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Pogacar vince la 6a tappa al Tour, Vingegaard in giallo

CAUTERETS-CAMBASQUE (FRANCIA) (ITALPRESS) – Tadej Pogacar vince in solitaria la sesta tappa del Tour de France 2023, la Tarbes – Cauterets-Cambasque di 144,9 chilometri. Azione spettacolare e decisiva a 2,5 chilometri dal traguardo quando lo sloveno ha attaccato Jonas Vingegaard (Jumbo-Visma) guadagnando 28 secondi (tra distacco e abbuoni) sul vincitore della scorsa edizione della Grand Boucle. Il danese ha stappato la maglia gialla a Jai Hindley, arrivato con oltre 2 minuti di ritardo sul traguardo. Stravolta ancora una volta la classifica dopo la giornata di ieri, ora i due grandi favoriti hanno soltanto 25 secondi di distacco. Si riparte domani con la settima tappa, una frazione dedicata alle ruote veloci, la Mont-de-Marsan-Bordeaux di 169,9 chilometri.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS)

Covid, Conte “Commissione plotone d’esecuzione, è una farsa”

ROMA (ITALPRESS) – “Così come avete costruito” la Commissione Covid “è un plotone di esecuzione politica che ha due nomi: Giuseppe Conte e Roberto Speranza. Per fare questo state utilizzando la leva di quella che poteva essere l’occasione seria per un approfondimento di cui il Paese ha bisogno. Cosa andate a dire ai cittadini che hanno constatato tutte le carenze nelle loro strutture sanitarie, che a voi non interessa fare questo accertamento? Questa è la vostra risposta”. Così il presidente del M5S, Giuseppe Conte, nel suo intervento in Aula.
“Questo tentativo di costruire un plotone di esecuzione con me non funziona perchè noi, a differenza di molti dei vostri esponenti politici, nelle aule, anche dei tribunali, ci entriamo a testa alta. Ci siamo entrati a testa alta perchè noi ci difendiamo non dai processi ma nei processi – ha sottolineato -, e i tribunali hanno archiviato e accertato che il mio governo ha operato scelte ponderate e ragionevoli con massimo impegno e massima responsabilità. Io vi accuso davanti al popolo italiano perchè questa commissione è una farsa, non è un atto di coraggio politico, è un atto di vigliaccheria. Avete dalla vostra solo una cosa: la forza dei numeri ma non vi riconosciamo nessuna autorevolezza politica e morale e questo schiaffo che state dando agli italiani, alle famiglie che hanno sofferto, agli operatori sanitari, alle forze di polizia, lo darete senza la nostra complicità”, ha concluso Conte.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Autonomia, Calderoli “Riforma prosegue, aperti a miglioramenti”

ROMA (ITALPRESS) – “Il disegno di legge di attuazione dell’autonomia differenziata compie un ulteriore passo avanti nel suo percorso parlamentare. Ora che sono scaduti i termini per la presentazione degli emendamenti, la commissione Affari Costituzionali del Senato inizierà l’esame delle proposte e potrà votare eventuali modifiche al testo del Governo. Sono arrivati emendamenti da gruppi sia di opposizione che di maggioranza, inclusa la Lega. Ennesima prova di predisposizione al dialogo su questo provvedimento, con l’obiettivo di migliorare la riforma dove può essere utile”. Così il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli.
“Siamo disponibili a lavorare su un testo che certamente può essere perfezionato. Ciò che conta è proseguire in questa direzione con serietà e impegno, operando nell’interesse dei cittadini senza voler creare confusione o fare terrorismo psicologico – aggiunge -. Siamo fermamente convinti che l’autonomia potrà essere la risposta che il Paese aspetta da tempo, per colmare quei divari che il centralismo ha creato e sempre mantenuto. L’Italia può e deve cambiare direzione nel segno di responsabilità, trasparenza e buona amministrazione”.

– foto Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Agroalimentare, in Piemonte l’Università per i gastronomi del futuro

BRA (CUNEO) (ITALPRESS) – I gastronomi del futuro si formano a Pollenzo, una frazione del Comune di Bra, in provincia di Cuneo. E’ qui che nel 2004, su iniziativa di Slow Food e in collaborazione con le Regioni Piemonte ed Emilia Romagna, è nata l’Università di Scienze Gastronomiche. Dal 2004 a oggi sono oltre 3.300 gli studenti che hanno frequentato i corsi, di cui oltre 1.300 stranieri di 97 nazionalità.
“Una diversità di esperienze, opportunità, provenienze che ne costituisce la cifra distintiva nel panorama accademico non solo italiano – sottolinea l’Ateneo -. La peculiarità dei suoi corsi attrae studenti interessati all’originale progetto formativo che coniuga studio, pratica e viaggi didattici in tutto il mondo”. Questo approccio metodologico e didattico fornisce una visione globale dei sistemi di produzione del cibo sia passati che presenti, permettendo inoltre di apprezzare la ricchezza delle diversità culturali.
A Pollenzo nasce infatti una speciale figura professionale: il gastronomo. Una nuova generazione di operatori culturali in grado di conoscere, promuovere e valorizzare le diversità del cibo; di giovani imprenditori e manager e dirigenti che possono guidare i processi di riconversione dei sistemi alimentari lungo l’orizzonte della sostenibilità ambientale, culturale e sociale e dell’economia circolare; di esperti delle sovranità alimentari in grado di contribuire alla realizzazione di soluzioni volte a costruire sistemi alimentari partecipativi culturalmente appropriati.
“L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo è un ateneo giovane, dinamico, che ha messo il cibo al centro della propria missione. E’ un’università saldamente ancorata alle tradizioni ma aperta all’innovazione. Ama l’ecologia, difende l’ambiente, l’etica, la giustizia sociale. A Pollenzo si laureano i gastronomi, nuove figure professionali destinate a guidare il sistema alimentare, le aziende, la società e la politica verso l’orizzone della transizione ecologica – afferma il rettore Bartolomeo Biolatti -. Il gastronomo appartiene alla categoria dei green jobs. Professioni del futuro che saranno sempre più numerose grazie al Green Deal. Il corso di laurea in Scienze Gastronomiche forma professionisti che accanto alla tecnologia alimentare, alle scienze della vita della natura, alle scienze agrarie e della nutrizione acquisiscono un’ampia formazione di carattere umanistico, filosofico, storico e geografico, socio-antropologico. Ne risulta un manager colto, dotato di un’ampia visione della complessità del sistema alimentare e della sua necessità di cambiamento. Un manager che ha una visione globale e una forte impronta internazionale”.
L’ateneo propone tre corsi di laurea: triennale in Scienze e Culture Gastronomiche (in inglese e italiano); magistrale in Food Innovation & Management (in inglese); magistrale in International Gastronomies and Food Geo-Politics (in inglese). Otto i master: Master of New Food Thinking (Creativity, Art, Relationship, Education) (in inglese); Master of Gastronomy: World Food Cultures and Mobility (in inglese); Master of Applied Gastronomy: Culinary Arts (in inglese); Master in Food Culture, Communication & Marketing (in inglese); Master in Wine & Spirits (in inglese); Master in Agroecology and Food Sovereignty (in inglese); Executive Master in Cultura e Management del Vino (in italiano); Specializing Master in Design for Food (in inglese) – creato dal Politecnico di Milano, in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche. Infine un dottorato di ricerca interateneo in “Ecogastronomia, Scienze e Culture del cibo”, con l’Università degli Studi di Torino.

– foto screenshot da video Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo –

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“Sport, lavoro futuro”, a Roma convegno sulla riforma dello sport

ROMA (ITALPRESS) – Il mondo dello sport, con la riforma varata dal ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, si trova di fronte a una svolta importante con i lavoratori sportivi interessati da grandi novità e trasformazioni: di questo si è parlato al convegno “Sport, lavoro futuro”, svoltosi presso il salone d’onore del Coni al quale hanno partecipato, tra gli altri, Carlo Mornati, segretario generale del Coni, Celestino Bottoni, professionista esperto del settore, l’avvocato Gabriele Sepio e Donatella Prampolini, vicepresidente di Confcommercio-Imprese. Uno strumento importante del quale avvalersi, come sottolineato da Luca Stevanato, presidente di EbiSport, può essere il “contratto specifico per gli operatori dello sport” grazie al quale gli occupanti del settore, dalla sua istituzione, sono saliti a circa 40.000 e che introduce elementi utili, come la flessibilità e la stagionalità concedendo ai lavoratori strumenti utili a coniugare esigenze economiche e produttività, pronto a rappresentare “un punto di partenza importante per dare uno strumento giuridico contrattuale serio conservando il lavoro fatto”. Una riforma che rappresenta una novità importante e che, come ricordato da Claudio Durigon, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è un “grande passo. Arrivare a una regolamentazione del mondo sportivo è giusto e doveroso. Adesso la riforma deve ricadere sul territorio, la sua forza la darà la parte fiscale”. Fondamentale, poi, il tema della crescita del mondo sportivo con le novità che permetteranno di “creare, attraverso la professionalizzazione, solide realtà con fondamenta importanti per le società sportive, che rappresentano la nostra base. Solo così si creano nuovi percorsi, nuovi progetti dove i nostri giovani possono trovare un posto dove vivere e integrarsi” le parole di Diego Nepi Molineris, dg di Sport e Salute. Riformare il mondo dello sport, però, significa anche regolarizzare un sistema lavorativo particolare per la sua natura, “un primo passo per il mondo del lavoro. La prima grande criticità è legata all’articolo 25; su questa partita, però, possiamo lavorare bene per dare indicazioni importanti al territorio. Noi abbiamo fatto una proposta, di inserire nella norma un rimando alla contrattazione che delimiti i limiti applicabili. Se riuscissimo ad inserire una norma di questa natura allora sì daremo forza e applicabilità alla contrattazione” ha detto Mirco Ceotto, segretario nazionale FISASCAT, pronto a dare il proprio contributo per una riforma rivoluzionaria ma che, come ammesso dallo stesso Abodi, rimane perfettibile nel corso del tempo. “Lavoreremo per garantire equità nell’attuazione della norma, affinchè si tenga conto che esistono tantissime piccole entità che rischiano di essere troppo penalizzate e che non possono essere equiparate ai grandi centri sportivi” ha concluso Marco Perissa, componente della Commissione parlamentare cultura, scienza e istruzione.
– foto spf/Italpress –
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Webuild, inaugurato il ponte di Braila in Romania

MILANO (ITALPRESS) – Le due sponde del Danubio nel Sud-Est della Romania sono collegate da oggi dal nuovo Ponte di Braila, il più lungo del Paese con i suoi 1.975 metri complessivi e il secondo sospeso più lungo dell’Europa continentale, con campata centrale di 1.120 metri. L’opera, realizzata da un consorzio internazionale guidato da Webuild, è stata inaugurata oggi alla presenza del Presidente della Romania Klaus Iohannis, della Commissaria europea per i Trasporti Adina-Ioana Valean, del Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti On. Tullio Ferrante, accompagnato dall’Ambasciatore italiano a Bucarest Alfredo Durante Mangoni, e dall’Amministratore Delegato di Webuild Pietro Salini.
“Dopo l’inaugurazione di due nuove stazioni della metro M4 di Milano degli scorsi giorni, siamo oggi orgogliosi di tagliare il nastro di un’altra opera, il Ponte di Braila, che migliorerà e semplificherà la quotidianità di tante persone ed imprese della regione, avvicinandole e creando valore – ha dichiarato Salini -. Sempre insieme a IHI, dopo la sfida tecnologica di Braila, siamo pronti a realizzare, sempre a campata unica, il Ponte record sullo Stretto di Messina, mettendo al servizio del Paese i successi che l’ingegneria italiana ottiene nel mondo. Braila rappresenta, per la lunghezza della sua campata centrale, un modello in scala 1:3 del Ponte che 2 unirà finalmente Sicilia e Calabria. Progetti che sono prima di tutto sogni che oggi il nostro Gruppo ha l’onore di rendere concreti”, ha concluso Salini. Commissionato da CNAIR – Compania Nationala de Administrare a Infrastructurii Rutiere per il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture rumeno, il progetto è stato finanziato dal programma europeo Operational Programme for Large Infrastructure (POIM). L’opera costituisce infatti un importante volano di sviluppo per l’economia dei distretti sud-orientali della Romania e per contribuire al consolidamento della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), volta al rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione. Con il ponte si apre una nuova via di transito destinata a cambiare profondamente la mobilità dell’intera regione, passando da 45 minuti necessari finora per passare da una sponda all’altra a 2 minuti dopo l’inaugurazione, per 7mila veicoli al giorno.
Il ponte, che ha visto all’opera oltre 1.350 persone e una filiera di 100 fornitori diretti, ha una larghezza di 31,7 metri e due torri alte 192,4 metri e presenta 4 corsie di marcia, con corsie di emergenza e piste ciclabili e pedonali. L’opera presenta un impalcato sospeso sulle acque del Danubio a circa 40 metri di altezza, permettendo quindi il passaggio delle navi oceaniche di medie dimensioni, ed è retto da due cavi portanti generati dall’intreccio di oltre 18.000 fili di acciaio. I cavi hanno un peso complessivo di 6.775 tonnellate e una lunghezza complessiva di 38.000 chilometri, poco meno della circonferenza della Terra. I cavi sono ancorati a due torri in cemento armato che raggiungono un’altezza massima di 192,4 metri sul livello del mare.
Il suo impalcato si compone di 86 segmenti, di peso medio pari a 260 tonnellate ciascuno, realizzati nella vicina fabbrica di Braila dell’italiana Fincantieri. Per la sua realizzazione, sono state impiegate 21.000 tonnellate di acciaio e circa 12.000 metri cubi di calcestruzzo armato. Per le fondazioni, sono stati invece utilizzati pali di 1,8 metri di diametro fissati a una profondità massima di 45 metri.
Il Ponte di Braila, testato per resistere a venti fino a 270 chilometri orari e a fenomeni sismici di forte intensità, è frutto della collaborazione con IHI, la società giapponese che ha realizzato anche il Ponte sullo Stretto di Akashi in Giappone, il secondo ponte sospeso più lungo al mondo, e che è parte del Consorzio Eurolink, guidato da Webuild, che realizzerà il Ponte sullo Stretto di Messina.
Il Gruppo ha realizzato nel mondo 1.018 chilometri di ponti e viadotti. Tra gli altri, il Ponte Genova San Giorgio, completato nel 2020 in Italia in tempi record, il Terzo Ponte sul Bosforo in Turchia, il più largo ponte sospeso ibrido a livello mondiale al momento della sua realizzazione, e il Long Beach International Gateway in California, tra i ponti più alti degli Stati Uniti.
-foto ufficio stampa Webuild-
(ITALPRESS).

Cardiochirurgia pediatrica Palermo, nuova unità Civico con il San Donato

PALERMO (ITALPRESS) – Al via le attività del nuovo reparto di cardiochirurgia pediatrica dell’Arnas Civico di Palermo. La nuova unità è stata realizzata ed è gestita in collaborazione con il Gruppo San Donato di Milano.
«Un progetto di eccellenza – dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani -, una realtà che ritorna dopo tanti anni nel capoluogo siciliano. Non ci saranno più viaggi della speranza per i piccoli pazienti siciliani e questo è un grande passo in avanti. Diamo sicurezza anche alle famiglie dei bambini in cura, che potranno affrontare le situazioni più complicate sapendo di essere assistiti al meglio e con attorno le persone care. Tutto questo si collega anche al grande progetto del Polo pediatrico di Palermo: a breve partiranno i finanziamenti».
«Siamo onorati – aggiunge Kamel Ghribi, presidente dell’Ircss Policlinico San Donato e vicepresidente del Gruppo San Donato – di prendere parte a questo grande progetto che consente dopo tanti anni la riapertura del reparto di cardiochirurgia pediatrica del Civico. Questo denota che quando le eccellenze del pubblico e del privato si incontrano non possono che nascere iniziative virtuose, volte a migliorare l’assistenza sanitaria e soprattutto la qualità di vita dei malati e delle loro famiglie».
Il 4 e il 5 luglio sono già stati effettuati i primi due interventi nella nuova struttura: la chiusura di un difetto interatriale in un paziente congenito adulto e una correzione in toracotomia di anello vascolare su un bambino di tre anni.
«Entrambi i pazienti – spiega l’assessore regionale alla Salute Giovanna Volo – sono siciliani ed erano in lista d’attesa per essere operati al Policlinico San Donato di Milano. Siamo certi che, in un più ampio disegno temporale, la cardiochirurgia pediatrica di Palermo diventerà sempre più autonoma e sarà caratterizzata dagli altissimi livelli che hanno caratterizzato la storia di questo reparto».
«Siamo molto felici di quello che abbiamo creato – afferma Alessandro Giamberti, responsabile dell’unità di Cardiochirurgia pediatrica dell’Irccs Policlinico San Donato e direttore del reparto del Civico di Palermo. – Il nostro obiettivo è garantire la continuità della qualità e dell’eccellenza dei professionisti che lavorano nell’èquipe. Da questo momento, e per i prossimi anni, il Policlinico San Donato e l’Arnass Civico sono due realtà gemelle».
«Una sinergia concreta, un collegamento funzionale che sta dando risultati importantissimi – è il commento del direttore generale dell’Arnas Civico Roberto Colletti. – Proseguiremo su questa strada, cercando di costruire un gruppo sempre più affiatato e con una formazione e competenze eccellenti».
L’èquipe medica è composta da: quattro cardiochirurghi, undici anestesisti/rianimatori, cinque perfusionisti, due cardiologi, 47 infermieri, 15 operatori socio-sanitari.
La nuova unità, interamente ristrutturata in armonia con le normative più recenti in materia, si trova al secondo piano del padiglione 12 dell’ospedale Civico di Palermo, già in precedenza destinato all’attività di cardiochirurgia pediatrica. I posti letto disponibili sono diciotto: undici per pazienti pediatrici e pazienti adulti che presentino patologie cardiache dalla nascita, tre neonatali e cinque di terapia intensiva.
Il complesso operatorio ha a disposizione due sale operatorie, dotate di tutte le apparecchiature più recenti, e una terza sala è in corso di ristrutturazione e sarà pronta a breve. All’interno della nuova unità operativa, tra i macchinari specialistici, ci sono anche due strumenti per la circolazione extracorporea e due apparecchi Ecmo (Ossigenatore extracorporeo a membrana) di ultima generazione. Sono disponibili, inoltre, due angiografi, mentre una terza sala angiografica è in corso di definizione.
-foto ufficio stampa Regione Siciliana-
(ITALPRESS).

Arresto cardiaco, defibrillazione tempestiva unico intervento efficace

MILANO (ITALPRESS) – Un arresto cardiaco improvviso può colpire chiunque e ovunque, bambini a scuola, ragazzi mentre fanno sport, adulti in ufficio o a casa. E’ di fatto una epidemia silenziosa che causa 60.000 morti ogni anno nel nostro Paese, ma di cui si parla poco. Eppure, con una rianimazione cardiopolmonare immediata grazie all’apporto dei defribrillatori automatici o semiautomatici esterni (DAE), svolta nei primi 3-5 minuti dall’arresto, si potrebbe salvare il 50-70% delle persone colpite, ovvero da 30.000 a 42.000 vite umane. Queste alte percentuali si potrebbero raggiungere facilmente in quanto il 70% degli arresti cardiaci si verifica in ambienti pubblici e in presenza di altre persone che potrebbero intervenire.
“La defibrillazione precoce rappresenta l’unico intervento efficace in caso di arresto cardiaco improvviso – afferma Stefano Sironi, Direttore Struttura Formazione AREU (Agenzia Regionale Lombarda Emergenza Urgenza – e l’intervento tempestivo di rianimazione cardiopolmonare (RCP) accresce significativamente le possibilità di sopravvivenza del paziente. La prima scarica con il defibrillatore, per evitare danni cerebrali causati da ipossia dovuta alla mancanza di respiro, dovrebbe essere somministrata entro 3 minuti. La Regione Lombardia è tra le Regioni italiane con il maggior numero di defibrillatori sul territorio e di operatori laici formati e certificati, pronti all’utilizzo. La presenza di defibrillatori in hotel, condomini, scuole, metro, farmacie, stazioni, piazze, centri sportivi e aziende ha permesso di creare una rete capillare di cardioprotezione nel caso in cui si verifichi un arresto cardiaco”. “Ad oggi – sottolinea – nell’intera Regione sono censiti e ufficialmente segnalati ad AREU 17.494 defibrillatori, la maggior parte dei quali di pubblico accesso (PAD – Pubblic Access Defibrillation). Gli operatori delle Centrali Operative del Soccorso Sanitario forniscono indicazioni sulla localizzazione del defibrillatore più vicino, grazie alla mappatura disponibile, aiutando inoltre i testimoni dell’arresto cardiaco presenti ad iniziare le manovre di rianimazione e ad utilizzare il defibrillatore, in attesa dei soccorsi istituzionali di base e avanzati. Dal 2016 al giugno 2023, sono stati formati in Lombardia 307.270 operatori BLSD laici, per un totale di 47.356 Corsi, con circa 3550 istruttori di circa 520 Centri di Formazione riconosciuti e accreditati da AREU”.
“Se io oggi sono qui e posso raccontare la mia storia – dichiara Chiara Fornasari, 26 anni, allenatrice di pallavolo per hobby e futura consulente del lavoro – è perchè nella struttura dove giocavo a beach volley il 9 giugno del 2021 c’era un defibrillatore perfettamente funzionante a portata di mano e quindi io ho ricevuto la prima scarica entro 3 minuti da quando sono caduta al suolo. Devo tutto anche ai miei amici che hanno immediatamente chiamato il 118 che con una videochiamata ha indirizzato l’intervento e al responsabile del centro che ha portato immediatamente il defibrillatore. Mi sono poi risvegliata all’Ospedale Maggiore e da lì è iniziata la mia rinascita. Ho dovuto lavorare tanto soprattutto sulla mia memoria ma sono riuscita poi a terminare gli esami e a laurearmi lo scorso anno. Un ritorno alla vita piena che devo solo alla cardioprotezione”.
Poichè raramente i soccorsi avanzati (112 – 118) arrivano nei tempi necessari, diventa fondamentale l’intervento delle persone vicino alla vittima di ACI. Da qui la necessità di ampliare la disponibilità di defibrillatori automatici o semiautomatici esterni nei luoghi pubblici, promuovere la cultura della cardioprotezione e mettere la popolazione nelle condizioni di somministrare la RCP prima dell’arrivo delle squadre di emergenza.
“Con l’approvazione dei decreti attuativi della legge 116/21 – precisa Marco Squicciarini, Medico Coordinatore attività di formazione di rianimazione cardiopolmonare con defibrillatore (BLSD) del Ministero della Salute – cambierà in modo fondamentale l’approccio alla cardioprotezione. Poichè sappiamo con certezza che i danni cerebrali diventano irreversibili dopo 4 minuti dall’arresto cardiaco se nessuno interviene, ogni ufficio pubblico che sia scuola o anagrafe, ogni grande azienda, ogni impianto sportivo, non solo deve garantire DAE monitorati e connessi con verifica costante dello stato di funzionamento, ma assicurarsi che in caso di arresto cardiaco ci siano persone in grado di intervenire in “tempi certi”, e che anche il giorno di ferragosto o Natale… ogni persona, ogni bambino, possa avere le opportunità di essere salvato in egual modo. Un esempio tangibile in tal senso è il progetto realizzato dal Ministero della Salute con il posizionamento di 3 DAE per ogni piano dell’edificio ministeriale e con la formazione la certificazione BLSD 118 di oltre 200 dipendenti, a protezione del valore della vita umana al passo con i tempi in cui viviamo”.
Come ogni esperto sottolinea, un punto chiave è poter contare su defibrillatori teleconnessi, che permettono un monitoraggio costante delle loro prestazioni. In questa direzione si muove Emd112, azienda toscana leader nel settore, impegnata quotidianamente a diffondere una più vasta cultura della cardioprotezione. Ecco perchè annovera importanti progetti di cardioprotezione che vanno dalle sedi istituzionali come quelle di diverse università, fra le quali La Sapienza di Roma e la città metropolitana di Firenze, al settore privato con la collaborazione con gli aereoporti di Malpensa e Linate, Italo Treno o Luxottica, solo per citarne alcuni.
“Il nostro obiettivo prioritario – conclude Simone Madiai CEO Emd112 – è salvare quante più vite possibile. Per questo motivo, dopo le iniziative con importanti realtà con le quali condividiamo etica e valori, come Trenta Ore Per La Vita e Associazione Italiana Cuore e Rianimazione “Lorenzo Greco Onlus”, abbiamo deciso di donare 5 defibrillatori teleconnessi a scuole dove vi siano bambini cardiopatici a Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli, e in queste scuole grazie alla collaborazione con Squicciarini Rescue, sia il corpo docente che tutti i genitori saranno formati e informati sull’importanza della cardioprotezione”.

– foto xh7/Italpress –
(ITALPRESS).

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