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Piazza Affari apre in rialzo, Ftse Mib +0,30%

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MILANO (ITALPRESS) – Apertura in rialzo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib, alla prima rilevazione, fa segnare +0,30% a 27.559 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share sale dello 0,28% a quota 29.822. L’indice Ftse Italia Star guadagna lo 0,04% a 49.660 punti.

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Sbarra “Sì alla settimana lavorativa di 4 giorni, iniziamo dal Sud”

ROMA (ITALPRESS) – La riduzione dell’orario di lavoro “è una ricetta che la Cisl ha storicamente sempre sostenuto fin dagli anni settanta per accompagnare le trasformazioni tecnologiche, ridistribuendo il lavoro in modo da salvaguardare occupazione, aumentare i salari, rilanciare la produttività”. È quanto ha sottolineato il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, in una lunga intervista a ‘Il Mattino’. “L’opportunità della settimana corta – ha aggiunto – va connessa al progresso tecnologico, all’evoluzione organizzativa nelle imprese, ad incrementi di produttività collegati a percorsi di formazione permanente dei lavoratori”. Per il leader della Cisl lo Stato potrebbe favorire questo processo “incentivando gli accordi aziendali per la riduzione dell’orario o il part-time agevolato”. Sbarra chiede “di aprire una fase sperimentale, individuando 100 imprese grandi e medie dove trasformare, su base volontaria, accordi di produttività in riduzione oraria” specificando che “già molte aziende in Italia stanno praticando questa strada che potrebbe essere esportata in tutti gli stabilimenti del gruppo Stellantis a cominciare da quelli nel Mezzogiorno”.

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Piazza Affari chiude in lieve rialzo, mercati volatili

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Chiusura in lieve rialzo a Piazza Affari al termine di una seduta che si era aperta con il segno meno. L’indice Ftse Mib segna un +0,12% a quota 27.478 punti, mentre l’Ftse Italia All Share guadagna lo 0,18% a quota 29.758 punti. In ribasso invece l’Ftse Star, che lascia sul terreno lo 0,39% a quota 49.639 punti. Sui mercati, volatili per tutta durata degli scambi, gli investitori sembrano scommettere sul fatto che la Bce aumenterà i tassi d’interesse a un livello record, dopo i dati sull’inflazione in Francia e Spagna. A Milano, la migliore in Europa, bene i bancari ma fa eccezione Banca Mps dopo l’annuncio di ieri di Axa di volere cedere l’8% del capitale. Tra le materie prime, ancora in calo il prezzo del gas naturale, che sul mercato di Amsterdam quota a 46,5 euro Mwh. Lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude in calo a quota 177 punti, ma con il rendimento del decennale in lieve aumento al 4,37%. Tra i titoli del listino milanese, fra i maggiori rialzi Saipem che guadagna 2,7 punti, ma in rialzo anche Poste Italiane, Generali e Finecobank. Per quanto riguarda invece i segni meno, fra i maggiori ribassi Tenaris che cede 2,4 punti, ma con il segno meno anche Snam, Buzzi Unicem e Italgas. Le altre principali Borse europee archiviano gli scambi con segni negativi, sulla scia dell’apertura contrastata a Wall Street, con i Nasdaq in sofferenza. C’è attesa per l’investor day di domani di Tesla. Tra le piazze finanziarie, Parigi chiude a -0,45%, Francoforte cede lo 0,11% mentre Londra arretra dello 0,74%.
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Industria, nel 2022 fatturato +18% ma in decelerazione

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Il fatturato dell’industria registra nel complesso del 2022 una crescita annua sostenuta (+18,0%), sebbene in decelerazione rispetto all’anno precedente. L’andamento congiunturale è stato caratterizzato da una forte espansione nei primi due trimestri dell’anno, cui ha fatto seguito un deciso rallentamento nella seconda metà del 2022. E’ quanto emerge dai dati Istat che stima per dicembre come, al netto dei fattori stagionali, il fatturato aumenti dello 0,7% in termini congiunturali, registrando una dinamica positiva su entrambi i mercati (+0,8% sul mercato interno e +0,6% su quello estero). Nel quarto trimestre l’indice complessivo è cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente (-0,1% sul mercato interno e +1,4% su quello estero). Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a dicembre gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un aumento congiunturale per i beni di consumo (+2,2%), per i beni strumentali (+0,6%) e per i beni intermedi (+0,2%), mentre registrano una flessione su base mensile per l’energia (-2,5%). Corretto per gli effetti di calendario, il fatturato totale cresce in termini tendenziali del 14,9%, con incrementi del 14,7% sul mercato interno e del 15,2% su quello estero. I giorni lavorativi sono stati 20 contro i 22 di dicembre 2021. Per quanto riguarda gli indici corretti per gli effetti di calendario riferiti ai raggruppamenti principali di industrie, si registrano incrementi tendenziali marcati per i beni strumentali (+21,9%), per l’energia (+18,4%) e per i beni di consumo (+17,5%), più contenuti per i beni intermedi (+5,2%). Con riferimento al comparto manifatturiero, tutti i settori di attività economica mostrano una crescita tendenziale, ad eccezione del comparto chimico. A dicembre l’Istat stima che l’indice destagionalizzato del fatturato in volume, relativo al settore manifatturiero, registri un aumento in termini congiunturali (+0,9%). Corretto per gli effetti di calendario, a dicembre il volume del fatturato del comparto manifatturiero cresce in termini tendenziali del 4,4%, con un incremento molto più contenuto di quello in valore (+14,3%). (ITALPRESS).
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A gennaio torna a crescere l’export verso i paesi extra Ue

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A gennaio l’Istat si stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27 , un lieve aumento congiunturale per le esportazioni (+0,7%) e una marcata flessione per le importazioni (-9,7%). L’incremento su base mensile dell’export riguarda tutti i raggruppamenti principali di industrie, a esclusione di energia (-12,0%) e beni strumentali (-9,2%), ed è spiegata soprattutto dall’aumento delle vendite di beni intermedi (+9,6%). Per l’import, la flessione congiunturale è generalizzata e più ampia per energia (-19,4%). Nel trimestre novembre 2022-gennaio 2023, rispetto al precedente, l’export aumenta del 5,8%, trainato in particolare dalle maggiori vendite di beni strumentali (+13,1%) e beni di consumo non durevoli (+4,9%). Nello stesso periodo, l’import segna un calo congiunturale del 14,8%, cui contribuiscono principalmente i minori acquisti di energia (-24,1%) e beni intermedi (-10,7%). A gennaio l’export cresce su base annua del 20,3% (+18,2% a dicembre 2022). La crescita, diffusa, è molto più accentuata per beni di consumo non durevoli (+36,1%) e beni intermedi (+28,4%). L’import registra una flessione tendenziale dell’1,0%, dovuta alla diminuzione degli acquisti di beni di consumo durevoli (-13,4%) e beni intermedi (-10,2%). A gennaio il saldo commerciale con i paesi extra Ue27 è negativo e pari a -1.359 milioni (-5.284 milioni a gennaio 2022). Il deficit energetico (-7.488 milioni) è di poco inferiore rispetto a un anno prima (-7.556 milioni) mentre l’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici aumenta da 2.272 milioni di gennaio 2022 a 6.129 milioni di gennaio 2023. A gennaio si rilevano aumenti su base annua delle esportazioni verso quasi tutti i principali paesi partner extra Ue27: i più marcati riguardano Cina (+137,5%), Turchia (+46,9%) e paesi Opec (+26,2%). Si amplia la flessione dell’export verso la Russia (-37,0%); in calo anche le vendite verso il Giappone (-13,7%). Gli acquisti dalla Russia (-67,3%) registrano una marcata contrazione tendenziale; diminuiscono anche gli acquisti da Turchia (-18,7%) e Cina (-10,3%). Per contro, le importazioni dagli altri principali paesi partner extra Ue27 aumentano: gli incrementi tendenziali più ampi riguardano Stati Uniti (+35,1%), paesi Mercosur (+30,1%) e paesi Opec (+23,8%).
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Banca del Fucino completa nuova cartolarizzazione per 493 milioni

ROMA (ITALPRESS) – Banca del Fucino – capogruppo del gruppo bancario Igea Banca – ha completato con successo una nuova cartolarizzazione, avente come sottostante un portafoglio di crediti in bonis, derivanti da mutui chirografari conclusi con Pmi, ditte individuali e liberi professionisti supportati dalle garanzie Mcc e Sace. Più nel dettaglio, la Capital Structure prevede un Senior Loan – interamente erogato da JPMorgan Chase Bank di 360 milioni – e una Junior Note sottoscritta da Banca del Fucino di 133,3 milioni, comprensiva di cash reserve, per un totale di 493,3 milioni. Il collocamento si è concluso con successo nonostante il contesto di mercato particolarmente difficile, permettendo alla banca di ottenere liquidità a medio lungo termine a livelli competitivi, con una expected maturity di 6,4 anni e una WAL (weighted average life) di 2,45 anni e di rendere il gruppo sostanzialmente indipendente dalle misure di funding della Bce nell’ambito del programma Tltro.
L’operazione ha visto il coinvolgimento della Divisione Investment Banking di Banca del Fucino, diretta da Moshe Fellah e, in particolare, la struttura finanziaria della cartolarizzazione è stata seguita da Simona Gianserra, responsabile della Direzione Debt Capital Market. J.P. Morgan Chase Bank ha invece svolto il ruolo di Senior Lender, così come di Arranger e di Swap Provider. Gli aspetti legali sono stati seguiti dagli studi Orrick, Herrington & Sutcliffe e Bonelli Erede.
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-foto ufficio stampa Banca del Fucino-

Apertura in calo per Piazza Affari, Ftse Mib -0,36%

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MILANO (ITALPRESS) – Apertura in calo per Piazza Affari. Il primo indice Ftse Mib cede lo 0,36% a 27.345 punti. Avvio in rialzo per lo Spread tra Btp e Bund. Il differenziale in apertura di seduta sale a 185 punti, rispetto ai 183 punti della vigilia.
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Banca Generali acquisisce il 9,8% della boutique ESG Mainstreet Partners

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MILANO (ITALPRESS) – Banca Generali annuncia l’acquisizione del 9,8% della società londinese Mainstreet Partners specializzata nel rating e advisory ESG. L’operazione consente di accelerare nella strategia del piano industriale 2022-2024 consolidando il proprio posizionamento nell’ambito della sostenibilità e arricchendo la value proposition nell’offerta ESG, nel contesto di un nuovo percorso di crescita e ricomposizione della compagine azionaria della boutique.
L’ingresso nel capitale avviene infatti a seguito del perfezionamento dell’acquisizione della maggioranza (65%) nella stessa Mainstreet Partners da parte della piattaforma WealthTech Allfunds, rafforzando così la partnership di competenze e servizi tra i diversi azionisti. Il management team, guidato dal Ceo Rodolfo Fracassi, resterà azionista della società con una quota del 25%.
Partner di Banca Generali dal 2019 – con cui ha sviluppato la prima piattaforma in Italia che consente ai clienti di selezionare le soluzioni ESG in base al loro contributo agli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Onu – Mainstreet Partners rappresenta oggi un punto di riferimento nelle strategie di investimento sostenibili e nello scoring ESG per il mondo corporate e dei fondi. L’iniziativa si inserisce nelle guidance strategiche favorendo: – Sinergie più strette nell’analisi e rating delle strategie ESG ampliando la ESG value proposition – Accesso diretto ai servizi innovativi offerti da Allfunds-Mainstreet Partners – Accelerazione nel target del piano strategico triennale che punta al 40% di prodotti ESG sul totale delle soluzioni gestite nel 2024. L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa, ha commentato: “Siamo stati tra i primi nel mercato italiano a credere nell’opportunità di un accurato scoring ESG per i portafogli e alle competenze dei servizi offerti da Mainstreet Partners da affiancare al nostro modello di consulenza. L’analisi degli investimenti sostenibili ha fatto progressi enormi rispetto ai primi passi mossi insieme quattro anni fa quando presentammo il nostro innovativo progetto di piattaforma profilata sulla base delle preferenze dei clienti agli obiettivi di sviluppo sostenibili (SDGs) dell’Onu”.
“Siamo felici – aggiunge – di aver visto crescere una storia di scale up come Mainstreet fino a diventare un punto di riferimento nel settore con davanti a sé il sipario internazionale offerto da Allfunds. Con l’ingresso nel capitale consolidiamo le sinergie nelle competenze ESG e ci assicuriamo un posto privilegiato per coglierne le tendenze principali garantendo così ai nostri stakeholders sempre le migliori soluzioni e best practices sul mercato. Dal punto di vista industriale l’operazione accelera il cammino del piano nel pillar della sostenibilità che è parte integrata del nostro percorso di crescita sostenibile”.
-foto ufficio stampa Banca Generali (Gian Maria Mossa) –
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