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Stoltenberg “Se Kiev perde guerra, inutile parlare ingresso in Nato”

VILNIUS (LITUANIA) (ITALPRESS) – “Il nostro compito ora è far sì che l’Ucraina prevalga in questa guerra, garantendo la fornitura di armi e munizioni, perchè se l’Ucraina non vince come nazione democratica e indipendente non ci sarà motivo di discutere delle garanzie di sicurezza o dell’ingresso nella Nato”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in apertura del summit di Vilnius. “Sono certo che gli alleati lanceranno un messaggio forte per sottolineare la necessità che l’Ucraina si avvicini alla Nato” ha aggiunto. (ITALPRESS).

Foto: Agenzia Fotogramma

Berrettini lotta ma cede in 4 set contro un super Alcaraz

LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Matteo Berrettini non ce l’ha fatta a proseguire il suo cammino nel singolare maschile di Wimbledon: è stato sconfitto negli ottavi di finale da un super Carlos Alcaraz. Berrettini, che aveva iniziato con il piede giusto il suo match contro lo spagnolo, numero uno del mondo e del seeding, ha ceduto contro un giocatore in costante crescita, che ha raggiunto ora il miglior risultato della sua giovane carriera sull’erba. La terza vittoria in quattro testa a testa è arrivata con il punteggio di 3-6 6-3 6-3 6-3 e per Alcaraz, vincitore al Queen’s prima di arrivare a Wimbledon, si è trattato del nono successo consecutivo sul verde in questa stagione. Il talento di Murcia troverà al prossimo turno il danese Holger Rune. Sarà la prima volta nell’era open di questo torneo che due under 21 giocheranno contro in un quarto di finale. Era dal 1958 che la Danimarca non aveva un suo rappresentante (l’ultimo fu Kurt Nielsen) fra i primi otto. Non male per un giocatore che prima di quest’anno non aveva mai vinto un match su erba nel tour: il sesto giocatore al mondo si è imposto sul bulgaro Grigor Dimitrov per 3-6 7-6 (6) 7-6 (4) 6-3.
Novak Djokovic ha completato invece il lavoro iniziato ieri contro il polacco Hubert Hurkacz. Il serbo, sette volte vincitore degli Championships, era avanti due set a zero prima dello stop, e dopo aver ceduto il terzo parziale alla ripresa del gioco, ha chiuso per 7-6 (6) 7-6 (6) 5-7 6-4. Avanti anche il russo Daniil Medvedev: il numero 3 del ranking Atp, che mai prima di quest’anno aveva raggiunto i quarti sull’erba londinese, non ha neanche dovuto terminare la propria fatica contro Jiri Lehecka, perchè il tennista ceco si è ritirato quando era sotto nel punteggio per 6-4 6-2 per fastidiose vesciche ai piedi. Nulla da fare, poi, per il greco Stefanos Tsitsipas, che si è invece arreso di fronte allo statunitense Christopher Eubanks. Arrivato a Londra sull’onda dell’entusiasmo dopo essersi aggiudicato a Maiorca il primo titolo Atp della carriera, il 27enne numero 43 del mondo ha rimontato per ben due volte l’ellenico aggiudicandosi l’incontro per 3-6 7-6 (4) 3-6 6-4 6-4.
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(ITALPRESS).

Erdogan dice sì alla Svezia nella Nato, per Stoltenberg “passo storico”

VILNIUS (LITUANIA) (ITALPRESS) – “Sono felice di annunciare che dopo l’incontro con il presidente turco e il primo ministro svedese, il presidente Erdogan ha accettato di inoltrare il protocollo di adesione della Svezia alla Grande Assemblea Nazionale il prima possibile e garantirne la ratifica. Questo è un passo storico che rende tutti gli alleati della Nato più forti e più sicuri”. Così su Twitter il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

– foto: Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS)

Accordo Confindustria-Intesa Sanpaolo, 3 miliardi per le imprese sarde

CAGLIARI (ITALPRESS) – Transizione sostenibile, indipendenza energetica e digitalizzazione delle pmi. Sono i punti cardine della declinazione territoriale sarda dell’accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo, presentata a Cagliari nell’ambito di un incontro che ha messo in luce le prospettive economiche del territorio e le leve per la crescita.
Siglato nell’ottobre 2021, in una congiuntura economica ancora condizionata dalla pandemia, il protocollo nazionale allora sottoscritto dal Presidente di Confindustria Carlo Bonomi e dal CEO di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, individuava alcuni strumenti utili per affrontare la crisi. Oggi l’Associazione di rappresentanza delle imprese manifatturiere e di servizi e il Gruppo bancario rafforzano la collaborazione in un contesto diverso, ponendo l’accento proprio sul tema della Transizione sostenibile, indipendenza energetica e digitalizzazione delle pmi. Per gli imprenditori sardi il credito disponibile è di 3 miliardi di euro rispetto ai 150 messi a disposizione a livello nazionale.
Ad aprire i lavori, i saluti di Antonello Argiolas, Presidente Confindustria Sardegna Meridionale e di Maurizio de Pascale, Presidente Confindustria Sardegna. Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo, ha illustrato il percorso congiunto banca-associazione. Stefano Cappellari, Direttore Regionale Piemonte Nord, Valle D’Aosta e Sardegna di Intesa Sanpaolo, è entrato nel merito dell’attuazione territoriale del protocollo.
Emanuele Orsini, Vice Presidente per il Credito, la Finanza e il Fisco di Confindustria e Stefano Barrese, Responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, si sono confrontati nel dibattito finale su competitività, innovazione e sostenibilità. Sono i tre driver indicati dal protocollo per promuovere l’evoluzione del sistema produttivo in coerenza con le linee guida del PNRR, ponendo al centro della collaborazione azioni a supporto delle aziende in ambito di digitalizzazione e innovazione, rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale, potenziamento delle filiere e sostenibilità.
Inoltre, con il recente programma ‘Motore Italia Transizione Energeticà, Intesa Sanpaolo ha approntato una serie di iniziative per incentivare gli investimenti in energia da fonti rinnovabili e favorire i processi di autonomia energetica delle imprese italiane aumentandone la competitività e generando benefici economici, ambientali e sociali.
Il contributo di analisi economica è stato curato da Giovanni Foresti, economista della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.
‘Le aziende italiane si sono indebitate per oltre 300 miliardi per fare fronte alla pandemia e al caro-energia e il forte aumento dei tassi determinato dalle recenti decisioni della Bce crea tensioni finanziarie alle imprese e rappresenta un grosso freno ai nuovi investimenti, in un momento storico in cui costituiscono una leva centrale per portare avanti con successo la transizione green e digitale in atto – ha detto Orsini -. Per questo è essenziale alleviare le tensioni attraverso operazioni di rinegoziazione e allungamento dei prestiti, lavorando per una maggiore flessibilità nelle regole europee. E in questo quadro la collaborazione banca-impresa diventa un tassello fondamentale per portare avanti soluzioni comuni in grado di dare sollievo a imprese e famiglie e scongiurare la spinta restrittiva su investimenti e consumi e quindi una frenata dell’economia. Con questa consapevolezza Intesa Sanpaolo e Confindustria lavorano da anni insieme a supporto della crescita delle imprese e l’accordo che abbiamo presentato oggi si pone come obiettivo proprio il sostegno alle imprese nella transizione sostenibile, nella digitalizzazione e nell’indipendenza energeticà.
Per Stefano Barrese ‘il nostro Paese ha bisogno di investimenti per garantire competitività e sviluppo. Confindustria e Intesa Sanpaolo condividono questa esigenza e offrono soluzioni concrete e modulabili per le nuove esigenze delle imprese. Abbiamo già avuto la riprova che nella complessità possono emergere soluzioni ed opportunità. Se siamo riusciti ad affrontare emergenze come la pandemia o la crisi energetica conseguente al conflitto russo-ucraino è grazie anche al coraggio delle aziende e alla collaborazione tra banca e sistema imprenditoriale – ha aggiunto -. L’accordo con Confindustria punta a garantire un accompagnamento congiunto e il sostegno finanziario necessario per realizzare piani di crescita, di innovazione e di transizione energetica nell’ottica della sostenibilità. In particolare, per gli imprenditori sardi il credito disponibile è di 3 miliardi di euro rispetto ai 150 messi a disposizione a livello nazionalè.
Secondo Antonello Argiolas ‘l’alleanza tra banche e imprese si configura come un elemento strategico fondamentale per il funzionamento di ogni economia moderna. L’accordo tra Confindustria la più importante organizzazione datoriale in Italia e, Intesa Sanpaolo la più grande Banca italiana è un perfetto esempio di collaborazione. Le nostre imprese associate che hanno affrontato un lungo periodo di fortissime difficoltà, (pandemia, aumenti delle materie prime, aumento dei costi energetici) sono riuscite in qualche maniera a superarle dimostrando una grande resilienza, si trovano ora ad affrontare una nuova sfida: quella della transizione ambientale e digitale. Transizione necessaria alla luce della complessità dei nuovi scenari geopolitici e climatici che stiamo affrontando. Le imprese purtroppo si trovano oggi ad operare in un contesto reso ancora più complesso, dall’incremento repentino e significativo dei tassi di interesse che si è avuto negli ultimi mesi a partire dallo scorso settembre – ha proseguito -. Questa situazione complica e scoraggia la realizzazione di nuovi investimenti proprio nel momento in cui essi avrebbero dovuto correre per recuperare il tempo perso e rispettare i vincoli delle scadenze del PNRR. PNRR un’opportunità imperdibile per le nostre imprese per aggiornare i modelli di business e conseguire una crescita significativa, aumentando la propria competitività. In questo senso, il PNRR si configura come una leva strategica fondamentale da sfruttare appieno. E’ fondamentale quindi lavorare tutti insieme per creare un ambiente favorevole all’innovazione, all’accesso al credito e alle opportunità di finanziamento per le imprese, in modo da consentire loro di realizzare appieno il proprio potenziale e di contribuire in modo significativo alla crescita economica della regionè.
‘A distanza di tre anni dal lockdown e con poco più di un anno trascorso dall’inizio del conflitto russo-ucraino, la situazione economica del sistema produttivo sardo non ha ancora raggiunto i livelli pre-pandemia – ha affermato Maurizio de Pascale -. E strumenti come quelli messi a disposizione dall’accordo tra Confindustria e Intesa Sanpaolo sono diventati essenziali per sostenere e supportare le esigenze delle imprese di tutte le dimensioni, ma in particolare delle PMI, che costituiscono l’ossatura del sistema produttivo locale. E’ di cruciale importanza poter affiancare e accompagnare queste imprese durante la transizione tecnologica e ambientale. In questo quadro anche le ZES costituiscono un volano di potenziale di sviluppo per il nostro territorio ed è per questo che bisogna renderle rapidamente operative rafforzando la collaborazione tra pubblico e privato. Attraverso questa collaborazione è possibile, infatti, creare un tessuto produttivo green, sostenibile e favorevole all’innovazione e all’adozione di nuove tecnologie, consentendo alle imprese di rimanere competitive sui mercati nazionali ed internazionalì.
‘Questo appuntamento rafforza l’accordo che abbiamo siglato con Confindustria a fine 2021 – ha sottolineato Anna Roscio -. L’obiettivo è aiutare le nostre imprese nel rafforzare ulteriormente il processo di digitalizzazione, transizione sostenibile ed energetica, oltre alla crescita dimensionale. Temi a cui si aggiunge l’importanza delle capacità manageriali e delle nuove competenze. Le nuove sfide per le imprese si giocano infatti nella capacità di miglioramento della propria competitività e produttività, facendo leva sulla sostenibilità ambientale, sociale e di governance. Il nostro obiettivo è anche incentivare l’indipendenza energetica delle imprese agevolando gli investimenti nelle rinnovabili e nelle comunità energetiche rinnovabili, ancor più importanti nelle situazioni insulari dove l’approvvigionamento è difficile e costosò.
‘Dal nostro lavoro sul territorio emerge, pur in un contesto complesso, una positiva determinazione dell’imprenditoria sarda. Nel 2022 abbiamo osservato un buon andamento dell’export, che ha realizzato un +58,8% rispetto ai livelli pre-Covid del 2019 – ha detto Stefano Cappellari -. Anche il primo trimestre 2023 è in crescita del 5,1% rispetto allo stesso periodo del 2022, in particolare nei settori prodotti in metallo, agroalimentare e meccanica, e senza considerare il petrolifero. Il Pnrr rappresenta la più grande opportunità per realizzare un vero rilancio, stiamo lavorando per mettere in connessione i grandi progetti con il tessuto economico-produttivo, con uno sguardo particolare alle progettualità connesse alla logistica, facendo leva sulle ZES’.
L’economia sarda è caratterizzata da un peso elevato del terziario e, al contempo, è in grado di esprimere alcune eccellenze anche nel manifatturiero, nell’agricoltura e nelle costruzioni.
Nel terziario – come emerge da un’analisi della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo – spicca il turismo: le imprese della regione appartenenti a questo settore (13mila e 500) rappresentano il 9,3% del totale. Il territorio, nel pre-COVID, accoglieva ogni anno quasi 16 milioni di turisti (15.834.400 nel 2019); nel 2022 le presenze di turisti sull’isola hanno superato i livelli 2019 del 3,5% arrivando a contare 16.387.887 presenze.
Anche l’agricoltura e l’allevamento hanno un peso rilevante sul territorio. Si contano circa 35 mila imprese agricole, con una rappresentatività sul totale nazionale del 4,9% e con un peso sul totale delle imprese sarde del 24,2% (dati 2022). Questo settore in Sardegna impiega il 9,5% degli occupati (5,4% in Italia) e produce il 4,1% del valore aggiunto (vs. 2,2% in Italia) (dati 2021).
Il settore delle costruzioni, con quasi 20mila e 400 imprese, rappresenta poco meno del 5% del valore aggiunto regionale, in linea con la media italiana. Le imprese attive in Sardegna sono concentrate prevalentemente nelle due province di Cagliari e Sassari, che insieme totalizzano quasi tre quarti del totale.
Nel manifatturiero oltre il 70% degli addetti è impiegato in cinque settori: Alimentare, Prodotti in metallo, Riparazione, Manutenzione e installazione macchine e attrezzature, Industria del legno e sughero e Prodotti e materiali da costruzione.
La pandemia prima e la crisi energetica poi hanno reso ancora più prioritari gli investimenti in tecnologia, sostenibilità, risparmio energetico e rinnovabili. Investire conviene perchè accresce la competitività, avvicina i mercati di sbocco e mitiga i rischi di lungo termine legati ai cambiamenti climatici e alla disponibilità delle materie prime. Peraltro, negli ultimi anni la Sardegna è la regione italiana che ha registrato l’aumento maggiore della potenza installata nel fotovoltaico, salita a quota 1.141 MW, il 54,1% in più rispetto al 2016 (+30,1% il dato medio italiano). Si è portata così al quarto posto in Italia per potenza installata pro-capite, alle spalle di Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Trentino-Alto Adige.
La collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Confindustria ha una storia più che decennale. Nata da un’interpretazione sinergica e condivisa del rapporto tra banca e impresa, si è rafforzata nel corso degli ultimi anni. A partire dal 2009, infatti, sono stati sottoscritti una serie di accordi improntati a una visione di politica industriale di ampio respiro, finalizzati a rendere la finanza e il credito componenti strategiche al servizio della competitività del mondo imprenditoriale. Sono stati declinati e condivisi temi cruciali quali: internazionalizzazione, sostegno alle filiere produttive, investimenti in ricerca e innovazione, valorizzazione degli aspetti qualitativi del credito. Queste iniziative congiunte hanno consentito di supportare decine di migliaia di imprese e pmi con credito per oltre 200 miliardi di euro, affiancandole nelle fasi più critiche di uno scenario economico in continua evoluzione.
L’attuale accordo, della durata di 3 anni, è stato firmato il 18 ottobre 2021 da Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria e da Carlo Messina, Consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo.

– foto col/Italpress –

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Edilizia, Panzarella “Formazione e sicurezza con occhio al Pnrr”

ROMA (ITALPRESS) – “Il Pnrr sicuramente è una grande opportunità, una grande occasione che non possiamo assolutamente perdere. Dispiace che negli ultimi mesi si sia discusso sulla possibilità di spendere tutti i soldi o meno, dobbiamo fare di tutto affinchè vengano spesi tutti i soldi, ma soprattutto bisogna spenderli bene. Il sindacato in modo unitario con il ministero delle Infrastrutture ha fatto un protocollo, dando la disponibilità di fare lavorare i nostri lavoratori h24 sette giorni su sette, ovviamente su turni, perchè ci sembrava opportuno mettere a terra questi soldi. Oggi abbiamo quasi paura di poterli spendere questi soldi, sicuramente siamo un pò in ritardo, ma il settore dell’edilizia è più avanti rispetto ad altri comparti, siamo al 9%”. Lo ha detto Vito Panzarella, segretario generale Feneal Uil, in un’intervista all’Italpress, nella quale ha fatto il punto della situazione per quanto riguarda i fondi del Pnrr e lo stato dei contratti nei settori di riferimento, senza tralasciare i temi della formazione e della sicurezza. “Le richieste principali sono state messe sul tavolo. Prima di tutto, anche con l’associazione costruttori, abbiamo puntato sulla qualificazione del settore. Non basta qualificare il Paese, fare le infrastrutture grandi e piccole, ma bisogna farle anche con imprese qualificate. Il nostro settore negli ultimi dieci anni è stato totalmente disarticolato, nell’ultimo contratto abbiamo puntato molto sulla formazione – ha aggiunto – Oggi il problema che abbiamo, rispetto a un anno e mezzo fa, è che non si trovano lavoratori qualificati. Su questo siamo in ritardo ma stiamo facendo di tutto e questo è anche legato al tema della sicurezza. Penso non dobbiamo mai dimenticarlo e in ogni occasione ribadirlo, per questo abbiamo già lanciato come Uil una grande campagna con l’obiettivo ‘zero mortì sul lavoro. Dopo la pandemia era evidente che il rischio di una strage nei cantieri ci sarebbe stato, perchè con tutti i soldi da spendere era chiaro come la corsa avrebbe provocato problemi. Abbiamo portato proposte, chiesto di aumentare gli ispettori, perchè senza controlli non si realizza nulla. E poi va anche aggiunto quello che sta succedendo coi contratti pirata e il dumping contrattuale: ognuno si alza la mattina e fa il contratto che vuole. Così tutto il buon lavoro che facciamo va vanificato e il rischio aumenta”, ha spiegato il leader sindacale.
Sul versante dei rinnovi contrattuali, quello “del settore del legno è stata una grande battaglia. C’è stato anche uno sciopero generale perchè i lavoratori avevano delle aspettative importanti. Nell’ultimo anno l’inflazione ha eroso in maniera importante i salari e il problema si è creato perchè il modello costruito molto bene negli anni passati ha retto finchè l’inflazione era bassa. Con Federlegno alla fine abbiamo trovato una giusta mediazione: abbiamo rinnovato solo la parte economica per i prossimi anni e la parte del modello con la doppia pista dove si va a recuperare l’inflzione totale l’anno successivo. Questo ha portato una risposta salariale ai lavoratori che è molto apprezzata. Penso possa essere d’aiuto per il rinnovo degli altri contratti”, ha concluso Panzarella.
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Santanchè “Non partecipo al processo mediatico”

MILANO (ITALPRESS) – “Non partecipo al processo mediatico. Quello che dovevo dire l’ho detto in Senato”. Così il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, a margine del convegno “Un’altra Europa da conservare” organizzato da Fratelli d’Italia a Palazzo Pirelli a Milano.
“La notizia – ha sottolineato – è che ad oggi non ho ancora ricevuto avviso di garanzia. Come tutti i cittadini mi difendo nei tribunali, dove, peraltro le cose stanno andando, come voi sapete, bene”.

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Renzi “Sulla giustizia serve una riforma vera”

ROMA (ITALPRESS) – “A proposito di riforma della giustizia, ha ragione Paolo Mieli questa mattina sul Corriere della Sera. Anzichè inseguire i fantasmi dell’ennesima contrapposizione ideologica, esasperata nel dibattito anche di questa ultima settimana, sarebbe utile recuperare lucidità e fare una riforma vera, che serve a tutti”. Lo afferma il leader di Italia Viva Matteo Renzi nella sua e-News.
“Aggiungo: ho accolto una bella idea di Enrico Costa e grazie alla disponibilità di Ivan Scalfarotto e Lella Paita abbiamo deciso che nelle discussioni sulla riforma Nordio io mi trasferirò in Commissione Giustizia lasciando la mia commissione a Ivan – aggiunge -. Dunque seguirò personalmente dalla Commissione il DDL Nordio e con Enrico Costa abbiamo deciso che lavoreremo gomito a gomito presentando emendamenti insieme e giocando di sponda, lui alla Camera, io al Senato. Mi sembra un buon modo per provare ad affermare le idee su cui abbiamo lavorato al Governo insieme e su cui abbiamo fatto campagna elettorale insieme: ci proveremo!”.

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Meloni “Il nuovo Patto di Stabilità tenga conto degli investimenti”

RIGA (LETTONIA) (ITALPRESS) – “Ci sono molte materie sulle quali ci troviamo sulla stessa lunghezza d’onda, a partire dall’Ucraina, che sarà al centro del vertice Nato di Vilnius. Italia e Lettonia hanno posizioni identiche, abbiamo sostenuto e sosteniamo l’Ucraina a 360 gradi”. Lo ha detto il premier Giorgia Meloni, a Riga, dopo l’incontro con il primo ministro della Lettonia, Arturs Krisjanis Karins.
“Sull’immigrazione ci siamo trovati in sintonia nel Consiglio Europeo. Siamo entrambi Paesi ai confini esterni, è giusto lavorare sull’origine delle migrazioni e governare i flussi”, ha proseguito Meloni, che sull’Unione Europea ha sottolineato:
“E’ chiamata anche a importanti scelte economiche, di resilienza delle sue catene d’approvvigionamento, di sostegno alle sue industrie, alla sua capacità di essere competitiva. Questo richiama il tema delle regole, a partire dal Patto di stabilità e crescita”. “L’Italia continua a ritenere che sia fondamentale il ruolo che diamo alle spese in investimento, in tema di difesa, di transizione verde e digitale”, ha proseguito.
“Gli investimenti danno un moltiplicatore che la spesa corrente non dà e quindi non si possono, dal nostro punto di vista, considerare le due cose come se fossero la stessa”, ha detto ancora Meloni, che ha aggiunto: “L’Italia ha chiesto piena flessibilità sull’uso dei fondi esistenti, per bilanciare le iniziative che sono state prese sugli aiuti di Stato”.

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