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Basket, Kellogg Italia rinnova un campo a Reggio Emilia con Belinelli

REGGIO EMILIA (ITALPRESS) – Latte, cereali, frutta e attività fisica: questi i temi portati in campo da Kellogg durante l’evento di inaugurazione del campo da basket Noce Nero che ha riqualificato a Reggio Emilia, in linea con l’iniziativa “Better Days”. All’evento di apertura dedicato alla comunità emiliana anche Marco Belinelli, stella italiana del basket, che ha ricordato l’importanza del binomio movimento e corrette abitudini alimentari per mantenersi in salute.
Insieme a Belinelli, che ha giocato a basket con i ragazzi, anche Virginia Gambardella, divulgatrice e imprenditrice digitale appassionata di benessere, che ha intrattenuto i presenti in attività ludico formative sul tema della sana alimentazione.
“Con l’iniziativa locale Better Days – ha detto Elisa Tudino, Brand Activation Lead di Kellogg Italia – promuoviamo uno stile di vita sano a favore di persone e comunità. L’inaugurazione di Reggio Emilia è la seconda tappa di quest’anno. A giugno abbiamo inaugurato un campo completamente riqualificato a Milano, nel quartiere QT8. Anche durante la prima tappa gli Ambassador dell’iniziativa, Belinelli e Virginia Gambardella, si sono uniti a noi”.
Per i giovanissimi poter confrontarsi con una star della pallacanestro come Belinelli, che per anni ha giocato negli States, in NBA, è stato emozionante. Il cestista ha firmato a lungo autografi e posato per selfie con i ragazzi. Sull’importanza di avere un campetto da basket dove allenarsi ha detto: “Penso che frequentare un campetto e dimostrare l’amore per questo sport sia importante. Nella vita possono arrivare trofei, come è successo a me, ma la cosa che mi sento di dire ai più giovani è che bisogna divertirsi e continuare a credere nei propri sogni”.
Il basket è da sempre uno sport caro a Kellogg: “L’associazione con il mondo dello sport ci permette di sensibilizzare i consumatori sull’importanza di uno stile di vita sano, che passa attraverso il binomio nutrizione-attività fisica. Inoltre, uno sport di squadra come il basket è in linea con i valori della nostra azienda, dove si fa grande attenzione al concetto di team e si collabora per un obiettivo comune, contribuendo alla creazione di un’atmosfera positiva e di sostegno reciproco. Da quest’anno inoltre siamo anche partner ufficiale di NBA”, ha detto ancora Tudino.
L’impegno di Kellogg per promuovere benessere di persone e comunità continuerà poi nei prossimi mesi con un’iniziativa volta a coinvolgere i consumatori in un concorso a premi ‘Il buongiorno si vede dalla colazionè. Questo concorso darà ai consumatori l’opportunità non solo di vincere buoni ma anche di contribuire a donare una colazione a favore del progetto ‘Breakfast Club’, progetto unico dell’azienda agroalimentare in partnership con Croce Rossa Italiana. Durante l’anno scolastico 2022-23 infatti, 245 volontari della Croce Rossa hanno distribuito oltre 90.000 colazioni bilanciate a più di 1.600 beneficiari in 14 scuole e organizzato più di 800 giornate dedicate ai temi legati alla sana alimentazione.

– foto f03/Italpress –
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Ponzani eletto presidente Fissw “Fiduciosi per Parigi”

ROMA (ITALPRESS) – Claudio Ponzani è il nuovo presidente della Federazione Italiana Surfing Sci Nautico e Wakeboard. L’Assemblea Straordinaria, riunita nel Salone d’Onore del Coni al Foro Italico, lo ha eletto con il 97,79% dei voti. Candidato unico, Ponzani prende la guida della Federazione dopo la decisione della Giunta Coni di commissariarla, nominando Carlo Mornati, segretario generale del Coni, quale commissario straordinario e succedendo così a Luciano Serafica. “Rappresentare tutte queste discipline e unirle in un unico linguaggio è un grande orgoglio. Parigi 2024? Abbiamo già un atleta qualificato, stiamo provando a qualificarne un altro sperando di averne due. Siamo molto fiduciosi per Fioravanti, perchè quella di Tahiti è un’onda adatta al suo tipo di surf”, le sue prime parole da presidente che dimostrano come Ponzani sia già concentrato al grande obiettivo delle Olimpiadi parigine in una disciplina come il surf, che ha fatto il suo debutto alle Olimpiadi di Tokyo 2020, che può riservare all’Italia grandi soddisfazioni. Non solo risultati sportivi, però, nella mente del nuovo presidente, ma un programma politico articolato che mira a far crescere ulteriormente una federazione in crescita esponenziale grazie alla capacità di attirare i giovani. Tra le linee programmatiche del manifesto di Ponzani, imprenditore romano, infatti c’è la valorizzazione delle discipline stesse, elaborando un piano di crescita specifico per ognuna, così come quello di formare tecnici, oltre alla crescita economica della federazione attraverso finanziamenti pubblici e introiti generati dai partner. Non manca poi un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale con progetti green a tutela dell’ambiente con l’obiettivo concreto di minimizzare le emissioni di CO2 e la produzione di rifiuti.
– Foto Italpress/spf –
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Manghi “In Italia va colmato il gap di competenze digitali”

MILANO (ITALPRESS) – “I talenti e le competenze digitali sono insufficienti rispetto alla domanda delle imprese, nei prossimi 5 anni nel nostro Paese ci sarà un gap di quasi un milione di persone con competenze digitali di cui le imprese e la pubblica amministrazione hanno bisogno e che non riusciamo a trovare”. Lo ha detto Gianmatteo Manghi, amministratore delegato Cisco Italia, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “Noi ne formiamo 60mila all’anno” e “facciamo anche tanta formazione al nostro interno”, ma “non è sufficiente: bisogna fare molto di più”, spiega. Un altro punto importante è “un’organizzazione del lavoro più moderna, che sappia bilanciare le ambizioni e i doveri professionali con le esigenze personali e familiari, anche in base alla fase della propria vita: questa nuova organizzazione del lavoro per noi è importantissima”, in Cisco “utilizziamo la tecnologia per creare un buon bilanciamento fra queste esigenze e le persone di qualsiasi età lo apprezzano moltissimo”. Non si tratta “solo di migliorare la qualità della vita”, ma serve anche a “migliorare i risultati di business”.
Dopo il Covid, “è rimasta la consapevolezza che si può lavorare in modo diverso e che si può utilizzare il digitale per migliorare l’efficienza produttiva, la qualità della vita e la sostenibilità. Il digitale è diventato centrale per cambiare il mondo, non solo l’economia”, sottolinea. “Il lavoro del futuro è fare in modo che le persone continuino a lavorare in modo flessibile, ma si ritrovino anche in spazi di lavoro collaborativo, per costruire rapporti di fiducia e innovazione. E’ fondamentale che il digitale elimini barriere, aiuti a ottenere servizi in modo più semplice, anche più automatico, ma non elimini il rapporto umano fra le persone”.
In futuro “vogliamo continuare a guidare l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale nelle imprese, nella pubblica amministrazione e nella società, portando benefici in termini di crescita economica, ma anche di inclusione sociale e sostenibilità, considerando che ci sono in arrivo alcune sfide fondamentali. La prima è legata a una rivoluzione tecnologica che chiamiamo ‘Quantum’, che nei prossimi 5-7 anni avrà tre impatti fondamentali sulle reti, sui computer e sulla sicurezza: abbiamo le competenze e le tecnologie per aiutare l’impresa e la pubblica amministrazione a prepararsi a questa grande trasformazione”, che “comporterà anche dei benefici, cioè capacità computazionali e capacità di trasmissione dati incredibili”, spiega.
“La seconda sfida è la sostenibilità: vogliamo essere a impatto zero totale nel 2040” e “vogliamo anche aiutare i nostri clienti a diventare impatto zero, a usare le tecnologie digitali per consumare meno energia, meno prodotti, meno materie prime e meno emissioni. Il terzo punto è l’inclusione sociale – sottolinea Manghi -: tutte le aziende devono avere uno scopo, il nostro è dare vita a un futuro inclusivo per tutti, fare in modo che il digitale migliori la società e l’economia a beneficio di tutti. Questo è il nostro impegno”. Si sta diffondendo “sempre di più” un “nuovo capitalismo illuminato: il ruolo dell’impresa in senso tradizionale era generare ottimi risultati per gli azionisti, creare un ambiente di lavoro in cui le persone lavorano bene e ovviamente servire i clienti in modo eccellente. Ora c’è un quarto fondamentale scopo, che è quello di avere un impatto sociale positivo”. Se, come settore, “facciamo tutti insieme il nostro lavoro, possiamo dare un contributo fondamentale” per far diventare l’Italia “il miglior paese in Europa per crescita economica, sostenibilità e inclusione sociale”, conclude.

– foto Italpress –

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Malattie cardiovascolari “fatalità” per 2 italiani su 3, al via campagna

ROMA (ITALPRESS) – Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la principale causa di morte in Italia e nel mondo. Ma nonostante i dati relativi alla consapevolezza degli italiani diano una fotografia incoraggiante, per quasi 2 pazienti su 3 è un destino a cui tutti, prima o poi, andranno incontro, soprattutto con l’avanzare dell’età; risultano rassegnati, invece, i pazienti più esposti perchè ad alto rischio di evento cardiovascolare, come, ad esempio, chi soffre di diabete, ipertensione, angina, patologie vascolari, che in alcuni casi è già sopravvissuto ad un infarto o ictus, ed in cui il colesterolo LDL non raggiunge i livelli ottimali di controllo nonostante le terapie di base, miglioramenti nello stile di vita e una più sana alimentazione. Lo evidenzia un’indagine condotta da SWG promossa da Sanofi, su un campione di oltre 1.200 cittadini di età compresa tra i 45 e i 74 anni, e discussa a Milano in occasione dell’incontro “Agire prima contro il colesterolo: quanto conta il fattore tempo per proteggersi dai rischi cardiovascolari”. E’ in questa occasione che Sanofi ha presentato e lanciato la campagna “Vinci Contro il Colesterolo. Previeni l’Infarto, Agisci Prima”, che nasce con l’intento di informare pazienti e caregiver sui rischi legati agli alti livelli di colesterolo LDL, il cosiddetto “colesterolo cattivo” e sensibilizzarli sull’importanza di “Agire Prima”, recandosi da uno specialista per controllare il proprio stato di salute e il rischio cardiovascolare.
Il progetto, promosso da Sanofi con il patrocinio della SIC – Società Italiana di Cardiologia, la Fondazione GISE, la Fondazione Italiana per il Cuore e Conacuore, consiste in un hub dedicato esclusivamente alla dislipidemia, disponibile al sito www.vincicontroilcolesterolo.it, che aiuta le persone a trovare le corrette informazioni relative al rischio cardiovascolare legato agli alti livelli di colesterolo LDL, essere informati dei livelli di colesterolo LDL target da raggiungere, che non sono uguali per tutti, e ad individuare i Centri di cardiologia o altri centri specializzati nella gestione delle dislipidemie specializzati più vicini a loro.
Causa principale delle malattie cardiovascolari e tra i maggiori responsabili degli eventi e dei decessi ad essi correlati è il colesterolo LDL ma i dati raccontano che meno del 50% delle persone intervistate riconoscono che è il colesterolo LDL ad essere dannoso per la salute del cuore. Conoscere il colesterolo e prevenire l’ipercolesterolemia è di fondamentale importanza per la popolazione generale, ma lo è ancora di più quando si parla di un paziente ad alto rischio che rappresenta la priorità nell’ambito degli interventi preventivi.
Da ormai diversi anni esistono delle soluzioni terapeutiche innovative in grado di intervenire, rapidamente ed efficacemente per abbassare i livelli di colesterolo LDL: strumenti indispensabili per la classe medica per poter agire prima e ridurre il rischio di mortalità.
“Nel nostro Paese, la maggior parte dei cittadini sa che le malattie cardiovascolari possono essere letali, ma è ancora scarsa la consapevolezza, anche da parte di cittadini che sono diventati pazienti ad alto rischio, di quanto sia possibile fare nel concreto per prevenire tali patologie o il loro aggravarsi – ha detto Emanuela Folco, presidente Fondazione Italiana per il Cuore (FIPC) -. Ancora oggi è quindi fondamentale ribadire l’importanza di sensibilizzare il cittadino e il paziente a prendere a cuore la propria salute cardiovascolare partendo proprio dalla conoscenza della malattia e dei sintomi ad essa collegata. Il punto di partenza è certamente l’adozione di stili di vita salutari come necessaria prevenzione, ma anche e soprattutto, laddove sia presente una condizione patologica che necessita di una presa in carico da parte dello specialista, l’importanza di non interrompere o modificare le terapie prescritte”.
“E’ sempre più importante portare avanti campagne di informazione e sensibilizzazione come “Vinci Contro il Colesterolo – Previeni l’Infarto, Agisci Prima”, dove il paziente viene aiutato ad indirizzarsi verso il corretto percorso, seguito dallo specialista, per una corretta prevenzione, aumentando i livelli di consapevolezza, in particolar modo sui rischi cardiovascolari e sull’importanza di agire tempestivamente per ottenere una rapida e corretta presa in carico dei pazienti ad alto rischio”, ha sottolineato Luisa Cattaneo di Conacuore
Per Pasquale Perrone Filardi, presidente SIC – Società Italiana di Cardiologia, “gli anticorpi monoclonali inibitori della proteina PCSK9 rappresentano una classe di farmaci ormai utilizzata da anni, con i quali abbiamo maturato un’esperienza clinica consolidata che ci permette di affermare la loro sicurezza ed efficacia nel ridurre il livello di colesterolo LDL di circa il 65%. Questi farmaci sono appropriati per pazienti con ipercolesterolemia e ad alto rischio cardiovascolare in prevenzione secondaria con valori di LDL-C superiori a 70, ben accettati in autosomministrazione domiciliare dai pazienti, come evidenziato dai dati di aderenza terapeutica del 95%”.
Giovanni Esposito, presidente GISE – Società Italiana di Cardiologia Interventistica, ha sottolineato che “avere a disposizione terapie come gli anticorpi monoclonali PCSK9, che ci offrono l’opportunità di agire in maniera rapida e precoce, rappresenta un grande vantaggio per noi e soprattutto per i pazienti. E’ importante dunque intervenire il più precocemente possibile e in maniera rapida e più intensiva possibile nel ridurre i livelli di colesterolo LDL: oggi in Italia, grazie anche alla possibilità di avvalersi di queste terapie già alla dimissione ospedaliera o durante il ricovero ospedaliero per un infarto, abbiamo la possibilità di intervenire sempre più precocemente, nella fase più delicata immediatamente successiva a un evento cardiovascolare, così da diminuire il rischio di andare incontro a un secondo e pericolosissimo evento”.
Secondo Alessandro Navazio, vicepresidente ANMCO – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, “occorre una gestione del paziente ad alto rischio cardiovascolare il più possibile di concerto tra cure primarie e centri ospedalieri, partendo dal controllo dei fattori causali attraverso un intervento farmacologico incisivo e precoce e dal monitoraggio costante delle condizioni cliniche, cercando così di ridurre al minimo il rischio di nuovi eventi. E’ inoltre ormai arrivato il momento di uscire dal concetto che l’ipercolesterolemia sia solamente un fattore di rischio cardiovascolare: tutta la comunità scientifica – ha concluso – sottolinea da tempo come l’ipercolesterolemia rappresenti un fattore causale della malattia aterosclerotica e che la sua significativa diminuzione, mantenuta nel tempo, consente parallelamente una riduzione di eventi cardiovascolari”.

– foto f01/Italpress –
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Terna proclama i cinque vincitori del Premio Driving Energy 2023

ROMA (ITALPRESS) – Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, ha proclamato i vincitori della seconda edizione del “Premio Driving Energy – Fotografia Contemporanea”, il concorso gratuito, aperto a tutti i fotografi in Italia, finalizzato alla promozione e allo sviluppo culturale del Paese e dei nuovi talenti del settore.
Migliori interpreti del tema del Premio di quest’anno, Elogio dell’equilibrio, una cinquina di autori a prevalenza femminile: Dione Roach per il Premio Senior, Martina Zanin per il Premio Giovane, Beatrice Aiello (IED – Istituto Europeo di Design, Roma) per la Menzione Accademia. A loro si aggiungono Antonio Vacirca, che si aggiudica il Premio Amatori, e Lorenzo Pipi, la cui opera è risultata la più votata dalle persone di Terna, oltre 5.600, la ‘giuria più grande d’Italià.
Le opere vincitrici e finaliste sono da oggi in mostra presso Palazzo Esposizioni Roma e visitabili, con accesso gratuito, fino a domenica 15 ottobre.
“I notevoli risultati del Premio 2023 confermano la bontà della scelta di Terna di promuovere un progetto culturale a beneficio del Paese. Quantità e qualità della partecipazione sono espressione di un chiaro messaggio: la volontà di lavorare tutti insieme per la fotografia italiana contemporanea, e di farlo con impegno, passione e creatività. E con quella dose di coraggio di cui c’è sempre bisogno”, ha commentato Igor De Biasio, Presidente di Terna (nella foto).
“Mai come oggi è importante che cittadini e famiglie sappiano che dietro l’energia che usano ogni giorno c’è Terna, con il suo ruolo guida nella transizione energetica. Il Premio Driving Energy è uno strumento importante in questo senso: ci aiuta a far conoscere, bene, ciò che facciamo. E lo fa rispettando criteri e valori che guidano le nostre attività, anche nel settore della cultura”, ha dichiarato Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna.
“Siamo alla tappa conclusiva della seconda edizione del Premio: i risultati raggiunti, non le nostre opinioni personali, ci confermano che il progetto ha centrato i suoi obiettivi. Il Premio Driving Energy è senza dubbio un appuntamento importante e riconosciuto nel settore e un punto di riferimento per l’intera comunità dei fotografi in Italia”, ha affermato Marco Delogu, Curatore del Premio e Presidente di Palaexpo.
Le motivazioni della Giuria attribuiscono il riconoscimento Senior a Dione Roach ‘per aver interpretato il tema del Premio con coraggio, unendo narrazione del presente, storia individuale e vicende collettive. L’opera di Roach ci ricorda che l’equilibrio può avere tante accezioni quante sono le posizioni che occupiamo nella società, e può assumere vesti inaspettate, eppure capaci di comunicarsi con forza e farsi capire da tuttì.
Il Premio Giovane a Martina Zanin ‘per aver portato su più livelli la riflessione del Premio grazie alla soluzione installativa e alla scelta di affidarsi all’ibridazione di codici e linguaggi. Un’opera che indaga la relazione tra le due opposte polarità dell’istinto animale e della ragione umana, e il modo in cui si ritrovano sul terreno delle relazioni affettive e interpersonalì.
Il Premio Amatori ad Antonio Vacirca ‘per aver proposto un’opera che, nel rigore del bianco e nero e a partire dagli scenari del paesaggio urbano, svolge un’analisi sull’equilibrio come armonia visiva e quindi di senso, come punto d’incontro tra linee di forza attorno alle quali si costruisce la percezione visiva, l’atto stesso del vederè.
La Menzione Accademia a Beatrice Aiello ‘per aver lavorato su un’interpretazione di equilibrio del tutto intima, centrata sull’idea di maternità e sul rapporto madre/figlia. Partendo da una ferita dolorosa e metafisica, l’opera di Beatrice Aiello traccia un racconto coinvolgente, compiuto, svolto con grande perizia anche dal punto di vista squisitamente narrativò.
La Menzione Opera più votata da Terna a Lorenzo Pipi ‘per aver ottenuto il maggior numero di preferenze (un quinto del totale) dalle persone del Gruppo, che hanno visionato e votato sul portale TernaCult le opere finaliste. Il lavoro di Lorenzo Pipi ci invita a dare priorità alla centratura del sè, alla ricerca del proprio equilibrio interiore e alla focalizzazione su ciò che nella nostra vita è essenziale e degno di essere perseguitò.
Le 5 opere vincitrici del Premio 2023, che si aggiudicano premi per complessivi 29.000 euro, e le altre 36 finaliste, sono state valutate dal Curatore, Marco Delogu, e dalla Giuria, di alto profilo tecnico e artistico, presieduta da Lorenza Bravetta, curatrice del settore Fotografia, cinema e nuovi media presso La Triennale di Milano, supportati dal Comitato di Presidenza del Premio, composto da Igor De Biasio e Giuseppina Di Foggia, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di Terna. La Governance del Premio ha visto quest’anno al lavoro anche il Comitato d’Onore composto dai cinque vincitori del Premio 2022 (Paolo Ventura, Gaia Renis, Mohamed Keita, Eva Frapiccini e Andrea Botto), che ha valutato, con la Giuria, i lavori degli studenti per assegnare la Menzione Accademia.
La mostra del Premio 2023, realizzata in collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo, viene quest’anno declinata nell’universo digitale in tre versioni, al fine di aumentare i punti di accesso e le modalità di fruizione delle opere: Metaverso, nuova app gratuita PDE (Premio Driving Energy) e virtual tour, accessibile dal sito ufficiale del Premio https://premiodrivingenergy.terna.it/.
Le opere selezionate sono pubblicate anche nel volume fotografico ‘Driving Energy’, declinato come catalogo ufficiale del Premio.

– Foto ufficio stampa Terna –

(ITALPRESS).

Associazione mafiosa e spaccio di droga, 31 arresti in Sardegna

CAGLIARI (ITALPRESS) – I carabinieri del Ros (col supporto, in fase esecutiva, dei Comandi Provinciali Carabinieri di Cagliari, Nuoro, Oristano, Sassari, Milano, Torino e dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna) hanno eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare emessa dal Tribunale di Cagliari, su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di 31 soggetti, indagati, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso (contestazione a carico di 8 indagati), associazione segreta, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, abuso d’ufficio, rivelazione di segreto d’ufficio, corruzione aggravata dal metodo mafioso, peculato e procurata inosservanza di pena aggravata dal metodo mafioso. Le indagini, si legge in un comunicato, avviate nel gennaio 2020 in prosecuzione dell’indagine “Dama” , hanno consentito di acquisire elementi circa l’operatività di un presunto gruppo dedito alla commissione di reati di varia natura, attivo nel territorio sardo, che si ritiene costituito da alcuni personaggi locali di spicco (noti per pregresse condanne per sequestro di persona a scopo di estorsione), oltre ad alcuni esponenti del mondo delle professioni e delle istituzioni.
In particolare, i rapporti tra le diverse componenti, in comunanza di scopi, avrebbero garantito di attingere, in caso di necessità, al sostegno del sodalizio per ottenere presunti vantaggi di varia natura; alla componente criminale di infiltrarsi e condizionare vasti settori della vita sociale dell’Isola, anche nei termini di un accesso privilegiato all’interno dell’amministrazione regionale. In tale contesto, secondo l’ipotesi formulata, soggetti appartenenti al gruppo avrebbero variamente operato ponendosi in relazione di continuità con la cosidetta “Anonima Sequestri” di cui Graziano Mesina ed altri soggetti colpiti dalla misura cautelare erano fra i più noti esponenti: interferendo nei procedimenti decisori dell’amministrazione regionale in particolare nei settori dell’agricoltura e della sanità; intervenendo reiteratamente presso diverse amministrazioni pubbliche, con particolare riferimento a quelle regionali, al fine di assicurarsi incarichi pubblici, favori o altri interessi ad associati, parenti di questi ultimi o persone gradite al gruppo; favorendo la latitanza di Mesina, poi arrestato dal ROS il 18 dicembre 2021, con il quale il gruppo aveva rapporti diretti e\o indiretti; procurando voti in occasione di consultazioni elettorali; nel traffico di sostanze stupefacenti (in particolare marijuana) da commercializzare sul territorio nazionale. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati ingenti somme di denaro in contanti, munizioni, oltre 130 chili di marijuana. Sono state inoltre denunciate in stato di libertà 4 persone per detenzione abusiva di armi e munizioni e sostanze stupefacenti.
Il procedimento è tuttora nella fase delle indagini e si ricorda che gli indagati sono da considerarsi non colpevoli fino a sentenza di condanna divenuta irrevocabile.

– Foto: screenshot video ufficio stampa Carabinieri –
(ITALPRESS).

Salutequità e Apiafco “La psoriasi entri nel Piano Nazionale Cronicità”

ROMA (ITALPRESS) – Una persona su 10 con cronicità o multicronicità è affetta da psoriasi (si stima 1.8 milioni su 24 milioni) e colpisce circa il 3% della popolazione nel nostro Paese. L’OMS se ne è occupata sottolineando il significativo socioeconomic burden della patologia per l’impatto su vita professionale, costi pubblici e privati per i trattamenti.
“Tuttavia a oggi in Italia non esiste nessun atto di programmazione nazionale o regionale che definisca priorità, il modo appropriato di affrontarla, e la spesa sanitaria per i soli farmaci aumenta, ma l’aderenza alle terapie è generalmente bassa – si legge in una nota di Salutequità -. E’ evidente che le persone affette da psoriasi hanno urgenza di risposte precise nella programmazione nazionale. Non ci sono dubbi che la malattia risponda pienamente a quei criteri dichiarati nel Piano Nazionale della Cronicità (PNC) che indica come selezionare le patologie croniche da inserire nella parte seconda del Piano ‘…non esistono atti programmatori specifici a livello nazionale, individuati attraverso criteri quali la rilevanza epidemiologica, la gravità, l’invalidità, il peso assistenziale ed economico, la difficoltà di diagnosi e di accesso alle curè”.
La richiesta dell’inserimento della psoriasi nel PNC sarebbe “una svolta importante per dare anche un significato nuovo, rompere la barriera del pregiudizio e guardare in modo lungimirante alla sostenibilità ed appropriatezza del SSN”, spiega ancora la nota.
Richiesta condivisa dal consiglio regionale della Liguria che a luglio ha approvato un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta a farsi portavoce presso il Governo affinchè la Psoriasi sia inserita nel Piano Nazionale della Cronicità perchè rientra nel novero delle malattie croniche che richiedono un approccio interdisciplinare e una presa in carico totale del paziente.
La psoriasi sconta una considerazione semplicistica di patologia della pelle, estetica, ma proprio un progetto di ricerca finalizzato del Ministero della Salute (www.psomother.com) chiarisce che le evidenze ormai hanno mostrato che è una malattia immuno-mediata ad andamento cronico-recidivante che si sviluppa per una interazione tra fattori genetici e ambientali, oltre ad essere associata ad altre situazioni patologiche.
“L’associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza si batte ormai da molto tempo per l’inserimento di questa patologia nel Piano Nazionale della Cronicità poichè oggi il percorso diagnostico è ancora tortuoso e non formalizzato – sottolinea Valeria Corazza, presidente APIAFCO -. L’inserimento della Psoriasi nel Piano Nazionale Cronicità rappresenterebbe una definizione maggiore della portata della patologia, aiuterebbe a stratificare la popolazione che ne è affetta e implicherebbe lo sviluppo sistematico da parte delle diverse regioni di PDTA a livello specialistico per una migliore presa in carico dei pazienti e un più equo accesso alle cure su tutto il territorio nazionale. Significherebbe elevare la patologia sullo stesso piano di tutte le altre malattie croniche, con pari diritti, perchè la psoriasi non è una malattia di sole ‘due macchiolinè sulla pelle”.
“L’inserimento della Psoriasi nel Piano Nazionale Cronicità – afferma Tonino Aceti, presidente di Salutequità – rappresenta una priorità, soprattutto in questo momento, visto che è in discussione per l’aggiornamento. Sarebbe inaccettabile per i pazienti che ne sono affetti dover attendere altri 7 anni per esser considerati nel successivo aggiornamento: conviene a tutti, pazienti, professionisti sanitari e SSN. Già ci sono regioni che se ne stanno rendendo conto e chiedono un intervento strutturato e uniforme al livello nazionale”.
Alla psoriasi sono associate altre patologie, quali sindrome metabolica (obesità), ipertensione, diabete, depressione dovuta alla severità della patologia e alla localizzazione (per esempio volto, mani, parti intime, zone sensibili), rischio di malattie cardiovascolari. La buona notizia è che curando la psoriasi diminuisce il rischio di infarto e ictus.
Una persona con psoriasi su tre (33%) soffre di una comorbidità, una su cinque (19%) di due, e poco meno di una su dieci (8%) di tre.
In quanto infiammatoria, se non controllata, comporta dei danni cumulativi come per esempio l’artrite psoriasica che compare nel’30% dei pazienti che presentano inizialmente psoriasi solo a livello cutaneo. Si stima che siano 150 mila le persone con patologia in forma severa e che circa 50 mila siano in cura con farmaci biologici e altrettanti 50 mila in lista di attesa.
Dati di una revisione sistematica del 2016 hanno mostrato un tasso di aderenza alla terapia entro l’anno di trattamento compresa tra il 21,6% e il 66,6%.
Solo un paziente su 5 in trattamento con agenti topici mantiene la terapia nel tempo (20%); ma 4 su 5 interrompono i trattamenti (80%).
Tra coloro che sono in cura con farmaci biologici l’aderenza aumenta considerevolmente e raggiunge l’80%, anche se resta ancora oltre una persona su 10 (13%) che interrompe il trattamento (fonte Clickon, 2021).
Una analisi di Salutequità ha individuato solo l’esistenza di 10 iniziative di carattere gestionale o di definizione di percorso intraprese nelle aziende sanitarie (come ad esempio PDTA aziendali o percorsi clinico-assistenziali), prevalentemente concentrate su percorsi di carattere ospedaliero o ospedaliero-universitario; alcune di essere hanno previsto un collegamento con il MMG, altre sono multidisciplinari (con collegamenti con reumatologia-gastroenterologia).
Nelle Regioni l’attenzione è prevalentemente rivolta all’uso dei farmaci come nel caso di Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Sicilia; anche se ci sono iniziative che interessano il livello locale come il finanziamento dell’ambulatorio “Cross” presso IRCCS “De Bellis” deliberato dalla Puglia (DGR 28 marzo 2022, n. 418).
Per il resto restano ancora valide le difficoltà riscontrate dal Censis nel suo rapporto del 2015: in 7 casi su 10 i pazienti sono passati da uno specialista ad un altro per ottenere una diagnosi corretta e in 5 su 10 si sono rivolti in media a 4 diversi specialisti o Centri prima di individuare l’attuale interlocutore a cui affidarsi per le cure.
Accesso reso ancora più difficile dalla pandemia. Nel 2021, considerando i soli 3 mesi oggetto di monitoraggio, accedere ad una visita dermatologica è stato più complicato rispetto al 2019 e al 2020: le prestazioni a disposizione per gli assistiti ai fini di una diagnosi o di controlli sono state 10.827, meno rispetto ai 2 anni precedenti (11.333 e 11.994).
E’ difficile indicare con precisione i costi che il SSN ed i pazienti sostengono per le cure. Stando agli studi degli ultimi anni i costi sarebbero quantificabili in una forbice che oscilla tra 8.371,61 euro annui per ricoveri, esami di laboratorio e farmaci (2015, studio su 6 centri), fino a 14.210 (2016, valutazione farmacoeconomica su dati amministrativi retrospettivi ASL Caserta). L’International Federation of Psoriasis Associations nella pubblicazione Speaking up for psoriasis Disease in Europa stima il costo totale annuo per persona pari a 11.434 euro, comprendendo i costi sostenuti da SSN e la spesa out of pocket (2022).
I dati certi disponibili sono quelli dell’assistenza farmaceutica che in dermatologia che mostrano trend in aumento della spesa dopo la pandemia: 199,2 milioni di euro (=0,8% della spesa pubblica totale) nel 2021 e 261,7 milioni di euro (1,1% della spesa pubblica totale). Aumento che sconta anche gli effetti di una mancata definizione di percorsi e di programmazione nazionale.

– foto: Freepik
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Nasce Erion Textiles, Consorzio per la gestione dei rifiuti tessili

MILANO (ITALPRESS) – Assicurare una gestione efficiente del fine vita dei prodotti tessili finiti, diffondendo una sempre maggiore consapevolezza sulle opportunità offerte dall’economia circolare: nasce con questo obiettivo principale Erion Textiles, il Consorzio del Sistema Erion dedicato alla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) applicata al settore del tessile.
Il nuovo Consorzio, il sesto del Sistema Erion, è stato fortemente voluto da alcuni tra i principali player del settore (rappresentato dai soci fondatori Amazon, Artsana, Essenza, Miroglio Fashion, Rimoda Lab e Save The Duck) che hanno deciso di unire le loro forze per dar vita a un sistema collettivo al servizio dei Produttori. Il Consorzio – aperto a tutti i Produttori del settore – intende non solo esprimere la volontà di perseguire ambiziosi obiettivi di sostenibilità, ma anche rappresentare un interlocutore affidabile, sicuro e trasparente nel nuovo percorso verso la Responsabilità Estesa del Produttore che, da febbraio 2023, ha visto protagonista prima l’Italia e poi la Commissione Europea nella definizione di sistemi EPR obbligatori e armonizzati per tutti i Paesi UE.
“Tra le finalità di Erion Textiles c’è la volontà di essere protagonisti di un cambio di paradigma che metta l’ambiente al primo posto per una gestione corretta e trasparente del fine vita dei prodotti tessili, anticipando i prossimi obblighi normativi per la Responsabilità Estesa del Produttore – spiega Raffaele Guzzon, Presidente di Erion Textiles (nella foto) -. Siamo determinati a contribuire alla transizione del settore tessile verso l’economia circolare mediante una collaborazione con tutti gli attori della filiera che possa essere equilibrata e non guidata da interessi particolari, ma impegnata unicamente nel raggiungimento di benefici ambientali, economici e sociali per promuovere un futuro sostenibile. L’esperienza del Sistema Erion costituirà la solida base da cui partire su temi quali la tracciabilità, la definizione di elevati standard di qualità, l’efficienza operativa ed economica, la sensibilizzazione dei cittadini e l’innovazione tecnologica. Per questo, invitiamo tutte le aziende che abbracciano questa vision a entrare a far parte di Erion Textiles per dar vita, insieme, a una sostenibilità vera che non sia solo di moda, ma un nuovo modo di fare tendenza”.
La volontà europea ed italiana di implementare la Responsabilità Estesa del Produttore anche nel settore del Tessile introdurrà nuovi obblighi e adempimenti per le aziende produttrici e importatrici (ovvero quelle che immettono per prime sul mercato italiano) di prodotti tessili finiti come – ad esempio – abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori e tessili casa. In particolare, nei prossimi mesi la Commissione Europea lavorerà alla definizione di requisiti armonizzati secondo il principio di Responsabilità Estesa del Produttore, il quale prevede che tutti coloro che producono o importano Prodotti tessili finiti si facciano carico del ciclo di vita dei propri prodotti dal momento in cui li immettono sul mercato fino al momento in cui questi diventano rifiuti. Il Produttore dovrà quindi adempiere a questa responsabilità attraverso l’adesione ad un Consorzio per il finanziamento e l’organizzazione di un sistema di raccolta, recupero e riciclo dei rifiuti tessili post-consumo.
“Erion è lieto di accogliere Textiles – ha dichiarato Danilo Bonato, Direttore di Erion Compliance Organization – come sesto Consorzio del nostro Sistema che da anni opera per sostenere i Produttori nell’applicazione dell’EPR in diversi settori e che, nel solo 2022, ha gestito complessivamente, per conto dei propri Soci, oltre 300.000 tonnellate di rifiuti. Erion Textiles rappresenta un’occasione per tutti i Produttori di intraprendere insieme un percorso virtuoso per guidare e realizzare l’economia circolare di una filiera di eccellenza come quella del tessile italiano”.
Secondo l’edizione 2022 del Rapporto Rifiuti Urbani di Ispra, la raccolta differenziata complessiva relativa al settore del tessile nel 2021 è stata pari a 154.000 tonnellate, con una maggiore incidenza delle regioni del nord Italia dove si concentra il 50% della differenziata, seguite da quelle del Sud dove complessivamente sono state raccolte in maniera differenziata oltre 42.000 tonnellate di prodotti tessili, e del Centro (poco meno di 35.000 tonnellate complessive). Tra le regioni con livelli più elevati di raccolta differenziata dei tessili Lombardia (circa 27.000 tonnellate), Campania (15mila tonnellate) e Veneto (14mila tonnellate). Ancora particolarmente contenuto è anche il livello di raccolta differenziata pro-capite che, per la frazione tessile, nel 2021 è stata pari a 2,6 kg per abitante, con un leggero aumento rispetto ai 2,4 kg del 2020.

– Foto ufficio stampa Erion –

(ITALPRESS).

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