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Italia oro mondiale nel fioretto donne a squadre

MILANO (ITALPRESS) – L’Italia del fioretto femminile ha vinto la medaglia d’oro ai Mondiali di Milano. La squadra guidata dal ct Stefano Cerioni e composta da Alice Volpi, Arianna Errigo, Martina Favaretto e Francesca Palumbo ha battuto in finale la Francia per 45-39.
L’Italia del fioretto femminile si conferma sul tetto del mondo dopo la vittoria dello scorso anno ai Mondiali del Cairo e mette in bacheca il 18esimo oro mondiale a squadre nella storia.
– foto ufficio stampa Fis –
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Quadarella quarta negli 800, brillano Ledecky e Sjostrom

ROMA (ITALPRESS) – Nessuna medaglia per l’Italia nella settima e penultima giornata in vasca dei Mondiali di nuoto di Fukuoka. Buon quarto posto per Simona Quadarella negli 800 stile libero; quinta la staffetta 4×100 stile libero mista azzurra; ottavo Leonardo Deplano nei 50 stile. Conquistano intanto il pass per le finali di domani: Thomas Ceccon nei 50 dorso e Benedetta Pilato e Anita Bottazzo nei 50 rana femminili.
Brillano su tutte le stelle di Katie Ledecky e di Sara Sjostrom. La statunitense ha vinto anche gli 800 stile femminili, in 8’08″87, precedendo la cinese Benjie Li (+4″44) e l’australiana Ariarne Titmus (+4″72). Ai piedi del podio la Quadarella, 24enne romana, tesserata Circolo Canottieri Aniene, che ha chiuso a circa tre secondi dal podio. “Ho fatto una gara buona, cercando di essere il più costante possibile. Pensavo di arrivare sul podio con questo tempo. Sapevo che se mi fossi portata dietro la cinese lei avrebbe chiuso fortissimo. Non nuotavo questo tempo da 4 anni e sono contenta”, ha detto l’azzurra a fine gara.
“Ho fatto un periodo dove mi sono allenata molto bene prima degli Assoluti ma poi in realtà non ho fatto nulla di diverso dagli altri anni. Questo mi fa capire che ho raggiunto molta più consapevolezza per quello che sto facendo. La medaglia sarebbe stata la ciliegina sulla torta di questo Mondiale ma mi sono finalmente ritrovata e ho molti stimoli per le Olimpiadi”, ha concluso la romana.
Per la svedese Sjostrom oro nei 50 farfalla e acuto nei 50 stile, con record del mondo nelle semifinali. Primato mondiale eguagliato poi, nei 50 rana, per Ruta Meilutyte. La lituana ha chiuso le semifinali con lo stesso miglior tempo di sempre della Pilato, 29″30. Proprio la tarantina è approdata in finale col quarto tempo complessivo ed è stata “imitata” dalla Bottazzo, all’atto conclusivo col settimo crono totale.
Record mondiale anche per la 4×100 stile libero mista dell’Australia, che ha vinto l’oro a mani basse, con gli azzurri Alessandro Miressi, Thomas Ceccon, Costanza Cocconcelli e Sofia Morini quinti. Proprio il campione veneto, che avrebbe preferito fare la staffetta come primo frazionista, ha chiuso le semifinali dei 50 dorso col quinto tempo complessivo, in 24″57.
– foto LivePhotoSport –
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Tajani “41 bis non si tocca, nessuna marcia indietro in lotta a mafia”

PALERMO (ITALPRESS) – “Con l’arresto di Messina Denaro abbiamo ottenuto una grande vittoria. Il governo vuole continuare a battersi contro la criminalità, con la consapevolezza che non si tocca il 41-bis e non si fa alcuna marcia indietro nella lotta contro il crimine organizzato in Sicilia: gli italiani stanno dalla parte dello Stato, delle forze dell’Ordine e della magistratura”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine della cerimonia di commemorazione, nel capoluogo siciliano, del 40esimo anniversario dell’uccisione dell’ex capo dell’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo Rocco Chinnici.
(ITALPRESS).

Italia travolta 5-0 dalla Svezia ai Mondiali femminili

WELLINGTON (NUOVA ZELANDA) (ITALPRESS) – Sette minuti di blackout, difesa disastrosa sui calci d’angolo e un 5-0 finale che fa malissimo. Dopo il successo all’ultimo respiro all’esordio contro l’Argentina, a Wellington l’Italia di Milena Bertolini viene bocciata all’esame di svedese e proverà a centrare la seconda qualificazione consecutiva agli ottavi di un Mondiale nella terza e decisiva gara del girone, mercoledì col Sudafrica. Serviva un’impresa contro la terza forza del ranking Fifa, bronzo quattro anni fa e argento olimpico a Rio e Tokyo, e l’Italia l’accarezza per quasi un tempo, prima di ricevere tre sberle a ridosso dell’intervallo che mandano al tappeto Bonansea e compagne. La squadra di Milena Bertolini, infatti, parte bene, tanto che dopo meno di un minuto va alla conclusione con Cantore – unica novità rispetto all’esordio, fuori Giacinti – chiamando Musovic alla parata in due tempi. La Svezia fatica a trovare spazio, con Salvai e Linari pronte a chiudere ogni varco e ancora Cantore si mette in evidenza al 17′: altra conclusione che Musovic non trattiene ma Giugliano sulla respinta trova solo l’esterno della rete. Per il primo squillo scandinavo bisogna aspettare un tiro da fuori senza pretese di Rubensson al 23′ ma è una conclusione che sveglia la squadra di Gerhardsson, su tutte Rolfo. L’Italia arretra pericolosamente, fa muro davanti a Durante ma fra il 39′ e il 46′ capitola per tre volte, due su calcio d’angolo (spizzata vincente di Ilestedt anticipando l’uscita del portiere azzurro e poi Rolfo), in mezzo il guizzo di Blackstenius sul cross dalla destra di Kaneryd che Durante aveva provato a sporcare. Un triplo colpo fatale (e sull’1-0 è provvidenziale l’uscita di Durante su Blackstenius dopo l’errore di Di Guglielmo), dal quale l’Italia non si riprende, tanto che al 5′ della ripresa arriva il 4-0 svedese, manco a dirlo ancora con Ilestedt che salta indisturbata su corner dalla sinistra. Bertolini prova a cambiare qualcosa, un pò per scuotere la squadra, un pò pensando anche al Sudafrica, ma in pieno recupero arriva anche la ‘manità firmata da Blomqvist in contropiede. La partita, però, era ormai finita da un pezzo. Non ancora il Mondiale delle azzurre: mercoledì ci saranno 90 minuti da giocare a tutta.
– foto LivePhotoSport –
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Mattarella ricorda padre Dall’Oglio “Testimone e costruttore di pace”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono trascorsi dieci anni dal rapimento in Siria di padre Paolo Dall’Oglio. Da allora nessuna notizia è stata capace di rinfocolare la speranza della sua sopravvivenza. In questo giorno che rinnova il dolore e, con esso, il ricordo di uomo generoso, che ha donato tutto se stesso alla solidarietà, al dialogo, all’aiuto di chi più è nel bisogno, desidero esprimere i sentimenti più profondi di vicinanza ai familiari e a quanti con loro condividono lo strazio dell’attesa”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che aggiunge: “Paolo Dall’Oglio, testimone e costruttore di pace, ha fatto sì che la sua fede religiosa non si sia mai espressa come motivo di contrasto. La sua vita è sempre stata una spinta incessante a ricercare la condivisione, l’incontro, la giustizia, l’unità, in nome della persona, di ogni persona, della sua integrità, della sua inviolabile dignità. Ha sfidato pregiudizi e regimi, ha vissuto con i più poveri, ha percorso coraggiosamente i deserti e i territori dei conflitti, dell’odio, della sopraffazione, per portare speranza e umanità. Per quanto possano apparire inermi, i testimoni di pace sono protagonisti della storia. La memoria della loro presenza e del loro passaggio va tenuta alta, ancor più in una stagione in cui le ferite della guerra insanguinano il Medio Oriente e la nostra Europa”.
foto Agenzia Fotogramma
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Schifani “Solo il 2% dei roghi ha cause naturali”

PALERMO (ITALPRESS) – “Soltanto il 2% dei roghi ha una causa naturale. Dietro una parte consistente di roghi si celano motivi di ritorsione o vendetta, il rinnovo delle aree destinate ai pascoli oppure interessi illegali, ma non mi avventuro in ipotesi investigative che non mi competono”. Così, in un’intervista a il Giornale, il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, che dalle colonne del quotidiano porge “un pensiero sincero alle vittime di questi giorni infernali e a tutti gli operatori che hanno combattuto fino al limite estremo delle forze. E’ stata una battaglia contro il tempo per salvare quello che mani assassine hanno tentato di distruggere. Hanno dimostrato un’abnegazione e un coraggio fuori dal comune. Oggi la situazione è in netto miglioramento con incendi, domati per il 98%. I pochi focolai sono sotto stretto presidio dei vigili del fuoco”. Una situazione davvero eccezionale, sottolinea il Governatore, “sia nell’intensità sia nella persistenza dell’ondata di calore con temperature superiori ai 47 gradi con punte fino ai 51, superiori a ogni precedente record a cui va aggiunto un forte vento di scirocco. Una coincidenza di elementi che ha reso la situazione complessa e fuori dall’ordinario”.
Il parco archeologico di Segesta ha riaperto i battenti: “Grazie alle opere di pulitura e potatura, programmate per tempo, abbiamo evitato il peggio, salvando il tempio, il teatro e la casa del Navarca – spiega Schifani -. Abbiamo lavorato giorno e notte per garantire la riapertura del parco e abbiamo dato il via al Segesta Teatro Festival. Uno sforzo reso possibile grazie ai dipendenti del Parco, al Corpo Forestale e ai tanti volontari”.
In merito ai danni, la stima secondo il Presidente della Regione siciliana è di “oltre 60 milioni di euro a cui bisogna aggiungere gli oltre 200 per la distruzione di produzioni e strutture agricole. Non abbiamo paura per la stagione turistica, la Sicilia è un ‘paradiso in terrà e siamo già pronti ad accogliere i milioni di turisti che ci hanno scelto. Tuttavia voglio stigmatizzare una campagna denigratoria messa in piedi da certa stampa estera che racconta una Sicilia come una zona di guerra. E’ uno sciacallaggio che non meritiamo e anzi voglio ringraziare il ministro Santanchè e il governo per aver stanziato un fondo di 10 milioni”.
“Da inizio anno al 27 luglio 2023, nella provincia di Palermo sono bruciati 17.957 ettari di vegetazione (il 35% del totale nazionale), in quella di Agrigento 6.592 ettari, di Messina 3.963 e di Siracusa 3.957. Una piaga che va assolutamente fermata con azioni di prevenzione e politiche mirate. Serve personale e il ricorso alle nuove tecnologie per controllare il territorio, individuare precocemente i roghi e magari cogliere sul fatto i piromani”, dice Schifani, che in merito alla situazione dell’aeroporto di Catania, dichiara: “Enac e Sac, società di gestione dell’aeroporto sono al lavoro per migliorare progressivamente l’operatività dello scalo attualmente limitata a causa dell’incendio che ha coinvolto una parte dell’aerostazione. Sono state quasi completate le operazioni di pulizia e bonifica del Terminal A con più di 200 uomini impegnati giorno e notte. Lo scalo non ha mai chiuso i battenti. Dal 26 luglio i voli, sono passati da 8 a 10 all’ora. Dal primo agosto, quando entrerà in funzione la tensostruttura allestita dall’Aeronautica, si potrà arrivare fino a 14. Il ritorno alla piena normalità dovrebbe esserci tra il 3 e il 5 agosto. Mentre alcuni esponenti politici si cimentano in pretestuose polemiche, monitoro giornalmente il rispetto del cronoprogramma, affinchè lo scalo possa essere restituito a tutti i Siciliani”.
foto ufficio stampa Regione siciliana
(ITALPRESS).

Meloni “L’Italia è affidabile e credibile”

MILANO (ITALPRESS) – “E’ successo, banalmente, che sono stata, anticipata da una propaganda falsa che aveva raccontato l’ipotesi di un governo a guida centrodestra, a guida Meloni, come un disastro sul piano della tenuta dei rapporti internazionali, sul piano della tenuta economica per l’Italia, sul piano, diciamo così, della tenuta delle istituzioni e della nazione. Poi però nella realtà, quando non si può più mistificare – perchè i fatti contano più del racconto che si fa di quei fatti – quello che è emerso è che l’ipotesi di un governo a guida centrodestra con Giorgia Meloni Presidente del Consiglio era l’ipotesi di un governo serio, di un governo che sa stare nei contesti multilaterali, di un governo affidabile, credibile, che pone con determinazione il tema dei suoi interessi nazionali senza dimenticare l’interesse nazionale degli altri”. Lo ha detto a Sky TG24 il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’intervista sarà trasmessa anche da Sky News e Nbc.
“E’ l’unico modo serio – ha spiegato il Presidente del Consiglio – per gestire la politica internazionale: chiedersi sempre quale sia l’interesse del proprio interlocutore e dove gli interessi, diciamo, diversi che si hanno possono convergere, che è quello che io ho fatto. Pongo delle questioni che sono di interesse per l’Italia ma cercando anche i punti di convergenza con interessi che possono essere degli altri. Quando noi, ad esempio, oggi poniamo nei contesti internazionali – penso all’Europa, penso appunto al rapporto con gli Stati Uniti – il tema del Mediterraneo o dell’Africa, questo è un tema che non riguarda solamente l’Italia ma che riguarda il ruolo dell’Occidente in una parte fondamentale dello scacchiere internazionale. E quindi la gente, cioè gli altri, i nostri partner, ci ascoltano e scoprono che siamo seri, affidabili, credibili e determinati a difendere i nostri interessi. E quindi abbiamo costruito, diciamo, rapporti che poi si solidificano anche nella dimensione personale, insomma nella capacità – e forse io sono anche aiutata dal fatto di parlare direttamente le lingue e quindi da un’umanità, questo dà un’immediatezza nei rapporti interpersonali, perchè poi la politica è fatta di persone, che ha sicuramente aiutato – e credo che non sia stato difficile alla fine, diciamo, smontare la narrativa che era stata fatta”.
foto Agenzia Fotogramma
(ITALPRESS).

Calenda “Io voglio un patto repubblicano”

ROMA (ITALPRESS) – “Io non so cosa vogliano fare Bonetti, Marattin e Rosato. Noi andiamo avanti nella costruzione di un’area che io chiamerei di responsabilità repubblicana, che si ispira alla prima parte della Costituzione e al metodo del governo Draghi. Ovviamente le porte sono aperte a chi vuole contribuire a questo lavoro, ma non facciamo campagna acquisti”. Così al Corriere della Sera il leader di Azione, Carlo Calenda.
“Sia la destra che la sinistra quando sono all’opposizione, ma, spesso, anche quando sono al governo – spiega -, sono faziose e ideologiche. E’ per questo che non riusciamo a risolvere un problema che sia uno in questo Paese. E’ una situazione che va superata, perciò propongo un patto repubblicano”.
“Io dico: siate faziosi su tutto se dovete, ma individuiamo tre aree, che sono il salario minimo, il Pnrr e il servizio sanitario nazionale, su cui discutere tra opposizioni e governo senza pregiudizi ideologici – sottolinea Calenda -. Se questo patto non funziona il Paese è destinato al disastro e ci ritroveremo a dover chiamare non Draghi, perchè non credo sia disponile, ma un’altra figura esterna alla politica che metta a posto le cose. In Italia siamo oramai all’eterno ritorno dell’uguale”.
Poi, in merito alla commissione Covid, dice “io penso che sia un’arma politica impropria. E’ del tutto evidente che è un’operazione della destra, e di Italia viva, per regolare i conti con Conte. Io, a differenza di Iv, ero all’opposizione di quel governo, che ho duramente criticato, ma non ha senso montare un circo mediatico che non porterà a nulla. Oggi la sanità è la grande emergenza nazionale con liste d’attesa infinite che costringono gli italiani a indebitarsi per curarsi a spese proprie. Invito Iv a lasciar perdere questa storia”. “Azione e Iv – aggiunge – sono due partiti separati che però su molte cose, penso, per esempio, alle proposte che abbiamo fatto sulle licenze dei taxi o sull’ azzeramento delle liste d’attesa nella sanità, continuano a lavorare insieme. Su altre cose la vediamo diversamente”. E sul salario minimo, “Meloni – commenta – ha aperto a un confronto. Bisogna lavorarci sopra in modo serio e responsabile e contemporaneamente ampliare ad altre aree questo metodo di lavoro”. “Prima della pausa estiva spero di incontrarla insieme alle altre opposizioni – dichiara -. Almeno così mi pare di aver capito dalla premier. E’ un incontro importante per cominciare a capire qual è la loro idea sui salari perchè su questo, come su altri temi, non sappiamo quali siano i piani del governo. Finalmente un confronto di merito, perchè qui continuiamo a parlare di argomenti che sono totalmente marginali rispetto alla vita delle persone”.
foto Agenzia Fotogramma
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