Home Economia Pagina 195

Economia

L’inflazione rallenta, +7,6% annuo a maggio

ROMA (ITALPRESS) – Secondo le stime preliminari dell’Istat, a maggio 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su base mensile e del 7,6% su base annua, da +8,2% del mese precedente.
La decelerazione del tasso di inflazione si deve, in prima battuta, al rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +26,6% a +20,5%) e, in misura minore, degli Alimentari lavorati (da +14,0% a +13,4%), degli Altri beni (da +5,3% a +5,1%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +6,0% a +5,5%). Tali effetti sono stati solo in parte compensati dalle tensioni al rialzo dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +8,4% a +8,9%) e dei Servizi relativi all’abitazione (da +3,2% a +3,4%).
L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta ancora, sebbene di poco, (da +6,2% a +6,1%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +6,3%, registrato ad aprile, a +6,2%).
Si attenua la crescita su base annua dei prezzi dei beni (da +10,4% a +9,5%) e, in misura minore, quella dei servizi (da +4,8% a +4,6%), portando il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni a -4,9 punti percentuali, da -5,6 di aprile.
I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano in termini tendenziali (da +11,6% a +11,3%), come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +7,9% a +7,1%).
L’aumento congiunturale dell’indice generale si deve principalmente all’aumento dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+1,5%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,1%), degli Alimentari lavorati (+0,7%) e dei Servizi relativi all’abitazione (+0,3%); tali effetti sono stati solo in parte compensati dal calo dei prezzi degli Energetici non regolamentati (-1,4%).
L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,6% per l’indice generale e a +4,7% per la componente di fondo.
In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,3% su base mensile e dell’8,1% su base annua (in decelerazione da +8,7% di aprile).
“A maggio, secondo le stime preliminari, l’inflazione riprende a scendere, tornando, dopo la risalita registrata ad aprile, al livello di marzo 2023 (+7,6%) – commenta l’Istat -. Il rallentamento appare ancora fortemente influenzato dalla dinamica dei prezzi dei Beni energetici, in particolare della componente non regolamentata, in calo su base congiunturale. Nel settore alimentare, i prezzi dei prodotti lavorati mostrano un’attenuazione della loro crescita su base annua, che contribuisce alla decelerazione dell’inflazione di fondo (scesa a +6,1%). Prosegue, infine, la fase di rallentamento della crescita tendenziale dei prezzi del “carrello della spesa”, che a maggio è pari a +11,3%”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Sace, Ricci “Export italiano cresciuto a 9,3 mld nei Paesi Assen”

ROMA (ITALPRESS) – “La meccanica strumentale gioca un ruolo da protagonista per l’export italiano e siamo orgogliosi di aver contribuito al 1° Rapporto ‘Ingenium’ di Confindustria, un nuovo importante passo che facciamo insieme a supporto di un settore d’eccellenza della nostra economia legato a tutte le filiere industriali e manifatturiere”. L’ha dichiarato Alessandra Ricci, Amministratore Delegato di Sace a margine dell’evento di presentazione del 1° Rapporto ‘Ingenium, il potenziale dei beni strumentali italiani nel panorama internazionalè elaborato dal Centro Studi Confindustria e Federmacchine. “Questa prima edizione del rapporto presenta un focus sui Paesi Asean, geografie dove nel 2022 l’export italiano è cresciuto a 9,3 miliardi di euro, ed evidenzia il ruolo di primo piano del Vietnam per il tessile, delle Filippine per il packaging e della Thailandia per la manifattura avanzata. E per cogliere al massimo questo potenziale sui mercati asiatici, Sace sarà al fianco delle imprese italiane sia con l’ apertura di un ufficio in Vietnam sia con iniziative di business matching”.

Foto. Ufficio stampa Sace

(ITALPRESS).

Nella relazione tra giovani e denaro entra in gioco anche la musica

ROMA (ITALPRESS) – L’educazione finanziaria è una delle competenze imprescindibili per l’esercizio dei diritti e dei doveri di ogni cittadino. Lo è ancora di più per i giovani, non solo come strumento di sostenibilità e benessere economico nell’intero arco della loro vita, ma anche come fattore di consapevolezza nella loro futura veste di classe dirigente e di civil servant del Paese. E’ nell’ambito della collaborazione tra Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio (ABI) e la Scuola Politica “Vivere nella Comunità”, nata su questa premessa e fondata dai professori Pellegrino Capaldo e Sabino Cassese, che si sviluppa il progetto di utilità sociale dedicato all’educazione finanziaria “Aristotele Trap: sogni, miti, valori e disvalori nella relazione tra giovani e denaro”.
Guidati dagli esperti di psicologia del denaro Massimo Bustreo, docente di psicologia e comunicazione presso lo IULM di Milano, e Edoardo Lozza, professore ordinario di psicologia economica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, gli young professional della Scuola Politica hanno approfondito l’analisi dell’evoluzione degli stereotipi socioculturali legati all’educazione finanziaria e veicolati attraverso la musica.
E’ una delle attività di educazione finanziarie svolte da FEduF (ABI) nel 2022/23, che complessivamente sono attive in 83 province e hanno coinvolto 61.372 cittadini in 567 eventi territoriali.
“La musica è memoria ed è a tutti gli effetti uno strumento utilizzato nei contesti sociali per condividere i propri valori culturali con l’obiettivo di garantirne la coesione – conferma Stefano Lucchini Presidente della Fondazione per l’Educazione finanziaria e al Risparmio – e, in quanto prodotto di comunicazione e di cultura, ha un ruolo fondamentale nei processi di costruzione della realtà. Poichè esiste un rapporto di interdipendenza valoriale tra musica, economia e sistema socioculturale, la loro analisi congiunta rappresenta uno strumento per indagare la nostra evoluzione, nel rapporto con le tematiche legate all’economia e al denaro e darci nuovi strumenti per migliorare la sua diffusione, specialmente nelle giovani e giovanissime generazioni. Non entro nella questione più dibattuta nei testi delle canzoni, non saprei dire se i soldi fanno la felicità come il filone Trap lascerebbe intendere (meglio piangere nella limousine), nè parteggio con chi ritiene che la felicità è altro, cioè romanticismo e magari due cuori e una capanna. Penso che al denaro si debba attribuire il giusto valore, e per attribuirglielo serve l’educazione finanziaria, serve conoscere l’importanza del risparmio e i modi di tutelarlo in tempi di alta inflazione come questo. Si tratta di avere alcune competenze di base, che non a caso sono principi considerati oggi a pieno titolo civici, cioè componenti essenziali della partecipazione alla vita pubblica in modo informato e responsabile, e dunque bagaglio indispensabile del cittadino consapevole”.
Trasmettere competenze di educazione finanziaria non è infatti semplice nel nostro Paese perchè la materia risulta ostica per la maggior parte della popolazione. Viene ritenuta un argomento da addetti ai lavori che suscita soggezione e lontana dalla sfera degli interessi individuali. Eppure, senza educazione finanziaria è difficile compiere scelte che sono fondamentali per il benessere presente e futuro nelle diverse fasi di vita delle persone.
“L’aspetto innovativo di questo progetto risiede nella scelta dell’espressione culturale scelta per l’analisi dei messaggi trasmessi ai più giovani, ossia la musica per analizzare quali contenuti, valori, disvalori vengono veicolati dalle canzoni più ascoltate del momento ma anche degli anni passati. Dopo una prima fase di raccolta e ascolto, sono state individuate le canzoni che contengono riferimenti al denaro e selezionate quelle più interessanti o significative”, commenta Marcello Presicci, Segretario Generale della Scuola Politica “Vivere nella Comunità”.
Dall’analisi delle canzoni di epoche differenti emerge come il denaro abbia una forte influenza a livello sociale in una doppia accezione: sia come abilitatore e nutrimento sia come cessazione e ostacolo all’instaurazione di relazioni interpersonali. Se, in molti casi, permette il riscatto sociale e l’affermazione di uno status all’interno della comunità, può anche portare alla creazione di rapporti opportunistici e non autentici.
Un’altra relazione che viene trattata all’interno dei testi è quella tra guadagno e felicità, indagata sin dai tempi di Aristotele: se il maggior possesso di denaro consente di raggiungere una migliore condizione di vita, non è detto che sia sempre positivamente correlato al livello di soddisfazione emotivo, tanto che tra i temi ricorrenti presenti in tutte le epoche si trovano la fatica per guadagnarlo attraverso il lavoro duro e la determinazione, il desiderio di aiutare se stessi e la propria famiglia, la consapevolezza che il denaro può portare sia felicità sia problemi e una critica alla società che pone un’enfasi eccessiva sulla ricchezza e sul successo, spesso a spese di valori come l’amore, la famiglia e la felicità. E quali sono invece i valori? Sono molto differenti a seconda dell’artista e dello stile musicale, ma alcuni costituiscono senza dubbio un fil rouge tra passato e presente: in molte canzoni il denaro è sinonimo di lavoro duro e di determinazione nel raggiungere la ricchezza e il successo. Questo aspetto è molto spesso celebrato insieme all’ambizione e al potere che deriva dall’averne, ma anche la consapevolezza e l’importanza di essere responsabili nell’uso del denaro.

– foto ufficio stampa Feduf –

(ITALPRESS).

Per Confprofessioni riforme, fisco e salari occasioni da non sprecare

0

Sì alle riforme costituzionali per garantire stabilità alle istituzioni e all’elezione diretta del primo ministro, stop alla decretazione d’urgenza e corsie parlamentari riservate per i disegni di legge di attuazione del programma di governo: esistono oggi le condizioni per un largo consenso su una riforma mirata della Costituzione nella direzione indicata, e questa occasione non va sciupata. Lo ha detto il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, intervenuto al tavolo del Governo con le parti sociali. Stella ha poi condiviso la scelta del Governo di dare priorità al sostegno dei salari medio-bassi, proseguendo sulla strada del taglio del cuneo fiscale, “ma si potrebbe anche intervenire sui rinnovi contrattuali, attraverso la detassazione e la decontribuzione degli aumenti salariali concordati dalle parti sociali maggiormente rappresentative”, ha aggiunto il presidente di Confprofessioni. Poi, ha sottolineato che “sul piano degli assetti contrattuali il Governo dovrebbe promuovere un patto sociale per ridefinire un nuovo modello di relazioni sindacali che lasci spazio alla produttività e al welfare, aggiornando quei principi che ancora governano le relazioni industriali e che risalgono a una stagione economica e sociale ormai superata”. Sul fisco “l’obiettivo principale dev’essere il riequilibrio del rapporto tra amministrazione fiscale e contribuente. Il passaggio più importante della riforma è rappresentato dall’idea di rendere “legge generale tributaria” lo Statuto del contribuente: certamente un passo avanti, ma ancora non ancora sufficiente a garantire piena forza ai diritti del contribuente. Occorre quindi elevare lo statuto del contribuente a rango costituzionale”. Sempre sulla delega fiscale, Stella giudica positiva l’idea di garantire la neutralità fiscale delle operazioni di aggregazione e riorganizzazione degli studi professionali: “una norma che rafforza la competitività degli studi professionali e in questa direzione ci auguriamo che Governo e Parlamento individuino una “corsia preferenziale”, rimuovendo così uno dei principali ostacoli alla crescita e allo sviluppo dell’intero comparto dei servizi professionali”. (ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Confprofessioni-

Industria, a marzo fatturato +4,3% su base annua

ROMA (ITALPRESS) – A marzo l’Istat stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, diminuisca dello 0,3%, sintesi di una flessione del mercato interno (-0,5%) e di un leggero aumento del mercato estero (+0,1%). Nel primo trimestre l’indice complessivo è cresciuto dello 0,1% rispetto al trimestre precedente (+1% sul mercato interno e -1,5% su quello estero).
Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a marzo gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un aumento congiunturale per i beni strumentali e per l’energia (+1,2% in entrambi i casi), mentre registrano una flessione i beni di consumo (-0,3%) e i beni intermedi (-1,7%).
Corretto per gli effetti di calendario il fatturato totale cresce in termini tendenziali del 4,3%, con incrementi del 4,3% sul mercato interno e del 4,1% su quello estero. I giorni lavorativi sono stati 23 come a marzo 2022.
Per quanto riguarda gli indici corretti per gli effetti di calendario riferiti ai raggruppamenti principali di industrie, si registrano marcati incrementi tendenziali per i beni strumentali (+13,4%), per i beni di consumo (+9,5%) e per l’energia (+9,2%), mentre risultano in calo i beni intermedi (-5,8%).
Con riferimento al comparto manifatturiero, i settori che mostrano gli incrementi tendenziali più consistenti sono i mezzi di trasporto (+23,0%) e i prodotti farmaceutici (+22,0%), mentre le maggiori flessioni si riscontrano per la chimica (-9,4%) e per l’industria del legno, della carta e stampa (-8%).
A marzo si stima che l’indice destagionalizzato del fatturato in volume, relativo al settore manifatturiero, registri un aumento in termini congiunturali (+0,4%).
Corretto per gli effetti di calendario, a marzo il volume del fatturato del comparto manifatturiero diminuisce in termini tendenziali dello 0,4% (+4,5% in valore).

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Alluvione in Romagna, Abi e sindacati lanciano raccolta fondi

ROMA (ITALPRESS) – Abi e i sindacati bancari Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin promuovono una raccolta fondi in favore delle popolazioni colpite dall’alluvione a maggio che ha causato numerose vittime, oltre a ingenti danni materiali.
“Con questa iniziativa Abi e Sindacati, insieme alle banche e ai dipendenti del settore che vorranno aderire, esprimono vicinanza e sostegno concreto alle persone colpite dall’alluvione, rinnovando il proprio consolidato spirito di presenza, partecipazione e solidarietà in occasione di eventi drammatici – si legge in una nota -. L’iniziativa si affianca anche ad altri interventi di sostegno messi in campo da numerose Banche e prevede su base volontaria la partecipazione delle lavoratrici e lavoratori bancari con una quota di 10 euro, con addebito in busta paga, e dei datori di lavoro con un pari contributo”.
Il conto corrente di riferimento intestato a Fondazione Prosolidar-Onlus (IT68F0200803284000106557514 – Causale versamento: Alluvione in Emilia-Romagna) è aperto alla partecipazione di chiunque altro voglia unirsi a questa iniziativa versando il proprio contributo.
La raccolta dei fondi e la loro destinazione è curata dalla Fondazione Prosolidar-Onlus (www.fondazioneprosolidar.org), nata dalla contrattazione collettiva di settore e fin dal 2005 dedicata al finanziamento di progetti solidarietà.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Piazza Affari apre in calo, Ftse Mib -0,28%

MILANO (ITALPRESS) – Apertura in calo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib alla prima rilevazione fa segnare -0,28% a 26.542 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share cede lo 0,27% a quota 28.629. L’indice Ftse Italia Star perde lo 0,02% a 46.987 punti.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Piazza Affari chiude in calo, Ftse Mib -0,36%

MILANO (ITALPRESS) – Chiusura in calo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib fa segnare -0,36% a 26.617 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share cede la stessa percentuale a quota 28.706. L’indice Ftse Italia Star perde lo 0,44% a 46.998 punti.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).