ROMA (ITALPRESS) – “L’Oms ha dichiarato alcuni giorni fa la fine dell’emergenza Covid. In Italia e in gran parte delle nazioni abbiamo dei dati molto rassicuranti quindi credo che la fase acuta sia passata, dobbiamo guardare con ottimismo al futuro ma essere pronti a eventuali possibili nuove pandemie”. Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci, ospite di Bruno Vespa, a “Cinque minuti”, in onda su Rai1. “La maggiore certezza che abbiamo avuto nella pandemia è che dobbiamo rafforzare la medicina territoriale – aggiunge – abbiamo anche imparato che il medico è un alleato durante tutto il percorso di vita, non lo dobbiamo chiamare solo quando stiamo male ma dobbiamo investire in prevenzione. Costa meno della cura e su questo ci stiamo attivando”. “Abbiamo già introdotto dei vantaggi economici per gli operatori del Pronto soccorso e dell’emergenza-urgenza”, ma “oltre che una gratificazione economica dobbiamo far sì che i medici e gli operatori sanitari abbiano anche delle migliori condizioni di lavoro e gratificazioni per il lavoro che compiono”.
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Covid, Schillaci “Finita fase acuta, pronti a nuove emergenze”
Groves vince in volata la 5^ tappa, Leknessund in rosa
SALERNO (ITALPRESS) – Kaden Groves ha vinto in volata la quinta tappa del Giro d’Italia 2023, la Atripalda-Salerno di 171 chilometri. In un finale convulso e caratterizzato da due cadute avvenute negli ultimi 7 chilometri a causa dell’asfalto reso viscido dalla pioggia, lo sprinter australiano della Alpecin-Deceuninck ha regolato Jonathan Milan (Bahrain-Victorious) e Mads Pedersen (Trek-Segafredo). Rimasto coinvolto nella prima delle due cadute nelle battute finali, Andreas Leknessund (Team DSM) conserva la maglia rosa. Giornata nera per Remco Evenepoel (Soudal-Quick Step): il campione del mondo, secondo in classifica generale, è finito a terra nelle battute iniziali della tappa e a due chilometri dall’arrivo, fortunatamente senza riportare conseguenze fisiche. Domani la sesta tappa, con partenza e arrivo a Napoli per un totale di 162 chilometri.
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Cybersecurity e infrastrutture critiche, serve un approccio diverso
ROMA (ITALPRESS) – L’avanzare delle tecnologie e il livello di digitalizzazione determinano l’aumento di interdipendenze e rischi condivisi, tanto da causare un cambiamento anche nel concetto di “infrastruttura critica”: questa iper-digitalizzazione ha reso più complesso definire ciò che è critico per un paese. Lo evidenziano Lucia Lucchini, Cyber Risk Manager di Deloitte UK, e Vittoria Durazzano, Senior Consultant in Cyber Risk di Deloitte Italia, in un articolo su Fortune Italia.
“Per anni si è parlato di infrastrutture critiche – spiegano Lucchini e Durazzano -, ma oggi è più opportuno parlare di servizi considerati essenziali non solo dai governi, ma anche dai cittadini”. Si sta passando, inoltre, da una difesa preventiva, che ha il fine di prevenire gli attacchi, a una difesa “dinamica e proattiva”, al punto che si parla di “resilienza”.
L’uso di strumenti digitali, in quella che viene definita come una “super maglia digitale” che collega “tutto e tutti”, ha creato, quindi, un’interdipendenza tra servizi. I servizi critici, dunque, non sono solo quelli percepiti come tali ma anche quei servizi che “abilitano – e che hanno il potenziale di alterare – ciò che riteniamo essere essenziale per il funzionamento di una società”.
Anche a livello normativo, infatti, è emersa la necessità di avere una visione “meno rigida e più fluida” di ciò che è critico per il funzionamento e il benessere di uno Stato. Lo dimostra, spiegano ancora Lucchini e Durazzano, quanto previsto dal Regolamento Ue 2022/2554, noto come Digital Operational Resilience Act (DORA), il regolamento per la resilienza delle entità finanziarie dell’Unione Europea che fa riferimento non solo alle entità del settore finanziario ma anche a terze parti che forniscono loro servizi.
Per questo, secondo Lucchini e Durazzano, diventa “necessario stabilire una nuova prospettiva sulla sicurezza, che si sposta dalla prevenzione alla resilienza. Il tema centrale, per gli stati, le aziende e i singoli cittadini, dovrebbe concentrarsi non tanto su quali sono i controlli da implementare per prevenire l’attacco, ma piuttosto capire come riuscire a riprendersi il prima possibile e limitare impatti e conseguenze”.
Occorre, quindi, sviluppare una “resilienza operativa efficace” riuscendo a comprendere quali sono le diverse tipologie di rischio per un’entità o anche per un intero settore.
Di fronte a tutto questo, nonostante si stia cercando di superare il concetto di prevenzione, prevedere resta comunque un elemento importante. E’ necessario, quindi, “promuovere – spiegano Lucchini e Durazzano – anche una cultura che vada oltre la singola entità, e di condividere invece informazioni tattiche e strategiche all’interno di un settore. Questo permetterebbe – evidenziano – di abilitare quella che viene definita shared situational awareness, ovvero la capacità di un ecosistema di avere una visione olistica delle minacce e delle vulnerabilità quasi in tempo reale, migliorando così la preparazione prima, la capacità decisionale durante e l’attuazione di misure correttive dopo eventuali attacchi cibernetici e incidenti imprevisti”.
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Ue, Meloni “Nuovo Patto di Stabilità consideri sfide e investimenti”
PRAGA (REPUBBLICA CECA) (ITALPRESS) – “Con il presidente Fiala siamo d’accordo sul fatto che le nuove regole non possano non tenere conto delle grandi sfide che l’Europa si è data. Se l’Europa si è data degli obiettivi sulla transizione verde e digitale non possiamo immaginare che con le nuove regole gli investimenti necessari per queste transizioni non vengano considerati”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando a Praga dopo l’incontro con primo ministro della Repubblica Ceca Petr Fiala.
“Esattamente come accade per la difesa: in un momento in cui l’Europa decide di investire sulla difesa e sulla sua libertà, gli investimenti non possono non essere tenuti in considerazione nel calcolo del rapporto tra deficit e Pil – ha aggiunto Meloni -. C’è quindi ancora lavoro da fare sul documento presentato dalla Commissione e su questo siamo d’accordo, così come siamo d’accordo su una transizione verde che sia socialmente sostenibile e sia pragmatica”.
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Mourinho “Anno fantastico, senza infortuni da Champions”
ROMA (ITALPRESS) – “La squadra, senza problemi, ha la qualità sufficiente per stare in zona Champions e qualificarsi in Europa League. Noi quando abbiamo problemi non abbiamo la rosa. Non abbiamo 25 giocatori uguali, la Roma non se lo può permettere. Fossimo usciti a dicembre, saremmo stati secondi o terzi in campionato. Siamo vittime del bene che i ragazzi hanno fatto durante la stagione. Possiamo andare in finale o no; se non ci arriviamo è una stagione non buona, ma io dico che, al di là dei risultati, la stagione è fantastica”. Sono queste le parole di Josè Mourinho, tecnico della Roma, nella conferenza stampa che precede la semifinale di Europa League con il Bayer Leverkusen. “In Germania hanno pensato alla possibilità che una squadra tedesca arrivasse in semifinale di una coppa europea non giocando la settimana prima. In Italia siamo 5 squadre e tutte abbiamo giocato partite a metà settimana; in questo momento della stagione riposare un giorno in più o in meno fa la differenza”, prosegue. Poi una battuta su Xabi Alonso: “Mi fa piacere rivederlo, ho sempre avuto un rapporto fantastico con lui, il suo Bayer Leverkusen è la squadra migliore a giocare in contropiede. Dimostra una qualità importante come il pragmatismo, giocando nel modo migliore per i giocatori che ha”, conclude il tecnico portoghese. Per quanto riguarda la formazione, Mourinho non scioglie i dubbi sulle condizioni fisiche di elementi fondamentali per la sua Roma. “Dybala titolare? Non so, vediamo domani ma la mia sensazione oggi è no. Smalling? Domani andrà in panchina, per il ritorno vediamo ma non me lo aspetto titolare nelle prossime due o tre partite. Se andiamo in finale a Budapest lui sarà con noi”. Detto questo lo Special One vede “il gruppo prontissimo. Li vedo pronti dal punto di vista emozionale, non serve nessun ritiro nè di motivarli”. Tornando sul Bayer, Mourinho conclude: “E’ il secondo avversario che arriva dalla Champions, per questo l’Europa League è una competizione di altissimo livello. Manca questo ostacolo e non andremo lì a regalare la partita, nonostante tutte le difficoltà. Metteremo tutto quello che abbiamo in campo. Il Bayer ha tantissime opzioni, hanno infortunati ma non è un problema, per noi ogni giocatore che si infortuna è un problema perchè arriviamo a questa semifinale non con il nostro massimo potenziale. Vediamo se riusciamo a recuperare qualcuno, ma o vinciamo e andiamo in semifinale o usciamo ma lasciando tutto in campo”.
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Philip Morris presenta il futuro senza fumo
NEUCHATEL (SVIZZERA) (ITALPRESS) – Philip Morris International continua a investire in un futuro senza fumo. L’obiettivo è quello di arrivare entro il 2025 ad avere metà del fatturato (oggi si aggira intorno al 35%) da prodotti senza combustione alternativi alla tradizionale sigaretta. L’impegno è stato ribadito nel corso dell’incontro che si è svolto al quartier generale R&D Center (The Cube) sul lago di Neuchatel, in Svizzera.
In questa edizione, il CEO Jacek Olczak, in carica da due anni, il senior management dell’azienda ed esperti di ricerca e sviluppo hanno incentrato il dibattito sul ruolo che innovazione, tecnologia e scienza possono avere per supportare i fumatori ad abbandonare le sigarette.
L’industria del tabacco è stata chiamata a ridurre i danni causati dal fumo tradizionale, una sfida accettata da Philip Morris International, che dal 2008 ha infatti investito più di 10,5 miliardi di dollari per la ricerca, lo sviluppo, e la validazione scientifica di alternative non combustibili che, sebbene non siano prive di rischi e forniscano nicotina, rappresentano una potenziale valida alternativa alle sigarette tradizionali per milioni di consumatori che altrimenti continuerebbero a fumare.
“Negli ultimi dieci anni una serie di prove cliniche e non cliniche hanno dimostrato che i prodotti senza fumo rappresentano una potenziale alternativa alle sigarette – ha dichiarato Olczak nel corso del suo intervento -. Dovremmo iniziare a chiederci come massimizzare le opportunità di salute pubblica offerte dall’innovazione applicata al settore del tabacco e della nicotina”.
I prodotti senza combustione di Philip Morris International (PMI) sono oggi in commercio in 78 mercati. Al 31 marzo 2023, PMI stima che circa 18,5 milioni di adulti in tutto il mondo – di cui circa 2 milioni in Italia – siano già passati al prodotto di punta dell’azienda, IQOS, e abbiano smesso di fumare sigarette.
“Philip Morris International è stato uno dei primi player a innovare il settore, innescando un cambiamento positivo per i fumatori adulti che altrimenti avrebbero continuato a fumare – ha sottolineato Stefano Volpetti, Chief Consumer Officer di PMI -. Per noi è importante offrire alternative senza fumo innovative e scientificamente validate a tutti i fumatori adulti del mondo, con preferenze e possibilità di spesa diverse. Solo così potremo realizzare un futuro senza fumo”
Tommaso Di Giovanni, Vice President Global Communications di PMI, ha aggiunto: “Crediamo che un numero crescente di governi riconoscerà i benefici – scientificamente provati – dei prodotti senza fumo per gli uomini e le donne che altrimenti continuerebbero a fumare”.
“Un numero crescente di governi riconosce che alternative scientificamente fondate e potenzialmente meno dannose possano accelerare il declino dei tassi di fumo. Il modo più efficace per affrontare le preoccupazioni legate a questi nuovi prodotti, compresa la prevenzione dell’accesso dei giovani, è un solido quadro normativo. Un approccio proibizionista avrà come unico risultato quello di proteggere il mercato delle sigarette”, ha spiegato Gregoire Verdeaux, Senior Vice President External Affairs di PMI.
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Allegri “Siviglia esperto ma vogliamo andare in finale”
TORINO (ITALPRESS) – “Da quando ha cambiato allenatore il Siviglia è terzo nella Liga, è una squadra molto esperta, che sa giocare queste partite. Noi ci arriviamo spinti dalla bella vittoria di Bergamo, dobbiamo avere entusiasmo e voglia di raggiungere un risultato importante come la finale di Budapest”. Massimiliano Allegri fa leva soprattutto sul lato motivazionale alla vigilia del primo round contro il Siviglia, squadra in ripresa in Spagna e che fra Coppa Uefa ed Europa League ha iscritto per sei volte il suo nome nell’albo d’oro. “Hanno dei punti deboli come dei punti di forza, hanno Rakitic, Ocampos, non so se ci sarà Suso, giocatori tecnici e di esperienza, dovremo fare una grande partita – continua -. Servirà l’atteggiamento che abbiamo avuto a Bergamo e prima ancora a Bologna e contro il Lecce ma con grande rispetto verso una squadra come il Siviglia. Tridente? Si gioca su 180 minuti, è difficile chiuderla domani, facciamo un passettino alla volta”. Out Bremer per un affaticamento, Allegri è però sicuro di poter contare su una Juve all’altezza. “Gli altri stanno tutti bene, è stato un piacere sia ieri che oggi vedere l’allenamento. A Bergamo è stata una domenica meravigliosa a livello di emozioni – sottolinea ancora il tecnico bianconero – Era un momento difficile, avevamo la possibilità di superare la Lazio e allungare sull’Atalanta e i ragazzi hanno giocato di squadra. Anche l’esultanza dopo il 2-0 è stata una cosa meravigliosa, era l’esultanza di una squadra che nei momenti difficili non ha mai mollato, si sono dimostrati ragazzi seri, grandi professionisti che tengono molto al loro lavoro”. Ieri, però, sono arrivate le motivazioni del Collegio di Garanzia che aprono a una nuova penalizzazione in classifica. “Non so cosa succederà ma ormai abbiamo una corazza tale che non ci sposta niente, da questa esperienza ne usciamo fortificati. Abbiamo queste due partite di Europa League e le altre 4 di campionato. Noi sul campo dobbiamo fare il massimo, quindi cercare di arrivare in finale di Europa League e mantenere il secondo posto e il 4 giugno, quando finirà il campionato, avremo fatto il nostro”.
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Bernini “Per gli universitari 70 mila posti letto in più entro il 2026”
ROMA (ITALPRESS) – Il problema del caro affitti per gli universitari “esiste e da tanto tempo. Il governo sta investendo tantissimo: abbiamo già messo 400 milioni di euro in legge di Bilancio, un miliardo di euro è previsto nel PNRR. Da qui al 2026 dovremmo avere oltre 70mila posti letto in più. Questo è il nostro investimento da fare presto e bene. Abbiamo chiesto anche al Demanio, alle Regioni e ai Comuni di mettere a disposizione per gli studenti degli immobili dismessi”. Lo ha detto al Tg1 il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.
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