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Economia

Tim, da Kkr un’offerta per la rete

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ROMA (ITALPRESS) – Tim rende noto di aver ricevuto da KKR un’offerta non vincolante “per l’acquisto di una partecipazione in una costituenda società coincidente con il perimetro gestionale e infrastrutturale della rete fissa, inclusivo degli asset e attività di FiberCop, nonché della partecipazione in Sparkle (Netco)”.
“L’offerta non vincolante è riferita a una quota partecipativa da definire, fermo restando che dall’acquisto scaturirebbe la perdita dell’integrazione verticale rispetto a Tim – spiega la società -. Il Consiglio di Amministrazione si riunirà nella giornata di oggi per avviare il processo relativo all’esame dell’offerta non vincolante”.

“Il governo segue con attenzione l’offerta presentata dal fondo KKR per l’acquisto di una partecipazione in una costituenda società che gestisca la rete fissa di TIM, azienda che oggi ha un ruolo cruciale nei servizi di telefonia, nella realizzazione della banda larga nel nostro Paese e della infrastruttura del Polo Strategico Nazionale”, afferma in una nota il ministero delle Imprese e del Made in Italy.
“Il governo reputa centrali la salvaguardia dei livelli occupazionali e la sicurezza di una infrastruttura strategica quale la rete nazionale di telecomunicazioni – prosegue il Mimit -. Su questi presupposti si valuteranno gli sviluppi che riguardano la prima azienda di telefonia italiana”.

– foto Agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

A gennaio prezzo degli affitti immobiliari in aumento

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Il 2023 si apre all’insegna di un aumento dei canoni di locazione in Italia, pari all’ 1,9% a gennaio, secondo l’ultimo report dei prezzi pubblicato da idealista. Resta positiva la variazione su base annuale, che segna un incremento medio del 5,8%. Prevalenza di regioni con andamento positivo, 14 questo mese contro 5 in terreno negativo. Solo il Lazio presenta gli stessi prezzi di un mese fa. A crescere di più sono: Toscana (5,7%), Emilia-Romagna (5,5%) e Umbria (3,2%); aumenti superiori alla media nazionale dell’1,9% in altre 5 aree che vanno dal 3,1% del Veneto al 2,2% dell’Abruzzo. Sul fronte dei ribassi, i maggiori spettano a Molise (-1,8%), Calabria (-1,5%). Per quanto riguarda i prezzi, la Lombardia si conferma anche a gennaio 2023 la regione più cara dello stivale con i suoi 15,5 euro/m2 seguita, a stretto giro, dal Trentino-Alto Adige (15,2 euro/m2) e dalla Valle d’Aosta (15,1 euro/m2). Nelle altre regioni prezzi dagli 11,1 euro della Liguria a degradare sino ai 6,4 euro mensili del Molise, la regione più economica per gli affittuari italiani.
Aumenti di prezzo nel 63% delle province italiane trainati dalla Toscana con Massa Carrara (11,1%), Arezzo (10,2%) e Lucca (8,2%), in testa alle aree che fanno registrare gli incrementi più consistenti del mese di gennaio. I maggiori cali, invece, si concentrano a Rieti (-15,8%), Vibo Valentia (-9,9%) e Verbano-Cusio-Ossola (-9%). Tendenza positiva sul fronte dei capoluoghi con 60 aree in aumento nel mese di gennaio, contro 22 che registrano dei cali a gennaio, mentre sono 5 le città le cui richieste dei proprietari sono rimaste invariate nell’ultimo mese: Forlì, Pisa, Cagliari, Sassari e Trieste. Gli aumenti più consistenti del periodo toccano Caltanissetta (11,2%), Cesena (9,5%) e Ravenna (8,2%). Milano (21,4 euro/m2) si aggiudica il titolo di città con gli affitti più salati della Penisola, ai massimi da quando l’indicatore di idealista è stato creato (2012). La seguono Venezia (18 euro/m2), Firenze (17,3 euro/m2), Bologna (16,6 euro/m2) e Roma (14,1 euro/m2). Sul versante opposto della classifica, il capoluogo più economico risulta essere Vibo Valentia (4,4 euro/m2), davanti a Caltanissetta (4,8 euro/m2) e Reggio Calabria (5 euro/m2). (ITALPRESS).

Lavoro, Damiano “Livelli pre-pandemia ma siamo ancora dietro in Ue”

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“Nel 2022 prosegue il trend positivo per l’occupazione, sia a livello europeo che italiano. E se i valori sono positivi sia dal punto di vista dei numeri assoluti che del tasso di occupazione, arrivato al 64,6% a fine 2022, non si può non rilevare come l’Italia resti in una condizione di strutturale inferiorità rispetto ai partner europei per almeno una decina di punti percentuali. In ogni caso, a novembre 2022, gli occupati sono oltre 23 milioni. L’Italia recupera, dunque, i livelli occupazionali del 2019, prima che la pandemia investisse il nostro tessuto produttivo”. Così Cesare Damiano nell’introduzione del report del Centro Studi di Lavoro&welfare e di Studio Labores sull’andamento dell’occupazione. “In merito al tasso di occupazione è sempre necessario ricordare che la sua crescita è condizionata, ovvero ‘drogata’, dalla riduzione della base demografica, in fase discendente dal 2014. Inoltre, come dato di sintesi sull’occupazione, è molto importante e interessante sottolineare come l’andamento delle diverse tipologie di attività veda la diminuzione del cosiddetto lavoro indipendente o autonomo”, aggiunge. “Esso rappresentava, all’inizio degli anni 2000, ben il 28% del totale dell’occupazione ed è sceso, attualmente, al 22%. Per quanto riguarda l’occupazione femminile, in crescita fino al 2014, negli anni successivi, con qualche oscillazione, si è stabilizzata al 42%, segnalando un forte divario con quella maschile. Venendo al tempo determinato, ultimamente, esso è risalito al 17% del totale del lavoro dipendente, dopo essere sceso, al tempo della pandemia, al 14%. Una discesa collegabile anche al blocco dei licenziamenti che non lo ha riguardato. La stessa discesa, nel tempo della pandemia, ha riguardato sia l’occupazione femminile che l’utilizzo del part time. Dati che si sono, poi, riallineati. Per quanto riguarda il part time va rilevato che c’è una forte disparità di utilizzo di genere: lo utilizza una donna su tre a fronte di un solo uomo su dodici”, conclude Damiano.
(ITALPRESS).
-foto Italpress-

Fisco, 3-4 febbraio il congresso delle Camere Avvocati Tributaristi

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ROMA (ITALPRESS) – Si celebra a Firenze, il 3 e 4 febbraio prossimi, il VII Congresso Nazionale delle Camere degli Avvocati Tributaristi Uncat, dedicato al tema “Riforma della Giustizia Tributaria: anno zero. Ordinamento e processo: vere novità?”. La Riforma della Giustizia Tributaria, avvenuta con la legge 130/2022 e in vigore dal settembre scorso, “ha già subito battute d’arresto nella parte ordinamentale, primo mattone su cui ricostruire il nuovo impianto”, sottolinea l’Uncat in una nota. Nel corso della due giorni di lavoro si affronteranno le questioni aperte sia sotto il profilo tecnico che delle prospettive normative, con l’intervento dei rappresentanti del Governo. Hanno già confermato la propria presenza il vice ministro dell’Economia, Maurizio Leo, il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, e il direttore della Giustizia tributaria, Fiorenzo Sirianni.
Il Congresso, con il patrocinio del Consiglio Nazionale forense, si aprirà il 3 febbraio alle ore 9.30 presso l’Auditorium Folco Portinari (via F. Portinari 5), a Firenze, con i saluti inaugurali del professor Roberto Cordeiro Guerra e di Paola Pregliasco, rispettivamente presidente emerito e presidentessa della Camera Avvocati Tributaristi di Firenze. Seguirà la relazione introduttiva del presidente Uncat, Antonio Damascelli. Dopo le relazioni delle Camere tributarie, nel pomeriggio si terrà la tavola rotonda sulla Specializzazione della professione forense con la partecipazione delle Associazioni forensi specialistiche aderenti a Gnosis. Il 4 febbraio, presso Innovation center (Lungarno Soderini 21) alle 9.30, si celebrerà il convegno dedicato alle questioni aperte dalla riforma, con gli interventi dei rappresentanti del Governo, delle Istituzioni interessate e dell’Accademia. Al termine l’Assemblea Uncat procederà alla votazione della mozione congressuale.

– foto da lnx.uncat.it –

(ITALPRESS).

Passera “Tassi negativi non potevano durare, ma serve prudenza”

MILANO (ITALPRESS) – “L’Italia negli ultimi due anni è cresciuta più degli altri paesi. Nel 2022 abbiamo espresso 600 miliardi di euro di export. Non sta scritto da nessuna parte che si debba andare in recessione. Dipende da quello che faremo. Evitare la recessione non è frutto del caso ma della nostra capacità di usare bene i soldi del Pnrr e fare politica monetaria corretta”. Lo ha detto Corrado Passera, fondatore e amministratore delegato di Illimity, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress €conomy.
“Era ovvio – ha continuato – che tassi negativi non potessero durare ed era proprio sbagliato avere tassi così bassi. La libertà dell’Europa non è totale perchè se la Fed alza i tassi e non si segue almeno in parte quella crescita l’euro si svaluta, con una serie di gravi svantaggi. Secondo me stiamo arrivando a un punto dove aumentare molto oltre sarebbe un errore. Con questa crescita, avvenuta correttamente o forse un pò in ritardo, dei tassi di interesse abbiamo aziende e famiglie che oggi pagano tassi rilevanti. Per evitare una stretta creditizia che creerebbe problemi per tutti, il mio suggerimento sarebbe aspettare. Se dovesse esserci un’altra bolla inflazionistica – ha aggiunto Passera – bisognerà reagire ma anticipare, come dicono di voler fare, quindi alzare ulteriormente i tassi, secondo me sarebbe un errore”.
Di fronte alla questione della crisi energetica, diventa cruciale il tema dell’indipendenza. “La prima cosa che mi sono trovato sul tavolo da ministro dello Sviluppo economico – ha detto Passera, che ricopriva questo ruolo nel Governo Monti – è stato il tema dell’energia. Nessuno ci racconti che quello che stiamo vivendo oggi non era prevedibile. Era talmente evidente che non potevamo rimanere dipendenti totalmente dalla Russia. Quando mi è stato proposto di fare un ulteriore gasdotto da quel paese mi sono messo di mezzo. Era chiaro – ha aggiunto – che quello avrebbe voluto dire dipendere totalmente. Così abbiamo aperto il Tap, il gasdotto dall’Azerbaigian”.
Per Passera “il Paese ha fatto cose giuste con fatica mentre altre che potevano essere fatte non sono state fatte e ci siamo trovati in difficoltà, come gli altri paesi d’Europa, ma potevamo evitarlo”.
“Dobbiamo sapere – ha poi aggiunto – che certe politiche, come quelle energetiche, non possono essere demandate a qualsiasi livello. Ci sono scelte politiche nazionali che non possono che essere prese a livello nazionale. Credo che l’autonomia debba essere nella gestione e non nella definizione delle politiche. Il paese è unico: deve essere gestito in maniera saggia ma unica”.
L’Europa, secondo l’amministratore delegato di Illimity, “in occasione delle due ultime grandi emergenze ha dimostrato di essere indispensabile, soprattutto in occasione del Covid e con l’uso degli eurobond. Abbiamo toccato con mano – ha evidenziato – che non siamo solo la somma degli Stati ma qualcosa in più. Ci sono grandi potenze: o noi, come Europa, siamo una di queste o i singoli paesi europei saranno oggetto di conquista culturale, economica e militare”.
Passera si è soffermato anche su risultati e obiettivi di Illimity: “Nasce – ha spiegato – per andare un pò oltre i limiti delle banche tradizionali e dedicarsi al mondo delle imprese, soprattutto a quelle imprese che hanno potenziale e magari non sono ancora riuscite a esprimerlo. Quattro anni fa eravamo un progetto, oggi siamo 900 professionisti, abbiamo un bilancio da 6 miliardi e facciamo una cosa che serve. L’idea di crescere così tanto nel credito, che è un settore in cui molte banche non crescono, soprattutto nel mondo delle piccole e medie imprese, dà il senso del nostro motto: fare utili ed essere utili”.
Oggi la sostenibilità è centrale. “E’ una parola un pò usurata perchè ormai viene usata per tutto, però è una cosa importante. E’ chiedersi se quello che si fa, oltre a essere utile per sè e per la propria azienda, è utile anche per la comunità di cui si è parte. Un obiettivo come il nostro, cioè aiutare le aziende, è già un obiettivo sostenibile”, ha concluso Passera.

– foto Italpress –

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Poste, con Polis nasce la casa dei servizi digitali

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Prende il via Polis, il progetto ideato da Poste Italiane per fare degli uffici postali una casa dei servizi digitali, uno sportello unico che renderà semplice e veloce l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione in 7.000 Comuni al di sotto dei 15.000 abitanti. Grazie a Polis, approvato con il Dl 59/2021, e finanziato con 800 milioni di fondi nell’ambito del Piano nazionale per gli investimenti complementari al Pnrr, Poste Italiane dà un nuovo volto ai 7.000 uffici postali dei piccoli centri per renderli più accoglienti e trasformarli in sportello unico digitale di prossimità attivo 24 ore su 24. I cittadini potranno richiedere certificati anagrafici e di stato civile, la carta d’identità elettronica, il passaporto, il codice fiscale per i neonati, certificati previdenziali e giudiziari, e numerosi altri servizi che si aggiungono a quelli postali, finanziari, logistici, assicurativi e di telecomunicazione. I lavori di ristrutturazione e di adeguamento tecnologico degli uffici postali sono partiti subito dopo il via libera della Commissione Europea, arrivato a fine ottobre 2022, e completati in pochi mesi: a oggi sono già pronti 40 uffici postali e 230 i cantieri aperti. Entro l’anno saranno avviati i lavori di ristrutturazione in 1.500 nuovi uffici Polis.
“Con Polis vogliamo continuare ad offrire sostegno all’Italia accompagnandone la trasformazione – ha detto la presidente di Poste Italiane, Maria Bianca Farina – nessuno conosce e vive il Paese come noi di Poste Italiane, forti dell’esperienza accumulata nella nostra storia secolare e della fiducia per il futuro. Polis si rivolge a comunità che rappresentano la stragrande maggioranza del territorio nazionale, piene di vita, di eccellenze, che nel tempo hanno però perso popolazione, forza e ricchezza. Poste Italiane contribuirà a colmare il forte gap infrastrutturale tra città e piccoli centri offrendo servizi essenziali con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini”. L’Ad Matteo Del Fante ha spiegato come “il progetto Polis nasce per garantire a 16 milioni di italiani che vivono nei Comuni con meno di 15.000 abitanti pari opportunità di accesso ai molteplici servizi della Pubblica amministrazione, avvicinandoli concretamente allo Stato. Polis ha l’ambizione di semplificare la vita di quei cittadini, riducendone al minimo i disagi grazie alle soluzioni digitali di Poste Italiane disponibili negli uffici postali. La sua attuazione contribuisce ad accelerare anche la trasformazione digitale del Paese. In questi anni Poste Italiane ha saputo creare valore con una strategia inclusiva che ha fornito servizi sempre più evoluti ad un numero crescente di persone, e Polis ne è la naturale prosecuzione”.
Per il condirettore generale, Giuseppe Lasco, “Polis è lo strumento con cui Poste Italiane può confermare la propria missione di azienda di sistema a supporto dello sviluppo economico, della coesione e della solidarietà sociale del Paese. Voglio esprimere tutta la mia soddisfazione per un progetto che vive già la sua fase di piena operatività grazie agli interventi completati in questi mesi. Polis è’ un progetto per il Paese – ha concluso – che diventa realtà grazie all’impegno di tutti i dipendenti di Poste Italiane e ad una virtuosa collaborazione con le istituzioni che partecipano al progetto”. Con Polis i cittadini potranno richiedere i certificati allo sportello, utilizzare i totem e gli Atm operativi 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Polis contribuirà anche ad una maggiore efficienza energetica e darà slancio alla mobilità verde attraverso l’installazione di 5 mila colonnine di ricarica per i mezzi elettrici e di 1.000 impianti fotovoltaici. Poste Italiane darà vita anche al progetto “Spazi per l’Italia”, la più grande rete di co-working del Paese con la creazione di 250 siti smart, interconnessi, ricavati dalla valorizzazione di immobili di proprietà aziendale.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa Poste Italiane-

Libia, accordo tra Eni e National Oil Corporation. Meloni “L’Italia diventerà l’hub energetico d’Europa”

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TRIPOLI (LIBIA) (ITALPRESS) – L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, e l’amministratore delegato della National Oil Corporation (NOC), Farhat Bengdara, hanno siglato oggi un accordo per avviare lo sviluppo delle “Strutture A&E”, un progetto strategico volto ad aumentare la produzione di gas per rifornire il mercato interno libico e garantire l’esportazione in Europa. L’accordo è stato firmato alla presenza del Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, e del Primo Ministro del Governo di unità nazionale libico, Abdul Hamid Al-Dbeibah.

“Strutture A&E” è il primo grande progetto a essere sviluppato nel paese dall’inizio del 2000. Consiste in due giacimenti a gas, chiamati rispettivamente “Struttura A” e “Struttura E”, situati nell’area contrattuale D, al largo della Libia. La produzione di gas inizierà nel 2026 e raggiungerà un plateau di 750 milioni di piedi cubi di gas standard al giorno.

La produzione sarà assicurata attraverso due piattaforme principali collegate agli impianti di trattamento esistenti presso il complesso di Mellitah. Il progetto prevede anche la costruzione di un impianto di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica a Mellitah, che consentirà una significativa riduzione dell’impronta carbonica complessiva, in linea con la strategia di decarbonizzazione di Eni. L’investimento complessivo è stimato in 8 miliardi di dollari, con un impatto significativo sull’industria e sulla relativa catena di fornitura, fornendo un contributo significativo all’economia libica.

Eni è il principale produttore internazionale di gas in Libia, con una quota dell’80% della produzione nazionale (1,6 bscfd nel 2022). La società opera in Libia dal 1959 e attualmente dispone di un ampio portafoglio di asset in esplorazione, produzione e sviluppo. Le attività produttive sono operate attraverso la società mista Mellitah Oil and Gas BV (Eni 50%, NOC 50%). La produzione equity è stata di 165.000 barili di petrolio equivalente al giorno nel 2022.

“L’accordo di oggi consentirà di effettuare importanti investimenti nel settore dell’energia in Libia, contribuendo allo sviluppo e alla creazione di lavoro nel Paese, e rafforzando la posizione di Eni come primo operatore in Libia”. Lo ha detto l’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, dopo la firma dell’accordo con l’amministratore delegato
della National Oil Corporation (NOC), Farhat Bengdara, per avviare lo sviluppo delle “Strutture A&E”, un progetto strategico volto ad aumentare la produzione di gas per rifornire il mercato interno libico e garantire l’esportazione in Europa.

“La firma dell’intesa tra Eni e Noc è un passaggio storico. L’intesa rilancerà una serie di iniziative per diversificare le fonti energetiche, per lavorare sulla sostenibilita’, per garantire energia ai libici e maggiori flussi all’Europa”, e rientra nella strategia di fare dell’Italia “un hub di approvvigionamento energetico per l’intera Europa”, ha commentato il premier Giorgia Meloni.
“La Libia – ha aggiunto Meloni – è un partner fondamentale e sa che può contare sull’Italia nel processo di stabilizzazione politica, per il sostegno all’economia, per gli investimenti nelle infrastrutture. Una cooperazione a 360 gradi tra due nazioni che da sempre sono amiche”.

– foto screenshot video ufficio stampa Palazzo Chigi –
(ITALPRESS).

Gas, Giorgetti “Da inizio febbraio tariffe giù del 40%”

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MILANO (ITALPRESS) – “Credo che all’inizio di febbraio le nuove tariffe per le bollette saranno il 40% in meno rispetto alle ultime”. Lo ha detto il ministro all’Economia, Giancarlo Giorgetti, in occasione di un evento elettorale della Lega a Milano, a proposito dei costi del gas. All’incontro era presente anche il leader della Lega Matteo Salvini che ha sottolineato: “Ci sono stati giornalisti che si sono esercitati per mesi e per anni nel tentativo di dividere Salvini e Giorgetti. Fatevene una ragione: su questo palco c’è una squadra, una famiglia e un’unità che va al di là della politica”.
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).