CATANZARO (ITALPRESS) – In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 3.640.269 (+5.429). Le persone risultate positive al Coronavirus sono 531383 (+1.526) rispetto a ieri. Sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle Azienda sanitarie provinciali della Regione Calabria. Cinque le persone decedute.
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Covid, in Calabria 1.526 nuovi casi positivi e 5 decessi
Medici cubani in Calabria, il sindacato Cimo-Fesmed ricorre al Tar
ROMA (ITALPRESS) – E’ pronto il ricorso del sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED contro il decreto del Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto che prevede l’assunzione a tempo determinato di 497 medici cubani. Il testo sarà depositato nelle prossime ore al Tar.
Il sindacato (cui aderiscono ANPO-ASCOTI, CIMO, CIMOP e FESMED) rileva numerose contraddizioni sostanziali nell’accordo con la società cubana incaricata di individuare i medici disponibili a lavorare in Calabria, che vanno da problematiche ordinistiche, organizzative e linguistiche a spinosi temi di responsabilità professionale; ma anche problemi formali.
“L’utilizzo della procedura dell’accordo quadro per l’affidamento di prestazioni di somministrazione di manodopera è in generale vietato dalla legge se non per il tramite delle Agenzie a ciò autorizzate, e in ogni caso è vietato per l’esercizio di funzioni dirigenziali quali quelle che spettano ai medici – commenta il Presidente della Federazione CIMO-FESMED e Vicepresidente CIDA Guido Quici -. Inoltre – aggiunge – la Regione Calabria, prima di adottare una soluzione estemporanea come quella di rivolgersi a Cuba, ha del tutto ignorato la possibilità di assumere i medici specializzandi degli ultimi anni di formazione, come previsto dalla legge”.
“Non può lasciare indifferenti, inoltre – si legge in una nota -, quanto emerso in una recente pubblicazione della statunitense Fondazione per i Diritti Umani, che fa luce su un vero e proprio traffico di medici cubani nel mondo per confermare il ruolo dell’isola come ‘potenza medica mondialè: secondo il rapporto, in 60 anni oltre 400 mila professionisti sanitari sarebbero stati costretti da Cuba a lavorare all’estero, trattenendo tra il 75% ed il 91% del loro stipendio”.
“In ogni caso – sottolinea la nota -, è possibile estendere il ragionamento alla base del ricorso della Federazione CIMO-FESMED a numerosi accordi siglati da diverse Regioni con cooperative o società di servizi, sia italiane che straniere, che propongono medici disponibili a coprire turni negli ospedali afflitti dalla carenza di personale o a cui viene affidata la gestione di interi reparti”.
“Il ricorso ad enti esterni per il reclutamento di medici crea una concorrenza sleale nel mercato del lavoro che va combattuta senza se e senza ma in tutta Italia, e mi auguro che alla lotta intrapresa dalla Federazione CIMO-FESMED si uniscano presto altre associazioni di settore – continua Quici -. Se da una parte i medici delle cooperative vengono pagati anche cinque volte di più rispetto a un medico dipendente del Servizio sanitario nazionale, attirando sempre più professionisti che preferiscono non partecipare ai concorsi pubblici, ai medici stranieri che vengono in Italia, come nel caso dei colleghi cubani, vengono riconosciute retribuzioni inferiori rispetto alla media. Non vorremmo che, considerata la carenza di risorse, il dumping salariale facesse il suo ingresso anche nel settore medico”.
“L’unico modo per risolvere il problema della carenza di medici è formare nuovi professionisti e bandire concorsi per assumerli stabilmente all’interno del Servizio sanitario nazionale. I concorsi devono essere l’unica porta d’ingresso nel SSN”, conclude Quici.
foto Ufficio Stampa CIMO-FESMED
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In Calabria 1.548 nuovi casi di Covid e 5 decessi
CATANZARO (ITALPRESS) – In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 3.634.840 (+5.717). Le persone risultate positive al Coronavirus sono 529.857 (+1.548) rispetto a ieri. Sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle Azienda sanitarie provinciali della Regione Calabria. Cinque le persone decedute.
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Catanzaro, Sequestrati allacci idrici abusivi su un’area di 3mila mq
CATANZARO (ITALPRESS) – Continua in modo serrato la lotta all’abusivismo idrico sul territorio comunale di Catanzaro. Un nuovo sequestro di grosse dimensioni ha caratterizzato l’attività di controllo voluta dal sindaco Nicola Fiorita e messa in campo dalla Polizia locale con il coordinamento dell’assessore Marinella Giordano. Gli uomini del nucleo ambientale, guidati dal tenente colonnello Salvatore Tarantino, hanno portato a termine una meritoria operazione nelle prime ore del mattino cogliendo in flagranza di reato e denunciando il proprietario di un appezzamento di notevoli dimensioni nei dintorni del fiume Castace. Dalle verifiche sul campo, si è riscontrato che due tubazioni di grossa superficie erano alimentate in maniera abusiva dalla rete idrica comunale, per l’utilizzo dell’acqua, attraverso nove diverse uscite, a scopo di irrigazione di un’area di oltre tremila metri quadri composta da un terreno, un frutteto, una serra ed un orto di rilevanti dimensioni. Complessivamente, la stima del consumo idrico per tutte le aree, calcolata alla minima pressione, ammontava a circa 300 litri al minuto, una cifra importante se considera il prevalente utilizzo dell’acqua nelle ore notturne e durante i mesi caldi. I vigili hanno, inoltre, effettuato un’altra denuncia, nella stessa area del Castace, per allacci abusivi al fine di irrigare un orto di circa 600mq. Operazioni che si aggiungono alle diverse già effettuate a seguito dell’ordinanza che il sindaco Fiorita ha emanato, ad inizio estate, anche con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sull’uso razionale dell’acqua in un periodo di forte aumento dei consumi. (ITALPRESS).
Photo credits: ufficio stampa Comune di Catanzaro
Covid, In Calabria 2.408 positivi su 8.589 tamponi effettuati
CATANZARO (ITALPRESS) – In Calabria, su 8.589 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, sono 2.408 i positivi in più rispetto a ieri. Lo rivelano i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione della Regione Calabria.(ITALPRESS).
Photo credits: www.agenziafotogramma.it
Calabria, Occhiuto “Medici cubani non toglieranno posti agli italiani”
CATANZARO (ITALPRESS) – “Si è arrivati al reclutamento dei medici di Cuba perchè la sanità calabrese è al collasso, ma il problema del reclutamento dei medici è un problema che hanno anche tutte le altre Regioni italiane. Ancor di più ce l’ha Calabria, che ha un sistema sanitario poco attrattivo, in cui molti concorsi a tempo indeterminato – e ne stiamo bandendo tanti – sono andati deserti”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un’intervista a Radio 24. “Abbiamo assunto tutti gli specializzandi in nostro potere, ma non bastano, per cui rischiavo di dover chiudere presidi ospedalieri e reparti di pronto soccorso. Io non posso stare con le mani in mano: una sola vita salvata grazie a qualche medico in più in ospedale vale più di mille polemiche – ha aggiunto -. Faremo altri concorsi a tempo indeterminato, e cercheremo di inserite inventivi affinchè questi possano essere più attrattivi. Il nostro obiettivo è quello assumere il più possibile medici italiani e calabresi: i cubani non toglieranno un solo posto di lavoro ai nostri camici bianchi. Ma nel frattempo c’è da governare l’emergenza, e c’è da garantire il diritto alla salute ai cittadini”. “E vorrei dire che questi medici di Cuba non guadagneranno più dei loro colleghi italiani: anzi, il costo aziendale medio per un medico nel nostro Paese è di 6700 euro al mese, assai maggiore di quello che pagheremo noi alla società statale del governo cubano – conclude -. L’alternativa sarebbe stata quella che stanno praticando tante Regioni, e purtroppo anche la Calabria negli ultimi mesi, vale a dire quella di far ricorso a società di lavoro interinale che forniscono medici al costo a volte anche di 1000 euro al giorno, quindi 30mila euro al mese. E’ una situazione inaccettabile. Ho deciso che gli ospedali debbano rimanere aperti comunque, e sono contento di aver stipulato questo accordo”.(ITALPRESS).
Photo credits: ufficio stampa Regione Calabria
Covid, in Calabria 1.548 nuovi positivi e nessun decesso
CATANZARO (ITALPRESS) – In Calabria, ad oggi, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 3613464 (+5.472).
Le persone risultate positive al Coronavirus sono 523984 (+1.548) rispetto a ieri. Non si registrano decessi. Questi sono i dati giornalieri relativi all’epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.PP. della Regione Calabria.
– foto: ufficio stampa Regione Calabria
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Mancuso “Presto in Calabria il Garante dei diritti dei detenuti”
CATANZARO (ITALPRESS) – “Gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria hanno diritto di svolgere il loro lavoro in sicurezza. A loro va la solidarietà del Consiglio regionale, dopo quanto accaduto nelle carceri minorili di Catanzaro con tre ragazzi che hanno appiccato un incendio sfiorando la tragedia”. Per Filippo Mancuso, presidente dell’Assemblea legislativa: “Resta il fatto ineludibile che è l’intero sistema carcerario italiano che ha bisogno di attenzioni non saltuarie e improvvisate, ma sistematiche e pianificate con l’urgenza che la condizione di sovraffollamento degli istituti richiede. Il Consiglio, da parte sua – annuncia Mancuso -, subito dopo il voto del 25 settembre, insedierà il ‘Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personalè, a cui chiederà di approntare una relazione sulle condizioni del pianeta carceri calabrese. Una base di dati, questioni e vicende, problemi vecchi e nuovi che ci consentirà di avere il quadro aggiornato delle condizioni dei detenuti nei dodici istituti calabresi e dei problemi della Polizia Penitenziaria, con l’obiettivo di contribuire alla loro soluzione e a rendere meno evanescente il principio costituzionale secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione del condannato ed al suo successivo reinserimento nella società”.
Aggiunge il Presidente del Consiglio regionale: “Dalla prima relazione sulle carceri calabrese, dedicata alla governatrice Jole Santelli prematuramente scomparsa e rassegnata nel 2020 dall’allora Garante avv. Siviglia, si evince che le carceri calabresi, nonostante le molte disfunzioni, sono riuscite a reggere all’urto dell’emergenza Coronavirus. La relazione ha evidenziato come i due terzi dei detenuti in Calabria non siano mafiosi: molto spesso si tratta di giovani, di donne, stranieri, tossicodipendenti, autori di reati contro il patrimonio oppure con problemi psichici. Il sistema si mantiene al limite della capienza e ha necessità di interventi strutturali e anche di rafforzamento del corpo di Polizia Penitenziaria, come lo stesso capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) aveva annunciato”. Conclude Mancuso: “Sulle annose criticità, riferite all’assistenza sanitaria ed al sovraffollamento che genera effetti negativi sul fronte trattamentale, ma anche in riferimento alla nota e più volte segnalata carenza di personale di Polizia Penitenziaria, giuridico-pedagogico, sanitario e infermieristico, Governo e Parlamento debbono incominciare a dare segnali risolutivi”.
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