MILANO (ITALPRESS) – E’ morto all’età di 80 anni l’imprenditore mantovano Roberto Colaninno, uno dei principali protagonisti della finanza e dell’industria italiana degli ultimi 50 anni. Dagli esordi nel 1969 alla Fiaam, azienda mantovana di componentistica auto, fino all’Olivetti e alla Telecom, ha concluso la sua carriera da imprenditore alla Piaggio, di cui era presidente e amministratore delegato.
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Morto l’imprenditore Roberto Colaninno
Emergenza femminicidi, Bongiorno “Le donne tradite dall’uomo e dallo Stato”
ROMA (ITALPRESS) – “Quando sollecito le donne a denunciare ricevo spesso lettere di minacce. L’ultima aveva come mittente ‘Tutti gli uominì”. E’ quanto rivela a la Repubblica la senatrice Giulia Bongiorno, responsabile Giustizia della Lega e presidente della Commissione giustizia del Senato, che da anni sta dalla parte delle donne vittime di violenza.
“A volte – dice – vengono pubblicate anche foto sorridenti di queste donne e, guardandole, mi fa rabbia pensare che spesso hanno subito un doppio tradimento: da parte dell’uomo che hanno amato, e che poi si è trasformato nel loro assassino, magari semplicemente perchè non accettava di essere lasciato, e da parte dello Stato che non è riuscito ad aiutarle. Inoltre, mi angoscia l’idea che altre donne possano pensare che denunciare è inutile. Uscire allo scoperto non è per nulla semplice, per tanti motivi facilmente immaginabili, e ci sono voluti molti anni per convincere le donne a farlo”.
“Non posso pronunciarmi su singoli casi che non conosco – aggiunge -. Posso dire, però, che con la legge Codice Rosso volevo idealmente creare un’ambulanza che corre a sirene spiegate in aiuto delle donne che hanno denunciato una violenza. Queste donne devono essere aiutate immediatamente, non dopo mesi. Se poi il Codice Rosso non viene applicato in modo corretto, e anzichè l’ambulanza si manda una carrozza a cavalli, c’è il rischio che intanto le donne vengano massacrate”. “Attenzione – sottolinea Giulia Bongiorno -, non va dimenticato che ci sono casi di donne protette con efficacia dalle forze dell’ordine e procure con eccellenti modelli organizzativi che rispettano il termine di tre giorni. Aggiungo che il numero dei magistrati è inadeguato rispetto al carico di lavoro, ed è evidente che serve una formazione specifica su tutto il territorio nazionale, invece di quella attuale, a macchia di leopardo. I ministri Nordio, Roccella e Piantedosi stanno lavorando anche su questi temi”.
“Conosco vere eccellenze che sanno come aiutare e proteggere le vittime – prosegue -, ma senza dubbio ci sono donne pronte a denunciare che vengono invitate a tornare a casa a far pace con il marito, a chiarire. Ma la questione è ben più ampia. Quando con Michelle Hunziker abbiamo cominciato a parlare di violenza e di Codice Rosso, siamo state attaccate perchè, secondo alcuni, era un’esagerazione sollecitare le denunce e chiedere una corsia preferenziale. C’è di più: qualcuno non tollera che ci si occupi di questi temi, quando sollecito le donne a denunciare ricevo spesso lettere di minacce. L’ultima aveva come mittente ‘Tutti gli uominì. Esiste una cultura maschilista che tende a considerare la violenza un fatto privato e considera un intruso chi se ne occupa. La violenza, invece, non è un fatto privato”.
“L’esperienza – evidenzia la senatrice – dimostra che in alcuni casi la vittima non viene ascoltata entro i tre giorni stabiliti, tant’è che ricevo ancora molte segnalazioni in proposito. Con la mia legge, su cui ho avuto pieno sostegno dal governo, si attribuisce al capo della procura una vigilanza specifica sul procuratore inerte e il potere di revocare l’assegnazione: l’obiettivo è evitare che la donna sia abbandonata al rischio, purtroppo altamente probabile, di una escalation di violenza”. “Le sanzioni già esistono – aggiunge -. Probabilmente in certi casi di inerzie ingiustificabili si dovrebbero valutare iniziative disciplinari, ma dev’essere chiaro che se un magistrato ha fatto tutto quello che era in suo potere non deve temere sanzioni. Occorre evitare di colpevolizzare chi svolge in modo equilibrato il proprio ruolo e ciononostante non riesce a evitare il femminicidio”.
“In Italia abbiamo già una buona legislazione – aggiunge la senatrice Giulia Bongiorno -, il problema è che talvolta non si coglie il pericolo imminente di una violenza, anche perchè la violenza sulle donne viene ritenuta ‘di serie B’. La mancanza di precedenti fa sì che un uomo violento sia erroneamente considerato ‘non pericolosò, e quindi che non siano presi adeguati provvedimenti di protezione per la vittima: è un errore gravissimo, che rischia di avere conseguenze fatali. Bisogna comprendere che questo tipo di violenza, una violenza particolare, frutto di una mentalità maschilista, può essere consumata anche dall’uomoapparentemente più tranquillo ed equilibrato. Solo chi capisce questo può cogliere l’imminenza del pericolo”.
In merito al ddl Nordio, Piantedosi e Roccella, alla domanda sul perchè non trasformarlo in un decreto legge – questo sì urgente – e approvarlo subito, risponde: “Sarà un ulteriore importante passo avanti e spero ci sia una veloce approvazione, ma ribadisco che la priorità assoluta è la corretta applicazione delle leggi”.
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Extraprofitti, Garavaglia “Il parere della Bce non è vincolante”
ROMA (ITALPRESS) – “Vedremo, ma il parere della Bce non è vincolante”. Così, in un’intervista al Corriere della Sera, Massimo Garavaglia, senatore della Lega e presidente della commissione Finanze, dove a settembre il decreto omnibus con la nuova tassa sulle banche inizierà il suo iter parlamentare. Garavaglia si dice “convinto che la tassa sugli extraprofitti sia assolutamente opportuna” e che “il Parlamento la modificherà solo il giusto, per renderla solo un pò più sostenibile per il sistema, cosa che è già”.
Da Francoforte “arriverà il parere e lo leggeremo – spiega -, ma faremo anche dei raffronti con gli altri Paesi europei. Il nostro sistema bancario è molto solido, ha fatto passi avanti enormi e senza gli aiuti che alcuni governi hanno dato alle loro banche. E oggi stanno facendo molti utili”. “Nel primo semestre le banche hanno fatto 21 miliardi di profitti – ricorda -. Altrettanti se ne profilano nel secondo semestre. Va bene, ma fino a un certo punto”. “Per tanti anni – aggiunge – siamo stati con i tassi di interesse a zero, e un differenziale tra i tassi sui prestiti e sui depositi molto basso. In questo contesto, anche giustamente, le banche hanno recuperato un pò di margini con le commissioni. Adesso che è cambiato il mondo, con i tassi che sono aumentati costantemente negli ultimi mesi, il differenziale tra gli interessi sui prestiti e sui depositi è molto cresciuto, parliamo di circa quattro punti. Però le commissioni sono rimaste le stesse”.
Alla domanda su quanto potrebbe dare di gettito il prelievo straordinario sulle banche, risponde: “Tre miliardi di euro mi pare una cifra realistica e ritengo che sia sopportabile per le banche. Qui stiamo parlando di decine di miliardi di utili in un anno, il margine è ampio. Anche se alla fine potrebbero essere di meno”. “Premesso che il prelievo si può rendere un pò più sostenibile a livello di sistema, credo che dopo l’iniziativa dell’esecutivo, e prima che scatti la tassa nel 2024, sia ragionevole aspettarsi che le banche modifichino la loro politica sui tassi di interesse offerti alla clientela – aggiunge Garavaglia -. Ci sarà una riduzione del differenziale tra tassi attivi e passivi, che a questi livelli sta consentendo grandi margini alle banche, e lo faranno anche per ridurre l’importo del prelievo, che è calcolato su quel margine”. In merito alla possibilità di modifiche, “non voglio sbilanciarmi – dichiara -, ma si possono trovare delle formule per mantenere l’impianto del prelievo, il gettito, e non farlo pesare troppo sui bilanci delle banche”.
“Il gettito della tassa, che ha una funzione di redistribuzione – sottolinea Garavaglia -, deve andare alle famiglie con i redditi più bassi, quelle che hanno sofferto di più per il rincaro dei tassi di interesse sui mutui, innescato dai rialzi della Bce. E’ importante che le risorse siano destinate a loro, sotto forma di agevolazioni per l’accesso al credito bancario, mutui compresi, per la conferma del cuneo fiscale. Questa è una situazione straordinaria che richiede interventi straordinari. Ma le risorse devono essere utilizzate in maniera mirata”. Poi, in merito al programma di audizioni sul decreto, annuncia: “Sentiremo certamente la Banca d’Italia, e poi l’Associazione bancaria. Con le banche è possibile e doveroso ragionare”.
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Luciano Spalletti è il nuovo Commissario tecnico della Nazionale
ROMA (ITALPRESS) – Luciano Spalletti è il nuovo Commissario tecnico della Nazionale. Prende il posto del dimissionario Roberto Mancini, che ha lasciato l’incarico la settimana scorsa. Lo comunica la Figc, spiegando in una nota “di aver raggiunto l’accordo con Luciano Spalletti per la carica di commissario tecnico della Nazionale italiana. L’allenatore toscano assumerà l’incarico a partire dall’1 settembre 2023 e la presentazione ufficiale si svolgerà in occasione del raduno degli azzurri, in programma nei primi giorni di settembre, presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano”.
“Diamo il benvenuto a Spalletti – dice il presidente della Figc Gabriele Gravina -. La Nazionale aveva bisogno di un grande allenatore e sono molto felice che abbia accettato la guida tecnica degli azzurri. Il suo entusiasmo e la sua competenza saranno fondamentali per le sfide che attendono l’Italia nei prossimi mesi”.
Dunque l’ex allenatore del Napoli, dopo aver portato i partenopei allo scudetto, prende la guida della Nazionale al posto di Roberto Mancini che si è dimesso lo scorso 13 agosto. Spalletti inizierà la sua avventura azzurra nei match validi per le qualificazioni europee contro Macedonia e Ucraina, in programma il 9 e il 12 settembre.
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Pinotti “Basta machismo, da ministra ho celebrato l’unione di due soldatesse”
ROMA (ITALPRESS) – “E’ un comportamento disonorevole”. E’ il giudizio sul generale Roberto Vannacci di Roberta Pinotti, ex ministra dem della Difesa che, in un’intervista a la Repubblica, ricorda le prime unioni civili in uniforme e, al tempo stesso, la responsabilità dei comandi delle Forze armate di “prosciugare” le sacche di machismo e sessismo nell’Esercito.
“Ho condiviso l’immediata e forte presa di posizione del ministro Crosetto che ha definito farneticazioni quelle di Vannacci e ricordato come portino discredito all’Esercito, alla Difesa e alla Costituzione, su cui i militari giurano – sottolinea -. Sono parole inconcepibili. E i vertici dell’Esercito hanno preso le distanze e lo hanno rimosso dall’incarico. Ora si attiveranno le procedure disciplinari per comportamenti inadeguati e si vedrà”.
“Ripeto: sono affermazioni inaccettabili da parte di chiunque le pronunci, ma per gli alti gradi c’è una aggravante che è rappresentata dalla responsabilità nei confronti dei loro soldati e del loro stesso mondo – aggiunge -. Chi ha ruoli di comando come quello degli alti gradi militari non deve far ricadere sulle istituzioni il discredito. Perciò quelle frasi non fanno onore all’incarico che si ricopre. Vorrei aggiungere una cosa”. “Spesso i militari si richiamano ai concetti di forza ed onore che sono certamente importanti per chi ha scelto la professione militare – prosegue -. Ma forza e onore non si manifestano mai mettendo alla berlina e discriminando gli altri. L’eroismo è dato dalla capacità di protezione, anche con atti di coraggio, e non dal machismo d’antan”.
Pinotti ricorda di avere celebrato una delle prime unioni civili omosessuali da ministra della Difesa, “di due donne a Genova nel mio Comune. Subito dopo l’approvazione della legge, ci furono le unioni civili di alcuni militari in servizio in uniforme, come consentito per le unioni e i matrimoni in genere. Non ci fu bisogno di chiedere a me autorizzazioni o fare ordinanze: fu una scelta naturale da parte dei capi di Stato maggiore delle diverse Forze armate. E ci sono stati anche casi piuttosto delicati, affrontati con grande apertura e equilibrio”. “C’è stato – spiega -. E c’è stata una particolare attenzione sul percorso che ha consentito alla persona di mantenere le stesse prerogative e le stesse mansioni. Un esempio di sensibilità”.
Quelle di Vannacci non sono opinioni diffuse nell’Esercito “secondo la mia esperienza”, tiene a precisare l’ex ministro Pinotti, che aggiunge: “Ci possono evidentemente essere delle sacche e quindi i comandi hanno il compito di prosciugarle”.
Alla domanda se sessismo e machismo nelle Forze armate aprono la porta al nonnismo, risponde: “Certo. E’ stato uno dei fattori negli anni in cui il nonnismo era davvero consistente. Ma l’entrata delle donne è stato anche uno degli elementi di decrescita esponenziale del nonnismo. Voglio ricordare la tragedia di Emanuele Scieri: opinioni espresse da chi aveva ruoli di comando potrebbero avere creato un clima favorevole”.
“Dobbiamo ancora attendere per avere donne ai vertici delle Forze armate, perchè sono entrate nel 2000, ma è solo questione di tempo”, dichiara Roberta Pinotti, ricordando che negli Usa una donna è stata nominata capo della Marina militare.
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Giustizia, Nordio “In autunno ci sarà un altro pacchetto di riforme”
ROMA (ITALPRESS) – “Le riforme della giustizia sono così necesarie e imponenti che c’è ancora molto da fare. Il pacchetto che è stato presentato come disegno di legge è stato molto soddisfacente”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ospite a “Una montagna di libri” a Cortina d’Ampezzo.
Il guardasigilli ha poi smentito dissensi sulla riforma all’interno del governo, sottolineando come “c’è stato un applauso di consenso al termine dell’esame in Consiglio dei ministri”. La riforma in materia di intercettazioni “dovrà essere e sarà molto più radicale, è una barbarie che finiscano sui giornali intercettazioni che niente hanno a che fare con le indagini”, ha aggiunto. Nordio ha ricordato che “abbiamo già consegnato come ministero al premier un cronoprogramma, ci sarà un altro pacchetto di proposte in autunno, tra ottobre e novembre, e poi un altro ancora in primavera con degli step. La volontà di procedere con riforme radicali c’è. Questa volta le riforme le faremo sul serio”.
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Bezzecchi sfreccia sul Red Bull Ring davanti a Vinales
SPIELBERG (AUSTRIA) (ITALPRESS) – Marco Bezzecchi chiude con il miglior tempo (1’28″533) la practice pomeridiana del Gran Premio d’Austria che decreta l’accesso diretto al Q2. Sul Red Bull Ring di Spielberg il pilota della Ducati griffata Mooney V46 precede per appena 44 millesimi Maverick Vinales (Aprilia). Terzo il campione del Mondo della Ducati e leader della classifica iridata, Pecco Bagnaia (+0″288). Quarto posto per Brad Binder (Ktm, +0″330), poi le Ducati Pramac di Johann Zarco (+0″388) e Jorge Martin (+0″479). Settimo posto per Aleix Espargarò (Aprilia), ottavo Alex Marquez (Ducati Gresini), nono Fabio Quartararo (Yamaha) e decimo il portoghese Miguel Oliveira (RNF Aprilia). Solo 11esimo Luca Marini davanti a Fabio Di Giannantonio, a lungo protagonista in questa sessione: entrambi domani dovranno passare dal Q1.
Al mattino, nella prima sessione di libere, era stato Zarco il più veloce in 1’29″838.
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Mondiali di atletica al via: carica Tamberi, dubbi Jacobs
ROMA (ITALPRESS) – Prendono il via domani i Mondiali di atletica leggera, in scena a Budapest. L’Italia si presenta ai nastri di partenza con una formazione variegata e decisamente competitiva. In prima linea, su tutti, la carica di Gianmarco Tamberi (“Sto molto bene, noi azzurri siamo un grande team”) e le incognite di Marcell Jacobs (“Ho bisogno di testarmi, spingerò tanto fin dall’inizio”). Proprio il campione olimpico dei 100 metri e della staffetta 4×100 aprirà domani le danze con le batterie dei 100. Domenica, invece, sarà in pedana il campione a cinque cerchi del salto in alto.
La formazione azzurra, comunque, vanta anche altre punte di diamante. In primis la doppia figlia d’arte Larissa Iapichino, quest’anno vincitrice nel lungo femminile di tre prove della Diamond League, in scena da domani con le qualificazioni. Poi, occhi puntati, nelle prove di marcia, su Massimo Stano e Francesco Fortunato al maschile (domani i primi in gara alle 8.50 nella 20 chilometri) e su Antonella Palmisano al femminile. A ruota, da seguire con attenzione la staffetta 4×100 maschile, con Filippo Tortu, Fausto Desalu e Lorenzo Patta, oltre a Jacobs e al volto nuovo Samuele Ceccarelli (anche lui in scena domani nelle batterie dei 100), e il lancio del peso, con Leonardo Fabbri e Zane Weir (in pedana domani per le qualificazioni e per l’eventuale finale). Infine, fari puntati su Sara Fantini nel lancio del martello, su Mattia Furlani nel salto in lungo maschile e su Claudio Stecchi nel salto con l’asta.
Sul potenziale del team italiano sono apparsi fiduciosi, nella conferenza stampa della vigilia, sia il presidente della Fidal, Stefano Mei, che il direttore tecnico azzurro, Antonio La Torre. Da domani i verdetti.
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