ROMA (ITALPRESS) – Prosegue la discesa delle controversie tributarie pendenti che, alla data del 31 marzo, si attestano a 261.704 fascicoli, con una diminuzione tendenziale di circa il 17% su base annua. Secondo i dati del Mef, le nuove controversie instaurate in entrambi i gradi di giudizio nel primo trimestre, pari a 38.894, risultano in aumento del 55,3% rispetto all’analogo periodo del 2021; tale incremento è correlato alla ripresa delle attività di accertamento e riscossione dei tributi da parte degli enti della fiscalità. Le controversie definite, pari a 50.171, registrano una diminuzione tendenziale dell’11,2%.
In dettaglio, i ricorsi presentati presso le Commissioni tributarie provinciali (CTP) sono stati pari a 27.506, in aumento dell’88,1%; le definizioni, pari a 34.689, hanno registrato una diminuzione dell’11,4%. Nelle Commissioni tributarie regionali (CTR), gli appelli pervenuti nel medesimo periodo, pari a 11.388, sono risultati in aumento del 9,3%; le definizioni, pari a 15.482 provvedimenti, sono diminuite del 10,7%. Continua l’aumento della quota dei depositi dei provvedimenti digitali da parte dei giudici tributari che si attesta a circa il 72%. Cresce anche il numero delle controversie discusse con strumenti di videoconferenza, che si attestano al 40,4%.
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Fisco, nel primo trimestre contenzioso tributario in calo
Renovars verso la Borsa, rinnova cda e nuova controllata
Renovars, la società che offre servizi per la casa a 360 gradi e alla quale fa capo Facile Ristrutturare, prosegue il suo cammino di avvicinamento alla Borsa rinnovando il cda e creando una nuova controllata. La società prevede di sbarcare a Piazza Affari entro il 2024 con un obiettivo di crescita importante rispetto ai 300 milioni del 2021. Il nuovo consiglio d’amministrazione di Renovars è composto da Giovanni Di Ieso, presidente e amministratore delegato, dai due soci fondatori e attuali azionisti di controllo della società, Giovanni Amato e Loris Cherubini, da Bruno Vettore (amministratore delegato del braccio immobiliare Renovars Real Estate), Aldo Fausti, Vittoria Arezzini e Graziano Verdi (quest’ultimo consigliere indipendente, già ai vertici di Graniti Fiandre). Renovars ha anche annunciato la costituzione di Renovars Distribution alla quale faranno capo le attività di vendita e distribuzione dei prodotti di finiture, arredi e serramenti e una forte focalizzazione sull’area della logistica. A capo della nuova società, come presidente e amministratore delegato, è stato chiamato Aldo Fausti.
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Danese nuovo amministratore delegato di Veronafiere
Il Cda di Veronafiere ha nominato all’unanimità l’amministratore delegato nel segno della continuità aziendale: è Maurizio Danese, già ai vertici della Spa di Viale del Lavoro dal 2015 a maggio 2022. La nuova figura è prevista dalle modifiche allo statuto volute dai soci e approvate nell’assemblea nel febbraio scorso. Assieme al Cda, Veronafiere garantirà il bilanciamento adeguato con le altre figure manageriali e la salvaguardia del patrimonio di esperienze nelle relazioni politico-istituzionali e nelle industry rappresentate.
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Inwit, al via campagna per raccontare missione e visione del brand
Inwit dà vita a un nuovo posizionamento e a una nuova immagine istituzionale: parte la campagna di lancio “Sharing connections” realizzata dall’agenzia Wunderman Thompson Milano che esprime i valori, la mission e la vision del brand. Al logo, già rivisitato in azzurro, si associa il payoff “sharing connections” con l’obiettivo di sottolineare l’identità più profonda di Inwit: abilitatore di connettività, ma soprattutto supporto agli operatori di telecomunicazione nella condivisione di connessioni tra le comunità. “Sharing connections” – si legge in una nota – va oltre il semplice significato di “connettività” e abbraccia anche valori più alti, come quello della connessione valoriale con i propri clienti e stakeholder, e la capacità di mettere in connessione lavorativa, ma anche umana, le persone. “L’obiettivo è raccontare in maniera diretta e sintetica non solo il lavoro di Inwit, ma anche il valore aggiunto che la nostra azienda porta nelle comunità e nei territori in cui opera”, ha dichiarato Michelangelo Suigo, direttore Relazioni Esterne, Comunicazione e sostenibilità di Inwit. “‘Sharing connections’ racchiude le parole di condivisone e di connessione. Insieme alle immagini utilizzate per la comunicazione visiva intendiamo così rafforzare il ruolo di Inwit come abilitatore per la transizione digitale del Paese, a supporto degli operatori”, ha aggiunto. Nella comunicazione visiva, Inwit ha scelto un design futuristico, dove tutto è connesso. La città di oggi, con il suo patrimonio culturale e artistico si fonde con quella del futuro, valorizzando tutti i suoi aspetti e garantendo una migliore qualità della vita ai suoi cittadini da un punto di vista sociale, ambientale, relazionale. La campagna prevede anche una multi soggetto fotografica che racconta gli ambiti di applicazione delle soluzioni utilizzate da Inwit, come DAS (Distributed Antenna System) e small cell. Un manifesto di intenti che definisce Inwit nel ruolo di Connectivity Enabler.
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Visco “Rincorsa tra prezzi e salari porta a caduta redditi reali”
ROMA (ITALPRESS) – “L’aumento dei prezzi dovuto soprattutto a un aumento dei costi dell’energia e del gas, che è il risultato principale di questo conflitto terribile e insano che stiamo vivendo, è un aumento di costi per imprese e famiglie, allora si cerca di trasferirli a qualcun altro ma questa è una cosa che abbassa il nostro potere d’acquisto. Perchè come Bce abbiamo questa politica che chiamiamo di normalizzazione delle condizioni monetarie? Lo facciamo per evitare che scappi di mano il genio dell’inflazione e che alla fine ci sia una rincorsa tra prezzi e salari che porta a una caduta dei redditi reali”. Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, intervenendo a Young Factor .
“L’inflazione fa male se è elevata e se spinge a rincorse: aumentano i prezzi, aumenta la mia domanda di reddito ma c’è anche l’aumento del costo dell’impresa. L’obiettivo delle banche centrali è di tenere una stabilità dei prezzi, abbiamo definito che un aumento del 2% è ragionevole per mantenere la stabilità monetaria economica e per evitare rischi che non sono più controllabili”, ha spiegato.
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Italgas aggiorna i target, fatturato a 2,6 miliardi nel 2028
Italgas aggiorna e rifocalizza i suoi target di lungo termine. Il gruppo, leader nella distribuzione del gas, scommette sulla digitalizzazione della rete, preparandosi così a gestire anche i flussi di idrogeno utilizzando la medesima infrastruttura, dove potrà confluire anche il biogas, di cui l’Italia è uno dei primi produttori. Una rivoluzione, dove Italgas, che dopo vari passaggi societari è un soggetto indipendente quotato a Piazza Affari, vanta un asset fenomenale: una rete di 74.473 chilometri presente in 1.899 comuni, 7,7 milioni punti di distribuzione e una quota del 35%. Il piano al 2028 prevede investimenti per 8,6 miliardi, di cui 2,9 miliardi andranno proprio sull’aggiornamento e l’estensione della rete, a partire dalla Sardegna. A fine piano inoltre saranno installati 4,5 milioni di nuovi contatori digitalizzati, su un totale di 8,3 milioni, in grado di gestire anche i flussi di idrogeno. Un investimento, quello sulle nuove tecnologie che genererà 300 milioni annui di benefici potenziali a fine piano, 240 milioni in Ebitda e 60 milioni di spese in conto capitale. Gli effetti però andranno anche oltre il piano, specialmente tenendo conto delle operazioni straordinarie che il gruppo ha messo in agenda. Innanzitutto, in Grecia dove deve essere solo più finalizzata l’acquisizione di Depa, il principale operatore ellenico del gas per 1,8 miliardi, che nei piani genererà un miliardo di euro di ricavi nel 2028. Ci sono poi 160 milioni disponibili per acquisire dei gestori di servizi idrici, Italgas ne gestisce già cinque in provincia di Caserta. Altri 340 milioni sono dedicati al mercato delle cosiddette Esco (Energy service company), ovvero imprese in grado di fornire tutti i servizi tecnici, commerciali e finanziari necessari per realizzare un intervento di efficienza energetica.
Infine, 1,8 miliardi saranno destinati agli appalti, anche se la visibilità limitata sugli investimenti, in questo momento, potrebbe spingere anche oltre il 2028 una parte di queste spese. Il debito, che a fine anno dovrebbe essere di 5,9 miliardi, con un costo stabile all’1,2% fino al 2028 appare stabilizzato, anche a fronte di una liquidità di 1,2 miliardi subito disponibile. L’insieme di queste scelte strategiche dovrebbe generare un fatturato in crescita da 1,4 miliardi quest’anno a 2,6 miliardi nel 2028, grazie soprattutto all’acquisizione in Grecia che impatta per un miliardo e che si prevede sarà conclusa entro l’estate. Italgas prevede perciò una crescita costante del 4% dei dividendi nei prossimi anni, con payout del 65%. Sul futuro è difficile fare previsioni, il settore è sotto la lente d’ingrandimento, specie in vista dell’inverno, avendo l’Italia un mix energetico che vede il gas al 40%, contro il 24% della media continentale, e che dipende dalle forniture russe per il 38% delle forniture, contro il 32% europeo. “Bisogna fare i conti prima di preoccuparsi. L’elemento positivo è che il livello di stoccaggio è elevato e proseguono i riempimenti”, ha spiegato l’Ad della società, Paolo Gallo, spiegando che i dati ufficiali parlano di un 52% di utilizzo degli impianti. Il manager ha confermato possibili ulteriori acquisizioni, “siamo pronti ma bisogna essere in due e in questo momento ci sono poche opportunità sul mercato, e hanno un valore di Rab basso, e in queste condizioni acquistare non è conveniente. Queste dinamiche hanno ridotto il numero di possibilità sul mercato”. Pesa, anche in quest’analisi la crisi ucraina, che ha rafforzato il valore dell’intera filiera che muove ogni anno in Europa 489 milioni di metri cubi, e in Italia è a quota 76 milioni di metri cubi. (ITALPRESS).
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Dalla Bce arriva lo scudo anti-spread
MILANO (ITALPRESS) – La Banca Centrale Europea prepara lo scudo anti-spread. Il Consiglio Direttivo che si è riunito in seduta straordinaria ha incaricato gli uffici di studiare l’intervento più opportuno. Nel frattempo scatta il piano d’emergenza. Vuol dire che Francoforte potrà riacquistare i titoli alla scadenza in base alle esigenze del mercato senza dover tener conto della quote definite per Paese. Per confermare che su questa strada non c’è alcun ripensamento è sceso in campo Klaus Knot, capo della Banca centrale olandese, considerato uno dei “falchi” più aggressivi. Un segnale di determinazione dato al mercato:
“Oggi abbiamo deciso di attivare la flessibilità ai sensi dell’attività di reinvestimento che stiamo intraprendendo nell’ambito dell’emergenza pandemica, abbiamo chiesto quindi ai nostri Comitati di lavorare in maniera accelerata sul concepimento di nuovi strumenti per contrastare la frammentazione”.
La coesione dell’area euro deve essere protetta e su questo non c’è distinzione fra falchi e colombe.
La Bce ha rilevato che “la pandemia ha lasciato vulnerabilità durature nell’economia dell’area dell’euro che stanno contribuendo alla trasmissione non omogenea della normalizzazione della politica monetaria tra le giurisdizioni”. Sulla base di questa valutazione, il Consiglio direttivo ha deciso che “applicherà flessibilità nel reinvestimento dei rimborsi in scadenz al fine di preservare il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria, condizione preliminare affinchè la Bce sia in grado di realizzare il mandato sulla stabilità dei prezzi”.
L’intervento della Bce era nell’aria dopo il discorso del 14 giugno di Isabel Schnabel, membro del Comitato Esecutivo, che aveva parlato di uno scudo anti-spread da definire in fretta. La Schnabel è considerata un “super-falco”. A lei viene attribuita la regia della conferenza stampa di esordio di Christine Lagarde. Era il marzo 2020 e la presidente della Bce annunciò il rovinoso “non siamo qui per chiudere gli spread”. Alla fine anche Schnabel ha cambiato idea. Ha assicurato che l’impegno della Bce contro spread ingiustificati sarebbe stato “senza limiti”.
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Milano, “Rinascita Manageriale”, 4 mln per mismatch dirigenti-Pmi
Secondo le elaborazioni e le stime dell’Osservatorio 4.Manager, di Confindustria e Federmanager, il 64% delle imprese lombarde evidenzia una difficoltà di reperimento dei manager, rispetto al 70% registrato nel resto dell’Italia. Nel territorio lombardo, a fronte di un calo del numero di imprese industriali attive sul territorio (94 mila nel 2021 contro le 104 mila del 2014), si è registrata una crescita del numero di manager (circa 44 mila presenze attive nel 2021 contro le 39 mila del 2014), a testimonianza della managerializzazione delle imprese. Prendendo sempre in esame solo il comparto manifatturiero, inoltre, nel I° semestre 2022 in Italia c’è stata una domanda di competenze manageriali pari a 1320 professionisti, di cui 365 concentrati solo in Lombardia. Sempre secondo le stime dell’Osservatorio 4.Manager, a giugno 2022 in Italia e in Lombardia si è registrata un’elevata domanda di competenze nel settore del people management, della transizione sostenibile, dell’export-internazionalizzazione e della transizione energetica. I dati sono emersi durante l’incontro di presentazione del progetto dedicato allo sviluppo delle competenze manageriale “Rinascita manageriale”, l’iniziativa di politica attiva promossa da 4.Manager per valorizzare il patrimonio manageriale italiano a beneficio della crescita delle imprese. L’evento, organizzato da Assolombarda, Aldai-Federmanager e 4.Manager si è tenuto oggi presso la sede di Assolombarda con un incontro dal titolo “Rinascita Manageriale: Politiche attive per la ripresa del sistema produttivo”. “Rinascita Manageriale” rappresenta, nell’intenzione dei promotori, una risposta concreta alle richieste di competenze manageriali delle imprese e punta a offrire un sostegno alle politiche attive per i manager del territorio. Il piano prevede lo stanziamento di 4 milioni di euro, sotto forma di rimborso spese per le attività di assessment aziendale e per la ricerca e selezione del personale, a favore delle aziende che assumono un manager inoccupato o lo ingaggiano come temporary manager in 4 settori aziendali considerati strategici: innovazione e digitalizzazione, sostenibilità, organizzazione del lavoro post-Covid ed export. In particolare, il rimborso spese copre fino a un massimo di 30.000 euro, nel caso in cui il manager venga assunto a tempo indeterminato e fino a un massimo di 15.000 euro, nel caso in cui il manager venga assunto a tempo determinato o attraverso un contratto di temporary management. Inoltre, sono previsti una copertura dei costi lato azienda per l’iscrizione al Fasi (fondo assistenza sanitaria integrativa) e l’accesso gratuito per il manager a una piattaforma di e-learning. “È un progetto di grande utilità per le Pmi – dichiara Alessandro Spada, presidente di Assolombarda – che grazie a questa iniziativa hanno l’opportunità di acquisire consapevolezza delle proprie necessità manageriali. ‘Rinascita Manageriale’ rappresenta inoltre un valido contributo operativo di sistema che si inserisce a pieno titolo nell’ambito delle azioni del Patto per il Lavoro che, non più tardi di un mese fa, Assolombarda ha firmato con il Comune di Milano e i principali attori socio-economici del territorio. Un documento che riflette gli obiettivi che ci poniamo anche oggi: portare Milano, e con essa la Lombardia, al livello delle maggiori città europee per occupazione, qualità del lavoro e competitività delle nostre imprese e delle loro risorse umane. L’impegno di Aldai-Federmanager, 4.Manager e Assolombarda per le politiche attive dei dirigenti è una strategia ‘win win’ per aziende, manager e territori perché consente di non disperdere un patrimonio di competenze elevate faticosamente costruito nel corso degli anni”. “Rinascita Manageriale esprime e sottolinea il forte connubio tra il concetto di ripresa e rilancio delle imprese, così come del sistema economico, con il ruolo, fondamentale e necessario, dei manager in questo processo – afferma Manuela Biti, presidente di Aldai-Federmanager, l’associazione lombarda dirigenti aziende industriali -. Essere qui oggi conferma la nostra convinta determinazione ad agire uniti verso i grandi obiettivi e traguardi che ci stanno di fronte. La formazione continua e la valorizzazione delle competenze manageriali sono certamente due delle chiavi di successo che ci possono portare a una ripresa economica consolidata e duratura”. “Le risorse economiche che stanno arrivando grazie al Pnrr e ai fondi europei – commenta Stefano Cuzzilla Presidente di 4.Manager – sono uno strumento che non può essere sprecato e che richiede competenze manageriali specifiche in grado di progettare nuovi modelli di business efficienti, profittevoli e adeguati ai rapidi cambiamenti. È importante che le risorse pubbliche e private siano complementari e si integrino in modo da creare sinergie efficienti al rilancio del sistema Paese e 4.Manager con Rinascita manageriale si sta muovendo in questa direzione. Oggi le imprese chiedono competenze nuove per sfruttare al meglio le opportunità legate alle transizioni sostenibili ed energetiche. Occorre quindi massimizzare il rilancio del sistema produttivo attraverso un’iniezione di competenze manageriali ad alto valore aggiunto. L’attività di 4.Manager si pone, per questo, l’obiettivo di essere un propulsore di competitività e competenze a supporto delle imprese, per ridurre le asimmetrie di mercato e contribuire a realizzare uno sviluppo sostenibile”. (ITALPRESS).
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