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Superbonus, Damiano “Bene i controlli nel settore edilizio”

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“L’annuncio, da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, della intensificazione dei controlli nel settore edilizio alla luce dei numerosi lavori in corso per l’accesso al bonus del 110%, va nella giusta direzione. Tanto più di fronte agli ultimi dati dell’Inail sull’insieme dei settori produttivi: a gennaio le denunce di infortunio sul lavoro sono cresciute del 47% rispetto allo stesso mese del 2021, gli incidenti mortali del 12% e le malattie professionali del 7,1%. Il settore delle costruzioni fa la parte del leone con le cadute dall’alto e lo schiacciamento da materiali edili. Si tratta di dati sui quali riflettere e che sottolineano le giuste scelte operate dal ministro del Lavoro Andrea Orlando”. Così Cesare Damiano, presidente di Lavoro&Welfare. “Lo diciamo da tempo: bisogna smetterla di avere carpentieri e muratori con il contratto multiservizi, del commercio o dei florovivaisti o, addirittura, assunti con una partita Iva. Il contratto edile costa di più perché c’è la scuola edile per la formazione alla professione e alla sicurezza: risparmiare sul costo del lavoro significa avere lavoratori impreparati al mestiere e, quindi, aumentare i rischi di morti e feriti”, conclude. (ITALPRESS).

Nel 2021 fatturato imprese dei servizi +14,1%

ROMA (ITALPRESS) – Nella media del 2021 si è registrata una crescita dell’indice del fatturato delle imprese dei servizi del 14,1%, che l’ha portato a un livello leggermente superiore a quello prepandemico (+0,5% rispetto all’anno 2019). E’ quanto rileva l’Istat, secondo cui nel quarto trimestre 2021 l’indice destagionalizzato del fatturato dei servizi cresce del 2,1% rispetto al trimestre precedente; l’indice generale grezzo registra un aumento, in termini tendenziali, del 13,6%. Nel periodo in questione si evidenzia una crescita congiunturale in quasi tutti i settori. In particolare, incrementi si registrano per le agenzie di viaggio e i servizi di supporto alle imprese (+4,7%), per i servizi di informazione e comunicazione (+3,4%), per il commercio all’ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli (+2,3%), per il trasporto e magazzinaggio (+1,4%) e per le attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,8%).
Si registra una diminuzione solo per le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (-1,0%). L’indice del fatturato dei servizi nel quarto trimestre 2021 registra variazioni tendenziali positive in tutti i settori. Aumenti consistenti contraddistinguono le attività dei servizi di alloggio e ristorazione, con una crescita dell’81,3%. L’incremento è più contenuto per i servizi di informazione e comunicazione (+8,1%).
(ITALPRESS).

A gennaio 3 milioni beneficiano di reddito e pensione di cittadinanza

ROMA (ITALPRESS) – A gennaio, secondo i dati dell’Inps, sono quasi 1,35 milioni i nuclei percettori totali di Reddito e Pensione di Cittadinanza, con tre milioni di persone coinvolte e un importo medio erogato a livello nazionale di 549 euro (576 euro per il RdC e 281 euro per la PdC). L’importo medio varia sensibilmente con il numero dei componenti il nucleo familiare, e va da un minimo di 445 euro per i monocomponenti a un massimo di 763 euro per le famiglie con sei o più componenti. La platea dei percettori di reddito di cittadinanza e di pensione di cittadinanza è composta da 2,57 milioni di cittadini italiani, quasi 309mila cittadini extra comunitari con permesso di soggiorno UE e circa 114mila cittadini europei. Per i nuclei con presenza di minori (circa 450mila, con 1,66 milioni di persone coinvolte), l’importo medio mensile è di 684 euro, e va da un minimo di 582 euro per i nuclei composti da due persone a 767 euro per quelli composti da più di cinque persone.
I nuclei con presenza di disabili sono quasi 223mila, con 519mila persone coinvolte. L’importo medio è di 493 euro, con un minimo di 386 euro per i nuclei composti da una sola persona a 722 euro per quelli composti da cinque persone. La distribuzione per aree geografiche relativa vede oltre 577mila beneficiari al Nord, quasi 420mila al Centro e più di due milioni nell’area Sud e Isole. Le revoche hanno riguardato 4.672 nuclei e le decadenze sono state 991.
(ITALPRESS).

Commercio extra Ue, a gennaio export in crescita

ROMA (ITALPRESS) – Dopo la battuta d’arresto di dicembre, a gennaio, secondo i dati Istat, l’export verso i paesi extra Ue registra un nuovo aumento congiunturale trainato soprattutto dalle vendite di beni strumentali e beni intermedi.
Nella media degli ultimi tre mesi, la dinamica congiunturale è positiva. Su base annua, la crescita dell’export torna ad accelerare (+19,0%, da +12,7% di dicembre) ed è spiegata per circa due terzi dall’aumento delle esportazioni di beni strumentali e beni di consumo non durevoli. La dinamica tendenziale molto sostenuta dell’import è ancora in larga misura dovuta agli acquisti di prodotti energetici.
La crescita più intensa dell’import rispetto all’export si traduce in un deficit della bilancia commerciale con i paesi extra Ue, appesantita dalla componente energetica; al netto di tale componente, il saldo commerciale si conferma positivo, sebbene meno ampio rispetto a gennaio 2021. La stima del saldo commerciale a gennaio è pari a -4.174 milioni (era +1.775 a gennaio 2021).
(ITALPRESS).

Superbonus, Feltrin “Non escludere settore edilizia in legno”

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“Se confermate le notizie di stampa secondo cui il Dl Superbonus prevederebbe l’affidamento di lavori che generano detrazioni fiscali per tutti i bonus edilizi soltanto alle aziende che applicano il contratto edile, significherebbe mettere a dura prova ed escludere da questa partita l’edilizia in legno che occupa più di 10.000 addetti ai quali è regolarmente applicato il contratto nazionale del lavoro ‘legno’, genera 4 miliardi di fatturato annuo, e che sempre più spesso abbiamo sentito indicare come asset strategico nella transizione ecologica e per lo stoccaggio di Co2. Inoltre, la norma introduce incertezza anche per altri settori, ovvero quello delle porte, delle finestre, delle tende e dei pavimenti, rischiando di lasciare troppo spazio alla libera interpretazione”. Lo dichiara Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo. “Chiediamo pertanto al Governo un chiarimento in merito – prosegue Feltrin – perché si rischia di trasformare una buona intenzione in una nuova complicazione verso un settore che fa della sicurezza uno dei suoi punti di forza. Sui bonus edilizi regna già molta confusione per imprenditori e famiglie, adesso siamo sinceramente sorpresi da questo nuovo cambiamento. Da parte nostra – conclude Feltrin – totale condivisione sulla necessità di incrementare la sicurezza nei luoghi di lavoro, ma non è corretto farlo escludendo aziende e professionisti per ‘contratto’ e introducendo nei fatti un provvedimento prescrittivo. La dicitura proposta dal ministero del Lavoro sposta semplicemente l’attenzione da un contratto di lavoro all’altro, non riconoscendo l’impegno e gli investimenti che tutto il settore del legno-arredo, delle costruzioni in legno e delle finiture destina alla sicurezza dei propri collaboratori”.
(ITALPRESS).

Dall’Antitrust via libera a FiberCop

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ROMA (ITALPRESS) – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha concluso il procedimento relativo agli accordi di accesso all’infrastruttura di FiberCop accettando gli impegni proposti da TIM, Fastweb, Tiscali e dalle società del fondo KKR. L’istruttoria era stata avviata il 15 dicembre 2020 per la presenza di numerosi problemi concorrenziali degli accordi relativi a FiberCop. In particolare, si sarebbe ridotta la concorrenza nei mercati all’ingrosso delle telecomunicazioni fisse senza determinare una reale infrastrutturazione degli operatori alternativi che avrebbero assunto – in ragione delle caratteristiche del progetto, relativo alla sola rete secondaria – il ruolo di meri rivenditori di servizi di TIM, senza alcuna differenziazione qualitativa o economica significativa. Il procedimento ha riguardato aspetti molto complessi della rete e l’Autorità ha orientato la propria azione bilanciando i benefici in termini di condivisione di investimenti con i rischi di restrizioni della concorrenza. Secondo l’Antitrust la concorrenza infrastrutturale, la pluralità di reti e di fornitori all’ingrosso e al dettaglio in concorrenza è un elemento imprescindibile nel mercato delle telecomunicazioni, guidato dalla logica della scala degli investimenti.

L’indipendenza infrastrutturale si traduce, infatti, in migliori servizi – come profili di velocità maggiori e differenti rispetto agli standard regolati -, in maggiori efficienze economiche della rete che conducono a vantaggi per gli operatori di telecomunicazioni e a benefici per i consumatori. In grandi aree del territorio nazionale la domanda di servizi di comunicazione permette la compresenza di più reti di telecomunicazione fissa, già terminate o in corso di ultimazione. La condivisione di alcuni costi di investimento permetterà di ampliare il novero delle aree in cui potrà esistere una concorrenza di natura infrastrutturale. Nel complesso, gli impegni accolti dall’Autorità si basano su due pilastri, che consistono nel ridurre le barriere all’acquisizione dei clienti, ovvero gli operatori di telecomunicazione, nel mercato all’ingrosso delle telecomunicazioni fisse, favorendo una piena concorrenza infrastrutturale e nel favorire l’infrastrutturazione tramite la riduzione dei relativi costi e l’individuazione di stringenti scadenze temporali e obiettivi di copertura. Quanto al primo pilastro, gli impegni permettono di diminuire i rischi di preclusione della domanda di servizi di telecomunicazione all’ingrosso da parte degli operatori di telecomunicazione, riducendo i minimi garantiti e la scala geografica di adesione al progetto (da nazionale a comunale o sub-comunale) e introducendo profili di adesione al progetto FiberCop basati su diritti di lungo periodo, senza minimi garantiti.

Sul fronte degli investimenti, TIM ha fornito un cronoprogramma certo e definito del piano di infrastrutturazione e si è impegnata a dare, insieme a FiberCop, informazioni idonee alla pianificazione degli investimenti da parte degli operatori alternativi. Inoltre TIM faciliterà l’infrastrutturazione degli operatori alternativi offrendo loro la fibra spenta in rete primaria, riducendone quindi i costi e le tempistiche di infrastrutturazione. Sempre dal punto di vista dell’infrastrutturazione, Fastweb si è impegnata ad effettuare un percorso fino al 2026, così da accedere ai servizi di FiberCop in qualità di operatore effettivamente indipendente da TIM e Tiscali ha modificato e/o risolto alcuni contratti che non determinavano alcuna infrastrutturazione, limitando allo stesso tempo la contendibilità della fornitura all’ingrosso. Un ulteriore obiettivo che l’Autorità intende conseguire è dato dall’effettiva esecuzione degli impegni. Al riguardo si prevede un articolato sistema di monitoraggio e di vigilanza sull’adempimento degli obblighi assunti e sul puntuale rispetto degli obiettivi di copertura. Una prima verifica avverrà entro sessanta giorni. In conclusione, l’Autorità ha ritenuto gli impegni sufficienti a rimuovere le preoccupazioni anticoncorrenziali evidenziate nel provvedimento di avvio e ha considerato che, anche alla luce delle finalità poste alla base della strategia italiana per la banda ultra-larga, il provvedimento adottato, preservando e incentivando la concorrenza infrastrutturale, sia funzionale al conseguimento – entro il 2026 – dei più generali obiettivi di connettività a 1 Gbit/secondo sull’intero territorio nazionale. (ITALPRESS).

Armani invita i dipendenti alla sfilata di Milano

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Giorgio Armani ha deciso di invitare i propri dipendenti alla sfilata del 24 febbraio alla Milano Fashion Week. “Preso atto della possibilità di ripristinare la capienza totale in location per le sfilate – si legge in una nota – Giorgio Armani ha deciso di destinare i circa 400 posti aggiuntivi ai dipendenti dell’azienda. Il gesto e’ simbolico: un segno di riconoscimento per il lavoro che viene svolto quotidianamente all’interno del Gruppo e di gratitudine per l’impegno profuso da tutti in questi ultimi due anni di pandemia”. (ITALPRESS).

Banca Ifis consolida la leadership nel settore Npl

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Nel 2021 sul mercato italiano sono state effettuate transazioni di crediti non performing per complessivi 33 miliardi. Di questi, 3,7 miliardi sono stati acquisiti da Banca Ifis che si posiziona al primo posto come “top buyer”. La banca conferma così la sua leadership nel settore Npl unsecured retail con una market share pari al 46% su poco più di 7 miliardi di crediti ceduti sul mercato in questa asset class. Le stime contenute nel Market Watch Npl, prevedono nel 2022 circa 47 miliardi di nuove dismissioni Npe (35 miliardi di Npl e 12 miliardi di Utp) e altrettante nel 2023 (37 miliardi di Npl e 10 miliardi di Utp) per un totale di 94 miliardi di vendite nel biennio. Sempre più rilevante il mercato secondario che nel 2021 ha registrato una incidenza del 32% sul totale transazioni e si prevede arrivi al 33% nel 2022. Il report evidenzia come dal 2017 al 2021 siano stati investiti quasi 60 miliardi da parte di servicer e investitori per acquisire 245 miliardi di portafogli Npl. Il mercato conferma la concentrazione delle transazioni sia lato originator, con il 45% delle cessioni riferibile a cinque grandi gruppi, sia lato acquisizioni: il 31% dei volumi è gestito da cinque buyer. Dal punto di vista dei flussi di nuovo deteriorato nei bilanci bancari si prevede il deterioramento di circa sessanta miliardi di crediti tra il 2022 e il 2023. Nel 2024 si stima un ritorno ai valori pre-Covid con un tasso di deterioramento attorno all’1% che si confronta con il 2,4% stimato nel 2022: un valore ben lontano dal tasso del 4,5% relativo al picco registrato nel 2013. Migliora anche l’Npe ratio italiano stimato in contrazione al 4,7% a fine 2021 sotto il target BCE del 5%. Lo stock complessivo di Npe, che nel 2021 è sceso a 330 miliardi in linea con i livelli del 2019 e 2020, salirà fino a toccare i 402 miliardi nel 2024. Lo stock nel 2021 è composto da circa 88 miliardi di Npe in capo alle banche e 242 miliardi in gestione a servicer e investitori specializzati (circa il 73%). Nel 2024 si prevede che ben il 78% dello stock di Npe sarà in gestione all’Industria del credito deteriorato e solo il 22% sarà a bilancio bancario. La novità è che, per la prima volta in Italia, gli Utp iscritti a bilancio delle banche superano lo stock Npl: a fine 2021 si stimano 45 miliardi di Utp verso 39 miliardi di crediti deteriorati. Il sorpasso è confermato anche per i prossimi anni. L’incidenza dei prestiti classificati in stadio 2 passa dal 9% del 2019 al 15% alla fine del 2021. La percentuale si confermerà a circa il 14% nel corso del 2022 per scendere attorno al 12% nel 2024. A fine 2021 l’Italia conta circa 44 miliardi di finanziamenti ancora in moratoria, per l’82% sono prestiti alle imprese (36 miliardi). Risulta ancora attivo il 16% delle richieste del 2020. Il report di Banca Ifis evidenzia come dal 2016 a oggi le Gacs hanno sostenuto il mercato delle transazioni Npl per 96 miliardi pari al 36% del totale vendite Npl. Nel 2021 le operazioni Gacs sono state 7 per 11 miliardi di GBV. (ITALPRESS).