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Piazza Affari positiva, rialzo del petrolio non penalizza i mercati

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Avvio di seduta e di settimana in rialzo questa mattina a Piazza Affari, dopo i primi scambi. L’indice Ftse Mib, alla prima rilevazione, segna un +0,23% a quota 27.177 punti, mentre l’Ftse All Share guadagna lo 0,32% a 29.406 punti. Piatto invece l’Ftse Star con un +0,01% a quota 49.235 punti. Sui mercati c’è da registrare il rialzo del prezzo del petrolio, dopo la decisione dei Paesi del gruppo Opec+ di procedere da maggio a una riduzione della produzione di 1,16 milioni di barili al giorno. Il Brent si porta così a quota 83,8 dollari al barile, mentre il Wti a 79,7 dollari al barile. Sul fronte finanziario occhi puntati sulla aggregazione tra Ubs e Credit Suisse. Intanto lo spread fra Btp e Bund tedeschi apre a quota 178 punti, con il rendimento del decennale al 4,06%. Anche le altre piazze finanziarie europee aprono positive, dopo la chiusura in rialzo di Tokyo, con il Nikkei che guadagna lo 0,52%. I dati macroeconomici hanno invece indicato un rallentamento dell’attività manifatturiera cinese a marzo rispetto al mese precedente. In questo contesto Hong Kong cede lo 0,16%, mentre Shanghai è positiva e avanza dello 0,72%. Tra le altre Borse europee, Parigi apre a +0,18%, Francoforte è poco mossa con un -0,03%, mentre Londra è la migliore avanza dello 0,62%.
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Mondadori, Porro “2022 in crescita grazie a visione strategica”

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MILANO (ITALPRESS) – Prima Comunicazione racconta “l’anno straordinario” che ha visto protagonista il gruppo Mondadori: il bilancio 2022 vede ricavi cresciuti di oltre l’11% a 903 milioni di euro e il risultato economico è il migliore degli ultimi 15 anni. Antonio Porro, amministratore delegato del gruppo dall’aprile 2021, spiega in un’intervista al nuovo numero del mensile i risultati di questa annata particolare. “Il 2022 è il primo anno di crescita strutturale dei ricavi”, sottolinea, “sono risultati che vengono da lontano grazie a una continuità di visione strategica e prodotti da un’accelerazione molto netta su alcune leve da esercitare”. La visione strategica è presto detta: il core business sono i libri e non più i periodici, ceduti negli ultimi tre anni a raffica, e l’altra area ritenuta meritevole di sviluppo è il digitale, inteso sia come strumento di marketing e interfaccia nei confronti del mercato pubblicitario in quella che ormai si definisce creator economy, l’offerta di prodotti di comunicazione su misura e ad alto tasso di creatività. “Non ricordo nessun periodo nella storia di Mondadori – sottolinea Porro – dove in 18 mesi sono state perfezionate 13 operazioni tra acquisizioni e dismissioni”. Nel 2022 le acquisizioni più rilevanti sono state la De Agostini Scuola e la Star Comics, una delle principali case editrici italiane di fumetti.

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Associazione Consulenti del Lavoro “Noi sempre contro l’illegalità”

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ROMA (ITALPRESS) – “I consulenti del lavoro hanno rinnovato con l’Ispettorato nazionale del lavoro il protocollo Asse.co per certificare la regolarità contributiva e retributiva, promuovendo la cultura della legalità, e Cgil e Uil, oltre che il Fatto quotidiano, si scagliano contro questo accordo nato ben otto anni fa e il rinnovo è stato stipulato solo per naturale scadenza”. Lo scrive in una nota l’Associazione nazionale dei Consulenti del lavoro.
“Fare crociate contro la nostra categoria, anche da parte di chi ha usufruito in passato delle nostre competenze, è fuori dal mondo e dimostra come alcuni sindacati abbiano ormai perso un qualsiasi contatto con la realtà del mondo delle imprese e dei lavoratori, come non siano in grado di comprendere le reali esigenze di lavoratori e datori di lavoro. Per di più, gettare sospetti sul protocollo, quando i consulenti hanno sempre combattuto lavoro nero e irregolarità è gravissimo e falso. Gli attacchi che riceviamo da Cgil e UIL, confermano che la categoria dei consulenti del lavoro è nel giusto ed opera per il bene del paese del sistema economico produttivo che assiste”, conclude l’Ancl – Associazione nazionale dei Consulenti del lavoro.

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Piazza Affari positiva, l’inflazione arretra e favorisce i listini

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Chiusura positiva a Piazza Affari al termine di una seduta che si era già aperta con un lieve segno più. L’indice Ftse Mib segna un +0,34% a quota 27.113 punti, mentre l’Ftse Italia All Share guadagna lo 0,33% a quota 29.313 punti. In ribasso invece l’Ftse Star, che lascia sul terreno lo 0,14% a quota 49.231 punti. Sui mercati il dato relativo alla frenata dell’inflazione – con il dato di marzo nell’Eurozona a +6,9% anno rispetto al +8,5% di febbraio -, dà la spinta al rialzo, permettendo agli investitori di superare le tensioni dei giorni scorsi sulle banche. Milano chiude così la settimana con un guadagno di circa 5 punti. Per quanto riguarda le materie prime, poco mosso il prezzo del petrolio con il Wti a 74,5 dollari al barile e il Brent a 79,4 dollari, mentre il gas naturale sulla piazza di Amsterdam torna a correre con una quotazione di 47,8 euro al megawattora, pari a un rialzo del 9,6%. Lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude a quota 181 punti, con il rendimento del decennale al 4,12%. Tra i titoli del listino milanese, fra i maggiori rialzi Nexi che guadagna 2,7 punti, ma in rialzo anche Erg, Moncler e Campari. Per quanto riguarda invece i segni meno, fra i maggiori ribassi Finecobank che cede 1,9 punti, ma con il segno meno seguono Diasorin, Banco Bpm e Recodati. Anche le altre principali Borse europee archiviano gli scambi con segni positivi, sulla scia dell’apertura in verde a Wall Street, che sfrutta la variazione sotto le previsioni dell’indice Pce, che hanno supportato l’umore degli investitori in funzione delle scelte delle banche centrali. Tra le piazze finanziarie, Parigi chiude a +0,81%, Francoforte guadagna lo 0,73% mentre Londra avanza dello 0,15%.
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Visco “Il settore bancario dell’Eurozona è ben capitalizzato”

ROMA (ITALPRESS) – “Seguiamo con attenzione le tensioni in atto sui mercati. Il settore bancario dell’area dell’euro, grazie al rafforzamento patrimoniale e agli altri presidi prudenziali introdotti dopo la crisi finanziaria globale, estesi in Europa a tutte le banche è ben capitalizzato”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, aprendo la 129esima assemblea ordinaria annuale dei partecipanti.
“In ogni caso, ove necessario, l’eurosistema è pronto ad intervenire con tutti gli strumenti disponibili, in modo da mantenere l’efficacia del meccanismo di trasmissione della politica monetaria e preservare la stabilità finanziaria”, ha aggiunto.
“Quella odierna è l’ultima assemblea che presiedo come governatore, il prossimo mese di novembre lascerò la guida dell’Istituto, nel quale feci ingresso nel 1972”, ha ricordato Visco. “Nei dodici, intensi, anni da me vissuti al vertice della Banca, impotanti cambiamenti sono intervenuti nell’esercizio delle funzioni dell’Istituto, nuovi compiti gli sono stati assegnati, ne sono cresciute le responsabilità, la sua proiezione europea è notevolmente aumentata – ha aggiunto – la condivisione delle decisioni nell’ambito della Bce, che sono stati i tratti qualificanti della politica monetaria dopo la nascita dell’euro, lo sono divenuti anche nel campo della supervisione bancaria con l’istituzione del meccanismo di vigilanza unico, a partire dal novembre del 2014”.

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Per l’immobiliare prospettive positive nonostante il rialzo dei tassi

ROMA (ITALPRESS) – “Il mercato immobiliare risponde benissimo e si conferma quel comparto che ha il più elevato coefficiente di attivazione della vita economica, sociale e occupazionale del sistema paese. Secondo noi devono essere messe in atto politiche governative attive che vadano a incentivare e salvaguardare questo investimento”. Lo ha detto Gian Battista Baccarini, presidente della Fiaip, la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“Il 2022 si è chiuso molto bene”, ha spiegato Baccarini. “Dal nostro sentiment – ha continuato – il 2022 si dovrebbe chiudere con circa 775 mila compravendite residenziali, circa +3,5% rispetto al 2021, che è stato un anno molto positivo perchè le compravendite si erano chiuse a 748 mila, cioè +34% rispetto al 2020. Secondo l’Agenzia delle Entrate, sono dati provvisori – ha detto -, dovremmo chiudere il 2022 a 785 mila compravendite, quindi +4,7%. Per il 2023 – ha aggiunto – siamo realisticamente ottimisti, nonostante ci sia un rialzo dei tassi di interesse, l’inflazione a doppia cifra e i rincari energetici. Riteniamo, però, che ci siano buone prospettive. Siamo fiduciosi”, ha affermato il presidente della Fiaip.
La situazione del rialzo dei tassi però preoccupa. “E’ circa un anno – ha evidenziato – che sono iniziati gli aumenti da parte della Bce e le legittime preoccupazioni legate alle tasche degli italiani. Nonostante questo, le famiglie italiane continuano a canalizzare i loro risparmi nell’acquisto della proprietà immobiliare, non solo come prima casa: è un bene rifugio ma anche il luogo più sicuro dove gli italiani vogliono canalizzare i risparmi”.
Per Baccarini, “i dati testimoniano come il settore edilizio e immobiliare sia il vero motore dell’economia nazionale ed europea. Va salvaguardato e incentivato – ha detto – con politiche governative attive e non con politiche che spaventano e creano timore”.
C’è anche la questione dell’efficientamento energetico. “Giusta la finalità ma sbagliata la modalità”, ha sottolineato Baccarini. “Tutti – ha spiegato – desideriamo avere una casa meno energivora, più bella, più digitalizzata, che impatta meno nell’ambiente. Perchè una cosa che tutti desideriamo ci deve essere imposta? Diventa un approccio coercitivo e obbligatorio che allontana quello propositivo”. Secondo il presidente della Fiaip, l’approccio deve essere, invece, “di accompagnamento e di supporto”.
Per quanto riguarda il superbonus, “non riteniamo che la norma del decreto Cessioni sia impostata correttamente”, ha detto Baccarini, che si è soffermato sull’avere “eliminato repentinamente lo sconto in fattura, anche perchè – ha continuato – è stato leva, non solo per il superbonus ma anche per gli altri bonus, per incentivare il cittadino a comprare una casa brutta, vecchia e usata dinanzi alla prospettiva di non tirare fuori i soldi. Quindi 2021 e 2022 sono stati due anni in cui le compravendite hanno raggiunto livelli che non si raggiungevano da quasi 20 anni. Noi abbiamo proposto due correttivi: mantenere l’incentivo fiscale con lo sconto in fattura per alcune tipologie di lavoro, come involucro e termocappotto, abbassarne la soglia e associare l’incentivo fiscale con sconto in fattura a un obiettivo di risparmio energetico reale”.
La casa è un valore importante per gli italiani. Forse anche in questa prospettiva è stata avanzata la proposta di istituire il ministero della Casa. “L’idea non è creare un apparato in più di burocrazie e oneri ma eliminare le dispersioni di funzioni e competenze tra ministeri – ha affermato il presidente della Fiaip -. Un luogo in cui potere attuare una strategia nazionale delle città, avere una visione di insieme del settore della casa e stabilire linee guida di riferimento per tutti i comuni”.
Si discute anche sugli affitti brevi. “Si vuole normare un comparto che è già iper-normato”, ha detto Baccarini. “Viene visto – ha aggiunto – come una forma di concorrenza sleale per il mondo degli albergatori ma non è così perchè chi va in albergo vuole servizi. Viene visto anche come un comparto che va ad aggravare l’emergenza abitativa ma non è così. Viene visto spesso come fonte di evasione fiscale e quindi si tende a iper-legiferare e continuare ad aumentare le tasse. Secondo noi va fatta maggiore chiarezza, una semplificazione, un unico adempimento digitalizzato”.

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L’inflazione a marzo rallenta al 7,7%

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A marzo, secondo le stime preliminari di Istat, prosegue la fase di rapido rientro  dell’inflazione (scesa a +7,7% da +9,1% del mese precedente), guidata dalla dinamica dei prezzi dei Beni Energetici, sia della componente regolamentata sia di quella non regolamentata (entrambe in netto calo su base congiunturale). La diminuzione è dello 0,3% su base mensile. Il rallentamento del tasso di inflazione si deve, in prima battuta, alla decelerazione su base annua dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (da +40,8% a +18,9%) e alla flessione più marcata di quelli degli Energetici regolamentati (da -16,4% a -20,4%) e, in misura minore, dalla contrazione dei prezzi degli Alimentari lavorati (da +15,5% a +15,3%), dei Beni non durevoli (da +7,0% a +6,8%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +6,4% a +6,3%). Tali effetti sono stati solo in parte compensati dall’accelerazione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +8,7% a +9,3%), dei Tabacchi (da +1,8% a +2,5%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,1% a +6,3%). L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, registra ancora una moderata accelerazione (da +6,3% a +6,4%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +6,4% a +6,5%). Si attenua la crescita su base annua dei prezzi dei beni (da +12,4% a +9,8%), mentre si accentua lievemente quella relativa ai servizi (da +4,4% a +4,5%), portando il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni a -5,3 punti percentuali, da -8,0 di febbraio.
I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona restano stabili in termini tendenziali (al +12,7%), mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto rallentano la loro crescita (da +9,0% a +7,7%). Sempre secondo Istat, la diminuzione congiunturale dell’indice generale si deve al calo dei prezzi degli Energetici, sia non regolamentati (-9,6%) sia regolamentati (-4,8%), solo in parte compensato dall’aumento dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+1,2%), dei Servizi relativi ai trasporti (+0,9%), degli Alimentari lavorati e dei Tabacchi (+0,7% entrambi), dei Beni durevoli e semidurevoli (+0,5% entrambi), dei Beni non durevoli e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,3% entrambi). L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,1% per l’indice generale e a +4,1% per la componente di fondo. In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,8% su base mensile, per la fine dei saldi stagionali di cui il NIC non tiene conto, e del 8,2% su base annua (in netto rallentamento da +9,8% di febbraio).
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Piazza Affari apre in lieve rialzo, Ftse Mib +0,10%

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MILANO (ITALPRESS) – Apertura in lieve rialzo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib, alla prima rilevazione, fa segnare +0,10% a 27.047 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share guadagna lo 0,13% a quota 29.254. L’indice Ftse Italia Star sale dello 0,06% a 49.331 punti.

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