Home Economia Pagina 288

Economia

Salone del mobile, Feltrin “Premiati gli sforzi delle aziende”

0

“Abbiamo sperimentato il grande entusiasmo di ritrovare clienti e stakeholder dopo tre anni e due mesi dalla chiusura dell’ultimo Salone del mobile. Tantissima la voglia di essere di nuovo in presenza, ma anche di tornare a fare business nella vetrina di eccellenza del nostro saper fare, in cui il pubblico qualificato è stato il vero protagonista, come dimostrano gli stessi imprenditori, soddisfatti di una settimana al di sopra delle aspettative. Tanti gli ordini, apertura a nuovi mercati e consolidamento di quelli tradizionali: il Salone ha confermato di essere una formula vincente da cui non si può prescindere”. Così il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin. “La casa intelligente, il rinnovo dei materiali, l’intreccio fra tradizione e innovazione puntando alla sostenibilità intesa sempre più come leva competitiva, sono stati la dimostrazione pratica di quanto le imprese abbiano continuato a investire in questi anni seppur così difficili, senza mai smettere di guardare al futuro con ottimismo”, aggiunge. “L’andamento del mercato – sottolinea Feltrin – è ancora estremamente dinamico e in salute come evidenziano le rilevazioni di FederlegnoArredo, nonostante le incognite dovute allo scenario internazionale ci costringano a essere cauti, soprattutto volgendo lo sguardo al prossimo autunno. Destano preoccupazione il tema del costo dell’energia, la difficoltà di reperimento delle materie prime, che sta diventando il tallone d’Achille della ripresa, e l’erosione del potere d’acquisto che potrebbe rallentare la domanda di un mercato ancora effervescente. Il settore legno-arredo sta rispondendo a un processo di cambiamento della società, che la pandemia ha accelerato e che ha portato le persone a riscoprire il valore della casa, nella consapevolezza che possiamo viverla in modo più confortevole, moderno e salubre, con prodotti di qualità e durevoli che rendano la nostra vita migliore. Non si tratta di una tendenza passeggera ma di una trasformazione strutturale. E i risultati premiano gli sforzi delle nostre aziende, che rappresentano nel mondo quel Made in Italy che ambisce a diventare leader della green economy, ridisegnando anche il futuro dell’abitare”, conclude.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

Ita Airways, con menù di Bartolini racconta la sua cultura del cibo

0

Un nuovo menù, con piatti “di grande qualità”, di cui due firmati dallo chef stellato Enrico Bartolini. In casa Ita Airways “vogliamo raccontare la nostra cultura del cibo che si basa su pochi elementi ma di grande qualità proprio per la loro semplicità. Noi abbiamo la fortuna che un nostro pomodoro Pachino è diverso da quello degli altri I sapori semplici della nostra cucina fanno la differenza”. Parola di Giovanni Perosino, Chief Marketing Officer di Ita Airways, durante la presentazione della nuova proposta enogastronomica della Compagnia presso lo spazio espositivo di via della Spiga, allestito per la Milano Design Week. Ospite d’eccezione il vicepresidente dell’Inter Javier Zanetti. Dal 2 giugno, a bordo di tutti i voli intercontinentali del network di Ita Airways, i clienti viaggiano attraverso nuovi profumi e nuovi sapori ispirati alle eccellenze della tradizione italiana. Periodicamente, a seconda dell’identificazione di temi specifici, diversi chef italiani e giovani talenti si alterneranno nella proposta enogastronomica di bordo. Un menù totalmente rinnovato anche in classe economy, secondo la medesima idea di legarsi alla tradizione italiana. Sarà quindi Enrico Bartolini il primo a salire a bordo, mentre i successivi chef saranno svelati progressivamente. Uno stile, quello dello stellato, caratterizzato da un approccio contemporaneo, che punta a trasformare il lusso in semplicità e offrire ai clienti un servizio che ha l’Italia nel cuore. Con Bartolini, a bordo della business class saranno serviti piatti della tradizione nazionale come una rivisitazione della pappa al pomodoro (servito come first course caldo) e l’anca di pollo ai profumi di Amalfi. Arricchiranno il menù dolci, caffè, bevande. “Per realizzare la proposta gastronomica di bordo Ita Airways – ha affermato lo chef – ci siamo ispirati alle eccellenze enogastronomiche del nostro paese, alla tradizione della cucina italiana realizzata con materie prime di qualità e con un approccio contemporaneo, ma allo stesso tempo semplice ed elegante per offrire ai clienti un servizio che ha l’Italia nel cuore. Sono onorato di far parte della squadra di chef che si alterneranno a bordo, un progetto davvero innovativo della nostra compagnia di bandiera, un messaggio straordinario di grande armonia nazionale e respiro internazionale”. Un messaggio di attenzione alla sostenibilità: “Non avremo più nemmeno un foglio di carta su questi aerei”, solo edicole digitali, ha detto Perosino e poi “faremo la raccolta differenziata, come a casa”. Inoltre, “cercheremo di avere il servizio di bordo in materiali ecosostenibili. Cerchiamo – ha concluso – di usare questi aerei come laboratorio” dove sperimentare ogni soluzione di sostenibilità.
(ITALPRESS).
-foto Italpress-

La Bce ferma gli acquisti di titoli, a luglio il primo rialzo dei tassi

FRANCOFORTE (GERMANIA) (ITALPRESS) – Il Consiglio direttivo dela Bce ha deciso di compiere ulteriori passi nella normalizzazione della politica monetaria. Durante questo processo manterrà gradualità, flessibilità, ricorso ai dati e apertura alle opzioni nella conduzione della politica monetaria. Il Consiglio direttivo ha deciso di porre fine agli acquisti netti di attività nell’ambito del PAA a partire dal 1 luglio 2022. Esso intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PAA per un prolungato periodo di tempo successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento della Bce e, in ogni caso, finchè sarà necessario per mantenere condizioni di abbondante liquidità e un orientamento adeguato di politica monetaria. Il Consiglio direttivo della Bce ha esaminato attentamente le condizioni che, secondo le sue indicazioni prospettiche, devono essere soddisfatte prima di iniziare a innalzare i tassi di interesse di riferimento. Pertanto, in linea con la sequenza delle sue misure di politica monetaria, il Consiglio direttivo intende innalzare i tassi di interesse di riferimento della BCE di 25 punti base con la riunione di politica monetaria di luglio. Nel frattempo, esso ha deciso che i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%. Su un periodo più esteso, il Consiglio direttivo si attende un nuovo aumento dei tassi di riferimento a settembre. La calibrazione di questo incremento dei tassi dipenderà dalle prospettive aggiornate per l’inflazione a medio termine. Se le prospettive di inflazione nel medio periodo permarranno tali o si deterioreranno, un incremento maggiore sarà appropriato alla riunione di settembre.
Dopo settembre, in base alla sua attuale valutazione, il Consiglio direttivo prevede che un graduale ma duraturo un percorso di ulteriori aumenti dei tassi di interesse sia appropriato.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

WindTre-Censis, italiani sempre più immersi nella vita digitale

0

In cosa consiste la digital life concretamente vissuta dai cittadini? Quali le loro aspettative e valutazioni? Sono gli interrogativi al centro del secondo rapporto WindTre-Censis che, partendo dall’avvenuta transizione alla digital life, verifica se e in che misura in ambiti di vita significativi gli italiani beneficino delle opportunità digitali. Internet è disseminata di rischi e gli italiani sanno che devono affrontare questo mondo con consapevolezza. “Gli italiani stanno usando sempre di più Internet, sono sempre più immersi in una vita che ormai è digitale, dove non c’è confine tra il reale e il virtuale”, ha detto Roberto Basso, director external affairs and sustainability WindTre nel corso della presentazione della ricerca. “All’interno di questo nuovo mondo ibrido ci sono dei rischi. La percezione dei rischi è il dato che emerge con maggiore chiarezza dalla rilevazione di quest’anno, in confronto all’anno scorso. Su questo piano ci sentiamo responsabili, riteniamo di avere una responsabilità digitale: WindTre è impegnata già da anni a formare ed educare i neo connessi, ai quei ragazzini che grazie al regalo di uno smartphone entrano nel mondo digitale. Accanto a loro ci sono persone più avanti con l’età, i senior, che si affacciano a questo mondo e hanno bisogno di essere tutelati per esempio dal rischio di frodi. Tutta questa area di rischi che è diventata sempre più evidente, ci impone un impegno nei confronti di questi utenti”. Dalla ricerca emerge che il 71,5% dei cittadini dotati di una connessione a internet utilizza sia la rete fissa sia quella mobile, il 17,7% solo la linea mobile, il 10,8% solo la rete fissa. Immersi nella digital life, gli utenti ricorrono alla combinazione di infrastrutture fisse e mobili per garantirsi l’accesso sempre, ovunque e comunque. Agli operatori di rete sono richieste connessioni veloci, con un’alta qualità e fluidità dei contenuti (51,6%), connessioni affidabili, senza incorrere in interruzioni (41,7%), un servizio di assistenza rapido e facilmente accessibile in caso di guasti o di problemi amministrativi (31,1%). Il 43,9% degli italiani (il dato sale al 51,5% tra i laureati e al 55,0% tra i giovani) pagherebbe qualcosa in più pur di avere la connessione con i requisiti indicati. Sul tema della sicurezza il 56,6% degli italiani (e ben il 61,9% dei giovani) ha paura per la propria sicurezza informatica, ad esempio quando svolge operazioni bancarie online. I ripetuti attacchi informatici a istituzioni, imprese e cittadini fanno presa sul corpo sociale e spaventano di più di quanto si tema il libero accesso alla rete da parte dei minori (34,7%), i rischi di dipendenza dal web e le minacce alla salute mentale (23,7%), gli hater che aggrediscono le persone sul web (22,0%). I cyber-attacchi insidiano il diritto alla connessione, che per gli italiani va tutelato garantendo adeguate protezioni dalle minacce. In un periodo in cui l’irrazionale circonda di fake news persino i vaccini, il 5G ad oggi beneficia di un ampio consenso sociale. Il 57,1% degli italiani (il 68,4% dei giovani, il 62,5% dei laureati) è favorevole a rendere la nuova tecnologia operativa ovunque, il 14,9% è invece contrario, convinto che faccia male alla salute, mentre il 28,0% è incerto. Il desiderio di non ritrovarsi con connessioni inadeguate spinge verso il consenso, mentre non decollano le tesi complottiste che associano alle reti di quinta generazione possibili rischi per la salute. Giorgio De Rita, segretario generale del Censis, ha spiegato che “ci sono i segni di una consapevolezza matura degli italiani verso Internet, gli italiani hanno verso la rete un atteggiamento capace di guardare oltre alcuni rischi, come le fake news e i furti informatici. Con questa ricerca ci siamo chiesti se il digital life non solo migliora la vita di tutti noi ma può migliorare anche la società, può rappresentare un motore di crescita. Emerge forte la convinzione che la qualità delle vite individuali sarà sempre più determinata anche dalla qualità di connessioni, device e competenze digitali e per questo motivo gli italiani ricorrono ad una logica combinatoria, cioè optano per una pluralità di modalità di connessione e di device, costruendo così una sorta di autotutela del diritto alla connessione. Gli italiani – ha aggiunto – chiedono agli operatori maggiore affidabilità, maggiore sicurezza, maggiore ampiezza dei servizi offerti”. Gli intervistati bocciano il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione: il 46,3% è cauto, convinto che per ora abbia generato solo miglioramenti poco rilevanti. Il 32,7% è entusiasta, perché ritiene che abbia profondamente migliorato la Pa e lo farà ancora di più in futuro. Il 21,0% è scettico, in quanto non vede benefici nell’immediato e ritiene che non ce ne saranno in futuro. Il 50,5% degli italiani dichiara comunque di utilizzare personalmente i servizi online delle amministrazioni pubbliche quando sono disponibili. Per ora c’è grande cautela nei giudizi. Ad oggi il tanto atteso salto di qualità della Pa digitale è rinviato. Benefici arrivano dalle piattaforme digitali che sono ormai una parte integrante della vita quotidiana degli italiani. Il 64,8% di chi è dotato di una connessione le utilizza per ascoltare musica e podcast, il 64,7% per guardare film e serie tv, il 39,5% per seguire eventi sportivi, il 31,9% per leggere libri, il 19,3% per frequentare corsi di formazione. Il giudizio sugli effetti sociali dell’utilizzo di massa delle piattaforme è positivo. Per il 49,0% ampliano la platea di persone che possono accede a cultura e entertainment, per il 30,8% accorciano le distanze tra le generazioni, per il 30,6% riducono le differenze culturali tra i vari Paesi. Sono minoritarie le quote di coloro che sottolineano soprattutto gli svantaggi: il 17,9% ritiene che vi sia un eccesso di potere delle grandi piattaforme, il 17,5% teme che si amplino le disuguaglianze sociali e culturali in base alle disponibilità di connessione, il 14,3% vede il rischio di un crollo della qualità dell’offerta.
(ITALPRESS).
-foto Italpress-

Sangalli “Abbiamo dato gambe alla ripresa, non ci fermiamo qui”

0

“L’Italia di oggi è un Paese molto diverso da quello che abbiamo lasciato nel 2019. È un Paese per molti aspetti più povero, più fragile, più polarizzato: tra territori, tra generazioni, tra ceti sociali. Ma è anche un Paese che ha dimostrato di avere risorse materiali e morali eccezionali, persino insperate. Abbiamo resistito prima, ci siamo adattati poi, ci stiamo re-inventando oggi. Abbiamo dato gambe alla ripresa e cuore alla speranza. Abbiamo dato tutto. Non abbiamo nessuna intenzione di fermarci qui. Noi ci siamo”. Lo ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nella sua relazione in occasione dell’assemblea 2022, sottolineando che “saremo migliori solo se avremo imparato qualcosa dalla crisi. È tempo di scelte impegnative. A partire dalla politica, che scelga di sottrarsi al cosiddetto ‘presentismo’, ai rendimenti di breve termine, recuperando lo sguardo lungo. Lo sguardo lungo che implica le ragioni delle ‘competenze’ così preziose per democrazie aperte al futuro”. Secondo Confcommercio per il 2022, le previsioni di Pil e consumi si attestano in entrambi i casi al +2,5% (con una correzione al rialzo di circa 0,4% rispetto alla precedente valutazione), mentre per l’inflazione si stima una crescita del 6,3%.
Per quanto riguarda i consumi – comprensivi della spesa del turismo estero – il +5,4% registrato nel 2021 ha permesso solo un parziale recupero di quanto perso nel 2020 (-11,5%) e solo nel 2023 si prevede un completo ritorno ai livelli pre-pandemia, anche grazie ad un riassorbimento delle tensioni inflazionistiche (+2,9%). “La ripresa dei consumi sarà più lenta – ha proseguito Sangalli – solo a fine 2023 si ritornerà ai livelli pre-pandemici. E questo nell’ipotesi che, entro il prossimo autunno, si risolvano le tensioni sulle materie prime e in generale sul quadro geopolitico”. Sulla questione del salario minimo, con una direttiva europea approvata nelle scorse ore, il numero uno di Confcommercio ha spiegato che occorre “un patto per rafforzare la partecipazione al mercato del lavoro. Un patto per costruire robuste politiche attive fondate sulla cura delle competenze, sulla formazione, come condizione strutturale di occupazione, di buona occupazione, che è poi il fondamento di una maggiore sicurezza sociale. Un patto che diventa così una risposta alla questione del salario minimo”. Mentre sui balneari e sulle concessioni demaniali ha ricordato come sia passato il messaggio che “il nostro mondo fosse contro le ragioni del libero mercato e della concorrenza. Non è così. Noi siamo da sempre a favore della concorrenza, anche se talvolta è dolorosa, spesso implacabile. Sulle concessioni demaniali, il tema è trovare l’equilibrio tra un’apertura del mercato e la tutela dei diritti degli attuali concessionari. Bisogna recuperare tutti i margini di intervento possibili per valorizzare il lavoro di tante famiglie, tanti imprenditori, tra cui tante donne e tanti giovani, che chiedono soltanto giuste regole e un giusto indennizzo. Sono richieste ragionevoli”, ha spiegato. Infine Reddito di cittadinanza e catasto. “Non neghiamo certo l’utilità” del reddito di cittadinanza “per le fasce di popolazione più deboli. Ma vanno rafforzati i controlli e va accelerato il decollo delle politiche attive per il lavoro”, ha concluso Sangalli sottolineando che se il “contrasto dell’abusivismo edilizio è un principio che vede tutti d’accordo, non sarebbero accettabili, invece, maggiori tasse sulla casa. La tutela del ‘bene casa’, anche nello stesso ambito del riordino delle spese fiscali, sia anche l’occasione per maggiore chiarezza e certezze sul sistema dei bonus”. L’assemblea di Confcommercio è stata aperta dal messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che ha sottolineato come “le piccole e medie imprese svolgono un ruolo prezioso anche sul terreno della coesione sociale, interlocutori come sono delle famiglie italiane, in una fase affatto semplice”.
Il capo dello Stato ha messo in evidenza che “dopo la crisi causata dalla pandemia e gli importanti segnali di ripresa anche nei comparti dei servizi, del commercio, del turismo, l’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina sta generando un nuovo momento di arresto e involuzione”. Infine Mattarella ha anche sottolineato come la normalizzazione della vita sociale del Paese, “grazie al successo della campagna di vaccinazione e a comportamenti responsabili, rappresenta una ripartenza estesa delle attività. Centrale rimane tuttavia, per una economia competitiva, il successo del Pnrr che, affrontando nodi cruciali per la modernizzazione, non può che riflettersi positivamente sulla crescita. Occorre, in questa direzione, una ferma determinazione nella volontà delle istituzioni e un impegno diffuso e coeso da parte di tutte le forze economiche e sociali”.
Intervenuto inoltre il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, che parlando del conflitto tra Russia e Ucraina ha evidenziato come “il credere in valori di libertà e dell’Occidente talvolta comportano anche di sostenere un prezzo come quello che viviamo oggi indirettamente nelle nostre famiglie e nelle nostre aziende. Quello che considero oggi il tema centrale in termini politici e sociali è l’inflazione e la perdita del potere d’acquisto di salari e pensioni, è un tema delicato in generale ma in particolare in una fase come questa dove l’aumento dei costi proviene da shock esterni. Il tema – ha proseguito il ministro – merita di essere attenzionato con lo sforzo di tutti, come governo abbiamo cercato di tamponare con misure che però non risolvono i problemi in termini prospettici. Occorre lo sforzo di tutti, occorre trovare soluzioni condivise”. Infine il salario minimo. “Attenzione a pensare che con una norma si possano automaticamente risolvere i problemi, l’Italia ha una storia di contrattazione collettiva che ha avuto dei risultati. Laddove esistono situazioni che vanno sanate il salario minimo è opportuno, ma attenzione a creare distorsioni che potrebbero essere controproducenti per i lavoratori”, ha concluso Giorgetti.
(ITALPRESS).
-foto agenziafotogramma.it-

BAT Italia è la prima direzione legale sostenibile accreditata da 4cLegal

0

MILANO (ITALPRESS) – La direzione legale di BAT Italia è la prima a sottoporsi con successo al processo di ESG Accreditation di 4cLegal e ad accreditarsi come sostenibile. Sono sempre di più le imprese che mettono in cima alla loro agenda il tema della sostenibilità. Lo sviluppo sostenibile è il solo a poter conciliare la redditività nel medio-lungo periodo con il rispetto degli interessi di tutti gli stakeholder (azionisti, dipendenti, fornitori, clienti e cittadini). Le direzioni legali aziendali, come quella di BAT, sono chiamate a giocare un ruolo chiave nel guidare questo cambiamento. “Penso che le direzioni legali dovrebbero concorrere al raggiungimento degli obiettivi ESG delle imprese con iniziative proprie e peculiari, non limitandosi a operare come funzioni di staff a supporto delle iniziative del business e delle altre divisioni aziendali. In questo senso l’accreditamento della direzione legale di BAT Italia al nostro standard ESG testimonia la concretezza dell’impegno dell’Avv. Di Paolo e del suo team nel perseguimento di obiettivi fondamentali per il top management aziendale – spiega Alessandro Renna, CEO e Founder di 4cLegal -. Si tratta del primo passo di un percorso che non vuole fermarsi all’Italia ma guarda all’estero in una prospettiva di leadership nella transizione ESG”.

BAT Italia è stata la prima tra le direzioni legali di grandi aziende ad aver completato l’iter necessario per ottenere l’accreditamento ESG di 4cLegal, mentre altre sono attualmente in fase di validazione. L’accreditamento, infatti, viene rilasciato solo a seguito di una verifica formale e di adeguatezza da parte di 4cLegal, ma soprattutto a valle della validazione da parte dei diversi stakeholder di riferimento che confermano (o meno) quanto indicato nelle policy presentate. La Direzione Legale di BAT Italia ha presentato richiesta di accreditamento per 18 elementi ESG tra quelli previsti, superando le verifiche per tutti gli item selezionati. Dei 18 elementi, 5 riguardano il rispetto di criteri Environmental (sistema di raccolta differenziata, policy per lo smaltimento di rifiuti elettronici, policy per l’uso minimale di carta/stampa, policy plastic-free, policy per la promozione della mobilità sostenibile), 8 sono quelli relativi all’area Social (policy per il perseguimento della parità di genere e dell’inclusione, programmi di formazione e aggiornamento sui temi della sostenibilità, policy che preveda la valorizzazione dei giovani talenti, indagini periodiche sul clima in azienda e possibilità di presentazione di reclami interni, policy di supporto alla genitorialità con previsioni eccedenti gli obblighi normativi, iniziative pro bono / sostegno ad enti no profit / donazioni annuali e simili, policy che favoriscono il “work life balance”, programmi di Job rotation – Job mobility) e 5 interessano la Governance (dettaglio analitico delle prestazioni professionali, policy per la gestione del feedback e dei reclami da parte dei clienti interni, policy acquisti che preveda procedure di qualificazione e selezione tracciabili degli studi professionali e delle altre tipologie di fornitori, promozione della sensibilità sui temi della sostenibilità e/o adozione di prassi e comportamenti sostenibili, policy per la mappatura e il monitoraggio della compliance ESG degli studi professionali e degli altri fornitori).

Un impegno concreto verso la sostenibilità, iniziato dai primi anni 2000, che attesta come la cultura ESG sia parte integrante della strategia di BAT e rifletta il main purpose aziendale di creare “A Better Tomorrow”. A testimoniarlo sono le parole di Andrea Di Paolo, Head of Legal, Compliance and Regulatory Affairs della South Europe Area di BAT e Vice President di BAT Trieste Spa: “L’ESG (Environment, Social e Governance) è parte integrante della strategia di BAT e riflette l’impegno a ridurre l’impatto sulla salute e sull’ambiente della nostra attività, con il purpose di creare “A Better Tomorrow”. Un futuro migliore che intende creare valore e portare benefici ai nostri consumatori, alle nostre persone, agli azionisti e alle comunità in cui operiamo. Ai 3 pilastri ESG ne abbiamo quindi aggiunto un quarto: ridurre l’impatto della nostra attività sulla salute (Health) offrendo ai consumatori la più ampia gamma di prodotti a rischio ridotto”.

Attestare un comportamento virtuoso in modo oggettivo e documentabile è l’obiettivo principale dell’accreditamento ESG di 4cLegal, che mira a valorizzare le best practice in ambito di sostenibilità così da creare un effetto spillover in grado di trasformare non solo il modo di fare business, ma anche di portare a termine una vera e propria trasformazione culturale. La sostenibilità, infatti, può essere trasmessa e comunicata solo a fronte di un impegno reale. Il rispetto di parametri di sostenibilità oggettivi e misurabili diventa quindi una priorità per evitare di incorrere nel fenomeno – oggi sempre più diffuso – del washing. “In BAT abbiamo messo la sostenibilità al centro di tutto ciò che facciamo e vogliamo costruire un futuro migliore, più verde, più equo, inclusivo e consapevole – ha affermato -. È un impegno trasversale che parte da lontano, come dimostra l’essere stati inseriti, unica azienda del nostro settore, da 20 anni consecutivi nel Dow Jones Sustainability World Index. Governance aziendale e compliance sono per noi i due pilastri attorno ai quali vengono costruite tutte le nostre attività. Per questo siamo orgogliosi che la nostra direzione legale sia stata la prima in Italia a conseguire questo riconoscimento, a ulteriore conferma della concretezza delle nostre azioni in questo ambito”.

– foto ufficio stampa BAT Italia –

(ITALPRESS).

Salone Mobile, Ripartenza nel segno della speranza e del coraggio

0

Il Salone della ripartenza e della speranza nel futuro, affermazione di coraggio e tenacia che abbraccia la città di Milano e la riapre al mondo e ai buyer internazionali dopo la pandemia. Al via a Rho Fiera, fino al 12 giugno, la sessantesima edizione del Salone del Mobile. Oggi il taglio del nastro, alla presenza delle autorità: il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, i ministri Giancarlo Giorgetti e Elena Bonetti, la presidente del Salone Maria Porro e i vertici di FieraMilano Enrico Pazzali e Luca Palermo. Di “appuntamento di punta per il Made in Italy” che restituisce speranza al Paese dopo le restrizioni della pandemia, ha parlato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato agli organizzatori. Torna quindi in presenza la fiera del design e dell’arredo, in un collegamento ideale con l’edizione speciale del Supersalone dello scorso settembre. Salone internazionale, biennale Bagno, biennale EuroCucina, SaloneSatellite e Fuorisalone: le manifestazioni del 2022 radunano, complessivamente, 2.175 espositori di cui 600 giovani designer under 35. Con il “27% dei nostri espositori” che è “straniero” e l’attesa di “visitatori da Europa, Stati Uniti e Canada, ma anche da Arabia Saudita, India, Sud Est Asiatico e Estremo Oriente, – ha rivendicato Porro, ricordando la possibilità di seguire a distanza grazie a una nuova piattaforma online – crediamo in un Salone che abbatte i confini, si fa ponte culturale e acceleratore di processi virtuosi”. Il Salone del 2022, per Porro, “ci sfida e ci spinge a reiventarci”, fronte su cui “un intero settore sta già lavorando”, all’interno di uno scenario che, nonostante le incertezze del passato e del presente, “nel 2021 ha segnato per la filiera legno-arredo – esulta Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo – un anno al di sopra delle aspettative, con un fatturato alla produzione di oltre 49 miliardi di euro e un +14% sul 2019, un +7,3% di export e un +18,4% del mercato italiano”. E a proposito di crescita e quindi business, un’elevata attenzione al tema della sostenibilità è stata richiamata sia da Porro che Feltrin, il quale in particolare ha annunciato l’adesione del Salone all’Un Global Compact – la più importante iniziativa a livello mondiale per la sostenibilità aziendale che raccoglie oltre 15.000 aziende provenienti da più di 160 paesi del mondo – e la presentazione di un piano di azione il prossimo 27 giugno. Di “emblema di Milano nel mondo” che “come la nostra città, sa trovare vie inesplorate per raccontare se stessa e le novità di un settore strategico per il nostro territorio e il nostro Paese” ha parlato il sindaco Sala, soddisfatto dei risultati del turismo a Milano anche nel mese di maggio. Per Fontana, invece il Salone 2022 è segno di un ritorno alla “normalità”, come anche “catalizzatore unico di eccellenze del territorio, un veicolo straordinario cui converge tutto il saper fare lombardo, in cui si valorizza il sistema delle imprese e delle loro associazioni” e per questo “emblema di ingegno e tradizione, dai più piccoli artigiani della Brianza, agli atenei di fama mondiale”. “Qui – così Giorgetti ha salutato il Salone – c’è la parte migliore del paese che produce sviluppo economico. Qui c’è tutta la capacità, il saper fare, il gusto che si impone nel mondo e che è frutto del lavoro di tanti che ci credono. Qui – ha incalzato, incoraggiando le imprese a investire e lo Stato a sostenerle – si mette in vetrina tutto ciò che c’è di meglio dal punto di vista economico e industriale del paese”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’amministratore delegato di Fiera Milano, che ospita il Salone, Luca Palermo, il quale ha parlato di “evento inimitabile e non delocalizzabile” che da Milano, città che l’ha generato, “scrive la storia del settore dell’arredo”. “Anche il Fuorisalone – ha aggiunto il presidente della Fondazione Fiera, Pazzali – con i suoi 800 e più eventi, saprà dare a Milano quella spinta necessaria per un definitivo ritorno alla normalità” pure “a fronte di una situazione geopolitica mondiale che sicuramente preoccupa tutti noi”. Milano, ne è convinto, “città dell’inclusione e dell’economia della conoscenza, da sempre ha avuto nel proprio Dna la capacità di accogliere, di includere e di valorizzare” e quindi “saprà cogliere la sfida di questi anni”. (ITALPRESS).

Photo credits Xa1

Salario minimo, trovato l’accordo politico sulla direttiva Ue

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Nella notte è stato raggiunto l’accordo politico tra il Parlamento Europeo e i 27 Stati membri dell’Unione sulla direttiva sul salario minimo proposta dalla Commissione nell’ottobre 2020.
All’inizio del suo mandato, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva promesso uno strumento giuridico per garantire che i lavoratori europei abbiano un salario minimo equo.
La direttiva stabilisce un quadro per l’adeguatezza del salario minimo legale, promuovendo al contempo la contrattazione collettiva.
“Un salario minimo adeguato è importante per rafforzare l’equità sociale e sostenere una ripresa economica sostenibile e inclusiva. Migliori condizioni di lavoro e di vita avvantaggiano anche le imprese, la società e l’economia in generale, aumentando la produttività e la competitività”, sottolinea la Commissione Europea in una nota, commentando con soddisfazione l’accordo raggiunto.
“La protezione del salario minimo esiste in tutti gli Stati membri dell’UE – spiega la Commissione -, sia attraverso salari minimi legali e contratti collettivi, sia esclusivamente attraverso contratti collettivi. Garantire che i lavoratori percepiscano salari adeguati è essenziale per migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro e per costruire economie e società eque e resilienti. Tuttavia, alcuni lavoratori risentono di una scarsa adeguatezza o di lacune nella copertura della protezione del salario minimo”. La nuova direttiva mira ad affrontare questo problema “stabilendo un quadro dell’UE per migliorare un’adeguata protezione del salario minimo. Ciò avverrà nel pieno rispetto delle tradizioni e delle competenze nazionali nonchè dell’autonomia delle parti sociali. Non richiede agli Stati membri di introdurre salari minimi legali, nè stabilisce un livello salariale minimo comune in tutta l’UE”.

– foto agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).