Home Economia Pagina 248

Economia

Commercio, nel 2022 in aumento le vendite al dettaglio

0

ROMA (ITALPRESS) – A dicembre 2022 l’Istat stima un calo su base mensile per le vendite al dettaglio (-0,2% in valore e -0,7% in volume). Le vendite dei beni alimentari registrano un lieve aumento in valore (+0,1%) e diminuiscono in volume (-0,6%), mentre quelle dei beni non alimentari calano sia in valore sia in volume (rispettivamente -0,4% e -0,8%). Nel quarto trimestre 2022, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio crescono in valore (+0,4%) e calano in volume (-1,8%). Le vendite dei beni alimentari sono in aumento in valore (+0,7%) e diminuiscono in volume (-2,6%) così come quelle dei beni non alimentari (+0,2% in valore e -1,2% in volume). Su base annua, a dicembre 2022, le vendite al dettaglio aumentano del 3,4% in valore e registrano un calo in volume (-4,4%). Un analogo andamento caratterizza sia le vendite dei beni alimentari (+5,8% in valore e -6,6% in volume), sia le vendite dei beni non alimentari (rispettivamente +1,7% in valore e -3,1% in volume).

Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali positive per tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di Dotazioni per l’informatica, telecomunicazione e telefonia (-1,8%) e Prodotti farmaceutici (-2,7%). L’aumento maggiore riguarda Prodotti di profumeria, cura della persona (+8,4%). Rispetto a dicembre 2021, il valore delle vendite al dettaglio è in crescita, seppure in maniera differenziata, per tutte le forme di vendita: la grande distribuzione (+6,5%), le imprese operanti su piccole superfici (+0,8%), le vendite al di fuori dei negozi (+1,2%) e il commercio elettronico (+0,3%). “Nel complesso del 2022 le vendite al dettaglio in valore crescono rispetto all’anno precedente (+4,6%) in entrambi i settori merceologici mentre i volumi diminuiscono (-0,8%) a causa del calo dei beni alimentari (-4,2%) non compensato dall’aumento dei prodotti non alimentari (+1,9%) – commenta l’Istat -. Tutti i trimestri dello scorso anno hanno visto incrementi congiunturali nel valore complessivo delle vendite, associati a una diminuzione dei relativi volumi. Nella media del 2022 la crescita in valore delle vendite ha caratterizzato tutte le forme distributive, seppure in misura molto differenziata, con gli aumenti maggiori registrati per la grande distribuzione specializzata e per i discount”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Enel, con 3Sun prende forma il futuro dell’energia

0

Il presidente di Enel, Michele Crisostomo; l’Ad di Enel, Francesco Starace; il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin; la direttrice generale della Direzione Energia della Commissione Europea, Ditte Juul Jørgensen; il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e il commissario straordinario del Comune di Catania, Prefetto Piero Mattei, hanno visitato il cantiere della Gigafactory 3Sun di Catania, che entro il 2024 sarà la più grande fabbrica di pannelli solari d’Europa, con una capacità produttiva di 3GW all’anno, e utilizzerà una tecnologia innovativa unica al mondo. “Le stime sulla crescita delle rinnovabili per i prossimi anni affermano chiaramente che per l’Italia e l’Europa è strategico investire per dare vita a una filiera produttiva interna, coniugando le esigenze di sicurezza e indipendenza energetica con quelle dell’economia, del lavoro e dell’ambiente”, ha detto Starace. “Con 3Sun dimostriamo nei fatti che produrre in Italia, e quindi in Europa, pannelli fotovoltaici di ultima generazione in grado di competere sui mercati internazionali grazie a tecnologia innovativa è possibile. È da iniziative come questa che cresce il futuro dell’energia”. “Il significato politico forte di questo investimento è la sua funzione di affrancamento del nostro Paese dall’estero, e segnatamente dalla Cina, anche sul fronte della produzione di impianti per l’energia rinnovabile”, ha commentato il ministro Pichetto Fratin. “Una indipendenza che passa per la qualità e per l’innovazione, per la capacità di produrre elementi migliori, più performanti, più durevoli, più facili da smaltire e da riciclare. Come in molti altri settori, l’Italia non vince perché produce molto e a buon mercato, ma perché produce il meglio nel mondo. E il meglio ha il mercato migliore. La produzione della Gigafactory incrocia inoltre gli impegni del Governo che punta a incrementare in maniera decisa l’installazione di rinnovabili e portarla ad almeno 8-10 GW annui, necessari per raggiungere i target di decarbonizzazione a cui l’Italia si è impegnata in sede europea e internazionale. Si tratta di una ricerca di avanguardia che rappresenta l’essenziale motore tecnologico per un Paese che ha deciso di essere l’hub energetico dell’Europa”. “L’investimento di Enel nella 3Sun Gigafactory di Catania – sottolinea il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – conferma quanto la Sicilia abbia le carte in regola per essere una piattaforma mediterranea delle energie rinnovabili e delle tecnologie ad esse legate. Il governo regionale ha già definito una strategia che punta sulle fonti energetiche “green” e lavora con impegno per accompagnare questa transizione, favorendo gli investimenti con grande attenzione alla tutela dell’ambiente e alla legalità. Sono certo che un’azione sinergica con il governo nazionale e con le istituzioni europee favorirà questo processo di sviluppo, capace di generare anche nuova occupazione e ricadute positive sul territorio: il sito di 3Sun che sta crescendo nel cuore dell’Etna Valley ne è un esempio virtuoso”. Con il progetto 3Sun Gigafactory, la fabbrica passerà dalla attuale capacità produttiva di 200 MW l’anno a circa 3 GW l’anno, sviluppando inizialmente moduli fotovoltaici basati su una tecnologia ad “eterogiunzione” di silicio (HeteroJunction Technology, HJT) che presenta migliori prestazioni rispetto alle tecnologie convenzionali. Successivamente sarà implementata una tecnologia innovativa denominata “Tandem” che consentirà di superare notevolmente lo stato dell’arte delle celle fotovoltaiche in termini di efficienza, arrivando ad oltre il 30% e migliorando al contempo l’affidabilità dei pannelli. I lavori di ampliamento sono iniziati ad aprile 2022 e si prevede il completamento entro il 2024, attraverso due fasi che prevedono rispettivamente 400 MW operativi a partire da settembre 2023 e la piena capacità operativa a partire da luglio 2024. La produzione dei moduli fotovoltaici in configurazione Tandem è, invece, prevista a partire dalla fine del 2025.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Enel-

Fisco, Uncat “Bene semplificazione statuto del contribuente”

0

“Auspichiamo interventi volti a dare attuazione alla riforma della giustizia tributaria, vale a dire accelerare i concorsi per l’accesso in magistratura. La riforma accentua i canoni di garanzia e di difesa del contribuente sotto diversi aspetti, a partire dalla previsione dell’onere della prova della pretesa impositiva in capo all’amministrazione fiscale. E’ importante attuarla con celerità. Prendiamo ovviamente atto delle difficoltà illustrate oggi dal viceministro Leo e apprezziamo la dichiarata intenzione di provvedere da una parte ad alcune revisioni della legge di riforma 130/2022, e dall’altra a varare una riforma organica fiscale, come più volte auspicato dall’avvocatura tributaria”. Così il presidente dell’Unione Nazionale delle Camere degli avvocati tributaristi, Antonio Damascelli, in occasione della seconda giornata del VII congresso nazionale delle Camere degli avvocati tributaristi.
“La previsione dell’onere della prova in capo all’amministrazione finanziaria è una vera rivoluzione, poiché in mancanza o insufficienza di prove, l’atto dovrà esser annullato. Attualmente il sistema è caratterizzato da numerose presunzioni. E’ importante perciò che la riforma, che riequilibra i rapporti tra amministrazione e contribuente, decolli”, ha sottolineato. Il viceministro Leo ha annunciato per metà marzo la riforma fiscale, soffermandosi diffusamente sui suoi tratti principali. Il presidente Uncat ha dichiarato l’apprezzamento per i principi enunciati alla base dell’intervento. “Uncat ha da tempo manifestato la necessità di una riforma organica fiscale, per principi generali, tramite testi unici fino ad arrivare a un codice tributario, con la valorizzazione dello Statuto del Contribuente, con la semplificazione degli adempimenti, con la revisione delle sanzioni amministrative nel segno della loro equità e sostenibilità e provvedendo al riordino dei crediti di imposta per evitare disparità di trattamento. Non faremo mancare al viceministro il contributo di analisi e di proposta”. Numerose sono state le istituzioni presenti che negli interventi hanno apprezzato il lavoro propositivo dell’avvocatura tributarista. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha inviato un messaggio nel quale ha sottolineato l’importanza strategica della riforma della giustizia tributaria ai fini della competitività del paese ma soprattutto al fine di contribuire a una giustizia sempre più rispettosa dei principi costituzionali del giusto processo. Damascelli ha rivendicato, con riguardo all’assetto del nuovo ordinamento tributario: “Le ragioni del primato del diritto e della rivendicazione della specialità dell’accesso alla magistratura tributaria sono di carattere storico, culturale e, se vogliamo, di antropologia giuridica. Ogni altra questione spicciola si rivela falsa e tendenziosa”.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Uncat-

Uncat “Superare le resistenze alla riforma della giustizia tributaria”

0

FIRENZE (ITALPRESS) – “Superare le resistenze alla riforma della Giustizia tributaria, nata dimezzata, e assumere l’obbligo di vigilare per assicurare la salvaguardia del rapporto uomo- macchina nel nuovo contesto sociale segnato dalla techne”. Con questi due temi, di impatto nell’attività attuale degli avvocati tributaristi, il presidente dell’Unione nazionale delle Camere degli avvocati tributaristi Antonio Damascelli ha aperto a Firenze il VII Congresso nazionale, dedicato al tema “Riforma della Giustizia Tributaria Anno Zero. Ordinamento e processo: vere novità?”. La relazione inaugurale è stata l’occasione per puntualizzare e chiarire la posizione assunta da Uncat nei difficili mesi passati di analisi e confronto che hanno portato ad agosto scorso all’approvazione della legge 130 in limine di legislatura. E l’occasione di ribadire le modifiche necessarie. “Sulla riforma c’è stato molto tartufismo e la resistenza al nuovo è stata fortissima da parte dei giudici tributari. L’accesso al pubblico concorso per diventare magistrati tributari ai laureati in economia, da un lato, e il mantenimento dello ius postulandi a categorie diverse dall’avvocatura, ha minato le fondamenta della quinta giurisdizione prima ancora che sorgesse”, ha spiegato. “Ascrivo all’impegno di tutta l’Unione l’avvenuta approvazione della riforma che ha istituito il giudice professionale, a tempo pieno, inserito per concorso nella giurisdizione tributaria. L’abbiamo voluta, pretesa, conquistata con la forza della ragione e della volontà”, ha detto Damascelli. A legge approvata, rimane oggi la preoccupazione dell’Uncat “per la norma che ha aperto l’accesso alla magistratura anche ai laureati in economia e la mancata revisione delle categorie professionale ammesse alla difesa tecnica nel processo”. “L’allargamento dell’accesso al concorso di magistrato tributario ai laureati in economia, in considerazione della specialità e del tecnicismo della materia, impedirà sul nascere la progressione in carriera e il passaggio alla Corte di legittimità, segnatamente alla sezione tributaria ora costituita per legge. Ecco la ragione della nostra opposizione non viscerale, non di pancia, all’apertura ai laureati in economia come disposto dal Parlamento – ha sottolineato Damascelli -. Chiaramente capziosa poi è l’affermazione che il processo tributario si occupa di economia e di contabilità, che presuppongono la conoscenza della partita doppia. Al contrario, la legge fiscale si occupa del conto economico, cioè dei componenti positivi e negativi che determinano il reddito imponibile, componenti di cui si occupa il codice civile e che sono disciplinati da norme contenute nelle leggi fiscali. Idea dunque palesemente falsa, poiché altrettanto tecnica e specifica è tutta la legislazione (Il diritto insegue l’economia, ha scritto Natalino Irti)”, ha chiarito Damascelli. Per il presidente dell’Uncat “l’altro aspetto non soddisfacente della riforma è la mancata modifica (restringimento) del perimetro soggettivo della difesa tecnica, ancora estesa ad una platea eterogenea di figure professionali. Tema scottante, sul quale siamo ritornati in virtù di una predisposizione organica della giurisdizione da parte del Governo, che ha voluto l’istituzione della sezione tributaria della Suprema Corte; oltre il tema del rinvio pregiudiziale che, pur non inserito nella legge 130, si applicherebbe anche la processo tributario, stando al l’Ufficio Massimario della medesima Corte, per effetto del rinvio operato dal decreto 546/92. Abbiamo ritenuto e riteniamo, dunque che il processo sia degli avvocati e competa solo agli avvocati la difesa tecnica allo scopo di garantire al meglio il diritto di difesa del contribuente sin dal suo sorgere”. Infine, ha specificato, “c’è il problema della dipendenza dal MEF dei giudici tributari attuali e dei magistrati futuri. Pur ritenendo che la conservazione dello status quo sia un’anomalia e vada presto risolta, tuttavia anche in sede di audizione presso la Commissione bicamerale presieduta dal prof. Giacinto della Cananea abbiamo detto che, se questo scoglio avesse ostato alla riforma, ce ne saremmo data una ragione, purché la legge venisse varata. Così è stato ma auspichiamo che il cordone ombelicale sia reciso e al più presto”. Il presidente ha anche evidenziato i tratti principali per una nuova visione dell’intero sistema fiscale: legislazione per principi e superamento del metodo casistico; codificazione con la sostituzione della frammentazione di predicati giuridici unificanti; costituzionalizzazione o quanto meno rafforzamento dello Statuto dei diritti del contribuente per impedirne lo svuotamento mediante le continue deroghe ai principi di irretroattività e di affidamento. I progetti di utilizzo della Intelligenza artificiale nell’ordinamento tributario: Pro.dig.it. “Spetta all’Avvocatura l’obbligo di vigilare per assicurare la salvaguardia del rapporto uomo macchina”, ha evidenziato Damascelli, che ha ammonito: “Abbiamo sostenuto come il ricorso all’IA non possa pregiudicare gli interessi costituzionalmente protetti e i criteri in base ai quali i poteri decisionali vengono esercitati devono essere resi noti ed accessibili. Abbiamo chiesto di preservare il principio di legalità, nel senso che i criteri sui quali impostare l’IA non possono prescindere dal diritto positivo, ed il principio di capacità contributiva, in modo che l’IA dovrà garantire che il prelievo sia allineato a questo principio. Per questo abbiamo chiesto la istituzione di un’autorità terza e indipendente e abbiamo chiesto, altresì, che la progettazione e la gestione degli strumenti di I.A., applicati al processo tributario e al procedimento amministrativo tributario, siano effettuati in modo da salvaguardare il rispetto dei diritti costituzionali dei contribuenti”. Sul fronte associativo interno, nella sua relazione in presidente Damascelli ha ricordato “la fattiva interlocuzione su tutti i temi fiscali, sostanziali e processuali con i parlamenti ei governi che si sono succeduti in questi anni; la collaborazione con le istituzioni forensi, CNF e Ocf; il lavoro per la riconoscibilità esterna dell’Avvocatura tributaria e, infine, la soddisfazione di aver visto crescere l’Unione – che dal 2017 ha associato undici nuove Camere, arrivando al totale di 36; e la Scuola di Alta formazione sotto la guida di Michele Di Fiore, che ha stipulato importanti convenzioni con le università Bocconi e di Napoli e Teramo”.

– foto ufficio stampa Uncat –

(ITALPRESS).

Per Intesa Sanpaolo utile oltre le previsioni, Messina “Solida crescita”

0

Intesa Sanpaolo ha chiuso il 2022 con un utile netto pari a 5.499 milioni escludendo 1,4 miliardi di accantonamenti/rettifiche di valore per Russia e Ucraina, superando l’obiettivo del Piano di Impresa 2022-2025 di oltre 5 miliardi per il 2022. L’utile netto contabile è pari a 4.354 milioni. I crediti cross-border verso la Russia sono in larga parte in bonis e classificati a Stage 2. “Intesa Sanpaolo – si legge in una nota – è pienamente in grado di continuare a operare con successo in futuro, potendo contare sui punti di forza che contraddistinguono il Gruppo, in particolare la redditività resiliente, la solida patrimonializzazione, lo status di banca a ‘zero Npl’ e l’elevata flessibilità nella gestione dei costi operativi. La formula del Piano di Impresa 2022- 2025 e, in particolare, l’obiettivo di 6,5 miliardi di utile netto al 2025 sono confermati”.
“Oggi abbiamo presentato dei risultati di altissima qualità. Con un risultato netto di 5,5 miliardi, escludendo gli accantonamenti per il de-risking relativo alla Russia, abbiamo superato ampiamente l’obiettivo di Piano per il 2022. Anche considerando il de-risking relativo alla Russia, il risultato netto è stato di 4,4 miliardi, il miglior utile in quindici anni e ben al di sopra delle indicazioni fornite a seguito dell’invasione dell’Ucraina”, ha sottolineato il Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nel corso della conference call con gli analisti finanziari per illustrare i risultati del 2022. “Nel 2023 prevediamo una solida crescita dei ricavi unitamente a una continua focalizzazione sulla gestione dei costi. Ciò, unito a un forte calo degli accantonamenti, consentirà una crescita del risultato netto ben al di sopra di 5,5 miliardi”, ha aggiunto. “Nei prossimi giorni – ha annunciato – lanceremo la seconda tranche del riacquisto di azioni proprie, portando l’importo complessivo a 3,4 miliardi”. Messina ha poi aggiunto che “quest’anno restituiremo almeno 5,3 miliardi tenendo conto del dividendo che pagheremo a maggio previa approvazione dell’Assemblea, della seconda tranche del buyback e dell’acconto sul dividendo che – come di consueto – pagheremo a novembre, sulla base della previsione di oltre 5,5 miliardi di risultato netto per l’intero anno. La nostra posizione patrimoniale è e rimarrà solidissima. Guardando al 2025, l’ultimo anno del nostro Piano d’Impresa, pensiamo di poter superare agevolmente l’obiettivo di utile netto di 6,5 miliardi nel 2025”.
(ITALPRESS).

Fs, accordi con Ita e Lufthansa per integrazione aereo e treno

0

Il Gruppo FS Italiane, guidato dall’amministratore delegato Luigi Ferraris, ha sottoscritto oggi un Memorandum of Understanding con Ita, la compagnia di bandiera italiana, e uno con il Gruppo Lufthansa. Quest’ultimo Memorandum, oltre alla compagnia di bandiera tedesca, coinvolge anche le controllate Swiss, Austrian Airlines e Brussel Airlines, e le compagnie locali Lufthansa CityLine, Air Dolomiti e Eurowings Discover. I principali obiettivi dei due Memorandum of Understanding sono: realizzare efficaci servizi multimodali fra aereo e treno, connettendo modalità di trasporto diverse; sviluppare un’offerta congiunta fino a consentire l’acquisto in un’unica soluzione di biglietti aerei e ferroviari; definire programmi di loyalty combinati. I due MoU costituiscono il presupposto per realizzare partnership commerciali e operative destinate a sviluppare un’offerta di mobilità multimodale che sappia rispondere in maniera efficace alle esigenze della domanda turistica e business e realizzare un’esperienza di viaggio “end-to-end” agile e comoda, giovandosi eventualmente anche di piattaforme digitali comuni. Per il Gruppo FS i due accordi s’inquadrano in una più ampia strategia di collaborazioni e partnership, con gli altri operatori di mobilità collettiva e condivisa, coerente con gli obiettivi del proprio Piano Industriale 2022-2031.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Fs-

La Bce alza ancora i tassi di interesse

FRANCOFORTE (GERMANIA) (ITALPRESS) – Salgono ancora i tassi di interesse. Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha deciso infatti di innalzare di 50 punti base tutti e i tre tassi di riferimento e prevede ulteriori incrementi. “Il ritmo dei rialzi sarà mantenuto costante in modo da assicurare un ritorno tempestivo dell’inflazione al suo obiettivo del 2% nel medio termine”, ha ribadito la Bce, preannunciando un possibile nuovo innalzamento di 50 punti base nella prossima riunione di politica monetaria a marzo. Poi sarà valutata la successiva evoluzione della politica monetaria. Secondo l’Eurotower “mantenere i tassi di interesse su livelli restrittivi farà diminuire nel corso del tempo l’inflazione frenando la domanda e metterà inoltre al riparo dal rischio di un incremento delle aspettative di nuovi rincari dei prezzi. In ogni caso, anche in futuro le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di riferimento saranno guidate dai dati”. Il Consiglio direttivo ha anche deciso le modalità di riduzione degli acquisti di titoli. Il ritmo della flessione sarà pari in media a 15 miliardi al mese dall’inizio di marzo alla fine di giugno e verrà poi determinato nel corso del tempo.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

Per Acm nuovi capitali per accelerare la crescita

0

Angel Capital Management ha sottoscritto un contratto derivato di cosiddetti funded collar con BofA Securities Europe (“BofASE”), avente ad oggetto massime 47.576.140 azioni di Saras di propria titolarità, pari a circa il 5% del capitale sociale di Saras e al 50% della propria complessiva partecipazione nella società. L’operazione contempla una serie di opzioni put (a favore di ACM) e opzioni call (a favore di BofASE) aventi come sottostante le azioni Saras. Al verificarsi delle condizioni di esercizio delle opzioni è previsto un settlement in denaro, ferma restando la facoltà di ACM di optare per la consegna fisica delle azioni oggetto del collar. A garanzia delle obbligazioni assunte, ACM ha contestualmente stipulato un contratto di pegno con BofASE avente ad oggetto le stesse azioni sottostanti il collar, il cui diritto di voto resterà nella totale disponibilità di ACM. L’operazione prevede l’erogazione ad ACM di un finanziamento pari a circa 66 milioni, calcolato in ragione del numero di azioni ordinarie Saras sottostanti il collar e del prezzo di riferimento previsto ai sensi del relativo contratto. “Questa operazione segna un punto importante nello sviluppo di ACM, fornendo nuovi strumenti per ampliare gli scenari di crescita. Rafforziamo la nostra posizione di investitore di lungo periodo dedito a sostenere la creazione di valore tramite lo sviluppo delle aziende in portafoglio”, ha commentato il Ceo di ACM Paolo Gualdani. ACM è stata assistita nell’operazione da FiveLex e Grimaldi Alliance per la parte regolamentare e legale, dallo Studio Tremonti Romagnoli Piccardi e Associati per la parte fiscale e da Deloitte per la parte contabile.

“Come già indicato da ACM, la stipula di un contratto di finanziamento e di un funded collar con BofASE sono funzionali alla prosecuzione della strategia di investimento che ACM persegue da anni. ACM ed io continuiamo ad avere piena fiducia in Saras e nelle sue prospettive; a riprova di ciò, ACM non ha venduto neanche un’azione Saras e le opzioni previste dal contratto di funded collar prevedono quale regola generale il settlement in denaro, ferma restando la possibilità per ACM di optare per una consegna delle azioni a fronte dell’esercizio delle opzioni”, ha spiegato Angelo Moratti, Presidente di ACM e Consigliere di Sara.
“ACM, oltre a rimanere titolare delle azioni costituite in pegno nell’ambito dell’operazione conclusa con BofASE, mantiene il diritto di voto sulle stesse, salvo in caso di escussione della garanzia – ha sottolineato Moratti -. Con la conclusione di questi contratti con BofASE, ACM non ha quindi posto in essere alcuna una strategia di disimpegno rispetto a Saras”.
(ITALPRESS).

(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Acm-