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Economia

Inflazione, a novembre livello più alto da settembre 2008

ROMA (ITALPRESS) – Secondo le stime preliminari dell’Istat, a novembre l’inflazione accelera nuovamente, portandosi a un livello che non si registrava da settembre 2008 e continuando a essere sostenuta soprattutto dalla crescita dei prezzi dei Beni energetici, con l’accelerazione della componente non regolamentata che segue quella della componente regolamentata registrata a ottobre. In particolare, 2021 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,7% su base mensile e del 3,8% su base annua (da +3,0% del mese precedente). Le tensioni inflazionistiche, seppur in misura contenuta, si diffondono anche ad altri comparti merceologici, in particolare i Beni alimentari e i Servizi relativi ai trasporti, e l’inflazione di fondo sale a livelli che non si vedevano da marzo 2013. L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici accelerano entrambe da +1,1% di ottobre a +1,4%. L’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,9% per l’indice generale e a +0,8% per la componente di fondo.
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Bonomi “Per la transizione ecologica serve una governance mondiale”

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ROMA (ITALPRESS) – “Confindustria ha sempre sostenuto il tema europeo anche quando avevamo governi fortemente antieuropeisti”. Lo ha dichiarato Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, durante l’evento “Le scelte di Bruxelles e quelle dell’industria” organizzato da Bergamo Città impresa nell’ambito del Festival dei territori industriali. “Alcuni aspetti – aggiunge – però sono importanti: forse siamo fuori da una crisi importante, ma se guardiamo i numeri è stata l’industria manifatturiera a portare fuori l’Italia da questa crisi. Dobbiamo iniziare un percorso che però non mi sembra così aperto da parte del commissario Timmermans. Il tema della transizione ecologica è ineludibile e non è in discussione, ma come ci arriviamo? Non è pensabile che l’Europa si ponga obiettivi ambiziosi, li riveda e poi l’Italia si trovi spiazzata”.
“Cosa facciamo? – prosegue – Buttiamo quegli investimenti sul clima? Certe transizioni non possono non avvenire in una governance mondiale e devono avere obiettivi ambiziosi ma non velleitari. E terzo: come accompagniamo queste transizioni? Hanno un costo economico, ma anche sociale e lo dobbiamo dire. Alcune finestre si chiuderanno. Si devono fare riflessioni serie perché l’UE è fatta di 27 paesi e l’industri italiana non è quella di Malta. Oggi il problema è l’industri europea, non più quella italiana o francese”.
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illimity prima banca ad aderire a Open-es

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illimity Bank sbarca su Open-es, piattaforma digitale lanciata a inizio anno da Eni, in collaborazione con Boston Consulting Group e Google Cloud, e aperta a tutte le imprese per supportare lo sviluppo sostenibile delle filiere produttive. Open-es, attraverso uno strumento innovativo e inclusivo, vuole creare un’alleanza di imprese, a oggi circa 3.000 da oltre 50 settori industriali diversi, impegnate nel coinvolgere le proprie catene del valore nel percorso di miglioramento delle performance di sostenibilità. Attraverso la piattaforma, tutte le imprese, dalle Pmi ai grandi player, possono misurare le proprie performance ESG, analizzare e condividere dati ed esperienze, ottenere piani di sviluppo personalizzati e individuare soluzioni da attuare per migliorare. illimity sarà la prima realtà del settore bancario a collaborare allo sviluppo e all’evoluzione della piattaforma, offrendo nel corso del 2022 una gamma completa di servizi e prodotti bancari oltre a soluzioni che possano incentivare e supportare i piani di transizione energetica e crescita sostenibile delle imprese. Sarà inoltre disponibile un’offerta di credito che incorpora le metriche ESG e premia, in maniera modulare, le aziende più sostenibili o quelle impegnate su target e programmi concreti di miglioramento. Con una veste digitale, semplice e intuitiva, Open-es offre un supporto reale, focalizzandosi sui piani di crescita per le aziende e creando sinergie e opportunità per l’intero sistema imprenditoriale. Con un modello basato sui 4 Pilastri delle Stakeholder Capitalism Metrics, rilasciate dal World Economic Forum, Open-es accompagna le imprese in un percorso di consapevolezza e miglioramento, anche attraverso la collaborazione e la condivisione di dati e best practice.
Carlo Panella, Head of Direct Banking di illimity, ha commentato: “La riduzione dell’impatto ambientale oggi deve essere un obiettivo di tutti e a maggior ragione le aziende che decidono di intraprendere o rafforzare questa complessa transizione devono essere supportate il più possibile. Si tratta infatti di un obiettivo che non riguarda solo l’impresa ma la comunità nel suo insieme e quindi la cooperazione e il dialogo tra diverse realtà può offrire un contributo decisivo al suo raggiungimento. In linea con l’approccio di illimity quale banca open e votata alla sostenibilità, ci impegneremo per dare il nostro contributo a questa importante iniziativa promossa da Eni e continueremo ad affiancare le imprese nel loro percorso di sviluppo sostenibile”.
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Bonomi “Il reddito di cittadinanza disincentiva il lavoro al Sud”

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ROMA (ITALPRESS) – “Per noi il reddito di cittadinanza così come è strutturato oggi non dà quelle risposte per cui questo provvedimento è stato fatto perché non intercetta gli incapienti del nord ed è diventato un disincentivo a cercare lavoro nel Mezzogiorno. Si è dimostrata una misura fallimentare sulle politiche attive del lavoro, lo abbiamo sempre detto e non ci hanno ascoltato”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, parlando a margine all’assemblea di Federmanager.
“Ci dispiace vedere che si mettono 4 miliardi sui centri per l’impiego che sono stati un grande fallimento”, ha aggiunto.
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La Commissione Ue rivede al rialzo la crescita italiana

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La Commissione europea, nelle previsioni economiche autunnali, ha rivisto al rialzo la crescita del Pil italiano al +6,2% per il 2021, rispetto alla stima precedente di un +5%, per poi proseguire al 4,3% nel 2022 (4,% precedente) e al 2,3% nel 2023. Il rapporto tra debito pubblico e Pil è destinato a diminuire dal 155,6% del 2020 al al 154,4 di quest’anno, proseguendo poi il calo anche nel 2022 (151,4%) e nel 2023 (151%). Secondo la Commissione “dopo essere salito al 9,6% del Pil nel 2020, il disavanzo nominale dovrebbe diminuire marginalmente al 9,4% nel 2021” grazie “al rimbalzo dell’attività economica abbia aumentato le entrate del governo, compensando ampiamente l’aumento della spesa correlato alle misure politiche”. Inoltre si prevede che “la domanda interna, in particolare la forte spesa per investimenti, sosterrà la crescita”.
Secondo la Commissione l’economia dell’UE si sta riprendendo più rapidamente del previsto dalla recessione dovuta alla pandemia. Con l’avanzare delle campagne di vaccinazione e la progressiva revoca delle restrizioni, in primavera è ripresa la crescita e si è protratta senza interruzioni in estate, sostenuta dalla riapertura dell’economia. Nonostante le crescenti turbolenze, secondo le proiezioni l’economia dell’UE continuerà a espandersi nel periodo oggetto delle previsioni, raggiungendo un tasso di crescita del 5%, del 4,3% e del 2,5% rispettivamente nel 2021, 2022 e 2023.
Le previsioni indicano che nel 2021 e nel 2022 i tassi di crescita per la zona euro saranno identici a quelli previsti per l’UE, mentre nel 2023 il tasso di crescita per la zona euro sarà pari al 2,4 %. Queste prospettive dipendono in larga misura da due fattori: l’evoluzione della pandemia di COVID-19 e il ritmo con cui l’offerta si adegua alla rapida inversione della domanda a seguito della riapertura dell’economia.
La fase espansiva continuerà a essere trainata dalla domanda interna. I miglioramenti nei mercati del lavoro e la prevista diminuzione del risparmio dovrebbero contribuire a mantenere sostenuta la spesa per i consumi. Anche l’attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) sta iniziando a svolgere un ruolo importante nel promuovere gli investimenti pubblici e privati.
Lo slancio della crescita si trova però di fronte a nuove turbolenze. Strozzature e interruzioni nell’offerta a livello mondiale pesano sull’attività nell’UE, in particolare sul suo settore manifatturiero altamente integrato. Inoltre, dopo il brusco calo registrato nel 2020, i prezzi dell’energia, in particolare del gas naturale, sono cresciuti a un ritmo tumultuoso nell’ultimo mese e sono ora ben al di sopra dei livelli pre-pandemia. Questi fattori sono destinati a pesare sui consumi e sugli investimenti.
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Lavoro, nel 2020 dipendenti privati in calo

ROMA (ITALPRESS) – Nel 2020, secondo i dati dell’Inps, i lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi operai agricoli e domestici), con almeno una giornata retribuita nell’anno, sono stati 15.581.083, con una retribuzione media di 20.658 euro e una media di 223 giornate retribuite. La variazione percentuale sul 2019 è pari al -2,6%, ed è dovuta essenzialmente agli effetti dell’emergenza legata alla pandemia da Covid-19 che ha determinato la caduta della produzione e dei consumi.
In particolare, gli apprendisti sono diminuiti del -5,1% e gli operai del -3,3%. Gli operai (8.563.588 lavoratori) rappresentano il 55% del totale, contro il 36,8% degli impiegati, il 4% degli apprendisti, il 3,1% dei quadri e lo 0,8% dei dirigenti.
Rispetto al genere, i lavoratori maschi rappresentano il 57,7% della distribuzione. La retribuzione media annua nel 2020, pari a 20.658 euro nel complesso, aumenta al crescere dell’età, almeno fino alla classe 55-59, ed è costantemente più alta per il genere maschile (23.859 euro contro 16.285 euro per le femmine).
Nel 2020 il numero di lavoratori dipendenti intermittenti con almeno una giornata retribuita nell’anno è risultato pari a 542.546 (-19,0% rispetto al 2019). La retribuzione media annua nel 2020, pari a 1.869 euro nel complesso, aumenta all’aumentare dell’età e risulta poco differenziata per genere; la classe di età con la retribuzione media più elevata è quella tra 60 e 64 anni con 2.795 euro. Nel 2020 il numero di lavoratori dipendenti in somministrazione con almeno una giornata retribuita nell’anno è risultato pari a 736.032, in diminuzione rispetto all’anno precedente (-9,9%). La retribuzione media annua nel 2020, pari a 9.252 euro nel complesso, è costantemente più alta per i maschi (nel complesso 10.338 euro contro 7.691 euro per le femmine).
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Bce “La crescita si rafforza ma restano le incertezze”

ROMA (ITALPRESS) – “Dopo due trimestri di calo del prodotto, il PIL in termini reali dell’area dell’euro ha segnato una ripresa nel secondo trimestre del 2021 e si stima un suo ulteriore rafforzamento nel terzo. Nel secondo trimestre l’attività economica ha recuperato e il PIL è aumentato del 2,1 per cento sul trimestre precedente”. Lo scrive la Bce nel bollettino economico.
Tale risultato “ha più che compensato la flessione cumulata dello 0,7 per cento registrata nei due trimestri precedenti”. Tuttavia “il PIL era ancora inferiore del 2,7 per cento rispetto al picco precedente la crisi, osservato alla fine del 2019. La scomposizione della spesa mostra che la domanda interna ha fornito il principale contributo alla crescita, insieme a un modesto contributo positivo dell’interscambio netto.
Al tempo stesso, “le variazioni delle scorte hanno contribuito negativamente alla crescita nel secondo trimestre, dopo due trimestri di forti contributi positivi. L’aumento dell’attività nel secondo trimestre ha interessato in generale tutti i paesi. Le incertezze legate alla pandemia restano elevate”.
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Pil, Istat “Si riducono le distanze dai livelli pre-crisi”

ROMA (ITALPRESS) – “L’economia internazionale continua a espandersi in presenza del proseguimento della fase di aumento dei prezzi dei prodotti energetici che potrebbe costituire un freno per la produzione mondiale nei prossimi mesi. Nel terzo trimestre, il Pil italiano ha segnato, in base alla stima preliminare, un nuovo deciso aumento che ha ridotto ulteriormente le distanze con i livelli pre-crisi. La variazione acquisita per il 2021 è +6,1%”. Lo afferma l’Istat nella Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana.
“A settembre si è registrato un marginale incremento della produzione industriale nel con-fronto con il mese precedente. Nella media del terzo trimestre, l’indice è aumentato dell’1,0% rispetto al periodo aprile-giugno. Il mercato del lavoro a settembre è tornato a registrare segnali di miglioramento, con un incremento degli occupati e una riduzione di disoccupati e inattivi – sottolinea l’Istituto di Statistica -. A ottobre, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo IPCA è cresciuto in termini tenden-ziali del 3,1%, con un differenziale negativo di inflazione con l’area euro di un punto per-centuale. La prosecuzione della ripresa internazionale e i livelli elevati di fiducia di famiglie e imprese indicano che la fase di recupero dei ritmi produttivi continua, con la possibilità di chiudere il gap rispetto ai livelli pre-crisi nei prossimi mesi”.
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