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Nestlé Italia premia più di 3 mila dipendenti con 2.500 euro

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ASSAGO (MILANO) (ITALPRESS) – Il Gruppo Nestlé in Italia corrisponde un premio a partire da 2.500 euro a oltre 3mila delle persone che lavorano per le sedi e le fabbriche dell’azienda nel nostro Paese.
Si tratta del bonus più alto di sempre, che l’azienda, in accordo con le Organizzazioni Sindacali, ha deciso di riconoscere ai suoi collaboratori “per i risultati raggiunti in un anno sfidante e in continua evoluzione, che sta ridisegnando il modo di lavorare di ognuno”, si legge in una nota.
“Le persone sono il motore della nostra azienda e questo premio certifica i risultati raggiunti grazie all’impegno, alla dedizione e alla professionalità dei nostri collaboratori e collaboratrici. Siamo fieri di come le nostre persone abbiano saputo affrontare con responsabilità e flessibilità questi due anni decisamente complessi, guardando al presente e al futuro con la consapevolezza che i risultati migliori si possano raggiungere solo unendo le forze e lavorando insieme”, ha dichiarato Marco Travaglia, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Nestlé Italia e Malta.
(ITALPRESS).

Nel primo bimestre entrate tributarie in crescita

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Nel primo bimestre dell’anno le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 79.036 milioni, con un incremento di 12.376 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+16,8%). A febbraio le entrate tributarie hanno registrato una variazione positiva di 6.623 milioni (+21,3%): in particolare le imposte dirette hanno avuto un aumento del gettito pari a 3.759 milioni (+22,7%) e le imposte indirette hanno registrato un andamento positivo pari a 2.864 milioni (+19,6%). Nel primo bimestre le imposte dirette ammontano a 48.337 milioni, con un aumento di 5.479 milioni (+12,8%). Il gettito dell’Irpef si è attestato a 40.071 milioni con un aumento di 2.105 milioni (+5,5%). Incrementi significativi di gettito si sono registrati per l’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+1.335 milioni, +109,9%) per effetto dell’andamento favorevole del risparmio gestito nel 2021. Si segnala l’incremento dell’Ires (+43 milioni, +35,2%) e delle ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche (+172 milioni, +42,3%), mentre l’imposta sostitutiva sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale ha invece evidenziato una diminuzione del gettito pari a 26 milioni (-1,9%). Le imposte indirette ammontano a 30.699 milioni, con un incremento di 5.897 milioni (+23,8%). All’andamento positivo ha contribuito l’Iva, con un aumento del gettito di 4.501 milioni (+29,0%). Tra le altre imposte indirette, hanno registrato andamenti positivi le entrate dell’imposta sulle assicurazioni (+13 milioni, +3,9%), dell’imposta di bollo (+6 milioni, +0,9%) e dell’imposta di registro (+58 milioni, +7,8%). Le entrate relative ai giochi ammontano a 2.432 milioni (+724 milioni, +42,4%). Le entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si attestano a 1.410 milioni (+334 milioni, +31,0%) di cui: 693 milioni (+225 milioni, +48,1%) sono affluiti dalle imposte dirette e 718 milioni (+109 milioni, +17,9%) dalle imposte indirette.
(ITALPRESS).

Engineering, Gaetano Miccichè nuovo presidente

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L’assemblea degli azionisti di Engineering Ingegneria Informatica, ha nominato Gaetano Miccichè nuovo presidente del Gruppo. La nomina segue l’ingresso di Maximo Ibarra in qualità di Ceo dallo scorso ottobre e si colloca nell’ambito della nuova fase di sviluppo di Engineering intrapresa da NB Renaissance e Bain Capital, azionisti di controllo dell’azienda. Miccichè è oggi presidente della Divisione IMI Corporate & Investment Banking del gruppo bancario e vice presidente di Prelios, cariche che manterrà entrambe. “Sono contento di assumere questo incarico anche perché il Gruppo Engineering nei suoi 40 anni di storia e di crescita ha incrociato e supportato lo sviluppo di migliaia di realtà industriali, finanziarie ed enti pubblici”, ha detto Miccichè. Maximo Ibarra, Ceo di Engineering, aggiunge: “Siamo estremamente lieti dell’arrivo di Gaetano. La sua profonda conoscenza del settore bancario e finanziario, unita alla sua esperienza nel mondo industriale, lo rende la figura perfetta per accompagnarci nei nostri piani di sviluppo”.
(ITALPRESS).

Maticmind acquisisce il 100% di Iti Sistemi

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Maticmind ha concluso l’acquisizione del 100% di ITI Sistemi. Attiva nell’ambito della cybersecurity e con circa 23 milioni di ricavi, rafforza significativamente la capacità di Maticmind di offrire soluzioni e servizi nell’ambito della cybersecurity, con particolare riferimento ai servizi gestiti, erogati attraverso il Security Operating Center (SOC) della società, alla sicurezza applicativa, alle capacità di ricerca e sviluppo. Con questa acquisizione, Maticmind espande ulteriormente la propria quota sul mercato italiano della cybersecurity. L’acquisizione di ITI Sistemi consente a Maticmind di rafforzare la propria partnership con alcuni dei vendor best-of-breed della cybersecurity, di consolidare la propria posizione sui grandi clienti pubblici e privati, di allargare il proprio portafoglio d’offerta con sviluppi proprietari nel contesto della sicurezza applicativa.
“L’operazione si inserisce in un programma più ampio, che ha visto poche settimane fa l’acquisizione della quota di controllo di Sind, con l’obiettivo di rafforzare il nostro posizionamento sul mercato italiano della cybersecurity”, afferma Luciano Zamuner, Ad di Maticmind. “Siamo convinti di poter sviluppare importanti sinergie commerciali e tecniche fra ITI Sistemi, Sind e l’offerta attuale di Maticmind”, aggiunge. “Entrare a far parte del gruppo Maticmind costituisce motivo di vanto. La nostra expertise nel settore della cybersecurity unitamente alle sinergie commerciali che scaturiranno dalla fusione, consentiranno al Gruppo di affermarsi quale polo di eccellenza nel settore strategico della sicurezza informatica”, sottolinea Marco Di Michele, Ceo di ITI Sistemi.
(ITALPRESS).

Stellantis, Tavares “L’Italia è centrale nel nostro piano”

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TORINO (ITALPRESS) – “L’Italia è centrale nel piano Dare Forward. In questa settimana sto analizzando la situazione brand per brand”. Così Carlos Tavares, ceo di Stellantis, parlando a Mirafiori con la stampa italiana, aggiungendo che “tutti i nostri impianti europei, compresi quelli italiani, produrranno solo vetture elettriche. A Melfi avremo 4 progetti diversi di tre brand, e poi abbiamo già annunciato la gigafactory di Termoli. Faremo annunci sito dopo sito, per portare investimenti e competitività”. Compresa Mirafiori, dove saranno sviluppati nuovi rapporti con i fornitori locali, che diventeranno cruciali anche nello sviluppo delle grandi piattaforme software che gestiranno le auto del futuro.
La transizione verso la mobilità sostenibile “rischia di deragliare, se non guardiamo al costo dell’energia, che va su e giù: dobbiamo comprendere come questa volatilità sia poco gestibile. Ecco perché l’Europa deve definire una strategia”. Il motivo è presto detto, senza una politica europea è impossibile programmare una politica industriale per l’automotive, anche solo a cinque anni.
“La tecnologia che c’è dietro le vetture elettriche, è nuova – aggiunge – E i tempi sono stretti: entro il 2035 non dovremo più produrre motori a combustione. La chimica, relativa ai materiali utilizzati nelle batterie, non è ancora stabilizzata, e potremo spostarci da una soluzione all’altra. La situazione è instabile” anche per questo, ha spiegato il manager portoghese, che ribadito un concetto a lui caro: “Negli ultimi 5 anni ho ripetuto più volte che non dobbiamo concentrarci solo sul dispositivo di mobilità. Serve un approccio a 360 gradi, che comprenda la gestione del footprint carbonico nella produzione delle vetture, e il costo dell’energia che le spinge. Tutto questo finora non c’è stato. Oggi le Bev sono in vendita, ma chi garantisce che l’energia che utilizzano sia pulita?”.
Diventa quindi centrale la politica. “Noi portiamo soluzioni, non creiamo problemi ai governi. Il problema che va risolto, è mettere insieme la mobilità pulita con la mobilità accessibile, che la gente possa comprare. Ai Governi chiediamo di creare le condizioni perché la classe media possa permettersi questi nuovi veicoli, che costano il 50% di quelle con motore endotermico. Oggi il mercato è a -25% rispetto al pre-Covid” ricorda.
Proprio la dimensione totale del mercato preoccupa Tavares: “Quanto vendiamo, dipende dalla nostra competitività. Noi siamo al 20-25% di quota in Europa oggi. Sono fiducioso che rimarremo, nel caso peggiore, a questo valore. Ma quanto sarà grande il mercato? Dipenderà, lo ripeto, dall’accesso che sarà dato all’acquisto di veicoli elettrici. Non sono io a determinare la dimensione del mercato, ma i leader politici e la loro volontà di difendere il diritto alla mobilità” ha spiegato.
Scelte che impatteranno molto di più dei problemi di forniture, pandemie e anche conflitti geopolitici. “Un gruppo come il nostro ha bisogno della pace per crescere, abbiamo già condannato quanto sta avvenendo in Ucraina, e abbiamo interrotto export e import dalla Russia, e l’impianto di Kaluga a breve si fermerà” ha spiegato Tavares, che a scenario stabile, prevede una crescita stand alone.
“Non abbiamo bisogno di nessuna fusione o acquisizione -aggiunge -. Guardiamo a cosa succede sul mercato, ma non abbiamo bisogno di fusioni e acquisizioni. Sono sicuro che saremo uno dei vincitori di questa fase di transizione” ha garantito. Questo grazie a 75 modelli full electric entro il 2030.
(ITALPRESS).

Uil e Uilp chiedono legge delega sulla non autosufficienza

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“Bisogna approvare la legge delega sulla non autosufficienza entro il 2022”. È quanto hanno dichiarato il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, e il segretario generale della Uilp, Carmelo Barbagallo nel corso del convegno sul tema ‘Legge per la non autosufficienza: un atto di civiltà’, organizzato dal sindacato. “La bozza elaborata dalla Commissione Turco – hanno detto i due sindacalisti – è un buon lavoro, che tiene insieme l’adeguatezza dei livelli essenziali delle prestazioni sociosanitarie, la valorizzazione e la formazione del personale e la definizione normativa dell’assistente familiare. Chiediamo che la discussione ora in atto alla Presidenza del Consiglio – hanno sottolineato Proietti e Barbagallo – esca dalla clandestinità, aprendosi al confronto con i Sindacati, per definire una legge sulla non autosufficienza fondata sul principio di uguaglianza del diritto alle cure e all’assistenza, a carattere pubblico, universale ed uniforme, e finanziata dalla fiscalità generale”.

Arlenghi confermato presidente Club Marketing e Comunicazione

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Eletto il Consiglio direttivo nazionale del Club del Marketing e della Comunicazione (ClubMC), che ha riconfermato all’unanimità Danilo Arlenghi nel ruolo di presidente per i prossimi tre anni. Il ClubMC vanta l’iscrizione di 42.600 manager di marketing e comunicazione di aziende e agenzie italiane e internazionali su tutto il territorio nazionale con delegazioni regionali. Riconfermati anche gli incarichi a Libero Fusi come vice presidente delegato al marketing, Miriam Forte, consigliere nazionale e presidente Sezione Lombardia, Giorgio Vizioli e Antonella Ferrari, presidente sezione Lazio-Umbria-Marche-Abruzzo Molise. Le nuove nomine vedono Camillo Pisano, assistente alla Presidenza, Luca Torno, vice presidente delegato alla Comunicazione, Marco Sutter, direttore generale, Corrado Spedale, direttore Commerciale, Consiglio Nazionale e presidente Sezione Piemonte, Biagio Maimone, segretario generale, capo ufficio stampa e media relation, Emanuele Mosca, consigliere nazionale e responsabile Affari legali, Paolo Duranti, consigliere nazionale e responsabile Ricerche e Osservatori.
(ITALPRESS).

Banca Mediolanum, il “Rinascimento lavorativo” con welfare mirato

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L’era post covid segna l’inizio del “Rinascimento Lavorativo”. Si manifesta in varie maniere: dall’esigenza di riequilibrare la dimensione professionale con quella privata, all’uso della tecnologia che diventa luogo quotidiano di condivisione. Un contesto che Banca Mediolanum, come spiega il capo delle risorse umane Antonio Gusmini, ha saputo valorizzare attraverso gli “asset” principali del gruppo: fiducia e senso di responsabilità, formazione e centralità della persona insieme ai profondi valori in cui la comunità aziendale da sempre si identifica. Grazie soprattutto alle regole che, fin dall’inizio, il fondatore Ennio Doris ha saputo trasmettere al resto della famiglia. Prima di tutto al figlio Massimo, che ormai da molti anni ricopre la carica di amministratore delegato. Questi valori profondi, spiega Gusmini, vengono espressi anche in mirate politiche di welfare che producono un clima di benessere a tutto tondo in azienda. “Un’organizzazione che dà spazio alla rappresentazione di energie collettive e dà modo di liberare idee innovative”, spiega raccontando l’esperienza di Banca Mediolanum in una sessione del Tram dell’Innovazione. Il direttore delle risorse umane, racconta come l’ultimo anno sia stato un periodo di grandi cambiamenti per il sistema finanziario, “ma noi eravamo già predisposti. Sono le persone che hanno fatto la differenza”. Gusmini fa l’esempio dei family banker di Mediolanum. “Con l’altissima digitalizzazione e remotizzazione dell’ultimo anno, hanno avuto uno sviluppo di competenze che abbiamo supportato e sono diventati molto più produttivi”. In generale, Mediolanum ha beneficiato di una strategia welfare inaugurata molto prima della pandemia, con investimenti iniziati 20 anni fa. Al centro del “Rinascimento Lavorativo”, viene messa da Gusmini la figura femminile. Soprattutto nel mondo della finanza dove sono poco rappresentate. Rappresentano infatti il 21% della categoria e ancora oggi non sono molte le quote rosa a capo di grandi banche o gruppi assicurativi. “E invece – spiega Gusmini- è una categoria che si può facilmente declinare al femminile”. In particolare, il mondo della promozione finanziaria si adatta molto al lavoro della donna. Sia per la possibilità di organizzare il lavoro conciliando la dimensione privata con quella lavorativa sia per la capacità “molto femminile” di prendersi cura delle esigenze del cliente. “Favoriamo lo sviluppo del lavoro della donna coniugandolo con lo smart working”, dice Gusmini. Una unione molto stimolante in termini di flessibilità e di efficienza. Un’attenzione che si manifesta in molte maniere. A cominciare dal sistema di welfare, che quest’anno è stato potenziato attraverso il superbonus concesso ai dipendenti in funzione degli ottimi risultati ottenuti lo scorso anno. “Durante il lockdown – spiega Gusmini – avevamo più bambini all’asilo nido che personale in azienda”. Anche questo è un sistema di fidelizzazione dei dipendenti. “Non a caso – conclude – abbiamo un turn over del personale molto basso”. Il clima di fiducia è tale che “tante volte collaboratori che hanno ricevuto un’offerta di lavoro alternativo vengono nel mio ufficio per chiedere consiglio se accettarlo o meno”. (ITALPRESS).