmo e il fattore campo, rispettando il nostro avversario che è in vantaggio in classifica rispetto a noi. Stankovic è un allenatore importante – il riferimento al tecnico serbo che guida i magiari – dobbiamo però ottenere i tre punti”. Italiano ha ufficializzato che domani giocherà Christensen mentre parlando delle condizioni di Biraghi, reduce da un infortunio, il tecnico gigliato ha spiegato: “La sua caviglia è molto migliorata, si è allenato in gruppo, se domani sarà risolto il suo problema, sarà della partita. Mi auguro di sì”.
“Per noi questa coppa è troppo importante, vogliamo dare tutto e vincere domani, ci stiamo preparando per fare un bel percorso in questo torneo. Ci teniamo tantissimo e vogliamo arrivare fino in fondo”, sono invece le parole di Lucas Martinez Quarta alla vigilia. “Le voci di mercato sono il passato, ora sono qua e sono felice. Sono stato vicino a partire ma poi sono rimasto, stiamo facendo un bel lavoro e dobbiamo continuare così” ha aggiunto l’argentino che poi ha parlato del suo splendido inizio di stagione. “Quando le cose vanno bene tutti si divertono. Sto vivendo un momento bello, sto segnando perchè il mister mi ha dato più libertà ed è una cosa bella sentire fiducia. So che ogni partita è un esame, devo dare il massimo in ogni partita”.
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Più della metà dei lavoratori italiani insoddisfatta dello stipendio
ROMA (ITALPRESS) – L’inflazione e il continuo aumento dei prezzi, che da molti mesi si verifica nel nostro Paese, sta creando non poche difficoltà ai cittadini italiani. Anche a fronte di questo scenario, secondo un sondaggio di Euromedia Research, oltre la metà della popolazione italiana con un lavoro non si ritiene soddisfatta del proprio stipendio e ritiene di non ricevere una remunerazione adeguata al proprio lavoro. Una insoddisfazione ancora più forte tra la popolazione più giovane che, spesso, si ritrova a destreggiarsi tra stipendi non elevati e contratti precari e a tempo determinato. La quasi totalità degli italiani, in questo contesto e a causa del continuo aumento dei prezzi, si è ritrovata, dunque, a dover fare delle rinunce e limitare le proprie spese. Principalmente sono state limitate le spese relative allo svago e al divertimento, come ristoranti, cinema, vacanze e gite fuori porta. A seguire le spese per la persona come abbigliamento e cura di sè stessi. Nel complesso, considerando lo scenario generale, guardando al futuro c’è poco ottimismo e la percezione del 45,8% degli italiani è che la situazione economica del 2024 sarà uguale a quella dell’anno in corso, mentre il 40% immagina il prossimo anno in una situazione addirittura peggiore. Sondaggio di Euromedia Research per In Onda realizzato il 28/09/2023 con metodologia mista CATI/CAWI su un campione di 800 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.
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