Al via nel porto di Piombino, la prima fase di test della Fsru Golar Tundra, nave rigassificatrice di Snam, in attesa della messa in esercizio commerciale dell’impianto. Nella notte di ieri è avvenuta la fase di ormeggio della nave metaniera Maran Gas Kalymnos, che trasporta il primo carico di gas propedeutico all’avvio del primo set di controlli di sicurezza e test delle attrezzature e dei metanodotti che costituiscono l’impianto. Per Stefano Venier, Ad di Snam, “l’arrivo del primo carico di gas che ci consentirà di eseguire la fase di test e messa a punto dell’impianto, rappresenta un’altra tappa importante per dotare il Paese di un’infrastruttura fondamentale alla sicurezza e diversificazione degli approvvigionamenti. Riprova ne è il fatto che l’86% della capacità di ingresso già è stata venduta per 20 anni a più operatori, e nei prossimi tre anni la totalità. Abbiamo avviato questo percorso 11 mesi fa, con l’acquisto della Golar Tundra, e da sei mesi siamo all’opera con circa 450 persone nei cantieri sulla terra ferma e in banchina, impiegando 150 tra sub-contrattisti e fornitori, circa la metà dei quali toscani. Un progetto complesso, innovativo ma non insolito per una realtà come Snam che da 80 anni garantisce le infrastrutture energetiche del Paese”, ha concluso. La nave metaniera Maran Gas Kalymnos, che trasporta un carico Eni di 170mila metri cubi di gas naturale liquefatto, è partita da Damietta in Egitto alla volta di Piombino lo scorso 27 aprile. La nave metaniera è stata ormeggiata alla Golar Tundra e trasferirà il gas naturale liquefatto attraverso 6 tubi flessibili nei serbatoi della Fsru per essere riportato allo stato gassoso e immesso nella rete di trasporto nazionale. I test avranno inizio con il collegamento e raffreddamento dei tubi flessibili che collegano la metaniera alla Fsru con conseguente trasferimento di circa 70mila metri cubi di Gnl (su un totale di 170mila) nei serbatoi della Golar Tundra. La fase successiva dei test prevede l’avvio delle fasi di prova della rigassificazione, che comporterà la messa a punto degli impianti e sistemi necessari, con invio di parte del gas in rete, attraverso la nuova condotta fino al punto di entrata nella rete nazionale. A distanza di circa un paio di settimane, la nave metaniera tornerà in porto per essere nuovamente ormeggiata alla Golar Tundra, per effettuare la seconda discarica per i rimanenti 90mila metri cubi di Gnl. La fase finale di test prevede la verifica delle performance a diversi profili di rigassificazione. Il 90% del carico verrà immesso in rete per alimentare i consumi nazionali mentre il restante 10% servirà per garantire l’operabilità della nave.
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-foto ufficio stampa Snam-
Snam avvia prima fase di test del rigassificatore di Piombino
A maggio previste 467mila assunzioni dalle imprese
Sono circa 467mila i contratti di assunzione (di durata superiore ad un mese o a tempo indeterminato) programmati dalle imprese a maggio e oltre 1,5 milioni per il trimestre maggio-luglio, con un incremento di oltre 22mila unità rispetto a maggio 2022 (+5,1%) e di 16mila unità sul corrispondente trimestre (+1,1%). A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal. L’industria nel suo complesso programma 132mila entrate nel mese di maggio e oltre 400mila nel trimestre maggio-luglio, con una crescita rispettivamente del 33,1% (+33mila ingressi) e del 24,2% (+78mila) rispetto allo scorso anno. A maggio, il manifatturiero è alla ricerca di 87mila lavoratori che salgono a 268mila nel trimestre. Ad offrire le maggiori opportunità lavorative sono la meccatronica (22mila contratti da attivare nel mese e 66mila nel trimestre), la metallurgia (18mila nel mese e circa 53mila nel trimestre), l’agroalimentare (11mila nel mese e circa 45mila nel trimestre) e la moda (circa 11mila nel mese e 29mila del trimestre). In crescita anche il comparto delle costruzioni che programma per il mese 45mila entrate (+35,9%) e circa 132mila nel trimestre maggio-luglio (+25,8%). I servizi ricercano a maggio circa 335mila lavoratori e oltre 1,1 milioni entro luglio, con una flessione rispettivamente del -3,0% (-10mila ingressi) e del -5,1% (-62mila ingressi) rispetto a un anno fa. Si mantiene molto elevata la domanda di lavoro delle imprese del turismo che programmano 107mila contratti nel mese e 398mila entro luglio. Molteplici anche le opportunità di lavoro offerte dal commercio con circa 58mila ingressi previsti nel mese e circa 192mila nel trimestre. Seguono poi i servizi alle persone che, nonostante la flessione registrata rispetto a un anno fa (-27,2%), sono alla ricerca di circa 49mila lavoratori a maggio che salgono a oltre 180mila nel trimestre maggio-luglio. Nel mese è difficile da reperire il 46,1% del personale ricercato dalle aziende (+7,8 p.p. rispetto a un anno fa), soprattutto a causa della mancanza di candidati. Tra le figure di più difficile reperimento il Borsino delle professioni del Sistema Informativo Excelsior segnala per le professioni tecniche e ad elevata specializzazione gli ingegneri e i tecnici in campo ingegneristico (rispettivamente 61,0% e 65,2%), i tecnici della salute (63,1%), i tecnici della gestione dei processi produttivi (63,0%) e i tecnici della distribuzione commerciale (58,7%); mentre tra le figure degli operai specializzati si distinguono gli operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (73,5%), i fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica (72,2%), i meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori macchine fisse/mobili (72,1%) e i fabbri ferrai costruttori di utensili (71,5%). Si mantiene elevata la domanda di lavoratori immigrati con 91mila ingressi programmati nel mese (+18mila rispetto allo stesso periodo del 2022), pari al 19,5% del totale. A ricorrere maggiormente alla manodopera straniera sono i servizi operativi di supporto a imprese e persone (il 37,3% degli ingressi programmati sarà coperto da personale immigrato), i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (28,7%), le costruzioni (23,9%), la metallurgia (23,2%) e l’alimentare (20,3%). In aumento sia la previsione per i contratti a tempo indeterminato (+11,9 %) sia quella per i contratti a termine e stagionali (+ 5,7%), mentre diminuiscono i contratti di collaborazione (-18,7%) o a partita Iva (-13,1%). A livello territoriale si evidenzia, infine, come il flusso delle entrate previste a maggio nelle regioni del Nord risulti in crescita rispetto allo stesso mese del 2022 (+14mila unità per il Nord Ovest e + 18mila per il Nord est), a fronte di una tendenza negativa per il Centro (-2mila) e per il Sud e Isole (-7mila entrate).
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Torna a crescere la bolletta del gas, +22,4% ad aprile
MILANO (ITALPRESS) – Dopo 3 mesi di riduzioni, la bolletta gas torna a crescere per la famiglia tipo in tutela, per i consumi di aprile, segnando un +22,4% rispetto a marzo. La famiglia tipo ha consumi medi di gas di 1.400 metri cubi annui.
L’incremento, pur in presenza di un prezzo medio all’ingrosso nello scorso mese in leggero calo, è dovuto principalmente alla riduzione, prevista dal recente ‘decreto bollettè (DL 34/2023), della componente di sconto UG2, utilizzata nell’ultimo anno a beneficio dei consumatori per compensare gli aumenti.
“L’aumento sarà probabilmente percepito meno, perchè arriva nel periodo dell’anno in cui i riscaldamenti sono ormai spenti e i consumi gas delle famiglie tendono al minimo – afferma Stefano Besseghini presidente ARERA – Dobbiamo tener ben presente che abbiamo imboccato la strada di un ritorno alla normalità, in cui il sistema energetico è chiamato all’equilibrio senza il ricorso a finanze dello Stato per fronteggiare la crisi”.
Per quanto riguarda la componente del prezzo del gas a copertura dei costi di approvvigionamento (CMEMm), applicata ai clienti ancora in tutela, questa viene aggiornata da ARERA come media mensile del prezzo sul mercato all’ingrosso italiano (il PSV day ahead) e pubblicata entro i primi 2 giorni lavorativi del mese successivo a quello di riferimento.
Per il mese di aprile, che ha registrato una quotazione media all’ingrosso leggermente inferiore rispetto a quella del mese di marzo, il prezzo della sola materia prima gas (CMEMm), per i clienti con contratti in condizioni di tutela, è pari a 44,83 euro/MWh.
L’aumento complessivo per l’utente tipo, per i consumi del mese di aprile rispetto al mese precedente, è quindi determinato da un leggero calo della spesa per la materia gas naturale, – 3,1%, da un calo della tariffa legata alla spesa per il trasporto e la misura, – 4,0%, controbilanciato dall’aumento degli oneri generali per la parte legata all’UG2, +29,5%. Si determina così il +22,4% finale per la famiglia tipo.
Anche a fronte dell’aumento complessivo della bolletta per il mese di aprile, in termini di effetti finali, la spesa gas per la famiglia tipo nell’anno scorrevole (maggio 2022-aprile 2023) è di 1532,49 euro, registrando un -3,9% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (maggio 2021- aprile 2022).
Il ‘Decreto bollettè n. 34 del 2023 per il II trimestre 2023 ha previsto la riduzione dell’Iva al 5% per il gas e azzerato i restanti oneri generali di sistema. In considerazione della costante riduzione dei prezzi del gas all’ingrosso, le aliquote negative della componente tariffaria UG2, applicata agli scaglioni di consumo fino a 5.000 metri cubi all’anno, sono state invece confermate in misura ridotta, pari al 35% del valore applicato nel I trimestre 2023.
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Marco Girardo nuovo direttore di Avvenire
Il Cda di Avvenire Nuova Editoriale Italiana Spa Socio Unico ha deliberato la nomina di Marco Girardo come nuovo direttore responsabile del quotidiano Avvenire e delle altre testate edite dalla Avvenire NEI Spa Socio Unico. Il giornalista, già caporedattore di Economia del quotidiano, succede a Marco Tarquinio alla guida del giornale dal 2009. Girardo, classe ’72, è un giornalista, saggista, conduttore radiofonico ed esperto nella transizione dell’informazione nel contesto digitale. L’editore – si legge in una nota – esprime “gratitudine a Marco Tarquinio per aver diretto Avvenire con passione, saggezza e lungimiranza negli ultimi quattordici anni. È stata una delle direzioni più longeve, segno di fiducia reciproca e di garanzia, che ha visto l’ascesa di Avvenire nel panorama della stampa quotidiana. Affidando la direzione a Marco Girardo, si è scelto di valorizzare una risorsa interna in una sorta di staffetta che permette di fare memoria di quanto fatto e di proseguire nell’opera di innovazione”. Marco Girardo commenta così la sua nomina: “Ringrazio l’editore per la fiducia riposta e per il mandato sfidante di accompagnare Avvenire nella transizione digitale. Continueremo, insieme a tutti i colleghi e collaboratori, un percorso di sviluppo sostenibile in un panorama editoriale complesso, forti della salienza che il nostro Quotidiano di ispirazione cattolica ha saputo guadagnare negli anni”. Marco Tarquinio ha espresso “un caldo e affettuoso augurio di buon lavoro al nuovo direttore di Avvenire, Marco Girardo, ottimo ed esperto giornalista, amico e collaboratore prezioso negli anni della mia responsabilità. E un grazie sentito a tutte le colleghe e i colleghi e alle grandi firme che si sono aggiunte via via, contribuendo tutti insieme, con professionalità e umanità, a portare stabilmente Avvenire tra i primissimi quotidiani italiani. Grazie di cuore, infine, all’Editore per la lunga fiducia e il sostegno che mi ha dato nelle tante imprese affrontate per offrire a tutti un’informazione sempre limpida e libera, ancorata ai grandi valori cristiani e civili del nostro umanesimo”.
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Iren, assemblea approva bilancio 2022 e dividendo 0,11 euro
L’assemblea ordinaria degli azionisti di Iren ha approvato il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2022, la relazione sulla gestione e la proposta di destinazione dell’utile di esercizio pari a 258.687.824,16 euro, così come deliberato dal Cda il 23 marzo scorso, come segue: quanto a 12.934.391,21 euro pari al 5% dell’utile di esercizio, a riserva legale; quanto a 143.102.451,47 euro a dividendo agli azionisti, corrispondente a 0,11 euro per ciascuna delle 1.300.931.377 azioni ordinarie costituenti il capitale sociale della società con la precisazione che le azioni proprie non beneficeranno del dividendo; il dividendo sarà posto in pagamento a partire dal 21 giugno; in un’apposita riserva di utili portati a nuovo, l’importo residuo pari ad almeno 102.650.981,48 euro. L’assemblea degli azionisti ha inoltre approvato la sezione prima della relazione sulla politica in materia di remunerazione 2023 e sui compensi corrisposti 2022; espresso voto favorevole sulla sezione seconda della relazione sulla politica in materia di remunerazione 2023 e sui compensi corrisposti 2022. Approvato la proposta di adeguamento dei corrispettivi all’inflazione per l’incarico di revisore legale dei conti a partire dall’esercizio 2022 a fine mandato; approvato la proposta di autorizzazione all’acquisto e alla disposizione di azioni proprie. Il Cda potrà effettuare operazioni di acquisto e di disposizione di azioni proprie per un massimo di azioni pari a ulteriori 45.532.598 di azioni della società, tale comunque da non eccedere un ulteriore 3,5% del capitale sociale, in aggiunta alle 17.855.645 azioni pari all’1,37% del capitale sociale già oggetto di acquisto nell’ambito di precedenti programmi. Il programma di acquisto di azioni proprie è consentito per diciotto mesi a decorrere dall’odierna delibera assembleare. L’autorizzazione ha lo scopo di dotare la società di uno strumento di flessibilità strategica. In particolare, l’obiettivo che il Cda intende perseguire è quello di utilizzare le azioni proprie nell’ambito di operazioni di crescita esterna, che la società intende perseguire nell’ambito di azioni connesse a futuri progetti industriali coerenti con le linee strategiche e la mission della società.
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La Bce alza i tassi di 25 punti base
FRANCOFORTE (GERMANIA) (ITALPRESS) – Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha deciso di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento. I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale saranno innalzati rispettivamente al 3,75%, al 4,00% e al 3,25%, con effetto dal 10 maggio 2023.
Una decisione presa alla luce delle “prospettive di inflazione che continuano a essere troppo elevate da troppo tempo” e delle “perduranti alte pressioni inflazionistiche”.
“Nel complesso, le informazioni più recenti sono sostanzialmente in linea con la valutazione delle prospettive di inflazione a medio termine condotta dal Consiglio direttivo nella scorsa riunione – spiega la Bce -. L’inflazione complessiva ha registrato una riduzione negli ultimi mesi, sebbene le pressioni di fondo sui prezzi restino intense. Al tempo stesso, i passati incrementi dei tassi di interesse si stanno trasmettendo con vigore alle condizioni monetarie e di finanziamento nell’area dell’euro, mentre il ritardo e l’intensità della trasmissione all’economia reale rimangono incerti”.
“Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati a livelli sufficientemente restrittivi da conseguire un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine e siano mantenuti su tali livelli finchè necessario – sottolinea la Banca Centrale Europea -. Il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati per determinare livello e durata adeguati della restrizione. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di riferimento continueranno a essere basate sulla sua valutazione delle prospettive di inflazione alla luce dei dati economici e finanziari più recenti, sulla dinamica dell’inflazione di fondo e sull’intensità della trasmissione della politica monetaria. I tassi di interesse di riferimento della BCE restano lo strumento principale utilizzato dal Consiglio direttivo per definire l’orientamento di politica monetaria. In parallelo, il Consiglio direttivo continuerà a ridurre il portafoglio del Programma di acquisto di attività (PAA) dell’Eurosistema a un ritmo misurato e prevedibile. Alla luce di tali principi, il Consiglio direttivo prevede di porre fine ai reinvestimenti nell’ambito del PAA a partire da luglio 2023”.
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Giovani Editori, quarta edizione progetto “Technology-Digital Literacy”
Con l’anno scolastico 2022/2023 giunge alla quarta edizione “Technology – Digital Literacy”, il progetto promosso da Osservatorio Permanente Giovani-Editori in collaborazione con Tim. L’iniziativa è nata dall’esigenza di aggiungere alla media literacy (promossa attraverso il progetto “Il Quotidiano in Classe”) e alla financial & economic literacy (esercitata grazie all’iniziativa “Young Factor”) un terzo percorso di technology-digital literacy per accompagnare i giovani nel viaggio per raggiungere la piena padronanza di se´, con l’obiettivo di aiutare gli studenti delle scuole secondarie superiori italiane a sviluppare anche una cittadinanza digitale, maturare consapevolezza delle proprie conoscenze, acquisire competenze, capire i propri diritti e doveri, ma, soprattutto, conoscere i principali meccanismi di funzionamento della rete. I ragazzi a cui è destinato questo progetto sono cresciuti in una società` digitale, mostrano padronanza nell’uso dei dispositivi per svolgere un’infinita` di attività`: realizzano e condividono foto e video, mandano messaggi, scrivono post ed email. Il progetto si prefigge di realizzare un percorso di cittadinanza digitale su misura per lo studente, per supportarlo nella formazione di queste nuove competenze digitali. L’iniziativa si articola su diversi ambiti. La formazione: quella dei docenti che saranno i formatori degli studenti. Questo grazie al manuale del docente e video lezioni realizzate da un team di docenti delle migliori università e da incontri sul territorio o webinar, tenuti da esperti e giornalisti oltre a incontri formativi. Le lezioni in classe: i docenti potranno tenerle grazie all’ausilio degli strumenti informativi, sia cartacei che digitali, messi a disposizione dall’Osservatorio a titolo gratuito, del materiale formativo digitale e del libro di lavoro che ogni anno arriva gratuitamente, in versione aggiornata con nuove tematiche, a tutti gli insegnanti coordinatori del progetto. I webinar: novità di questo anno scolastico, realizzati dall’Osservatorio con giornalisti esperti di digitale, professori universitari e manager di Tim. Il focus è stato sulle nuove professioni digitali. La ricerca: il progetto viene monitorato attraverso una ricerca quali-quantitativa condotta dall’Istituto di Ricerca Eumetra per conoscere i livelli di soddisfazione e il livello di apprendimento in materia di educazione tecnologica-digitale di quelli che sono i protagonisti principali di questa nuova sfida, gli studenti e i docenti.
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Poste Italiane, nel primo trimestre utile netto sale a 540 milioni
ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane, presieduto da Maria Bianca Farina, ha approvato i risultati finanziari per il primo trimestre del 2023 (non sottoposti a revisione contabile). I ricavi del periodo sono stati pari a 3 miliardi di euro, in crescita dell’8,1% rispetto ai 2,8 miliardi del primo trimestre del 2022: nel primo trimestre 2023 i ricavi del segmento corrispondenza, pacchi e distribuzione sono stati resilienti, pari a 893 milioni (-0,9% a/a). I ricavi della corrispondenza risultano in crescita del 2% grazie alle azioni di repricing e migliore mix di prodotti. I ricavi dei pacchi sono stabili rispetto all’anno precedente, con un contributo positivo del comparto b2c. Ricavi del segmento finanziario pari a 1,4 miliardi, in aumento del 7,9% a/a, sostenuti dalla crescita del margine di interesse. I ricavi del segmento assicurativo sono stati pari a 393 milioni nel primo trimestre del 2023, in aumento del 5,5% rispetto al forte risultato dell’anno precedente di 373 milioni e in uno scenario di mercato sfidante. I premi lordi del ramo vita nel primo trimestre del 2023 sono stati pari a 6 miliardi (+21,1% a/a), generando una raccolta netta positiva pari a 2,1 miliardi. I premi lordi del ramo danni sono aumentati del 63% a/a, raggiungendo 201 milioni, beneficiando soprattutto della crescita delle polizze welfare.
I ricavi del segmento pagamenti e mobile sono cresciuti fortemente del 48,2%, attestandosi a 343 milioni nel primo trimestre del 2023, grazie ai notevoli contributi di tutte le linee di prodotto, al consolidamento di lis e al lancio della nuova offerta energia. I costi totali del primo trimestre dell’anno sono stati pari a 2,3 miliardi in aumento del 7% rispetto ai 2,1 miliardi dell’anno precedente ed in linea con le aspettative. Escludendo l’impatto dell’ifrs17 e l’effetto delle acquisizioni, i costi del personale sono stati sostanzialmente stabili, con la riduzione dei fte (numero di persone equivalenti a tempo pieno) a mitigare l’aumento della componente salariale. I costi di beni e servizi (cogs) risultano essere in aumento, impattati dall’inflazione e dai costi di avviamento della nuova offerta energia. Le d&a sono aumentate per via di maggiori investimenti. La variazione di perimetro relativa alle attività di m&a ha inciso per ulteriori 65 milioni di costi non-hr. Il risultato operativo (ebit) del periodo è stato pari a 767 milioni, in crescita dell’11,2% a/a rispetto ai 690 milioni del primo trimestre 2022, sostenuto da tutti i business.
Il segmento corrispondenza, pacchi e distribuzione è stato il principale contributore con un ebit in crescita del 58%, i servizi finanziari (+11% a/a) e i servizi di pagamenti e mobile (+14% a/a) sono cresciuti a doppia cifra, mentre i servizi assicurativi sono aumentati del 3% rispetto a un risultato del primo trimestre 2022 particolarmente positivo. L’utile netto nel primo trimestre del 2023 è stato pari a 540 milioni di euro, in crescita del 9,4% rispetto al livello dell’anno precedente (494 milioni). Le attivita’ finanziarie investite (afi ) hanno raggiunto 579 miliardi di euro nel trimestre, sostenute da una raccolta netta di 0,8 miliardi e da una crescita dei valori di mercato pari a 2,6 miliardi da dicembre 2022. Nel primo trimestre del 2023 è stata realizzata una raccolta netta positiva pari a 0,5 miliardi sui prodotti di risparmio e investimento, grazie a una raccolta positiva nell’assicurativo, nei depositi e nei fondi comuni di investimento e alla rinnovata offerta commerciale di risparmio postale. Total capital ratio di Bancoposta pari al 23,7% (di cui cet1 ratio pari al 20,9%), leverage ratio di Bancoposta pari al 3,1% e solvency ii ratio del gruppo assicurativo Poste Vita pari al 267%, ben al di sopra delle ambizioni manageriali.
“I risultati del primo trimestre sono molto solidi e offrono una visibilità significativa sulla nostra guidance per il 2023, con una solida performance finanziaria e una generazione di redditività da parte di tutte le linee di business continuando a mantenere l’attenzione sui costi. I trend commerciali sono stati favorevoli in tutte le linee di business. I nostri clienti continuano a vedere Poste Italiane come un porto sicuro per i loro risparmi e per la maggior parte delle loro esigenze quotidiane”, afferma Matteo Del Fante, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Poste Italiane.
“I nostri prodotti finanziari proteggono i nostri clienti dalla turbolenza dei mercati durante tutto il ciclo economico, con oltre il 90% delle attività finanziarie investite protette dalle turbolenze dei mercati – aggiunge -. I volumi del comparto B2C dei nostri pacchi sono aumentati nel contesto di un mercato stabile, mentre i ricavi della corrispondenza sono migliorati grazie alle azioni di repricing e ai servizi a maggior valore aggiunto. Nel segmento dei Servizi Finanziari, la dinamica dei tassi di interesse ha favorito l’aumento del margine di interesse ricorrente e al contempo le commissioni di distribuzione del risparmio postale sono in linea con gli obiettivi dell’anno 2023. Questo è stato un trimestre particolarmente intenso per il segmento Servizi Assicurativi, per l’effetto dell’adozione dell’IFRS17”.
“Abbiamo conseguito risultati forti in un mercato sfidante, con una raccolta netta positiva di 2,1 miliardi di euro unitamente a un tasso di riscatto inferiore al 4%. Abbiamo inoltre completato l’offerta pubblica di acquisto di Net Insurance per accelerare la crescita dell’attività assicurativa nella protezione. Il segmento Pagamenti e Mobile ha registrato ancora una volta una crescita a due cifre, cogliendo appieno l’aumento dei pagamenti senza contanti in Italia, con un valore del transato in aumento del 18% rispetto all’anno precedente, sostenuto dalla forte crescita dell’e-commerce. L’offerta PosteEnergia è stata accolta molto bene dai nostri clienti, raggiungendo circa 200 mila contratti sottoscritti ad oggi – conclude Del Fante -. I solidi risultati dell’inizio dell’anno ci posizionano molto bene per raggiungere i nostri obiettivi per il 2023. Soprattutto, siamo impegnati a ricompensare tutti i nostri stakeholder con una performance sostenibile nel 2023 e in avanti, a iniziare con il saldo del dividendo di 0,44 euro per azione che sarà pagato il 21 giugno”.
– foto ufficio stampa Poste Italiane –
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