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Sorgesana è l’acqua ufficiale della SSC Napoli

NAPOLI (ITALPRESS) – SGAM SpA e SSC Napoli SpA, dopo diciotto stagioni di partnership che hanno visto campeggiare sulle maglie del Napoli il marchio Lete in qualità di Main Sponsor del club campione d’Italia, inaugurano una nuova collaborazione con protagonista Acqua Sorgesana, altro brand di casa SGAM.
Sorgesana sarà “Acqua Ufficiale della SSCN” per le prossime due stagioni ed accompagnerà i campioni d’Italia in ogni momento della loro vita sportiva, dagli allenamenti alle partite e nel loro piano alimentare, oltre a godere di una importante visibilità a bordo campo e in conferenza stampa.
“Siamo stati i primi in assoluto ad accogliere la sfida della SSCN targata Aurelio De Laurentiis – dichiara Nicola Arnone, Presidente ed Amministratore Delegato di Sgam Spa – quando nel 2005 abbiamo legato il nostro già noto ed affermato marchio Lete ad un club in fase di rinascita, accompagnandolo fino al traguardo della vittoria del terzo scudetto per poi proseguire nel nostro progetto di espansione internazionale percorrendo nuove strade. Il nostro legame con il territorio, Il club azzurro, i tifosi del Napoli e la famiglia de Laurentiis è solidissimo – conclude Nicola Arnone – e per questo motivo abbiamo deciso di proseguire la partnership con SSC Napoli inaugurando con Acqua Sorgesana una nuova era”.
“Dopo diciotto anni vissuti insieme molto intensamente siamo arrivati a conquistare uno storico scudetto con Lete sul nostro fronte maglia – commenta il Presidente della SSC Napoli Aurelio De Laurentiis -. Da oggi inizia una nuova era per la nostra partnership e siamo molto contenti di poterla avviare con Acqua Sorgesana. Siamo certi che il nostro percorso comune andrà avanti ancora per molto tempo, raggiungendo traguardi sempre più sfidanti”.
Acqua Sorgesana è già stata in passato Main Sponsor della SSC Bari per tre stagioni.

– foto ufficio stampa SGAM –

(ITALPRESS).

Studio Milano-Bicocca, bambini 13 mesi sperimentano l’esclusione sociale

MILANO (ITALPRESS) – L’esperienza di essere ignorati in presenza degli altri, nota con il nome di ostracismo, è un fenomeno che si verifica comunemente nell’arco della nostra vita in diversi contesti e a diverse età. Esso influisce negativamente sui bisogni psicologici fondamentali e induce cambiamenti fisiologici e comportamentali negli adulti.
Un nuovo studio, dal titolo “You can’t play with us: First-person ostracism affects infants’ behavioral reactivity”, condotto presso il Bicocca Child&Baby Lab dell’Università di Milano-Bicocca, e appena pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Child Development, ha rivelato come anche i bambini di soli 13 mesi siano sensibili all’ostracismo e reagiscano in modo diverso quando vengono inclusi o esclusi in situazioni sociali.
Nel corso degli ultimi vent’anni, diversi studi si sono occupati di comprendere le dinamiche sottostanti il fenomeno dell’ostracismo. A oggi è noto come, a partire dall’età scolare, l’essere esclusi da situazioni sociali possa influenzare i bisogni psicologici di base come il bisogno di appartenenza e l’autostima, causando cambiamenti fisiologici come l’accelerazione del battito cardiaco. Non solo, l’ostracismo può anche modificare i nostri comportamenti, consentendoci di adottare atteggiamenti prosociali o antisociali a seconda della situazione.
Ma come e quando emerge questa precoce sensibilità all’esclusione sociale? Per cercare di rispondere a questa domanda, la ricerca, realizzata presso il Bicocca Child&Baby Lab da un gruppo di ricercatori coordinato da Ermanno Quadrelli, docente di psicologia dello sviluppo e psicologia dell’educazione, all’interno di un finanziamento della Commissione Europea tramite un bando Marie Sklodowska-Curie Innovative Training Network (Progetto MOTION), ha esaminato gli effetti dell’ostracismo sul comportamento di bambini di 13-14 mesi.
I bambini venivano coinvolti in un gioco con una palla insieme a due sperimentatori. Durante il gioco potevano essere inclusi, ricevendo e passando la palla in modo equo con gli sperimentatori, oppure ostracizzati, venendo ignorati dagli sperimentatori ed esclusi dal gioco dopo i primi due passaggi. Il comportamento dei bambini veniva registrato per consentire di valutare in maniera dettagliata le espressioni facciali, vocali e posturali degli stessi durante le diverse fasi dell’esperimento.
I risultati ottenuti hanno dimostrato che i bambini ostracizzati mostravano una minor quantità di comportamenti a valenza positiva, quali sorrisi e risate, mostrando invece in misura maggiore espressioni emotive negative, quali pianto ed espressioni di rabbia, rispetto a quelli inclusi. I bambini esclusi, inoltre, si mostravano molto più attenti al gioco, osservando più a lungo la palla e/o i giocatori, e ricercavano l’attenzione degli altri giocatori, verosimilmente in un tentativo di essere re-inclusi nell’interazione sociale.
Questi risultati rivelano, per la prima volta, come, già a partire dai 13 mesi di età, i bambini siano sensibili all’ostracismo, mostrando una risposta comportamentale in linea con quanto osservato in bambini più grandi e negli adulti. Complessivamente, i dati raccolti forniscono inoltre nuove informazioni sullo sviluppo delle abilità di interazione sociale in prima infanzia ed evidenziano come la sensibilità all’esclusione sociale negli adulti affondi le sue radici nei primi mesi di vita.
I dati di ricerca ad oggi disponibili indicano come essere persistentemente ignorati dai coetanei a partire dalla scuola materna può comportare reazioni di insoddisfazione in classe fino a compromettere le prestazioni scolastiche.
“Adottare una prospettiva evolutiva e studiare gli effetti dell’ostracismo fin dalla prima infanzia – sostiene Ermanno Quadrelli – consente non solo di ampliare le conoscenze sullo sviluppo sociale nei primi anni di vita, ma mette anche in evidenza la necessità di intervenire precocemente per contrastare l’ostracismo e promuovere un ambiente inclusivo sin dai primi anni di vita. In questo senso, la creazione di programmi educativi e di intervento mirati a favorire l’integrazione sociale e a sviluppare abilità di adattamento socio-emotivo potrebbe contribuire a mitigare gli effetti negativi dell’ostracismo sui bambini e migliorare le loro prospettive di successo accademico e di benessere sociale”.
-foto Agenzia Fotogramma –
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Un tuffo verso Parigi2024, bronzo e pass per Bertocchi-Pellacani

FUKUOKA (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Elena Bertocchi e Chiara Pellacani tirano fuori dal cilindro il colpo di classe e si prendono un fantastico bronzo e il pass olimpico dai tre metri sincro, a coronamento di una finale con il colpo di scena nella coda, che ha aperto il programma pomeridiano della seconda giornata dei Mondiali di Fukuoka in svolgimento alla Prefectual Pool. Eccellenti, senza sbavature tutte le routine delle azzurre – settime alle Olimpiadi, agli europei oro a Glasgow 2018, argento a Budapest 2021, Roma 2022 e bronzo a Cracovia 2023 – che chiudono con 285.99 punti, beffando proprio all’ultimo respiro le statunitensi, terze praticamente per tutta la gara, che vanno fuori sincro nel doppio salto mortale e mezzo avanti con un avvitamento carpiato (54.90) e non oltre i 285.39 punti. L’oro va alle cinesi e campionesse uscenti Yani Chang e Yiwen Chen con 341.94 punti e l’argento alle britanniche Yasmin Harper e Scarlett Mew Jensen con 295.68. Si tratta della terza medaglia nella specialità (0-2-1), l’ultima porta ovviamente la firma di Tania Cagnotto e Francesca Dallapè: seconde a Barcellona 2013. “E’ una stupenda giornata – la gioia di Elena Bertocchi – Questo risultato è più che inaspettato, praticamente non ci siamo mai allenate insieme. Questo è lo sport: succedono cose incredibili ed inattese. Ieri sono scivolata dal trampolino per un nullo mai visto in carriera; oggi è toccato alle americane sbagliare. Il bronzo è un punto di partenza per le Olimpiadi di Parigi 2024, dove arriveremo con un’altra preparazione e grande consapevolezza. Chiara per me è come una sorella minore; sono cinque anni che siamo sempre a contatto e che ci alleniamo per arrivare a questi traguardi. Molte volte gli infortuni, soprattutto miei, c’hanno bloccato ma adesso il momento difficile è alle spalle”. “Io non avevo realizzato subito che le americane avessero sbagliato, è stata Elena ad avvertirmi – svela ancora sorpresa Chiara Pellacani – Ancora non mi rendo conto di cosa sia successo. Siamo state brave e fortunate. Adesso ci prepareremo meglio per le Olimpiadi di Parigi. La nostra forza è l’amicizia e la grande intesa che abbiamo da tanti anni ormai. Siamo brave a gestire la tensione: abbiamo due caratteri differenti e ci completiamo a vicenda”. “E’ una medaglia tosta, pesante – il commento del dt azzurro Oscar Bertone – Il percorso non è stato semplice e mettere insieme questa coppia, tra l’operazione alla schiena di Elena, che è stata ferma tre mesi, e gli studi all’estero di Chiara, è stato davvero arduo. Abbiamo fatto un capolavoro tutti: ragazze e staff. E’ un risultato che ci onora e gratifica il nostro lavoro”.
– Foto Image –
(ITALPRESS).

Lopez (Purina) “Con amici a 4 zampe al lavoro aumenta la produttività”

MILANO (ITALPRESS) – Portare gli amici a quattro zampe sul luogo di lavoro è possibile, anzi spesso migliora anche la produttività. Ne sa qualcosa Purina, azienda leader in Europa nella cura dell’alimentazione dei pet, i cosiddetti animali da compagnia, che da anni permette ai propri dipendenti di ospitare i propri animali al lavoro e che ora si propone di dare una mano alle altre aziende che intendono sperimentare questa possibilità.
“E’ una pratica che noi abbiamo iniziato da quasi 10 anni – afferma il Regional Director per l’Italia e il Sud Europa di Purina, Rafael Lopez, intervistato da Italpress – Sappiamo che quasi il 40% delle famiglie italiane ha un pet e sappiamo della relazione intima che le persone hanno nei confronti dei loro animali di compagnia. Vogliamo portare questa relazione e questo benessere anche in ufficio, perchè sappiamo che ha un impatto positivo sulla situazione personale e la psicologia del lavoratore, ma anche sulla produttività”.
“Lo facciamo con un protocollo e un regolamento semplice, che ogni proprietario deve rispettare. Si tratta principalmente di regole comportamentali – aggiunge Lopez -. Il nostro compito è quello di assicurarci che queste regole siano rispettate. Negli ultimi sette anni poi, abbiamo sviluppato la Pets at Work Alliance, per supportare le aziende che hanno interesse a sviluppare questa pratica, proponendo loro il nostro protocollo”. Benessere degli animali, ma anche dei loro proprietari e dell’ambiente, tra gli obiettivi dell’azienda.
“Purina è un’azienda che, nel corso dei suoi 125 anni di vita, si è presa cura dei pet, sviluppando specifiche progettualità per le persone che li amano e poi, negli ultimi anni, prendendosi cura dell’ambiente integrando con attività legate alla sostenibilità – commenta il numero uno di Purina in Italia -. Da sempre la nostra parola d’ordine è innovazione: siamo stati la prima azienda, nel 1950, a sviluppare quella che oggi chiamiamo ‘crocchettà. Era la prima volta che un’azienda riusciva ad includere in una crocchetta tutti i micronutrienti necessari per la nutrizione di un animale da compagnia. Negli anni 90′ abbiamo capito che ogni proprietario aveva una relazione diversa con il suo animale. E’ per questo che abbiamo sviluppato marchi completamente differenti che andassero incontro alle esigenze specifiche di ogni pet. Infine, abbiamo iniziato a occuparci di sostenibilità, un percorso per noi inevitabile”. A proposito di sostenibilità, l’azienda del gruppo Nestlè ha presentato nel corso del Better With Pets Forum, i suoi nuovi impegni con importanti novità in tema ambientale, in particolar modo con un focus sull’agricoltura rigenerativa. “Si tratta di uno dei nostri impegni – ha spiegato Lopez -. Vogliamo assicurare che i nostri ingredienti in futuro provengano da un’agricoltura rigenerativa. L’obiettivo è quello di lavorare a stretto contatto con gli agricoltori locali per aiutarli ad applicare pratiche rigenerative: risparmiando C02, aumentando la biodiversità e soprattutto assicurando che entro la fine del 2030 almeno il 50% di tutti i cereali e i grani di cui abbiamo bisogno vengano da questa pratica dell’agricoltura rigenerativa”.
-foto Italpress-
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Astea, la formazione continua strategica per la crescita

ANCONA (ITALPRESS) – Una multiutility che distribuisce energia elettrica, acqua, calore e gas e che in alcuni comuni si occupa anche della gestione dei rifiuti. E’ Astea, azienda marchigiana a prevalente capitale pubblico, con oltre un secolo di storia alle spalle. “L’idea nasce nel 1909 con l’intenzione di trasformare l’energia naturale nel benessere per la nostra collettività – ha esordito Massimiliano Riderelli Belli, direttore generale di Astea – Quindi in servizi per il territorio, per rendere migliore la vita dei nostri cittadini”. Un piano formativo realizzato in partnership con Fondimpresa, associazione no profit costituita da Cgil, Cisl e Uil, ha permesso ad Astea di crescere ulteriormente, introducendo sostanziali cambiamenti nel metodo di lavoro. “Astea ritiene che la formazione sia fondamentale per la comprensione di possibili interventi futuri, tanto più che ha anche instaurato una stretta collaborazione con l’Università di Ancona, della quale sono ricercatrice, attraverso progetti di ricerca alternativi – ha spiegato Erica Corradi, ricerca e sviluppo energia rinnovabile di Astea – Ciò ha consentito di avviare interventi di miglioramento ed efficientamento che erano stati precedentemente valutati in sede progettuale contestualmente alla formazione ottenuta”.
“La formazione svolta in materia di risparmio energetico è stata utile – ha aggiunto Martina Santinelli, responsabile telecontrollo reti idriche di Astea – Ci ha permesso di definire l’elettromeccanica da sostituire con alcune più efficienti in termini di motori e rendimenti principalmente, nonchè di vagliare possibili impianti che ci aiutassero a ridurre i consumi energetici della centrale acquedottistica in cui ci troviamo”. “Il motivo di esistere della funzione risorse umane in Astea è quello di allineare alla strategia aziendale le aspettative e i comportamenti delle persone, i 250 per l’appunto che lavorano con noi – ha chiosato Rosa Evangelista, responsabile risorse umane di Astea – La formazione è lo strumento più potente per facilitare questo processo. Crediamo fortemente nel potere trasformativo della formazione, agisce sul sapere e sul saper fare e soprattutto sul saper essere delle persone”.

– foto Italpress –
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Messi presentato a Miami “Ho sempre voglia di vincere”

MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Nemmeno fulmini e acquazzoni hanno rovinato la grande festa al DRV PNK Stadium dell’Inter Miami. Lionel Messi, il nuovo acquisto della franchigia della Florida, è stato ufficialmente presentato per la gioia di circa 20mila tifosi, che hanno sfidato il maltempo pur di dare il meritato benvenuto alla stella argentina, sette volte vincitore del Pallone d’Oro. La ‘Pulcè, 36 anni e campione del mondo con la sua Argentina, ha ricevuto la maglia numero 10 del club della Major League Soccer, con cui ha firmato un contratto sino alla fine del 2025. Per l’occasione è stato presentato anche il centrocampista spagnolo Sergio Busquets, con cui Messi ha giocato con il Barcellona. Il fuoriclasse argentino è entrato in campo attraverso un’enorme passerella ed è stato presentato come “il numero 10 d’America, il miglior numero 10 del mondo”. Ad accoglierlo, con un videomessaggio, due idoli dello sport a stelle e strisce come il sette volte vincitore del Super Bowl Tom Brady e il quattro volte campione Nba Stephen Curry. “Voglio davvero iniziare ad allenarmi e a competere – ha detto Messi – Ho la stessa voglia che ho sempre avuto di giocare, di voler vincere, di aiutare il club a continuare a crescere”. Messi non ha nascosto la sua soddisfazione per una scelta sportiva che è anche di vita: “Sono molto felice di aver scelto di venire a giocare in questa città con la mia famiglia, di aver scelto questo progetto e non ho dubbi che ci divertiremo molto. Succederanno cose molto belle”. Messi, che per la prima volta nella sua già leggendaria carriera militerà in una squadra non europea, ha lasciato i campioni di Francia del Paris St-Germain alla fine della stagione 2022-23 dopo aver segnato 32 gol in 75 partite in due anni. Il co-proprietario dell’Inter Miami David Beckham, ex campione della nazionale inglese, del Manchester United e del Real Madrid con un passato nel Milan, ha salutato la firma di Messi come un “sogno che si avvera”. “Leo, siamo così orgogliosi che tu abbia scelto il nostro club per la fase successiva della tua carriera”, ha ammesso Beckham. Per Messi inizia così una nuova avventura negli States.
– Foto LivePhotoSport –
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Rai, il programma di Facci non andrà in onda

ROMA (ITALPRESS) – La Rai non manderà in onda la striscia quotidiana di cinque minuti “I facci vostri”, inizialmente annunciata per settembre. Lo ha deciso, secondo quanto riporta una nota, l’amministratore delegato Roberto Sergio, informata la Presidente Marinella Soldi, d’intesa con il Direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini e, per i profili di sua competenza, il Direttore Generale Giampaolo Rossi. Lo spazio in palinsesto verrà naturalmente coperto dal prolungamento del programma del mattino di Rai 2 “I fatti vostri”. Il programma che sostituirà “Cartabianca” sarà comunicato nel Cda del 25 luglio.
-foto Agenzia Fotogramma-
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Giustizia, Tajani “La priorità è la separazione delle carriere”

ROMA (ITALPRESS) – «La giustizia è parte fondamentale delle riforme per rendere più competitiva l’Italia. La giustizia civile che non funziona vale 3 punti di Pil. Il processo penale così com’è porta all’assoluzione del 60% dei processati, qualcosa non funziona. Bisogna avere il processo giusto, con la netta separazione tra magistrato inquirente e giudicante».Lo dice Antonio Tajani, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, in un’intervista al Corriere della Sera. “L’appoggio a Nordio sulla modifica del concorso esterno? Dal punto di vista giuridico Nordio ha ragione, la riforma renderebbe la lotta alla mafia più severa. Ma il tema non è nel programma e non c’è l’urgenza. La priorità è la separazione delle carriere”. “Non è una cosa contro i magistrati – aggiunge -. Noi vogliamo innalzare il livello del giudice che giudica, vogliamo metterlo su un piedistallo”.
-foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

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