ROMA (ITALPRESS) – A dicembre 2023, secondo i dati del rapporto mensile dell’Abi, i prestiti a imprese e famiglie sono scesi del 2,2% rispetto a un anno prima, mentre a novembre avevano registrato un calo del 3%, quando i prestiti alle imprese erano diminuiti del 4,8% e quelli alle famiglie dell’1,2%.
Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è diminuito al 4,42%, rispetto al 4,50% di novembre; il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è
stato del 5,69%, a novembre era il 5,59%; il tasso medio sul totale dei prestiti è stato del 4,76%, stesso valore di
novembre. Il margine (spread) sulle nuove operazioni (differenza tra i tassi sui nuovi prestiti e la nuova raccolta) con famiglie e società non finanziarie a dicembre 2023 risulta di 220 punti base. La raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, è cresciuta rispetto a un anno prima (+19,1%), in accelerazione rispetto a novembre 2023 (+18,6%). I soli depositi, nelle varie forme, sono scesi a dicembre 2023 del -3,8% rispetto a dicembre 2022 (-4,1% a novembre 2023). A fronte del forte incremento della raccolta indiretta, la raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) è risultata a dicembre 2023 in calo dell’1,5% su base annua (-1,7% a novembre 2023).
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A dicembre prestiti a imprese e famiglie in calo
Imprese, proposta Confintesa per partecipazione lavoratori a governance
ROMA (ITALPRESS) – Confintesa, tramite il suo rappresentante presente nel CNEL, ha presentato una proposta di legge da portare in Parlamento che ridefinisce il panorama delle imprese italiane, consentendo alle società per azioni e alle società a responsabilità limitata di adottare la forma innovativa di “società a statuto partecipativo”.
Questi i punti salienti della proposta: apre la strada alla possibilità per le società per azioni e a responsabilità limitata di adottare la forma di società a statuto partecipativo, fornendo un nuovo modello di governance aziendale; le società a statuto partecipativo saranno amministrate da un consiglio di amministrazione che include rappresentanti dei lavoratori dipendenti, assicurando una gestione più equa e partecipativa;
la proposta introduce inoltre una retribuzione variabile, legata ai risultati operativi aziendali, stimolando una maggiore collaborazione e impegno da parte dei dipendenti; la proposta prevede la possibilità di derogare alle norme contrattuali e offre ai dipendenti la facoltà di decidere la destinazione del trattamento di fine rapporto, garantendo maggiore flessibilità e autonomia; le società a statuto partecipativo godranno di agevolazioni fiscali, soggette a valutazione periodica da parte della Commissione centrale per la partecipazione. Ciò contribuirà a incentivare l’adozione di questo nuovo modello e a garantire la sua adattabilità nel tempo; il Governo sarà delegato ad emanare decreti legislativi che regolamentano aspetti specifici dell’adozione dello statuto partecipativo, garantendo un adeguato quadro normativo.
“La proposta di Confintesa al CNEL – dichiara il Segretario Generale di Confintesa Francesco Prudenzano – rappresenta un passo audace verso una maggiore partecipazione e un forte coinvolgimento dei lavoratori nelle decisioni aziendali, promuovendo una cultura di collaborazione e responsabilità condivisa coerentemente con quanto scritto nello Statuto di Confintesa. Inoltre – conclude Prudenzano – la partecipazione dei lavoratori all’organizzazione e agli utili d’impresa risponde anche a quanto previsto dall’articolo 36 della Costituzione, relativamente al diritto dei lavoratori ad un salario dignitoso, evitando inutili e dispersivi dibattiti intorno alla ricerca di un salario minimo che sarebbe superato laddove i lavoratori, al pari degli imprenditori, si fanno carico di aggiornare le quote del capitale umane in ogni singola azienda”.
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Nel 2023 l’inflazione rallenta al 5,7%
ROMA (ITALPRESS) – Nel mese di dicembre 2023, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,2% su base mensile e dello 0,6% su base annua (da +0,7% del mese precedente). Lo rende noto l’Istat, confermando la stima preliminare.
In media, nel 2023 i prezzi al consumo registrano una crescita del 5,7% (+8,1% nel 2022). Al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l'”inflazione di fondo”), i prezzi al consumo crescono del 5,1% (+3,8% nell’anno precedente) e al netto dei soli energetici del 5,3% (+4,1% nel 2022).
Il rallentamento su base tendenziale dell’inflazione è dovuto per lo più ai prezzi dei Beni energetici regolamentati (che accentuano la loro flessione da -34,9% a -41,6%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +4,6% a +3,6%) e degli Alimentari lavorati (da +5,8% a +4,9%); un sostegno alla dinamica dell’inflazione invece deriva dall’attenuarsi del calo dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da -22,5% a -21,1%) e dall’accelerazione di quelli degli Alimentari non lavorati (da +5,6% a +7%).
Nel mese di dicembre 2023 l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, decelera da +3,6% a +3,1% e quella al netto dei soli beni energetici da +3,6% a +3,4%.
I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano lievemente su base tendenziale da +5,4% a +5,3%, come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,6% a +4,4%).
L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto, per lo più, alla crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+1,4% anche a causa di fattori stagionali), dei Beni alimentari non lavorati (+0,7%) e dei Beni non durevoli (+0,5%); gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi degli Energetici, sia regolamentati (-3,2%) sia non regolamentati (-2,1%).
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,2% su base mensile e dello 0,5% su base annua (da +0,6% di novembre), confermando la stima preliminare. La sua variazione media annua del 2023 è pari a +5,9% (+8,7% nel 2022).
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,2% su base mensile e dello 0,6% rispetto a dicembre 2022. La variazione media annua del (FOI), al netto dei tabacchi, del 2023 è pari a +5,4% (era +8,1% nel 2022).
Nel 2023 l’impatto dell’inflazione, misurata dall’IPCA, è più ampio sulle famiglie con minore capacità di spesa (+6,5%; +5,7% per quelle con maggiore capacità di spesa).
“Prosegue a dicembre la fase di flessione dell’inflazione, scesa a +0,6% da +11,6% del dicembre 2022. Nella media 2023 i prezzi risultano accresciuti del 5,7%, in netto rallentamento dall’8,1% del 2022 – commenta l’Istat -. Tale andamento risente principalmente del venir meno delle tensioni sui prezzi dei Beni energetici (+1,2%, da +50,9% del 2022). I prezzi nel comparto alimentare evidenziano invece un’accelerazione della crescita media annua (+9,8%, da +8,8% del 2022), nonostante l’attenuazione della loro dinamica tendenziale durante la seconda metà dell’anno. Nel 2023, la crescita dei prezzi al netto delle componenti volatili (inflazione di fondo) è pari a +5,1% (da +3,8% del 2022) e il trascinamento dell’inflazione al 2024 è pari a +0,1%”.
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Extraprofitti energia, Tar del Lazio rimette la questione alla Consulta
ROMA (ITALPRESS) – Il Tar Lazio rimette alla Corte costituzionale l’esame delle disposizioni sul ‘contributo 2023’ sugli extraprofitti delle aziende energetiche. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha sollevato, con diverse ordinanze, questioni di legittimità costituzionale delle disposizioni della legge n. 197 del 2022, che hanno previsto il pagamento di un “contributo di solidarietà temporaneo” sui cosiddetti “extraprofitti” degli operatori del settore energetico.
Le ordinanze hanno prospettato “la possibile violazione del regolamento europeo n. 1854 del 2022, poichè la legge ha previsto che il contributo debba essere pagato anche dagli operatori diversi da quelli indicati da tale regolamento – si legge in una nota -. Inoltre, avendo il contributo natura tributaria, il Tar ha sollevato ulteriori questioni di legittimità costituzionale in relazione agli articoli 3 e 53 della Costituzione, avendo rilevato criticità nelle disposizioni che hanno fissati i criteri di calcolo della base imponibile del contributo, in quelle che hanno precisato cosa debba essere inteso come ‘effettivi extraprofittì come presupposto del contributo (anche tenuto conto della riespansione dei consumi nell’epoca post-covid) ed in quelle che hanno previsto la non deducibilità del contributo, potendosi ravvisare così una ‘doppia tassazionè”.
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Piazza Affari apre in calo, Ftse Mib -0,80%
MILANO (ITALPRESS) – Apertura in calo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib alla prima rilevazione fa segnare -0,80% a 30.084 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share cede lo 0,79% a quota 32.175. L’indice Ftse Italia Star perde lo 0,66% a quota 46.741.
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Piazza Affari chiude in calo, Ftse Mib -0,47%
MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in calo a Piazza Affari al termine di una seduta che si era aperta con il segno meno. L’indice Ftse Mib segna un -0,47% a quota 30.327 punti, mentre l’Ftse Italia All Share scende dello 0,46% a quota 32.430 punti. In calo anche l’Ftse Star: -0,68% a 47.051 punti.
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Libro dell’Anno Treccani, una guida critica e ragionata del 2023
ROMA (ITALPRESS) – Il Libro dell’Anno Treccani 2023, diretto da Marcello Sorgi, ricostruisce con precisione scientifica 365 giorni di fatti, con articoli e analisi firmati da prestigiosi collaboratori. Una “edizione straordinaria” – che ha scelto come personaggio dell’anno il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – con 12 copertine dedicate agli episodi più rilevanti, 82 testi affidati a grandi firme del giornalismo e della cultura, integrati da più di 83 box redazionali; 1045 notizie approfondite, 100 grafici e mappe, 508 immagini e una appendice dedicata alle Parole dell’anno, a cura di Silverio Novelli, con i principali neologismi scelti dall’Osservatorio della Lingua Italiana, da armocromia ad underdog, passando per famiglia queer o eco-talebano.
Uno strumento – come ricorda il presidente dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Franco Gallo – in grado di analizzare da ogni punto di vista, con martellante incisività, quella “energia spietata che muove la storia”, quel “movimentato spettacolo del Mondo”, per usare le parole di Italo Calvino, di cui la Treccani celebra il centenario della nascita. “Un sapere certificato e di qualità, che ci lega ai lettori da anni – ricorda Gallo – che offre una mappa ancora più approfondita e dettagliata di quanto sta accadendo”.
Una edizione straordinaria perchè – come sottolinea Marcello Sorgi – “alla fine di un anno terribile, vissuto pericolosamente sul ciglio di una guerra mondiale, ci voleva qualcosa di più di un semplice, puntuale resoconto dell’accaduto”; ecco allora il Libro dell’Anno, accompagnato nella parte finale del volume da una ricca sezione di dati ordinati scientificamente. Da qui il coinvolgimento di scrittori, scienziati, giuristi, medici, storici, economisti, oltre al fior fiore del giornalismo italiano scritto e parlato – tra cui un cameo di Indro Montanelli – per riflettere ed evitare l’assuefazione al crescendo del flusso inarrestabile dei fatti.
Un percorso tormentato, che ha visto il passaggio dal silenzio delle città aggredite dalla pandemia, al fragore della guerra dopo l’aggressione russa dell’Ucraina, l’orrore degli attacchi di Hamas a Israele, il dolore di migliaia di vittime palestinesi che aumentano ogni giorno a Gaza; la violazione dei diritti umani, i cambiamenti climatici che hanno costretto 43 milioni di bambini ad abbandonare le proprie case in 44 paesi a causa delle emergenze legate proprio al clima; l’eco del consumo eccessivo dell’ambiente e della natura, risuonata in terremoti, alluvioni, inondazioni; “il boom dell’immigrazione clandestina, connesso con il calo delle nascite che sta trasformando l’Italia in uno strano Paese affollato di adulti e anziani”, come ricorda Sorgi.
Ma il Libro registra anche gli anniversari e sottolinea l’importanza di alcuni avvenimenti: il valore dei 75 anni della Costituzione Italiana; la destra che ha vinto le elezioni dopo anni e anni di opposizione, con la novità della prima donna premier, Giorgia Meloni; la ricorrenza degli 80 anni dal 1943, che segnò la fine del fascismo, l’inizio della fase più crudele della Seconda guerra mondiale, il ritorno alla democrazia.
Tra le figure più significative del 2023, anche un altro grande capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
E molte donne, coraggiose e impegnate come Katalin Karikò, che ha dedicato all’RNA messaggero i suoi studi, grazie ai quali sono stati messi a punto i vaccini contro il Covid-19; o l’attivista iraniana Narges Mohammadi, imprigionata nel carcere di Evin e condannata a 31 anni di reclusione e a 154 frustrate. Entrambe premi Nobel.
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A novembre debito pubblico in calo di 12,6 miliardi
ROMA (ITALPRESS) – A novembre il debito delle Amministrazioni pubbliche è diminuito di 12,6 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.855,0 miliardi. Lo rende noto la Banca d’Italia, sottolineando che la diminuzione riflette quella delle disponibilità liquide del Tesoro (12,9 miliardi, a 39,6) e un piccolo avanzo di cassa delle Amministrazioni pubbliche (0,8 miliardi); in senso opposto ha operato l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (complessivamente 1,1 miliardi).
Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è diminuito di 12,6 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali e quello degli Enti di previdenza sono rimasti pressochè invariati. La vita media residua è marginalmente aumentata a 7,8 anni.
La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è rimasta stabile al 24,4 per cento; a ottobre (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti è aumentata al 27,4 per cento (dal 27,0 per cento del mese precedente), mentre quella in capo agli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) è aumentata al 13,4 per cento (dal 12,7 per cento in settembre).
Nello scorso novembre le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 51,8 miliardi, in aumento del 12,3 per cento (5,7 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2022. Negli undici mesi dell’anno scorso le entrate tributarie sono state pari a 480,1 miliardi, in aumento del 7,5 per cento (33,6 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
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