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Alopecia areata e dermatite atopica, una nuova speranza per i pazienti

MILANO (ITALPRESS) – Via libera alla rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale di un farmaco per il trattamento dell’alopecia areata e della dermatite atopica. Il Baricitinib, inibitore orale delle Janus chinasi (JAK) di Eli Lilly, è ora rimborsato in fascia H e come prima opzione terapeutica per gli adulti che soffrono delle due patologie. I pazienti interessati, ai quali questa novità annunciata oggi a Milano offre grandi speranze di miglioramento della qualità della vita, sono quelli affetti da alopecia areata severa e da dermatite atopica severa, in associazione a corticosteroide topico.
Entrambe le patologie sono caratterizzate da gravi ripercussioni anche psicologiche. “Mi svegliavo ogni mattino con il terrore di aver perso una parte del mio viso, avevo lesioni ovunque. Ci si gratta tutta la notte”, ha raccontato durante la conferenza stampa Mario Picozza, presidente dell’Associazione Nazionale Dermatite Atopica. “Non sono solo capelli: 31 anni fa, in 10 minuti mi sono caduti tutti e un giorno dopo non avevo più neanche un pelo. E’ una malattia autoimmune dalla quale non si guarisce”, ha testimoniato Claudia Cassia, presidente dell’Associazione Italiana Pazienti Alopecia and Friends – OdV.
La dermatite atopica (DA) è una patologia infiammatoria cutanea a carattere cronico-recidivante che rientra nelle patologie eczematose. Deriva da fattori genetici, ambientali e immunologici. Chi ne è affetto soffre di prurito intenso. La DA si presenta sotto forma di eritema, edema, si formano delle vescicole che possono evolversi verso ulcerazioni e croste fino ad arrivare a lichenificazione e desquamazione. Dal punto di vista psicologico porta all’ansia e alla depressione oltre a una degenerazione della qualità della vita, con l’impossibilità di dormire serenamente durante la notte. Ne soffre in Italia circa l’8% degli adulti e il 30% dei bambini.
L’alopecia areata (AA) colpisce prevalentemente chi ha meno di 30 anni, in Italia si stima ne soffrano poco più di 117.900 persone (dati 2019). E’ una malattia autoimmune a causa della quale si perdono i capelli a chiazze, si può arrivare alla perdita totale dei capelli e di tutti i peli del corpo. La causa non è nota ma si ritiene che la sua origine sia multifattoriale. I pazienti che soffrono di AA hanno un rischio maggiore di disturbi della tiroide, psoriasi, artrite reumatoide, vitiligine e diabete mellito. “Ad oggi io sono costretta a prendere 13 pastiglie al giorno”, ha detto ancora Claudia Cassia. Il Baricitinib è approvato, oltre che per AA e DA, anche per il trattamento dell’artrite reumatoide.
Il professor Antonio Costanzo ha spiegato così il meccanismo d’azione del Baricitinib: “Questo farmaco blocca due piccole molecole che segnalano l’infiammazione all’interno delle cellule. Queste, JAK 1 e JAK 2, possono legarsi a tanti ricettori. Possono segnalare l’infiammazione da parte di più fattori infiammatori. I fattori infiammatori coinvolti nella AA sono simili, anche se non identici, a quelli coinvolti nella DA e nell’artrite reumatoide. Bloccando la molecola, possiamo avere effetti positivi in tutte e tre le malattie. In pratica noi, utilizzando il medicinale, blocchiamo il segnale che ordina alle cellule infiammatorie di produrre fattori contro il capello o fattori pruritogeni”.
Per quanto riguarda l’Alopeci areata, l’ok alla rimborsabilità da parte del SSN è un’ottima notizia: “Abbiamo un triplice vantaggio – ha detto la professoressa Bianca Maria Piraccini, direttore della UOC Dermatologia IRCCS Policlinico Sant’Orsola UniBo – L’AA è riconosciuta come autoimmune, abbiamo un farmaco approvato a dispensazione ospedaliera e facile da usare. La cura è quindi anche vicina e il paziente è poi seguito periodicamente con controlli periodici”.

– foto f03/Italpress –
(ITALPRESS).

Riforme, Conte “Rafforzare i poteri del premier”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi non partiamo dal presupposto che dobbiamo affidarci all’avventurismo costituzionale. C’è la convinzione che il governo non sia abbastanza forte. Allora dobbiamo lavorare chirurgicamente per rafforzare questo aspetto attraverso il rafforzamento del potere del presidente del Consiglio attraverso la sfiducia costruttiva. Il premier al momento può rimuovere un sottosegretario ma non il ministro, siamo in un vulnus politico che deve finire. Oggi Meloni deve chiedere la cortesia alla Santanchè di dimettersi, questo è uno sconcio a livello europeo. Spero si faccia sentire”. Così il presidente M5S, Giuseppe Conte, in conferenza stampa ala Camera. Sull’ipotesi del cancellierato tedesco ha aggiunto: “Noi vogliamo la riforma della legge elettorale in senso proporzionale per esempio, ma non vogliamo trapiantare un nuovo sistema per noi è più sano che questo dialogo parta per un intervento in modo chirurgico”.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Imprese, Intesa Sanpaolo lancia “Crescibusiness Digitalizziamo in Tour”

TORINO (ITALPRESS) – Al via da Torino “Crescibusiness Digitalizziamo in Tour”, il nuovo programma di valorizzazione di Intesa Sanpaolo che punta all’innovazione digitale delle aziende artigiane, del commercio, del turismo e della ristorazione. Dopo i successi di Imprese Vincenti per le PMI e di Up2Stars per le startup, il primo gruppo bancario italiano, guidato da Carlo Messina, vuole oggi dedicare un progetto innovativo ad un segmento imprenditoriale che conta più di 4 milioni di realtà in Italia ed al quale nell’ultimo triennio ha erogato oltre 13 miliardi di euro.
L’avvio del tour è stato presentato al Grattacielo di Intesa Sanpaolo a Torino alla presenza di moltissimi imprenditori, in un evento realizzato in collaborazione con Visa. Nel corso dell’incontro è stata presentata l’analisi della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo dedicata alla propensione digitale delle aziende italiane, che in oltre 2000 si sono autocandidate alla selezione di Digitalizziamo: una conferma dell’interesse e della vivacità di un mondo diversificato e diffuso che ha voluto cogliere l’opportunità di emergere e raccontare la propria storia d’impresa. Sono 120 le aziende che sono state selezionate, in virtù di una digitalizzazione dei processi interni o dei canali di vendita, della comunicazione di iniziative promozionali o per processi di fidelizzazione, per la loro presenza web e social fino alla spinta digitale dei sistemi di pagamento e dei rapporti bancari.
Digitalizziamo è il programma di valorizzazione attivato dal piano nazionale Crescibusiness lanciato dal Gruppo a fine 2022 per sostenere proprio le aziende, tra le più colpite dagli effetti della crisi energetica e dell’impatto inflattivo. Condiviso con le principali associazioni di categoria dei settori Artigianato, Commercio, Servizi e Turismo, con le quali è stato firmato un protocollo d’intesa, Crescibusiness mette a disposizione nuovo credito per 5 miliardi di euro per progetti di digitalizzazione, sostenibilità e sviluppo dell’attività commerciale, oltre al rimborso delle commissioni sui micropagamenti POS, con ampio anticipo rispetto a tutti gli altri operatori.
La nuova iniziativa Digitalizziamo punta oggi a far emergere le piccole eccellenze presenti nelle città e nei centri minori con attività artigianali e negozi, alberghi e ristoranti, aziende individuali o familiari che rappresentano la più tipica anima imprenditoriale dei territori italiani. Una delegazione locale della banca insieme al relativo Direttore Regionale le visiterà una ad una, raccogliendo le testimonianze di queste 120 realtà virtuose in un percorso lungo la Penisola che si concluderà il 31 ottobre attraversando città come Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Pisa, Roma, Napoli, Bari e Palermo, così come Muro Lucano, Sant’Anastasia, Pisciotta, Montecosaro, Gorle, Casalpusterlengo e Cortoghiana, solo per citarne alcuni. Una formula innovativa di valorizzazione che unisce la chiave di volta della transizione digitale alla storica vicinanza di Intesa Sanpaolo ai territori.
Grazie al supporto di partner di prestigio – Alkemy, Cerved, Monitor Deloitte, Nexi e Visa – le aziende che parteciperanno al programma “Crescibusiness Digitalizziamo” avranno l’opportunità di essere inserite in un percorso di visibilità e sviluppo che comprende l’offerta di servizi evoluti e formazione.
L’obiettivo è di sostenerle anche nel perseguire obiettivi in chiave ESG, frontiera essenziale per tutte le categorie imprenditoriali. La digitalizzazione, infatti, può favorire scelte sostenibili anche per le realtà meno strutturate e più in difficoltà nell’attivare strategie ed investimenti in chiave PNRR. La svolta digitale rappresenta una priorità di sostenibilità per queste aziende, riducendo impatto ambientale – come nell’utilizzo della carta – offrendo servizi alla clientela anche a distanza, sfruttando le opportunità dei pagamenti digitali e delle molte leve possono semplificare processi altamente impattanti.
“Il nuovo tour conferma il riconoscimento al valore del territorio e della singola esperienza imprenditoriale e rispecchia la strategia digitale del Gruppo che vede nello sviluppo tecnologico un fattore determinante per la crescita e la competitività del Paese, coerentemente con il Piano d’impresa 2022-25. Supportiamo con strumenti finanziari dedicati gli investimenti finalizzati al perseguimento di obiettivi digitali, sempre più connessi allo sviluppo sostenibile di qualsiasi tipologia di azienda – spiega Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo -. Questo nuovo programma di valorizzazione conferma l’impegno della Banca ad accompagnare la crescita di tutte le imprese, come startup e PMI più grandi e strutturate, fino alle aziende che nonostante le dimensioni contenute del business hanno visione prospettica e capacità innovative non comuni”.
In Italia le aziende con meno di dieci addetti sono più di 4 milioni, il 95% del totale delle imprese industriali e dei servizi. Il loro peso è molto elevato anche in termini occupazionali: impiegano circa 7,6 milioni di addetti, il 43,1% del totale. E’ la classe dimensionale di maggiore rilevanza in Italia. Nel 2021 hanno registrato un fatturato pari a 775 miliardi di euro (il 23,6% del totale). Si tratta di un fenomeno soprattutto italiano e un fattore competitivo cruciale per le filiere attive in Italia: in Germania il peso delle micro imprese in termini di addetti non arriva al 20%; in Francia è inferiore al 30%, mentre in Spagna è pari al 35%. Il ruolo di queste aziende è rilevante in tutti i settori economici italiani, con punte del 93,5% nel settore immobiliare (sul totale degli addetti nel settore), dell’80% nei servizi alla persona, del 74,5% nelle attività professionali, del 61% negli alloggi e nella ristorazione e nelle costruzioni, del 55% nel commercio. Il peso di queste aziende è più contenuto nel manifatturiero, dove comunque hanno un’incidenza del 21,2%. Sono poi molto diffuse in tutti i territori italiani: la loro presenza è massima nel Mezzogiorno (pari al 56,5% in termini di addetti), a riflesso dell’elevato peso dei servizi, ma è significativa anche nelle altre ripartizioni territoriali. Nel Centro è, infatti, pari al 44,6%, mentre nel Nord è compresa tra il 35,3% del Nord-Ovest e il 39,4% del Nord-Est.
Grazie a un’indagine interna al gruppo Intesa Sanpaolo è stato possibile individuare le principali criticità incontrate dalle aziende micro in questa fase: spicca l’aumento dei costi, seguito da difficoltà di incasso e nel reperimento della manodopera. Efficientamento, autoproduzione di energia e diversificazione degli approvvigionamenti sono le azioni messe in campo per affrontare il complesso contesto esterno. Anche in prospettiva la sfida principale rimane il miglioramento della produttività grazie anche ad una maggiore diffusione degli strumenti digitali: sempre secondo le indagini condotte da Intesa Sanpaolo, la digitalizzazione è considerata una priorità anche per le aziende più piccole, sia nei processi produttivi sia nel contatto con il cliente. L’analisi delle ultime indagini rivela come l’attenzione delle micro aziende verso l’innovazione digitale sia costantemente cresciuta negli ultimi anni. Cruciale a questo proposito sarà il passaggio generazionale, vista anche la maggiore sensibilità dei giovani verso l’ambiente, il digitale e l’innovazione.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
(ITALPRESS).

Renzi “Nessuna fuga da Italia Viva ma nuovi ingressi, siamo il centro”

ROMA (ITALPRESS) – Nell’attuale scenario politico c’è bisogno di centro, uno spazio che vuole da sempre occupare Matteo Renzi con Italia Viva. Nel corso di una conferenza stampa il senatore e leader del partito ha presentato tre nuovi ingressi: Isabella De Monte, Anita Pili e Arianna Viscogliosi. “E’ un momento politico in cui si scrivono tweet e non si scrivono le leggi, si presentano le coperture e poi si fanno i buchi di bilancio, c’è bisogno di competenza. Italia Viva non vede nessuna fuga dal partito ma solo una fuga verso il partito. I numeri del 2 per mille lo dimostrano: abbiamo preso più soldi della Lega e di Forza Itala. Questo appuntamento – ha spiegato – nasce dal
desiderio di presentare alcune delle tante adesioni che in questo momento stanno arricchendo non solo il percorso congressuale di Italia Viva”. Per Renzi “in questa stagione politica il caos sembra avere avuto la meglio, scoppiano guerre e nessuno ne parla, la politica deve ritrovare il suo spazio e il nostro governo non sta brillando. Il caos prevale sulla politica e in questo scenario l’opposizione riesce a fare peggio e non è facile. Meloni doveva andare al vertice di Biden, non in pizzeria. Quei vertici servono per stabilire relazione e se in Europa e nel mondo vuoi giocare un ruolo, a quei vertici devi andare. In questo scenario c’è bisogno di un centro e il centro non sono Salvini e Meloni che litigano più delle correnti del Pd, o il ‘fù campo di largo di Conte e Schlein, noi oggi presentiamo alcune persone che rappresentano un profilo riformista”, ha concluso.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Migranti, Mattarella “No a provvedimenti tampone. Serve una visione del futuro coraggiosa”

ENNA (ITALPRESS) – Il tema ambientale e quello migratorio al centro della seconda giornata di visita in Sicilia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del suo omologo tedesco Frank Walter Steinmeier. Dopo la giornata a Siracusa, i due capi di stato hanno iniziato la loro visita nella provincia ennese osservando dall’alto le zone devastate dagli incendi che hanno distrutto le campagne attorno a Piazza Armerina. A seguire l’incontro con una delegazione di vigili del fuoco, poi un tour tra i mosaici della Villa Romana del Casale e infine l’incontro con i volontari e gli ospiti dell’associazione Don Bosco per ascoltare le storie dei migranti. E proprio il tema dell’immigrazione è stato al centro della conferenza stampa congiunta dei due presidenti, che rispondendo alle domande dei cronisti hanno sottolineato come ambiente e immigrazione siano stati gli argomenti al centro dell’agenda della visita siciliana, ma non solo. Temi al centro dell’agenda comune dei due capi di Stato.
“Questa visita è caratterizzata dalla grande amicizia tra Italia e Germania, e dalla personale amicizia che mi lega al presidente Steinmeier. Tre le sfide che ci vedono accomunati ci sono quella climatica, energetica e quella migratoria” ha detto Sergio Mattarella sottolineando la necessità di affrontare le politiche migratorie con serietà e visione. “C’è la perfetta omogeneità del fenomeno migratorio che colpisce anche la Germania. Abbiamo la percezione che è un fenomeno che va governato con visione del futuro coraggiosa e nuova, e non con provvedimenti tampone”. “Quello migratorio è un tema evidente, è un fenomeno globale, che risale a molte cause – ha osservato il presidente della Repubblica italiano-. Bisogna porre in campo soluzioni coraggioso e non superficiali né approssimative. Soluzioni europee, nuove, da studiare con serietà”. “Ma – ha avvertito per allontanare su di se la responsabilità di commentare le scelte nazionali – che sono i governi che li devono porre in campo. I dieci punti della Von der leyen sono interessanti, ma tutti devono capire in Europa che i problemi esistono e che vanno affrontati e che non si risolvono voltandosi dall’altra parte”. Il richiamo ad una Europa unita sul fronte migratorio è continuo, rimarcando la necessità di un nuovo approccio nell’affrontare e risolvere l’emergenza migratoria. “Bisogna pensare in maniera adeguata” raccomanda, non prima di bocciare gli accordi di Dublino definendoli oramai non adeguati al momento.
“Le regole di Dublino sono preistoria. Quello era un altro mondo, fare riferimento basandosi sugli accordi di Dublino è fare un passo indietro in un’altra era zoologica”. Sulla stessa lunghezza d’onda il collega tedesco Frank Walter Steinmeier: “Dobbiamo operaci per fare in modo che il numero degli arrivi diminuiscono. Abbiamo bisogno di soluzioni europee, anche qui c’è la politica comune dell’asilo. Da qui esprimiamo l’aspettativa che ci siano degli impegni sugli accordi presi”. Per poi ribadire: “Abbiamo bisogno di regole comuni europee, se noi vogliamo tenere aperti i confini dell’Europa ci vuole un dibattito sugli strumenti per fare in modo che i confini interni possono rimanere aperti”.
-foto ufficio stampa Quirinale-
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Università IUL, iscrizioni aperte per il nuovo anno accademico

FIRENZE (ITALPRESS) – Sono aperte le iscrizioni per l’anno accademico 2023-2024 dell’Università Telematica degli Studi IUL. L’ateneo conferma un’offerta formativa online consolidata negli anni con tante nuove proposte post laurea tra master e corsi di formazione e perfezionamento.
Le iscrizioni ai corsi sono attive per tutto l’anno accademico. E’ possibile richiedere il riconoscimento di crediti formativi in ingresso nel caso di esami svolti in altri atenei.
Il modello di studio dell’Università IUL prevede lezioni fruibili interamente online per permettere agli iscritti di conciliare studio, lavoro e altri impegni quotidiani. Lo studente può accedere alle video-lezioni attraverso la piattaforma di formazione IUL, in ogni momento e da qualsiasi postazione, ed è supportato da personale docente di alta qualità e da una continua assistenza di tutor specializzati. Gli esami sono in presenza e possono essere svolti in una delle numerose sedi dell’Università sul territorio nazionale.
In quest’anno accademico sono attivi i corsi di laurea triennale in: Scienze e tecniche dell’educazione e dei servizi per l’infanzia (classe L-19), con un percorso dedicato alla fascia 0-3 anni; Scienze Motorie, pratica e gestione delle attività sportive (classe L-22); Scienze psicologiche delle risorse umane, delle organizzazioni e delle imprese (classe L-24); Economia, Management e Mercati Internazionali (classe L-33); Comunicazione innovativa, multimediale e digitale (classe L-20) e il corso di laurea magistrale in Innovazione educativa e apprendimento permanente nella formazione degli adulti in contesti nazionali e internazionali (classe LM-57).
Presente nel catalogo dell’offerta formativa anche il corso di laurea magistrale in Innovazione digitale e comunicazione (classe LM-91), realizzato in collaborazione con l’Università di Foggia.
Ampio il catalogo dei corsi post laurea offerti. Tra i tanti, il master Esperto in servizi e politiche del lavoro e il master per diventare esperto di programmazione del software Odoo (On Demand Open Object). Non mancano i corsi di perfezionamento della durata di sei mesi, come quello in Neuroscienze per l’educazione: conoscere il corpo-mente per comprendere i bambini.

– foto ufficio stampa Università IUL –
(ITALPRESS).

Meloni “L’Onu dichiari guerra globale ai trafficanti di esseri umani” VIDEO

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Sono convinta che sia dovere di questa organizzazione rifiutare ogni ipocrisia e dichiarare una guerra globale e senza sconti ai trafficanti di esseri umani”. Lo dice il premier Giorgia Meloni, nel suo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. “E per farlo dobbiamo lavorare insieme a ogni livello e l’Italia intende essere in prima fila su questo fronte”, ha aggiunto.
“L’Africa non è un continente povero, è ricco di risorse strategiche, ma spesso è stato ed è un continente sfruttato”, aggiunge Meloni, per la quale “troppo spesso gli interventi delle nazioni straniere nel continente africano non sono stati rispettosi delle realtà locali. Spesso l’approccio è stato predatorio, e ciononostante perfino paternalistico. Occorre invertire la rotta. L’Italia vuole contribuire a creare un modello di cooperazione capace di collaborare con le nazioni africane affinchè possano crescere e prosperare grazie alle risorse che possiedono. Una cooperazione da pari a pari, perchè l’Africa non ha bisogno di carità, ma di essere messa in condizione di competere ad armi pari”.
Sull’Africa “saremo i primi a dare il buon esempio con il Piano Mattei, un piano di cooperazione allo sviluppo che prende il nome di Enrico Mattei, un grande italiano che sapeva conciliare l’interesse nazionale italiano con il diritto degli stati partner a conoscere una stagione di sviluppo e progresso”, aggiunge il presidente del Consiglio, che spiega: “Con il Processo di Roma, avviato a luglio con la Conferenza su Migrazioni e Sviluppo abbiamo coinvolto le nazioni mediterranee e diverse nazioni africane su un processo che si snoda lungo due direttrici fondamentali: sconfiggere gli schiavisti del terzo millennio da un lato, e affrontare le cause alla base della migrazione dall’altro, con l’obiettivo di garantire il primo dei diritti, che è il diritto a non dover emigrare, a non essere costretti a lasciare la propria casa, la propria famiglia, a recidere le proprie radici, trovando nella propria terra le condizioni necessarie a costruire la propria realizzazione”.
Riguardo alla guerra in Ucraina “l’Italia ha scelto chiaramente da che parte stare – spiega Meloni -. Lo ha fatto per senso di giustizia. Lo ha fatto perchè è consapevole di quanto sarebbe difficile governare un mondo nel quale ha la meglio chi bombarda le infrastrutture civili sperando di piegare un popolo con il freddo e il buio, chi utilizza come arma l’energia e ricatta le nazioni in via di sviluppo impedendo di esportare il grano”.
“L’Italia sostiene la necessità di una riforma del Consiglio di Sicurezza che lo renda più rappresentativo, trasparente ed efficace – aggiunge -. Che garantisca una distribuzione geografica dei seggi più equa e rafforzi anche la rappresentanza regionale. Che esca dall’assetto cristallizzato all’esito di un conflitto che si è concluso ottant’anni fa”.
Il premier parla anche di intelligenza artificiale, definendola “una grande opportunità in molti campi”, ma con “enormi rischi”.”Non sono certa che ci stiamo rendendo conto abbastanza delle implicazioni connesse a uno sviluppo tecnologico che corre molto più velocemente della nostra capacità di governarne gli effetti – aggiunge -. Eravamo abituati a un progresso che aveva come obiettivo ottimizzare le capacità umane, e oggi ci confrontiamo con un progresso che rischia di sostituire le capacità umane. E se in passato questa sostituzione si concentrava sul lavoro fisico, così che gli uomini potessero concentrarsi sui lavori di concetto e di organizzazione, oggi è l’intelletto che rischia di essere soppiantato, con conseguenze che potrebbero essere devastanti, particolarmente nel mercato del lavoro”.
“Sempre più persone non saranno necessarie, in un mondo sempre più dominato dall’ineguaglianza, dalla concentrazione di potere e di ricchezza nelle mani di pochi. Non è il mondo che vogliamo – sottolinea il premier -. E dunque non possiamo commettere l’errore di considerare questo dominio una ‘zona francà senza regole. Servono meccanismi di governance globale capaci di assicurare che queste tecnologie rispettino barriere etiche, che l’evoluzione della tecnologia rimanga al servizio dell’uomo e non viceversa. Serve dare applicazione pratica al concetto di ‘algoreticà, ovvero dare un’etica agli algoritmi”.
“Su questi e molti altri temi si dimostrerà la nostra capacità di governare il nostro tempo ha concluso Meloni -. La nostra capacità di fare quello che in questa sede, il 2 ottobre del 1979, un grande uomo, un santo e uno statista come Papa Giovanni Paolo II, ci ricordava, e cioè che l’attività politica, nazionale e internazionale, viene ‘dall’uomo’, si esercita ‘attraverso l’uomo’ ed è ‘per l’uomo’”.

– Foto screenshot da video Palazzo Chigi –

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Mattarella e Steinmeier a Siracusa “Forte legame tra Italia e Germania”

SIRACUSA (ITALPRESS) – “Oggi, mentre l’Unione Europea è a confronto con nuove e complesse sfide, Germania e Italia, anche attraverso l’azione congiunta dei nostri Comuni, potranno contribuire a rafforzare gli intenti utili a raggiungere le soluzioni migliori per superare gli ostacoli che abbiamo davanti. Valorizzare la cooperazione tra le nostre Municipalità, emblema dell’amicizia tra i nostri Paesi e della capacità di lavorare e innovare insieme, è la base di questo Premio”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della consegna del Premio dei Presidenti a Siracusa, insieme con il capo dello Stato tedesco .
“Oggi diamo un riconoscimento ad alcuni di questi progetti che favoriranno gli scambi tra i cittadini, specialmente fra i più giovani, l’impegno sociale, la sostenibilità, l’integrazione. Esprimo le mie congratulazioni ai Sindaci dei Comuni vincitori, ma consentitemi di complimentarmi anche con le Municipalità che non hanno vinto. Il mio auspicio è che non desistano e che si candidino di nuovo nelle prossime edizioni – ha sottolineato Mattarella -. Si usa dire che i Comuni sono il livello istituzionale più vicino ai cittadini, dunque quello più adatto a mettere in rapporto diretto le persone dei due Paesi – ha aggiunto il capo dello Stato -. Sono innumerevoli le Municipalità tedesche e italiane che hanno in vigore rapporti di partenariato e di gemellaggio. Relazioni d’amicizia che sono, talvolta, nate sulle sofferenze lasciate dalla Seconda Guerra Mondiale. Un esempio luminoso che riflette in maniera altamente significativa gli storici passi avanti attraverso i quali, insieme agli altri partner europei, abbiamo edificato l’architettura del processo di integrazione dell’Unione Europea”.
“Il fatto che l’amicizia itato-tedesca nei decenni sia diventata sempre più stretta questo è una assicurazione contro i risentimenti, contro i pregiudizi, contro i nazionalismi, contro tutto ciò che crea separatezza tra i nostri cittadini”, ha detto Steinmeier nel suo intervento.
“Per quello nell’autunno del 2020 proprio durante la pandemia – ha proseguito – abbiamo creato insieme questo premio dei partenariati tra comuni italo-tedeschi per creare occasioni di incontri, per contrastare i pregiudizi. Dobbiamo sempre ricordarci quello che ci lega, quello che ci rende forti in Europa, che arricchisce insieme, un’amicizia che non può essere mai data per scontata. Queste partenariati non sono un ricordo al passato, sono una professione di fede in un futuro europeo comune. Ed è proprio nei Comuni che si tocca con mano il successo dell’Europa. Voi – ha aggiunto rivolgendosi ai sindaci presenti in sala – siete tutti ambasciatori della coesione europea. Con questi progetti dimostriamo che se siamo insieme possiamo far fronte alle sfide del futuro e tocchiamo con mano che in Europa sono molte di più le cose che ci uniscono di quanto spesso noi stessi non riteniamo possibile”, ha concluso Steinmeier.

– Foto: ufficio stampa Quirinale –

(ITALPRESS).

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