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Tunisia, Tajani “Serve l’aiuto di Unione Europea e Fondo Monetario”

ROMA (ITALPRESS) – “In Tunisia c’è una situazione finanziaria preoccupante, l’Italia sta facendo di tutto per aiutare questo Paese. Abbiamo già dato un contributo al bilancio dello Stato, e stiamo lavorando affinchè l’Unione Europea dia aiuti. La settimana prossima sarò a Washington e incontrerò anche la leader del Fondo Monetario Internazionale, a cui chiederò di essere più flessibile nei confronti della Tunisia: diamo una prima tranche di fondi e poi pensiamo alle riforme”. Lo ha detto il vicepremier e ministro per gli Affari esteri, Antonio Tajani, ospite di “Mattino Cinque news”, su Canale 5.
Per Tajani inoltre “è necessaria un’azione europea per affrontare la questione migratoria. Il Ppe è vicino alle posizioni di Forza Italia e del governo sui migranti. Alcuni Paesi del Nord non si rendono conto cosa significa per l’Italia essere proiettati nel centro del Mediterraneo”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Più plastica che pesci, Marevivo “Non dobbiamo aspettare il 2050”

ROMA (ITALPRESS) – Senza un’azione drastica, la plastica potrebbe superare in peso tutti i pesci nell’oceano entro il 2050, ha avvertito Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, all’apertura dell’ultima Conferenza dell’Onu sugli Oceani a Lisbona (giugno 2022). Questa previsione è già realtà.
“Le immagini che vediamo – sottolinea Marevivo – urlano la drammatica situazione in cui si trova il mare e ci parlano dei due principali problemi che lo colpiscono: l’eccesso di plastica e la diminuzione drastica dei pesci dovuta all’overfishing. I pescatori di tutto il mondo recuperano ogni giorno nelle loro reti più plastica che pesci. E non è tutto. I micro frammenti che vediamo a occhio nudo sono dispersi nelle acque o già ingeriti dagli stessi animali che poi portiamo sulle nostre tavole. La ricerca scientifica dimostra che la plastica, sotto forma di microplastiche, è entrata nella catena alimentare ed è presente nell’aria che respiriamo e nei cibi che assumiamo. Cos’altro stiamo aspettando per intervenire?”.
L’8 giugno ricorre l’Ocean Day, Giornata Mondiale degli Oceani, data che celebra il mare, liquido amniotico del Pianeta, che ci consente di vivere, nutrirci, riprodurci, ma che deve anche rappresentare un momento di presa di coscienza della necessità di agire con la massima urgenza per tutelare la sua salute e, di conseguenza, la nostra stessa sopravvivenza.
In questa data simbolica, Marevivo, Alleanza delle Cooperative Italiane – Settore Pesca, Associazione Mediterranea Acquacoltori, Associazione La Grande Onda, AssoSub, CNR, Compagnia della Vela di Venezia, Fondazione Dohrn, Federazione Italiana Canoa Kayak, Lega Italiana Vela, Lega Navale Italiana, Mitilicoltori Basso Lazio, O.P. Mytilus Campaniae, O.P. Produzione Molluschi Regione Campania, Pescaturismo Regione Campania, Ricercatori Università Politecnica delle Marche e Sea Shepherd chiedono al Governo un intervento immediato: “E’ trascorso già un anno dall’approvazione della Legge Salvamare che abbiamo faticosamente ottenuto dopo ben 4 anni di battaglie, ma non è ancora operativa perchè mancano i decreti attuativi. Il problema non è risolto, nonostante la buona volontà del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste che, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ha deliberato uno dei decreti attuativi che premia i pescatori che riportano a terra i rifiuti trovati nei loro attrezzi da pesca”. Per le associazioni “è necessario considerare l’intera filiera che prevede nei porti il punto di sbarco, con il conseguente smaltimento dell’enorme quantità di materiale che dal mare viene riportato in banchina.
Questa Legge, quindi, che consente ai pescatori di depositare nei porti la plastica recuperata con le reti, invece di ributtarla in mare, e di poter installare sistemi di raccolta di rifiuti alle foci dei fiumi, non è ancora attuabile”.
“[Questo provvedimento] è come l'”Incompiuta di Schubert”, con la differenza che, anche se incompiuta, la sinfonia di Schubert poteva essere suonata, mentre i pescatori così non potrebbero comunque portare i rifiuti a terra”, sono le parole di Giampaolo Buonfiglio, Presidente AGCI Agrital.
La plastica rappresenta l’80% dei rifiuti presenti negli oceani, dalle acque superficiali fino ai fondali marini. Nel Mar Mediterraneo finiscono più di 200.000 tonnellate di plastica all’anno, cioè il contenuto di oltre 500 container al giorno.
“E’ incalcolabile quanta plastica in questi cinque anni sia finita in acqua o non abbiamo potuto recuperare a causa della mancanza di questi decreti attuativi”, spiega Marevivo.
“Sappiamo – dichiara Rosalba Giugni, Presidente Marevivo – che l’attuazione della legge non risolverà tutti i problemi dell’inquinamento da plastica, ma rappresenta uno strumento concreto per ridurne la presenza in mare. Purtroppo le microplastiche sono ovunque: nella pioggia, nel sale e ne ingeriamo anche in grandi quantità. Le ultime scoperte scientifiche dimostrano che sono presenti anche nel nostro corpo, sono entrate nei tessuti della placenta delle donne, luogo sacro dove ha origine la vita, nel latte materno e persino nel liquido seminale. Non sappiamo ancora quali siano gli effetti sul corpo umano ma conosciamo quelli sugli animali. I biologi marini nei loro studi hanno rilevato anche una trasformazione del loro ciclo vitale, il cambio di sesso e l’infertilità. Altra conseguenza terribile è il ritrovamento di nanoplastiche negli occhi dei pesci, che è causa di cecità. E se succedesse anche agli uomini? Cosa dobbiamo ancora scoprire per capire che è giunto il tempo di cambiare rotta e di pensare che la salute del mare dipende dalla nostra e viceversa?”.

– foto ufficio stampa Marevivo –

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Papa Francesco, la prima notte dopo l’intervento “trascorsa bene”

ROMA (ITALPRESS) – La prima notte di Papa Francesco al Policlinico Gemelli “è trascorsa bene”, a seguito dell’operazione di Laparotomia e plastica della parete addominale con protesi nel pomeriggio del 7 giugno. Lo rende noto la Sala Stampa Vaticana.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Fiorentina battuta 2-1, la Conference League va al West Ham

PRAGA (REPUBBLICA CECA) (ITALPRESS) – Beffa atroce per la Fiorentina, che perde 2-1 con il West Ham e dice addio ai sogni di gloria. E’ Bowen negli istanti finali del match a regalare la Conference League ai londinesi, passati in vantaggio con Benrahma su rigore e poi raggiunti dal momentaneo pari di Bonaventura.
La prima chance è per gli Hammers e arriva al 12′. Rice riceve palla al limite dell’area dopo un rimpallo e va al tiro, con la sfera che esce non di molto alla destra di Terracciano. I tifosi britannici, intanto, si rendono protagonisti di un lancio continuo di oggetti in campo. A farne le spese è Biraghi, che viene colpito in testa al 33′ prima di calciare un corner. Il capitano viola, sanguinante al capo, è quindi costretto a farsi curare dallo staff medico che gli avvolge la testa con un “turbante”. All’ultimo istante del recupero, gli uomini di Italiano sfiorano il vantaggio. Nico Gonzalez crossa dalla destra e pesca Kouamè che centra il palo di testa, con Jovic che ribatte in rete ma appena oltre la linea del fuorigioco. L’arbitro annulla e manda le due squadre negli spogliatoi con il punteggio in parità. In avvio di ripresa entra Cabral al posto di Jovic, infortunatosi proprio in occasione del gol poi tolto. I viola giocano meglio, ma al 13′ arriva la svolta in favore degli Hammers. Bowen stoppa la palla di petto in area, trovando la mano di Biraghi. L’arbitro, dopo la revisione al Var, assegna il tiro dal dischetto. Dagli 11 metri si presenta Benrahma che spiazza Terracciano e firma l’1-0. La Fiorentina non demorde e dopo cinque minuti trova l’immediato pareggio. Nico Gonzalez salta più in alto di tutti e dalla destra serve di testa Bonaventura, il quale stoppa di petto e incrocia con il destro infilando Areola nell’angolino lontano. Al 25′, Mandragora sfiora il 2-1 con un mancino ravvicinato dopo un preciso appoggio all’indietro di Cabral. Gli Hammers si rivedono al 36′ quando Soucek colpisce di testa dopo un lancio lungo, con Terracciano che non rischia e devia in angolo. Quando la partita sembra indirizzata verso i supplementari, arriva la doccia fredda. Paquetà imbuca centralmente, Bowen si infila tra i centrali troppo larghi partendo sul filo del fuorigioco e supera Terracciano con il sinistro. E’ il 2-1 che annichilisce le speranze della Fiorentina, il cui assalto finale non porterà a nulla. A festeggiare è il West Ham, che alza la coppa e si qualifica alla prossima Europa League.
– foto Image –
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Violenza sulle donne, Piantedosi “Con le nuove misure cambio di passo”

ROMA (ITALPRESS) – “Grazie alle nuove misure introdotte dal disegno di legge per il contrasto alla violenza sulle donne e alla violenza domestica, magistratura e Forze dell’ordine potranno disporre di strumenti ancora più incisivi ed efficaci.
Un fenomeno odioso, che scuote le nostre coscienze, e che, voglio ricordare, sta facendo registrare dati sempre più preoccupanti: nei soli primi 5 mesi dell’anno in corso su 129 omicidi volontari, 45 vittime sono donne” Lo ha dichiarato il ministro dell’interno Matteo Piantedosi. “Questo provvedimento rappresenta un deciso cambio di passo in quella che considero una battaglia di civiltà, che coinvolge tutte le Istituzioni e i sistemi educativi” ha sottolineato Piantedosi. Il titolare del Viminale ha evidenziato, tra l’altro, “l’importanza del rafforzamento della misura dell’ammonimento del Questore. Grazie alle nuove disposizioni sarà possibile intercettare con tempestività le situazioni di violenza, intervenendo sugli autori anche al fine di prevenire possibili recidive”.
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Violenza sulle donne, dal Consiglio dei Ministri ok alle nuove misure

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella, del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi e del Ministro della giustizia Carlo Nordio, ha approvato un disegno di legge volto a introdurre disposizioni per il contrasto alla violenza sulle donne e contro la violenza domestica. Tra le Principali misure introdotte: il rafforzamento dell'”ammonimento” da parte del questore; il potenziamento delle misure di prevenzione; la velocizzazione dei processi, anche nella fase cautelare; si inserisce, nel Codice di procedura penale, un nuovo articolo (Misure urgenti di protezione della persona offesa), con la previsione che il pubblico ministero abbia un massimo di 30 giorni dall’iscrizione della persona indagata nell’apposito registro per valutare se richiedere l’applicazione delle misure cautelari; si prevede l’applicazione delle sanzioni penali previste per la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa anche alla violazione degli ordini di protezione emessi dal giudice in sede civile. La pena prevista è la reclusione da 6 mesi a 3 anni, con l’arresto obbligatorio in flagranza; l’arresto in flagranza differita, oltre al rafforzamento delle misure cautelari e dell’uso del braccialetto elettronico; si introduce una provvisionale a titolo di ristoro anticipato a favore delle vittime. “Bisogna aumentare la prevenzione e il livello
di sicurezza per le vittime: nonostante la nostra buona
legislazione, abbiamo un numero di femminicidi che non accenna a
calare” ha detto la ministra della Famiglia, Eugenia Roccella,
in conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei
ministri. “Siamo dovuti intervenire per rafforzare le misure di
prevenzione e quindi le misure cautelari da una parte e,
dall’altra, per velocizzare i tempi dell’intervento, anche nella
decisione, per quanto riguarda proprio le misure di prevenzione e
le misure cautelari: questo anche perchè l’Italia ha avuto alcune
condanne da parte della Corte europea per i diritti umani”, ha
aggiunto.
“Procederemo in modo più rapido possibile” ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. “Sappiamo che queste cose non possono essere regolate con un decreto legge”, però ci sarà “una corsia preferenziale”, ha spiegato. “Si tratta di provvedimenti che devono avere l’attuazione più rapida possibile, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto procedurale”. L’urgenza deriva “proprio da questa crescita esponenziale di crimini di questa natura” che “impone la massima celerità possibile” ha aggiunto Nordio.

– foto: agenziafotogramma.it

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Messi annuncia “Non torno al Barça, andrò all’Inter Miami”

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – Lionel Messi proseguirà la carriera nella Mls con la maglia dell’Inter Miami, franchigia che vede fra i suoi proprietari David Beckham. Dopo i rumors che si sono rincorsi per tutta la giornata, a rompere gli indugi è lo stesso fuoriclasse argentino in un’intervista concessa ai media catalani “Mundo Deportivo” e “Sport”: “Non tornerò al Barcellona, andrò all’Inter Miami”.
A fine contratto col Paris Saint Germain, dove era arrivato due estati fa, Messi era stato a lungo corteggiato dai sauditi dell’Al Hilal e negli ultimi giorni aveva ripreso quota l’ipotesi di un suo ritorno al Barcellona, specie dopo l’incontro fra il padre Jorge e il presidente blaugrana Joan Laporta. Ma alla fine le difficoltà economiche del suo vecchio club hanno spinto Messi, 36 anni il prossimo 24 giugno, ad accettare la proposta a stelle e strisce.
“Volevo tornare al Barcellona, davvero, ero entusiasta, ma dopo aver vissuto quello che ho vissuto – il riferimento all’estate 2021, quando il club fu costretto a rinunciare al suo rinnovo – non volevo trovarmi nella stessa situazione, ovvero aspettare di vedere cosa sarebbe successo e lasciare il mio futuro nelle mani di qualcun altro. Ho voluto prendere una decisione pensando a me stesso, alla mia famiglia”. Messi non si è fidato delle indiscrezioni sull’ok della Liga al piano di sostenibilità del Barça. “Ho sentito che dovevano vendere giocatori, abbassare gli stipendi e non volevo essere il responsabile di tutto questo. Sono già stato accusato di tante cose che non erano vere nella mia carriera al Barcellona e non volevo ritrovarmi nella stessa situazione. Anche se mi sarebbe piaciuto, non è stato possibile”. “Con Laporta ho parlato pochissimo, una o due volte al massimo, mentre con Xavi ci siamo sentiti spesso, abbiamo parlato della possibilità del mio ritorno”, rivela ancora l’argentino, che spera però di poter salutare i tifosi blaugrana come meritano e sogna un giorno di tornare al Barça in altra veste “perchè è un club che amo. E poi con mia moglie e i miei figli abbiamo già deciso che andremo a vivere a Barcellona”. La Pulga ci tiene a precisare che l’aspetto economico “non è stato mai un problema o un ostacolo per me. La verità è che non siamo nemmeno arrivati a parlare di contratto. Se fosse stata una questione di soldi, sarei andato in Arabia Saudita”. Ed ecco allora la scelta dell’Inter Miami. “Ho passato due anni difficili, dove non sono stato felice, non mi sono divertito e questo ha influito anche sulla mia vita familiare – confessa parlando dell’esperienza al Psg – La mia decisione riguarda anche questo, la voglia di ritrovare la mia famiglia, i miei figli, godermi le giornate. Ho avuto la fortuna di realizzare tutto quello che volevo nello sport e ora voglio togliermi un pò dalla luce dei riflettori e pensare di più alla famiglia. Avevo offerte anche da altre squadre europee ma non le ho prese in considerazione perchè in Europa sarei andato solo al Barcellona. Dopo aver vinto anche il Mondiale ho pensato di chiudere la carriera negli States, vivendo il calcio in modo diverso, con la voglia di vincere e fare le cose per bene ma con più tranquillità”. E sul fatto che a Miami potrebbe raggiungerlo anche Busquets, precisa: “Si diceva che sarebbero venuti lui e Jordi Alba con me in Arabia, che avevamo organizzato tutto. In realtà non abbiamo mai deciso di andare insieme da qualche parte, ho deciso per me e non so cosa faranno”.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Presentato rapporto su donne, lavoro e sport in Italia

ROMA (ITALPRESS) – Sono 20 milioni gli italiani che fanno sport, ma solo il 43,3% di questi sono donne. A sottolinearlo è il rapporto Censis dal titolo “Donne, lavoro e sport in Italia. Per la crescita dei territori e del Paese”, presentato al salone d’onore del Coni in occasione della presentazione del progetto di sostenibilità sociale realizzato da Fondazione Lottomatica e Fijlkam (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali). Una condizione, quella delle donne dello sport, che vede il genere femminile ancora indietro rispetto a quello maschile, come sottolineato da Silvia Salis, vice presidente vicario del Coni; una condizione che può essere cambiata attraverso il mondo dello sport, considerato “l’unico vero ascensore sociale di questo Paese perchè si basa sul merito. Se io non avessi avuto lo sport non sarei riuscita a realizzare i sogni che avevo; lo sport può essere un motore che permette alle donne di cambiare la condizione della propria vita. Associare l’indipendenza femminile alla pratica sportiva è un percorso virtuoso. Lo sport deve diventare un diritto che fa guadagnare questo Paese non solo in termini di sviluppo ma anche sociali”. Dallo studio emerge come la donna che fa sport non stia solo meglio nel fisico e nella mente, ma sia anche meglio inserita nella società: lavora, studia, guadagna più di chi non fa esercizio fisico, ed è più moderna, in quanto aderisce a stili di vita e modelli di comportamento più evoluti e sostenibili. Le sportive possiedono titoli di studio più elevati di chi fa una vita sedentaria: il 26,9% è laureata e il 36,5% è diplomata, contro, rispettivamente, il 9,7% di laureate e il 27,3% di diplomate che non praticano sport. La donna che fa attività motoria non solo studia di più, ma lavora anche di più. Tra le over quindicenni che fanno sport, il 49,8% è occupata, il 17,6% è una studentessa e il 13,4% è casalinga. Tra chi non fa sport prevalgono le casalinghe, che sono il 34,3% del totale, seguite da pensionate (24,2%) e occupate (24,2% del totale), mentre le studentesse sono solo il 4,6%. La quota delle praticanti è pari al 36,3% del totale delle donne con più di tre anni nel Nord-Est, al 34% nel Nord-Ovest, al 31,9% al Centro e precipita al 19,7% nel Sud e nelle Isole. Il progetto “Fight like a girl” firmato dalla Fondazione Lottomatica e Fijlkam, mira a favorire la diffusione della pratica sportiva al femminile in alcune delle aree più svantaggiate del Paese, in particolar modo del Sud Italia. “Siamo davvero felici di questo accordo tra Fondazione Lottomatica e Fijlkam: l’impegno per lo sport e per l’uguaglianza di genere caratterizza tutte le attività e l’identità di Lottomatica, del cui impegno sociale la nostra Fondazione è espressione sociale. In questo senso, il Rapporto Censis offre le informazioni e le analisi di contesto utili per capire a che punto siamo e che cosa fare per abbattere ogni forma di barriera. Dobbiamo garantire massima uguaglianza anche nello sport che rappresenta uno strumento prezioso di empowerment e di emancipazione” ha dichiarato Guglielmo Angelozzi, amministratore delegato Lottomatica.
Domenico Falcone, Presidente Fijlkam ha sottolineato che: “In Italia il 75% di chi pratica sport da combattimento è di sesso maschile, ma questo non ha impedito al restante 25% di farsi strada a suon di successi. Nell’ultima edizione dei Giochi Olimpici, a Tokyo, 3 delle 5 medaglie conquistate dagli atleti Fijlkam sono arrivate da donne. Non esistono sport maschili o femminili. Esiste lo sport e chiunque può praticarlo”.
Riccardo Capecchi, Presidente Fondazione Lottomatica, ha spiegato: “Con questo progetto Fondazione Lottomatica mira a dare un contributo concreto alla diffusione dello sport al femminile in alcuni dei territori italiani a minore integrazione sociale. Occorre combattere gli stereotipi di genere e i pregiudizi che sono ancora radicati nella nostra società: le donne possono eccellere in qualsiasi campo, anche negli sport tradizionalmente maschili. Questo le renderà più consapevoli del proprio corpo e delle proprie capacità, favorendone anche l’indipendenza”.
Anna Italia, Responsabile di ricerca Censis, ha dichiarato che “Lo sport è veicolo di benessere, inclusione e modernità. I dati dimostrano che le sportive lavorano di più e meglio di chi non fa sport, stanno meglio con sè stesse e con gli altri e adottano stili di vita più moderni e sostenibili. E nei territori dove sono di più le donne che fanno sport, c’è anche più lavoro e maggiore sviluppo”.
– foto Italcommunications –
(ITALPRESS).

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