ROMA (ITALPRESS) – A settembre i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti dell’1,7 per cento sui dodici mesi (1,8 nel mese precedente). I prestiti alle famiglie sono aumentati del 3,6 per cento sui dodici mesi (3,7 nel mese precedente) mentre quelli alle società non finanziarie sono aumentati dello 0,7 per cento (1,2 nel mese precedente). Lo rende noto la Banca d’Italia.
I depositi del settore privato sono cresciuti del 7,4 per cento sui dodici mesi (contro l’8,1 in agosto); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 6,4 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente (-6,1 in agosto). Le sofferenze sono diminuite del 22,5 per cento sui dodici mesi (in agosto la riduzione era stata del 19,5 per cento); la variazione può risentire dell’effetto di operazioni di cartolarizzazione.
A settembre i tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni comprensivi delle spese accessorie (Tasso Annuale Effettivo Globale, TAEG) si sono collocati all’1,74 per cento (1,85 in agosto), mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,03 per cento (8,05 nel mese precedente). I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati pari all’1,15 per cento (1,07 in agosto), quelli per importi fino a 1 milione di euro sono stati pari all’1,73 per cento, mentre i tassi sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia si sono collocati allo 0,8 per cento. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,31 per cento (come nel mese precedente).
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Banche, a settembre prestiti +1,7% su base annua
Industria, produzione +0,1% su mese e +4,4% su anno
ROMA (ITALPRESS) – A settembre 2021 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,1% rispetto ad agosto. Nella media del terzo trimestre il livello della produzione cresce dell’1,0% rispetto al trimestre precedente. Lo rileva l’Istat. L’indice destagionalizzato mensile mostra un aumento congiunturale sostenuto per i beni di consumo (+3,3%) e una crescita più contenuta per l’energia (+1,3%) e i beni intermedi (+0,9%); viceversa, si osserva una diminuzione per i beni strumentali (-1,0%).
Al netto degli effetti di calendario, a settembre 2021 la produzione aumenta su base annua del 4,4% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22 come a settembre 2020). Si registrano incrementi tendenziali marcati per i beni intermedi (+7,1%), i beni strumentali (+4,9%) e quelli di consumo (+4,5%); diminuisce, invece, il comparto dell’energia (-4,2%).
I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali maggiori sono la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+13,3%), la fabbricazione di macchinari (+11,4%) e la metallurgia e la fabbricazione di prodotti in metallo (+9,6%). Flessioni tendenziali si registrano nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-11,7%), nelle attività estrattive (-6,3%), nella fornitura di energia elettrica, gas, vapore e acqua (-5,0%) e nella fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (-0,3%).
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Pensioni, Orlando “Ci sono le condizioni per un accordo con i sindacati”
ROMA (ITALPRESS) – “Il sindacato fa le valutazioni che crede e lo sciopero è un diritto, ma credo ci siano tutte le condizioni perchè sulle pensioni si apra un confronto che affronti in modo strutturale alcuni dei problemi posti”. Lo dice in un’intervista al quotidiano La Stampa il ministro del Lavoro Andrea Orlando.
“A me pare che il punto di partenza sia buono perchè su molte questioni, dalla riforma degli ammortizzatori sociali alla spesa sulla sanità, passando per la parità salariale, abbiamo lavorato andando incontro a richieste storiche del sindacato – spiega Orlando -. Vedo le condizioni per un dialogo sociale che può portare a un miglioramento della manovra, affrontando il tema della previdenza al di fuori del dibattito sterile “quota 100 sì quota 100 no””.
In merito a quota 102 per un anno, “l’intervento del governo non è strutturale. Bisognava uscire da misure eccezionali con qualcosa che rendesse meno forte l’impatto sui lavoratori – sottolinea il ministro del Lavoro -. Ora c’è da capire come si torna a un sistema che deve essere contributivo evitando le rigidità che la legge Fornero portava con sè. A partire da cosa succede per le nuove generazioni”.
Quanto al metodo del Governo Draghi, “più che attendista direi che è realista – dice Orlando -. Bisognava prima di tutto mettere in moto i meccanismi necessari a spendere 300 miliardi di euro, i fondi del Recovery. Evitando, dove non necessario, di affrontare in modo frettoloso temi divisivi per una maggioranza così ampia. Questo non significa derubricare alcuni temi, ma creare le condizioni per poterli affrontare con uno sguardo più lungo e con il necessario confronto”.
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Assopopolari, sostenibilità e cooperazione per ripresa del Paese
Economia circolare, sostenibilità e cooperazione. Sono questi gli elementi essenziali per la ripresa del Paese al centro del nuovo libro di Giuseppe De Lucia Lumeno, segretario generale dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari, presentato oggi. Il volume – edizioni Edicred – introduce nel dibattito sulla sostenibilità una articolata e dettagliata proposta di lavoro che ruota attorno alla cooperazione con l’obiettivo di far riflettere sul ruolo che le banche popolari possono svolgere sul territorio. “L’azione delle banche cooperative popolari è importante perché concreta sul territorio e a contatto con i cittadini, vicina alla popolazione”, ha detto Giovanni Currò, vice presidente della commissione Finanza della Camera. “È importante sposare questo libro – continua Currò – come un invito a fare di più e meglio e per le istituzioni governative di poter accompagnare quelle finanziarie nel fare il proprio dovere. Ce lo chiedono i cittadini, le generazioni future ma soprattutto l’ambiente”. Per Raffaele Barberio, fondatore e direttore di Key4biz “il mondo si sta interrogando su come andare oltre i modelli di sviluppo che abbiamo fino a ora conosciuto. Una serie di elementi di difficoltà e di emergenza che stanno emergendo sempre più forte, ci dicono che abbiamo bisogno di un cambio radicale. Il libro si sofferma proprio su questa riflessione, su come riorganizzare il globo in un momento storico unico in cui alla transizione digitale si affianca la tragedia della pandemia ma anche l’opportunità di riforme e investimenti”. “L’autore ci propone di considerare gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030 e vedere come le banche cooperative si collocano in questo contesto, ci indica la strada. La scommessa dell’economia circolare non si limita ad evitare gli scarti ma a non produrne più” ha detto Giovanni Ferri, professore di Economia e Gestione aziendale e prorettore della Lumsa. Lorenzo Malagola, segretario generale della Fondazione De Gasperi, ha sottolineato come De Lucia Lumeno nel suo libro abbia avuto la capacità di concretizzare l’Agenda Onu 2030 portandola dentro l’esperienza viva della cooperazione.
“Finalmente un libro che ci invita a fermarci, a farci riflettere – ha commentato Giulio Sapelli, economista ed editorialista – L’economia circolare deve iniziare dalla sostenibilità delle materie prime nel processo produttivo per essere efficace”. A conclusione dell’evento è intervenuto l’autore, che ha espresso la necessità di scrivere qualcosa che potesse concretamente consentire al lettore di calarsi della quotidianità dell’uomo. “Solo cambiando le coscienze potremo cambiare in meglio la nostra vita e per questo sto pensando di dar vita a un manifesto delle banche popolari che sia un vademecum da lasciare ai posteri”, ha concluso.
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Commercio, a settembre vendite al dettaglio +0,8%
ROMA (ITALPRESS) – A settembre 2021 si stima una crescita congiunturale per le vendite al dettaglio (+0,8% in valore e +0,6% in volume). Sono in aumento sia le vendite dei beni alimentari (+0,6% in valore e +0,3% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (+1,1% in valore e +0,8% in volume). Lo rileva l’Istat.
Nel terzo trimestre del 2021, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio aumentano dell’1,2% in valore e dello 0,7% in volume. Le vendite dei beni non alimentari crescono sia in valore (+1,7%) sia in volume (+1,3%), mentre per i beni alimentari si registra un aumento in valore (+0,5%) e una lieve diminuzione in volume (-0,2%).
Su base tendenziale, a settembre 2021, le vendite al dettaglio aumentano del 5,3% in valore e del 3,9% in volume. Risultano in crescita sia le vendite dei beni non alimentari (+7,3% in valore e +5,7% in volume) sia quelle dei beni alimentari (+2,5% in valore e +1,4% in volume).
Tra i beni non alimentari, si registra una crescita tendenziale per quasi tutti i gruppi di prodotti, ad eccezione di Mobili, articoli tessili, arredamento (-0,7%); gli aumenti maggiori riguardano Elettrodomestici, radio, tv e registratori (+26,3%) e Altri prodotti (+9,9%).
Rispetto a settembre 2020, il valore delle vendite al dettaglio cresce in tutti i canali distributivi: la grande distribuzione (+2,8%), le imprese operanti su piccole superfici (+6,3%), le vendite al di fuori dei negozi (+7,6%) e il commercio elettronico (+18,8%).
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Bankitalia, Paese verso la ripresa ma non a livelli pre-pandemia
ROMA (ITALPRESS) – L’economia italiana ha risentito pesantemente degli effetti della crisi da Covid-19. Le misure di sostengo a famiglie e imprese hanno contribuito a contenere la caduta del prodotto nel 2020. E’ quanto emerge dalla pubblicazione della Banca d’Italia “L’economia delle regioni italiane. Dinamiche recenti e aspetti strutturali”. L’avvio della campagna vaccinale all’inizio dell’anno in corso, il graduale allentamento delle restrizioni introdotte per contenere i contagi e la prosecuzione degli interventi pubblici a beneficio di famiglie e imprese hanno concorso a sostenere l’inversione di tendenza osservata nel secondo trimestre di quest’anno, quando l’attività economica è aumentata di oltre il 17% rispetto al corrispondente periodo del 2020. Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) elaborato dalla Banca d’Italia, la ripresa è stata più marcata al Nord rispetto al resto del Paese. La ripresa è stata ovunque favorita dal recupero delle esportazioni, iniziato nella seconda metà del 2020. In base al sondaggio congiunturale sulle imprese industriali e dei servizi condotto dalla Banca d’Italia in autunno la dinamica degli investimenti nell’anno in corso è superiore ai piani formulati l’anno precedente. Nel primo semestre dell’anno in corso, la liquidità delle aziende ha continuato ad aumentare. “Dalle analisi congiunte emerge un’evidente inversione di tendenza nel 2021 rispetto al 2020, registrata in tutte le aree del Paese, con un’inversione più marcata nel Nord”, hanno spiegato da Banca d’Italia. Bene anche il mercato del lavoro che registra “segni di miglioramento nei primi 8 mesi dell’anno. La partecipazione al mercato del lavoro è tornata a crescere ma rimane inferiore ai valori pre pandemici”.
Dati positivi, ma la strada è ancora lunga: “Sono lontani i livelli pre pandemia”, fanno notare da Bankitalia. “Il Mezzogiorno si colloca dietro la media nazionale, il recupero di quest’area deve essere una priorità nazionale, una ripresa che condizionerà l’intera economia del Paese”.
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Snam, utile netto in crescita di oltre il 7% nei primi 9 mesi 2021
Il Consiglio di Amministrazione di Snam, riunitosi ieri sotto la presidenza di Nicola Bedin, ha approvato i risultati consolidati dei primi nove mesi del 2021 (non sottoposti a revisione contabile). Il Consiglio ha altresì deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo 2021 pari a 0,1048 euro per azione, con pagamento a partire dal 26 gennaio 2022.
“I risultati dei primi nove mesi mostrano la solidità del nostro core business, la crescita delle nuove partecipazioni come De Nora e la continua attenzione all’ottimizzazione della struttura finanziaria. In una fase di forte aumento e volatilità dei prezzi del gas e di difficoltà di approvvigionamenti a livello globale, Snam incrementa i propri investimenti per contribuire alla sicurezza energetica dell’Italia, che oggi è in condizioni migliori rispetto ad altri paesi europei grazie alla propria capacità di stoccaggio e all’entrata in esercizio del TAP” ha commentato Marco Alverà, Amministratore Delegato di Snam.
“Prosegue lo sviluppo dei nuovi business della transizione energetica con investimenti e progetti nell’idrogeno, nel biometano, nell’efficienza energetica e nella mobilità sostenibile. Si rafforza il nostro impegno ESG in favore dei territori, delle comunità e dell’ambiente, con un nuovo target di riduzione delle emissioni di metano in vista dell’obiettivo delle zero emissioni nette dirette e indirette al 2040” conclude Alverà.
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Lavoro, a settembre crescono gli occupati
ROMA (ITALPRESS) – A settembre torna ad aumentare l’occupazione, dopo i cali osservati a luglio e ad agosto. Rispetto a gennaio 2021, si registra un saldo positivo di poco più di 500 mila occupati, dovuto esclusivamente alla ripresa de lavoro dipendente che cresce di circa 520 mila unità. Il tasso di occupazione è più alto di 1,5 punti percentuali. Rispetto ai livelli pre-pandemia (febbraio 2020) il numero di occupati è inferiore di oltre 300 mila unità, il tasso di occupazione e quello di disoccupazione sono più bassi di 0,4 e 0,6 punti rispettivamente, mentre il tasso di inattività è superiore di 0,9 punti. Lo rende noto l’Istat. Nel mese di settembre 2021, rispetto al mese precedente, crescono gli occupati e diminuiscono disoccupati e inattivi. L’aumento dell’occupazione (+0,3%, pari a +59mila unità), osservato per gli uomini e soprattutto per le donne, coinvolge i dipendenti a tempo determinato, le persone tra i 25-34 anni e gli ultra 50enni. Il tasso di occupazione sale al 58,3% (+0,2 punti).
La diminuzione del numero di persone in cerca di lavoro (-1,2%, pari a -28mila unità rispetto ad agosto) è più marcata per gli uomini e coinvolge solo chi ha più di 24 anni. Il tasso di disoccupazione cala al 9,2% (-0,1 punti), nonostante l’aumento tra i giovani al 29,8% (+1,8 punti). La diminuzione del numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni, osservata a settembre rispetto al mese di agosto (-0,3%, pari a -46mila unità), coinvolge solamente le donne, i 25-34enni e i maggiori di 50 anni. Il tasso di inattività scende al 35,7% (-0,1 punti). Confrontando il terzo trimestre con il precedente, il livello dell’occupazione è più elevato dello 0,4%, con un aumento di 81mila unità. La crescita dell’occupazione, nel confronto trimestrale, si associa alla diminuzione delle persone in cerca di occupazione (-5,6%, pari a -137mila unità) e alla sostanziale stabilità degli inattivi.
A seguito della ripresa dell’occupazione, registrata anche tra febbraio e giugno 2021, il numero di occupati è superiore a quello di settembre 2020 dell’1,2% (+273mila unità); variazioni ancora negative si registrano per gli indipendenti e per i lavoratori tra i 35 e i 49 anni, in quest’ultimo caso solo per effetto della componente demografica. Infatti, il tasso di occupazione – in aumento di 1,0 punti percentuali – sale per tutte le classi di età. Rispetto a settembre 2020, diminuisce sia il numero di persone in cerca di lavoro (-9,1%, pari a -230mila unità), sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-2,0%, pari a -280mila), che era aumentato in misura eccezionale all’inizio dell’emergenza sanitaria.
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