ROMA (ITALPRESS) – “Io spero e credo che ci sia ancora lo spazio per un dialogo. Questo governo non ha mai rinunciato al confronto con i sindacati”. Lo dice il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, in un colloquio con Repubblica, commentando l’annuncio della proclamazione da parte di Cgil e Uil dello sciopero generale del 16 dicembre. “Bisogna capire bene i motivi di questa protesta ma se riguarda la manovra, allora ci sono ancora degli aspetti su cui possiamo lavorare”, prosegue. “Nell’ultimo consiglio dei ministri – aggiunge – è emersa la possibilità di aprire e mantenere il confronto su questioni fondamentali: le pensioni e le delocalizzazioni. Questo può accadere già nei prossimi giorni”.
Orlando Parla di “successo” a proposito della giornata di ieri a Bruxelles che ha visto l’ufficializzazione della Commissione Ue della presentazione della direttiva sulla regolarizzazione contrattuale dei rider. «Insieme ad altri colleghi – afferma – abbiamo spinto il commissario Schmit per arrivare a questo risultato. Ora dobbiamo fare in modo che alcuni aspetti di questa normativa siano anticipati e entrino in vigore immediatamente in Italia».
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Manovra, Orlando “Ancora spazio per il dialogo con i sindacati”
A ottobre in rialzo le vendite al dettaglio
ROMA (ITALPRESS) – A ottobre 2021 continua l’andamento positivo delle vendite al dettaglio sia su base mensile che annua, dovuto essenzialmente alla crescita delle vendite dei beni non alimentari. Lo rende noto l’Istat.
Per il comparto alimentare, l’Istituto di Statistica evidenzia un risultato tendenziale positivo per le imprese operanti su piccole superfici e un lieve calo per la grande distribuzione, in cui sono in diminuzione le vendite dei supermercati (-2,2%). Tra le forme distributive si sottolinea il calo tendenziale del commercio elettronico, per la prima volta dall’inizio della serie storica; tale risultato è spiegato anche dal livello eccezionalmente elevato di ottobre 2020. A ottobre 2021 si stima una moderata crescita congiunturale per le vendite al dettaglio (+0,1% in valore e +0,2% in volume). A determinare il segno positivo sono le vendite dei beni non alimentari (+0,3% in valore e +0,4% in volume) mentre quelle dei beni alimentari sono in calo (-0,1% in valore e -0,2% in volume).
Nel trimestre agosto-ottobre 2021, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio aumentano dell’1,4% in valore e dell’1,0% in volume. Risultano in crescita sia le vendite dei beni non alimentari (+1,9% in valore e +1,7% in volume) sia quelle dei beni alimentari (+1,0% in valore e +0,3% in volume). Su base tendenziale, a ottobre 2021, le vendite al dettaglio aumentano del 3,7% in valore e del 2,8% in volume.
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Nei primi 10 mesi entrate tributarie in crescita
ROMA (ITALPRESS) – Nel periodo gennaio-ottobre 2021, secondo i dati del Mef, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 377.814 milioni, segnando un incremento di 40.446 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno 2020 (+12%). Il confronto tra i primi dieci mesi del 2021 e quelli del corrispondente periodo dell’anno precedente, presenta ancora un evidente carattere di disomogeneità per effetto del lockdown e delle conseguenti misure economiche e di sospensione dei versamenti dirette ad affrontare l’emergenza sanitaria. Ottobre mostra una variazione positiva delle entrate tributarie pari a 2.185 milioni (+6,5%), determinata dall’incremento di gettito delle imposte dirette di 441 milioni (+2,3%) e delle imposte indirette di 1.774 milioni (+11%). Nei primi dieci mesi dell’anno le imposte dirette ammontano a 208.077 milioni, con un incremento di 13.722 milioni (+7,1%). Il gettito dell’Irpef si attesta a 160.404 milioni con un incremento di 8.906 milioni (+5,9%). Il gettito complessivo delle altre imposte dirette cresce del 56,9%. L’Ires registra un gettito pari a 18.032 milioni (-1.370 milioni, -7,1%). Le imposte indirette ammontano a 169.737 milioni, in aumento di 26.724 milioni (+18,7%). Al risultato ha contribuito prevalentemente l’Iva (+20.064 milioni, +22,3%) e, in particolare, l’Iva sugli scambi interni (+16.223 milioni, +19,9%). Le entrate relative ai “giochi” ammontano a 9.387 milioni (+1.026 milioni, +12,3%). Le entrate tributarie erariali derivanti da attività di accertamento e controllo si attestano a 6.223 milioni (-593 milioni, -8,7%) di cui: 3.055 milioni (-42 milioni, -1,4%) sono affluiti dalle imposte dirette e 3.168 milioni (-551 milioni, -14,8%) dalle imposte indirette.
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Banca Ifis prima in Italia nella comunicazione digitale per Webranking
Banca Ifis scala la classifica e si posiziona come prima Banca in Italia nel “Webranking by Comprend” che premia la trasparenza comunicativa dei canali digitali delle più grandi società quotate in Borsa. Con una valutazione complessiva di 79,5 punti, in crescita di 5,3 punti rispetto all’anno precedente (74,2 nel 2020 e 39,8 nel 2019) Banca Ifis ottiene anche il riconoscimento di migliore azienda quotata del Segmento Star, svettando sopra le 31 società italiane su 111 aziende analizzate. La società è al primo posto anche nella categoria “About us” con 13,8 punti su un massimo di 14. La Banca, che ha ulteriormente migliorato le già ottime performance dello scorso anno, è stata premiata per la trasparenza e la chiarezza nella comunicazione sui canali digitali di mission, identità, valori chiave del business e impegno nell’innovazione, grazie anche al “buon utilizzo di infografiche e altri elementi grafici che rendono la presentazione chiara e facilmente fruibile”.
“Anche quest’anno – spiega la ricerca – il sito corporate di Banca Ifis ha migliorato significativamente la sua performance, portandola al primo posto sia tra le banche italiane sia tra le aziende incluse nel segmento Star. In particolare, la presentazione dell’azienda si distingue per la sua chiarezza e completezza facendo sì che la sezione About us risulta la migliore tra tutte le aziende italiane”. “Questo risultato, di cui siamo orgogliosi, è una ulteriore conferma della validità del percorso di rinnovamento e rilancio del brand che abbiamo intrapreso nel 2020 con l’obiettivo di rafforzare l’awareness di Banca Ifis e migliorarne il posizionamento sul mercato – spiega Rosalba Benedetto, Direttore Comunicazione, Marketing e Relazioni Esterne di Banca Ifis -. Il nostro sito web rispecchia quale è il nostro approccio alla comunicazione, un approccio distintivo che applichiamo anche a tutti gli altri touchpoint, non solo digitali!”. Il sito web della Banca, www.bancaifis.it, rinnovato e rilanciato nel 2020 nell’ambito dell’operazione di rebranding di Gruppo, è oggi uno strumento per lo storytelling e il business immediato, uno strumento in continua evoluzione per comunicare l’identità dell’azienda ma anche un’agile porta di accesso a tutta l’offerta commerciale.
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Webuild, Primo Ministro australiano all’avvio seconda TBM Snowy 2.0
Webuild e i suoi partner nella joint-venture Future Generation hanno celebrato con il Primo Ministro australiano e con il cliente Snowy Hydro Ltd la messa in servizio di Kirsten, la TBM (Tunnel Boring Machine) tecnologicamente più avanzata delle tre previste per la realizzazione del progetto Snowy 2.0, il più grande progetto per la produzione di energia rinnovabile in Australia. Progettata specificamente per Snowy 2.0 dalla società tedesca Herrenknecht in collaborazione con Webuild, la TBM prende il nome dell’astrofisica australiana Kirsten Banks ed è una dimostrazione della spinta innovativa che Webuild è in grado di apportare in ogni progetto che realizza. In Australia, Snowy 2.0 supporterà la transizione del Paese verso le energie rinnovabili. La TBM Kirsten è stata progettata per affrontare scavi in rocce dure. La sua caratteristica più innovativa è la capacità di scavare lungo percorsi inclinati, in condizioni di pendenze sfidanti e con angolazioni anche molto ripide, pari in discesa fino al 9% (cinque gradi) e in salita fino al 45% (25 gradi). Con un diametro di circa 11 metri, la TBM è in grado di scavare fino a 30 metri di roccia al giorno. Con i suoi 250 metri di lunghezza, è anche una delle più lunghe al mondo nel suo genere oggi in esercizio e sarà dedicata allo scavo del tunnel dell’uscita di emergenza, dei cavi e di ventilazione lungo più di 6 chilometri, il pozzo inclinato e 2km del tunnel di adduzione, per un totale di oltre 6km di gallerie.
Al battesimo della TBM, avvenuto nel cantiere di Lobs Hole, erano presenti Marco Assorati, Webuild Executive Director Asia Pacific, insieme con il Primo Ministro australiano Scott Morrison, con Angus Taylor, Industry, Energy and Emissions Reduction Minister, e Paul Broad, Amministratore Delegato di Snowy Hydro. Webuild ha un expertise consolidato nel settore del tunnelling, con un track record che include lo scavo di circa 2.400km di tunnel. Di recente, sempre in Australia, si è aggiudicato anche il contratto per la realizzazione del North East Link di Melbourne, il più importante progetto infrastrutturale in PPP (Public-Private Partnership) in Australia, che porterà alla realizzazione di un collegamento essenziale per la rete autostradale della città, con benefici per i livelli di congestionamento del traffico e per i tempi di viaggio degli automobilisti. Al progetto Snowy 2.0 stanno lavorando circa 1.400 persone e 150 imprese locali. Si prevede che durante l’intera vita del progetto verranno creati circa 4.000 posti di lavoro, senza tener conto dell’indotto.
Realizzato da Future Generation – joint venture partecipata da Webuild, con la sua controllata americana Lane Construction e con il partner australiano Clough – il progetto Snowy 2.0 collegherà due dighe già esistenti, Talbingo e Tantangara, attraverso una rete di gallerie.
Situato nelle Snowy Mountains, una volta in funzione, l’impianto Snowy 2.0 renderà immediatamente utilizzabili ulteriori 2.000MW di energia disponibile on demand e fornirà 350.000MWh di stoccaggio su larga scala, sufficienti per alimentare l’equivalente di 500.000 case per oltre una settimana durante i picchi di domanda. L’impianto ridurrà inoltre la volatilità del mercato dell’energia, rendendo più affidabile l’approvvigionamento energetico e abbassando le tariffe per famiglie e imprese.
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Reale Mutua diventa società benefit
TORINO (ITALPRESS) – – L’Assemblea dei Delegati di Reale Mutua ha approvato l’acquisizione della qualifica di Società Benefit insieme ai dati di Bilancio Preconsuntivo 2021 di Reale Group e Reale Mutua. La scelta di diventare Società Benefit vuole essere, si legge in una nota, una “conferma del suo modello di business sostenibile volto alla massima attenzione per i suoi Soci/Assicurati, per le persone del Gruppo e per le comunità in cui opera”. Le Società Benefit si impegnano a creare valore per tutti i portatori di interesse, i cosiddetti Stakeholder, dai Dipendenti ai Clienti, nonché a tutti coloro che vivono sul territorio. “Si rinforza così la volontà di Reale Group di lavorare per un futuro migliore per tutti, di cementare attraverso e grazie alla sua attività impatti concreti, misurabili e positivi, sulla collettività e sull’ambiente” spiega ancora la nota. “Il progetto di acquisizione della qualifica di Società Benefit per Reale Mutua è prioritario e strategico per identificare in modo distintivo il suo impegno in termini di sostenibilità. Una scelta che si affianca alla natura mutualistica di Reale: due aspetti che si danno forza reciprocamente nella stessa direzione, pur rimanendo diversi e separati – ha spiegato nel corso dell’Assemblea il Presidente di Reale Mutua Luigi Lana – Diventare Benefit rappresenta un ambizioso traguardo per guardare al futuro investendo e concentrandoci sulla sostenibilità, elemento sempre più centrale nella nostra strategia di crescita”.
L’assunzione della qualifica di Società Benefit per Reale Mutua si inserisce all’interno del percorso, già avviato, di sempre maggiore integrazione della sostenibilità nelle strategie e nella cultura aziendale.
La Compagnia, impegnandosi nell’implementazione di un modello di gestione di impresa innovativo e sostenibile, che produce e distribuisce valore ai suoi Stakeholder, estende e rinforza a tutta la comunità il suo essere Mutua.
Per il 2021 si confermano i punti di forza del Gruppo: solidità e resilienza da parte di tutte le Società che lo compongono, e indici di solvibilità ai vertici europei. I buoni risultati di bilancio e il forte dinamismo progettuale del Gruppo, stanno inoltre consentendo a Reale di cogliere le opportunità strategiche e di crescita che il mercato assicurativo e la ripresa economica stanno offrendo.
L’utile consolidato calcolato secondo i principi internazionali Ias/Ifrs è in forte crescita attestandosi a una previsione di 250 milioni di euro, rispetto ai 155,5 nel 2020. Questo è frutto di un mix di alcuni fattori: il risultato operativo del Gruppo, il riallineamento fiscale degli immobili posseduti da Reale Immobili e la cessione di un pacchetto di fabbricati rientrante nella strategia di creazione e realizzazione di valore nel comparto immobiliare. Raccolta premi in crescita del 3,7% con gestione Danni a +2,5% e gestione Vita a +5,9%. Patrimonio Netto in crescita pari a 3.149 milioni di euro;
Solvency Ratio (misurato con il Modello Interno Parziale) al 296%, tra i più elevati in Europa.
“Questi risultati confermano la validità delle scelte strategiche attuate dal Gruppo – ha dichiarato Luca Filippone Direttore Generale di Reale Mutua – Non ci siamo mai fermati e abbiamo continuato a lavorare con il consueto impegno raggiungendo ottimi risultati. Il nostro Gruppo dimostra di avere la solidità e la determinazione per scommettere sul futuro, sostenuto da solide risorse, dalle competenze delle nostre persone e da un modello di impresa sostenibile sempre più forte, improntato sui principi di mutualità”.
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Fitch Ratings aggiorna l’Italia a “BBB”, outlook stabile
FRANCOFORTE (GERMANIA) (ITALPRESS) – Fitch Ratings ha aggiornato il rating di default dell’emittente di valuta estera a lungo termine (IDR) dell’Italia a “BBB” da “BBB-“. La prospettiva è stabile. Fitch prevede che l’economia italiana crescerà di un robusto 6,2% nel 2021, più velocemente di quanto previsto in precedenza. La crescita economica trimestrale è stata del 2,7% e del 2,6% rispettivamente nel secondo e nel terzo trimestre, ben al di sopra dell’intera zona euro. Ci aspettiamo che il PIL raggiunga il livello pre-pandemia nel primo trimestre del 2022, solo due anni dopo il 18% colpito dallo shock pandemico nel primo anno. Il contrasto di questa performance con i recuperi incompleti e significativamente più deboli a seguito della crisi finanziaria globale e del debito della zona euro evidenzia il successo del sostegno politico fornito da marzo 2020. Prevede una crescita del PIL del 4,3% nel 2022, in parte a causa dei forti effetti di trascinamento dopo la riapertura dell’economia a metà del 2021, e del 2,3% nel 2023. Elevati tassi di vaccinazione, elevati livelli di risparmio del settore privato e utilizzo di I fondi dell’UE sosterranno le dinamiche di crescita. In particolare, prevediamo che la crescita sarà sostenuta da un sostanziale aumento degli investimenti pubblici e privati. Finora quest’anno, l’economia italiana si è dimostrata abbastanza resistente alle interruzioni dell’offerta globale e prevediamo che ciò continuerà. L’alto tasso di vaccinazione e la vaccinazione obbligatoria dei dipendenti dovrebbero mitigare l’impatto economico dell’ultima ondata di pandemia
L’Italia ha iniziato a ricevere i fondi Next Generation EU (NGEU). Il Recovery and Resilience Plan (RRP) del governo prevede un totale di 191 miliardi di euro di investimenti (9,6% del PIL) dal 2021 al 2026, utilizzando sia la componente sovvenzione che quella di prestito dei fondi NGEU. Il raggiungimento di effetti duraturi di crescita oltre lo stimolo agli investimenti a breve termine dipenderà dalla capacità istituzionale dell’Italia di utilizzare efficacemente i fondi e dalla capacità del governo di attuare riforme mirate. Alla luce della recente forte performance, siamo più fiduciosi che il forte e rapido rimbalzo economico e la spesa NGEU controbilanceranno qualsiasi “cicatrice” dalla pandemia, e quindi abbiamo rivisto la stima per la crescita potenziale a medio termine allo 0,6% rispetto allo 0,4% dell’ultima revisione del rating nel giugno 2021 e alla stima dello 0,5% utilizzata prima della pandemia. Le stime dei fattori di crescita sottostanti sono particolarmente incerte, dato il grande shock economico strutturale. La chiusura dell’output gap negativo implica tassi di crescita potenziali superiori almeno fino al 2025 nel nostro scenario di base
Il forte rimbalzo economico dell’Italia sta migliorando i risultati fiscali. Abbiamo rivisto al ribasso la nostra previsione per il disavanzo pubblico del 2021 all’8,9% del PIL dall’11,4% dell’ultima revisione del rating. Ciò implica che il disavanzo di bilancio ha già iniziato a diminuire dal suo picco del 9,6% del PIL nel 2020. Le solide entrate fiscali riflettono anche il miglioramento della conformità fiscale. Prevediamo un deficit di bilancio del 5,5% del PIL nel 2022 e del 4,5% nel 2023, trainato principalmente dalla scadenza delle misure di sostegno alla pandemia e dalla forte crescita delle entrate fiscali. Il rapporto tra debito pubblico lordo (GGGD) e PIL probabilmente scenderà al di sotto del 154% del PIL entro la fine del 2021 dal picco del 155,6% alla fine del 2020 e rispetto all’attuale mediana “BBB” del 54% del PIL. Le nostre simulazioni sulla sostenibilità del debito indicano che il rapporto tra GGGD e PIL scenderà a circa il 150% del PIL entro il 2025. Non prevediamo più un aumento del debito pubblico a causa dei programmi di garanzia del credito, poichè gli assorbimenti sono ben al di sotto del massimo di 600 miliardi di EUR e il forte il rimbalzo economico mitiga ulteriormente i rischi di passività potenziali. Nel complesso, il bilancio dei rischi per l’economia, le finanze pubbliche e il settore bancario è migliorato da quando Fitch ha declassato l’Italia a “BBB-” nell’aprile 2020 al culmine dell’incertezza sull’impatto della pandemia. Ciò è stato anche sostenuto dalla forte risposta politica della BCE sotto forma del Programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP) e dell’UE sotto forma di NGEU.
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In crescita il settore dell’edilizia in legno
Buoni segnali arrivano dal settore dell’edilizia in legno, che nel 2020 ha fatto registrare una ripartenza più veloce rispetto ad altri settori. A fronte di un -15% registrato dal comparto industriale edile, la bioedilizia riesce a consolidarsi con una quota di mercato pari al 7% dei permessi per costruire (in linea con il 2019) e un turnover pari a 1.39 miliardi, registrando un +3% rispetto al 2019. Per il 2021 i dati relativi ai primi mesi dell’anno confermano un trend molto rispetto all’anno precedente. E’ la fotografia scattata dal Rapporto Edilizia in Legno 2021, realizzato dal Centro Studi di FederlegnoArredo per Assolegno. “Il nostro settore – spiega Angelo Luigi Marchetti, presidente Assolegno – può rappresentare per il Paese una vera e propria rivoluzione edile, mettendo al centro la qualità dell’abitare e la sostenibilità. Ne sono una prova importante la tenuta del nostro comparto, che nel 2020 segna indici paragonabili al 2019, nonostante le chiusure nell’anno più buio della pandemia. Sono infatti oltre 3.000 le realizzazioni portate a termine in questo periodo in cui abbiamo assistito anche a una patrimonializzazione delle imprese più solida rispetto al comparto tradizionale. Ma non solo, abbiamo riscontrato una vocazione a definire soluzioni ingegnerizzate che rendono la fase di cantiere più sicura, snella e con meno ingombri in ambito urbano”. Analizzando la distribuzione geografica, il report di Assolegno evidenzia un’importante novità che già l’anno scorso aveva timidamente iniziato a intravedersi: il mercato della bioedilizia non sembra più essere a esclusivo appannaggio del Nord Italia, ma prende sempre più corpo e consistenza anche nelle regioni del Centro, con Toscana, Marche e Umbria che ormai risultano avere un panorama realizzativo del tutto paragonabile a quello del Triveneto. Non solo aumento numerico e più ampia distribuzione sul territorio nazionale. Il Report indica anche una sempre più sviluppata complessità ingegneristica delle opere: è chiara, infatti, la tendenza a sviluppare soluzioni multipiano attraverso le costruzioni in legno. Milano, Torino, Firenze e le maggiori città del Nord e Centro Italia presentano ormai numerosi esempi di come l’ingegneria in legno si sviluppi in altezza. Per la prima volta, rispetto al 2019, si registra infatti un aumento delle unità abitative all’interno della medesima realizzazione pari a un +20. La competitività del materiale, sia per interventi residenziali, che per alberghi e edifici polifunzionali, sembra avere in ambito urbano un focus ben preciso: realizzazioni di 4-5 piani fuori terrà dove il legno si consolida, non più come alternativa ai materiali tradizionali, ma anche come tecnologia di riferimento per investitori e progettisti.
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