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Tim, per il Cda l’offerta di Kkr è da migliorare

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ROMA (ITALPRESS) – Il Cda di TIM si è riunito per esaminare l’offerta non vincolante presentata da KKR il 1 febbraio scorso (la NBO) per l’acquisto di una partecipazione in una costituenda società cui farebbe sostanzialmente capo il perimetro gestionale e infrastrutturale della rete fissa, inclusi gli asset e le attività di FiberCop, nonché la partecipazione in Sparkle (NetCo).
Il Cda ha esaminato il contenuto della NBO, nonché della lettera di proroga pervenuta in data 21 febbraio, anche con l’ausilio delle analisi e degli approfondimenti svolti dal management con il supporto degli advisor. “Alla luce delle informazioni ricevute – si legge in una nota di TIM -, il Consiglio ha molto apprezzato l’interesse espresso nella suddetta NBO, pur considerando che la stessa non riflette pienamente il valore dell’asset e le aspettative di TIM, anche in termini di sostenibilità della società risultante dall’operazione ivi contemplata. Pertanto, per favorire l’allineamento delle condizioni dell’operazione proposta rispetto al quadro strategico rilevante per TIM, il Consiglio ha deliberato di mettere a disposizione di KKR – non in esclusiva – alcuni specifici elementi informativi e di richiedere le ulteriori indicazioni necessarie per comprendere a pieno gli assunti e gli economics della proposta. Quanto sopra, con l’obiettivo di ricevere un’offerta migliorativa, in esito ai suddetti scambi informativi ed entro il termine del 31 marzo”.

“Accogliamo con favore il comunicato del Consiglio di Amministrazione di Tim in relazione alla nostra offerta non vincolante presentata il 1° febbraio 2023 per l’acquisto di una partecipazione nella società denominata “Netco” e siamo pronti a dialogare con il board per cooperare nel rispetto degli obiettivi strategici di TIM”, afferma in una nota un portavoce
del fondo KKR.

(ITALPRESS).
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Best In Class 2023, un premio per i migliori cento commercialisti e consulenti del lavoro

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TeamSystem, Forbes ed Euroconference hanno organizzato “Best In Class 2023”, l’evento in cui si ragionerà su economia e mondo imprenditoriale, ma sarà soprattutto l’occasione per premiare i migliori cento commercialisti e consulenti del lavoro. Ecco come partecipare e tutte le informazioni.

La sfida per il 2023 è quella di riconfermare i dati economici dell’anno scorso: secondo Confindustria, infatti, il PIL 2022 è aumentato del 3,4% contro ogni precedente aspettativa. È quindi chiaro che questo sarà un anno di svolta per mettere fine alla recessione e inaugurare una nuova stagione di crescita.

Coloro che più hanno contribuito a questo risultato sono imprenditori, commercialisti e consulenti del lavoro. I primi, naturalmente, con investimenti e vedute propositive, i secondi con una consulenza di altissima qualità e l’implementazione di strumenti tecnologici e digitali.

Non a caso “Best In Class 2023”, ormai giunto alla seconda edizione, vuole premiare i cento commercialisti e consulenti del lavoro che più hanno creato valore per i propri clienti, aiutandoli a crescere a diventare competitivi. In questo processo è l’innovazione a essere un fattore imprescindibile: grazie alla flessibilità e l’implementazione di soluzioni all’avanguardia, le aziende del nostro Paese hanno saputo rilanciarsi.

Il tema della digitalizzazione, infatti, è proprio il core di TeamSystem, la tech company italiana che è leader nella fornitura di soluzioni digitali per implementare il business di consulenti, aziende e professionisti. Questa è la ragione per cui “diviene per noi naturale confermare l‘iniziativa Best in Class, valorizzando i professionisti che hanno saputo eccellere nel loro ruolo”, come ha dichiarato Giuseppe Busacca, General Manager BU Professional Solutions di TeamSystem.

Come partecipare a Best In Class 2023

Per partecipare all’evento e avere l’opportunità di essere inclusi fra i top 100, basta registrarsi entro il 13 marzo alla pagina dedicata dell’evento sul sito TeamSystem. Una giuria di alto profilo, nominata in collaborazione con Euroconference e Forbes, premierà – nello specifico tre categorie:

  • Crescita e Competenza, ovvero tutti i professionisti che hanno saputo innovarsi e proporre un plus di servizi ai propri clienti;
  • Innovazione Digitale, categoria dedicata agli Studi che hanno saputo sfruttare al meglio le soluzioni IT per accrescere le proprie competenze e capacità;
  • Valore economico e sviluppo di business, categoria che premia chi ha saputo ampliare il proprio business e offrire un valore concreto ai propri clienti.

L’evento finale sarà pensato un po’ come Best In Class 2022, che si è tenuto contemporaneamente a Cernobbio e Roma. Si è infatti trattata di un’occasione unica per riunire idee e punti di vista su temi economici e professionali. Non resta, dunque, che inviare la propria application.

Dall’economia del mare 150 miliardi di valore aggiunto

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L’economia del mare vale quasi 150 miliardi di euro in termini di valore aggiunto. L’importanza di questo settore, che consente all’Italia di occupare il terzo posto a livello europeo per ricchezza prodotta, dopo Spagna e Germania, è stata al centro degli stati generali delle Camere di Commercio sull’economia del mare, ai quali partecipano i ministri per la Protezione civile e per le Politiche del mare, Nello Musumeci, e delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso. L’iniziativa, organizzata da Unioncamere, Assonautica Italiana e Blue Forum, rappresenta un importante appuntamento che chiama a raccolta l’intero sistema camerale, con l’obiettivo di collegare sempre meglio le esigenze delle imprese e le politiche di sviluppo nazionali dell’economia del mare. Un percorso iniziato nel 2013, quando si pose l’obiettivo di elaborare una strategia camerale comune relativa all’attivazione di una policy mirata alla Blue Economy. “L’economia del mare, soprattutto in un Paese come il nostro con oltre 7mila chilometri di coste, rappresenta un volano imprescindibile per la crescita economica”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “D’altronde nel settore operano oltre 220mila aziende che danno lavoro a quasi un milione di occupati. Ed è anche un’economia giovane. Infatti, nel settore ci sono oltre 21 mila imprese capitanate da giovani, pari al 9,4% delle imprese blu, contro l’8,9% dell’intero tessuto imprenditoriale nazionale”, aggiunge. In una fase di rilancio del settore marittimo in tutte le sue filiere, che ha trovato legittimazione nelle scelte del nuovo Governo, le Camere di Commercio possono e devono continuare a svolgere il ruolo di riferimento del sistema imprenditoriale italiano dell’Economia del Mare, quali facilitatori e interlocutori privilegiati delle istituzioni nazionali. “Le Camere di Commercio nel corso degli anni, hanno sempre di più contribuito nelle proprie funzioni, a far sì che l’Economia del Mare si attestasse tra gli asset principali di sviluppo del nostro Paese. Avere finalmente un ministero per le Politiche del Mare ci consentirà di dare concretezza a questa visione che per tanti anni abbiamo sostenuto e che metteva al centro il coordinamento delle politiche del sistema mare, in una visione unitaria, trasversale rispetto alle diverse filiere e fortemente orientata alle sinergie dei territori”, sottolineato il presidente di Assonautica Italiana Giovanni Acampora.
“Come sistema camerale continueremo a essere in prima linea, dando il nostro contributo al Governo, impegnato nella istituzione del Comitato interministeriale per le politiche del mare e dei comitati tecnici, con l’obiettivo di scrivere insieme il Piano triennale del mare. Per questo – prosegue – abbiamo organizzato il 2° Summit nazionale sull’economia del mare Blue Forum, in programma a Gaeta dal 25 al 27 maggio 2023 e intitolato ‘Italia Nazione di Mare’, in cui, insieme a tutti i principali stakeholder del mare contribuiremo alla costruzione della strategia marittima dell’Italia”. Secondo il X Rapporto nazionale, realizzato del 2022 dal Centro Studi Guglielmo Tagliacarne per conto di Informare, l’economia del mare rappresenta più di 220.000 imprese e quasi un milione di occupati.
(ITALPRESS).
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Turismo, San Marino punta sempre di più sulla cooperazione

MILANO (ITALPRESS) – “Nel 2022 abbiamo migliorato i risultati del 2019, l’anno pre-Covid: è cresciuto il numero dei visitatori. Pensiamo di aver fatto un mezzo miracolo per un paese così piccolo”. Lo ha detto Federico Pedini Amati, segretario di Stato per il Turismo della Repubblica di San Marino, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“Il 2022 – ha spiegato – è stato il primo anno di ripartenza vera dopo il Covid, ma è arrivata la guerra in Ucraina. Il turismo si fonda sulla mobilità delle persone. Se avessimo avuto la possibilità di avere la mobilità completa di tutti i territori e gli Stati, forse avremmo fatto ancora meglio”. Pedini Amati ha fatto riferimento a quanto “messo in atto nel 2022 e prima ancora nel 2020” con “la creazione del tavolo territoriale sul turismo che passa nell’accordo tra Italia, San Marino, Emilia-Romagna, Marche e 119 comuni”.
Recentemente a Bruxelles è stato firmato l’accordo Co-Op 2023. “Abbiamo partecipato a due bandi in meno di un anno”, ha spiegato, aggiungendo che si tratta di “bandi europei dedicati a paesi terzi”. “Abbiamo portato a casa, assieme all’Italia, a regioni e comuni limitrofi – ha detto -, due bandi per un valore complessivo di circa 530 mila euro di cui la metà a fondo perduto”.
“Ci siamo aggiudicati due bandi che di fatto collocano la promozione turistica su un territorio che è sempre all’interno dell’Italia. Conviene – ha sottolineato – guardare di più alla Repubblica di San Marino, che produce un effetto all’interno dell’Italia stessa, piuttosto che andare all’estero sempre e comunque. Questi due bandi faranno sì che ci sia una ricaduta economica vera da parte dell’Europa sulla promozione del turismo sui nostri territori”.
Per Pedini Amati “questa possibilità avuta dall’Europa ha messo in contatto reale amministrazioni locali e sindaci. Mi sono messo a disposizione per parlare con gli amministratori locali e trovare con loro una sinergia”, ha sottolineato.
“Invito tutti – ha poi aggiunto – a guardare il proprio vicino, anche estero, e sfruttare l’opportunità. Siamo arrivati tutti molto tardi. Questo significa che dobbiamo guardare meglio quello che l’Europa ci propone”. Inoltre, per quanto riguarda San Marino, c’è “l’ambizione – ha spiegato – di partecipare a bandi ben più importanti. Vogliamo riportare in attività il vecchio treno storico che andava dalla Repubblica di San Marino a Rimini. Ci sono fondi europei per infrastrutture di questo tipo”.
Pedini Amati è segretario di Stato dal 2020. Il suo bilancio di questi anni è “positivo”. “I numeri ci dicono – ha detto – che quello che abbiamo fatto è stato fatto in un’epoca difficile e ha portato risultati. I dati macroeconomici dicono che siamo tornati a dati superiori rispetto al 2019. Più di così non si poteva fare”.
Quanto al metodo, “in campo turistico una cosa da sola, qualunque sia il momento, non funziona. Ormai – ha evidenziato – il mondo è globalizzato in tutto. Un pò di tutto, in un progetto pensato, fa ottenere il risultato”.
Infine Pedini Amati si è soffermato sui prossimi obiettivi. “Il mio sogno per il 2023 – ha detto – è portare nella Repubblica di San Marino un nuovo prodotto legato al mondo alberghiero, di altissimo livello”.

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Piazza Affari apre in rialzo, Ftse Mib +0,41%

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MILANO (ITALPRESS) – Apertura in rialzo a Piazza Affari. L’indice Ftse Mib, alla prima rilevazione, fa segnare +0,41% a 27.390 punti, mentre l’Ftse Italia All-Share sale dello 0,39% a quota 29.634. L’indice Ftse Italia Star guadagna lo 0,19% a 50.064 punti.

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Piazza Affari chiude in rialzo, spread in calo

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Chiusura in rialzo Piazza Affari al termine di una seduta che si era già aperta con il segno più. L’indice Ftse Mib segna un +0,65% a quota 27.277 punti, mentre l’Ftse Italia All Share guadagna lo 0,69% a quota 29.520 punti. In rialzo anche l’Ftse Star, che mette a segno un rimbalzo dello 0,68% a quota 49.972 punti. A Milano la giornata è stata dominata dalle trimestrali, mentre sui mercati prevale un cauto ottimismo dopo il dato sull’inflazione dell’Eurozona in calo all’8,6% dal 9,2% di dicembre. Gi investitori sembrano aver messo da parte momentaneamente le preoccupazioni per le politiche aggressive delle banche centrali e le tensioni geopolitiche internazionale. Lo spread fra Btp e Bund tedeschi chiude in calo a quota 182 punti, con il rendimento del decennale al 4,26%. Nonostante il buon esito dell’asta di Btp che ha suscitato interesse, prevale anche in questo caso l’attesa per le prossime decisioni della Bce che finiscono per pesare sui rendimenti. Tra i titoli del listino milanese, fra i maggiori rialzi Saipem che guadagna 3,9 punti, ma in rialzo anche Stellantis, Pirelli & C. e Banco Bpm. Per quanto riguarda invece i segni meno, fra i maggiori ribassi Eni che cede 5,3 punti, dopo la presentazione del piano strategico 2023-2026, ma con il segno meno anche Telecom Italia, Terna e Moncler. Anche le altre principali Borse europee archiviano gli scambi con segni prevalentemente positivi, nonostante l’apertura nervosa a Wall Street, con il Nasdaq in flessione e che non approfitta del buon andamento del titolo Nvidia che ha presentato risultati oltre le attese. Tra le piazze finanziarie, Parigi chiude a +0,21%, Francoforte guadagna lo 0,49% mentre Londra arretra dello 0,29%.
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Eni, nel 2022 l’utile netto adjusted sale a 13,3 miliardi

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ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Eni, che si è riunito sotto la presidenza di Lucia Calvosa, ha approvato i risultati consolidati dell’esercizio e del quarto trimestre 2022 (non sottoposti a revisione contabile).
L’utile operativo adjusted (EBIT adjusted) di gruppo nell’esercizio 2022 di 20,4 miliardi di euro è raddoppiato rispetto al 2021.
L’utile netto adjusted di competenza degli azionisti Eni per l’esercizio 2022 di 13,3 miliardi di euro è aumentato di 9 miliardi rispetto all’esercizio 2021 “grazie agli eccellenti risultati della gestione industriale e al notevole contributo delle partecipate valutate con il metodo del patrimonio”, si legge in una nota.
L’utile netto di competenza degli azionisti Eni per l’esercizio 2022 è stato pari a 13,8 miliardi.
Nel 2022 gli oneri straordinari hanno riguardato principalmente accantonamenti ambientali e di bonifica per 2 miliardi, di cui 0,3 miliardi di accantonamenti al fondo smantellamento di alcuni impianti e strutture ausiliarie di raffinazione, svalutazioni di attività per 1,1 miliardi relative a proprietà oil e gas e impianti chimici, imposte straordinarie sui profitti delle imprese energetiche a titolo di contributi solidaristici pari a 1,7 miliardi, di cui 1 miliardo pagato nel 2022.
L’EBIT adjusted di gruppo del quarto trimestre 2022 è stato pari a 3,6 miliardi di euro, con una flessione di 0,2 miliardi rispetto al corrispondente trimestre 2021 per effetto della riclassifica di Azule Energy (attività Eni E&P in Angola) nelle partecipazioni, della minore produzione di idrocarburi e dei proventi one-off 2021 di GGP, in parte compensati dal robusto andamento dell’attività R&M.
L’utile netto adjusted di competenza degli azionisti Eni del quarto trimestre 2022 è stato pari a 2,5 miliardi, registrando un aumento di quasi il 50% rispetto al corrispondente periodo 2021.
L’utile netto di competenza degli azionisti Eni del quarto trimestre 2022 di 550 milioni è stato ridotto per effetto del fair value dei derivati sulle materie prime per 1,1 miliardi (rispetto a un provento di 1,7 miliardi dell’esercizio precedente), delle svalutazioni di attività per 0,9 miliardi (rispetto alle rivalutazioni di 0,5 miliardi dell’esercizio precedente) e dalla rilevazione di imposte straordinarie a titolo di contributo solidaristico di 0,7 miliardi, in parte compensato dallo stanziamento di imposte differite attive di 1,6 miliardi.
“Nel 2022 ci siamo fortemente impegnati non solo nel progredire nei nostri obiettivi di sostenibilità ambientale, ma anche nel garantire la sicurezza energetica all’Italia e quindi all’Europa, costruendo una diversificazione geografica e delle fonti energetiche”, commenta in una nota Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni.
“I risultati operativi e finanziari che abbiamo raggiunto sono stati eccellenti, così come la capacità di garantire in tempi rapidi forniture stabili all’Italia e all’Europa e il progresso nei piani di decarbonizzazione – aggiunge -. Durante l’anno abbiamo concluso una serie di accordi e di attività per rimpiazzare in modo definitivo il gas russo entro il 2025, potendo contare sulle nostre solide relazioni con i paesi produttori e sul nostro modello di sviluppo accelerato, che ci consentiranno di incrementare i flussi di gas da Algeria, Egitto, Mozambico, Congo e Qatar. L’ultima operazione con la società di stato libica NOC per lo sviluppo del progetto “Strutture A&E” e i recenti successi esplorativi nelle acque di Cipro, Egitto e Norvegia andranno a rafforzare la diversificazione geografica della nostra catena integrata di forniture”.
“Questa pronta reazione alla crisi del gas e l’integrazione con le attività upstream sono stati un importante fattore alla base dei risultati del settore GGP, in grado di onorare gli impegni di vendita diversificando le fonti. Plenitude ha raggiunto 2,2 GW di capacità rinnovabile, il doppio dello scorso anno, e sarà affiancata dalla neo costituita Eni Sustainable Mobility nel portare avanti il piano di azzeramento delle emissioni dei clienti – sottolinea Descalzi -. Questo veicolo, facendo leva sulla forte presenza nel settore dei biocarburanti, offrirà soluzioni per una mobilità sempre più decarbonizzata ai clienti in Italia e in Europa. In un contesto di mercato favorevole, i risultati 2022 sono stati sostenuti dalla disciplina finanziaria e dal controllo dei costi, dall’efficacia operativa e dall’attenta gestione dei rischi derivanti dalla volatilità dei prezzi e dalla carenza di offerta. La forte generazione di cassa organica con un flusso di 20,4 miliardi di euro ci ha permesso di finanziare gli investimenti e la crescita, di ridurre il rapporto di indebitamento al minimo storico di 0,13 e di remunerare gli azionisti con €5,4 mld attraverso i dividendi e l’esecuzione di un programma accelerato di riacquisto delle azioni proprie – conclude Descalzi -. Le nostre priorità strategiche restano confermate: continueremo a investire per assicurare la stabilità e regolarità delle forniture per soddisfare il fabbisogno energetico e per decarbonizzare le nostre attività e l’offerta ai clienti, mantenendo la disciplina finanziaria indispensabile per garantire ritorni attrattivi agli azionisti”.

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Ucraina, Urso “Lavoriamo a un corridoio logistico”

ROMA (ITALPRESS) – “C’è anche una parte dell’Ucraina che non è stata invasa e che deve continuare a produrre: stiamo lavorando per mettere in campo un corridoio logistico infrastrutturale, ferroviario e portuale”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ai microfoni di Radio Anch’io su Rai Radio1. Questo corridoio “consentirà ai porti di Trieste e di Venezia di diventare la piattaforma logistica e portuale dell’Ucraina, visto che i suoi mari sono bloccati”, spiega.
“Siamo un grande partner di Kiev, lo siamo sempre stati e abbiamo un’economia pienamente compatibile con quella ucraina. Negli accordi e nei memorandum abbiamo individuato dei settori molto innovativi, come l’aerospazio o le risorse minerarie”. Inoltre “l’Ucraina era il grande granaio dell’Unione Sovietica e noi siamo i principali esportatori di macchine agricole”.

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