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DE MASI PRESIEDE COMITATO “PREDICTIVE INTELLIGENCE”

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Costituito il Comitato sulla “Predictive Intelligence” all’interno del Laboratorio sull’Intelligence dell’Università della Calabria.
“La velocità dei fenomeni sociali richiede l’aumento delle capacità di previsione delle istituzioni e questo vale sia nell’ambito politico che delle forze di polizia – spiega Mario Caligiuri, Direttore del Laboratorio – Va quindi ulteriormente accentuata la funzione dell’intelligence intesa come strumento che osserva i fenomeni dell’ordine pubblico che potrebbero sfociare in rischi per la sicurezza nazionale. Gli episodi sono sempre più numerosi”.
Il Comitato intende esaminare, nella logica predittiva dell’intelligence rivolta alla sicurezza, i vari esperimenti tecnologici sulla prevenzione dei fenomeni illeciti che le forze di polizia stanno realizzando in tutta l’Italia, rappresentando secondo alcuni una rivoluzione copernicana del modo di fare sicurezza. Il Comitato si propone di censire e valorizzare queste esperienze, confrontandole con le esperienze internazionali più significative. Pertanto si occuperà di previsioni sociali, capacità predittive dei Big Data, esperienze di Predittive Policing e iniziative legate ai poteri predittivi della mente, in analogia con quanto realizzato sopratutto durante la guerra fredda.

L’obiettivo è quello di svolgere attività di censimento e valutazione delle iniziative in corso, coinvolgendo le istituzioni pubbliche, i centri di ricerca e le società private operanti nel settore dell’intelligenza artificiale per redigere studi, promuovere convegni scientifici e svolgere sperimentazioni sul campo integrandole con le indispensabili attività della human intelligence. Si tratta di un percorso ambizioso che verrà svolto da un Comitato scientifico presieduto da Domenico De Masi, professore Emerito dell’Università “La Sapienza” di Roma e coordinato da Elia Lombardo ideatore del sistema XLAW sperimentato con successo dalla Polizia di Stato in numerose città per la previsione dei crimini urbani. Gli altri componenti sono Alfio Rapisarda Senior Vice President Security di ENI; Giacomo Di Gennaro, coordinatore del Master in Criminologia e Diritto Penale della Università “Federico II” di Napoli; Luca Pappalardo Data Scientist e Ricercatore presso l’Università di Pisa e il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa;
Mirco Turco Psicologo e Direttore Scientifico del “Forentics Group”, Sergio Staro, Dirigente Superiore della Polizia di Stato presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale; Donato Piccoli, responsabile Centro Studi “Sicurezza Urbana” dell’Istituto Nazionale di Urbanistica dell’Abruzzo e Molise.

“L’Università della Calabria ha sviluppato tra i primi in Italia lo studio dell’intelligence, continuando costantemente a rappresentare un punto di riferimento scientifico e culturale per la comunità nazionale” ha dichiarato il Rettore dell’Università della Calabria Gino Mirocle Crisci.
Sulla stessa lunghezza d’onda il Direttore del Dipartimento Culture, Educazione e Società Roberto Guarasci che ha affermato: “il nostro Ateneo ha anticipato il bisogno di sicurezza presente nella società, proponendo qualificati e innovativi percorsi formativi con competenze specializzate”.
(ITALPRESS).

UCCISO DAVANTI AL FIGLIO DI 6 ANNI, UN ARRESTO

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Ucciso per uno schiaffo dato due anni prima allo zio del presunto killer. E’ per questo che Carmelo Polito, l’1 marzo del 2011, sarebbe stato freddato in pieno centro abitato a San Gregorio d’Ippona con cinque colpi di pistola calibro 7.65, davanti al figlio di soli 6 anni, miracolosamente scampato all’agguato.
A distanza di otto anni i Carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, coordinati dal procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, hanno fatto luce sull’omicidio, identificando il presunto killer. Si tratta di Francesco Pannace, 32 anni, di San Gregorio d’Ippona, già detenuto perché coinvolto in un altro efferato omicidio, quello di Giuseppe Prostamo. L’uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. A fare fuoco, secondo l’accusa, sarebbe stato proprio lui. Ad incastrarlo è stata in particolare un’intercettazione ambientale captata dai militari dell’Arma nell’auto intestata a Rosario Fiarè, ritenuto esponente di spicco dell’articolazione di ‘Ndrangheta di San Gregorio. Francesco Pannace era infatti l’autista del boss e l’effettivo utilizzatore dell’auto. Qualche mese dopo l’omicidio di Polito, conversando in auto con un giovane del posto si faceva sfuggire una frase emblematica per le indagini: “Ma hai saputo che mi hanno inculato no?… perché ho ammazzato questo figlio di puttana”. All’affermazione di Pannace, il suo interlocutore chiedeva: “Chi Polito ?” e lui rispondeva: “Era pazzo! E così via… per te, per me e per gli altri”.

Un’altra conversazione ritenuta fondamentale dagli inquirenti per la ricostruzione del caso è avvenuta in carcere a Vibo dove Francesco Pannace si trovava ristretto in seguito all’arresto in flagranza dell’omicidio di Giuseppe Prostamo per il quale è stato condannato in via definitiva. In quell’occasione indicava al cugino il luogo in cui aveva nascosto il passamontagna “vedi sotto quell’eternit appena scendi? Là sotto c’è un passamontagna”. L’attività di riscontro dei Carabinieri ha permesso di recuperarlo proprio nel luogo indicato dallo stesso Pannace. Era nascosto all’ingresso della stradina d’accesso della proprietà del nonno. Allo stesso tempo Pannace chiedeva al cugino se anche l’arma era ancora nascosta invitandolo a non rimuoverla dal posto designato e di prestare attenzione: “Stai attento se arrestano te cosa faccio qua dentro…”.
La vittima era considerata persona aggressiva e prepotente “solita ad andare in giro a chiedere soldi o a prendersi le cose senza pagare il prezzo”. Annoverava diversi precedenti penali per furto, rapina, omicidio e tentato omicidio. Un atteggiamento che avrebbe creato malcontento tra gli abitanti del paese. Tra l’altro Polito era appena uscito dal carcere psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto dove era stato detenuto. Sarebbe stato quindi “giustiziato” in pieno giorno per uno schiaffo inflitto due anni prima allo zio del presunto killer e anche per dei “buffetti sulla guancia”, a mo’ di richiamo dati a Rosario Fiorillo in carcere, come riferito agli inquirenti dal collaboratore di giustizia Raffaele Moscato.
(ITALPRESS).

PSR, OLTRE 14 MILIONI EROGATI AGLI AGRICOLTORI

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Il Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari e l’Organismo Pagatore Arcea comunicano che sono stati mandati in pagamenti quattro kit decreto: nel mese di settembre il numero 76, il numero 77 (che è un saldo automatizzato), ed il numero 78; lo scorso 14 ottobre, invece, è stato elaborato e mandato in pagamento il kit n. 79. Grazie ai quattro kit sono stati erogati oltre 14 Milioni di Euro agli agricoltori calabresi. Per l’esattezza 14.182.184,19 Euro, dei quali 8.058.927,58 relativi ai pagamenti delle Misure Agro-climatico-ambientali, mentre 6.123.256,61 Euro si riferiscono ai pagamenti delle Misure strutturali del Programma di Sviluppo Rurale. I beneficiari delle Misure a Superficie sono 1540, invece 77 sono quelli delle Strutturali.

“Si tratta di erogazioni di risorse molto importanti – si legge da una nota congiunta del Consigliere Regionale delegato all'”Agricoltura” Mauro D’Acri, del Dirigente Generale del Dipartimento Agricoltura e Risorse Agroalimentari nonché Autorità di Gestione del PSR Calabria Giacomo Giovinazzo e del Commissario Straordinario di Arcea Francesco Del Castello – con la quale la Regione va a sostenere in maniera concreta sia gli imprenditori agricoli che gli enti calabresi. La Regione va avanti dunque nel finanziare i progetti mirati agli investimenti materiali nelle aziende, comprese quelle condotte da giovani imprenditori che si sono appena insediati, ma anche i progetti relativi allo sviluppo a trecentosessanta gradi dell’agricoltura calabrese, alla tutela del patrimonio forestale e del territorio, alla creazione ed all’implementazione dei servizi di base nelle aree rurali per il miglioramento delle condizioni di vita”.
(ITALPRESS).

 

QUATTORDICI ANNI FA L’OMICIDIO FORTUGNO

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La lettura, l’ascolto ragionato e il metodo dell’analisi critica sono stati gli ingredienti principali della manifestazione in memoria di Francesco Fortugno, il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria assassinato dalla ‘ndrangheta il 16 ottobre del 2005. Un appuntamento sempre molto sentito e partecipato dalla città di Locri che anche quest’anno si è fermata per ricordare una delle pagine più drammatiche della storia recente della Calabria. Tanti i rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine oltre, naturalmente, i giovani, che hanno reso omaggio alla figura di Fortugno in una giornata scandita da diversi momenti, nel segno della memoria e della partecipazione.
La cappella dell’ospedale di Locri ha ospitato la santa messa officiata dal vescovo di Locri-Gerace, monsignor Francesco Oliva, a cui è seguita la deposizione della corona da parte delle Istituzioni dello Stato a Palazzo Nieddu.
L’evento è poi proseguito nel Liceo Scienze Umane e Linguistico Giuseppe Mazzini di Locri dove si è tenuto il reading letterario dal titolo: “Leggo…per legittima difesa” ad opera dell’attore Giuseppe Zeno che ha letto e interpretato (con l’accompagnamento musicale del “Nigun Clarinet Quartet”) alcuni testi di autori e personalità che hanno lasciato il segno nella letteratura, nell’impegno civile e nella lotta alle mafie.
L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali di Francesco Sacco, dirigente scolastico del liceo “Mazzini”, di Maria Grazia Laganà Fortugno, vedova del vicepresidente del Consiglio regionale calabrese, di Giovanni Calabrese, sindaco di Locri e di Nicola Irto, presidente del Consiglio regionale della Calabria.
“Abbiamo pensato di legare la commemorazione di Franco – ha detto Laganà Fortuno – al tema della lettura. Siamo rimasti colpiti dai dati negativi dell’Istat che ha fotografato una realtà difficile da accettare: al Sud, legge meno di una persona su tre e la Calabria, purtroppo, è penultima in classifica. La lotta alla ‘ndrangheta si deve fare sui territori e, come diceva Franco, è una battaglia dalla quale nessuno si può chiamare fuori”.
“L’omicidio Fortugno – ha dichiarato il presidente Irto – ha rappresentato un attacco al cuore della democrazia in Calabria, la cui gravità, ancora oggi, richiede a ciascuno di noi una seria riflessione e impone alla politica un solenne patto di ripudio della ‘ndrangheta e del suo consenso inquinato”.
“Franco Fortugno non è morto invano – ha detto nella sua omelia monsignor Oliva – perché da quel tragico giorno si è messo in moto un nuovo percorso di convivenza cittadina. Percorso su cui occorre l’impegno di tutti e che deve porre la pace e la giustizia quali suoi pilastri”.

ARSENALE E DROGA, UN ARRESTO IN CALABRIA

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Nascondeva in un garage oltre 2 chili e mezzo di esplosivo, 1.100 grammi di cocaina, 14 tra mitragliatrici, pistole e fucili e oltre 500 cartucce. E’ quanto hanno scoperto i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, che hanno arrestato G.D., di 31 anni.
L’arsenale e la droga, nel corso di controlli, sono stati trovati in un garage nel centro cittadino di Reggio Calabria. L’attenzione degli investigatori si è concentrata su un complesso condominiale ad altissima densità criminale. Al centro degli accertamenti è finito un garage, formalmente di proprietà di una persona risultata del tutto estranea alla vicenda, ma nella disponibilità dell’indagato, in qualità di affittuario.

Le Fiamme gialle hanno trovato, nascosti tra numerosi articoli di abbigliamento, diversi imballaggi di confezioni per sostanze stupefacenti, molti dei quali riportanti evidenti e vistosi residui di cocaina, nonché un panetto della stessa sostanza stupefacente integro, ancora imballato. Ma la sorpresa è arrivata quando i finanzieri hanno controllato il soppalco.

Sul pianale di legno sono stati trovati oltre 2 chili e mezzo di esplosivo (gelatina-dinamite, con relativa miccia e con relativo detonatore), un panetto da 1.100 grammi di cocaina riportante impresso uno dei classici simboli della massoneria (incentrato su un gioco a incastro di figure rappresentanti una squadretta, un occhio ed un compasso), 2 pistole mitragliatrici, 6 fucili da caccia, 1 fucile a canne mozze, 4 pistole semiautomatiche, 1 pistola a tamburo, 2 strozzatori per fucile da caccia e oltre 500 cartucce di varia tipologia. La maggior parte delle armi rinvenuta è risultata rubata.

Il sospetto degli investigatori è che l’arsenale faccia parte della “potenza di fuoco di un’unità locale del gruppo criminale organizzato”.

Gli accertamenti tecnici sull’esplosivo ritrovato hanno consentito di stabilire che si tratta di gelatina dinamite a base di nitroglicerina, “un esplosivo ad altissimo potenziale, particolarmente sensibile che, dopo la campionatura – fanno sapere le Fiamme gialle -, è stato immediatamente distrutto, poiché col tempo, decomponendosi, diventa altamente instabile”.

“L’esplosivo insieme alla miccia a lenta combustione ed il detonatore sequestrati, se assemblati correttamente – aggiungono gli investigatori -, si sarebbero potuti utilizzare per la realizzazione di un cosiddetto I.E.D. (Improvised Explosive Device) con elevatissime capacità di offensività”.

L’indagato, al termine delle operazioni, è stato accompagnato in carcere.
(ITALPRESS).

BLITZ ANTI-‘NDRANGHETA NEL CATANZARESE, 17 ARRESTI

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Duro colpo alla cosca di ‘ndrangheta Iozzo-Chiefari. I carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro, supportati dallo Squadrone eliportato carabinieri cacciatori e dall’8° Nucleo elicotteri di Vibo Valentia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 17 indagati, ritenuti affiliati e contigui al clan attivo nel Catanzarese e federato a quello dei Gallace, radicato a Guardavalle. Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, omicidio, tentato omicidio, coltivazione e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi, estorsione, ricettazione e altro.
L’indagine, protrattasi per quasi 3 anni, ha consentito, spiegano gli investigatori, di documentare l’operatività della cosca Iozzo-Chiefari, i cui componenti “avevano la disponibilità di numerose armi, anche da guerra, e avevano generato nella popolazione locale uno stato di soggezione con conseguenti manifestazioni di omertà e accondiscendenza”.

ELEZIONI, OLIVERIO “NESSUN TATTICISMO SULLA DATA”

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“La data delle elezioni sarà fissata anche con un momento di coinvolgimento del Consiglio regionale. I partiti avranno il tempo per prepararsi. Nessuno è folle, nemmeno io, non penso di utilizzare la data delle elezioni per giochi tattici. Non c’è nessun calcolo personale”. Lo ha detto il presidente della Giunta regionale della Calabria, Mario Oliverio, in aula di Consiglio regionale, rispondendo ad alcuni consiglieri che chiedevano l’indicazione della data per le prossime elezioni regionali. “Per le farse affidatevi al giorno di Carnevale”, ha continuato Oliverio, che ha chiesto all’Aula: “Chi, tra gli schieramenti, è pronto?”. Il governatore, nel suo intervento a palazzo Campanella di Reggio Calabria, ha evidenziato che “qui dentro una maggioranza non c’è da tempo. I colleghi dell’opposizione lo sanno bene. Sanno – ha aggiunto – che c’è stata una parte della maggioranza che ha fatto opposizione precostituita, non nel merito”. Sulle elezioni, quindi, secondo Oliverio, “bisogna fare prevalere la ragione e il senso politico. Oliverio – ha detto il presidente della Giunta – non può arrogarsi il diritto di forzare il limite massimo”.

IL BRAND CALABRIA CONQUISTA IL MERCATO DANESE

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Continuano le iniziative previste dai progetti promossi dal Settore Internazionalizzazione della Regione Calabria ed attuati dalle Camere di Commercio Italiane all’estero.
Si è appena conclusa, infatti, la missione degli operatori del settore agroalimentare e turistico in Danimarca, dove la Calabria è stata presentata come destinazione del turismo enogastronomico ricca di eccellenze alimentari e di piatti tipici della Dieta Mediterranea.
“Tale missione – si legge nella nota – segue l’azione di incoming svolta lo scorso 25 settembre in Calabria, che ha registrato la presenza di 36 aziende calabresi che hanno avuto l’opportunità di effettuare incontri ‘one-to-one’ con buyer del settore del food & wine e del settore turistico, alla presenza di operatori e giornalisti danesi, accolti dall’avvocato Gina Aquino, Dirigente del Settore Internazionalizzazione e dai consulenti dello sportello Sprint Calabria a supporto della internazionalizzazione”.

In Danimarca il ‘brand Italia’ è fortemente radicato e il Paese registra una continua crescita delle esportazioni italiane. “Obiettivo del progetto è quello di contribuire ad affermare il brand Calabria sul mercato danese come sinonimo di qualità ed eccellenza e offrire una proposta ampia e diversificata, attraverso la costruzione di un’azione promozionale in grado di valorizzare tutte le eccellenze coinvolte.
Il progetto, che  interessa il settore enogastronomico e quello turistico, ha l’obiettivo di rafforzare i flussi commerciali  dalla penisola scandinava al territorio calabrese.
Il consolidamento di tali relazioni, mira a portare solidi e duraturi benefici non solo alle strutture ricettive ed alle imprese agroalimentari coinvolte, ma all’economia locale nel suo complesso”.