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Economia

Piazza Affari chiude in calo, Ftse Mib -1,03%

MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in calo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib fa segnare -1,03% a 27.879 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share cede l’1,05% a quota 29.879. L’indice Ftse Italia Star perde l’1,56% a 44.453 punti.

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Calderone “Con paga base per legge più danni che benefici”

“Per noi c’è certamente la priorità di incidere sul lavoro povero, purché si abbia chiara la necessità di non attivare i rischi diretti e indiretti che scaturirebbero da una norma. Senza una visione complessiva si rischiano più danni che benefici”. Così il ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone, in un’intervista a Libero. “E indispensabile suddividere il campo di intervento: esiste il lavoro povero, retribuito pochi euro l’ora; poi esiste la perdita di potere d’acquisto di salari più cospicui ma su cui bisogna intervenire egualmente. La ricetta non può essere identica e la stessa Commissione Europea ci indica la strada della contrattazione. Il vero nodo è la produttività”, aggiunge. Il ministro osserva poi che “la presidente Meloni ha ribadito più volte che le misure a sostegno del lavoro saranno centrali nella prossima legge di bilancio, coerentemente con le azioni di questi primi mesi di legislatura. È una scelta per sostenere il sistema Paese nel suo complesso e superare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, in una prospettiva che va oltre il breve periodo. Anche per rispettare gli impegni presi con il Pnrr”.
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Nel primo semestre entrate tributarie e contributive in crescita

ROMA (ITALPRESS) – Le entrate tributarie e contributive nel primo semestre mostrano nel complesso una crescita di 13.485 milioni (+3,6%) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. In particolare, le entrate tributarie aumentano di 8.020 milioni (+3,2%) rispetto allo stesso periodo del 2022. Le entrate relative alle imposte dirette risultano pari a 136.894 milioni (+5.025 milioni, +3,8%); quelle relative alle imposte indirette ammontano a 110.657 milioni (+2.947 milioni, +2,7%). Tra le entrate derivanti dalle imposte dirette, il gettito Irpef si è attestato a 105.664 milioni (+6.066 milioni, +6,1%). L’Ires è stata pari a 15.392 milioni (+992 milioni, +6,9%). Tra le imposte indirette, le entrate Iva ammontano a 76.509 milioni (+2.220 milioni, +3,0%). Le entrate di lotterie e altre attività di gioco ammontano a 3.575 milioni registrando un aumento pari a 286 milioni (+8,7%). Gli incassi contributivi nei primi sei mesi del 2023 sono risultati pari a 126.248 milioni, in aumento di 5.465 milioni (+4,5%) rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Le entrate contributive dell’Inps ammontano a 115.564 milioni, in aumento di 5.169 milioni rispetto al 2022 (+4,7%). I premi assicurativi dell’Inail ammontano a 5.437 milioni, in aumento di 149 milioni rispetto al mese di giugno 2022.
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Piazza Affari chiude in calo, mercati contrastati

MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in calo a Piazza Affari al termine di una seduta che si era già aperta con il segno meno. L’indice Ftse Mib segna un -0,93% a quota 28.169 punti, mentre l’Ftse Italia All Share cede lo 0,83% a quota 30.195 punti. In rialzo invece l’Ftse Star, che mette a segno un rimbalzo dello 0,16% a quota 45.160 punti. Mercati contrastati in attesa dei verbali dell’ultima riunione della Fed. Non è bastata la conferma della ripresa, anche se lieve, del Pil per la zona euro e il dato sulla produzione industriale Usa migliore delle attese per ridare fiato agli scambi. A Milano, la peggore in Europa, in affanno soprattutto i titoli legati all’energia e i bancari. Per quanto riguarda le materie prime, poco mosso il prezzo del petrolio. Il Brent viene scambiato a quota 84,8 dollari al barile, mentre il Wti a 80,9 dollari. In altalena il prezzo del gas naturale, che sul mercato di Amsterdam, dopo un deciso rialzo nel corso della mattina, chiude a 37,9 euro al MWh. Lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude in rialzo a quota 172 punti, con il rendimento del decennale al 4,34%. Tra i titoli del listino milanese, fra i maggiori rialzi Iveco Group che guadagna 1,1 punti, ma in rialzo anche Amplifon, Pirelli & C. e Moncler. Per quanto riguarda invece i segni meno, fra i maggiori ribassi Saipem che cede 3,5 punti, ma in calo anche Cnh Industrial, Unicredit e Nexi. Le altre principali Borse europee archiviano gli scambi con segni misti, sulla scia dell’avvio contrastato a Wall Street dopo la frenata della crescita dell’economia cnese. Tra le piazze finanziarie, Parigi chiude a -0,10%, Francoforte guadagna lo 0,14% mentre Londra cede lo 0,44%.
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Carburanti, Urso “Italia meglio di altri in Europa”

ROMA (ITALPRESS) – “In riferimento alle recenti dichiarazioni relative al costo dei carburanti alla pompa, si precisa che il prezzo industriale della benzina, depurato dalle accise, è inferiore rispetto ad altri Paesi europei, come Francia, Spagna e Germania”. E’ quanto si legge in una nota del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato dal ministro Adolfo Urso.
“Il prezzo alla pompa è, oggi rispetto alla giornata di ieri, sostanzialmente stabile e maggiore di 0,02-0,04 euro rispetto alla rilevazione di domenica. Si nota quindi un rallentamento del trend degli aumenti, dovuti alla crescita delle quotazioni internazionali, che si erano osservati nell’ultimo mese, a dimostrazione di come sia stata efficace in questi mesi l’azione del monitoraggio del Mimit e, a partire dal mese di agosto, lo strumento dell’esposizione del prezzo medio regionale che consente ai consumatori di scegliere dove rifornirsi, in trasparenza e consapevolezza”.
“Le quotazioni internazionali medie della scorsa scorsa settimana mostrano, rispetto al mese precedente, aumenti analoghi a quelli del prezzo alla pompa. In particolare: – la quotazione internazionale del gasolio mostra un aumento di circa 12 centesimi rispetto a quattro settimane prima (nello stesso periodo il prezzo alla pompa è aumentato di circa 10 centesimi); – la quotazione internazionale della benzina mostra un aumento di circa 6 centesimi rispetto a quattro settimane prima (nello stesso periodo il prezzo alla pompa è aumentato di circa 7 centesimi).
Insomma: è falso quanto affermano alcuni esponenti politici che il prezzo di benzina e gasolio sia fuori controllo, anzi è vero il contrario: l’Italia ha fatto meglio di altri Paesi europei.
Peraltro, appare davvero strano che se la prendano con una misura risultata pienamente efficace che ha consentito, in un sistema di mercato, di contrastare la speculazione, dando piena trasparenza e quindi consapevolezza e capacità di scelta al consumatore. Sono contrari anche alla trasparenza?”.
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Intesa Sanpaolo, export dei distretti industriali del Mezzogiorno +11%

NAPOLI (ITALPRESS) – Nel primo trimestre del 2023 l’export dei distretti industriali del Mezzogiorno ha registrato un aumento tendenziale dell’11%, un dato migliore rispetto alla media dei distretti italiani (+7,1%); 21 distretti dei 28 monitorati hanno registrato una crescita nel periodo esaminato. E’ quanto emerge dal Monitor dei distretti industriali del Mezzogiorno, curato dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, il Gruppo bancario, guidato da Carlo Messina.
Tra le regioni del Mezzogiorno in cui si monitorano distretti industriali (Campania, Puglia, Abruzzo, Sicilia, Sardegna e Basilicata), solo la Puglia ha registrato esportazioni in calo rispetto al primo trimestre 2022 (-3,4%).
Tra le filiere distrettuali del Mezzogiorno meglio posizionate spicca l’agro-alimentare: +197 milioni di euro, che corrispondono a un aumento del 14,2%. Nel Mezzogiorno si contano ben 15 distretti appartenenti a questo macrosettore, di cui 13 hanno chiuso il primo trimestre 2023 con livelli di export superiori allo stesso periodo del 2022, con la sola esclusione dell’Ortofrutta barese (-53,2%, -83 milioni di euro) a causa del forte calo delle vendite in Algeria e Tunisia, e dei vini e liquori della Sicilia occidentale (-5,7%). Spicca il Lattiero-caseario sardo (+61,2%), che ha incrementato notevolmente l’export (+16 milioni di euro), grazie al balzo delle vendite negli Stati Uniti che assorbono il 75% delle esportazioni del distretto e che crescono dell’86% nel trimestre; si segnala l’ottima performance anche in Cina e Giappone e il boom di vendite in Nuova Zelanda.
Crescita a doppia cifra anche per le esportazioni di Pomodoro di Pachino (+49,3%), Ortofrutta e conserve del foggiano (+46,6%), Pasta di Fara (+38,4%), Mozzarella di bufala campana (+31,9%), Caffè e confetterie del napoletano (+30,1%), Olio e pasta del barese (+27,7%), Conserve di Nocera (+25,5%), Alimentare napoletano (+18,9%), Alimentare di Avellino (+15,7%), Vini di Montepulciano d’Abruzzo (+9,3%), Ortofrutta di Catania (+8,6%) e Agricoltura della Piana del Sele (+2,4%).
Nel primo trimestre 2023 continua la crescita del sistema moda del Mezzogiorno, che ha mostrato un +12,1% rispetto al primo trimestre 2022 (corrispondente a un aumento dell’export in valore di 40 milioni di euro). Sei distretti del comparto hanno registrato incrementi: in particolare spiccano gli aumenti dell’Abbigliamento sud abruzzese (+32,4%, pari a 2 milioni di euro), dell’Abbigliamento del napoletano (+29% pari a 27 milioni di euro), dell’Abbigliamento nord abruzzese (+24,5% pari a 5 milioni di euro) e delle Calzature napoletane (+24,1%); incrementi più contenuti per le Calzature del nord barese (+1,2%) e per l’Abbigliamento del barese (+0,2%). In calo invece, le Calzature di Casarano (-7,6%) e la Calzetteria-abbigliamento del Salento (-8,5%), ma soprattutto la Concia di Solofra (-24,6%), a causa del forte calo delle vendite in Corea del sud, Portogallo e Spagna.
Risulta negativo invece, l’andamento dei distretti del sistema casa (-18,1%). Performance negativa sia per il Mobile imbottito della Murgia (-19,7%) che per il Mobilio abruzzese (-10,2%).
Nel primo trimestre 2023 è stato positivo l’andamento dell’export della Meccatronica del barese (il distretto che esporta di più tra quelli del Mezzogiorno): +11,2%, pari a 41 milioni di euro. Va segnalato l’incremento delle vendite in Germania e Romania, primi due mercati di sbocco del distretto, negli Stati Uniti e soprattutto in Francia e Repubblica Ceca; in evidenza anche il balzo di vendite a Singapore.
Le performance di questi mercati hanno più che compensato i cali in India, Cina e Iraq.
Il piccolo distretto del Sughero di Calangianus ha mostrato una crescita dell’export del 23,8%, con un forte aumento delle vendite in Portogallo, Spagna, Cina, Argentina, Perù e Stati Uniti.
L’analisi per mercati di sbocco mostra il maggiore peso delle esportazioni verso i mercati maturi (circa il 74%), dove l’export nel confronto col primo trimestre 2022 ha mostrato una buona crescita (+16,8%), mentre si è registrato un calo verso i nuovi mercati (-3,5%). I paesi in cui l’export dei distretti del Mezzogiorno ha registrato la crescita maggiore in valore sono il Regno Unito (+52 milioni di euro), la Germania (+48 milioni di euro), la Francia (+37 milioni di euro) e gli Stati Uniti (+36 milioni). Si rileva, invece, un calo delle vendite in Algeria (-82 milioni di euro), Tunisia (-18 milioni di euro) e Cina ( -11 milioni di euro).
Le esportazioni dei Poli tecnologici del Mezzogiorno nel primo trimestre 2023 sono aumentate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente di 384 milioni di euro (pari a +33,1%); si tratta di un risultato nettamente superiore all’aumento rilevato a livello nazionale (+2%). La crescita però non riguarda tutti i poli. Le esportazioni sono aumentate di 418 milioni di euro per il Polo farmaceutico di Napoli (+79,5%), 30 milioni di euro per il Polo ICT di Catania (+14,3%), 23 milioni di euro per il Polo aerospaziale della Puglia (+33,3%), 8 milioni di euro per il Polo ICT dell’Aquila (+15,9%) e solo 1 milione di euro per il Polo farmaceutico di Catania (+1,7%). Un calo dell’export ha invece riguardato il Polo aerospaziale della Campania (-95 milioni di euro, pari a una riduzione del 36,9%).
“La banca continua a sostenere le imprese del territorio che investono per migliorare la propria competitività su nuovi mercati e per governare i processi di transizione ambientale e digitale – afferma Giuseppe Nargi, Direttore Regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo -. Nel Mezzogiorno stiamo lavorando per favorire ulteriori insediamenti produttivi nelle Zes, alle quali abbiamo dedicato un plafond di 5 miliardi di euro e un desk di consulenza specialistica. Ci tengo inoltre a ricordare che il nostro Gruppo, ribadendo la vicinanza ai territori in cui opera e l’attenzione verso le necessità delle popolazioni, a seguito dei danni derivanti da siccità, incendi ed elevate temperature che nel mese scorso hanno colpito la Sicilia, ha predisposto delle misure a sostegno delle aziende agricole dell’isola danneggiate da tali eventi, prevedendo la possibilità di sospendere fino a 12 mesi la quota capitale dei mutui e di richiedere finanziamenti a condizioni agevolate”.
foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo
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Piazza Affari chiude in rialzo, rimbalzo grazie ai bancari

MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in rialzo a Piazza Affari al termine di una seduta che si era aperta con il segno meno.
L’indice Ftse Mib segna un +0,57% a quota 28.435 punti, mentre l’Ftse Italia All Share guadana lo 0,54% a quota 30.449 punti.
In rialzo anche l’Ftse Star, che mette a segno un rimbalzo dello 0,49% a quota 45.089 punti. Milano, la migliore in Europa, prima della chiusura ferragostana grazie ai bancari trova lo spunto per un rimbalzo. Il possibile accordo sulla tassa sugli extraprofitti degli istituti di credito, riporta un certo ottimismo.
I listini sono rimasti prudenti in una giornata senza spunti di rilievo. Per quanto riguarda le materie prime, i timori sulla tenuta della domanda globale pesano sul prezzo del petrolio.
Il Brent viene scambiato a quota 86,3 dollari al barile, mentre il Wti a 82,7 dollari. In calo il prezzo del gas naturale che sul mercato di Amsterdam quota a 34,8 euro al MWh. Lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude a quota 166 punti, con il rendimento del decennale al 4,26%. Tra i titoli del listino milanese, fra i maggiori rialzi Banca Mps che guadagna 6,3 punti, ma in rialzo anche Bper Banca, Interpump Group e Telecom Italia. Per quanto riguarda invece i segni meno, fra i maggiori ribassi Iveco Group che cede 1,4 punti, ma in calo anche Cnh Industrial, Leonardo e Finecobank. Le altre principali Borse europee archiviano gli scambi poco mosse, sulla scia dell’avvio contrastato a Wall Street. Tra le piazze finanziarie, Parigi chiude a +0,12%, Francoforte guadagna lo 0,46% mentre Londra cede lo 0,23%.
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Extraprofitti, Barelli “Si poteva parlare prima con le banche”

ROMA (ITALPRESS) – “Sulle ragioni della tassa siamo d’accordo, sulle modalità tecniche abbiamo tuttora forti perplessità, nonostante il ‘ravvedimento operosò del ministro Giorgetti, che abbiamo apprezzato. Il nostro rammarico è soprattutto non aver parlato prima con le banche. Siamo convinti che mettendoli al tavolo il risultato poteva e può ancora essere migliore. Ma come? Si parla con i tassisti prima del decreto e non si parla con le banche?». E’ il pensiero di Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia alla Camera, intervistato dal Corriere della Sera.
«Crediamo che in questo contesto, segnato da una forte crescita dei tassi e del margine di interesse, ci sia la possibilità di ottenere dal sistema bancario un contributo per il Paese. L’obiettivo del governo, che era quello di ottenere 3 miliardi di euro, si poteva raggiungere parlando con le banche. E sì, siamo convinti che insieme si poteva studiare un prelievo, o meglio un contributo, magari più consistente. Magari il doppio in due o tre anni, più o meno quanto ha perso la borsa nell’occasione. E sia chiaro che noi siamo da sempre dalla parte dei cittadini e delle aziende che hanno l’urgenza di accedere al credito e ai mutui in modo agevole».
«La decisione non è stata approvata dai mercati, con il rischio di dare un’immagine negativa del Paese, cosa che a noi dispiace molto, e di non produrre il risultato prefissato. La linea della fermezza andrebbe usata non prima, ma dopo il dialogo. Se è evidente che la controparte non ritiene di adempiere al suo dovere» afferma Barelli. “Cosa c’è, tecnicamente, che non funziona nel decreto? Il calcolo degli extraprofitti per il sistema bancario non è semplice, nè immediato. Il calcolo va fatto bene, deve essere ponderato, pulito e tarato solo sugli interessi acquisiti senza uno specifico merito imprenditoriale».

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