ROMA (ITALPRESS) – Federchimica, Farmindustria e i sindacati di categoria Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil hanno raggiunto un’intesa in base alla quale si anticipa al 1° gennaio 2024 l’erogazione di 45 euro come quota della tranche di aumento contrattuale del trattamento economico minimo già previsto dal 1° luglio 2024. Si inserisce inoltre nei minimi contrattuali la cifra di 23 euro, a oggi riconosciuta in qualità di elemento distinto della retribuzione e che sarebbe stata trasferita comunque a partire da luglio 2024. L’incremento totale previsto è di 68 euro per la categoria D1. L’accordo – si legge in una nota congiunta – è stato raggiunto col comune obiettivo di supportare i lavoratori in un momento di particolare difficoltà, in un contesto geopolitico ed economico complesso, con elevati costi di energia e materie prime, anche favorendo la gestione complessiva dei costi per le imprese. Le somme anticipate verranno poi compensate nel corso del 2025 nell’ambito dei valori economici che saranno oggetto del prossimo rinnovo contrattuale.
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Intesa su sostegno per addetti settori chimica e farmaceutica
Editoria, sottosegretario Barachini celebra 40 anni Corriere dell’Umbria
PERUGIA (ITALPRESS) – Domani, venerdì 12 gennaio 2024, all’evento celebrativo per i 40 anni del Corriere dell’Umbria organizzato a Todi, sarà presente anche il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria, senatore Alberto Barachini, per un intervento istituzionale e di saluto. Il Corriere dell’Umbria, proseguirà, infatti, fino al 18 maggio 2024 gli eventi itineranti programmati in Umbria per festeggiare il compleanno della testata, uscita per la prima volta in edicola il 18 maggio 1983. A partire dalle 17.30 di domani, nel palazzo del Capitano del Popolo di Todi, è in programma una tavola rotonda su “Piccole città e borghi di un Paese meraviglioso”. Interverranno: Giuseppe Cerasa direttore de Le Guide di Repubblica; Dominga Cotarella, presidente nazionale Terranostra; Vittoria Garibaldi, storica dell’arte; e Paolo Genovese, regista e presidente della Fondazione Umbria film commission. Modererà: Sergio Casagrande, direttore del Corriere dell’Umbria e dei quotidiani del Gruppo Corriere. Al termine verrà inaugurata la Mostra storica per i 40 anni del Corriere dell’Umbria che resterà aperta, nelle sale dei Palazzi Comunali, fino a sabato 20 gennaio. L’evento ha il patrocinio del Comune di Todi e rientra in una serie di iniziative itineranti che hanno già portato la mostra del Corriere dell’Umbria a Perugia, Foligno e Città di Castello e visto la partecipazione di alti esponenti istituzionali. “Rischiamo di annoiare qualcuno, ma non possiamo non spostarci nella regione perchè il Corriere è il giornale di tutti gli umbri e vuole essere quel collante che all’Umbria dei campanili ancora manca”, spiegherà Sergio Casagrande nell’editoriale che verrà pubblicato domani mattina sulla prima pagina del quotidiano umbro.(ITALPRESS).
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Ex Ilva, Urso “Serve un intervento drastico”
ROMA (ITALPRESS) – “Con l’informativa odierna il Governo intende doverosamente informare il Parlamento circa i recenti sviluppi relativi a un asset strategico di rilievo nazionale e internazionale, perchè siamo in un momento decisivo che richiama tutti al massimo senso di responsabilità. Questa sera la delegazione di Governo farà altrettanto nell’incontro con le rappresentanze sindacali, con cui ci siamo spesso confrontati in questo anno, sin dall’inizio della legislatura; rappresentanze sindacali che ben conoscono lo stato della situazione e l’urgenza di un intervento drastico che segni una svolta netta rispetto alle vicende per nulla esaltanti degli ultimi dieci anni”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso di una informativa al Senato sull’ex Ilva di Taranto.
“Gli impianti siderurgici dell’ex Ilva hanno segnato in oltre sessant’anni la storia, potremmo dire davvero l’epopea della siderurgia italiana, con il lavoro e il sacrificio di intere generazioni e, purtroppo, anche con le conseguenze che ben conoscono gli abitanti del quartiere Tamburi, a cui va il nostro pensiero e il nostro impegno affinchè si possa davvero completare il processo di riconversione ambientale dello stabilimento”, ha sottolineato Urso.
“Noi intendiamo invertire la rotta cambiando equipaggio e delineando un piano siderurgico nazionale che sia costruito su quattro poli complementari, attraverso un progressivo percorso di rinnovamento, modernizzazione e specializzazione degli impianti esistenti”, ha aggiunto il ministro, che ha ricordato: “Nel marzo 2020 il Governo Conte 2 – Ministro era allora il collega senatore Patuanelli – avvia una nuova trattativa con gli investitori franco-indiani, da cui nascerà Acciaierie d’Italia, con l’ingresso di Invitalia al 38 per cento e con la sigla di patti parasociali fortemente sbilanciati a favore del soggetto privato, patti che definire leonini è un eufemismo. Nessuno che abbia cura dell’interesse nazionale avrebbe mai acconsentito a quel tipo di accordo, nessuno che abbia conoscenze delle dinamiche industriali avrebbe accettato mai quelle condizioni”.
Tornando alla situazione attuale, Urso ha chiarito: “Arcelor Mittal si è dichiarata disponibile ad accettare di scendere in minoranza, ma non a contribuire finanziariamente in ragione della propria quota, scaricando l’intero onere finanziario sullo Stato, ma nel contempo reclamando il privilegio concesso negli originali patti tra gli azionisti, realizzati quando diedero vita alla società Acciaierie d’Italia, di condividere in ogni caso la governance, così da condizionare ogni ulteriore decisione, cosa che non è accettabile, nè percorribile sia nella sostanza che alla luce dei vincoli europei sugli aiuti di Stato”.
“Abbiamo quindi dato mandato ad Invitalia e al suo team di legali di esplorare ogni possibile conseguente soluzione. Sono queste ore decisive per garantire nell’immediato, in assenza di impegno del socio privato, la continuità della produzione e la salvaguardia dell’occupazione, nel periodo necessario a trovare altri investitori privati di natura industriale”, ha concluso il ministro.
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Bce “Tassi su livelli restrittivi finchè sarà necessario”
FRANCOFORTE (GERMANI) (ITALPRESS) – “L’inflazione, pur essendo diminuita negli ultimi mesi, tornerà probabilmente a registrare un temporaneo incremento nel breve periodo”. Lo evidenzia la Banca Centrale Europea nel Bollettino Economico.
“Secondo le proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro formulate a dicembre 2023 dagli esperti dell’Eurosistema, l’inflazione si ridurrebbe gradualmente nel corso del 2024, per poi avvicinarsi nel 2025 all’obiettivo del 2 per cento perseguito dal Consiglio direttivo – prosegue la Bce -. Nell’insieme gli esperti dell’Eurosistema si attendono che l’inflazione complessiva si collochi, in media, al 5,4 per cento nel 2023, al 2,7 nel 2024, al 2,1 nel 2025 e all’1,9 nel 2026. Rispetto all’esercizio condotto a settembre scorso dagli esperti della BCE, pertanto, le proiezioni per l’area dell’euro sono state riviste al ribasso per il 2023 e soprattutto per il 2024”.
Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea “è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2 per cento nel medio termine”, si legge ancora nel Bollettino.
“Sulla base della valutazione corrente, il Consiglio direttivo ritiene che i tassi di interesse di riferimento della BCE si
collochino su livelli che, se mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento di tale obiettivo. Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finchè sarà necessario”, prosegue la Banca Centrale Europea.
“I rischi per la crescita economica restano orientati al ribasso. L’espansione economica potrebbe risultare inferiore se gli effetti della politica monetaria si rivelassero più forti delle attese”, sottolinea la Bce.
“Un indebolimento dell’economia mondiale o un ulteriore rallentamento del commercio internazionale graverebbero inoltre sulla crescita dell’area dell’euro – spiega la Banca Centrale Europea -. La guerra ingiustificata della Russia contro l’Ucraina e il tragico conflitto in Medio Oriente sono significative fonti di rischio geopolitico. Ciò potrebbe indurre, nelle imprese e nelle famiglie, una perdita di fiducia riguardo al futuro. L’espansione economica potrebbe rivelarsi più elevata se, grazie all’incremento dei redditi reali, la spesa aumentasse in misura superiore al previsto, oppure se l’economia mondiale crescesse più di quanto atteso”.
Per la Bce “tra i rischi al rialzo per l’inflazione figurano le accresciute tensioni geopolitiche, che potrebbero determinare un aumento dei prezzi dell’energia nel breve periodo, ed eventi meteorologici estremi, che potrebbero sospingere al rialzo i prezzi dei beni alimentari. Inoltre l’inflazione potrebbe collocarsi su livelli più elevati del previsto se le aspettative dovessero portarsi al di sopra dell’obiettivo del Consiglio direttivo oppure se retribuzioni o margini di profitto aumentassero più di quanto atteso – si legge ancora nel Bollettino Economico -. Al contrario, l’inflazione potrebbe sorprendere al ribasso se la politica monetaria frenasse la domanda in misura maggiore rispetto al previsto o nel caso di un deterioramento inaspettato del contesto economico nel resto del mondo, per l’eventuale effetto, tra l’altro, del recente aumento dei rischi geopolitici”.
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Credit Agricole Italia lancia nuovo green covered bond per 500 milioni
MILANO (ITALPRESS) – Crèdit Agricole Italia ha concluso la prima emissione dell’anno di un’obbligazione bancaria garantita (OBG) in formato green sul mercato italiano. Il Gruppo ha confermato il proprio impegno in ambito ambientale con una nuova emissione per un controvalore totale di 500 milioni che ha raccolto ordini per quasi 5 miliardi. Con una scadenza di oltre 9 anni, l’operazione rappresenta inoltre l’emissione OBG più lunga a partire dalla riapertura del segmento – lo scorso giugno 2023 – a seguito dell’implementazione della nuova direttiva Europea. Sono pervenuti circa 200 ordini fino a raggiungere un controvalore pari a quasi 10 volte l’offerta; lo spread finale è stato fissato a MS +90 bps. I proventi dell’emissione saranno finalizzati a finanziare e/o rifinanziare un pool di mutui ipotecari residenziali erogati per l’acquisto di immobili ad elevata efficienza energetica. L’emissione avrà una cedola annua lorda di 3,5%: pari a circa 20 bps sotto il rendimento del BTP di durata residua analoga. Curata da Crèdit Agricole Corporate and Investment Bank in qualità di Global Coordinator ed ESG Structuring Advisor e con joint bookrunner Crèdit Agricole Corporate and Investment Bank, Banco Santander S.A., IMI – Intesa Sanpaolo, Natixis S.A., Raiffeisen Bank International AG ed UniCredit Bank AG, l’emissione si inserisce all’interno del Green Bond Framework del Gruppo Crèdit Agricole e nell’ambito del programma di Covered Bond di Crèdit Agricole Italia da 16 miliardi avente come sottostante mutui ipotecari residenziali italiani.
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Salini “Sforzo pubblico-privato per progettare l’Italia del futuro”
ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia deve diventare hub strategico del Mediterraneo, sempre più centrale negli scambi globali con investimenti in infrastrutture in grado di creare occupazione, competenze e attrazione di talenti. Per disegnare l’Italia competitiva dei prossimi 30 anni abbiamo oggi bisogno di uno sforzo corale tra pubblica amministrazione, imprese, e università, perchè è questo il sistema integrato che alimenta legalità, trasparenza, sicurezza e sviluppo”. Così Pietro Salini, Ad di Webuild, intervenuto a un convegno a Reggio Calabria, promosso dall’ordine degli ingegneri della Provincia di Reggio Calabria e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria con il Dipartimento di Ingegneria civile, dell’energia, dell’ambiente e dei materiali. All’incontro erano presenti anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il viceministro Edoardo Rixi, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, l’Ad della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, il residente e l’Ad di Rfi, Dario Lo Bosco e Gianpiero Strisciuglio, l’Ad di Anas, Aldo Isi, e i sindaci di Villa San Giovanni, Giuseppina Caminiti, Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, e di Mesina, Federico Basile.
Per Salini il progetto di potenziamento infrastrutturale del Paese deve partire dal Sud. “Nei nostri progetti in corso in Italia sono state coinvolte 10.500 aziende, che lavorano con noi in Italia e all’estero, ampliando così anche il loro export. Dopo anni di immobilismo – ha spiegato – sono ripartiti gli investimenti infrastrutturali anche nel Sud Italia, dove Webuild ha in corso 19 progetti. Dall’alta velocità che, dopo la tratta Napoli-Bari, è destinata ad arrivare fino in Calabria, all’alta capacità sulla direttrice Palermo-Catania-Messina. Nei nostri progetti al Sud sono state coinvolte 3.900 imprese della filiera e 4.700 persone, tra personale diretto e di terzi, su un totale in Italia di 16.500 persone al lavoro in 31 grandi progetti infrastrutturali”. Un disegno per il Sud che punta a connettere la Sicilia al resto del Paese e all’Europa. “Il corridoio europeo Scandinavo-Mediterraneo, che va da Helsinki a Palermo, è un asse nord-sud cruciale per l’economia del continente e passa per lo Stretto di Messina. L’alta velocità ferroviaria deve rappresentare la priorità per il Sud Italia, con il Ponte sullo Stretto naturale collegamento tra alta velocità fino a Reggio Calabria e linee ferroviarie siciliane”.
“Il ponte sullo Stretto è un’opera che serve al Paese intero, e rappresenterà la più grande opera d’ingegneria mai costruita nel settore dei ponti di cui l’Italia sarà fiera”. Quindi “per essere competitivi nel settore delle infrastrutture – ha concluso Salini – è prima di tutto necessario investire in formazione per la creazione di competenze anche per persone provenienti da altri settori. Per questo abbiamo lanciato il programma Cantiere Lavoro Italia. Nel prossimo triennio Webuild assumerà in Italia 10.000 persone, l’88% al Sud. Stiamo attivando centri avanzati di addestramento nel sud Italia perchè abbiamo bisogno di professionalità qualificate anche per applicare strumenti e processi innovativi nelle fasi di costruzione. Serve attrarre risorse verso il settore, per sostenere la crescita del Paese. Webuild è oggi un gruppo che dà lavoro a 85.000 persone, tra personale diretto e di terzi, con una età media di 38 anni e il 45% delle risorse under 35”.
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Banca del Fucino lancia la sua prima App di Personal Financial Manager
ROMA (ITALPRESS) – Banca del Fucino, storica realtà bancaria fondata a Roma nel 1923, presenta la sua prima App di Personal Financial Manager, PFM Fucino. Il servizio è disponibile gratuitamente per tutti i clienti privati della Banca intestatari di un conto avente il servizio di home-banking attivo. L’app PFM Fucino è stata sviluppata ad hoc in collaborazione con CRIF, grazie ad una partnership che consente di avvalersi di tools di intelligenza artificiale per la gestione della finanza personale.
L’applicazione è frutto di un modello di open banking white label adattato alle specifiche esigenze della clientela di Banca del Fucino, che permette in modo sicuro e protetto lo scambio di dati e informazioni tra istituti bancari.
Una delle funzionalità principali consente di vedere, anche in forma aggregata, tutti i propri conti correnti, siano questi presso la Banca del Fucino o meno, utilizzando il servizio PFM come un Multibanking.
Il servizio permette tra le altre cose di categorizzare le proprie entrate e uscite, creare obiettivi di risparmio, stabilire budget per i vari ambiti di spesa, e avvisa tempestivamente nel caso in cui sussistano eventi di criticità prestabiliti, quali ad esempio dei problemi di liquidità.
“Siamo lieti della collaborazione con Banca del Fucino, frutto dei significativi investimenti che CRIF ha sostenuto in questi anni per essere pronta ad affiancare i player finanziari nel cogliere tutte le opportunità della trasformazione digitale e open banking per lo sviluppo della relazione con i propri clienti – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF -. L’acquisizione di Strands, società specializzata nel digital financial management con oltre 700 applicazioni nel mondo, ha consentito a CRIF di accelerare l’evoluzione dei servizi per offrire al mercato italiano soluzioni all’avanguardia, riconosciute anche dal recente report ‘The Forrester Wave: Open Banking Intermediaries Q1 2023’ che ci posiziona tra i 13 provider globali di open banking più significativi”.
“Lo sviluppo dell’app PFM Fucino si inserisce nel percorso intrapreso dalla Banca del Fucino in direzione di una sempre maggiore digitalizzazione dei propri servizi. Questo processo rafforza la nostra funzione di banca del territorio, consentendoci di rispondere alle esigenze anche della clientela digitalmente più evoluta – spiega Vladimiro Giacchè, Direttore Comunicazione, Studi e Innovazione Digitale della Banca del Fucino -. Mettiamo oggi a disposizione dei nostri correntisti un’app Multibanking che consente, in un unico colpo d’occhio, di verificare e monitorare la propria situazione finanziaria a prescindere dall’istituto di riferimento. Nei prossimi mesi è previsto lo sviluppo anche di servizi dispositivi dalla app. Continueremo ad ampliare la nostra offerta con ulteriori soluzioni innovative, per semplificare la fruibilità dei servizi finanziari sui canali digitali”.
– foto ufficio stampa Banca del Fucino –
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Banche, a novembre prestiti -3,2% su base annua
ROMA (ITALPRESS) – A novembre 2023 i prestiti al settore privato, corretti sulla base della metodologia armonizzata concordata nell’ambito del Sistema Europeo delle Banche Centrali (SEBC), sono diminuiti del 3,2 per cento sui dodici mesi (-3,1 nel mese precedente). Lo rende noto la Banca d’Italia.
I prestiti alle famiglie si sono ridotti dell’1,2 per cento sui dodici mesi (erano calati dell’1,1 nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie si sono ridotti del 4,8 per cento (-5,3 nel mese precedente). I depositi del settore privato sono diminuiti del 4,1 per cento sui dodici mesi (-5 in ottobre); la raccolta obbligazionaria è aumentata del 19,7 per cento (17,9 in ottobre).
A novembre i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, TAEG) si sono collocati al 4,92 per cento (4,72 in ottobre); la quota di questi prestiti con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a 1 anno è stata del 22 per cento (35 per cento nel mese precedente). Il TAEG sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 10,27 per cento (10,45 nel mese precedente).
I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari al 5,59 per cento (5,46 nel mese precedente), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari al 5,98 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati al 5,30 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,95 per cento (0,92 nel mese precedente).
– Foto: Agenzia Fotogramma –
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