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A MARIA TERESA DIGIARO 1° PREMIO PER TESI SU CYBERBULLISMO

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Nell’Aula Magna dell’ Università degli studi di Pavia, la commissione giudicatrice – presieduta dal dg di Fondazione  #Carolina,  Ivano Zoppi, su indicazione del Rettore Fabio Rugge – ha assegnato il primo premio di laurea inerente la tematica del cyberbullismo.
Il concorso nazionale, rivolto alle facoltà di Psicologia e Scienze dell’Educazione, è stato assegnato all’unanimità alla 26enne Maria Letizia Digiaro, dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, corso di Laurea in Psicologia Clinica, con la tesi: “Valutazione dello sviluppo e sostegno alla genitorialità – partecipazione a episodi di bullismo e funzionamento socio affettivo: un contributo empirico in età prescolare”.

TAVOLA ROTONDA SUI TRASPORTI

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“Crediamo fermamente in un modello strettamente sinergico fra istituzioni, politica, mondo delle imprese e mondo accademico. E credo che il mondo accademico possa svolgere un ruolo significativo nella analisi e nella individuazione anche di metodologie operative che sono rilevanti in questa fase storica”. Così il rettore dell’Università degli Studi di Bari, Antonio Uricchio, aprendo nel pomeriggio a Bari nel Salone degli Affreschi dell’Ateneo, i lavori della tavola rotonda “Porti, Interporti e Ferrovie. Una grande opportunità per il Mediterraneo e l’Europa: il ruolo della Puglia”. Un’occasione “di riflessione e di discussione – ha detto Uricchio – delle prospettive di valorizzazione del nostro territorio attraverso la logistica, la portualità e la retroportualità”. “Le opportunità di crescita – ha detto Stefania Bergantino, docente di Economia applicata di UniBa e presidente Siet, Società Italiana di Economia dei Trasporti e della Logistica – sono tante. E’ importante – ha continuato – che ci facciamo trovare pronti come Puglia, ma soprattutto come sistema Italia”.

“A livello regionale – ha spiegato – siamo una bella realtà. Interconnessione – ha sottolineato – è la parola d’ordine. Bisogna essere connessi alla rete – ha ribadito – bisogna essere in grado di accedere alle opportunità di connessione fisica, marittima, aerea di tutto il mondo. La programmazione – ha continuato – va fatta a livello nazionale, inserita in un contesto europeo. Per non parlare – ha concluso – delle opportunità offerte dalla cosiddetta ‘via della seta’ e i collegamenti che possiamo avere nel Mediterraneo e non solo”. In occasione della tavola rotonda, il rettore Uricchio ha conferito il sigillo dell’Università di Bari all’imprenditore ed esperto di trasporti Nicola Muciaccia, Presidente del Gruppo GTS. “Nicola Muciccia – ha detto Uricchio – è una figura di riferimento per il nostro territorio di cui siamo particolarmente orgogliosi. L’Università – ha continuato – credo abbia anche il dovere di riconoscere i meriti di figure come quelle di Muciaccia e oggi lo facciamo con grande soddisfazione”.

“Il sigillo – ha spiegato – è il riconoscimento più alto che un’istituzione accademica può concedere e credo che Nicola Muciaccia abbia acquisito sul campo meriti sia di carattere tecnico operativo che scientifico, perché – ha ribadito Uricchio – ha sempre sostenuto il mondo accademico e con la nostra Università ha un legame profondo che – ha concluso – nel tempo si è ulteriormente rafforzato”. “Questo – ha spiegato Bergantino a proposito del conferimento del sigillo – è un momento in cui l’Università di Bari ha deciso di premiare, di riconoscere l’importanza di una grande impresa della nostra regione conosciuta a livello internazionale con tassi di sviluppo notevoli e con servizi assolutamente innovativi”.

MASTER II LIVELLO “SCUOLA IN OSPEDALE E ISTRUZIONE DOMICILIARE”

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Presso l’Aula Magna Aldo Cossu, si è tenuta l’inaugurazione del Master universitario di II livello dal titolo “Scuola in ospedale e istruzione domiciliare”, coordinato dalla professoressa Caggiano del Dipartimento di Scienze Biomediche e Oncologia Umana – Scuola di Medicina.
Il Master, primo nel centro sud Italia, è organizzato in collaborazione con l’USR ed è volto alla formazione di insegnanti di ogni ordine e grado, impegnati in attività didattiche per bambini e adolescenti che, a causa della patologia di base, sono impossibilitati a frequentare regolarmente la scuola ordinaria.
Oltre al Rettore Antonio Uricchio e ai docenti Montagna, Laforgia e Quarto, hanno preso parte ai lavori Sebastiano Leo, Assessore Regionale alla Formazione, Scuola, Università, Lavoro, Mario Trifiletti USR Puglia, Giuseppina Annicchiarico Coordinamento Malattie Rare Agenzia Regione Puglia.

INAUGURATA SEDE DI ECCELLENZA PER LA SOSTENIBILITÀ

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 E’ stata inaugurata questa mattina nel centro polifunzionale per gli studenti la nuova sede di eccellenza per la sostenibilità dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”. Si tratta di uno strumento finalizzato alla promozione della cultura della sostenibilità all’interno dell’ateneo favorendo il dialogo tra università e territorio sulle attuali politiche di sviluppo sostenibile e per la messa a punto dell’agenda Urbana e Metropolitana.
“L’università di Bari – ha detto il rettore Antonio Felice Uricchio, – da tempo pratica gli obiettivi della sostenibilità ed ha anche sviluppato il primo bilancio ambientale. Per noi la sostenibilità è un modo di essere perché abbiamo fortemente declinato il nostro percorso di studio, le attività di ricerca ma anche l’impegno sociale nel valorizzare gli obiettivi della sostenibilità. Oggi l’inaugurazione di questo centro di eccellenza che già opera da tempo, ha uno spazio fisico: consente di coniugare competenza esperienza e di metterle a valore. Il palazzo degli studenti che ospita il centro per la sostenibilità diventa la leva per poter smuovere le coscienze dei giovani. Il centro collega gli obiettivi della sostenibilità posti nell’agenda 2030, l’impegno scientifico, didattico e di terza missione del nostro Ateneo. I 17 obiettivi europei diventano una sorta di agenda di lavoro, un impegno quotidiano”.

Al taglio del nastro del centro era presente anche il viceministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti che non ha mancato di sottolineare quanto la sua attività sin dal suo insediamento al Ministero sia stata tutta improntata “al sostegno di tutte le attività che avevano a che fare con l’interdisciplinarietà delle Università. Perché alla base di questa storia qui, dei 17 punti dello sviluppo sostenibile c’è la necessità di contaminare i saperi e quindi realizzare un modello di sviluppo diverso che leghi i fenomeni tra di loro: dall’economia all’ecologia, all’ingegneria, alla società. Un mese fa ho mandato una lettera a tutti i rettori italiani per dire facciamo in modo che le università italiane vengano percepite come l’avanguardia del nuovo modello di sviluppo, non solo nell’insegnamento e nella ricerca ma anche nelle cose che si fanno. L’università non deve solo occuparsi di sostenibilità ma essere essa stessa sostenibile ed essere percepita come un fautore di sostenibilità”. 

A presiedere la nuova sede di eccellenza, la docente Elvira Tarsitano. “Il centro che inauguriamo oggi ma che opera già da un anno, rientra in un più ampio progetto che è quello della Rete delle Università per lo sviluppo sostenibile a cui Uniba aderisce ed è l’unica del sud ad essere presente nel comitato direttivo. Gli obiettivi che sono quelli dell’agenda 2030, saranno declinati con delle azioni concrete che le università dovranno mettere in campo, non solo al proprio interno ma anche verso i territori. Agire per il clima, azioni a sostegno della biodiversità, l’efficientamento energetico, la riduzione del consumo della plastica sono alcuni dei 17 obiettivi presenti nell’agenda europea della sostenibilità ambientale”.
Per essere strumenti operativi le agende urbane devono prevedere il coinvolgimento dei cittadini e delle organizzazioni e associazioni del territorio.
“Abbiamo bisogno di un nuovo modello di sviluppo. Se non cominciamo dalle università – ha ribadito il viceministro Lorenzo Fioramonti –  che sono l’ente che forma i giovani lavoratori, imprenditori, professionisti non riusciremo mai a realizzarlo. Da subito ho ritenuto la sostenibilità l’argomento principale di azione del governo in questo settore. Anche perché se ci pensate la sostenibilità è trasversale riguarda l’economia, l’ambiente. E’ uno sforzo che dobbiamo fare per capire che le cose sono integrate tra di loro, che le professioni del futuro non saranno più semplicemente in un settore ma tra settori che si sovrappongono”.

L’ATENEO RICORDA ALDO MORO

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“In occasione dei 41 anni dalla scomparsa abbiamo voluto organizzare una due giorni molto intensa che si conclude con la presentazione del volume curato dalla Fondazione Moro. Un volume sulla figura di Moro come persona, politico e statista. Ma dipinge anche la figura di moro nella sua poliedricità e complessità. Ma soprattutto è l’occasione per riflettere sulla ricchezza del suo pensiero e sulla capacità di guardare lontano”. Queste le parole del rettore dell’Università di Bari Antonio Felice Uricchio, oggi nell’Aula Magna dell’Ateneo barese durante la presentazione del libro “Aldo Moro: un percorso interpretativo”, a cura di Alfonso Alfonsi e Luciano D’Andrea. “L’Università di Bari – ha continuato Uricchio – ha il dovere di valorizzare e trasmettere il suo pensiero ai più giovani, a promuovere la sua memoria, a valorizzare l’uomo anche nei contesti relazionali, i valori del pensiero educativo. Il pensiero di Moro, che a tutto tondo si afferma figura di riferimento del nostro tempo, conserva la sua contemporaneità. Non appartiene alla storia ma ci viene affidato il suo insegnamento ed è compito nostro trasmetterlo a tutti”. 

Ha partecipato all’incontro anche Renato Moro, presidente di Edizione Nazionale delle opere di Aldo Moro, che ha ribadito l’importanza del testo che raccoglie le testimonianze sulla figura umana e di uomo politico dell’ex presidente della Democrazia Cristiana: “Un libro importante – ha detto – che secondo me è anche su di noi. Racconta come questo paese ha guardato a uno dei maggiori statisti di questo paese. In questo testo si vuole collegare tra loro le interpretazioni fatte su Moro negli anni. Il suo rapporto con la società con la democrazia e la politica. È quindi un libro su Moro attraverso l’interpretazione degli attori della società italiana. Su come è cambiata la percezione di moro negli anni e di conseguenza come è cambiata la società negli anni”.

 

 

AL VIA TRE NUOVI SERVIZI TELEMATICI

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Una app, una student card con chip e servizi digitali. L’Università degli Studi di Bari rivoluziona il proprio rapporto con gli studenti e si apre a tutto tondo alle nuove tecnologie. Lo fa attraverso tre nuovi servizi telematici presentati questa mattina nell’Ateneo barese. Il primo è una carta elettronica che, oltre a identificare lo studente come un libretto universitario digitale, servirà ad erogare servizi all’interno dell’Ateneo, per il servizio mensa, quello biblioteche e sale studio, ma anche all’esterno attraverso convenzioni con musei, negozi e il Centro Universitario Sportivo. Il secondo servizio passa attraverso i certificati digitali, scaricabili dal sistema informatico universitario, che abbatteranno tutte le code allo sportello. Infine la app MyUniba all’interno della quale si potrà accedere a tutto lo storico della carriera universitaria dello studente e che permetterà di controllare appelli ed esami, controllare i voti, compilare i questionari di valutazione didattica o controllare i pagamenti.
“Questi nuovi strumenti sono stati fortemente richiesti dagli studenti e l’Università di Bari li ha subito recepiti. – ha detto il rettore dell’Ateneo barese Antonio Felice Uricchio – Si tratta di una innovazione che segue i servizi digitali costruiti in un percorso che l’università ha intrapreso da diverso tempo. E questo permette di avere un contatto più diretto con gli studenti, consentendo di correggere e migliorare la nostra offerta formativa e didattica e rendere la vita universitaria più facile. Le università pugliesi sono già in rete ma serve che lo siano anche gli studenti. Attraverso questa card potremmo consentire agli studenti di una delle sedi universitari di avvalersi dei servizi delle altre”.

IMPORTANTE RICONOSCIMENTO DAL DIPARTIMENTO FUNZIONE PUBBLICA

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 A Roma, in occasione del ForumPa 2019, l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro ha ottenuto un importante riconoscimento dal Dipartimento Funzione Pubblica nell’ambito del convegno “Cittadinanza attiva, amministrazione aperta e partecipazione: esperienze che fanno scuola”.
L’Università è rientrata tra le 10 amministrazioni finaliste della categoria “Partecipazione e accountability” che concorrono all’attribuzione finale del Premio OpenGov Champion 2019.
Il Premio, organizzato dal Dipartimento della Funzione Pubblica in collaborazione con l’Open Government Forum, intende valorizzare nelle Pubbliche Amministrazioni italiane l’adozione di pratiche ispirate ai principi fondanti dell’amministrazione aperta, in tre diverse categorie “Trasparenza e Open Data”, “Partecipazione e accountability” e “Cittadinanza e competenze digitali” a cui hanno partecipato 106 Amministrazioni su tutto il territorio nazionale.

L’Università ha sottoposto la propria candidatura sul tema “Il ciclo integrato di gestione degli stakeholder dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro” che illustra sinteticamente l’esperienza di avviare un percorso di cambiamento organizzativo, tutt’ora in corso, basato sulla partecipazione degli stakeholder interni-esterni ai processi di co(ri)-progettazione dei processi/servizi e di valutazione delle performance. La selezione è stata effettuata da più organizzazioni della società civile e Uniba è risultata l’unica amministrazione universitaria arrivata in finale.
L’attestato destinato ai finalisti è stato conferito dal Capo Dipartimento, Maria Barilà, al Direttore Generale, Federico Gallo, che evidenzia come esso sia il risultato del percorso di cambiamento e di miglioramento continuo posto in essere dall’Università che vede protagonisti gli stakeholder, la comunità e il territorio.

Il Rettore, Antonio Felice Uricchio, sottolinea che “questo riconoscimento è il risultato del lavoro ‘corale’ di tutta la Comunità di Uniba e, in particolare, del personale tecnico amministrativo che è stato, in questi anni, direttamente coinvolto nell’introduzione di modelli organizzativi innovativi e avanzati, tali da essere in grado di soddisfare i bisogni rappresentati dalla nostra utenza primaria, cioè gli studenti”.

UNIBA-CONI PUGLIA, BANDI CONCORSO PER SHORT MASTER

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 L’Università degli studi di Bari Aldo Moro e il Coni Puglia sono artefici, in questi giorni, di una importante sperimentazione in materia di formazione di nuove professioni sportive. Sono stati infatti emanati i bandi di concorso per l’ammissione agli short master “Istruttore turistico sportivo (Its)” e “Operatore sportivo per la terza età (Oste)”, organizzati dall’Ateneo barese con il supporto del Coni Puglia.
“Si tratta di due percorsi formativi di 32 ore ciascuno, che verranno organizzati in moduli con formula week end (venerdi e sabato). Lo short master Its vuole formare professionisti dello sport da inserire nella rete del turismo; infatti sempre più spesso hotel e resort richiedono personale qualificato che sostenga le attività stagionali orientate al wellness degli ospiti” dichiara il Rettore, Antonio Felice Uricchio.
“Con lo short master Oste abbiamo tematizzato un problema emergente, ovvero la necessità di disporre di professionisti che supportino l’attività sportiva degli anziani. Si tratta di una richiesta crescente che necessita di una risposta qualificata: infatti fare sport per la terza età è un investimento per la propria salute, purché lo sport sia praticato in sicurezza” aggiunge il direttore degli short master, professor Silvio Tafuri.

“Il Coni Puglia garantisce per ognuno dei due short master 10 borse di studio a copertura totale e 15 a copertura parziale, per gli studenti che nell’esame di ammissione risulteranno più motivati e meritevoli, grazie all’apposita convenzione con la Regione Puglia. Questa decisione è legata alla ferma convinzione che la formazione è un investimento fondamentale per la sostenibilità del nostro Paese”, chiude Angelo Giliberto, presidente del Coni Puglia.
Le iscrizioni ai due short master sono aperte fino al 4 giugno e possono accedere laureati in Scienze delle attività motorie e sportive, studenti del terzo anno dello stesso corso e istruttori federali.

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