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Calabria

Sequestrate piantagioni e marijuana per un milione nel catanzarese

CATANZARO (ITALPRESS) – I carabinieri delle Stazioni di Tiriolo, Marcellinara, Gimigliano e Catanzaro Gagliano, con il supporto del personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di “Calabria” e del Nucleo Cinofili di Vibo Valentia hanno scandagliato varie aree, anche impervie, dei comuni di competenza, spesso utilizzate per la coltivazione illecita di sostanze stupefacenti. Nel territorio di Catanzaro Gagliano, infatti, i militari hanno trovato due piantagioni, per complessive 350 piante di cannabis indica, dell’altezza media compresa tra 1,5 e 2,5 metri. In un’altra area, su terreno risultato poi di proprietà privata, i militari hanno notato la presenza di alcuni tubi in PVC nascosti nella vegetazione. All’interno di uno di questi e nelle immediate vicinanze veniva rinvenuto un fucile da caccia e 18 cartucce calibro 12. Sulle armi sono in corso ulteriori accertamenti (per verificarne l’eventuale provenienza furtiva e/o l’eventuale utilizzo in fatti criminosi), mentre per uno dei proprietari del terreno è scattato il deferimento in stato di libertà per detenzione abusiva di armi. In un terreno demaniale al confine tra i comuni di Settingiano e Tiriolo, trovata una piantagione di cannabis indica di circa 200 piante di altezze comprese tra i 30 cm e i 2 m su cui sono in corso ulteriori indagini. Sottratto al mercato degli stupefacenti, marijuana per un valore di circa un milione di euro.

– foto: ufficio stampa Carabinieri

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Mancuso “Per contrasto a Incendi anche la vigilanza dei calabresi”

REGGIO CALABIA (ITALPRESS) – Tolleranza zero nei confronti delle decine di roghi e di chi delittuosamente li provoca. La situazione su questo fronte è allarmante e intollerabile. Cosicchè, all’impegno del presidente Occhiuto, che ha dichiarato guerra ai piromani, e della Regione, attiva con ogni mezzo preventivo a sua disposizione, è necessario che si abbia, per stroncare questi odiosi attentati contro la natura, anche la vigilanza responsabile dei singoli cittadini”.
Così il presidente del Consiglio regionale della Calabria Filippo Mancuso: “Ai fenomeni estremi discendenti dai mutamenti climatici in atto, che configurano scenari ambientali inediti e mettono l’umanità di fronte a problematiche di difficile soluzione, non possiamo consentire che si aggiunga la distruzione dolosa che manda in fumo migliaia di ettari di aree boschive e vegetazione, toglie l’habitat agli animali e restringe gli spazi alle persone e alle attività economiche. L’indignazione da sola non basta”.
“Ci vuole la massima attenzione di tutti, perchè gli incendi provocati non sono solo un grave reato da perseguire con intransigenza e rigore, ma una violenza inaudita ai danni delle nostre comunità – aggiunge Mancuso – E’ dunque fondamentale che le centinaia di uomini, tra vigili del fuoco, guardie forestali e volontari che lottano duramente contro i roghi e a cui va il nostro ringraziamento per l’ impegno che quotidianamente dispiegano, possano contare sulla vigilanza efficace e il contrasto preventivo non solo delle istituzioni pubbliche a ogni livello, dei Parchi e delle Aree protette, dei proprietari dei fondi, cui è richiesta diligenza nell’eliminazione di sterpaglie e rifiuti, ma soprattutto sulla collaborazione dei singoli cittadini. Ogni sottovalutazione di questa ostinata patologia sociale, infatti, contribuisce ad acutizzare la ferita profonda alla natura e alla biodiversità, depauperando – conclude il Presidente dell’Assemblea legislativa regionale – il patrimonio ambientale di una regione come la Calabria, che ha un indice di boscosità tra i più elevati d’Italia da salvaguardare e mettere a valore, per promuovere sviluppo sostenibile e nuova occupazione”.

– foto: ufficio stampa Vigili del Fuoco

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Sequestrati beni per 3,5 milioni a imprenditore reggino

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, che dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di beni – per un valore complessivo stimato in circa 3,5 milioni di euro – riconducibili ad un imprenditore reggino, operante nel settore del commercio carburanti. La figura criminale del proposto era emersa nell’ambito dell’operazione “Andrea Doria”, eseguita dalla Guardia di Finanza a contrasto dell’infiltrazione della ‘ndrangheta nell’economia legale, che avrebbe permesso di scoprire l’esistenza di una struttura organizzata, attiva nel commercio di prodotti petroliferi, dotata di un meccanismo ben collaudato con lo scopo principale di evadere le imposte, in modo fraudolento e sistematico, attraverso l’emissione e l’improprio utilizzo delle “dichiarazioni di Intento”. In particolare, sotto la direzione strategica di un commercialista campano e con la comprovata compiacenza di soggetti esercenti depositi fiscali e commerciali ubicati in Calabria e Puglia, le organizzazioni criminali avrebbero realizzato il controllo dell’intera filiera della distribuzione del prodotto petrolifero, dal deposito fiscale ai distributori In tale ambito, il predetto – allo stato del procedimento e fatte salve successive valutazioni in merito all’effettivo e definitivo accertamento della responsabilità – è stato rinviato a giudizio per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti contro il patrimonio, nonchè per il reato di trasferimento fraudolento di valori aggravato dalla finalità di agevolare l’attività della ‘ndrangheta ed in particolare della cosca Labate, attiva a Reggio Calabria. In relazione all’attività di cui sopra, la locale Direzione Distrettuale Antimafia, delegava il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata a svolgere un’apposita indagine a carattere economico/patrimoniale finalizzata all’applicazione, nei confronti del citato imprenditore, di misure di prevenzione patrimoniali. Al riguardo, l’attività di indagine è stata indirizzata alla ricostruzione delle acquisizioni patrimoniali effettuate dall’anno 2000 all’anno 2020, verificando – attraverso una complessa e articolata attività di accertamento e riscontro documentale – il patrimonio nella disponibilità del medesimo, direttamente o indirettamente, il cui valore, secondo gli inquirenti, risultava essere decisamente sproporzionato rispetto alla capacità reddituale dell’imprenditore.
Alla luce di tali evidenze, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria disponeva l’applicazione della misura di prevenzione del sequestro del patrimonio riconducibile al proposto nonchè al rispettivo nucleo familiare – per un valore complessivo stimato in circa 3,5 milioni di euro – costituito dall’intero compendio aziendale di 3 società di capitali, quote di un’ulteriore società, 1 fabbricato, 2 terreni, beni mobili, rapporti bancari e finanziari e relative disponibilità. Peraltro, nell’ambito del sequestro figura denaro contante per euro 2.101.580,00, rinvenuto dai finanzieri, suddiviso in mazzette cautelate con del cellophane ed occultato in due valigie nascoste in un garage nella disponibilità dell’imprenditore medesimo.

foto: ufficio stampa Gardoa di Finanza

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Rete scolastica Calabria, tavolo tecnico alla Cittadella

CATANZARO (ITALPRESS) – La rivoluzione Calabria parte anche dall’Istruzione, fornendo una risposta adeguata alle esigenze dei territori, anche attraverso un opportuno dimensionamento scolastico che migliori la loro offerta formativa.Su questo indirizzo si è, nella Cittadella regionale di Catanzaro, un tavolo tecnico politico organizzato dall’assessorato regionale all’Istruzione Cultura e presieduto dal vicepresidente della Giunta regionale con delega al ramo, Giusi Princi, finalizzato alla condivisione dei Sistemi Locali dell’Educazione e dell’Istruzione (SLEI). Si tratta della prima fase del processo di ridefinizione delle linee guida regionali per l’organizzazione della rete scolastica e dell’offerta formativa per il prossimo triennio che si concluderà nel mese di settembre.
“Le risorse necessarie – ha dichiarato il vicepresidente Princi – sono disponibili, ed è quindi necessario, seguendo l’indirizzo indicato dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, finalizzare i nostri sforzi per rispondere correttamente alla richiesta di crescita dei territori, soprattutto attraverso la concertazione costante con gli enti locali in cui, sin dal mio insediamento, ho sempre creduto come leva per il cambiamento della nostra regione”.
Alla riunione hanno preso parte il dirigente generale del Dipartimento Istruzione formazione e Pari opportunità, Maria Francesca Gatto, il dirigente del settore Istruzione e Diritto allo studio, Anna Perani, il Direttore dell’ufficio Scolastico regionale per la Calabria, Antonella Iunti, ed i rappresentanti di ANCI e delle provincie calabresi. Nel corso dell’incontro, la dirigente Perani ha presentato i tratti caratteristici del SLEI che declinano, sul territorio regionale, i principi della sussidiarietà e dell’autonomia delle istituzioni scolastiche.
In concreto, i Sistemi Locali dell’Educazione e dell’Istruzione garantiranno il raggiungimento di diversi obiettivi, tra cui la partecipazione degli studenti al sistema educativo e formativo a partire dalla fascia 0 6, la prevenzione ed il contrasto alla dispersione scolastica e l’abbandono, la promozione dell’inclusione scolastiche, assicurando al contempo la perequazione territoriale ed il supporto ai processi di dimensionamento scolastico. Registrata la piena disponibilità dei soggetti presenti all’incontro, al fine di gettare le basi per le nuove linee guida per il dimensionamento scolastico del prossimo triennio, elaborato anche sulla base dei dati acquisiti dall’Osservatorio regionale sul Diritto allo studio. Obiettivo principale, infatti, sarà anche quello di eliminare le reggenze, tutelare i territori più fragili, garantire stabilità alle istituzioni nel tempo. Tutte le operazioni di dimensionamento dovranno avvenire all’interno di un medesimo ambito – per il quale viene anche individuato un comune capo-ambito – sulla base di precisi indicatori di consistenza della popolazione, di efficienza organizzativa e capacità di gestione della spesa pubblica.

– foto ufficio stampa Regione Calabria

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Gse e Regione Calabria insieme per la sostenibilità

ROMA (ITALPRESS) – Sostenere la Regione Calabria nella pianificazione energetica regionale generando modelli virtuosi di economia circolare e agevolando il raggiungimento dei target di sostenibilità attraverso la diffusione delle fonti rinnovabili, dell’autoconsumo e della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico. Questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa siglato tra il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), società del Ministero dell’Economia che in Italia promuove lo Sviluppo sostenibile e la Regione Calabria.
La collaborazione istituzionale prevede il supporto da parte del GSE nella pianificazione energetica e nella programmazione territoriale calabrese, inclusa la politica agricola comune e lo sviluppo rurale, coinvolgendo gli Enti locali e i soggetti pubblici locali deputati a supportare le pubbliche amministrazioni, i cittadini e le imprese che operano sul territorio regionale.
“La collaborazione con la Regione Calabria consolida il ruolo del GSE quale promotore della transizione ecologica – ha spiegato l’Amministratore Unico del GSE, Andrea Ripa di Meana – Una missione, quella del Gestore, che da anni si traduce nel supporto alle pubbliche amministrazioni nella valorizzazione del territorio e del suo tessuto produttivo”
Nella programmazione energetica e ambientale, la Regione Calabria potrà avvalersi del supporto delle piattaforme digitali dedicate del GSE e della condivisione di strumenti di monitoraggio e specifici indicatori territoriali volti a monitorare e stimolare la performance degli impianti.
Sarà favorito l’autoconsumo energetico promuovendo la creazione di Comunità di Energie Rinnovabili e altre forme associative per la condivisione dell’energia, il revamping e il repowering degli impianti a fonti rinnovabili esistenti e promosse filiere e processi innovativi di economia circolare. Gli Enti locali saranno inoltre coinvolti nell’attuazione delle politiche regionali per la transizione energetica, anche attraverso tavoli tecnici, indirizzando e promuovendo la diffusione di interventi di efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico.
L’assessore allo Sviluppo economico ed attrattori culturali Rosario Varì esprime soddisfazione per il protocollo sottoscritto con Gse: “Il governo regionale è impegnato per una piena transizione energetica. Puntiamo alla riduzione dei consumi e dei costi dell’energia, alla sostenibilità ambientale, nonchè al contrasto alla povertà energetica, finalità che possono essere perseguite attraverso lo sfruttamento delle energie rinnovabili. E’ necessaria un’ampia attività pianificatoria, avviata con l’approvazione in Giunta delle linee di indirizzo per la redazione del Piano regionale integrato per l’energia e il clima, e che culminerà nell’aggiornamento del piano energetico regionale, fermo al 2005, per l’aggiornamento del quale il supporto di GSE sarà fondamentale”. Il protocollo d’intesa, siglato tra il GSE e la Regione Calabria avrà durata di tre anni.

– foro: ufficio stampa Regione Calabria

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Sicurezza, 83 mila euro in Calabria per il contrasto truffe ad anziani

CATANZARO (ITALPRESS) – “Il ministero dell’Interno ha destinato in Calabria oltre 83mila euro per la prevenzione e il contrasto delle truffe agli anziani. In particolare a Reggio Calabria andrà un contributo di 18.544,67 euro, a Catanzaro 16.777,85 euro, a Cosenza 16.406,01 euro, a Crotone 16.029,85 euro e a Vibo Valentia 15.645,75. Un impegno finanziario reso possibile dal lavoro di Matteo Salvini e del sottosegretario Nicola Molteni, anche ricorrendo alle risorse del Fondo unico giustizia provenienti da confische e sequestri nei confronti di organizzazioni criminali. Un ulteriore passo avanti a sostegno degli anziani, per la Lega una promessa mantenuta”.
Lo scrive in una nota il segretario della Lega in Calabria Giacomo Francesco Saccomanno.

– foto: agenziafotogramma.it

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Laghi Calabria, Arvo fortemente inquinato. Cecita e Ampollino nei limiti

CATANZARO (ITALPRESS) – Goletta dei Laghi 2022 fa tappa in Calabria presentando i risultati delle analisi microbiologiche eseguite sui bacini lacustri silani: fortemente inquinato il punto campionato nel Lago Arvo, entro i limiti di legge i due punti campionati, invece, nei laghi Cecita e Ampollino. Oggetto dei monitoraggi del team di volontari e tecnici della campagna di Legambiente, come di consueto, sono generalmente canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento causato da cattiva depurazione o scarichi illegali arriva nei laghi.
Novità di questa edizione, le analisi effettuate sui carichi di azoto e fosforo: in tutti e tre i laghi sono stati riscontrati valori di azoto superiori a quelli indicati per le acque idonee alla vita dei pesci ciprinidi; nitrati entro i limiti previsti dallo Standard di Qualità ambientale; fosfati oltre i valori di riferimento previsti per gli elementi fisico-chimici a sostegno del biologico, da utilizzare per la classificazione dello stato ecologico dei corpi idrici lacustri.
Anche per il 2022, Legambiente ha inoltre elaborato uno speciale dossier di approfondimento sui laghi silani: un documento dettagliato con focus sulla storia e sulle caratteristiche degli ecosistemi lacustri della Sila, sulla depurazione nelle località turistiche del territorio e sui monitoraggi effettuati da Goletta dei Laghi nell’ultimo triennio nei bacini lacustri silani, includendo anche dieci proposte per una loro adeguata valorizzazione.
“Da tempo suggeriamo al Parco nazionale della Sila di avere una visione per gli ecosistemi lacustri che caratterizzano l’articolato paesaggio dell’area protetta e necessitano di un piano di gestione ad hoc. Gli esisti positivi della fruizione dei laghi silani dipendono da quanto sono approfonditi gli studi sulla biodiversità e il monitoraggio degli impatti antropici, ma soprattutto da come vengono gestite le attività produttive: agricole, allevamento, energia – dichiara Antonio Nicoletti, presidente del circolo Legambiente Sila – I laghi silani sono bacini artificiali realizzati per la produzione di energia elettrica, caratteristica che, al momento, ha imposto a queste rinomate località turistiche (per scelta unilaterale delle società idroelettriche concessionarie) il divieto di balneazione”.
“La balneabilità, tuttavia, garantirebbe il monitoraggio continuo della qualità delle acque e una maggiore prevenzione di forme di degrado degli ecosistemi lacustri che, è bene ricordarlo, sono parte integrante del Parco nazionale della Sila e di aree natura 2000. Al contempo, la gestione per usi irrigui delle risorse idriche deve essere in linea con le necessità di un settore agricolo che deve rispettare gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile al 2030. Migliorare l’impatto delle attività, con un maggiore apporto dell’agricoltura di precisione, in parte già operante in Sila, la riduzione di pesticidi e fitofarmaci per la produzione di punta e delle emissioni di CO2 degli allevamenti è un’operazione che si deve fare, soprattutto nelle zone vulnerabili ai nitrati di cui non si hanno dati scientifici ufficiali”.
“I laghi dell’Altopiano della Sila, creati artificialmente da inizio ‘900, sono i più grandi bacini idrici della Calabria, un complesso ecosistema lacustre pienamente integrato nella natura in cui devono convivere diverse esigenze: dalla tutela della biodiversità alla fruizione turistica all’utilizzo per scopi agro-industriali delle acque – dichiara Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria – Quest’anno abbiamo scelto di calibrare i nostri monitoraggi, che hanno rivelato persistenti criticità nei sistemi depurativi, non solo sui classici parametri di tipo microbiologico, ma anche sulle analisi dei carichi di azoto e fosforo per rammentare che la gestione per usi irrigui delle risorse idriche deve rispettare gli obiettivi al 2030 sul clima, sulla produzione sostenibile di cibo e sulla tutela della biodiversità. Siamo preoccupati dai valori di fosfati, nitrati e altri composti azotati che abbiamo rintracciato, la cui presenza indica che l’incidenza delle attività agricole e degli allevamenti può e deve essere migliorata. Chiediamo perciò agli organi competenti – prosegue Parretta – ulteriori monitoraggi sulla qualità delle acque, anche per rilevare la presenza di pesticidi, erbicidi e metalli pesanti, allargando la visuale ai contaminanti ambientali. I laghi sono ecosistemi chiusi che richiedono particolare cura. La nostra associazione ha sempre rilevato l’esigenza di salvaguardare gli ecosistemi lacustri quale chiave per il benessere della collettività e per creare occupazione di qualità, da contrapporre a un’idea di sviluppo basata sullo sfruttamento del territorio: un modello di sviluppo ‘verdè che armonizzi le vocazioni territoriali, legando i diversi settori economici a partire dal turismo sostenibile e dall’agricoltura biologica, nel massimo rispetto dell’ambiente”.
Anche quest’anno sono tre i laghi oggetto della campagna Goletta dei Laghi 2022: Arvo, Cecita e Ampollino. I prelievi sono stati effettuati in un punto per ogni lago, il 18 luglio scorso: sono state svolte analisi microbiologiche e, per la prima volta, anche analisi chimiche.
Andando nel dettaglio, sul Lago Arvo il prelievo è stato effettuato nel lago, accedendo dal lato nord del lungolago della località di Lorica, nel Comune di San Giovanni in Fiore (CS), ed è risultato “fortemente inquinato” alle analisi microbiologiche secondo il giudizio della Goletta dei Laghi, confermando quanto emerso lo scorso anno. Per il Lago Ampollino, il punto di prelievo corrisponde al tratto di lago a cui si accede dalla Sp 61, all’altezza dell’ingresso villaggio Palumbo, in località Trepidò nel Comune di Cotronei (KR), ed è risultato entro i limiti alle analisi microbiologiche. Stesso giudizio per il prelievo effettuato sul Lago Cecita, nel tratto di lago antistante centro visite Cupone, nel comune di Spezzano della Sila (CS).

– foto: ufficio stampa Goletta dei Laghi-Legambiente
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Immigrazione, sbarco di 68 migranti a Crotone

CROTONE (ITALPRESS) – Uno sbarco di migranti si registra anche a Crotone. Si tratta di 68 persone che si trovavano a bordo di una barca a vela e sono stati soccorsi dalla Guardia di Finanza. A bordo una decina di donne e altrettanti minori. I migranti sono stati trasferiti nel centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto.

– foto: agenziafotogramma.it

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