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Piazza Affari avvio in rialzo, atteso dato su inflazione Usa

MILANO (ITALPRESS) – Avvio di seduta in rialzo questa mattina a Piazza Affari, dopo i primi scambi, sulla scia della chiusura in recupero di ieri. L’indice Ftse Mib, alla prima rilevazione, segna un +0,36% a quota 29.028 punti, mentre l’Ftse All Share guadagna lo 0,38% a 30.956 punti. In lieve ribasso invece l’Ftse Star, che lascia sul terreno appena lo 0,06% a quota 42.837 punti. I mercati attendono il dato sull’inflazione americana, monitorando l’evoluzione dell’economia e della politica monetaria, mentre resta alta la tensione in Medio Oriente.
Intanto per quanto riguarda le materie prime, in lieve aumento il prezzo del petrolio, dopo che l’Opec ha pubblicato il rapporto mensile sul mercato di novembre, con il Brent che scambia a quota 82,63 dollari al barile, mentre il Wti si porta a 78,26 dollari.
In rialzo anche il prezzo del gas naturale, che sulla piazza di Amsterdam si porta a 47,20 euro al Mwh. Per quanto riguarda lo spread fra Btp e Bund tedeschi apre a quota 179 punti, con il rendimento del decennale al 4,49%. Le altre piazze finanziarie europee aprono positive ma caute, dopo la chiusura in verde fatta segnare da Tokyo con il Nikkei che guadagna lo 0,43%. Tra le altre Borse europee, Parigi apre a +0,16%, Francoforte avanza dello 0,09%, mentre Londra dello 0,03%.
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– Foto: Agenzia Fotoramma –

Garante a Cgil e Uil “Mancano i requisiti dello sciopero generale”

ROMA (ITALPRESS) – Dopo l’audizione di oggi con Cgil e Uil, in merito alla proclamazione dello sciopero nazionale del 17 novembre, la Commissione di garanzia ha confermato il contenuto del provvedimento adottato l’8 novembre scorso.
“Lo sciopero, così come proclamato dalle Confederazioni sindacali (con esclusione di numerosi settori) non può essere considerato, come da consolidato orientamento della Commissione, quale sciopero generale – sottolinea la Commissione in una nota -, ai fini dell’applicazione della disciplina che consente delle deroghe alle normative di settore sui servizi pubblici (delibera n. 03/134)”.
La Commissione di garanzia, con la decisione assunta, “non intende in alcun modo mettere in discussione l’esercizio del diritto di sciopero, ma continuare ad assicurare l’osservanza delle regole che ne garantiscono il contemperamento con i diritti costituzionali della persona”, conclude la nota.

“Quello proclamato per venerdì 17 novembre è e rimane uno sciopero generale e non uno sciopero intersettoriale come vorrebbe far passare l’autorità garante degli scioperi ed è per questo motivo che la Uiltrasporti è intenzionata ad andare avanti con questa protesta non ottemperando alle limitazioni richieste”. Così in una nota il segretario generale della Uiltrasporti Claudio Tarlazzi, che prosegue: “Il diritto dei lavoratori allo sciopero va preservato e difeso e non capiamo come mai ad essere fermati siano solo gli scioperi indetti dalle organizzazioni confederali, mentre per i quattro scioperi proclamati nei mesi scorsi dai sindacati autonomi non sia intervenuto nessuno”. “I trasporti – continua Tarlazzi – vivono un momento particolarmente problematico con vere e proprie emergenze aperte su più fronti, a partire dal mancato finanziamento del trasporto pubblico locale, che in questo modo rischia di diventare un servizio sempre più obsoleto, ma anche il taglio previsto dalla legge di bilancio all’indennità di malattia dei marittimi, il taglio delle aliquote per il calcolo delle pensioni che penalizza i lavoratori dell’igiene ambientale pubblica e aumenta a tutti i lavoratori del settore a 63,5 anni la possibilità di uscire con l’opzione dell’Ape social; e molte altre questioni irrisolte. Servono in generale risorse per rinnovare i contratti con salari adeguati al costo della vita e riduzioni di orari e carichi di lavoro; interventi normativi che riducano la precarietà e serve l’applicazione e il rafforzamento delle norme sulla sicurezza sul lavoro che rimane un problema gravissimo per i settori dei trasporti. Problematiche che il Governo, occupato a fare cassa attraverso nuove privatizzazioni come con il Gruppo Fs Italiane ed Enav, che indebolirebbero le poche aziende strategiche italiane ancora rimaste, ha deciso di non affrontare. Necessità per le quali noi continueremo a batterci e venerdì 17 novembre scenderemo in piazza, per far sentire forte e chiara la voce delle lavoratrici e dei lavoratori dei trasporti”.

Quella della Commissione di Garanzia sugli scioperi è una “decisione giusta, di buon senso e che rispetta la legge. Mi spiace che qualche leader sindacale per fare battaglia partitica preannunci il mancato rispetto della legge”, dice in un’intervista al Tg1 il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.
“Il diritto allo sciopero è sacrosanto, ma è altrettanto sacrosanto il diritto alla mobilità, al lavoro, alla salute e allo studio di 20 milioni di italiani che venerdì rischiano di rimanere a piedi e chiusi in casa”, aggiunge Salvini. Se i sindacati “non rispetteranno le regole, quello che chiede la Commissione, quello che prevede la legge, sarò io direttamente a imporre delle limitazioni orarie”, prosegue il ministro, che sottolinea: “Oltretutto uno sciopero che anche in questo caso cade di venerdì, come guarda caso il 90 per cento degli scioperi che vengono convocati il lunedì, il venerdì o nei prefestivi. Non mi sembra rispettoso nei confronti dei lavoratori”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Manovra, Corte dei Conti “Sentiero stretto, serve equilibrio”

ROMA (ITALPRESS) – L’equilibrio tra i diversi fabbisogni “rimane molto esposto alle intemperie di una congiuntura economica e sociale difficile”. Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, nel corso di un’audizione sulla manovra davanto alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. Nonostante il richiamo a “un più attento utilizzo delle risorse, il quadro è soggetto al pericolo di non riuscire a mantenere la qualità dei servizi offerti, rischiando di vanificare, specie nel caso delle fasce più deboli della popolazione, il beneficio monetario che ci si propone di dare”, ha aggiunto.
“La manovra finanziaria per il prossimo triennio si muove all’interno di un sentiero molto stretto in cui devono trovare un difficile equilibrio spinte ed esigenze diverse”, garantendo “il percorso di riequilibrio dei conti e un graduale rientro del rapporto debito Pil”, ha sottolineato Carlino.
I provvedimenti contenuti nella manovra devono “rispondere alle difficoltà delle famiglie di fronte alla forte crescita dei prezzi; adeguare gli stipendi pubblici senza innescare una spirale negativa prezzi-salari; rafforzare un sistema dei servizi sanitari, assistenziali ma non solo, provato dall’emergenza pandemica; assicurare una maggiore flessibilità nelle scelte previdenziali; mantenere adeguati ritmi di investimento nel processo di ammodernamento infrastrutturale del Paese”, garantendo l’equilibrio dei conti pubblici.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Trasporti, Di Caterina (Alis) “Incentivi all’intermodalità funzionano”

ROMA (ITALPRESS) – “Dal 1° gennaio 2024 avremo l’introduzione dell’ETS, una norma voluta dall’Europa che va a incidere come iper-tassazione proprio sul trasporto marittimo, questa è una roba che funzionerà male perchè l’Italia e l’Europa assorbono il 7,5% di questa tassa, ma in realtà l’altro 92,5% del globo continuerà a viaggiare senza pagarla. E’ evidente che questo crea un rischio: da un lato avremo dei noli più cari, dall’altro le strade rischiano di ripopolarsi di camion che già sono tanti e per di più l’Italia, come tutta l’Europa, perderebbe competitività nei confronti degli altri Paesi”. A dirlo è Marcello Di Caterina, vicepresidente e direttore generale di Alis (Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile), intervistato dall’agenzia Italpress.
“Attraverso incentivi come Marebonus e Ferrobonus – evidenzia Di Caterina – abbiamo fatto capire quanti camion possono essere sottratti alle strade con emissioni di CO2 che vengono ridotte sensibilmente, parliamo di 30-40 milioni di tonnellate l’anno, un sistema di trasporti più sicuro e sostenibile economicamente. Questo è uno dei temi su cui più volte abbiamo parlato con il governo. Ma l’Italia cosa può fare? Potrebbe proporre, ad esempio, che queste risorse che entreranno come maggior ricavo dalla tassazione possano essere riutilizzate per far crescere gli incentivi come Marebonus e Ferrobonus che funzionano, invece di portarli a 25 milioni l’anno si potrebbe pensare di portarli a 100 milioni”.
“C’è poi il rinnovo del parco circolante – aggiunge – e ci sono degli investimenti importanti che le aziende devono poter fare, ma la maggiore sensibilità che il governo deve avere è sul processo di incentivi alla digitalizzazione, che aiutano sempre di più e meglio le aziende ad essere più competitive sul mercato mondiale”.
Alla vigilia dell’Assemblea generale Alis 2023 che si terrà a Roma il 14 e 15 novembre, Di Caterina racconta quali saranno i temi centrali dell’appuntamento annuale. “Saremo fortemente concentrati sui temi del trasporto, della sostenibilità ma anche della logistica perchè Alis va nella direzione di dare valore a questo settore del trasporto intermodale che prevede una logistica molto bene organizzata. Saranno due giorni impegnativi, saranno presenti stakeholder importanti: le più grandi aziende del trasporto e della logistica del nostro Paese e non solo, alcune sono realtà europee importanti. Ci saranno le istituzioni, il governo, i presidenti delle Autorità di sistema portuale, ci sarà una forte presenza anche di autorità militari e di tanti giovani perchè per noi sono l’elemento portante di questo progetto di Alis. Noi cerchiamo di raccontare ai giovani degli Its che sono iscritti all’associazione – spiega – come possono veramente dare al loro futuro un senso concreto e rapido di introduzione all’interno di un settore che oggi ha bisogno di tantissime figure professionali”.
E proprio su giovani e formazione il direttore generale racconta qual è l’impegno di Alis. “Noi promuoviamo e finanziamo dei corsi che vanno nella direzione di insegnare a questi ragazzi un mestiere che probabilmente è poco conosciuto, attraverso gli Its e le Università noi raccontiamo meglio questo settore, l’obiettivo è formare ragazzi rapidamente invitando il governo ad abbreviare quel corso di specializzazione per l’introduzione nel mondo del lavoro. Il governo è intervenuto, ha dato opportunità e incentivi ma l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro deve subire una rapida e concreta sburocratizzazione”, conclude.

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Manovra, Bankitalia “Il rapporto debito/Pil scenderà marginalmente”

ROMA (ITALPRESS) – “La decisione di attuare una manovra espansiva, associata a un piano di privatizzazioni, implica che il rapporto tra il debito pubblico e il Pil scenda solo marginalmente nel prossimo triennio”. Lo ha detto Andrea Brandolini, vice capo del Dipartimento Economia e Statistica di Bankitalia, nel corso di un’audizione sulla manovra davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.
“L’elevato livello del rapporto è un elemento di vulnerabilità per il Paese, riduce gli spazi di manovra per fronteggiare eventuali shock avversi e alza il costo del debito anche per i prenditori privati, con effetti negativi sulla competitività dell’intera economia italiana”, ha aggiunto.
“La crescita programmatica indicata nella Nadef e sottostante la manovra di bilancio, è nel complesso ancora plausibile anche se più difficile da raggiungere, alla luce dei più recenti sviluppi internazionali”, ha sottolineato Brandolini.
“La realizzazione delle previsioni di crescita è inoltre legata alla piena attuazione del Pnrr”, ha proseguito.
“Secondo le stime preliminari dell’Istat e in linea con le nostre attese, la crescita del prodotto, assai volatile nella prima metà dell’anno, è stata nulla nel terzo trimestre”, ha detto il vice capo del Dipartimento Economia e Statistica di Bankitalia.
“Anche nel settore dei servizi sembra essere terminata la prolungata fase di espansione iniziata con le riaperture successive alla pandemia. Al contempo – ha aggiunto -, è proseguita la moderazione della dinamica dei prezzi: il tasso di inflazione, che da ottobre non incorpora più il brusco rialzo dei prezzi energetici osservato lo scorso anno, è sceso sotto il 2%; anche la componente di fondo, che esclude i beni energetici e alimentari, è diminuita, sebbene si mantenga ancora su livelli elevati, al 3,9%. Gli indicatori ad alta frequenza, pur fornendo un quadro ancora largamente incompleto, suggeriscono che l’attività economica rimane debole nel trimestre in corso”.

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A novembre 430 mila assunzioni previste dalle imprese

ROMA (ITALPRESS) – Sono 430mila le assunzioni previste dalle imprese per il mese di novembre e 1,3 milioni quelle per il trimestre novembre-gennaio, con un incremento rispetto allo scorso anno del +12,6% (+48mila assunzioni) nel mese e del +8,4% (+101mila assunzioni) nel trimestre. Positiva soprattutto la dinamica del turismo con 66mila entrate nel mese (+14mila rispetto a 12 mesi fa; +28,3%) e del commercio, con 68mila assunzioni a novembre (+8mila; +13,2%). A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal1.
A novembre, i servizi segnalano 299mila assunzioni nel mese (+14,3% rispetto 12 mesi fa) e 900mila nel trimestre novembre-gennaio (+9,3% rispetto all’analogo trimestre 2022). A tenere alta la domanda di lavoro, oltre a turismo e commercio, si segnalano i servizi alle persone con 50mila assunzioni nel mese (+5mila; +10,4% in confronto a un anno fa). Più contenuta la dinamica dell’industria che programma nel suo complesso 131mila assunzioni nel mese e 400mila per il trimestre novembre-gennaio, in aumento tendenziale rispettivamente del +8,8% e del 6,4%, sostenuta soprattutto dalla meccatronica, con 23mila lavoratori ricercati (+3mila, +13,2%), e sistema moda, con 11mila entrate (+3mila, +28,5%). Buona tenuta anche delle costruzioni che programmano 45mila entrate nel mese (+4mila; +10,7% rispetto a novembre 2022). I contratti a tempo determinato sono la forma maggiormente proposta con circa 228mila unità, pari al 52,9% del totale a cui seguono i contratti a tempo indeterminato (93mila unità, 21,7%). Rispetto a novembre 2022, i dati di questo mese mostrano (in termini percentuali) un incremento dei contratti a tempo indeterminato. A novembre 2023 rappresentano il 21,7% mentre l’anno scorso erano il 20,2%. Sempre in quota percentuale, il tempo determinato aumenta lievemente, passando dal 52,6% di novembre 2022 al 52,9%. Anche rispetto ad ottobre 2023, Excelsior registra un incremento del tempo indeterminato (a ottobre scorso pari al 21% delle entrate previste) e una diminuzione del tempo determinato (il mese scorso pari al 54%). Si conferma elevato il mismatch tra domanda e offerta di lavoro che interessa il 48,5% delle assunzioni che equivalgono a circa 209mila profili dei 430mila ricercati, soprattutto a causa della mancanza di candidati. Questo indicatore sulla difficoltà di reperimento del personale a novembre risulta leggermente inferiore rispetto al mese precedente (51,0% ad ottobre), ma comunque in crescita di 2 punti percentuali rispetto a un anno fa. Il borsino delle professioni di Excelsior riporta tra le figure professionali pressochè introvabili gli operai specializzati del tessile e dell’abbigliamento (sono difficili da reperire l’80,8% dei profili ricercati), gli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (74,5%), i fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica (71,9%) e i fabbri ferrai costruttori di utensili (70,8%).
Aumenta più della media (+21,1%, +15mila rispetto allo stesso periodo del 2022) la domanda di lavoratori immigrati che riguarda 88mila contratti programmati nel mese, pari al 20,5% del totale delle entrate. I settori che intendono ricorrere maggiormente alla manodopera straniera sono i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (il 33,7% degli ingressi programmati dovrebbe essere coperto da personale immigrato), i servizi operativi di supporto a imprese e persone (31,2%), i servizi di alloggio e ristorazione (23,1%), la metallurgia (22,7%) e le costruzioni (21,8%). Sono le imprese del Nord Ovest a presentare le maggiori opportunità lavorative (136mila entrate nel mese e 418mila nel trimestre), seguono Sud e Isole (rispettivamente 108mila e 315mila), Nord Est (96mila e 302mila) e Centro (89mila e 268mila). A livello regionale, le prospettive positive del turismo conducono a previsioni di assunzione in crescita per il trimestre novembre-gennaio per il Lazio (+20.750 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente), seguito da Lombardia (+19.980), Campania (15.680) e Toscana (+10.880).
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Manovra, Bonomi “Ragionevole ma incompleta”

ROMA (ITALPRESS) – La manovra è “ragionevole nella misura in cui concentra le poche risorse disponibili sulla riduzione del cuneo contributivo per il 2024”, ma la riteniamo “incompleta vista la sostanziale assenza di misure a sostegno degli investimenti privati e soprattutto di una strategia finalizzata alla crescita e alla competitività”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso di un’audizione sulla manovra in commissione Bilancio al Senato.
“Preoccupa molto il calo degli investimenti. Ricordo che nel 2021 e nel 2022 avevamo avuto rispettivamente un +20,7% e +9,7%, molto superiori a quelli registrati negli altri Paesi europei, e quest’anno stanno rallentando: -1,7 nel secondo trimestre e praticamente zero rispetto al secondo trimestre del 2022. Inoltre rileviamo ulteriori segnali di peggioramento almeno fino alla metà del prossimo anno in tema di investimenti”, ha aggiunto.
Per Bonomi “l’errore della mancanza di misure su investimenti non è un torto alle imprese, ma indebolisce strutturalmente la scelta della legge di bilancio, la sua lettura e la sua valutazione da parte dei mercati”. Inolre “per rendere attrattivo il sistema Paese e sostenere la competitività delle imprese non possiamo aspettare troppo tempo o la decisione europea, perchè oggi è in gioco la competitività del Paese: se ne parla troppo poco. Il prezzo dell’energia continua a essere più elevato in Europa, le retribuzioni stanno salendo per recuperare l’inflazione, ma se non sono seguite da interventi sulla produttività c’è il rischio di una forte perdita di competitività per le imprese italiane”, ha concluso.
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Fieracavalli, Confagricoltura “Urgente rilanciare la filiera equina italiana”

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VERONA (ITALPRESS) – Rafforzare la filiera equina, con particolare riferimento all’allevamento dei cavalli, ma anche rivedere alcune questioni che limitano lo sviluppo del comparto. Queste le priorità emerse alla 125esima edizione di Fieracavalli, che si chiude oggi a Verona. Per Confagricoltura un’edizione di successo sia per gli incontri istituzionali, a partire da quello tra il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e la delegazione guidata dal direttore generale della Confederazione, Annamaria Barrile, sia per le attività che hanno animato lo stand con Agriturist nel padiglione dedicato al turismo rurale e ai bambini.
Con le istituzioni e le imprese sono stati quotidiani i momenti di confronto, alla luce della grande valenza della filiera del cavallo, non più limitata al consumo alimentare, bensì fortemente rafforzata nelle attività sociali, nello sport, nell’ippica e nel diporto, in Italia come in Europa. “Attualmente – spiega il presidente della Federazione Equini di Confagricoltura, Ferruccio Badi – non esiste una legge quadro che focalizzi tutte queste attività. Inoltre il comparto, a livello nazionale, sconta differenze di inquadramento fiscale rispetto agli altri Paesi europei che penalizzano le nostre aziende, già colpite dall’incremento dei costi di produzione e dalle calamità naturali”.
Con circa 27mila imprese agricole in cui sono presenti 155mila capi equini (fonte: 7° Censimento Generale dell’Agricoltura) e 460.000 equidi presenti nella Banca Dati Equidi, circa 1.400 agriturismi con attività di equitazione, il settore è una componente essenziale del sistema agricolo e dello sviluppo dei territori rurali. La sua crescita – rimarca Confagricoltura – contribuisce allo sviluppo dell’agricoltura multifunzionale, oltre a costituire un notevole volano sul fronte occupazionale e di gestione del territorio, con evidenti ricadute sull’economia nazionale.
“Negli ultimi anni, tuttavia, il comparto dell’allevamento equino è stato trascurato dalle politiche – afferma Badi – Il quadro legislativo nazionale non risulta pienamente coerente e adeguato agli sviluppi normativi registrati anche a livello Ue. L’attuale legislazione è penalizzata da una grande frammentazione e risulta diversificata e disomogenea per quanto concerne gli ambiti fiscale, previdenziale e amministrativo”.
Vivo il dibattito sulla proposta di legge n. 329, a prima firma dell’onorevole Maria Chiara Gadda, che si prefigge l’obiettivo di consentire, attraverso la definizione di un nuovo e adeguato contesto normativo, lo sviluppo e il rafforzamento della filiera degli equidi, con particolare riferimento all’allevamento dei cavalli.
Oltre all’iter della proposta di legge, Confagricoltura indica alcune priorità, prima fra tutte una nuova imposta al consumo per il settore a un valore decisamente inferiore rispetto all’attuale 22%. Proprio questo gap tra l’Italia e gli altri Paesi membri ha determinato uno svantaggio competitivo rispetto ai nostri partner europei che operano da tempo con percentuali inferiori. “L’abbassamento dell’aliquota Iva – dice Badi – rilancerebbe significativamente il settore”.
Per la Confederazione è poi importante che tra le misure specifiche di attuazione della riforma Pac ce ne sia una o più dedicate al settore; che la Commissione Ue elimini la discriminazione a danno del comparto equino non alimentare, finora escluso dagli interventi e che nel PNRR e i contratti di filiera si tenga maggiore considerazione agli allevamenti equini.
Non ultime le questioni della biosicurezza, fondamentale per la salvaguardia dei nostri allevamenti, e del benessere animale, a cui Confagricoltura ha dedicato un focus a Verona insieme al Ministero della Salute e all’Istituto Zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise “G. Caporale”.
– foto ufficio stampa Confagricoltura-
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