MILANO (ITALPRESS) – “Per noi giocare in casa significa essere felici in un posto sicuro dove il popolo ci segue con entusiasmo e energia. Cercheremo di fare il massimo per soddisfare i nostri tifosi”. Così Stefano Pioli, allenatore del Milan, in conferenza stampa in vista del match contro il Torino, in programma domani alle 20.45 a San Siro. “Con il Bologna abbiamo corso tantissimo e tutti i giocatori si sono sacrificati per la squadra”. Poi sul mercato: “Preferirei che finisse prima dell’inizio del campionato e non capisco perche non si trovi una soluzione in questi termini”. Pioli si è soffermato anche su Leao: “Sta lavorando molto bene, è già al top e sta continuando a crescere”. I granata di Juric non sono un avversario semplice: “Sappiamo le difficoltà che potremo avere ma sappiamo come la vogliamo giocare – ha detto il tecnico rossonero -. Loro sono una squadra organizzata, con fisicità e qualità. E’ una formazione da parte sinistra della classifica e che può creare difficoltà a tutti. A me piace il gruppo che sto allenando e come si stanno formando. I vecchi hanno accolto benissimo i nuovi, che si stanno sforzando di imparare velocemente. Abbiamo cambiato anche qualcosina a livello tattico e giorno dopo giorno stiamo crescendo. Sono contento di quanto ho visto fin qui”. Tra le novità c’è il rendimento di Reijnders, che ha sorpreso un pò tutti: “A chi somiglia? Non amo i paragoni, ogni giocatore è una storia a parte – ha affermato Pioli -. E’ un giocatore intelligente che può darci tante soluzioni”. Infine, sul possibile arrivo di una nuova punta: “Che caratteristiche deve avere? In questo momento Giroud, Colombo e Okafor stanno bene. Romero? Sta facendo molto bene, è uno di quelli che mi sta sorprendendo di più. E’ un pronto per giocare ma dipende dalla partita e dalle scelte. E’ un ragazzo intelligente, di talento e volenteroso”, ha concluso Pioli.
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Pioli “Toro organizzato, giocare a San Siro ci dà energia”
Stupro a Palermo, Prefetto “Gravissimo ma non bisogna colpevolizzare la città”
PALERMO (ITALPRESS) – Si è riunito in Prefettura, a Palermo, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Un incontro tra istituzioni e forze dell’Ordine, per approfondire il tema della sicurezza nelle aree della movida e valutare i provvedimenti per risolvere la problematica: la mente torna inevitabilmente alla violenza di gruppo del 7 luglio, vittima una ragazza di 19 anni, con l’obiettivo di mettere in sicurezza l’area in cui è stato commesso lo stupro e allo stesso tempo di intervenire con decisione contro la mala movida.
Un episodio “gravissimo” che tuttavia, spiega il prefetto Maria Teresa Cucinotta, non deve spingere a “colpevolizzare l’intera città: dobbiamo favorire un cambiamento culturale, perchè è molto grave che ci siano ragazzi che ancora manifestano atteggiamenti arretrati e maschilisti”. Tale cambiamento, continua Cucinotta, deve passare da una concentrazione più massiccia dell’attività nelle scuole: “Va implementato l’aspetto educativo verso i ragazzi. Bisogna essere vicini a queste persone e alle loro famiglie: alla sanzione va affiancato un aiuto concreto”.
Il quartiere su cui si focalizzerà la maggiore attenzione, spiega il prefetto, è “la Vucciria, che in questo momento è il maggiore centro di afflusso dei giovani: lì abbiamo previsto un ulteriore presidio di forze dell’Ordine. Puntiamo a rafforzare il controllo sulle piazze della movida, in aggiunta ai servizi straordinari già presenti nei fine settimana: con il Comune vogliamo regolamentare i locali della zona e reprimere le attività abusive, ma serve una forte collaborazione anche dagli esercenti dei locali regolari”.
L’attività repressiva, precisa il vicesindaco Carolina Varchi, riguarda esclusivamente la mala movida e non la vita notturna in generale: “La movida rappresenta un segmento importante delle attività produttive della città, tuttavia per la sicurezza di cittadini e avventori serve una regolamentazione ancora più incisiva. Valuteremo misure specifiche per alcune zone della città, abbiamo disposto servizi speciali in orario notturno sui luoghi della movida: tali servizi saranno intensificati nelle prossime settimane”. Sul cantiere del Foro Italico dove è avvenuta la violenza di gruppo, aggiunge Varchi, “siamo pronti a riprendere i lavori per avviarne il completamento, ma più in generale abbiamo avviato un censimento di molti cantieri della città”.
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Mattarella “La Costituzione nasce per espellere l’odio”
RIMINI (ITALPRESS) – La nostra Costituzione nasce “con l’amicizia come risorsa, a cui attingere, per superare – insieme – le barriere e gli ostacoli; per esprimere la nostra stessa umanità. Per superare, per espellere, l’odio, come misura dei rapporti umani. Quell’odio che, la civiltà umana, ci chiede di sconfiggere nelle relazioni tra le persone; sanzionandone, severamente, i comportamenti, creando, così, le basi delle regole della nostra convivenza”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento nella giornata conclusiva del Meeting di Rimini, la kermesse annuale di Comunione e Liberazione.
Il capo dello Stato, accolto da lunghi applausi, ha incentrato il suo discorso sull’amicizia, toccando moltissimi temi: immigrazione, ambiente, giovani. “L’aspirazione, non può essere, quella, di immaginare che l’amicizia unisca soltanto coloro che si riconoscono come simili. Al contrario. Se così fosse – ha osservato -, saremmo sulla strada della spinta alla omologazione, all’appiattimento. L’opposto, del rispetto delle diversità; delle specificità proprie a, ciascuna, persona. Non a caso, la pretesa della massificazione, è quel che ha caratterizzato, ideologie e culture, del Novecento, che hanno portato alla oppressione dell’uomo sull’uomo. Le identità plurali, delle nostre comunità, sono il frutto del convergere delle identità di ciascuno di coloro che le abitano, le rinnovano, le vivificano. Nel succedersi delle generazioni, e delle svolte della storia. E’ la somma, dei, tanti ‘tù, uniti a ciascun ‘iò, interpellati dal valore della fraternità, o, quanto meno, del rispetto e della, reciproca, considerazione. E’ il valore della, nostra, Patria, del nostro, straordinario, popolo – tanto apprezzato e amato nel mondo – frutto, nel succedersi della storia, dell’incontro di più etnie, consuetudini, esperienze, religioni; di apporto di diversi idiomi per la nostra splendida lingua; e diretto a costruire il bene comune. Amicizia, per definizione, è contrapposizione alla violenza. Parte dalla conoscenza, e dal dialogo. E, anche in questo, l’amicizia assume valore di indicazione politica. Non mancano, mai, i pretesti, per alimentare i contrasti. Siano la invocazione di contrapposizioni ideologiche; di caratteri etnici; di ingannevoli, lotte di classe; o la pretesa di resuscitare anacronistici nazionalismi. Quanto avviene ai confini della, nostra, Europa, dopo l’invasione dell’Ucraina, da parte della Federazione Russa, ne dà, drammatica, testimonianza”.
“Non vogliamo rinunciare, oggi, alla speranza della pace in Europa. L’Europa, che conosciamo, è nata da un reciproco impegno di pace che, i popoli e gli Stati, si sono scambiati, dopo l’abisso della seconda guerra mondiale – ha sottolineato il presidente -. Su quella pace, sono stati edificati i nostri ordinamenti di libertà, di democrazia, di diritto eguale. Su quella pace, è cresciuta la cultura, la civiltà degli europei. Non ci stancheremo di lavorare per fermare la guerra. E’ contro lo strumento della guerra, che siamo impegnati nell’impedire una deriva di aggressioni del più forte contro il più debole. Per costruire, una pace giusta”. Poi il tema migranti. “Una pace giusta, non può dimenticare il dramma dei profughi. I fenomeni migratori, vanno affrontati per quel che sono: movimenti globali, che non vengono cancellati da muri o barriere. Nello studio, dell’appartamento, dove vivo, al Quirinale, ho collocato un disegno, che raffigura un ragazzino, di quattordici anni, annegato, con centinaia di altre persone nel Mediterraneo. Recuperato il suo corpo, si è visto che, nella fodera della giacca, aveva cucita la sua pagella: come fosse il suo passaporto; la dimostrazione, che voleva venire in Europa – per studiare. Questo disegno, mi rammenta che, dietro numeri e percentuali delle migrazioni, che spesso elenchiamo, vi sono, innumerevoli, singole, persone, con la loro storia, i loro progetti, i loro sogni, il loro futuro. Il loro futuro: tante volte cancellato. Certo, occorre un impegno, finalmente concreto e costante, dell’Unione Europea. Occorre sostegno ai Paesi di origine dei flussi migratori. E’ necessario rendersi conto che – ha avvertito Mattarella -, soltanto ingressi regolari, sostenibili, ma in numero adeguatamente ampio, sono lo strumento per stroncare il, crudele, traffico di esseri umani: la prospettiva, e la speranza di venire, senza costi e sofferenze disumane, indurrebbe ad attendere turni di autorizzazione legale. Inoltre, ne verrebbe assicurato inserimento lavorativo ordinato; rimuovendo la presenza nascosta, incontrollabile, di chi vaga senza casa, senza lavoro e senza speranza; o di chi vive ammassato in centri di raccolta, sovente mal tollerati dalle comunità locali”.
“Occorre percorrere strade diverse. Se non se ne avverte il senso di fraternità umana, per una miglior sicurezza. Anche come investimento sul futuro delle relazioni, con i popoli di origine, che saranno – presto – sempre più protagonisti della scena internazionale”. Il presidente della Repubblica ha, inoltre, parlato di ambiente e ricordato la drammatica alluvione che ha colpito nel maggio scorso proprio la Romagna. “Siamo di fronte a un’altra, grande, e grave evidenza, che comporta responsabilità. L’ambiente, che abbiamo incrinato e impoverito, Non si possono ignorare gli appelli dell’ONU, attraverso le parole, allarmate, del suo Segretario Generale. Proprio qui, in Romagna, ne abbiamo vissuto, drammatica, sottolineatura. L’alluvione, ha lasciato ferite profonde. I cittadini della Romagna – e i loro sindaci – non vanno lasciati soli. La ripartenza delle comunità; e, con esse, di ogni loro attività, è una priorità, non soltanto per chi vive qui, ma per l’intera Italia”. Infine, i giovani. “La speranza è in voi giovani. Prendetevi quel che è vostro. Comprese le responsabilità; e i doveri. Voi avvertite, in misura genuina, tutti questi problemi. Avete, la sensibilità, di sentirvi pienamente europei. Più degli adulti. Avete, conoscenze adeguate, per affrontare, senza timore, le trasformazioni digitali e tecnologiche, che sono già in atto. Avete la coscienza che l’ambiente è parte della nostra vita sociale. Che non ci sarà giustizia sociale senza giustizia ambientale; e viceversa. Non vi chiudete, non fatevi chiudere in tanti mondi separati. Usate i social, sempre con intelligenza; impedite che vi catturino, producendo una somma di solitudini, come diceva il mio Vescovo di tanti anni addietro. Non rinunciate, mai, alle relazioni personali; all’incontro personale; all’affetto dell’amico; all’amore; alla gratuità dell’impegno. Il mondo, è migliore, se lo guardiamo con gli occhi giusti”, ha concluso.
– foto ufficio stampa Quirinale –
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Epatite B e C, tracciate per la 1^ volta in Europa le malattie correlate
MILANO (ITALPRESS) – Eliminare l’epatite virale, ritenuta una delle principali minacce per la salute pubblica, entro il 2030. E’ l’ambizioso obiettivo di una risoluzione del 2016 dell’Assemblea Mondiale della Sanità, dettagliato poi dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in possibili strategie di sanità pubblica e relative risorse economiche. E inserito infine nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. I virus dell’epatite B (HBV) e dell’epatite C (HCV) possono causare infezioni acute e croniche e sono tra le principali cause al mondo di cirrosi, epatocarcinoma (cancro al fegato), trapianti e morti correlati a patologie riguardanti il fegato. Generando quindi oneri economici e sanitari elevati a causa dei loro effetti epatici ed extraepatici.
Un contributo arriva dall’Università di Milano-Bicocca, il cui Centro di Studio e di Ricerca sulla Sanità Pubblica (CESP), ha coordinato uno studio Europeo per valutare il carico di incidenza, prevalenza, mortalità e anni di vita persi per disabilità (DALYs) delle malattie correlate al virus dell’epatite B (HBV) e al virus dell’epatite C (HCV), nel contesto del Vecchio continente e per il periodo dal 2010 al 2019, al fine di capire a che punto si trovino i diversi Paesi europei nel raggiungere l’obiettivo prefissato dall’OMS entro il 2030.
Lo studio è appena stato pubblicato su The Lancet Public Health, la più prestigiosa rivista di sanità pubblica a livello internazionale, e si intitola “Hepatitis B and C in Europe: an update from the Global Burden of Disease Study 2019” (DOI: 10.1016/S2468-2667(23)00149-4). Si tratta del primo rapporto completo sul carico dell’HBV e HCV in Europa. Primo autore è Paolo Angelo Cortesi, ricercatore del CESP, che si è avvalso della collaborazione col Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study (GBD), coordinato dall’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) dell’Università di Washington, che coinvolge oltre 9mila ricercatori provenienti da oltre 160 Paesi, permettendo di confrontare l’impatto delle malattie, degli infortuni e dei fattori di rischio sulla salute della popolazione nel tempo tra i differenti gruppi di età, sesso, paesi e regioni e di confrontare così il progresso della salute di un Paese con quello di altri Paesi. Nella coordinazione dello studio, oltre a Paolo Angelo Cortesi, sono stati coinvolti anche il professore Lorenzo Giovanni Mantovani, direttore del CESP, Simon I. Hay e Christopher J. L. Murray, rispettivamente professore e direttore dell’IHME.
Nel 2019 in Europa si sono verificati oltre 2 milioni di casi di epatite acuta B e quasi mezzo milione di casi di epatite C. Sono stati stimati 8,24 milioni di casi prevalenti di cirrosi correlata all’HBV e 11,87 milioni di cirrosi correlata all’HCV, con quasi 25mila decessi dovuti a cirrosi correlata all’HBV e circa 37mila decessi dovuti a cirrosi correlata all’HCV. Infine, si sono avuti 9mila decessi per cancro al fegato correlato all’HBV e 23mila dovuti al cancro al fegato correlato all’HCV.
“Tra il 2010 e il 2019 – aggiungono Paolo Cortesi e Lorenzo Mantovani – il carico della cirrosi dovuta all’HBV e HCV è diminuito. La cirrosi HBV correlata e l’epatite B acuta hanno mostrato le riduzioni più significative, con un tasso di prevalenza sceso del -20,6 per cento e un tasso di mortalità sceso del -33,19 per cento per la prima malattia e con un tasso di incidenza diminuito del -22,14 per cento e un tasso di mortalità diminuito del -33,27 per cento per la seconda malattia. Nel decennio non sono state osservate variazioni nei tassi standardizzati di incidenza, prevalenza, mortalità e DALYs per il cancro al fegato correlato all’HBV e all’HCV, mentre sono stati osservati aumenti nel numero assoluto di casi in tutte le età (+16,41 per cento nella prevalenza)”.
Lo studio ha anche evidenziato differenze rilevanti all’interno dell’Europa, con aree che riportano un carico elevato, aree che hanno riportato piccole variazioni e aree che necessitano miglioramenti negli interventi di sanità pubblica per raggiungere gli obiettivi di eliminazione dell’OMS.
“Nel 2019, l’Europa centrale e orientale hanno presentato tassi di mortalità per cirrosi e epatocarcinoma HBV correlate più elevati rispetto all’Europa occidentale”, precisano il ricercatore e il direttore del CESP.
Secondo Cortesi e Mantovani “i risultati di questo studio hanno evidenziato notevoli e persistenti carichi di salute legati all’HBV e HCV in Europa, dimostrando che l’ambizioso obiettivo di eliminazione entro il 2030 è ancora lontano dall’essere raggiunto. La disponibilità di test diagnostici affidabili e interventi di trattamento e prevenzione costo-efficaci hanno creato le condizioni per rendere l’eliminazione dell’HCV e dell’HBV un obiettivo fattibile, come dimostrato da alcuni Paesi dove sono stati applicati con ottimi risultati; tuttavia in molti altri Paesi i piani d’azione e le strategie sono ancora inadeguati o assenti, così come il finanziamento per la loro attuazione. Strumenti come il GBD e lo studio appena pubblicato, sono fondamentali per capire se gli interventi implementati stiano portando o meno a raggiungere l’eliminazione dell’epatite virale entro il 2030”.
– foto ufficio stampa Università Milano-Bicocca –
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Alluvione, Figliuolo “Pronti i primi 876 milioni”
ROMA (ITALPRESS) – “Sarà una ripartenza veloce, ma sempre nel rispetto dei principi della buona amministrazione. La presidente Giorgia Meloni si è immediatamente recata sui luoghi colpiti. Le risorse che il governo ha stanziato sono importanti, 4,5 miliardi di euro, di cui circa 2,8 miliardi al momento a disposizione della struttura commissariale”. Quanti ne sono arrivati? “Sulla contabilità speciale del commissario i primi 876 milioni di euro da destinare alla messa in sicurezza del territorio. Con queste risorse si darà luogo al pagamento immediato dei lavori già effettuati e in corso”. Così in un’intervista al Corriere della Sera il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario alla ricostruzione post alluvione in Emilia-Romagna.
“Seguiranno a breve gli interventi di ricostruzione, di ripristino e di riparazione per le più urgenti necessità e finalizzati alla messa in sicurezza del territorio, per la tutela della pubblica e privata incolumità. Parliamo di circa 448 milioni di euro per il 2023”, aggiunge.
“Non ci sono state difficoltà, disponevo già di una squadra pronta e con grande esperienza – sottolinea il generale -. Ci siamo messi subito al lavoro, già da giugno, prima della formalizzazione della mia nomina a Commissario straordinario il 10 luglio. All’inizio abbiamo dovuto recepire le esigenze degli amministratori locali e della popolazione, per fare una stima dei danni e dare un ordine di priorità agli interventi da eseguire prima di poter procedere con i ristori. E’ un lavoro complesso, che deve seguire passaggi logici”.
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Schlein “No ai tagli sulla sanità”
BOLOGNA (ITALPRESS) – “Proseguiamo con le battaglie politiche del Pd in questa estate di militanza: per prima la battaglia sulla sanità pubblica, che il governo Meloni sta già tagliando e non è una scelta neutra. La pandemia dovrebbe averci insegnato che abbiamo bisogno di migliorare e investire più risorse nella sanità pubblica. Il Pd prosegue nella battaglia a difesa della sanità pubblica”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, dalla festa dell’Unità di Bologna.
Poi, accusa il governo Meloni di un forte ritardo nell’arrivo degli aiuti alle popolazioni colpite dall’alluvione in Emilia Romagna: “Dopo le passerelle, famiglie e imprese aspettano ancora risposte”. E al ministro Lollobrigida, che aveva detto che “spesso i poveri mangiano meglio perchè comprano dal produttore a basso costo”, replica “il governo vive su un altro pianeta”.
“Questo è un governo campione di scaricabarile. Lo abbiamo visto con la brutale cancellazione del reddito di cittadinanza. E anche sull’accoglienza il governo sta cercando di scaricare le responsabilità, che sono però del governo”, sottolinea Elly Schlein. “Le modifiche che hanno introdotto con il decreto che mi rifiuto di chiamare Cutro, perchè ci vuole più rispetto per quei morti, sono modifiche che peggiorano il sistema di accoglienza, perchè – aggiunge – hanno impedito l’accesso al sistema Sai, che passa attraverso i Comuni, ai richiedenti asilo”. “Come i decreti Salvini, il decreto approvato dal governo Meloni ha un unico scopo: rendere più difficili i salvataggi in mare e smantellare l’accoglienza diffusa, con l’unico effetto di lasciare persone vulnerabili per strada”, il governo deve “convocare e ascoltare gli amministratori, mettere in campo una regia nazionale per pianificare l’accoglienza diffusa e mettere in campo le risorse per accogliere i migranti, tra cui i molti minori non accompagnati che stanno arrivando”.
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Fiorentina battuta 1-0 dal Rapid Vienna in Conference
VIENNA (AUSTRIA) (ITALPRESS) – La Fiorentina viene sconfitta per 1-0 dal Rapid Vienna nella gara di andata dei play-off di Conference League disputatasi all’Allianz Stadion. Deludente la prova degli ospiti, con la squadra allenata da Barisic che ha dimostrato una migliore condizione fisica e capitalizzato al massimo il gol di Grull, segnato su calcio di rigore nella parte finale del primo tempo. L’impatto in gara dei viola è positivo con un paio di cross di Dodò da destra che non vengono sfruttatI da Nzola, e con un colpo di testa di Nico Gonzalez su angolo di Biraghi che trova pronto alla parata Hedl. Ma man mano che passano i minuti i gigliati perdono terreno, anche e soprattutto per la prova deludente della coppia Arthur-Mandragora con quest’ultimo che fra l’altro è il colpevole della netta trattenuta in area su Hofmann che porta l’arbitro Pajac ad assegnare un rigore al Rapid Vienna: dal dischetto non sbaglia Grull. Costante la difficoltà nei rinvii di piede di Terracciano mentre è sconfortante la prova di larga parte della squadra titolare mandata in campo da Vincenzo Italiano in cui si salva il solo Nico Gonzalez, che però da solo poco può fare. Ci si attende una reazione degli ospiti nella ripresa ma la Fiorentina, pur dominando nel possesso palla di fatto, mai si fa vedere dalle parte di Hedl che di fatto è inoperoso. Inefficaci gli ingressi in campo prima di Sottil e poi di Infantino con gli austriaci che controllano e provano a ripartire ma con un atteggiamento molto guardingo. Nei dieci minuti finali dentro anche Beltran al posto di un sottotono Nzola. Fiorentina vicina al gol solo al 90′ quando proprio Beltran e poi Infantino sprecano davanti alla porta del Rapid. Al ritorno – in programma giovedì prossimo al “Franchi” – per il passaggio del turno a Biraghi e compagni servirà una vittoria con almeno due gol di scarto.
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Manovra, il 4 settembre vertice di maggioranza
RIMINI (ITALPRESS) – “Il 4 settembre vertice di maggioranza con la premier Meloni”. Lo annuncia dal Meeting di Rimini il leader di Noi moderati Maurizio Lupi. Incontrando i giornalisti a margine dei lavori, spiega che “saranno presenti tutti i capigruppo a Palazzo Chigi e con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si discuterà della manovra”.
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