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Barabino & Partners entra in Francia e raddoppia in Germania

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Barabino & Partners ha perfezionato l’acquisizione del 100% di B2P Consulting GmbH, azienda franco-tedesca specializzata in comunicazione strategica e relazioni con i media in Francia e Germania. L’operazione – si legge in una nota – rafforza il posizionamento competitivo di B&P in mercati chiave per l’economia e la finanza europea. l’acquisizione di B2P consente a Barabino & Partners l’ingresso dalla porta principale sul mercato francese – tradizionalmente chiuso a operatori non locali – acquisendo un ufficio a Parigi con 10 consulenti. Inoltre, garantisce una crescita importante sul mercato tedesco, dove B&P è già presente dal 2009 attraverso la controllata Barabino&P. Deutschland GmbH guidata dal Partner Laura Bruzzone aggiungendo alla tradizionale sede di Berlino un nuovo ufficio a Monaco e 10 consulenti. Durante la fase iniziale di transizione, B2P rimarrà indipendente e continuerà ad essere guidata dalla sua fondatrice Bénédicte de Peretti insieme a Federico Steiner, Managing Director e Equity Partner di B&P. “La progressiva integrazione di B2P nel gruppo B&P – ha detto Luca Barabino, fondatore e Ceo di Barabino & Partners – con le sinergie che attiveremo nel breve e medio termine con le altre nostre società estere B&P UK Plc. guidata a Londra da Pietro Como e B&P USA LLC, guidata a New York da Marco Lastrico, ci consentirà di avere accesso a portafoglio di clienti tedeschi e francesi cui offrire attività in Italia, UK e Stati Uniti e viceversa”. “Il mio primo ringraziamento va a Bénédicte de Peretti e Federico Steiner che hanno immaginato e coraggiosamente eseguito questa business combination nonostante l’incertezza legata all’epidemia di Coronavirus – ha aggiunto -. Sono felice di accogliere i nuovi colleghi di B2P GmbH nel Gruppo Barabino & Partners, un’azienda che ha saputo crescere in 35 anni diventando leader di mercato prima in Italia e poi a livello internazionale nel settore della comunicazione, attraverso un approccio indipendente e imprenditoriale guidato da valori etici, impegno sociale e coesione interna”. “Quando ci siamo avvicinati a B2P siamo stati innanzitutto attratti dal suo posizionamento distintivo sull’asse franco-tedesco, ovvero due dei più importanti mercati europei e due paesi chiave per le unioni europee – ha dichiarato Federico Steiner, Equity Partner e Managing Director di Barabino & Partners. Costruiremo su questo angolo aggiungendo le nostre forti capacità in altri paesi significativi come l’Italia, il Regno Unito e gli Stati Uniti, rafforzando così le nostre reciproche capacità di servire i clienti nei mercati chiave”.
(ITALPRESS).

Hera per la 13esima volta top employer

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BOLOGNA (ITALPRESS) – Per il Gruppo Hera nel 2022 ricorre il ventesimo anniversario dalla nascita. Per questa ragione è ancora più significativo ricevere, per il 13esimo anno consecutivo, la certificazione Top Employer, che attesta l’eccellenza nella gestione delle risorse umane.
Hera, già riconosciuta come migliore azienda nel 2020 e nel 2021, quest’anno sale nuovamente sul podio posizionandosi seconda assoluta in Italia tra le 1.600 imprese analizzate dall’ente olandese Top Employer Institute.
La multiutility negli anni si è dotata delle migliori tecnologie, progetti e iniziative per investire sulle competenze e benessere dei propri lavoratori e selezionare sul mercato i talenti più interessanti.
Un aspetto diventato sempre più cruciale anche sul luogo di lavoro, soprattutto alla luce dei cambiamenti dei contesti esterni, è la cura e tutela delle relazioni, da considerare come vero e proprio capitale. La multiutility ha deciso di investire su questo aspetto, anche sul fronte della formazione e della cultura aziendale. In questo ambito gioca un ruolo da protagonista HerAcademy, la corporate university del Gruppo Hera che alla fine dello scorso anno ha organizzato un convegno dal titolo “L’evoluzione delle dinamiche sociali e relazionali per la “rinascita” del lavoro”, un appuntamento che ha coinvolto protagonisti del mondo dell’impresa, accademici e professionisti con l’obiettivo di confrontarsi su esperienze e pratiche che dimostrano come solo facendo parte di una squadra solida e motivata sia possibile vincere le sfide che ci attendono fuori e dentro le organizzazioni.
Il Gruppo Hera, inoltre, si distingue da sempre per le modalità organizzative che promuovono l’agilità del lavoro, la sicurezza e la valorizzazione dell’unicità delle persone in un contesto fortemente esposto al cambiamento.
Accanto alla sempre maggiore centralità di formazione, welfare e cultura aziendale, votata alla inclusione delle diversità, ha saputo cogliere la sfida della digitalizzazione dei servizi e quindi delle attività professionali. In questo percorso, ormai a pieno regime e trasversale a tutte le attività aziendali, anche le più operative, i dipendenti sono stati accompagnati ma soprattutto ascoltati, cercando di intercettare e condividere esigenze.
Un impegno, in generale, riconosciuto anche dagli stessi lavoratori, come testimoniato dall’ultima indagine di clima, a cui ha partecipato l’82% della popolazione aziendale in cui l’azienda ha ottenuto ottimi risultati: a distanza di 16 anni dalla prima rilevazione l’indice di soddisfazione complessiva è cresciuto di oltre venti punti, raggiungendo quota 71 su una scala da 1 a 100. E che testimonia l’efficacia delle azioni di miglioramento messe in campo a valle delle numerose iniziative di ascolto.
“Per noi nel 2022 si apre un anno molto importante che ci porta a guardare fiduciosi al futuro provando orgoglio per quanto fatto fino ad ora – ha affermato il Presidente Esecutivo del Gruppo Hera Tomaso Tommasi di Vignano – . Il nostro è un percorso ventennale che parte dai territori, dalle persone che li popolano e a cui forniamo servizi essenziali, ma che ha radici ancora più lontane nelle numerose aziende da cui il Gruppo Hera è nato nel 2002. È stato scontato per noi mettere proprio i lavoratori al centro, perché le loro competenze e motivazione sono cruciali per assicurare la continuità e una sempre maggiore qualità dei nostri servizi. Per questo il riconoscimento di Top Employer è così importante: è un traguardo che raggiungiamo da 13 anni ma che vogliamo continuare a celebrare e su cui continueremo a investire, senza mai darlo per scontato. Proseguiremo favorendo lo sviluppo di un’idea di organizzazione come comunità e come ambiente sociale. E investendo continuamente sulla crescita delle nostre persone”.
(ITALPRESS).

Maticmind acquisisce Sind, azienda leader nella cybersecurity

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MILANO (ITALPRESS) – Maticmind prosegue il suo percorso di crescita e apre il 2022 con due nuove acquisizioni. Il gruppo italiano, guidato dal Presidente e azionista di riferimento, Carmine Saladino, e partecipato da Fondo Italiano d’Investimento, l’iniziativa di private equity controllata da CDP, ha infatti acquisito il 55% di SIND SpA (“SIND”), realtà leader nel campo della cybersecurity e nella ingegnerizzazione e implementazione di sistemi biometrici per l’identificazione in automatico di persone e cose basati su algoritmi di intelligenza artificiale. La scorsa settimana era stato siglato l’accordo per l’acquisto del 100% di ITI Innovazione Tecnologica Italiana Srl (“ITI”). Operazioni che consentiranno all’azienda di consolidare il posizionamento sul segmento dei grandi clienti pubblici e privati, oltre che rafforzare le proprie partnership con alcuni dei vendor best-of-breed nelle tecnologie di cybersecurity.
L’acquisizione di SIND conferma la forte volontà di espansione di Maticmind, che mira sempre più ad ampliare il proprio mercato, inserendo nel suo portfolio soluzioni proprietarie e competenze di eccellenza, sviluppate completamente in Italia. Controllando SIND, infatti, Maticmind potrà offrire strumenti innovativi in grado di soddisfare le crescenti esigenze del mercato in termini di enforcement della sicurezza delle identità fisiche e digitali.

SIND, infatti, è già un importante fornitore di tecnologie di sicurezza per clientela sofisticata, sia pubblica che privata, e rappresenta una perfetta piattaforma per scalare l’offerta sulla clientela corporate.
La strategia punta al rafforzamento della posizione di leadership che Maticmind ricopre nel settore della security: grazie all’utilizzo di sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale, i sistemi biometrici di identificazione automatica possono essere utilizzati per riconoscimento facciale, controllo accessi e verifica identità, videosorveglianza e sistemi di visione a scansione in tecnologia ultra-HD. Una tecnologia che il gruppo Maticmind intende continuare a sviluppare ed efficientare, al fine di migliorare il proprio posizionamento sulla propria base clienti, attraverso soluzioni a valore aggiunto derivanti dalle sinergie tecnologiche.
“Facciamo un ulteriore passo in avanti nel nostro processo di sviluppo. Stiamo acquisendo nuove tecnologie che intendiamo proporre ai diversi mercati, integrandole con le nostre soluzioni per un uso trasversale” dichiara Carmine Saladino, Presidente del Gruppo Maticmind. “Iniziamo l’anno con un risultato importante ed ora l’obiettivo è quello di continuare a crescere, coinvolgendo nel progetto del nostro Gruppo altre eccellenze tecnologiche italiane e migliorando quanto fatto fino ad oggi”.

“Siamo orgogliosi della strada che la SIND ha fatto negli ultimi anni. Lo sviluppo di tecnologie proprietarie nel mondo della cybersecurity, all’avanguardia mondiale, ci hanno consentito di diventare partner e fornitori di importanti organizzazioni pubbliche e private” ha commentato Enrico Fincati, uno dei soci fondatori di SIND. Nicola Franzoso, socio di Fincati, ha dichiarato che “l’ingresso nel gruppo Maticmind rappresenta l’inizio di una nuova fase di sviluppo della nostra azienda.
L’allineamento di visione e di strategia con Maticmind e la messa a fattor comune delle competenze delle due società, rappresentano un punto di partenza per lo sviluppo ulteriore dell’offerta e della base clienti di SIND”.
Maticmind è stata assistita nell’acquisizione di SIND da Mediolanum Investment Banking, in qualità di Financial Advisor, da KPMG, e dagli studi Bonelli Erede, MTBA e Adacta. SIND è stata assistita da Proactiva Consulting, Kobo Fund, Studio Carminati e dallo studio legale Delfino e associati Willkie Farr & Gallagher.
Il gruppo Maticmind, leader del settore ICT italiano, conta su circa 1000 dipendenti, 12 sedi in tutta Italia e un fatturato superiore ai 330 milioni di euro.
(ITALPRESS).

Bollette, Confapi chiede al Mise misure a supporto delle imprese

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Confapi ha preso parte oggi al tavolo convocato al Mise dal ministro Giancarlo Giorgetti sull’impatto dei costi dell’energia sul sistema produttivo. Il presidente Maurizio Casasco ha espresso tutte le preoccupazioni per i forti rincari che rischiano di tagliare le gambe all’attuale ripresa. Ha presentato proposte utili sia a tamponare immediatamente la situazione sia misure che possano costituire, a medio termine, le fondamenta di una politica energetica nazionale a reale supporto dell’intero sistema industriale. Per Confapi sarebbe necessario l’impiego di risorse aggiuntive da utilizzare almeno nei primi tre mesi dell’anno e da applicare a tutte le imprese a prescindere dai loro consumi energetici. Attualmente infatti tali criteri favoriscono solo le imprese altamente energivore (con un minimo di 1 milione di KWh di consumi) ed escludono la maggior parte delle piccole e medie industrie private. Secondo Confapi “in considerazione dei previsti ulteriori aumenti futuri dei costi dell’energia, è importante che il Governo intervenga affinché non vengano richieste agli imprenditori garanzie ulteriori a copertura dei consumi”. Inoltre “si potrebbe anche prevedere una misura, sull’esempio di quanto fatto in Francia, che promuova azioni di contenimento della percentuale di aumento delle tariffe o che, come in Germania, preveda forti agevolazioni fiscali. Sarebbe anche opportuno allargare la possibilità di una rateizzazione delle bollette così come già stabilito nel settore privato. Si potrebbero favorire e supportare, all’interno del sistema produttivo, la creazione di un consorzio comune tra associazioni per negoziare con maggiore potere contrattuale il costo dell’energia”. Casasco ha portato anche proposte di soluzioni a medio termine al fine di ridurre la dipendenza energetica dall’estero, così come si è focalizzato sul fatto che l’abbraccio tra green e finanza rappresenta una criticità che merita un attento monitoraggio da parte del Governo italiano e dell’Unione europea. “Fra le proposte, la riforma del sistema di pricing del mercato elettrico. Il prezzo dell’energia deve tornare ad essere collegato al costo di generazione e non in balia della speculazione dei mercati finanziari. A tal proposito decisioni forti, immediate e coraggiose a breve e a medio periodo del Governo potrebbero incidere favorevolmente in questa direzione”. Per Confapi sarebbe importante anche aumentare gli accordi di fornitura di lungo termine con Russia, Algeria, Libia ed Egitto. Dal punto di vista industriale è, infatti, più importante muoversi in scenari che contrattualmente possono godere di una certa stabilità piuttosto che ottenere sconti momentanei dovuti a speculazioni finanziarie che, come si è visto, generano utili che non vanno a sostegno dell’economia reale. Sarebbe inoltre necessario sviluppare i gassificatori esistenti e la costruzione di almeno due nuovi in modo da assorbire il previsto aumento dell’export di Gnl dagli Usa. Inoltre, oltre ad aumentare l’estrazione di gas nazionale dal Mar Adriatico e il potenziamento della Tap, bisognerebbe lavorare sull’ipotesi di utilizzo della tecnologia nucleare di quarta generazione, che permetterà di proseguire con maggior determinazione il percorso della decarbonizzazione e della sovranità energetica, ma che impedirà anche a Cina e Russia di dettarne gli standard di sicurezza. L’Ufficio Studi di Confapi ha anche realizzato un’indagine tra gli associati per capire l’impatto e le conseguenze che questi aumenti avranno nei prossimi mesi sulle aziende. Dalla ricerca, su una scala da 1 a 10 punti, è emerso che il costo dell’energia elettrica incide sull’utile d’esercizio tra 5 e 10 punti per il 29% delle aziende interpellate, mentre per 25,8% inciderà tra l’11% e il 30%. Delle aziende intervistate infatti il 54,8% vanta contratti a prezzo variabile a fronte del 45,2% protetto da prezzo fisso. Tuttavia il primo aspetto da evidenziare è che già il 43,8% delle aziende coperte da un contratto a prezzo fisso ha in essere un prezzo medio di fornitura di oltre 120 euro/MWh pari a un aggravio del 100% rispetto al prezzo medio dell’elettricità nel 2019. Nell’insieme, la maggioranza delle Pmi che vantano oggi un contratto a prezzo fisso si troverà a rinegoziare i contratti di fornitura tra il secondo e il quarto trimestre 2022. Tenuto conto della condizione di grave tensione che insiste attualmente sul mercato energetico europeo e dall’andamento della curva forward, è lecito attendersi a fine 2022 una rinegoziazione nell’ordine dei 180 euro/MWh pari a un incremento del 200% rispetto al 2019. Secondo l’indagine di Confapi, su un piano più macro, ipotizzando un consumo industriale di elettricità di circa 211TWh (-5% rispetto ai consumi 2019) e un aggravio medio dell’elettricità stimato in 120 euro/MWh rispetto al 2019, l’impatto economico della bolletta luce sul sistema industriale italiano ammonta a circa 25 miliardi.
(ITALPRESS).

Autostrade, al gruppo ASTM concessione per tratte A12, A11/A12 e A10

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TORTONA (ITALPRESS) – Il Gruppo ASTM ha sottoscritto con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) il contratto di concessione per la gestione del collegamento autostradale composto dalle tratte A12 Sestri Levante-Livorno, A11/A12 Viareggio-Lucca, A15 diramazione per la Spezia e A10 Savona-Ventimiglia (confine francese). Nel novembre 2020, il MIMS aveva aggiudicato la gara ad Itinera S.p.A., società facente parte del Gruppo ASTM, con il migliore punteggio tecnico ed economico, “a ulteriore conferma delle competenze maturate dal Gruppo nella realizzazione e nella gestione di asset infrastrutturali complessi”, si legge in una nota. La nuova concessione avrà una durata di 11 anni e 6 mesi a decorrere dalla data di subentro.

Tra gli elementi di rilievo contenuti nel contratto di concessione il Mims evidenzia: una durata della concessione di 11 anni e 6 mesi; il mantenimento delle attuali tariffe applicate all’utenza per tutta la durata della concessione; la realizzazione di nuovi investimenti per la messa in sicurezza delle infrastrutture per un ammontare complessivo di 940 milioni di euro; il pagamento di un corrispettivo in favore del Concedente (Stato) di 74,5 milioni di euro, a totale carico del concessionario che non viene ribaltato nella tariffa a carico degli utenti; la disponibilità di risorse di esclusiva competenza del Concedente da destinare alla realizzazione degli interventi di miglioramento e/o di messa in sicurezza della viabilità locale di adduzione alle tratte autostradali che verranno individuate dal Concedente in accordo con le Amministrazioni territoriali interessate e il riconoscimento di agevolazioni e/o riduzioni tariffarie per gli utenti autostradali. Il perfezionamento del subentro del nuovo concessionario – considerando i tempi tecnici previsti per la registrazione da parte della Corte dei Conti del Decreto Interministeriale MIMS-MEF che approva il contratto di concessione sottoscritto – potrà avvenire entro il 31 marzo 2022.

(ITALPRESS).

Lavoro, Barbaro “Rafforzare le agenzie per l’impiego”

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PALERMO (ITALPRESS) – “Dobbiamo far sì che le agenzie per l’impiego, anche quelle private, possano essere dei motori di sviluppo dell’incontro tra domanda e offerta del lavoro in quanto conoscono bene le esigenze aziendali e riescono a intercettarne i fabbisogni occupazionali e le prospettive future”. Così Vincenzo Barbaro, delegato della Fondazione nazionale Consulenti per il Lavoro e presidente dell’associazione “Job Neet – Rete Etica per il Lavoro”, intervistato dall’Italpress. “Allo stesso tempo, l’obiettivo è di intercettare giovani inoccupati o disoccupati con corsi di riqualificazione in grado di soddisfare le esigenze delle imprese nell’avvio dei rapporti di lavoro – ha aggiunto -. In Italia esiste una condizione di squilibrio oggettivo del mercato del lavoro, con un tasso di quasi piena occupazione al nord Italia e un tasso di disoccupazione forte al Sud. La pandemia ha ridotto notevolmente la disponibilità delle persone a muoversi e questo ha influito sui flussi di incontro tra domanda e offerta di lavoro, così come ha ridotto lo scambio di natura stagionale delle prestazioni nei territori”.

Riguardo ai fondi del Pnrr, per Barbaro “nessun piano può cambiare un Paese dall’oggi al domani. I sistemi per l’impiego e la formazione non si cambiano immettendo denaro, occorre un ripensamento del ruolo e dei compiti dei vari soggetti. Il timore è quello che le risorse del Pnrr possano disperdersi. Ci auguriamo che le Regioni mettano in campo dei sistemi di collaborazione con le imprese per attivare corsi di formazione e soggetti intermediari”. Secondo il delegato della Fondazione dei Consulenti per il Lavoro le norme in materia di occupazione “non creano lavoro ma possono invece creare le condizioni per perderlo. Negli anni abbiamo perso una grande occasione perché nella riforma del Jobs Act non si è dato seguito alle politiche attive, quelle indirizzate all’occupabilità o rioccupabilità dei lavoratori. Oggi c’è una domanda molto forte di lavoro, l’offerta però non si riesce a incrociare per mancanza di progettualità. Bisognerebbe raccogliere le esigenze occupazionali delle imprese da qua ai prossimi 5 anni e progettare le figure professionali che servono al mercato del lavoro”.

(ITALPRESS).

 

Nel 2021 inflazione all’1,9%, dato più alto dal 2012

ROMA (ITALPRESS) – A dicembre 2021 l’Istat stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,4% su base mensile e del 3,9% su base annua (da +3,7% di novembre), confermando la stima preliminare. Nel 2021, dopo la flessione del 2020 (-0,2%), i prezzi al consumo tornano a crescere in media d’anno (+1,9%), registrando l’aumento più ampio dal 2012 (+3,0%). La ripresa dell’inflazione nel 2021 è essenzialmente trainata dall’andamento dei prezzi degli energetici (+14,1%), diminuiti invece dell’8,4% nel 2020. Al netto di questi beni, nel 2021, la crescita dei prezzi al consumo è la stessa registrata nell’anno precedente (+0,7%). L’inflazione acquisita o trascinamento per il 2022 (cioè la crescita media che si avrebbe nell’anno se i prezzi rimanessero stabili fino a dicembre) è pari a +1,8%, diversamente da quanto accaduto per il 2021, quando fu -0,1%.
(ITALPRESS).

Prosegue il recupero del lavoro dipendente

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2021 l’andamento delle posizioni di lavoro alle dipendenze si è rafforzato: da giugno il numero di contratti attivati è tornato sui livelli prevalenti prima dello scoppio della pandemia e, negli ultimi mesi dell’anno, ha quasi raggiunto il sentiero di crescita che si sarebbe registrato se l’evoluzione della domanda di lavoro si fosse mantenuta, anche durante l’emergenza sanitaria, sugli stessi ritmi del periodo 2018-19. Nel complesso del 2020-21 sono stati infatti attivati, al netto delle cessazioni, circa 560.000 nuovi posti di lavoro alle dipendenze, rispetto ai 605.000 del biennio precedente.
La dinamica beneficia tuttavia del basso numero di cessazioni, ancora contenuto dal ricorso diffuso agli strumenti emergenziali di integrazione salariale, di cui è previsto il graduale superamento nel 2022. E’ quanto emerge da uno studio redatto congiuntamente dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dalla Banca d’Italia e dall’Anpal.
Nell’anno appena concluso la creazione di posti di lavoro è stata sostenuta soprattutto dai contratti a tempo determinato (365.000 su circa 597.000 posti di lavoro). Agli andamenti complessivi del 2022 contribuirà pure la capacità del sistema produttivo di preservare tali posizioni, molte delle quali sono giunte a scadenza il 31 dicembre del 2021. Anche il saldo delle posizioni permanenti è cresciuto, seppur a ritmi più moderati. I licenziamenti sono invece rimasti su livelli mediamente modesti (27.000 contratti cessati ogni mese con questa causale nella media del 2021, circa il 40% in meno rispetto al 2019).
Le lavoratrici continuano a essere penalizzate da una minore domanda di lavoro di tipo permanente: nonostante rappresentino circa il 42% della forza lavoro, incidono solo per un terzo sul saldo delle posizioni a tempo indeterminato.
(ITALPRESS).