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Intesa Sanpaolo, Furlan “Bene Messina su aumenti economici”

ROMA (ITALPRESS) – “La decisione del Ceo del Gruppo Intesa Sanpaolo Carlo Messina di iniziare a erogare alle lavoratrici e ai lavoratori del gruppo, a partire già da questo trimestre, l’aumento economico richiesto dai Sindacati per il rinnovo del Ccnl del credito e a ripristinare il calcolo del Tfr per intero, conferma quanto aveva già espresso nei mesi passati di ritenere percorribili le richieste sindacali, che si dimostrano quindi adeguate e coerenti con lo scenario di crescita dell’inflazione e con la necessità di redistribuzione ai dipendenti del settore di produttività e redditività”. Così Fulvio Furlan, segretario generale Uilca, commenta le dichiarazioni di Messina oggi al convegno sull’inclusione a Brescia. All’evento Intesa Sanpaolo ha presentato un programma “che – sottolinea Furlan – costituisce una iniziativa di grande valore sociale a favore dei più bisognosi e volto a contrastare la povertà e le diseguaglianze. Una dimostrazione di sensibilità che palesa come una finanza al servizio del sociale e delle persone sia possibile e debba essere perseguita”.
“Ora auspichiamo che l’iniziativa di Intesa Sanpaolo sia un viatico favorevole per accelerare la trattativa con Abi sul rinnovo del Ccnl così da giungere a un accordo positivo e in tempi brevi in merito alle richieste presentate unitariamente dalle Organizzazioni Sindacali, da quelle economiche a quelle altrettanto importanti sul piano normativo, per dare prospettive lungimiranti al settore e ai dipendenti sul piano occupazionale, professionale e personale”. “Altrettanto importante e apprezzabile”, conclude Furlan, “è quanto dichiarato dal Ceo di Intesa Sanpaolo per cui le persone non subiranno disagi e non dovranno lasciare la banca a causa dell’innovazione tecnologica. Questa posizione è in linea con la necessaria tenuta occupazionale del settore, ribadita nella Piattaforma unitaria e con quanto come Uilca sosteniamo da tempo: maggiore digitalizzazione e maggiore tecnologia non significano necessariamente riduzione di personale. Al contrario, se gestite in termini lungimiranti, possono non solo comportare una più alta produttività, ma anche garantire buona e nuova occupazione”.

– Foto: ufficio stampa Uilca –
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Editoria, Barachini incontra il ministro dell’informazione in Somalia

ROMA (ITALPRESS) – Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, ha ricevuto nella sede del Dipartimento il Ministro dell’Informazione, del Turismo e della Cultura del Governo Federale di Somalia, Daud Aweis.
L’incontro – si legge nella nota – è stato l’occasione per ricordare i legami storici e culturali fra i due Paesi oltre che l’importanza di una informazione fondata sul rispetto delle norme deontologiche e, quindi, affidabile. Il ministro Aweis, a tal proposito, ha evidenziato in particolare il valore di una collaborazione con l’Italia. Collaborazione rispetto alla quale il Sottosegretario Barachini ha dato la sua piena disponibilità.
L’incontro di oggi – cui hanno preso parte anche il Direttore Generale della Somali National News Agency (Sonna), Ismael Mukhtar Omar; il Consigliere Giuridico del Presidente della Repubblica Federale di Somalia e inviato speciale per l’Italia, Avvocato Ali Abukar Hayo; il Capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria Luigi Fiorentino e il consulente strategico del Sottosegretario, Avvocato Claudia Sartori – è parte di un percorso che porterà all’apertura della Scuola elementare, media e superiore, anche in funzione della necessaria formazione di tecnici specializzati già evidenziata dal premier italiano Giorgia Meloni, e all’apertura dell’Università italiana di Somalia, con sede ‘Casa Italià, a Mogadiscio, che mira anche a formare i tecnici. Un percorso che, è stato sottolineato oggi dal ministro Aweis, “mira a custodire e valorizzare la cultura italiana cara ai somali, grazie anche all’eccellente contributo dell’Ambasciatore italiano in Somalia, Dottor Alberto Vecchi”.

– foto: ufficio stampa Barachini –

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Banca del Fucino, cresce l’attenzione per la finanza agevolata

ROMA (ITALPRESS) – “La finanza agevolata è un’area a cui guardiamo con grande interesse, principalmente perchè è un’opportunità alla quale le imprese devono prestare la massima attenzione, considerate le condizioni particolarmente favorevoli dal punto di vista economico, in un sistema in cui il costo dell’indebitamento è sempre più alto ed esistono forme di difficoltà di accesso al credito. Il Pnrr è un elemento che ha spostato l’attenzione sulla finanza agevolata”. Lo ha detto Andrea Miccio, direttore della Direzione Finanza d’impresa di Banca del Fucino, in un’intervista all’Italpress.
“La finanza agevolata – ha continuato – negli ultimi anni si è spostata dalle imprese deboli a quelle economicamente e finanziariamente sane. C’è stata anche una crescita di questo settore dal punto di vista dei soggetti destinatari degli interventi”, ha aggiunto Miccio, spiegando che Banca del Fucino vuole “informare e orientare le imprese”. “Noi – ha spiegato – monitoriamo attentamente i bandi e gli avvisi che periodicamente gli enti nazionali e regionali pubblicano. Per effetto di questo lavoro siamo in grado di identificare bandi e avvisi che possono essere di particolare interesse per le aziende nostre clienti, alle quali sottoponiamo l’opportunità di fare un veloce pre-screening tra il loro progetto e la forma di intervento fino ad accompagnarle all’ottenimento di queste forme di agevolazione”.
Banca del Fucino ha raggiunto il traguardo dei cento anni e ha istituito da poco la nuova unità di business della Finanza d’impresa. “Negli ultimi anni – ha spiegato Miccio – si è completato il processo di integrazione di Banca del Fucino nel Gruppo bancario Igea Banca, un processo importante che oggi vede Banca del Fucino capogruppo con un azionariato ampio e al proprio interno importanti istituzioni e imprenditori. In questi tre anni – ha proseguito – la banca è cresciuta molto e ora siamo in un periodo nuovo con la necessità di confermare importanti risultati ma anche qualificare ulteriormente l’azione commerciale. Dunque c’è bisogno di un’azione commerciale sempre più innovativa. La Direzione Finanza d’impresa – ha evidenziato – si inserisce all’interno di questo solco: deve operare per qualificare la nostra offerta rivolta al mondo delle imprese con prodotti e servizi che possano essere specialistici e innovativi e che possano affiancarsi a quelli tradizionali. Immaginando il finanziamento dei programmi di investimento delle imprese, della clientela business, dobbiamo introdurre prodotti, come minibond, e pensare a forme di finanziamento attraverso enti, quale può essere Cassa depositi e prestiti, e a servizi nel mondo della finanza agevolata”.
Si parla spesso anche di finanza alternativa. “E’ l’insieme di interventi – ha spiegato – che sono alternativi o complementari al credito bancario tradizionale. E’ un insieme di strumenti destinati al finanziamento di programmi, in particolare di Pmi. Sono interventi che, per il nostro paese, è fondamentale che possano crescere e svilupparsi. Non credo – ha aggiunto – che possano essere considerati come una minaccia per le banche. E’ opportuno che si sviluppino perchè, essendo forme alternative al credito bancario, sono anche in grado di realizzare una diversificazione del rischio. Secondo me – ha concluso – possono e devono convivere ed è positivo che possano svilupparsi sempre di più”.

– Foto Italpress –

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Aldo Iaquinta nuovo componente del CdA di Eprcomunicazione

ROMA (ITALPRESS) – Eprcomunicazione, società specializzata nella comunicazione e nelle relazioni pubbliche, comunica che il Consiglio di Amministrazione, riunitosi oggi, ha cooptato in qualità di Consigliere non esecutivo Aldo Iaquinta, in sostituzione del dimissionario Roberto Della Seta, il quale mantiene il suo ruolo di Direttore scientifico di Eprcomunicazione e di Consigliere di Amministrazione di Justbit. Iaquinta, che da oggi entra a far parte del Consiglio di Amministrazione di Eprcomunicazione come consigliere non esecutivo, è membro del CDA di Itas Network ed è amministratore delegato di AIMUW Spa, agenzia di assicurazione e riassicurazione plurimandataria leader nel mercato degli enti pubblici e membro del Board esecutivo della Scuola Politica “Vivere nella Comunità”.
Il Consiglio di Amministrazione, nella stessa seduta, ha accertato la sussistenza di tutti i requisiti necessari per lo svolgimento di tale ufficio. Il nuovo amministratore resterà in carica sino alla prossima Assemblea degli Azionisti che sarà chiamata a deliberare, inter alia, in merito alla conferma dell’amministratore cooptato.
Sulla base delle comunicazioni effettuate alla Società, Iaquinta non risulta detenere direttamente e/o indirettamente azioni ordinarie della Società.
“L’apporto professionale di Aldo Iaquinta, con la sua competenza manageriale e finanziaria comprovata da anni di esperienze di successo – ha dichiarato il CEO Camillo Ricci – rafforza in modo considerevole la governance del Gruppo e di questo siamo molto soddisfatti”.

– foto ufficio stampa Eprcomunicazione –
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FS, Ferraris “Nei prossimi 5-6 anni previste 20 mila assunzioni”

MILANO (ITALPRESS) – “Abbiamo in programma di assumere 20 mila persone nei prossimi 5-6 anni per cambiare la mobilità dell’Italia. Andranno prevalentemente su Trenitalia ma anche sul trasporto merci e nella realizzazione di opere infrastrutturali di ingegneria”. L’amministratore delegato del Gruppo FS, Luigi Ferraris, è intervenuto nell’ambito dell’evento Digit’Ed Fast Forward 2023, organizzato a Milano da Digit’Ed. “Per ammodernare e potenziare le nostre infrastrutture abbiamo bisogno di giovani ingegneri, tecnici, operai”, ha detto Ferraris che ha ricordato come “già l’anno scorso abbiamo assunto 9 mila persone, gran parte giovani, che hanno abbassato l’età media”. Secondo l’Ad, oltre a lavorare sulle infrastrutture, i nuovi assunti andranno a proseguire il ricambio generazionale e permetteranno all’azienda di “accelerare il cambiamento di mentalità”.
A Milano Ferraris è intervenuto da remoto nell’ambito del panel “Capitale Umano: risorsa strategica e nuova frontiera della competitività”. “La nostra azienda – ha proseguito – ha centocinquant’anni di vita ed oggi è un operatore multimodale che opera su più settori: dalla logistica, alle infrastrutture e dal trasporto passeggeri a quello merci. La nostra missione è ammodernare un settore dei trasporti che nel nostro paese viaggia ancora su infrastrutture che hanno settanta anni di vita e per riuscire non possiamo non coinvolgere e includere le nostre ottantasei mila persone”.
“Abbiamo avuto un grande innesto di giovani altamente specializzati e diplomati e dobbiamo lavorare per farli sentire parte di un progetto – ha ribadito Ferraris – Abbiamo bisogno anche di chi lavora da tempo sul campo e di non lasciare indietro i meno giovani per non creare uno strappo all’interno dell’ecosistema dell’azienda. Questo si può fare attraverso un lavoro di squadra”.

– foto: Agenzia Fotogramma –
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Piazza Affari chiude in calo, Ftse Mib -0,52%

MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in calo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib fa segnare -0,52% a 27.428 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share cede lo 0,59% a quota 29.176. L’indice Ftse Italia Star perde l’1,45% a 39.543 punti.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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Women Value Company, premiate donne e imprese che guardano al futuro

NAPOLI (ITALPRESS) – Dopo Firenze, si è svolto a Napoli presso le Gallerie d’Italia il secondo evento conclusivo del premio Women Value Company Intesa Sanpaolo, organizzato dal Gruppo bancario in collaborazione con Fondazione Marisa Bellisario. Presenti 26 aziende provenienti dalle regioni del Centro Sud Italia (Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia). L’iniziativa, giunta quest’anno alla settima edizione, è riconosciuta come categoria speciale del Premio Marisa Bellisario ed è dedicata alla valorizzazione dell’imprenditoria al femminile e delle aziende che investono sull’uguaglianza di genere e sul welfare aziendale.
Anche quest’anno numerose le candidature pervenute da tutta Italia, oltre 1.200, tra le quali sono state selezionate le due vincitrici del premio nazionale Mela d’Oro Women Value Company Intesa Sanpaolo.
A queste si sono aggiunte le imprese selezionate per le menzioni speciali in ambito “Donne Innovatrici”, “Donne per l’Estero” e “Donne per il Sociale”.
Durante l’evento napoletano sono intervenute Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario, Virginia Borla, Responsabile Business Governance Banca dei Territori Intesa Sanpaolo, e Anna Roscio, Responsabile Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo, oltre all’intervento della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo.
Quest’anno il premio Women Value Company Intesa Sanpaolo ha visto la partecipazione più numerosa dal suo esordio, forte di una sempre maggior sensibilità ai temi dell’inclusione e della valorizzazione dell’imprenditoria femminile. Per questo motivo Intesa Sanpaolo e Fondazione Marisa Bellisario hanno voluto organizzare tre momenti di incontro con tutte le 100 aziende vincitrici, oltre a celebrare alcune di esse con una menzione speciale, coerente con le missioni del PNRR ed esempi di eccellenza per cultura aziendale inclusiva, offrendo importanti spunti di riflessione sulle sfide delle strategie aziendali e su misure/strumenti del PNRR per valorizzare l’imprenditoria in rosa.
Dall’analisi della Direzione Studi e Ricerche emerge come nel 2022 l’Italia si collochi all’ultimo posto tra i paesi europei per tasso di attività femminile (56,4%, 13 punti in meno rispetto alla media UE27). Su questo risultato pesano soprattutto i ritardi delle regioni del Mezzogiorno. Se l’Italia si allineasse al valore medio europeo di attività femminile, significherebbe un incremento di 2,4 milioni nella forza lavoro (+10%), con effetti positivi sulla crescita del PIL. Anche le imprese possono contribuire ad aumentare il tasso di partecipazione femminile al mercato del lavoro attraverso una serie di interventi e strategie. Le imprese che hanno aderito a questa edizione di Women Value Company hanno mostrato una forte attenzione alla valorizzazione dei dipendenti con un mix articolato di iniziative, con ai primi posti i temi della formazione e della conciliazione tra vita professionale e famiglia. Spiccano per l’adozione di queste iniziative le imprese a guida femminile. Attenzione al capitale umano e alla sostenibilità emergono come due elementi strettamente correlati: le imprese con un profilo più evoluto per la gestione del capitale umano mostrano una maggior propensione a investire in sostenibilità. Le imprese con un’attenzione maggiore a queste tematiche hanno registrato negli ultimi anni una migliore evoluzione in termini di crescita del fatturato ma anche della produttività del lavoro, a dimostrazione di come il capitale umano ed il suo benessere siano sempre di più un fattore strategico vincente.
Tematiche al centro degli eventi di Firenze, Napoli e Milano durante i quali avviene l’assegnazione della Menzione speciale – Donne per l’Estero, della Menzione speciale – Donne per il sociale e Menzione speciale – Donne per l’innovazione.
Gli incontri territoriali seguono la cerimonia nazionale di consegna della «Mela d’Oro» Women Value Company Intesa Sanpaolo avvenuta a Roma in occasione della premiazione della 35^ edizione Premio Marisa Bellisario. Le imprenditrici a cui è stata assegnato il prestigioso riconoscimento sono Nunzia Giunta, Amministratore Delegato di UOMO E AMBIENTE (categoria Piccole Imprese), e a Sabrina Paola Secli, CEO di SPS Manifatture (categoria Medie Imprese).
La discussione “Donne e imprese che guardano al futuro” dedicata ai temi dell’innovazione, supporto della nuova imprenditoria femminile e difesa della parità di genere al centro delle grandi sfide globali, ha offerto l’occasione per sviluppare il tema della diversity. Non solo in termini di genere ma anche di esperienze, e dato spazio a spunti e riflessioni sulle nuove sfide delle strategie aziendali a partire da sostenibilità, digitalizzazione, innovazione tecnologica, capitale umano e formazione come fattori abilitanti alla crescita delle imprese in particolare al femminile, anche alla luce delle missioni e degli strumenti del PNRR destinati all’inclusione e alla coesione sociale, con l’assegnazione di specifici fondi alle politiche per il lavoro e alla valorizzazione dell’imprenditoria femminile. Per questa ragione, al dibattito è prevista la presenza di imprenditrici che hanno avviato nuove start up innovative, come segnale della capacità di investire in nuove tecnologie orientate in particolare alla sostenibilità, e giovani studentesse che sono pronte ad affrontare nuovi percorsi lavorativi, facendo leva su formazione di alto livello.
Il prossimo incontro territoriale del premio Women Value Company Intesa Sanpaolo si svolgerà a Milano il prossimo 22 novembre e sarà dedicato alle 38 imprese selezionate del Nord Italia.
«Ringrazio ancora una volta Intesa Sanpaolo per aver reso possibile questa splendida iniziativa e le aziende selezionate per il grande contributo che danno all’economia dei loro territori e alla diffusione di una cultura di parità – afferma Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario -. Il loro modello di gestione ci conferma che investire sulle donne, valorizzare le loro competenze, favorire la loro crescita professionale sono tutte scommesse vincenti. Con Women Value Company premiamo l’impegno, l’equità e la lungimiranza di tante piccole e medie imprese italiane perchè il loro modello di crescita inclusiva e sostenibile diventi un esempio per tutte le nostre realtà produttive».
«Condividiamo il progetto Women Value Company con Fondazione Marisa Bellisario ormai da sette anni per essere al fianco di imprenditrici orientate all’equità di genere e alla valorizzazione di talento e merito come leve per il successo della loro azienda – sottolinea Virginia Borla, Responsabile Business Governance Banca dei Territori Intesa Sanpaolo -. A questo tipo di PMI è destinato nuovo credito per un miliardo di euro nell’ambito dei finanziamenti previsti dal Gruppo per le imprese, finalizzati a stimolare ulteriormente l’imprenditoria a guida femminile e facilitarne anche l’accesso ai fondi del PNRR per investire in benessere, welfare e formazione dei propri dipendenti».
Le 100 PMI vincitrici sono per il 70% Piccole Imprese e per il 30% Medie Imprese, distribuite per il 37% nel Nord Italia, il 38% nel Centro e il 25% al Sud. Il 91% ha avviato iniziative volte a conciliare vita professionale e vita personale dei dipendenti (smart working, asili, flessibilità, mensa, permessi, agevolazioni trasporto). L’80% ha attivato iniziative volte ad incrementare il benessere dei dipendenti (premi, benefit, assistenza sanitaria, agevolazioni tempo libero e genitorialità). 15 PMI hanno già ottenuto o fatto domanda per ottenere la certificazione per la parità di genere.
La VII edizione conferma che investire sulle persone e il loro benessere, sul welfare e sulla formazione genera un contesto favorevole per la crescita dell’impresa e del business: il 96% ha stimato il fatturato in aumento o stabile (YoY); il 62% ha avviato e/o consolidato attività di export e internazionalizzazione; oltre la metà (53%) sono PMI costituite dal 2000 in poi (di cui 19 startup o neoimprese); manifatturiero, sanità, commercio e servizi i settori più rappresentati.
L’edizione 2023 di Women Value Company è strettamente connessa alle missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che, nell’ambito degli obiettivi di inclusione, destina azioni e risorse per favorire l’aumento della partecipazione delle donne al mondo del lavoro, in particolare con il supporto all’attività imprenditoriale femminile. Intesa Sanpaolo innalza il plafond a un miliardo di euro di credito per promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento dell’imprenditoria femminile e massimizzare il contributo delle donne allo sviluppo economico e sociale del Paese. La Banca supporta le imprese femminili che avviano una nuova attività o che investono nel rafforzamento della propria impresa, agendo sui filoni quali la digitalizzazione, l’innovazione e l’ampliamento delle competenze.
La proposta si aggiunge alle soluzioni già esistenti per promuovere investimenti verso gli obiettivi del PNRR e l’imprenditoria femminile, come il finanziamento a medio lungo termine S-Loan Diversity, che premia con una riduzione di tasso gli sforzi delle imprese nella direzione della parità di genere, nello sviluppo di programmi di incremento del welfare, nell’incremento di nuove assunzioni di dipendenti donne: ad oggi sono stati erogati 97 finanziamenti per 120 milioni di euro.

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Edufin Index, Italia indietro su educazione finanziaria e assicurativa

ROMA (ITALPRESS) – Alleanza Assicurazioni, Compagnia del Gruppo Generali, insieme a Fondazione Mario Gasbarri e con la collaborazione scientifica di SDA Bocconi, School of Management, presenta i risultati della seconda edizione di Edufin Index, l’Osservatorio sulla consapevolezza e sui comportamenti finanziari e assicurativi degli italiani, evento patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
L’Osservatorio, presentato a Roma e consultabile sul sito https://www.edufinindex.it mette in relazione le conoscenze finanziarie e assicurative degli italiani con il loro comportamento, evidenziando nel 2023 una maggiore crescita della sfera del ‘saperè rispetto a quella del ‘farè. La ricerca ha indagato le conoscenze finanziarie e assicurative della popolazione, su un campione di 3.700 intervistati, con un focus specifico sulla situazione di alcune categorie individuate nella precedente edizione, come ‘più fragilì sui temi edufin: donne, giovani e nuovi italiani.
Davide Passero, CEO di Alleanza Assicurazioni e Country Chief Marketing & Product Officer di Generali Italia ha dichiarato: ‘Con l’educazione finanziaria e assicurativa vogliamo contribuire a diffondere maggiore equità sociale e benessere. La seconda edizione di Edufin Index che presentiamo oggi certifica questa correlazione, confermando la necessità di intraprendere azioni concrete per migliorare il quadro complessivo che vede ancora una rilevante parte di popolazione al di sotto dei livelli di sufficienza. Interpretando la nostra responsabilità sociale d’impresa, come Alleanza siamo impegnati nello sviluppo del nostro Piano Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativa, pilastro della nostra strategia di sostenibilità, che ha coinvolto oltre 300mila partecipanti in più di 3.500 eventi su tutto il territorio. Consapevoli di questo ruolo, vogliamo creare un ecosistema tra operatori privati, istituzioni e associazioni dei consumatori per rispondere alle differenti situazioni di fragilità finanziaria individuate dal nostro Rapporto, tra cui spiccano le donne, i giovani e i nuovi italianì.
Il livello medio di Edufin Index nel 2023 cresce leggermente (56 vs 55), ma servono ancora sforzi per raggiungere la soglia del 60 su 100, indicata come sufficienza. In particolare, resta ancora un 10% della popolazione in una condizione di analfabetismo finanziario e assicurativo.
Pur confermando la necessità di migliorare il livello di educazione finanziaria e assicurativa degli italiani, l’Osservatorio certifica che nel 2023 è aumentata del 7% la percentuale di popolazione che raggiunge la sufficienza, passando dal 34% del 2022 all’attuale 41%. Questo miglioramento è stato favorito dalla rilevanza data dai media a fattori di contesto e urgenza (scenario inflattivo, aumento dei tassi, crisi belliche etc.) unitamente agli sforzi di sistema da parte delle Istituzioni e delle aziende private per informare e promuovere l’educazione finanziaria e assicurativa.
La ricerca presenta un’Italia a 5 velocità nell’approccio al mondo finanziario e assicurativo, con una popolazione che si distingue per la varietà di caratteristiche non solo sociodemografiche, ma anche comportamentali, mettendo in luce la correlazione tra determinate attitudini e relativi cluster. Sono stati così identificati e descritti cinque macro-gruppi di italiani sulla base del loro crescente livello di Edufin Index: 1) fragili e disinteressati 2) insicuri ma fiduciosi 3) non curanti e fai da te 4) ottimisti e impavidi 5) colti e composti. Solo gli ultimi due gruppi superano il livello di sufficienza, in un arco d’analisi che da un lato mostra una condizione di fragilità e dall’altro è contrassegnato da un processo virtuoso di costante miglioramento. Nel dettaglio il rapporto mette in rilievo:
Il Gruppo 1) dei fragili e disinteressati ottiene il livello di Edufin Index più basso (41). E’ composto soprattutto da persone inoccupate o casalinghe/i, con reddito e istruzione bassi, molte donne, molti residenti al Sud e Isole e molti over 65. Rappresentano il 20% della popolazione, dimostrano poco interesse verso i temi finanziari e assicurativi, non si informano, non hanno risparmi e non sono coinvolti nella gestione del budget familiare. Si trovano in una situazione di significativa fragilità finanziaria, hanno elevata avversione al rischio e bassissima capacità di pensare e ragionare grazie ai concetti matematici (numeracy). Un circolo vizioso che non favorisce il miglioramento e l’emancipazione da questa condizione.
Il Gruppo 5) dei colti e composti ha il migliore livello di Edufin Index (69). Queste persone hanno un reddito medio/medio alto, sono residenti nel Nord Est, sono diplomati e laureati, in prevalenza dipendenti e coprono la fascia d’età 34-65 anni. Rappresentano il 13% della popolazione, sono protagonisti della propria gestione finanziaria e investono con il supporto degli esperti. Si caratterizzano per un’alta propensione a informarsi e per un senso di sicurezza verso le proprie capacità, beneficiando di un circolo virtuoso che consente loro di continuare a migliorarsi.
Nel quadro generale, l’Osservatorio evidenzia che permane rilevante il gender gap a livello di alfabetizzazione finanziaria assicurativa: il livello di Edufin Index delle donne arriva infatti a 54 (vs 59 uomini) e si rileva un’alta percentuale di donne (30%) che si trova in una condizione di fragilità finanziaria (vs 23% degli uomini). Anche in tema di gestione del budget familiare in autonomia, il divario rimane ampio: il 65% delle donne non è autonomo (vs 56% uomini). Il gender gap si registra già in famiglia, luogo che per il 25% dei 18-34enni dovrebbe essere fonte principale di alfabetizzazione finanziaria e assicurativa, ma che vede il 30% delle ragazze – rileva l’indagine – non parlarne mai tra le mura domestiche a fronte del 25% registrato tra i ragazzi. Il ridotto interesse verso l’argomento, la poca autonomia decisionale e la bassa propensione a informarsi sono i principali fattori che spiegano la minore alfabetizzazione finanziaria e assicurativa delle donne. L’insieme di questi fattori comportamentali incide in modo più consistente sul divario tra donne e uomini rispetto a quelli sociodemografici, di reddito e di istruzione. Questa disuguaglianza a livello di educazione finanziaria conferma un quadro più ampio di gender gap a livello Italia che evidenzia una minore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e anche una disparità di retribuzione.
Secondo i risultati della ricerca, i giovani (18-34 anni) hanno un’alta propensione a informarsi, in quanto costantemente connessi al mondo digitale. Non dimostrano però particolare interesse ai temi finanziari e assicurativi, sono poco coinvolti nella gestione finanziaria familiare, anche se desidererebbero investire in autonomia. La ricerca conferma il ruolo centrale della famiglia dimostrando che i giovani che hanno un livello più elevato di Edufin Index provengono da contesti domestici con più alto livello di scolarità, discutono spesso di questi temi, svolgono o hanno svolto un lavoro part-time durante gli studi, sono economicamente indipendenti e decidono delle proprie spese.
Nell’Edufin Index 2023 i ‘Nuovi Italianì rappresentano circa il 9% della popolazione residente in Italia (dati Istat 2023) e nel 2023 rimane invariato e ampiamente sotto la sufficienza il livello di consapevolezza finanziaria e assicurativa (46) sul campione intervistato di circa 300 persone di tre principali comunità (filippina, rumena e sudamericana). E’ una parte di popolazione che, indica il rapporto, per il 60% tende a non risparmiare, a non investire e a non proteggersi. Quando decidono di investire, però, sono più propensi a chiedere il supporto di un professionista rispetto agli italiani (91% vs 80%). Tra coloro che pensano alla protezione assicurativa è l’RC Auto la polizza più comune, seguita dalla polizza infortuni. In generale, nei Nuovi Italiani il livello di alfabetizzazione finanziaria è più alto tra chi è maggiormente integrato e chi parla bene l’italiano (58).
Alleanza Assicurazioni è impegnata sul fronte di una mission: accrescere l’educazione finanziaria e assicurativa degli italiani, un ruolo sociale in linea con gli obiettivi dell’Agenda Onu al 2030.
Alleanza ha avviato dal 2020 un ‘Programma Nazionale di Educazione Finanziaria e Assicurativà, articolato in seminari gratuiti che in questi anni hanno registrato oltre 300 mila partecipanti a più di 3.500 eventi, suddivisi tra ‘Protection Day’, ‘Investment Day’ e ‘Previdenza Day’. L’impegno degli eventi sul territorio è stato amplificato con un piano editoriale social, radio e rubriche ad hoc raggiungendo, solo nel 2022, oltre 80 milioni di contatti.
Attenzione particolare è stata riservata all’alfabetizzazione finanziaria al femminile, coinvolgendo in prima linea le oltre 4.700 Consulenti assicurative della Rete di Alleanza. Il progetto ‘Donne che parlano alle Donnè le ha viste impegnate nella realizzazione di rubriche su tutti i canali on e off line, (radio, settimanali, podcast, incontri sul territorio), promuovendo i principali concetti di educazione finanziaria assicurativa applicati alla quotidianità. Inoltre, sono stati realizzati eventi educativi e masterclass, gli ‘Investment day al femminilè, per accrescere le competenze delle partecipanti sui temi finanziari.
Anche quest’anno, e per il quarto anno consecutivo, la Compagnia aderisce al ‘Mese dell’Educazione Finanziarià – organizzato dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria.

– Foto ufficio stampa Generali Italia –

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