ROMA (ITALPRESS) – “Apprendiamo con grande disappunto che il ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili ha pubblicato il decreto sul fondo di compensazione per il caro materiali nei bandi pubblici e ha deciso di escludere il legno strutturale, i cui aumenti nel 2021 hanno toccato quota 250 % e che rappresenta l’elemento principe per l’edilizia sostenibile che assorbe anidride carbonica anziché produrla. Chiediamo pertanto al ministero un incontro urgente per trovare una soluzione ed evitare così che aziende, lavoratori e cantieri siano a rischio chiusura, e al contempo sia penalizzato il settore della bioedilizia, strategico per la transizione ecologica”. Lo affermano in una nota congiunta il presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin e il presidente di Assolegno, Angelo Luigi Marchetti.
“Come già dichiarato in questi giorni non volevamo pensare che il ministero e il Governo, che hanno fatto della transizione ecologica la loro bandiera, avrebbero escluso dalla lista proprio il materiale sostenibile per eccellenza. Purtroppo, i fatti ci costringono a dire che hanno tirato dritto e si sono dimenticati del loro Dna ammainando la bandiera della sostenibilità. Ignorate anche – sottolinea FederlegnoArredo – tante altre voci che si sono sollevate in questi giorni nella medesima direzione, a partire da UNCEM e dall’Istituto di Bioeconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche che ha rimarcato l’esigenza di modifiche sostanziali a quanto proposto, dati scientifici alla mano”.
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Caro materie prime, Federlegnoarredo “A rischio aziende e bioedilizia”
Pnrr, Colao “50 miliardi per la transizione digitale”
ROMA (ITALPRESS) – “La crisi pandemica ha imposto un cambiamento repentino delle politiche fiscali, nella prima fase ci sono stati i ristori e man mano che la campagna vaccinale è avanzata le misure hanno virato in direzione dello stimolo della crescita. Il Pnrr ci consente un fase nuova e in questo contesto dobbiamo porre la transizione digitale. Abbiamo 50 miliardi complessivi per realizzare numerose iniziative, in particolare su infrastrutture, servizi pubblici e competenze, abbiamo progetti su banda larga, piattaforme per l’interoperabilità, cloud. Parliamo di 11 miliardi da investire da oggi al 2026”. Lo ha detto il ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale, Vittorio Colao, in audizione presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria.
“A fronte di questi obiettivi ci sono due elementi distintivi: il numero molto elevato e l’eterogeneità delle banche date fiscali, si stima ci siano 161 banche dati attive, il secondo tratto – ha spiegato – è la vastissima platea di soggetti che devono interagire attraverso un fitto scambio di dati. Si tratta di 41 milioni di contribuenti, di soggetti abilitati, di numerosi enti pubblici nazionali e territoriali, di un numero nutrito di soggetti privati e infine le amministrazioni fiscali straniere che interagiscono con quelle italiane, l’interazione tra fisco e questa platea produce un volume di dati enorme ed eterogeneo”.
“Abbiamo un lungo lavoro da fare per incentivare le amministrazioni a investire sul fronte tecnologico, sul fronte della qualità la leva più importante su cui agire è la mancanza di competenze interne alle Pubbliche Amministrazioni, più competenze per avere più innovazione – ha sottolineato il ministro -. Un altro intervento è semplificare il quadro organizzativo, in questo modo possiamo riuscire a rendere fruibili e condivisibili tutte le informazioni fiscali che oggi non è possibile utilizzare. E’ necessario, poi, incentivare l’utilizzo della fatturazione elettronica obbligatoria, grazie a questo si stimano circa 2 miliardi di recupero e contrasto. Con questo mix di interventi di semplificazione, razionalizzazione e innovazione vogliamo e possiamo creare un sistema fiscale più efficiente e trasparente”.
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Cadiprof, Gaetano Stella riconfermato presidente
L’assemblea dei soci ha nominato il nuovo Comitato esecutivo di Cadiprof, la Cassa di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori degli studi professionali. Gaetano Stella è stato riconfermato presidente della Cassa in rappresentanza di Confprofessioni; vicepresidente è stato eletto Michele Carpinetti, sindacalista della Filcams-Cgil. Il Comitato esecutivo di Cadiprof si completa con le designazioni di Raffaele Loprete, Andrea Parlagreco e Vincenzo Schiavo in rappresentanza di Confprofessioni; di Calogero Lo Castro (Confedertecnica), Vincenzo Brunetti (Cipa), Danilo Lelli (Filcams-Cgil), Aurora Blanca e Dario Campeotto (Fisascat-Cisl), Gabriele Fiorino e Giuseppe Zimmari (Uiltucs-Uil). Il collegio sindacale risulta composto da Francesco Paolo Fazio (presidente, designato da Uiltucs-Uil), Marco Cuchel (Confprofessioni) e Franca Platino (Fisascat-Cisl).
“In questi anni Cadiprof ha raggiunto importanti livelli di assistenza sanitaria integrativa a favore della platea dei dipendenti degli studi professionali. La sua capacità di reazione all’emergenza sanitaria, con l’introduzione di numerose garanzie mirate a proteggere i lavoratori durante la pandemia, non solo ha raccolto ampi consensi tra i dipendenti degli studi ma è stata apprezzata in tutto il panorama del welfare nazionale”, ha dichiarato Stella. “L’efficacia delle politiche di assistenza sanitaria integrativa finora messe in campo hanno permesso una crescita esponenziale delle adesioni e una maggior stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Ed è in questa direzione che dovrà orientarsi il nuovo Comitato esecutivo, implementando ulteriormente le prestazioni a favore dei lavoratori e delle loro famiglie”, ha aggiunto. “Sono molto grato alle parti sociali della fiducia che mi hanno concesso nell’assumere l’incarico di vicepresidente di Cadiprof. Il settore del lavoro professionale ha bisogno di tutele e di servizi che il sistema bilaterale ha dimostrato di poter fare bene in rappresentanza di lavoratori e studi che hanno un ruolo non secondario nello scenario economico e sociale del Paese”, ha sottolineato Carpinetti.
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Mattarella “Il Pnrr inciderà sulla società, usare bene le risorse”
ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo attraversando tempi straordinari. Le ingenti risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza impongono, in un arco temporale breve, un volume considerevole di investimenti che incideranno, insieme alle riforme, sull’evoluzione e sulla stessa idea di società. Le ingenti risorse attualmente destinate all’Italia vanno utilizzate in modo attento e responsabile, nella consapevolezza che ci troviamo in una condizione senza precedenti e, verosimilmente, irripetibile. Si tratta di cogliere o di perdere un’opportunità straordinaria per l’Italia e per l’Europa”. Lo ha ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’incontro con i referendari di nuova nomina della Corte dei Conti al Quirinale. Il capo dello Stato ha ricordato che spetterà alla Corte la verifica e la valutazione dell’attuazione dei programmi di spesa, “avvalendosi delle nuove forme di controllo concomitante che accentuano il suo ruolo di ausilio e di sprone nei confronti delle pubbliche amministrazioni. La Corte è inoltre chiamata a tener conto dell’importanza riservata dalla normativa europea alle funzioni di prevenzione e repressione dei fenomeni di corruzione, conflitto di interessi e frodi nell’uso dei fondi posti a disposizione dall’Unione. Nell’esercizio delle sue funzioni la Corte si dimostrerà certamente consapevole – così come dovranno fare anche le altre istituzioni – della necessità di impiegare le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza con efficacia ed efficienza, in termini estremamente rapidi.Fronteggiare la pandemia e avviare la ripresa hanno comportato l’impiego di risorse ingenti, determinando un incremento significativo del nostro debito pubblico”.
“Questo, come sappiamo, è stato reso possibile dalle scelte di politica monetaria della Banca centrale europea e dalla sospensione del Patto di stabilità. La crescita del debito pubblico – ha proseguito Mattarella – richiede un supplemento di responsabilità nella gestione della finanza pubblica e un utilizzo delle risorse mirato alla crescita economica. Già a partire da quest’anno, i documenti di finanza pubblica indicano l’obiettivo di una riduzione del debito pubblico, obiettivo ineludibile se intendiamo rendere la ripresa stabile e duratura”.
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Manovra, Confprofessioni “Abbattere pressione fiscale su autonomi”
MILANO (ITALPRESS) – “Non solo imprese, dipendenti e pensionati, gli 8 miliardi della legge di bilancio destinati al fisco dovranno servire anche per abbattere la pressione fiscale che grava sul lavoro autonomo e professionale, colpito da una profonda crisi, come testimoniano le 327 mila partite Iva costrette a chiudere durante la pandemia”. Così il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, replica alle dichiarazioni dei leader dei sindacati, invocando “equità orizzontale per garantire che a redditi uguali corrispondano debiti d’imposta equivalenti. L’attuale conformazione del prelievo fiscale relativo all’Irpef – aggiunge Stella – implica che a parità di reddito si registra un’iniqua distorsione tra il prelievo che grava sui titolari di reddito da lavoro autonomo rispetto a quello da lavoro dipendente, soprattutto per quei soggetti che dichiarano redditi medi fino a 55.000 euro. Bisogna correggere subito questa disparità unificando le detrazioni Irpef sui redditi da lavoro autonomo e da lavoro dipendente”, conclude.
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Annullo filatelico per i 25 anni di Headline Giornalisti
“Il lavoro giornalistico al centro della comunicazione, soprattutto di quella aziendale. Headline Giornalisti ha festeggiato oggi i suoi 25 anni di attività presentando, insieme al Sindaco di Firenze Dario Nardella, l’annullo filatelico realizzato per l’occasione da Poste Italiane. Fondata nel 1996 da Leonardo Bartoletti e Riccardo Benvenuti, oggi Headline lavora nella comunicazione aziendale, di eventi, di prodotto e nella realizzazione editoriale con realtà come Rai, Poste, Terna, Menarini, Acea, Thales, El.En., banche ed istituzioni. All’evento ha preso parte anche Enrico Menegazzo, responsabile nazionale filatelia di Poste Italiane”.
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L’inflazione accelera, +3% su base annua a ottobre
ROMA (ITALPRESS) – Nel mese di ottobre, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registri un aumento dello 0,7% su base mensile e del 3,0% su base annua (da +2,5% del mese precedente); la stima preliminare era +2,9%. Lo rileva l’Istat.
L’ulteriore accelerazione, su base tendenziale, dell’inflazione è in larga parte dovuta, anche nel mese di ottobre, ai prezzi dei Beni energetici (da +20,2% di settembre a +24,9%) sia a quelli della componente regolamentata (da +34,3% a +42,3%) sia ai prezzi di quella non regolamentata (da +13,3% a +15,0%). Accelerano rispetto al mese di settembre, ma in misura minore, anche i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,0% a +2,4%).
L'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale da +1,0% a +1,1%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +1,1%.
L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto prevalentemente alla crescita dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+17,0%) e solo in misura minore a quella dei prezzi degli Energetici non regolamentati (+1,0%) e degli Alimentari non lavorati (+0,7%). Diminuiscono, invece, per ragioni ascrivibili per lo più a fattori stagionali, i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-0,7%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,3%).
Su base annua accelerano i prezzi dei beni (da +3,6% a +4,2%), mentre la crescita di quelli dei servizi è stabile (+1,3%); il differenziale inflazionistico tra questi ultimi e i prezzi dei beni rimane negativo (-2,9 punti percentuali), ampliandosi rispetto a quello registrato a settembre (-2,3).
L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,8% per l’indice generale e a +0,8% per la componente di fondo.
Accelerano i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +0,9% a +1,0%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,6% a +3,1%).
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra un aumento dello 0,9% su base mensile e del 3,2% su base annua (da +2,9% di settembre); la stima preliminare era +3,1%.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,6% su base mensile e del 3,0% su base annua.
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Tim, Landini “Evitiamo lo spezzatino, rilanciare la rete unica”
ROMA (ITALPRESS) – “Parliamo di un settore strategico per il nostro Paese, quello delle telecomunicazioni. Da tempo chiediamo che l’Italia si doti di una rete unica di nuova generazione che sia in grado di connettere il territorio, ma tutto è in grave ritardo. Si pone, davvero, un problema di strategia industriale; si tratta di capire quale ruolo vuole giocare il governo, compreso il ricorso alle prerogative che la legge prevede in caso di acquisizioni da parte di soggetti stranieri di aziende strategiche”. Così Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, esprime le sue preoccupazioni sull’offerta del fondo di investimento americano Kkr. “Non conosco qual è il piano del fondo americano. Sono certo, tuttavia, che il governo non può semplicemente subire la logica del mercato ma deve esercitare un’azione di indirizzo funzionale agli interessi industriali ed occupazionali nazionali. E’ da tempo che le organizzazioni sindacali chiedono la costituzione di una rete unica e di un campione nazionale unico e competitivo capace di difendere e qualificare l’occupazione” aggiunge Landini che vuole evitare il rischio di uno spezzatino, con da una parte la rete, dall’altra i servizi, con inevitabili tagli al personale. “E’ esattamente quello che va scongiurato. Serve una visione d’insieme. La rete è oggi l’infrastruttura tecnologica più importante per il Paese ed è la base sulla quale poggiare la trasformazione del nostro sistema manifatturiero nazionale. Riguarda tutti i settori, ad esempio: automotive, cemento, acciaio, chimica, vetro, carta”.
“Questo è un tema strategico decisivo. La costruzione di una rete nazionale di nuova generazione rappresenta il volano per lo sviluppo industriale digitale. Per questo proponiamo la costituzione di un’Agenzia nazionale per lo sviluppo industriale e di convogliare tutti i fondi per gli investimenti nei vari settori, compresi quelli previsti nella legge di Bilancio, in un unico grande Fondo speciale per la transizione industriale. Due operazioni propedeutiche ad eventuali alleanze e investimenti internazionali. Non possiamo continuare a dire che siamo il secondo Paese manifatturiero europeo e poi non abbiamo una strategia all’altezza, cioè in grado di gestire la transizione digitale ed ambientale”. “Serve una strategia. Insisto: lo Stato non può essere passivo. E credo che per far ripartire gli investimenti non ci sia solo il Pnrr. Il risparmio italiano vale oltre 1.850 miliardi; altri 2.300 sono rappresentati dal patrimonio finanziario degli italiani. Bene, penso che andrebbe favorito, con tutte le cautele del caso, l’investimento nell’economia reale, nella sanità, nella scuola, nei servizi sociali, attraverso strumenti finanziari garantiti dallo Stato”.
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