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SANTELLI “PER LA CALABRIA INIZIA UN NUOVO GIORNO”

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“Abbiamo vinto andando oltre anche le proiezioni. Forza Italia è la prima lista della coalizione. è una grande soddisfazione”. Così Jole Santelli, eletta presidente della Regione Calabria con oltre il 55% delle preferenze, nel corso di una conferenza stampa a Lamezia Terme. “Ringrazio di cuore tutti i calabresi – ha continuato – che hanno voluto credere nella politica e nel nuovo progetto. Mi auguro di cuore di non deluderli. Saremo presto, il più presto possibile, al lavoro. Non siamo mai caduti nelle provocazioni e non abbiamo mai parlato degli avversari. Abbiamo parlato di noi e di quello che avremmo voluto per la Calabria. Inizia un nuovo giorno”. Santelli ha auspicato che per la Giunta “si possa ragionare su identikit di persone di alto rilievo” e ha sottolineato che “il tema del lavoro è il più serio. 300 mila disoccupati – ha spiegato – è il numero della vergogna. Non c’è la bacchetta magica ma ci sono politiche di sviluppo da fare, indirizzando i fondi realmente sullo sviluppo e sull’impresa”.
E infine: “Visto che è una terra molto difficile e ne sono consapevole, lo dico ufficialmente: sarò io a mettere le telecamere e un sistema di videoregistrazione nella mia stanza, nella mia macchina perchè chiunque parla con me saprà di essere registrato”.
(ITALPRESS).

ELEZIONI REGIONALI, VINCONO BONACCINI E SANTELLI

Stefano Bonaccini vince in Emilia Romagna, la candidata del centrodestra, Jole Santelli in Calabria. Crolla il Movimento Cinque Stelle. È questo l’esito delle elezioni regionali del 26 gennaio nelle due regioni.

Affluenza in netto aumento in Emilia Romagna. In rialzo anche in Calabria.

“È stata una campagna elettorale che abbiamo affrontato con grande serenità – ha detto il governatore riconfermato dell’Emilia Romagna -: tranquillità, sorrisi sulle labbra, anche quando hanno cercato di utilizzare argomenti che non c’entravano”.

“Partivamo da un -7% delle Europee – ha aggiunto – abbiamo lavorato per costruire una coalizione molto larga e civica. Ci sono metri di interviste di esponenti della Lega che mi
invitavano a fare le valige, a provare a non competere nemmeno – ha proseguito Bonaccini -. Io ho sempre consigliato di essere prudenti nei giudizi perché l’arroganza non paga mai. Se caratterizzi la campagna elettorale nascondendo la candidata vuole dire che vuoi giocare su un altro terreno e noi abbiamo vinto anche su quel terreno”.

“È un risultato enorme. Cominciamo dai mille problemi che ci sono in Calabria ma anche dalle mille opportunità che la Regione offre – sono state le prime parole di una Jole Santelli completamente afona. Cominciamo a lavorare tutti insieme per raccontare una Calabria diversa. Questo deve  essere il primo obiettivo”.

(ITALPRESS).

EMILIA-ROMAGNA E CALABRIA AL VOTO, SALE L’AFFLUENZA

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Seggi aperti dalle 7 e fino alle 23 in Emilia-Romagna e in Calabria per le elezioni regionali.
In Emilia-Romagna sono chiamati al voto circa 3,5 milioni cittadini in 4.520 sezioni nei 328 comuni della regione. In Calabria gli elettori potenziali sono un milione e 800 mila.

Affluenza in rialzo entrambe le regioni. Secondo quanto rende noto il Viminale su tutti i 328 Comuni al voto in Emilia-Romagna, l’affluenza alle 19 è al 58,82 %, in netto aumento rispetto al 30,89% delle Regionali del 23 novembre 2014, quando il dato finale fu 37,71%.

In Calabria, in tutti i 404 Comuni al voto l’affluenza alle ore 19 è stata del 35,52%, in lieve aumento rispetto al 34,80% delle Regionali del 23 novembre 2014, quando il dato finale fu 44,07%.

Gli emiliano-romagnoli sono chiamati al voto per eleggere il nuovo presidente della Regione e i cinquanta componenti dell’Assemblea legislativa. Secondo la rilevazione del Ministero a 45 giorni dal voto, gli elettori sono 3.515.539. Di questi, 1.707.781 sono uomini e 1.807.758 donne. La provincia di Bologna, con quasi 800 mila aventi diritto è la più popolosa elettoralmente: a Bologna città quasi 304 mila elettori. Subito dopo la chiusura dei seggi inizierà lo scrutinio. E’ ammesso il voto disgiunto.
Sono sette, sostenuti da 17 liste, gli aspiranti alla presidenza della Regione. La sfida principale è tra Stefano Bonaccini, presidente uscente candidato del centrosinistra, e Lucia Borgonzoni, senatrice della Lega e candidata del centrodestra. Con loro Simone Benini per il M5S, Stefano Lugli per l’Altra Emilia-Romagna, Marta Collot per Potere al Popolo, Laura Bergamini per il Partito Comunista, Domenico Battaglia per il Movimento 3V – Vaccini Vogliamo Verità.

In Calabria sono oltre trecento i candidati per trenta posti in Assemblea regionale. Il numero di consiglieri che saranno eletti rappresenta quindi circa il 10% del totale dei candidati all’Assemblea: trenta seggi contro 304 aspiranti consiglieri. Tra questi, soltanto 62 sono donne e rappresentano circa un quinto del totale, mentre sono 21 i consiglieri uscenti che ambiscono alla rielezione, tra i quali anche l’ultimo presidente dell’Assemblea, Nicola Irto. Tra chi ha frequentato palazzo Campanella e la Cittadella regionale nella scorsa legislatura, c’è anche un assessore della giunta Oliverio, Angela Robbe.
Gli aspiranti governatori sono quattro, uno in meno rispetto alle consultazioni del 23 novembre 2014, quando i candidati alla presidenza furono cinque e alle urne si presentarono soltanto 836.531 calabresi su un totale di 1.897.729 elettori, con un’affluenza del 44,08%.
Jole Santelli, oltre a essere l’unica donna candidata alla presidenza della Regione, è anche la più giovane ed è sostenuta dal maggior numero di liste e candidati: sei liste per ogni circoscrizione e 144 aspiranti consiglieri. Pippo Callipo, invece, il più grande d’età tra i candidati alla presidenza, conta su una squadra di 72 candidati e tre liste per circoscrizione. L’imprenditore si era già candidato nel 2010 giungendo terzo. Francesco Aiello conta su 46 candidati e tre liste; 42 candidati per Carlo Tansi, anche lui appoggiato da tre liste, di cui una sola presente in tutte le circoscrizioni.

(ITALPRESS).

INTELLIGENCE, STELO “LA VERA RIVOLUZIONE È LA RETE”

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“Oggi potrei assumere nei Servizi anche gli influencers per conseguire la sintonizzazione online con la realtà. La vera rivoluzione, invece delle BR, l’ha realizzata in concreto oggi la Rete”.
Così il Prefetto Vittorio Stelo, Direttore del Sisde dal 1996 al 2001, intervenendo al Master in Intelligence dell’Università della Calabria diretto da Mario Caligiuri.
Nel corso della lezione, Stelo ha collegato il degrado sociale con quello morale mettendo in risalto la velocità dei processi attuali ed evidenziando le tendenze più significative della società italiana degli ultimi settant’anni.
“L’analisi dei fenomeni sociali – ha affermato – deve essere veritiera e imparziale, cinica e oggettiva, non di parte e non politicamente corretta”. Ha quindi sottolineato come negli ultimi decenni ci siano stati due spartiacque: la caduta del muro di Berlino e l’11 settembre. E’ in questo contesto che ha svolto la sua esperienza di direttore del SISDE, ricoprendo questo ruolo dopo lo scandalo dei fondi riservati, impegnato a ricostruirne l’immagine, ripristinarne le regole e svilupparne le attività di intelligence. Tra i diversi casi di cui si è occupato c’è stato l’omicidio del professore Massimo D’Antona da parte delle nuove Brigate Rosse, la gestione del caso Ocalan, il G8 di Genova.

Per Stelo “i problemi che riguardano l’intelligence scaturiscono dalle emergenze sociali ma occorre analizzare e interpretare le circostanze con gli occhi e la mente degli altri per cui la capacità italiana della mediazione, riconosciuta a livello internazionale, può essere utile”. Ha quindi ricordato anche la necessità di un difficile ma necessario equilibrio tra la ragion di Stato e la privacy, in una dialettica costante tra il diritto della comunità da un lato e il diritto dell’individuo dall’altro.
“Bisogna credere nelle istituzioni e non nelle persone – ha ribadito – poiché il Servizio in sé non è mai deviato, ma alcune persone possono esserlo. Occorre individuare gli interessi essenziali da perseguire e fornire al governo e al parlamento in anticipo le informazioni necessarie per intraprendere tempestivamente le azioni necessarie”.
Ha quindi ribadito che il disagio sociale e morale crea caos, concetto filosofico e che può essere statico o dinamico e al riguardo ha effettuato vari riferimenti spaziando dal cinema alla letteratura alla scienza. “Il caos – ha precisato – rende tutti uguali, poiché può essere la fine o l’inizio di un processo o DI una condizione permanente.

E la domanda che si pone è quale potrebbe essere il ruolo dell’intelligence”. “L’intelligence – secondo Stelo – deve dare indicazioni per prevenire il caos.
Ogni generazione è figlia del suo tempo e il “re” dei nostri tempi è lo smartphone”. Il Prefetto ha inoltre messo in evidenza le nuove forme di mobilitazione prodotte dalla Rete, e ha citato ad esempio quella planetaria provocata da Greta Thunberg sull’ambiente, fino a quella nazionale del recente movimento delle sardine, ricordando analoghe iniziative precedenti, e che non vanno sottovalutate; ha rammentato anche gli altri fenomeni dei manifestanti di Hong Kong che lottano per i diritti civili e dei gilet gialli e dei pensionati che in Francia rivendicano, e sono ancora in agitazione, non solo esigenze economiche ma anche di principio.
Stelo ha quindi ricordato che le strutture economiche nel nostro Paese sono soprattutto in mani straniere e di multinazionali. E’ recente l’allarme del Copasir per le banche e le assicurazioni con riflessi sulla già critica situazione economica e sociale, creando quel divario, ormai evidente in ambito sociale, fra un ceto medio alto molto ristretto e un ceto medio basso senza vie di mezzo ed ormai nella marginalità. Tale situazione, che si unisce ai crescenti fenomeni della fame e della povertà e in Italia in particolare anche quello della denatalità.

Tutto ciò crea perpetua crisi economica, sociale e morale con nuove tensioni delle quali l’intelligence non può non farsene carico. Per il Prefetto, “in Italia il caos, osservando oggettivamente la sua storia, potrebbe essere definito sovrano addirittura dal 1860. La divisione sociologica che oggi si sta definendo è quella di before web, poiché si può configurare un nuovo mondo a partire dalla nascita del web senza collegamenti strutturali con la memoria storica e i costumi della precedente società.
“In tale periodo – ha detto – si è verificata una metamorfosi provocata dalla tecnologia, tanto che anche Copasir ha recentemente richiamato l’attenzione anche sulla nuova tecnologia del 5g, e già si parla del 6g. Inoltre la Rete e l’intelligenza artificiale hanno messo in crisi le organizzazioni intermedie, rappresentate da partiti, sindacati, famiglia, scuola, lavoro, fino al governo e al Parlamento. In un contesto, prevale il precariato di ogni rapporto che determina una concorrenza tra poveri”.
Stelo pone dunque l’accento sul capitale umano, ricordando che nelle nostre migliori università ci sono tanti stranieri che poi quando tornano in patria assumono spesso ruoli apicali, mentre in Italia chi si laurea nelle stesse università guadagna poco e la maggior parte si trasferisce fuori dal nostro paese in assenza di alternative. Tutto ciò sembra confermare la profonda crisi sociale del nostro tempo che mina la convivenza.
Per Stelo, “la società esprime violenza, nelle parole e nei fatti, alimentata proprio dalla Rete: basti pensare solo alle varie forme di bullismo. In Italia, specie tra i giovani, c’è un altissimo consumo di droga e di alcool che è una risposta sbagliata al disagio e purtroppo dai più non considerato come disvalore, e la società non riesce a dare risposte adeguate ai problemi esistenziali e sociali delle persone”.

“La vera rivoluzione – sostiene Stelo – è quindi rappresentata dalla Rete, strumento di partecipazione e democrazia, mentre per taluni si stratta di democrazia dell’immediatezza e dell’audience o del click. Oggi paradossalmente si può dire che dove non sono riuscite le Brigate Rosse è riuscita la Rete, dove si dice che “uno vale uno”. Infatti, a ben vedere è cambiata di fatto anche la Costituzione, e così sono mutate la politica, la vita, i comportamenti, il linguaggio, l’economia e la stessa criminalità”.
Secondo Stelo è necessario rimanere in Rete 24 ore su 24, e quindi bisogna analizzare quello che riescono a “intercettare” anche gli influencers e cosa interpretano nel far west della Rete, per cui oggi i pedinamenti vanno fatti direttamente su internet, mentre i nuovi fronti e le nuove tensioni che si creano vanno tempestivamente studiati, adeguando rapidamente anche le norme per tenere il passo con l’evoluzione della tecnologia, poiché questa viene utilizzata efficacemente dalla mafia e dal terrorismo che non soffrono limiti giuridici e molto spesso sono più avanti”.

Il prefetto ha concluso dicendo che “in un caos dinamico c’è bisogno di un’intelligence dinamica, moderna e coraggiosa. Bisogna allora approfondire le prospettive e la percezione dell’intelligenza artificiale, delle nuove emergenze, dei nuovi pericoli, delle nuove minacce in modo che i decisori pubblici siano sostenuti da un’attività informativa adeguata ai mutamenti della società in rapidissimo divenire”.
(ITALPRESS).

NELLA LOCRIDE 237 “FURBETTI” DEL REDDITO DI CITTADINANZA

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La Guardia di finanza di Reggio Calabria ha scoperto 237 persone, tutte residenti nel territorio
della Locride, che percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza. Gli indagati avevano richiesto il sussidio, da aprile a dicembre del 2019, in assenza dei previsti requisiti. L’inchiesta e’ scaturita dall’analisi della numerosa platea di soggetti gia’ denunciati per i fenomeni dei “falsi braccianti agricoli” nonche’ dei “falsi rimborsi fiscali”: tra di loro infatti ne sono stati individuati molteplici che avevano richiesto ed ottenuto anche la misura del reddito di cittadinanza. Gli
investigatori hanno accertato l’omessa indicazione nelle Dichiarazioni Sostitutive Uniche di componenti del nucleo familiare anagrafico, del coniuge non separato, nonche’ del possesso di redditi, di beni mobili come veicoli e moto ed immobili, in particolare terreni e fabbricati.
I casi piu’ eclatanti riguardano due persone detenute per associazione mafiosa nell’ambito dell’operazione denominata “Canada Connection”; un intero nucleo familiare riconducibile ad una nota famiglia di ‘Ndrangheta, colpita nella maggior parte dei suoi componenti da una condanna penale definitiva con la conseguente interdizione dai pubblici uffici, uno di loro e’
peraltro in stato di arresto dall’aprile del 2018; diversi soggetti titolari di redditi, alcuni anche per oltre 55 mila euro, che non sono stati indicati nel nucleo familiare; e alcuni intestatari di ville ed auto di lusso, tra cui uno intestatario di una Ferrari oltre ad essere stato anche destinatario di ordinanza di custodia cautelare domiciliare nell’ambito dell’operazione “Le
Mille e una Notte”.
(ITALPRESS).

SALADINO “PER IL PD CAMPAGNA ELETTORALE DELLA VERITÀ”

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“Questa è la campagna elettorale della verità perché dobbiamo distinguerci da un percorso che ha preceduto il nuovo corso del Partito Democratico, che in questa campagna elettorale sto incarnando come candidata e come rappresentante di una generazione”. Lo ha detto, in un’intervista all’Italpress, Maria Saladino, dirigente nazionale del Pd e già candidata a segretario nazionale del partito alle primarie del 2019, oggi in corsa per le Regionali calabresi di domenica 26 gennaio in quanto candidata capolista del Pd nella circoscrizione Nord, nella provincia di Cosenza.
Cosa intende per “campagna della verità”?
“È la campagna della verità in quanto dobbiamo distinguerci da un percorso nel quale io non rientro perché non sono nella fotografia di chi ha portato la Calabria a com’è oggi”.
Si riferisce alle legislature che si sono susseguite prima di quella appena conclusa o agli ultimi cinque anni?
“Non solo alle precedenti legislature ma anche a chi, in qualche modo, ha fatto tante cose buone ma, in qualche altro modo, ha sgovernato la Calabria. Il Pd è in un nuovo corso. In questi giorni, infatti, parlo di rivoluzioni. La prima l’ha fatta Nicola Zingaretti perché ha scardinato un sistema, anche con il commissariamento della federazione provinciale di Cosenza e di Crotone. Ha dato un segnale nei fatti di quello che è stato il fallimento di una classe dirigente fino a qualche giorno fa”.

In questi giorni che precedono il voto, il candidato alla presidenza Pippo Callipo usa spesso la parola-chiave “fiducia”. Lei invece propone “rivoluzione”: in cosa consiste?
“Se cambiano gli uomini possono cambiare anche le idee che camminano sulle gambe degli uomini. Pippo Callipo rappresenta il cambiamento di cui la Calabria ha bisogno. È una persona che dà fiducia, anche solo a guardarlo, e sensibilizza l’elettorato rispetto a tutte facce che abbiamo avuto fino a oggi e che ancora si ripropongono. La candidata alla presidenza Santelli, invece, non dà più fiducia perché per trent’anni è stata seduta nelle aule che contano del Parlamento e non ha prodotto nulla. Callipo si distingue non solo con lo slogan e con l’hashtag #fiducia ma soprattutto perché in questo momento rappresenta la rigenerazione e il cambiamento su cui il Pd sta puntando e per cui ci siamo messi al servizio. Callipo non ha internazionalizzato solo il suo nome ma anche quello della Calabria, dando l’input di quello che può essere una persona che in questi anni ha lavorato e dato posti di lavoro. È un esempio di fiducia e responsabilità a cui i calabresi guardano”.

Quali sono le priorità per la Calabria e i primi obiettivi che deve porsi il prossimo Consiglio regionale?
“I primi obiettivi sono una sanità amica, il sociale verso gli ultimi, la tutela green e la difesa del suolo, la difesa e la tutela dell’agricoltura, l’utilizzo dei siti storico-culturali come percorsi tematici diffusi, trasporti a chiamata diffusa, modelli di integrazione di base, aree interne e piccoli comuni come peculiarità calabresi, Zes, lavoro, scuola, ricerca e università per fare restare i nostri giovani in Calabria. Questi obiettivi servono comunque per metterci al di là e combattere il salvinismo dilagante sui nostri territori”.
La questione dei giovani. Tanti ragazzi abbandonano la Calabria per studiare o lavorare altrove. L’emigrazione giovanile è ormai un’emergenza…
“Occorre coniugare università e opportunità di lavoro, altrimenti i giovani vanno via. Bisogna tradurre il valore che può avere l’università calabrese, non solo in termini di studio ma anche come opportunità di lavoro e quindi creare le condizioni per far lavorare e rimanere i giovani in Calabria. Non solo formazione, ma anche un collegamento tra l’università e il mondo del lavoro. Su questo tema rientra la proposta di legge sull’occupazione giovanile che ho presentato al Pd nel 2015 e che stiamo portando avanti con la segreteria nazionale per il ricambio generazionale nella Pubblica Amministrazione, con attualizzazione e rifinanziamento della ex legge 285/78 con l’utilizzo dei Fondi Europei”.

Dalla questione giovanile a quella di genere. Nella scorsa legislatura la presenza femminile in Consiglio regionale era minima, crede che queste elezioni porteranno a una presenza più consistente di donne a palazzo Campanella?
“Abbiamo una legge regionale che fa acqua da tutte le parti. Soprattutto nel merito della questione di genere, perché non abbiamo la doppia preferenza. Tuttavia, non ritengo di incarnare una quota rosa ma penso di essere una persona con pari diritti di tutti gli altri. Dal momento che sono l’unica donna candidata del Pd nella lista di Cosenza, con otto uomini dopo di me, ritengo di potermela giocare tranquillamente alla pari, perché credo che una campagna elettorale si faccia sulla base dei contenuti e che, soprattutto, in Consiglio regionale si possa lavorare sui contenuti che ogni uomo o donna dovrà avere”.
Quindi non è prioritario approvare una legge sulla doppia preferenza di genere?
“No, assolutamente. Nel senso: è prioritaria una legge sulla preferenza di genere ma, in questo momento, considerato che la legge regionale non la prevede, dobbiamo distinguerci nei contenuti, non piangerci addosso ma far passare un messaggio di forza da parte delle donne”.
In un documento voi candidate calabresi del Pd avete evidenziato i temi cari alle donne.
“Sono temi da dover affrontare e su cui battersi nei contenuti, non classificando il documento ed etichettandoci come quote rosa e quindi differenza. Non siamo differenza ma valore aggiunto e tutti questi temi li porteremo avanti perché abbiamo contenuti da potere offrire”.
(ITALPRESS).

DE MICHELI “ATTENZIONE GOVERNO A SUD E CALABRIA”

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“Sono qui per confermare l’attenzione che il Governo nutre verso il Sud e la Calabria che rappresentano un fattore determinante per il rilancio del Paese. La battaglia di Pippo Callipo noi da Roma la sosteniamo con i fatti, non con le chiacchiere della destra e mi auguro che in vista delle elezioni di domenica non ci sarà predominanza delle parole sui fatti”. Lo ha detto il ministro alle infrastrutture e trasporti in occasione di una conferenza stampa a Catanzaro a sostegno del candidato alla Presidenza della Regione Calabria per il centrosinistra Pippo Callipo. “Sono qui – ha continuato – per dirvi che tornerò a marzo per aprire il cantiere del megalotto della SS 106 jonica, nell’ambito dei tre lotti dell’area di Catanzaro per un totale di 125milioni. Tra gli altri investimenti su strade Anas ci sono quelli per la trasversale delle serre, due lotti da 28milioni, e per l’A2 svincolo di Cosenza per 611 milioni. Il 30 gennaio manderemo in conferenza unificata l’assegnazione per la Calabria di 42milioni destinati alle strade provinciali. Nel prossimo decreto sarà inserito anche il finanziamento dell’alta capacità per 3 miliardi di euro Reggio Calabria-Salerno con l’obiettivo di completare i corridoi mediterranei e garantire alla Calabria gli stessi tempi di spostamento ferroviario del Nord”.

Sempre a proposito di trasporto su ferro, il ministro ha aggiunto che “a giugno 2020 saranno attivati due nuovi treni Reggio-Venezia e Reggio-Roma con materiale rotabile ETR 600. La seconda linea potrà godere degli stessi tempi della Torino-Roma a parità di chilometri. Sto, inoltre, negoziando con l’Unione Europea per far partire, entro il prossimo aprile, lo strumento della continuità territoriale per gli aeroporti di Crotone e Reggio. Riguardo al porto di Gioia Tauro, abbiamo accelerato affinché entro il 2020 si possa registrare il miglioramento della qualità del servizio ferroviario a sostegno dell’intermodalità del porto. A febbraio provvederò ancora a nominare il nuovo presidente dell’Autorità portuale”. Il ministro ha, inoltre, posto l’accento sui “408mila lavoratori e lavoratrici calabresi che potranno godere dell’aumento dei loro stipendi grazie alla riduzione delle tasse prevista dalla legge di bilancio”.
“Siamo al fianco di Callipo in questa grande battaglia per la legalità – ha concluso il ministro De Micheli – è inaccettabile ascoltare tante chiacchiere quando gli unici che hanno messo soldi per sostenere le forze ordine e rafforzare la sicurezza sui territori siamo stati noi con 800milioni di euro in legge bilancio”.
(ITALPRESS).

SPACCIO DI DROGA A ROMA, 21 ARRESTI IN TRE REGIONI

ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri di Roma, nelle province di Roma, Napoli, Reggio Calabria, Viterbo e Frosinone, hanno arrestato
21 persone. Le accuse sono di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio in concorso, nonché tentato omicidio. Ulteriori perquisizioni sono in corso nei confronti di altri 13 indagati.
Le indagini hanno consentito di disarticolare una organizzazione criminale dedita al traffico, alla detenzione e allo spaccio di hashish, cocaina e marijuana, in una delle più importanti piazze di spaccio del quartiere romano di San Basilio. Tra gli arrestati ci sono diversi personaggi vicini alla ‘ndrina Marando di Platì, progressivamente insediatisi sul territorio popolare di San Basilio, gestendo, con l’ausilio di un considerevole numero di vedette e di pusher il traffico.
(ITALPRESS).