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Generali Italia, a Milano torna la Convention Rete

MILANO (ITALPRESS) – Dopo 7 anni dall’ultimo grande incontro, è tornata in presenza a Milano la Convention Rete di Generali Italia, presso il Palazzo delle Scintille. Una location non casuale, alla luce del grande significato simbolico e non solo che ha portato con sè in questi anni di pandemia. In questa sede sono infatti state somministrate 2,4 milioni di dosi di vaccino anti Covid-19, rappresentando di fatto il più grande hub vaccinale d’Italia. Da poco questo spazio è tornato a Generali ed è stato possibile così riorganizzare la convention. Tremila persone presenti, per un gruppo che conta 2.250 agenti, che con i loro 17 mila collaboratori e 2.850 consulenti dipendenti della compagnia operano in circa 4 mila punti vendita in tutta Italia.
Un grande incontro dal vivo che ha permesso di tracciare il cammino presente e futuro del gruppo assicurativo. “Si punterà infatti sulla distintività sul mercato, sulla qualità dell’offerta, data dalla formazione continua che il personale affronta, e sulla molteplicità dei servizi che verranno offerti ai nostri clienti”, spiega Marco Oddone, Chief Marketing & Distribution Officer di Generali Italia. “Noi siamo conosciuti soprattutto per il prodotto assicurativo in ambito auto, ma forniamo assistenza anche in altri campi che si stanno rivelando come cruciali visto il periodo, come la protezione del credito, l’assistenza sanitaria e i piani di previdenza integrativa aggiunge -. Il nostro gruppo di agenti lavora quotidianamente per fornire sempre la migliore consulenza in questi ambiti, ma vogliamo lavorare per migliorarla e renderla sempre più vicina e rispondente ai bisogni delle persone. Incontrarci qui oggi, dal vivo, diventa quindi un’ottima occasione di riflessione per migliorare e per riconoscerci i meriti dei buoni risultati conseguiti negli ultimi anni”.
Grande attenzione anche sul lato marketing nell’assemblea di Palazzo delle Scintille, con tre punti focali di consolidamento e rilancio dell’offerta di Generali. “Per noi oggi è davvero importante esserci e raccogliere dal vivo l’entusiasmo della nostra rete, capillare sul territorio e per questo molto forte”, ha spiegato Arianna Nardi, responsabile marketing di Generali Italia.
“Per migliorare e sviluppare il nostro programma, vogliamo puntare a medio e a lungo termine su imprenditorialità dell’agente, partnership nel rapporto tra impresa e agente e non ultimo il rafforzamento del ruolo di questa figura professionale – aggiunge -. Tutto ciò permetterà da un lato una maggiore capacità della nostra rete di rispondere ai bisogni della clientela, dall’altro rafforzerà delle figure professionali rendendole più indipendenti e autonome, nel segno della distintività dell’offerta sul territorio, elemento oggi già ampiamente riconosciuto”.
“Con la Convention tracciamo la rotta in anni complessi, articolati e variabili, dando una visione strategica, per consentire ai nostri agenti di essere distintivi sul mercato”, sottolinea Gabriele Tedesco, responsabile Vendite di Generali Italia.

– foto col/Italpress –

(ITALPRESS).

Ristorazione, crescono i consumi ma restano sotto i livelli pre Covid

ROMA (ITALPRESS) – Il 2023 si apre con una buona notizia per il settore dei pubblici esercizi: l’emorragia pandemica in termini di consumi e occupazione sembra essere definitivamente superata. Sebbene ancora inferiore rispetto ai livelli del 2019 di 4 punti percentuali a valori correnti, la spesa delle famiglie nella ristorazione è risalita a circa 82 miliardi di euro, avvicinandosi agli 85 miliardi e mezzo del periodo pre-Covid, trainata anche dal ritorno del turismo internazionale, mentre il valore aggiunto del settore ha superato nel 2022 i 43 miliardi di euro (+18% rispetto all’anno precedente). Sono questi alcuni dei dati più significativi che emergono dal Rapporto Annuale Ristorazione curato da FIPE-Confcommercio che è stato presentato oggi a Roma. Lo studio scatta una fotografia sullo stato di salute di un settore importante per l’economia nazionale e, con uno sguardo oltre l’ostacolo, individua le sfide che attendono il comparto nel prossimo futuro.
L’evento è stato anche l’occasione per lanciare la Giornata della Ristorazione italiana, promossa da FIPE-Confcommercio, che si svolgerà il prossimo 28 aprile in tutta Italia con decine di iniziative e con un evento speciale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy alla presenza del Ministro Adolfo Urso. Il primo vero grande appuntamento dedicato alla cultura della ristorazione italiana che coinvolgerà i ristoranti in Italia e quelli italiani all’estero per celebrare i temi dell’ospitalità e della condivisione.
Nel Rapporto si legge che a dicembre 2022 erano 336 mila le imprese operative nel mercato della ristorazione. Di queste, 9.526 hanno avviato l’attività nel corso dell’anno, mentre sono quasi 20.139 quelle che hanno abbassato le saracinesche con un saldo negativo di oltre 10.600 unità dietro il quale ci sono diverse concause: dagli strascichi della crisi pandemica al forte incremento dei costi in particolare delle materie prime e dell’energia (+200%) che hanno fortemente eroso i margini operativi delle imprese.
Lo studio, tuttavia, sottolinea come la spinta inflattiva del settore sia stata più contenuta di quanto avvenuto a livello generale, con un incremento dei prezzi del 5% rispetto all’8,1% registrato per l’intera economia nel corso del 2022. Un dato che rivela una certa difficoltà delle imprese nel gestire la fase di aggiustamento dei listini, dovuta a valutazioni di contesto ma anche a scelte conservative, fatte spesso per paura di perdere clientela che per giusta consapevolezza. Il 28,2% delle imprese (22,2% intera economia) è gestito da donne e il 12,3% (8,7% intera economia) da giovani under 35, mentre gli imprenditori stranieri che oggi gestiscono un ristorante o un bar sono oltre 50mila.
Quanto all’occupazione, secondo il Centro Studi FIPE c’è stato un deciso balzo in avanti che l’ha riportata vicino ai livelli pre-pandemia. Nello specifico, le oltre 165mila aziende con almeno un dipendente hanno impiegato nel 2022 una media di oltre 987mila lavoratori, solo 3.700 in meno del 2019.
Si tratta però di un aspetto su cui ancora c’è molto da fare, soprattutto rispetto al numero di contratti a tempo indeterminato e a quelli che riguardano donne e giovani impiegati nel settore, che invece restano abbondantemente sotto i livelli pre-covid. A questi va aggiunta la fetta di occupazione indipendente (titolari, soci, ecc.) che vale oltre 350 mila persone e che, invece, appare più lenta a tornare ai livelli del 2019.
Il 2022 è stato l’anno della “normalizzazione” per il settore della ristorazione, una fase in cui alcuni trend accelerati dalla pandemia si sono consolidati e hanno influito sulle modalità di consumo dei clienti. Le colazioni e i pranzi fuori casa sono in affanno, ad esempio, lasciando il campo alle uscite serali per aperitivi e cene. Per un ristorante su tre e per il 38% dei bar la performance economica è migliorata, frutto della capacità di adattamento alle nuove abitudini dei consumatori, mentre sono modeste, rispettivamente 11% e 6,2%, le percentuali di quelli che hanno registrato un risultato peggiore rispetto all’anno precedente.
Lo scenario per il 2023 rimane cautamente positivo. Gli analisti di FIPE-Confcommercio, infatti, stimano una crescita del comparto compresa tra il 5 e il 10%, confermata anche dal sentiment degli addetti ai lavori: il 70% dei ristoranti pensa di mantenere gli obiettivi conseguiti nel 2022, con 1 ristoratore su 4 che ritiene addirittura di superarli. C’è in pratica un clima positivo sulle prospettive del settore. Nove imprenditori su dieci sono fiduciosi sul futuro, sebbene riconoscano che sia necessario far fronte ai cambiamenti imposti dall’emergenza pandemica.
“Il Rapporto di quest’anno racconta di un “rovesciamento” di fronte, poiché nell’anno appena trascorso abbiamo visto rivelarsi l’altra faccia della crisi post-pandemica: dalla crisi della domanda si è passati nel volgere di pochi mesi ad affrontare una crisi di costi – ha dichiarato Lino Enrico Stoppani, Presidente FIPE-Confcommercio -. Dunque, pur avendo recuperato, – magari non completamente, ma piuttosto solidamente – i livelli dei consumi pre-Covid, l’impatto del forte aumento delle bollette e, seppure meno intenso, delle materie prime, hanno messo a dura prova la tenuta dei conti economici delle aziende. Rimettere al centro il lavoro di qualità e ripensare i modelli organizzativi delle imprese in termini di sostenibilità sono i due assi portanti di una strategia imprenditoriale per i prossimi anni”.
“La Ristorazione è – e rimane – intersezione tra filiere essenziali e sostanziali del Made in Italy e stile di vita delle comunità; e il suo racconto contribuisce a dare un punto di riferimento più solido all’economia del Paese. Per questo oggi, presentando anche la giornata della ristorazione che si svolgerà il 28 aprile, uniamo numeri e simboli di un settore che merita grande attenzione”, ha concluso Stoppani.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Risultati in crescita per la Divisione Banche estere di Intesa Sanpaolo

MILANO (ITALPRESS) – Un modello solido, composto da 11 banche commerciali tra Europa Centro-Orientale ed Egitto e da una società di wealth management in Cina. In uno scenario economico e geopolitico complesso, sono in crescita i risultati della Divisione International Subsidiary Banks (ISBD) di Intesa Sanpaolo, guidata da Marco Elio Rottigni, che ha presentato oggi a Milano i risultati ottenuti nel 2022 e le prospettive di sviluppo previste dal Piano d’Impresa 2022-2025. Il Gruppo bancario guidato da Carlo Messina ha una significativa presenza internazionale, che si articola in tre continenti.
L’attività della Divisione ISBD si sviluppa attraverso 11 banche commerciali operative in 12 Paesi (Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Albania, Romania, Moldavia, Ucraina ed Egitto) e la società di wealth
management Yi Tsai (Talento Italiano) in Cina, dove il Gruppo conta anche una partecipazione di minoranza in Bank of Qingdao e Penghua Asset Management.
Le banche della Divisione, che nei rispettivi mercati svolgono un ruolo di primaria importanza, si avvalgono di una rete di oltre 900 filiali in grado di servire circa 7 milioni di clienti.
Nell’ultimo triennio la Divisione ha registrato una crescita media degli attivi totali del 7% annuo; nel 2022 ha contribuito per il 14% all’utile netto del Gruppo Intesa Sanpaolo.
Al conseguimento degli importanti risultati hanno contribuito diverse linee d’azione, che si sono declinate nell’espansione delle attività di Investment Banking e Global Market, nel forte
posizionamento del Gruppo come partner di riferimento per le PMI italiane e nello sviluppo delle attività di Wealth Management & Protection. Nell’ambito del digital banking, la Divisione sta implementando un ridisegno della proposta digitale e un rafforzamento del modello distributivo omni-canale per accelerare la digitalizzazione dei clienti. Questo percorso è sostenuto da una maggiore convergenza IT su una piattaforma unica a livello di Gruppo che coinvolge anche le principali banche della
Divisione.
Al sostegno all’economia reale e alle famiglie si sono accompagnate numerose iniziative per il sociale, la cultura e il raggiungimento degli obiettivi Net-Zero, a cui si sono aggiunti
interventi straordinari per mitigare l’impatto della pandemia, aiutare le popolazioni colpite dal sisma in Croazia e Albania e favorire l’accoglienza dei profughi ucraini.
Nell’arco del Piano d’Impresa 2022-2025, la Divisione ISBD ha in previsione di ampliare ulteriormente le attività di Investment Banking e Global Markets sfruttando le capacità distintive della Divisione IMI Corporate & Investment Banking, lanciare l’International Corporate Advisory per le PMI in sinergia con la Banca dei Territori e sviluppare un modello di servizio alla clientela private in collaborazione con Intesa Sanpaolo Private Banking ed Eurizon.
“Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti nel 2022 e più in generale nell’ultimo triennio: li abbiamo raggiunti operando in uno scenario economico e geopolitico complesso a livello
globale, che ha portato alla ridefinizione delle filiere produttive e logistiche internazionali – dichiara Marco Elio Rottigni, Chief International Subsidiary Banks Division – Il bacino euro-mediterraneo rivestirà un ruolo sempre più centrale per le rotte marittime globali e i Paesi dove operiamo con le nostre banche commerciali sono quelli con l’attesa di crescita
economica più elevata dell’area. Intendiamo contribuire a questa crescita e, al contempo, agevolare l’internazionalizzazione delle imprese italiane, puntando sulle competenze distintive del nostro Gruppo, sulle sinergie inter-divisionali e sui programmi di ripresa e resilienza. In particolare, concentreremo i nostri finanziamenti a favore dello sviluppo sostenibile delle filiere dell’agribusiness, settore strategico nei territori serviti, del
manifatturiero, del commercio e dei trasporti”. “Un riconoscimento speciale – aggiunge Rottigni – va a tutte le nostre persone, che hanno contribuito al raggiungimento di importanti risultati e che sono il vero valore aggiunto della nostra Divisione e più in generale di tutto il nostro Gruppo”.

– foto xh7/Italpress –
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Avvio positivo per Piazza Affari, Ftse Mib +0,32%

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ILANO (ITALPRESS) – Avvio in rialzo questa mattina a Piazza Affari, dopo i primi scambi. L’indice Ftse Mib, alla prima rilevazione, segna un +0,32% a quota 27.266 punti, mentre l’Ftse All Share guadagna lo 0,34% a 29.482 punti. L’Ftse Star segna un +0,43% a quota 49.336 punti.
-foto agenziafotogramma.it-
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A marzo mercato dell’auto in crescita, +40,78% su base annua

ROMA (ITALPRESS) – A marzo 2023 sono state immatricolate 168.294 autovetture a fronte delle 119.548 iscrizioni registrate nello stesso mese dell’anno precedente, pari ad un aumento del 40,78%. Lo rende noto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
I trasferimenti di proprietà sono stati 490.134 a fronte di 450.846 passaggi registrati a marzo 2022, con un aumento del 8,71%.
Il volume globale delle vendite mensili, pari a 658.428, ha interessato per il 25,56% vetture nuove e per il 74,44% vetture usate.
Le immatricolazioni rappresentano le risultanze dell’Archivio Nazionale dei Veicoli al 31.3.2023, mentre i dati relativi ai trasferimenti di proprietà si riferiscono alle certificazioni rilasciate dagli Uffici della Motorizzazione nel mese di marzo 2023.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Giannola “Con l’autonomia forte rischio diseguaglianze”

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ROMA (ITALPRESS) – Con l’autonomia “il rischio è che si cristallizzi una situazione di diseguaglianza nei diritti civili e sociali del Paese”. Così Adriano Giannola, presidente di Svimez, Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno, intervistato da Gianni Lepre per “Focus Sud”, il nuovo format televisivo dell’agenzia Italpress. “L’Italia non sarà più quella di prima, è uno spartiacque abbastanza significativo che viene interpretato in modo diverso e per questo credo sia importante confrontarsi con pacatezza. C’è chi pensa che il Paese con l’autonomia starà meglio e chi pensa che starà peggio, io credo che qualcuno si illuda di stare meglio di prima ma, a conti fatti, il rischio è che tutti staranno peggio”. Giannola poi sottolinea che la prospettiva dell’autonomia “è prevista dalla Costituzione; quindi, non c’è nessuna contrarietà in linea di principio, la Costituzione però suggerisce una procedura molto chiara a mio avviso, ed è su quella procedura che si appuntano le critiche e si evidenziano i rischi per il Paese nel suo complesso. Già nel 2018 il governo Gentiloni aveva siglato le pre-intese con Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, successivamente – spiega – queste tre Regioni con il governo M5S-Lega replicarono questa richiesta formalizzata e iniziarono i colloqui che però non arrivarono a buon fine. Oggi con il nuovo governo di centrodestra questa è la prima cosa significativa che viene messa sul tappeto, è molto importante visti i numeri che questo governo ha”.
Il presidente di Svimez spiega che il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge Calderoli che “non attua l’autonomia ma si fa carico di proporre un percorso. Il disegno di legge prevede che la Regione faccia domanda di autonomia con un elenco di materie che chiede di acquisire, si contratta e si arriva a una pre-intesa che va portata in Consiglio dei ministri, c’è poi una richiesta di parere alla Conferenza Stato-Regioni che si deve esprimere in 30 giorni, contemporaneamente c’è una richiesta alla Commissione interparlamentare delle Regioni, quindi queste pre-intese tornano in Cdm con i pareri, entro 30 giorni il Cdm le approva e quella approvazione è un disegno di legge che va portato in Parlamento che però non può fare emendamenti. Questa procedura – osserva – si chiama legge rafforzata che non può essere emendata né posta a referendum, in più nel disegno di legge Calderoli si prevede che le intese possano durare 10 anni. La cosa che sarebbe necessaria per essere corretti è che il Parlamento sia libero di esprimersi e modificare le intese, c’è un disegno di legge in iniziativa popolare che in base ai regolamenti nuovi del Senato se si arriva a 50mila firme deve essere discusso in Parlamento che avrà la responsabilità di modificare o accettare. Questa cosa responsabilizza tutti i parlamentari rispetto alle prospettive che incidono pesantemente sulla situazione oggettiva dello Stato italiano”.
Giannola, inoltre, chiarisce cosa sono i Lep: “la Costituzione prevede che siano fissati dei Livelli essenziali delle prestazioni come sanità, scuola e mobilità che garantiscono a tutti i cittadini italiani parità di diritti, questi famosi Lep definiscono i livelli essenziali delle prestazioni, ma cosa è essenziale? Io dico che questa essenzialità è un concetto metafisico che dipende dalla quantità di risorse che hai, ovvero, più risorse hai e più l’essenziale aumenta. Allora sarebbe bene dire che in base alle risorse i livelli delle prestazioni devono essere uniformi per tutti i cittadini, lo Stato deve essere garante di questo diritto di cittadinanza. Ci sono tante funzioni, una ventina, le Regioni le hanno chieste tutte” con il rischio e l’ipotesi che “lo Stato diventi un fantasma. Le Regioni – conclude Giannola – diventano autonome rispetto al governo centrale, lo Stato viene via via svuotato di sovranità, questo per un governo che chiede il presidenzialismo mi sembra una follia; quindi, una contraddizione implicita fortissima tra chi vuole un presidenzialismo e chi vuole una autonomia che riduce drasticamente la possibilità di incisività del governo centrale”.

– foto Italpress –

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Pnrr, Urso “Serve più flessibilità, risorse su quello che serve”

VERONA (ITALPRESS) – “Siamo consapevoli che è una grande sfida e proprio per questo da una parte abbiamo chiesto all’Europa una maggiore flessibilità, affinchè le risorse siano indirizzate da subito su quei progetti che possono davvero servire la duplice sfida ecologica e digitale e realizzabili nel tempo dovuto, sia con le riforme che abbiamo messo in campo per accelerare per esempio le opere pubbliche. Di qui la riforma del Codice degli appalti. Questo perchè la realizzazione di grandi opere abitualmente hanno tempi di realizzazione di 13-15 anni, ovviamente non compatibili con quelli del Pnrr. Di conseguenza la riforma del Codice degli appalti”. Così il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, arrivando al Vinitaly, in merito al Pnrr. “Nel contempo stiamo individuando delle misure che siano davvero facilmente concretizzabili di sostegno alle imprese e ai cittadini italiani. Chiediamo maggiore flessibilità all’Europa nei fondi del Pnrr, di quelli del Repower EU e dei fondi di coesione per concentrare risorse in maniera strategica su quello che davvero serve e su quello che davvero si può fare nei prossimi 3-4 anni”, ha aggiunto Urso.
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-foto ufficio stampa Vinitaly-

Focus Sud, nasce il nuovo format tv dell’agenzia Italpress

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ROMA (ITALPRESS) – Prende il via “Focus Sud”, il nuovo format tv dell’Agenzia di Stampa Italpress dedicato al Mezzogiorno e alle criticità economiche e sociali del meridione. Focus Sud sarà condotto dall’economista Gianni Lepre.
“Focus Sud, è una lente speciale rivolta al Mezzogiorno e alle questioni legate all’economia dei territori, con un occhio di riguardo alle strategie per risollevare il tessuto produttivo delle aree più depresse del nostro Paese”, spiega Lepre.
“Il Sud visto dal Sud. Per la prima volta le complesse questioni legate al meridione vengono affrontate in un format tv da una prospettiva diversa. Vogliamo affrontare tutti i nodi del gap che separa il Mezzogiorno dal resto del Paese e dell’Europa, e vogliamo farlo – come dicevamo – partendo da una prospettiva diversa, visto che proprio l’agenzia Italpress è nata ed è poi orgogliosamente cresciuta al Sud e dal Sud e oggi ha redazioni e studi tv nelle principali città italiane”, afferma il fondatore e direttore responsabile Gaspare Borsellino.
Ospite della prima puntata di Focus Sud, il presidente della Svimez, Adriano Giannola.
Focus Sud è disponibile sulle piattaforme multimediali dell’Italpress e sull’ampio network dell’agenzia, che ha superato i 400 siti e portali e oltre 120 emittenti TV in tutta Italia.

-foto Italpress-
(ITALPRESS).